La Cgil attacca Padoa-Schioppa

12/06/2007
    martedì 12 giugno 2007

    Pagina 16 – Politica e società

    La Cgil attacca Padoa-Schioppa

      ROMA
      Clima incandescente tra Governo e sindacati con l’avvicinarsi dell’incontro annunciato per venerdì con le parti sociali su Welfare e pensioni, in vista del Dpef. Al ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, che ha sottolineato il rischio di estinzione del sindacato, replica piccato il leader della Cgil, Guglielmo Epifani: «Non è tempo di battute, ma è il tempo di dare risposte ai problemi del Paese, perché come si vede c’è un grande malessere».

      Nel sottolineare che ancora non è arrivata la convocazione ufficiale da Palazzo chigi, Epifani rilancia: «Se il Governo non dà risposte è chiaro che aumenta il malessere dei lavoratori e il sindacato non piò che rappresentarlo». Quanto all’intenzione manifestata dal ministro Padoa-Schioppa di alleggerire la pressione fiscale: «Vedo tutte le categorie che protestano – aggiunge Epifani -. Indubbiamente molti dipendenti e pensionati pagano oggi più tasse. Io credo che bisogna raggiungere un punto di equilibrio, e non attribuire la ragione a chi grida più forte. C’è una parte del Paese che attende una risposta».

      Non manca un accenno alla polemica interna tra i sindacati. Chiamato incausa dal numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni – che lo accusa di aver stretto un patto con il governo -, Epifani ribatte con una stoccata: «L’unico patto che mi ricordo fu fatto nel passato governo e non oggi. Ma non è tempo di divisioni, c’è bisogno di tenere un comportamento unitario perché il rapporto con il governo richiede questo».

      Le accuse rivolte dal ministro Padoa-Schioppa sull’incapacità del sindacato di rinnovarsi, sono respinte al mittente da Bonanni: «Si rassegni, abbiamo sette vite come i gatti, la gente è dalla nostra parte». Il segretario generale della Cisl rivendica per la propria organizzazione posizioni «progressiste e moderate» su temi come le liberalizzazioni, la detassazione degli straordinari, ma anche su Tav e rigassificatori. Sulla stessa lunghezza d’onda il leader della Uil, Luigi Angeletti: «Non mi sento toccato da questo richiamo – sostiene – perché penso che il sindacato abbia dato prova, nella sua storia più o meno recente, di essere capace di rinnovarsi, nel senso di capire quali siano i problemi che devono essere affrontati e risolti per salvaguardare gli interessi che noi rappresentiamo».

      G.Pog.