La Cgil apre il think tank sulle professioni

14/12/2009

Due nuovi ingressi in vista nella segreteria confederale della Cisl.
Nel giro di tre anni il segretario generale Raffaele Bonanni ha così rinnovato interamente la squadra di vertice, una decina di segretari, ad eccezione di Giorgio Santini , l’unico, insieme
allo stesso Bonanni, che era in segreteria già ai tempi di Sergio D’Antoni .
A entrare, con l’elezione da parte del Consiglio generale che si riunirà mercoledì, saranno il segretario dell’Emilia Romagna, Piero Ragazzini , 51 anni, e quello della Calabria, Luigi
Sbarra , 49 anni. Si riempiranno le due caselle vuote lasciate da Renzo Bellini, che ha terminato il mandato, e da Gigi Bonfanti , spedito da Bonanni a guidare la potente federazione dei pensionati, con una missione precisa: riportare nei ranghi una categoria che sotto la gestione movimentista di Antonio Uda era entrata spesso in polemica con lo stesso segretario generale della Cisl, rivendicando più potere nella confederazione. Con la
squadra interamente rinnovata Bonanni potrà guardare con assoluta tranquillità al congresso del 2013. Unico problema da risolvere, il futuro di Santini, il cui mandato scade l’anno prossimo. Il solo modo per far restare Santini in segreteria sarebbe quello di nominarlo segretario aggiunto, una promozione che farebbe partire un nuovo mandato. Santini ha tutte le carte in regola per aspirare alla carica, ma i giochi non sono ancora fatti.
Anche la Cgil guarda con attenzione al mondo delle professioni, circa due milioni di lavoratori in cerca di visibilità, tanto più ora che la crisi ha colpito anche queste categorie tradizionalmente considerate forti. Su iniziativa di Davide Imola , responsabile Area professioni, la Cgil ha costituito una Consulta permanente sul lavoro professionale, che sarà presentata con un convegno a Milano tra la fine di gennaio e gli inizi di febbraio. Obiettivo della Consulta, che sarà guidata dallo stesso Imola sotto la supervisione del segretario confederale Agostino Megale , è quello di avviare un confronto permanente tra il sindacato e il mondo delle professioni, in particolare quelle senza ordini e albi, e avanzare proposte comuni al governo. Quanto alla rappresentanza, c’è molto da fare. Finora il mondo delle professioni
ha trovato attenzione in maniera frammentata, attraverso una ventina di sindacati di categoria e associazioni varie affiliate alla Cgil, dal sindacato scrittori all’Agenquadri, dal Nidil (lavoratori atipici) alla Cgil Medici. Adesso si tratta di rimettere ordine. Il primo passo è appunto la Consulta, poi si vedrà. Intanto la Cgil, insieme con alcune associazioni dei professionisti, in particolare quelle dei giovani (dagli architetti agli avvocati), contrari alla «controriforma» in discussione in Parlamento, presenteranno una piattaforma comune di richieste al governo: no all’aumento dei contributi previdenziali, no alla reintroduzione delle tariffe minime, sì all’abilitazione durante il corso di studi, sì all’estensione degli ammortizzatori sociali.