La Cgil a congresso. Record di iscritti

06/02/2002

mercoledì 6 febbraio 2002

La Cgil a congresso.
Record di iscritti

È con 5milioni 402mila 408 iscritti che la Cgil si presenta oggi al suo 14° congresso. Il numero più alto che mai sindacato italiano abbia toccato, il secondo europeo. Un successo tanto più notevole se si pensa alle previsioni fosche che ancora attorno al congresso precedente davano imboccato, per il sindacalismo, il viale del ridimensionamento e poi della scomparsa.

La Cgil ha imboccato il quarto anno consecutivo di crescita con 48mila nuovi iscritti e di questi 38mila sono lavoratori dipendenti, 9500 pensionati. I metalmeccanici della Fiom sono la prima federazione con 367.938 iscritti (+1,28%), ma il sindacato della Funzione Pubblica li sta insidiando da presso con 361.881 associati (+0,31%).

Tuttavia sono altre le categorie che si irrobustiscono a ritmi più elevati. Il sindacato della scuola, Sns, (126.256 aderenti) cresce dell’11,41%, la federazione del commercio, del turismo e dei servizi, la Filcams, è a 264.562 associati con +5,15%. C’è poi Nidil, l’associazione dei nuovi lavori, che porta i propri iscritti a 11.455 crescendo del 26,94%. In discesa il sindacato dei tessili, degli elettrici, dell’agroalimentare.

I delegati che da oggi a sabato si confronteranno alla Fiera di Rimini per dare la strategia per i prossimi quattro anni, sono il risultato di un confronto che si è esercitato in 52mila assemblee alle quali hanno partecipato un milione e 330mila iscritti. I congressi provinciali sono stati 1500, 128 quelli di Camere del Lavoro, 14 i congressi nazionali di categoria, 21 i congressi di Cgil regionale.

Un lungo percorso congressuale durante il quale si sono confrontate due mozioni. A quella di maggioranza, primo firmatario ovviamente Sergio Cofferati, è andato l’83,55% dei voti, a quella di minoranza “Lavoro e società”, primo firmatario Patta, il 16,45.

Un congresso, questo, che chiama gli iscritti a una nuova stagione di militanza e a un impegno più diretto nelle cose pubbliche. Secondo il documento della maggioranza, il centrosinistra è stato sconfitto alle elezioni per la propria incapacità di fare coalizione ma anche per la rinuncia a considerare centrali i temi del lavoro.

A perdere – è detto – è tutta la sinistra, quella riformista come quella antagonista. È il quadro di una crisi profonda di identità ; di programmi, di capacità e di radicamenti organizzativi, di rappresentanza sociale, di cultura politica.

Le mutazioni avvenute – prosegue il documento – aprono la riflessione circa la necessità di un rinnovato impegno di compagni della Cgil nella militanza politica, anche al fine di una riqualificazione della stessa che renda sempre più visibile i valori e gli interessi rappresentati dal mondo del lavoro.