La Cdl punta sugli incentivi ai consumi

20/11/2002




            20 novembre 2002

            ITALIA-POLITICA
            La Cdl punta sugli incentivi ai consumi

            Verso un maxiemendamento alla manovra – Il Governo attiva il decreto blocca-spesa: «Si allontana l’obiettivo del deficit al 2,1%»


            ROMA – «Una Finanziaria più difficile di così non poteva capitarci: poche entrate e spese certe». Un ministro Tremonti quasi sconsolato è intervenuto al Senato dove maggioranza e Governo si sono confrontati per predisporre l’avvio dell’esame della manovra 2003, da ieri in commissione Bilancio per la discussione generale. E da Berlino il premier, Silvio Berlusconi ha ribadito che il Governo «sta attuando una politica sociale attenta ai ceti più deboli, quindi – ha precisato al cancelliere tedesco, Gerhard Schroeder – la nostra politica economica non è così distante da quella di un Esecutivo di centro-sinistra». A rendere più severo l’impegno, ecco l’idea emersa dalla riunione: utilizzare la Finanziaria per promuovere un’accelerazione dei consumi. Magari con un maxi-emendamento in cui riversare le questioni aperte, come già alla Camera. Progetto ambizioso ma di problematica realizzazione. Tanto che il sottosegretario all’Economia Giuseppe Vegas ha provveduto a raffreddare gli entusiasmi. Varare misure di rilancio dei consumi «ora è un po’ difficile», ha avvertito Vegas, che in serata è stato ricevuto da Silvio Berlusconi. «Valuteremo le proposte», ha detto. C’è un problema di risorse da reperire e di saldi da difendere. Intanto il nuovo programma di stabilità italiano sta per approdare alla Commissione europea. Si articolerà su tre scenari: uno ricalcato sulle stime governative, il secondo su quelle comunitarie, il terzo ispirato a maggior pessimismo. Quale si rivelerà veritiero? Ieri, il rischio che l’obiettivo di un deficit 2002 al 2,1% del prodotto venga superato è stato richiamato dalla relazione al Decreto del presidente del Consiglio che avvia la procedura di freno alla spesa. Si tratta del comma 3 del decreto 194. La norma scatta in presenza di uno «scostamento rilevante» dagli obiettivi di bilancio. Interviene allora un taglio «uniforme» della spesa pubblica che sarà precisato dal ministro Giulio Tremonti. Vito Tanzi, sottosegretario all’Economia, ha difeso ieri le una tantum che costellano le manovre di bilancio: a lunga, possono causare problemi, ha detto, ma servono a guadagnare tempo e a fare riforme durevoli. Il progetto sui consumi indicato dai senatori della maggioranza mirerebbe, ha spiegato il presidente della commissione Bilancio Antonio Azzollini, Fi, a ottenere una maggior crescita del Pil di uno o due punti. L’accelerazione deriverebbe da un aumento dei consumi superiore a quanto il Governo spera di ottenere con gli sgravi Irpef sui redditi medio-bassi. Ma se incentivi mirati a uno specifico consumo sono noti e praticati (si pensi all’auto), diverso è renderli di effetto generale. Il Governo ribadisce insomma di puntare sugli sgravi tributari per settori dall’elevata propensione al consumo. Il tema della crescita è stato comunque al centro della riunione. Sarà, ha sottolineato Azzollini, «una delle cose importanti di questo passaggio parlamentare». E a proposito di crescita, oggi il premier farà il suo esordio al ministero delle Infrastrutture per affiancare il ministro Lunardi nello sforzo per rilanciare le Grandi opere. Ma altri problemi incalzano. Innanzitutto quello del termine per la presentazione degli emendamenti in commissione: fissato per venerdì ma giudicato dall’opposizione insufficiente, è slittato a sabato. C’è poi la questione dell’aumento delle risorse per ricerca e Università, cui si punta mediante un aumento dell’accisa sui tabacchi. Ma anche quest’iniziativa, già prevista da emendamenti della maggioranza, vede perplesso il Governo, che teme ripercussioni sui consumi e, alla fine, sullo stesso gettito. Sempre caldo il tema delle sanatorie. Il relatore Lamberto Grillotti (An) fa sapere che se ne è parlato. L’ipotesi di trasformare il concordato fiscale in condono è tutt’altro che caduta. Ma sembra più probabile che ci si limiti a un condono edilizio, anche se per piccoli abusi, mirato a evitare speculazioni e giustificato, per così dire, dall’opportunità di portare a compimento le sanatorie dell’85 e del ’94. Parte delle risorse così ottenute, secondo Grillotti, andrebbero destinate alla ristrutturazione di edifici pubblici e scolastici. Ancora: l’estensione all’intero 2003 dell’agevolazione del 36% per le ristrutturazioni edilizie. La Camera si è limitata a disporla fino a tutto giugno prossimo. Qui si tratta anche di tener conto del consenso europeo. L’Ue si era detta d’accordo, purché l’agevolazione operasse per un periodo di tempo limitato. Tutta da definire la partita dei medici del Servizio sanitario nazionale che svolgano attività libero-professionale. La libera scelta sarà riproposta in Senato, ha ribadito Grillotti, e senza il pagamento di 5mila € annui. Infine Maurizio de Tilla, presidente della Cassa forense, ha segnalato ad Azzollini, perché sia soppressa, una norma della Finanziaria che causerebbe una gravosa ricostituzione di posizioni previdenziali pregresse.
            Luigi Lazzi Gazzini