La cassa sanitaria Est minaccia la rivalsa

03/07/2007
    martedì 3 luglio 2007

    Pagina 30 – Norme e tributi

    La querelle – Iscrizione obbligatoria

      La cassa sanitaria Est
      minaccia la rivalsa

        I datori di lavoro che non iscrivono i dipendenti al fondo Est (Fondo di assistenza sanitaria integrativa commercio,turismo e servizi) e non versano la contribuzione potrebbero essere oggetto di un’azione di recupero forzoso. È quanto emerge dalla circolare 3/07 che il fondo sta inviando ad aziende e operatori del settore.

        Sull’obbligatorietà dell’iscrizione a Est dei lavoratori (esclusi quadri e dirigenti) delle aziende che applicano i Ccnl sottoscritti da Confcommercio,Fipe, Fiavet, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil è intervenuto, a dicembre, il ministro del Lavoro con una risposta a un interpello (il n.7573). Secondo il Lavoro le clausole istituite dai fondi di assistenza sanitaria integrativa non comportano l’obbligatorietà dei versamenti dei contributi e la mancata contribuzione non fa venir meno i benefici normativi e contributivi previsti dall’articolo 10 della legge 30/03.

        Ora Est passa al contrattacco e difende la tesi dell’obbligatorietà dell’iscrizione. In primo luogo afferma che i pareri dei ministri sono privi di valenza giuridicamente vincolante (Cassazione; 24 maggio 06 n.122238), essendo pacifico che «l’interpretazione dei contratti collettivi di diritto comune è riservata al giudice di merito». Inoltre, il fondo afferma che la posizione ministeriale non è condivisibile:

        -con riferimento al criterio adottato per distinguere la riconducibilità di una clausola alla parte normativa, a quella economica o a quella obbligatoria di un Ccnl;

          -nell’affermazione circa l’esclusione dall’obbligo dei versamenti a Est per le aziende non iscritte;

            -per le conseguenze che ne deriverebbero in ordine alla disparità di trattamento fra lavoratori, nel caso di impossibilità a sostenere la spesa per cure sanitarie. In tale circostanza il lavoratore potrebbe agire nei confronti dell’azienda per il risarcimento del danno subito.

              Nessun riferimento, invece, al fatto che l’obbligo del datore di lavoro di garantire una copertura sanitaria ai dipendenti potrebbe essere assolto con il ricorso a fndi che offrono prestazioni equivalenti a quelle del fondo contrattuale.