La Cassa integrazione sale a 18 mesi

10/03/2010

ROMA — Con un blitz che non è piaciuto al ministro Maurizio Sacconi, ieri la commissione Lavoro della Camera ha approvato un testo di legge col voto della maggioranza e del Pd che, tra l’altro, allunga la durata della cassa integrazione ordinaria da un anno a un anno e mezzo. A proporre, con un emendamento, la misura è stato il relatore, Giuliano Cazzola (Pdl), che ora minimizza, sottolineando che si tratterebbe di una sperimentazione limitata al 2010-2011, che la copertura è assicurata dagli 8 miliardi stanziati l’anno scorso per la cassa integrazione in deroga e spesi solo in parte e che comunque il percorso del provvedimento è lungo, visto che deve arrivare ancora il parere delle altre commissioni, poi l’esame dell’aula di Montecitorio e quindi passare al Senato. «Se ne riparlerà – sottolinea Cazzola – e comunque si tratta anche di disarmare gli argomenti dell’opposizione che accusa il governo di non fare la riforma degli ammortizzatori sociali». I sindacati, soprattutto la Cgil, e il Pd parlano di «primo risultato» mentre Sacconi è irritato. E dal ministero fanno sapere che la norma sarà bocciata in aula perché priva di copertura.
Ieri il governo non era presente in commissione e quindi non ha avuto modo di esprimersi sull’emendamento Cazzola. Ma quello che pensa il ministro del Lavoro lo ha poi detto attraverso un comunicato: «L’emendamento non introduce una protezione maggiore del lavoro perché già oggi il sostegno al reddito può essere corrisposto attraverso la cassa integrazione ordinaria, che ora viene conteggiata per giorni e non per settimane con un allungamento di fatto della sua durata. Poi con la cassa integrazione straordinaria, che è stata semplificata, e con la possibilità della successiva cassa in deroga senza limiti temporali».
Lo stesso Sacconi e il governo sanno comunque che il 2010 sarà difficile, come testimonia l’aumento del 150% della cassa integrazione che si è registrato a gennaio e febbraio rispetto agli stessi due mesi del 2009. Le opposizioni e la Cgil invocano una riforma complessiva degli ammortizzatori e intanto salutano positivamente la novità. Il sindacato di Guglielmo Epifani la ritiene comunque insufficiente rispetto alla richiesta di raddoppio della durata (da un anno a due) della cig, che sarà anche alla base dello sciopero generale che la Cgil, da sola, ha proclamato per venerdì. Ci saranno manifestazioni nelle principali città. La Cgil chiede anche un bonus fiscale di 500 euro per lavoratori dipendenti e pensionati, protesta contro le nuove norme sui licenziamenti, chiede una politica di accoglienza per gli immigrati e misure di politica industriale. A questo proposito il governo non ha trovato ancora la quadra sul decreto legge sugli incentivi, atteso da mesi. Toccherà al presidente del Consiglio mediare tra il ministro dello Sviluppo, Claudio Scajola, e quello dell’Economia, Giulio Tremonti, che metterebbe a disposizione non più di 250 milioni. La bozza del decreto, che non è chiaro se andrà al consiglio dei ministri di venerdì, contiene anche una stretta sulle frodi «carosello» sull’Iva (tornate di attualità con l’inchiesta Fastweb-Telecom Sparkle) e una minisanatoria sul contenzioso fiscale che riguarderà, dice il Tesoro, solo quello più vecchio e di importo esiguo, tanto che dovrebbe dare un gettito nel 2010 di appena 50 milioni.