La carta cinese per Termini Imerese assemblano in Sicilia e vendono a Pechino

25/03/2010

TORINO – Sarebbe il primo caso di delocalizzazione al contrario: i cinesi che producono in Italia per vendere in Cina. Nel dossier delle proposte per Termini Imerese oggi sul tavolo di Scajola, una delle aziende dell´automotive che ha presentato un progetto è la Faw, principale produttore cinese di auto e camion. Il progetto prevede di trasportare in Sicilia le scocche prodotte in Cina e trasferire nuovamente in Asia le auto finite. Motori e trasmissioni sarebbero prodotti in Italia. Una possibilità, che attualmente sarebbe stata accantonata, era quella di produrre i propulsori nello stabilimento Vm di Cento, in provincia di Ferrara, che realizza anche motori per Chrysler. In Corea Vm produce su licenza i motori Hunday. Secondo il piano, nei primi due anni Faw produrrebbe in Italia 80 mila auto ma sarebbe disposta ad investire per portare successivamente la produzione a 200 mila.
La soglia delle 200 mila auto era quella prevista in origine dal piano di raddoppio dello stabilimento presentato a suo tempo dalla Fiat. È una soglia precisa perché, secondo tutti gli analisti, è quella che garantisce la sopravvivenza di un indotto abbastanza grande da rendere conveniente la produzione dal punto di vista logistico. Non si esclude che i motori per equipaggiare le auto cinesi possano anche essere acquistati da Fiat. Certo, commentavano nei giorni scorsi i sindacalisti che hanno potuto prendere visione della proposta, difficilmente i cinesi accetterebbero di rimanere in Sicilia solo per produrre a vantaggio del mercato di Pechino. Più probabilmente, dopo una prima fase di rodaggio, il progetto potrebbe essere quello di trasformare la fabbrica siciliana in una testa di ponte per il mercato europeo. Nonostante le molte incognite del progetto, il dossier Faw è considerato uno dei più solidi tra quelli presentati al ministero.
L´altra proposta giudicata interessante è quella avanzata da Gian Mario Rossignolo, l´imprenditore torinese che nei mesi scorsi ha ottenuto l´utilizzo delle linee Pininfarina di Grugliasco per realizzare auto di lusso con il marchio De Tomaso. Rossignolo avrebbe proposto di produrre anche in Sicilia auto di nicchia destinate al mercato europeo. L´elenco delle 16 proposte presentate finora al ministero dovrebbe essere reso noto il 13 aprile nell´incontro fissato a Roma sul futuro di Termini Imerese. Solo quattro sono quelle provenienti dal settore auto. Il ministro Scajola aveva anche annunciato nelle scorse settimane un bando internazionale per sollecitare altre offerte dall´estero. E aveva aggiunto che «non c´è fretta. Ci sono due anni di tempo e ogni dossier va esaminato con grande attenzione». In questi giorni le proposte vengono esaminate dai tecnici di Invitalia, l´advisor indicato dal ministero per seguire la pratica.