La Camera Cig in deroga anche negli studi

29/01/2014

Accesso alla cassa integrazione in deroga per gli studi professionali, ma anche per diverse altre categorie di lavoratori. Le condizioni contenute nel parere favorevole votato ieri dalla commissione Lavoro della Camera allo schema di decreto ministeriale in materia di ammortizzatori sociali in deroga modificherebbero profondamente il testo, ampliando non poco la portata del provvedimento messo a punto dal governo. Con l`estensione a tutte le tipologie di datori di lavoro, e quindi non solo alle imprese come definite dall`articolo 2082 del codice civile, vengono recepiti i rilievi dei rappresentanti dei professionisti, Comitato unitario professioni e Confprofessioni in primis. «Sono state tenute in considerazione – ha commentato Marina Calderone, presidente del Cup e del Consiglio nazionale dell`ordine dei consulenti del lavoro – le nostre argomentazioni rese a tutela dei collaboratori degli studi professionali. Mi auguro che il testo definitivo sia aderente alle esigenze attuali del Paese».
Ma la Commissione ammorbidisce anche il requisito di anzianità aziendale minima dei lavoratori beneficiari dell`ammortizzatore, che dovrebbe scendere dai 12 mesi ora previsti a 90 giorni e amplia
le categorie interessate, includendo apprendisti, somministrati, lavoratori a domicilio e quelli delle coop.
Crescono inoltre le ipotesi in cui si può ricorrere alla cassa in deroga. A differenza di quanto previsto dallo schema di decreto, il parere prevede che «si consideri l`opportunità di inserire tra le causali» la cessazione dell`attività, le riconversioni aziendali e le procedure concorsuali. La Commissione ritiene anche che, per quanto riguarda i limiti di durata del sussidio, debba essere eliminato il riferimento ai Fondi di solidarietà bilaterali che dovrebbero essere già operativi e sostituire proprio la Cig in deroga, ma nella maggior parte dei casi sono solo sulla carta. Le condizioni determinano, quindi, un ampliamento del raggio d`azione degli ammortizzatori in deroga che si scontra con le difficoltà di finanziamento di questo strumento, per il quale nei giorni scorsi è stata sbloccata una prima tranche di 400 milioni. Ma a questo riguardo ancorala commissione «sottolinea la necessità della copertura integrale delle risorse necessarie» per gli anni 2013-2015.