La Camera allunga la Cig di 6 mesi ma Sacconi boccia l´emendamento

10/03/2010

Venerdì sciopero Cgil. Incentivi, scontro Tesoro-Scajola

ROMA – La crisi si allunga e la cassa integrazione si adegua, almeno nelle intenzioni bipartisan dei parlamentari: ieri, con un emendamento votato in Commissione Lavoro alla Camera sia dalla maggioranza che dalla opposizione, la sua durata è stata estesa di sei mesi, passando dalle attuali 52 settimane a 78, in pratica da un anno ad un anno e mezzo. Dopo poche ore, è arrivata la doccia fredda da parte del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi: «Con le nuove norme i lavoratori non sono affatto più tutelati». Tra Cig ordinaria, Cig straordinaria e cassa in deroga – spiega il ministro – disponiamo di «un pacchetto che di fatto già copre ben oltre i 18 mesi ipotizzati dall´emendamento». Sacconi ha fatto anche capire che la norma sarà probabilmente bocciata in aula.
Per la Cgil – che venerdì sciopererà proprio sulle politiche del lavoro e sul fisco – l´aumento dei sei mesi di Cig sarebbe comunque solo un primo, insufficiente passo verso il raddoppio chiesto da tempo. Il ministro Tremonti, intanto, presenta la bozza dell´"Atto d´indirizzo" della politica fiscale del prossimo biennio, dove si promettono «misure di sostegno alle famiglie», lotta all´evasione fiscale e interventi a favore delle imprese per affiancarle nel recupero della produttività.
Parole cui il Pd crede poco – «è il solito spot elettorale» ha commentato il responsabile per l´economia Fassina – e ancor meno la Cgil. Il sindacato di Epifani ha proclamato, da solo, uno sciopero generale di quattro ore per venerdì prossimo proprio contro l´inattività del governo davanti alla crisi. Le motivazioni della protesta vanno dalla richiesta di una politica industriale per un 2010 «che sarà peggiore del 2009»; a quella di una riforma fiscale che elimini la iniquità di un prelievo che pesa soprattutto redditi da lavoro e pensione; ad una politica per i migranti che includa e non escluda. Ma tema principe dello sciopero è anche l´introduzione nei processi di lavoro dell´arbitrato in alternativa all´articolo 18. «E´ un ricatto – ha detto Epifani – può aprire pressioni indebite sul lavoratore in sede di assunzione».
Lo scontro tra il ministro dell´Economia e quello dello Sviluppo Economico ha fatto slittare il decreto sugli incentivi ai consumi. Il preconsiglio di ieri ha rinunciato a esaminare il testo che non sarà votato venerdì. Il testo proposto ieri da via XX Settembre forniva fondi per 200 milioni di euro, troppo pochi per il ministro Scajola. L´altra divergenza riguarda proprio i contenuti: Tremonti vuole un testo "leggero" con delle norme di principio a cui seguiranno da una serie di decreti attuativi, mentre Scajola punta a inserire già una descrizione minuziosa dei settori coinvolti e dei fondi riservati a ciascuno (elettrodomestici, cucine, macchine agricole e industriali).