La caccia a Saddam e i fantasmi che ritornano – di G.Barlozzetti

22/04/2003

ItaliaOggi (Marketing)
Numero
093, pag. 15 del 19/4/2003
di Guido Barlozzetti


Il Diario della (tele) guerra.

La caccia a Saddam e i fantasmi che ritornano

Riappare il fantasma di Saddam. Incede sorridente e sornione tra una moltitudine osannante di fedeli. Per Al Jazeera è il 9 aprile, e cioè il giorno in cui il simulacro del Raìs viene faticosamente abbattuto davanti all’Hotel Palestine. Dunque, a stare alle apparenze, il grande capo era ancora vivo e vegeto, mentre gli Abrahams scorrazzavano per la capitale. A meno che non si tratti del solito sosia, pronto a entrare in scena quando serve alla guerra dell’informazione. In ogni caso, la pratica è lungi dall’essere archiviata. Tocca ancora all’emittente televisiva araba rintracciare a Baghdad l’ultimo rifugio, un modesto appartamento, dove il condottiero si sarebbe ricoverato prima della probabile fuga. Incentrata su Saddam, evanescente e inafferrabile, fra soffiate e taglie, si dispiega la caccia dell’intelligence americana al mazzo di carte dei gerarchi stampato dal Pentagono. Fra ieri e l’altroieri, ne sono stati scovati un paio, di secondo piano. Ma non pare dietro l’angolo la conclusione del solitario dell’Iraq per il cartaio della Casa Bianca. Una mano di questa partita porta anche ad Al Sahaaf, ministeriale faccia di bronzo dell’informazione, tetragono anche alla più solare delle evidenze. Mentre negli Usa è diventato come Michael Jordan e Osama un personaggio del circuito della moda, dalle magliette ai gadget a Internet, circola la voce che si sarebbe suicidato. Più facile che sia stato proprio lui, massimo amplificatore della propaganda del regime, a metterla in giro ad arte. Nel dopo Saddam si apre anche la porta dei revenant: basta scavare e saltano fuori migliaia di cadaveri, subito esposti alle telecamere. Altre resurrezioni sono meno macabre. Dai sotterranei di Baghdad riemergono 25 prigionieri politici e ridanno fiato alle speranze dell’esercito dei parenti che non vogliono rassegnarsi. Così davanti agli inviati scorre l’album doloroso delle fotografie degli scomparsi. Altri corpi, invece, si agitano.

Quelli delle masse che rispondono alle adunate degli Imam e scendono in piazza contro gli infedeli che occupano la terra del Profeta. Altri ritorni, infine: quello reale, l’acqua che riprende a zampillare dalle improvvisate condutture, e quello possibile del super ispettore Blix che, a dispetto degli americani, non ha ancora disfatto le valigie.