La Cabina di regìa alla prova pensioni

09/07/2003




      Mercoledí 09 Luglio 2003


      La Cabina di regìa alla prova pensioni

      Welfare e verifica – Alla vigilia degli incontri sul Dpef Ciampi rilancia: «Serve il dialogo sociale per la competitività e l’innovazione»


      ROMA – «È mio radicato convincimento che, per il miglioramento della competitività del sistema italiano, sia determinante la collaborazione tra categorie economiche e forze sociali, ai fini della diffusione dell’innovazione e dell’utilizzo di nuove tecnologie». Alla vigilia della prima riunione della cabina di regia governativa, in cui sarà affrontato anche il nodo pensioni, e degli incontri sul Dpef, il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, torna a sottolineare l’importanza del dialogo sociale per rilanciare lo sviluppo del Paese. Ma, almeno sulle pensioni, i sindacati ribadiscono di essere pronti a dare battaglia e ripetono un secco «no» a misure strutturali a cominciare da interventi sulle "anzianità". Intanto, con il trascorrere delle ore, nella maggioranza prende sempre più corpo un compromesso attorno a un emendamento da presentare alla delega Maroni per introdurre il "contributivo per tutti", una stretta sulle false invalidità e un contributo di solidarietà sulle pensioni ricche. Già ieri Udc e An hanno lasciato intendere di propendere per un miglioramento della delega con il più ampio consenso sociale possibile. Una posizione che piace alla Lega che ribadisce il no a interventi drastici sulle "anzianità". E proprio di questa possibile soluzione si dovrebbe discutere oggi nel corso della prima riunione della cabina di regia, coordinata da Gianfranco Fini, che servirà anche a verificare se esistono ancora i margini per dare il via ai disincentivi diretti sulle "anzianità", tuttora in cima al menù del Tesoro.
      Ciampi: «Dialogo sociale».
      In un messaggio inviato al presidente dell’Assonime, Vittorio Merloni, in occasione dell’assemblea generale dell’Associazione fra le Società italiane per azioni, il capo dello Stato rilancia l’importanza dei rapporti con le forze sociali per per migliorare la competitività anche in riferimento all’utilizzo delle nuove tecnologie. «In tale contesto – afferma Ciampi – è molto importante che si intensifichino i rapporti fra imprese e università, per aiutare l’Italia a colmare il divario che ancora la separa, nei campi della ricerca pura e di quella applicata, ai traguardi che altre economie hanno già raggiunto». A questo proposito il capo dello Stato esprime apprezzamento per la relazione di Merloni «dedicata a temi di grande momento, quale quello del valore centrale della competitività per lo sviluppo del paese e quello della responsabilità sociale delle imprese». Sindacati: no alla riforma.
      Savino Pezzotta afferma tutta la sua contrarietà a riforme per fare cassa. Il leader della Cisl ripete che l’attuale sistema «non ha bisogno di alcun intervento strutturale» e ricorda che la delega (da cambiare con le proposte dei sindacati), prevede il mantenimento delle regole attuali "anzianità". Pezzotta aggiunge di non aver mai pensato ad accordi separati «sulla previdenza né su altre cose». Anche Guglielmo Epifani definisce «inaccettabile» qualsiasi taglio ai diritti per fare cassa. Il leader della Cgil chiede poi al Governo «di dire cosa intende fare» sulle pensioni e sostiene che la richiesta della Lega di mandare avanti la delega «rafforza» la posizione del sindacato. Per il leader della Uil, Luigi Angeletti «non c’è bisogno di fare nessuna nuova riforma, basta fare le modifiche che abbiamo proposto alla delega previdenziale».
      Il compromesso nella maggioranza.
      Diventa sempre più probabile la soluzione di un emendamento da inserire, dopo un confronto con le parti sociali, nella delega Maroni (si veda «Il Sole-24 Ore» di ieri): contributivo per tutti; stretta sulle false invalidità; contributo di solidarietà sugli assegni più ricchi. Non ci sarebbe dunque nessun intervento in Finanziaria (dove però potrebbe finire in extremis un semi-blocco delle "anzianità"), anche se la delega potrebbe essere sempre "collegata" alla legge di bilancio in autunno. E di questo, insieme al nodo-anzianità, si discuterà oggi nella riunione della cabina di regia. Ieri Luca Volontè (Udc) ha detto che «si può completare la riforma Dini e si può migliorare, come dicono le parti sociali, la delega Maroni». Il sottosegretario Pasquale Viespoli (An) ha lanciato un patto di solidarietà tra le generazioni sull’intero Welfare «con il massimo della coesione sociale»: il Paese invecchia, «non bisogna stare fermi, c’è una delega in discussione. Alcuni miglioramenti si possono fare». Dichiarazioni accolte con soddisfazione da Roberto Calderoli (Lega) perché «dimostrano la disponibilità» di An e Udc «a procedere alla riforma attraverso la delega». Anche perché la Lega, con Bossi, lo stesso Calderoli, Castelli e Cè, ha ribadito lo stop a tagli sulle "anzianità" rievocando lo spettro del ’94.

      MARCO ROGARI