La busta paga – premessa

Premessa
Lo stipendio o il salario è sempre lo strumento di misura e di corresponsione della prestazione e della professionalità. Naturalmente il salario è l’oggetto principale della contrattazione, sia nazionale che aziendale

I diversi livelli di contrattazione della retribuzione
La retribuzione deriva in parte da disposizioni legislative ed in parte è frutto di accordi sindacali con le controparti imprenditoriali e lo Stato. L’articolo 36 della Costituzione italiana, al primo comma, prevede:
"il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionale alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa".
Per realizzare questo principio costituzionale si è sempre di più affermato il principio della contrattazione sindacale, di tutti gli aspetti che influiscono sulla qualità della retribuzione. Anche gli aspetti che vengono regolati per legge e non per accordi collettivi sono soggetti ad intervento sindacale, come la materia fiscale e previdenziale, gli assegni familiari e così via.
I livelli negoziali che influenzano la materia retributiva sono quattro:
Il livello nazionale confederale che si svolge fra le confederazioni sindacali e le confederazioni imprenditoriali (Confcommercio, Confindustria, Confagricoltura, ecc.) e/o i governi e/o i singoli ministeri. Le materie di questo livello negoziale sono: la struttura del salario, le normative fiscali e previdenziali, gli assegni familiari.
Il livello nazionale di categoria che è svolto fra le federazioni nazionali di categoria e le associazioni di settore degli imprenditori (nel nostro caso FILCAMS–FISASCAT-UILTUCS con la CONFCOMMERCIO,la ANCC,la CONFESERCENTI,CONSILP, ecc.). Le materie che sono trattate in questo livello negoziale sono gli istituti previsti dai contratti collettivi nazionali di lavoro. In particolare: paga base, scatti di anzianità, lavoro straordinario e festivo notturno, tredicesima, quattordicesima. Secondo le norme in atto il Contratto nazionale di categoria ha una cadenza quadriennale per la parte normativa, mentre per l’adeguamento retributivo è previsto un rinnovo biennale.
Il livello aziendale o di gruppo che si svolge fra le R.S.U. di azienda e/ o di gruppo assistiti dalle Organizzazioni Sindacali di categoria territoriali o nazionali e il datore di lavoro dell’azienda o del gruppo. Le materie che vengono contrattate in questo livello sono l’organizzazione del lavoro, il salario variabile, le diverse indennità, la mensa, ecc., che costituiscono il contenuto del contratto aziendale. Secondo le norme in atto il contratto aziendale ha una cadenza quadriennale e il suo rinnovo deve essere sfalsato rispetto ai rinnovi del Contratto nazionale di lavoro.
Il livello individuale che si attua fra il singolo lavoratore ed il datore di lavoro. Le materie retributive che formano oggetto di contrattazione riguardano i superminimi individuali e quelle forme di retribuzione definite aumenti al merito.

Retribuzione diretta, indiretta e differita
Quando si parla di salario, stipendio o retribuzione ci si riferisce al compenso della prestazione lavorativa, che non è soltanto quello che si percepisce mensilmente in busta paga, ma è composto da più parti, infatti, la retribuzione si può suddividere in retribuzione diretta, indiretta, differita.
Retribuzione diretta è quella parte che il lavoratore percepisce a scadenze periodiche che normalmente coincidono con il mese. Essa è composta da paga base, contingenza,scatti di anzianità, premio di produzione o aziendale indennità di mensa e le indennità varie,
Retribuzione indiretta è quella parte che il lavoratore percepisce normalmente una volta nel corso dell’anno. È composta da ferie, festività, permessi annui retribuiti, premio di risultato (se erogato annualmente), mensilità aggiuntive, ecc.
Retribuzione differita è quella parte che il lavoratore percepisce una volta alla fine del rapporto di lavoro. È composta da trattamenti di fine rapporto e dalla indennità di preavviso.
E’ utile aggiungere che la distinzione tra retribuzione indiretta e retribuzione differita non è sempre così precisa: in molti testi i due termini sono considerati dei sinonimi che vengono indifferentemente utilizzati per indicare gli istituti retributivi che maturano proporzionalmente per ogni ora lavorata, ma vengono corrisposti al lavoratore solamente in una fase successiva.
In ogni caso questi termini fanno sempre riferimento alla retribuzione lorda, mentre la retribuzione netta, che percepisce il lavoratore in busta paga, si ottiene sottraendo le ritenute previdenziali e fiscali previste dalla legge, che sono di importo differente, lavoratore da lavoratore, sulla base della tipologia di rapporto di lavoro e dei carichi familiari.

Funzione della busta paga
La legge 5 gennaio 1953, n. 4 stabilisce che il datore di lavoro, al momento del pagamento della retribuzione, deve consegnare al lavoratore un documento denominato busta paga, contenente gli elementi che compongono la retribuzione stessa, nonché alcune altre informazioni. E’ utile ricordare che la busta paga e la retribuzione corrispondente devono essere corrisposti a cadenze regolari e prefissate. La funzione della busta paga é quella, quindi, di documentare quanto il lavoratore percepisce in un dato periodo lavorativo, da parte di un determinato datore di lavoro, in ottemperanza al contratto di lavoro applicato o alle leggi vigenti in materia di previdenza, di fisco, ecc..
La busta paga ha validità giuridica e assume il valore di prova determinante, in caso di controversia con il datore di lavoro, davanti all’autorità giudiziaria. I termini entro i quali è possibile effettuare dei reclami sono:
§un anno per gli errori di calcolo;
§cinque anni per interpretazioni erronee delle norme contrattuali e di legge.

NB: la busta paga è un documento assolutamente importante nella verifica del trattamento di fine rapporto, ai fini previdenziali e di prova del rapporto di lavoro intercorso, perciò è assolutamente necessario conservare sempre tutte le buste paga per tutta la vita lavorativa, anche dopo aver eventualmente cambiato il posto di lavoro.

Prescrizione dei crediti di lavoro
I crediti di lavoro si prescrivono normalmente in 5 anni.
Il lavoratore pertanto non deve lasciar scadere questo termine senza mettere in mora il datore di lavoro debitore. Occorre in altre parole comunicare formalmente all’azienda, a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, la propria volontà di ottenere il pagamento di quanto dovuto, specificando le voci retributive che si ritengono non percepite (per esempio: arretrati per straordinari, livello superiore, mensilità aggiuntive, trattamento di fine rapporto).
I termini di decorrenza della prescrizione cominciano a decorrere con modalità differenti tra le grandi o le piccole aziende, intendendo come grandi quelle dove si applica la tutela, cosiddetta reale, sui licenziamenti (di cui l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori), per piccole, quelle in cui si applica la limitata tutela prevista dalla legge 11 maggio 1990, n. 108.

Più chiaramente, si applica la tutela reale contemplata dallo Statuto dei diritti dei lavoratori (legge 20 maggio 1970, n. 300) in tutte le unità produttive con più di 15 addetti e comunque, anche nelle unità più piccole, se l’azienda ha, nel complesso, più di 60 addetti. Negli altri casi si applica la limitata tutela della legge n. 108/90. Quindi, nelle aziende grandi, la prescrizione decorre dalla data di mancata erogazione del singolo elemento retributivo e pertanto anche durante il rapporto di lavoro; nelle aziende piccole, tutelate dalla legge n. 108/90, i termini di prescrizione decorrono dalla data di cessazione del rapporto di lavoro (dimissioni o licenziamento).

Informazioni preliminari che la busta paga deve contenere
La legge non prescrive un particolare modello di busta paga, pertanto ogni datore di lavoro adotta un proprio modello, tuttavia tutte le buste devono contenere almeno le seguenti informazioni:
Cognome e Nome del lavoratore.
Qualifica professionale del lavoratore, attribuitagli dal datore di lavoro in relazione alle mansioni effettivamente svolte. Nel caso dovesse mancare, la qualifica del lavoratore si determina tenendo conto delle mansioni effettivamente svolte in concreto.
Indicazione del datore di lavoro: la busta paga deve contenere gli elementi identificativi del datore di lavoro, indipendentemente dalla forma giuridica che ha assunto lo stesso (impresa individuale o società). Deve quindi contenere la firma o il timbro dello stesso datore di lavoro.
Periodo cui la retribuzione si riferisce.
Inoltre la busta paga deve contenere l’indicazione:
degli eventuali assegni per il nucleo familiare,
di tutti gli elementi che compongono la retribuzione,
delle singole trattenute distintamente elencate.

Tra gli obblighi dei datori di lavoro è opportuno ricordare quelli relativi alla tenuta di documenti, di norma soggetti a numerazione e vidimazione da parte dell’Inail o dell’Inps, probatori del rapporto di lavoro, della retribuzione delle ritenute previdenziali e fiscali ecc.. In particolare il libro matricola e il libro paga.