La bozza Cgil. Intesa efficace se sottoscritta dal 51%

12/01/2011

Una lunga discussione in notturna tra i segretari generali (una settantina) e una serie di autorevoli rappresentanti della Confederazione ha chiuso la prima giornata dell’assemblea delle Camere del lavoro. Sul tavolo la proposta sulla rappresentanza elaborata dalla Confederazione, che sabato passerà al vaglio del direttivo.
LA BOZZA Il testo – dal titolo democrazia e rappresentanza – è stato esposto ai componenti della segreteria di Camusso in una riunione iniziata dopo le venti e andata avanti fino alle 23 circa. Secondo una bozza circolata nel pomeriggio (suscettibile quindi di cambiamenti) il testo prevede che siano rappresentative quelle organizzazioni che contano almeno il5%tra iscritti e voti nelle rsu (rappresentanze sindacali unitarie). Ogni sigla che raggiunge quella consistenza di voti o iscritti avrà il diritto di sedersi ai tavoli aziendali. Un’altra “asticella” segnala la validità di un accordo. Un’intesa sarà efficace quando le sigle che la sottoscrivono rappresentano il 51% dei lavoratori tra iscritti e voti nelle rsu.
LA VERIFICA DI MANDATO La novità più consistente riguarda la verifica di mandato. Se prima della firma persistono delle divergenze tra le parti, si chiederà una verifica ai lavoratori. È la mossa del cavallo che consentirà di evitare le intese separate, e quegli “strappi” che potrebbero dilaniare il sistema delle relazioni, come ha avvisato Camusso. I lavoratori daranno il consenso alla firma se sarà raggiunta la soglia del 50% più uno. A quel punto l’intesa avrà valore erga omnes. In alcune parti questa proposta mutua il sistema già in vigore per il pubblico impiego,ma è relativa esclusivamente al settore privato. Il testo prevede anche la possibilità di un referendum abrogativo, che può essere attivato anche da chi non siede al tavolo, e in ogni caso solo se sull’intesa non è stata nchiesta la verifica preventiva. La stessa bozza prevede anche l’estensione delle rsu in tutti i luoghi di lavoro che abbiano una soglia minima di lavoratori, il cui numero è ancora da definire.
REGOLE CONDIVISE La mossa di Camusso punta a ricostruire regole condivise su un terreno ormai consumato da strappi e contrapposizioni. La leader Cgil sa bene che Confindustria ha i suoi stessi interessi a ridefinire la cornice, visto che proprio il radicalismo di Marchionne ha messo in crisi la rappresentanza delle imprese. Tanto più che con Emma Marcegaglia sono aperti diversi tavoli. Sarà quello sulla competitività il contesto in cui poter giocare la partita sulla democrazia in fabbrica. E in quella sede si potrà aprire un discorso più ampio anche con Cisl e Uil. Sarà difficile per Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti negare un confronto sulla rappresentanza, e sul tavolo sulla produttività sono molte le materie su cui cercare compromessi.
MODELLO CONTRATTUALE A iniziare da quell’accordo sul modello contrattuale firmato anch’esso separatamente dalle altre due sigle. Ma queste, per ora, sono ancora ipotesi lontane. I tempi non sono ancora maturi per una nuova stagione di dialogo.