La Borsa boccia Postalmarket

14/05/2001

Corriere della Sera

CorrierEconomia Lunedì 14 maggio 2001
MATRICOLE. Vendite per corrispondenza

La Borsa boccia Postalmarket


Burrascoso incontro a Piazza Affari. Eugenio Filograna: non sanno valutare

      Mister Postalmarket ha dovuto rinunciare. Per adesso, infatti, Eugenio Filograna non quoterà il suo gruppo di vendite per corrispondenza. Ex senatore di Forza Italia, poi dell’Udeur, poi indipendente (in queste ultime elezioni si è, invece, ricandidato a Lecce con una lista intitolata «Eugenio Filograna per il Salento») nei giorni scorsi ha rinviato la delibera di richiesta di ammissione in Borsa. Perché? Le malelingue narrano di un burrascoso incontro in Piazza Affari nel quale lo staff dell’amministratore delegato della Borsa spa, Massimo Capuano, avrebbe consigliato al senatore di rinviare il progetto di approdo al Nuovo Mercato. Non è la prima volta che la Borsa «boccia» in via informale una richiesta di quotazione, vuoi perché il mercato non va bene, vuoi perché la società non è pronta. Ma dare suggerimenti a Filograna non è stata un’operazione di routine. «Le decisioni le abbiamo prese noi – sottolinea il presidente di Postalmarket – in Borsa ci hanno semplicemente fatto notare quello che già sapevamo, e cioè il momento difficile del mercato. Ma siamo stati noi a rinunciare». Perplessità sembra ci siano state anche sullo sponsor scelto da Postalmarket, Banca Leonardo. «Abbiamo esaminato la possibilità di cambiare global coordinator – dice Filograna – ma le valutazioni che ci proponevano le altre banche erano troppo basse. Non ha senso, ci siamo detti, rinunciare alla flessibilità di gestione che ci consente di far crescere il gruppo in cambio di un riconoscimento di valore limitato. Così abbiamo deciso di aspettare, vedremo il prossimo anno». I suggerimenti della Borsa comunque a Filograna sono andati per traverso. «La Borsa – spiega l’imprenditore – non è stata in grado di valutare molte società che sono state ammesse al Nuovo Mercato. Ha considerato le prospettive future e non le effettive capacità di reddito e i risultati sono sotto gli occhi di tutti». Il 45enne commercialista di Lecce, che nelle ultime classifiche in base ai redditi risultava il terzo senatore più ricco dopo Gianni Agnelli e Vittorio Cecchi Gori, è il classico self made man. Dopo una laurea alla Bocconi e diversi mestieri occasionali alle spalle, Filograna avvia uno dei primi studi di consulenza globale per le aziende. Negli anni ’90 si lancia in politica. Diventa senatore con Forza Italia e, nel ’97, si imbatte in Postalmarket. Il catalogo, a un passo dal fallimento, era stato messo in vendita dal gruppo tedesco Otto Versand, leader mondiale nelle vendite per corrispondenza che, a sua volta, l’aveva rilevato già in crisi nel ’93.
      Filograna la compera per un simbolico euro e inizialmente pensa di farne un veicolo politico. Mette la sua foto in copertina proponendosi di «portare i problemi della gente» in Parlamento ma poi, riconosciuto l’errore, cambia strada e si dedica al rilancio. Apre il catalogo alla pubblicità, poi punta su Internet. Crea il portale Postalmarket mettendo in rete tutte le 22mila referenze del fascicolo a stampa insieme a nuovi prodotti. «Lo scorso anno – spiega Filograna – abbiamo chiuso con un fatturato aggregato di 220 miliardi, più del doppio rispetto al ’99 (108 miliardi) e siamo tornati in attivo con un utile di 4 miliardi. Per il 2001 il tasso di crescita delle vendite si prospetta nell’ordine del 50%». Oltre che di politica e commercio Filograna si occupa di sport: un anno fa ha rilevato dal fallimento il Casarano Calcio e nei giorni scorsi ha fatto un offerta alla famiglia Semeraro per rilevare il Lecce.
Roberta Scagliarini


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