La beffa delle ragazze delle erboristerie Isola Verde

19/06/2014   (Corriere.it)


Ci sono tante vertenze in giro per l’Italia in tempi di crisi. Ma quella delle
275 ragazze delle erboristerie Isola verde ha qualcosa di speciale. Parliamo, per cominciare, di rivendicazioni volute e portate avanti solo da donne. Tutte assunte con contratti di associazione in partecipazione. Per capirci: con questo contratto non si ha diritto a ferie, contributi, maternità, liquidazione. Nemmeno ai permessi sindacali.
Straordinario che – attraverso un accordo firmato da Cgil, Cisl e Uil con l’azienda – si sia arrivati a una assunzione di massa di tutte le quasi 300 commesse distribuite su 175 negozi. Ancora più straordinario che lo si sia fatto con un contratto di solidarietà espansivo. In sostanza, i dipendenti che già lavoravano a tempo indeterminato nella sede centrale, in provincia di Pisa, hanno accettato untaglio allo stipendio del 5% per 24 mesi pur di consentire l’assunzione di “colleghe” che in realtà’ non conoscevano nemmeno perché impegnate in negozi che si trovano a centinaia di chilometri di distanza.
Straordinario, per finire, che l’azienda si sia prestata a cercare con il sindacato una soluzione che potesse tenere insieme tutto: le assunzioni a tempo indeterminato e la sostenibilità economica dell’attività. Forse sarebbe stato più semplice chiudere 20 negozi come si era valutato all’inizio. Pensarlo adesso è più di una tentazione. Le assunzioni, infatti, sono state messe nero su bianco un anno fa. Ma oggi il ministero del Lavoro si è messo di traverso e ha negato la possibilità di accedere al contratto di solidarietà espansivo.
L’azienda non ha ancora deciso che cosa fare ma il rischio e’ che a questo punto la cassa integrazione o, peggio, il taglio di posti di lavoro siano davvero dietro l’angolo. La Cgil che ha seguito la vicenda tramite Filcams e Nidil, federazioni del commercio e dei lavoratori atipici, ora protesta: “Siamo convinti che in questo caso il contratto di solidarietà espansivo abbia ogni ragione d’essere”, contesta Roberta Griffini, funzionaria della Filcams Lombardia che ha affiancato le ragazze fin dalle fine del 2012.
“Per questo i nostri rappresentanti nazionali hanno inviato una lettera al ministero insieme con Cisl e Uil. Attendiamo una risposta”, aggiunge Griffini. I ricordi non fanno che aumentare l’amarezza. L’entusiasmo del giorno delle firme dei contratti, i progetti delle ragazze (“Ma lo sai, adesso posso persino contare sul permesso matrimoniale?). Molte si erano dovute licenziare al momento della maternità per poi rientrare dopo qualche mese. Una beffa? Forse. Le ragazze di Isola verde si erano sentite protagoniste di una favola. Al posto del principe azzurro un bel posto di lavoro. Ma ora il lieto fine è tutto da riscrivere.
p.s. la vertenza delle ragazze di Isola verde erboristerie è stata possibile dalla legge Fornero (99 2013) che ha reso più rigide le condizioni del contratto di associazione in partecipazione. Ma i casi di vertenze come quella delle erboristerie toscane a oggi si contano sulle dita di una mano.