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La befana porta il carbone agli shopper

06/01/2021
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EVERLI (ex Supermercato24) è una piattaforma per la spesa online: il cliente ordina i prodotti dal sito e gli shopper si recano al supermercato, fanno la spesa e la consegnano direttamente a casa, un business che durante la pandemia è cresciuto in modo esponenziale.
Mentre i cugini Rider fanno passi avanti per il riconoscimento dei loro diritti (come la recente la sentenza a scapito di Deliveroo che riconosce le discriminazioni verso i lavoratori che si ammalano o scioperano), Assogrocery, in rappresentanza di EVERLI, temendo forse una simile recriminazione anche da parte dei suoi shopper, sta da tempo cercando una strada per prevenire i contenziosi. Nel corso del 2020 l’azienda aveva convocato le categorie NIdiL CGIL, Felsa CISL e UILTemp per proporre un accordo che cristallizzasse e “autorizzasse” con accordo la condizione di precarietà degli Shopper, tutti “assunti” con contratto di collaborazione occasionale o con partita Iva. La proposta fatta al tavolo non fu considerata accettabile dalle categorie di Cgil, Cisl, Uil e il confronto naufragò nel tentativo dell’impresa di far recepire ai sindacati un lavoro che si può definire a cottimo.
Ma evidentemente Assogrocery ha trovato un’altra strada tanto che il 30 dicembre 2020 la Fisascat CISL porta a conclusione il percorso negoziale. Nel mese di novembre, nelle interlocuzioni con la Filcams, la Fisascat aveva dichiarato di non conoscere la vertenza e dato disponibilità ad una riunione di coordinamento con le categorie coinvolte al fine di condividere una linea unitaria per trattare un settore emergente e contraddistinto da una forte precarietà. Non è chiaro quindi come la Fisascat CISL sia arrivata da sola al tavolo con Assogrocery, associazione che rappresenta poche imprese di questo settore di cui la più grande Everli, e che applicano per i dipendenti diretti il contratto dei Metalmeccanici. Il testo del possibile accordo non è stato diffuso e sono direttamente le imprese a farsi carico di promuovere l’accordo diffondendo tramite mail il comunicato della Fisascat e invitandoli a compilare un format che serve a certificare il mandato alla firma per l’organizzazione sindacale.
Non è neanche chiaro che tipo di accordo sia, se un contratto integrativo o una sorta di nuovo contratto nazionale che ricalca quello capestro sottoscritto da UGL e Assodelivery ma dal comunicato che le imprese hanno diffuso una cosa è chiara: gli shopper rinunciano ai diritti che spettano ai lavoratori dipendenti, così malattia, infortunio, maternità più che diritti sembrano essere i premi di una gara a punti a cui le lavoratrici ed i lavoratori partecipano nella speranza di raggiungere un minimo di dignità. Ci auguriamo che i Shopper respingano questo tentativo maldestro e la consultazione promossa dall’impresa e che il giorno dell’Epifania pretendano qualcosa di più di un tozzo di carbone.