La Bce: «il tesoretto vada tutto al risanamento»

18/05/2007
    venerdì 18 maggio 2007

    Pagina 4 – Economia

      IL CASO

      Prezzi in frenata in tutta Europa e in Italia anche per effetto della crescita dei mutui

        La Bce: "Finito il boom immobiliare e
        il tesoretto vada tutto al risanamento"

          Il raffreddamento continuerà anche perché gli stipendi sono rimasti al palo La banca centrale avverte: attenti a non perdere il controllo sui salari pubblici

          BARBARA ARDU

          ROMA – L´ubriacatura immobiliare sta scemando. Si chiedono meno mutui. Si comprano meno case e per venderle ci vuole più tempo. Dunque i prezzi, con una domanda in flessione, scendono. Se ne sono accorte le agenzie di vendita e se n´è accorta la Banca centrale europea, che da tempo tiene sotto osservazione il mercato. E dall´Eurotower ieri è arrivato anche un nuovo monito all´Italia perché impieghi il "tesoretto", frutto dell´extra-gettito fiscale, al risanamento dei conti pubblici. Monito che finisce per riaprire le polemiche all´interno del governo.

          Dunque dopo nove anni di boom immobiliare, con i prezzi che salivano alle stelle, le case che passavano di mano a gran velocità (dal 1996 il 30 per cento dello stock abitativo ha cambiato proprietario), è arrivato lo sboom. Già nel 2006 era evidente un raffreddamento dei prezzi in Eurolandia: se nel 2005 erano cresciuti del 7,7 per cento, nel 2006 l´aumento non è andato oltre il 6,4. È andata giù anche la richiesta di mutui, i tassi sono saliti e c´è meno gente decisa a investire sulla casa: nel primo trimestre dell´anno la richiesta di mutui è crollata del 28 per cento e per il secondo trimestre le banche non prevedono variazioni sostanziali. Frena il mercato soprattutto dove i prezzi sono cresciuti di oltre il 10 per cento nel corso del 2005 e cioè Francia, Italia e Belgio. E il futuro è già delineato: a Francoforte sono convinti che il raffreddamento del mercato continuerà, anche perché mentre gli stipendi sono rimasti al palo il prezzo degli immobili residenziali è schizzato in alto. Troppo? «In alcuni casi sì – osserva Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme – ora si assisterà a un rallentamento, anche se gli effetti non si vedranno prima di un anno».

          I timori di una bolla immobiliare non dovrebbe però toccare l´Italia. «L´indebitamento delle famiglie – spiega Bellicini – nel 2006 non superava il 13 per cento del Pil. Poco, se confrontato con la Gran Bretagna, dove arriva al 100 per cento». Segni di sofferenza però ci sono: in 400mila hanno smesso di pagare il mutuo e sono sempre di più le famiglie che chiedono di allungarne la scadenza. Fuori pericolo anche gli Usa. «La crescita dell´insolvibilità nel settore dei mutui "subprime"- ha assicurato il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke – non dovrebbe avere ricadute sull´economia».

          Ma non è la bolla immobiliare a preoccupare la Bce, sono, semmai, i conti pubblici. Ieri da Francoforte è arrivato un nuovo invito a non «sprecare» il "tesoretto", a tagliare la spesa e soprattutto a non perdere il controllo sui salari pubblici, sui quali non è si è ancora chiusa la partita con i sindacati. Una posizione che trova d´accordo l´Isae e il ministro dell´Economia, Tommaso Padoa Schioppa, che secondo il leader dell´Udc Casini «è stato lasciato solo». E se Prodi prende tempo «aspettiamo i conti di giugno» e ribadisce quanto già detto (»due terzi andranno alle fasce più deboli e un terzo per lo sviluppo»), Paolo Ferrero, ministro della Solidarietà sociale, chiede al premier di «rispondere no alla Banca centrale» e di impiegare il "tesoretto" per la spesa sociale.