La Banca Coop richiama 800mila clienti

11/09/2001

Il Sole 24 ORE.com





    Cooperative – I risparmi depositati presso i supermercati sono remunerati con un interesse lordo del 4%, in linea con quello dei BoT

    La Banca Coop richiama 800mila clienti
    Emanuele Scarci
    Il supermercato-salvadanio funziona anche con il Toro in Borsa o con il crollo dei tassi d’interesse. Infatti, nell’ultimo triennio, i supermercati Coop della Lega delle cooperative hanno raccolto oltre mille miliardi di risparmio fresco l’anno. Oggi le Coop gestiscono un patrimonio intorno ai 14mila miliardi, di cui sono titolari oltre 800mila soci. In generale, il prestito sociale è uno degli strumenti di crescita delle imprese a disposizione degli 8 milioni di soci aderenti a oltre 40mila cooperative: può essere effettuato in denaro o anche in natura, cioè con il conferimento di prodotti. Il prestito dà comunque diritto alla restituzione del capitale più gli interessi. Con il prestito la cooperativa fornisce un servizo e paga il denaro a buon mercato mentre il socio riceve un tasso più generoso rispetto ai conti correnti bancari. La forza delle cooperative di consumo cosiddette "rosse", sta nell’aver costruito una rete di raccolta che si avvale di buona parte dei 1.300 punti vendita, fra super e ipermercati. Il supermercato-banca funziona così: chiunque può diventare socio Coop e dopo tre mesi aprire un deposito a vista versando fino a 50-52 milioni: tutte le operazioni sono gratuite e gli interessi sono soggetti a un’imposta del 12,50% contro il 27% che grava sui depositi bancari. Inoltre, gli assegni versati hanno valuta immediata e il denaro è sembre disponibile, sabato compreso. I tassi praticati allo sportello del supermercato sono variabili, ma nettamente superiori ai depositi bancari: per esempio, dal 1° settembre le Coop Lombardia e Adriatica corrispondono un tasso lordo massimo del 4% (3,50% netto, in linea con il Bot annuale) e l’Adriatica regala un buono di acquisto di 50mila lire per tutti i nuovi risparmiatori che depositino almeno un milione. L’aggressività dell’Adriatica è confermata dalla crescita del prestito sociale: coinvolge oltre 150mila risparmiatori con depositi di oltre 2.500 miliardi (vicino al fatturato della stessa cooperativa). Rimane forte l’identificazione tra consumatore e socio: in alcune città toscane i soci Coop superano addirittura la metà della popolazione adulta. In realtà i supermercati Coop sono dei negozi finanziari: attraverso la Simgest (75% Coop, 25% Unipol Banca e 25% Fincooper), si offrono polizze, mutui e fondi d’investimento e si può richiedere la carta di credito Coop-Unicard Visa. «Noi non abbiamo una rete di finanziamento di questo tipo — osserva Luigi Marino, presidente di Confcooperative (le coop "bianche") —: soltanto i soci delle cooperative agricole affettuano prestiti, anche in natura, alle società. E anche se recentemente abbiamo associato la Crai, non replicheremo il modello Coop. Peraltro si scontrerebbe con l’attività delle banche di credito cooperativo». Sulla stessa lunghezza d’onda è di Maurizio Zaffi, presidente dell’Agci (cooperative "verdi"): «Gli unici prestiti su cui contano le nostre associate — sostiene — sono quelli dei soci». Ma con la riforma delle cooperative in discussione (si veda l’articolo qui sotto) il prestito sociale è in pericolo? «É quello che vorremmo sapere — risponde Marino —; anche se la legge venisse approvata toccherebbe poi al Governo, con i decreti delegati, fissare i contenuti: speriamo in una soluzione equilibrata».
    Lunedí 10 Settembre 2001
 
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