«La 488 finanzia la mafia»

04/10/2006
    mercoled� 4 ottobre 2006

    Pagina 19 – Economia e imprese

    Calabria – La GdF: a Reggio sospetta una domanda su 7

    �La 488 finanzia la mafia�

      Marco Ludovico

      ROMA
      La legge 488 ha finanziato generosamente le imprese mafiose. Nela sola provincia di Reggio Calabria, infatti, dal 1996 al 2005 sono stati erogati circa 170 milioni di euro a un centinaio di persone coinvolte o sospettate di essere implicate nella malavita. Visto che, in quel periodo, il totale dei soggetti che hanno fatto richiesta di incentivi in base alla legge ammonta a 718, ne deriva che una domanda su sette aveva dietro un’impresa o un’attivit� legata alla’ndrangheta.

      Il quadro inquietante emerge da un’analisi riservata appena terminata dal Servizio centrale investigazione della Guardia di Finanza. � un dossier di 150 pagine che documenta puntigliosamente con nomi, cognomi, localit� e finanziamenti, come nella provincia di Reggio Calabria ci sia una nutrita serie di imprenditori decisamente attivi, con il piccolo particolare di essere segnalati nelle banche dati del ministero dell’Interno. Risultano, infatti, affiliati alle varie cosche calabresi, denunciati per truffa, riciclaggio e fatture false, oltre ovviamente all’associazione di tipo mafioso.

      � un panorama desolante: ogni singolo caso, analizzato dalle Fiamme Gialle, fa emergere l’assoluta disinvoltura con cui i mafiosi hanno chiesto e incredibilmente ottenuto i capitali dallo Stato – spesso diversi milioni di euro – nonostante avessero, in alcuni casi, una lista interminabile di precedenti penali o comunque una condizione amministrativa decisamente compromessa e sospetta. Dei risultati del dossier della Finanza sulla provincia di Reggio Calabria, per�, il fatto pi� inquietante � che si tratta di pratiche perverse di finanziamenti ben note sul territorio, dove quel documento, insomma, non ha notizia ed � quasi il segreto di Pulcinella.

      Non solo: analoghi dossier sono stati fatti di recente in altre zone del Sud a pi� forte impatto malavitoso e le conclusioni sono state le stesse.E cio�: una norma destinata a incentivare lo sviluppo delle imprese nelle aree pi� deboli economicamente si trasforma anche, e in troppi casi, in una ghiotta occasione per lo sviluppo delle attivit� mafiose o paramafiose. �Quello che salta fuori a Reggio Calabria si ritrova regolarmente in Sicilia e in altre zone del Sud� dichiara al Sole-24 Ore una fonte investigativa molto qualificata.

      Nel caso di Reggio, poi, scoraggia il fatto che questa pioggia di soldi sia andata ad alimentare quella che notoriamente � una delle province a pi� alta densit� mafiosa di tutta Italia, con la presenza di una trentina di cosche che controllano il territorio in modo capillare. E il rapporto della Finanza sottolinea come i finanziamenti in base alla legge 488 non solo hanno alimentato e incentivato le imprese mafiose, ma hanno anche consentito l’infiltrarsi della ‘ndrangheta nelle poche aree sane di imprenditoria non inquinata dalla malavita. Fino a spingersi, come nei casi recenti, a collusioni con la politica dagli esiti clamorosi.