La 488 anche per i bar e i ristoranti

29/10/2002




          29 ottobre 2002

          ITALIA-ECONOMIA
          La 488 anche per i bar e i ristoranti

          In dirittura d’arrivo il decreto di Marzano che estende le agevolazioni a favore dei pubblici esercizi

          Vincenzo Chierchia


          MILANO – Si profila una minirivoluzione per i pubblici esercizi, con l’aiuto di incentivi e progetti mirati al sostegno dell’innovazione sul piano commerciale e della diffusione dell’hi-tech. È infatti imminente il decollo dell’impiego della legge 488 per bar e ristoranti, un comparto che conta oltre 220mila piccole imprese per lo più familiari, con un volume d’affari di circa 40 miliardi di euro l’anno. Non ci sarà un bando ad hoc per bar e ristoranti, ma verranno messi in cantiere degli interventi di incentivazione dei progetti di investimento mediante un collegamento con quanto già sperimentato per il macrosettore dei servizi, ossia commercio e turismo, in base a un provvedimento ad hoc che il ministero delle Attività produttive, guidato da Antonio Marzano, sta per varare. Tre le aree di intervento: rinnovamento dei formati, marchi di qualità e franchising. Si tratta di una iniziativa importante, secondo quanto emerso ieri a Milano al convegno organizzato nell’ambito del salone Smau dai giovani imprenditori di Confcommercio sul negozio del futuro (tema principale l’invecchiamento della popolazione), perchè dovrebbe consentire di aiutare il complesso mondo dei pubblici esercizi a ristrutturarsi e consolidarsi. Nello stesso tempo – sottolinea il presidente di Comufficio, Marco Schianchi – sta partendo anche l’informatizzazione di negozi e pubblici esercizi, per la quale il Governo ha stanziato fondi per 15 milioni di euro». «È stata costituita la Net shop – spiega Schianchi – che ha come socio di riferimento Confcommercio cui si affiancano Confesercenti, Smau e Comufficio. Il progetto è partito e ha l’obiettivo di installare presso negozi e, soprattutto, pubblici esercizi, terminali intelligenti in grado di ampliare l’attività tradizionale». Nei bar abilitati con i terminali di Net shop (realizzati dalla Mwcr) è infatti possibile – tramite collegamenti Internet – acquistare biglietti per linee di trasporto (ferrovie), ricariche telefoniche, giocare al lotto. saranno inoltre possibili anche corsi di formazione a distanza oppure iniziative di comunicazione mirate da parte delle imprese, ad esempio, in direzione dei gestori di pubblici esercizi. «Con il 2003 entriamo nel vivo del progetto – aggiunge Schianchi – e l’obiettivo è di mettere in rete almeno 50mila punti vendita tra negozi al dettaglio e pubblici esercizi, ampliando così l’offerta di servizi al pubblico. Stiamo investendo poi anche sul fronte della sicurezza. Tutte queste iniziative sono gestite da Net shop, tramite società controllate che realizzano partnership, come nel caso di Tim per le ricariche di telefonia mobile». Da un lato le opportunità dell’hi-tech dall’altro i fondi della legge 488 per rilanciare i pubblici esercizi. «Innovare è la parola d’ordine per tutti – commenta Edi Sommariva, direttore della Fipe, l’associazione dei pubblici esercizi di Confcommercio -. Per quanto motivo abbiamo anche realizzato Centralia, il marketplace Internet per il mondo dei pubblici esercizi. Bar e ristoranti devono puntare sull’innovazione per stare al passo con il mercato. Positiva la disponibilità di fondi per i pubblici esercizi a livello nazionale, ora tocca anche alle Regioni». È in pieno decollo anche il progetto finanziato dal ministero Attività produttive e denominato «Nuove strutture di distribuzione e somministrazione». I contributi ammontano a 100mila euro nell’arco di un triennio per rinnovare le formule commerciali. Sono stati già selezionati 110 progetti, di cui 24 già finanziati. L’investimento globale ammonta a circa 5 milioni di euro, di cui 2 milioni di contributi.