La “21 Investimenti” debutta nel commercio online

02/02/2001

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Venerdì 2 Febbraio 2001
italia – economia
—pag—12


Alessandro Benetton crea Nextwork con 120 mld di capitale.
21 Investimenti debutta nel commercio online

(DAL NOSTRO INVIATO)

TREVISO La paternità ha fatto bene ad Alessandro Benetton. Spazzato via quell’accenno di pigrizia che di solito s’impossessa dei figli di buona famiglia; rotti gli indugi sulla strategia della sua merchant bank, la 21 Investimenti, che ha lasciato il porto delle partecipazioni di minoranza delle piccole e medie imprese per affrontare il mare aperto della gestione dei fondi chiusi, l’ebbrezza della new economy e della comunicazione; chiuso il Duemila con utili record, complice la vendita a Telecom della francese Jet Multimedia, il 36enne secondogenito di Luciano sta vivendo una seconda adolescenza, declinata questa volta nel verbo del lavoro e della famiglia messa su con Deborah Compagnoni.

Molto è cambiato nella vita di Alessandro, tranne quella granitica certezza che vuole la sede della 21 Investimenti sempre e comunque nella natia Treviso. Lui avrebbe potuto spostare la merchant bank fondata nel ’93 in qualche piazza europea molto chic e molto trendy che ha il non marginale difetto di aver barattato il cosmopolitismo con l’autenticità. E Alessandro, tanto per rimarcare che alle radici ci tiene, ha traslocato la merchant bank da Piazza Filodrammatici, nel pieno centro storico di Treviso (impossibile non ironizzare, pensando all’indirizzo milanese di Mediobanca) alla bella villa veneta con tanto di barchessa restaurata che si affaccia sull’ippodromo. Un’operazione di recupero che ricalca quella fatta a suo tempo da Luciano a Villa Minelli, quartier generale di Edizione Holding.

Quando parla di rivoluzione e di nuova frontiera Benetton pensa all’ultima delle sue creature, quella che chiama «la punta di diamante» del gruppo. Il suo nome è la traduzione asciutta di tutto quanto contiene Internet: Nextwork. In inglese ha un significato chiaro. In realtà è come una metafora che al suo interno ne racchiude altre. Una matrioska che un pezzo per uno avvitarono una mattina di giugno Alessandro e due partner della Boston Consulting group, Massimo Busetti e Ignazio Rocco di Torre Padula. I manager, ottant’anni in due, appartenevano a quella categoria di businessman che può stendere le gambe sulla scrivania in noce e sussurrare: ce l’abbiamo fatta. Una frase che di colpo fece sentire Busetti e Rocco di Torrepadula due vecchi bacucchi. «Avevamo voglia di provare la vertigine che solo una nuova scommessa può darti». La scommessa è semplice e azzardata allo stesso tempo. Che accadrebbe se l’Esselunga o la Coop, due grandi gruppi di distribuzione alimentare, decidessero di spedire ai loro clienti i prodotti via Internet? Ripeterebbero gli errori di Wol-Mart negli Usa, la più grande catena della grande distribuzione americana che dopo un paio di tentativi in proprio si è arresa all’evidenza che senza un partner tecnologicamente in palla la distribuzione via Internet sarebbe stata un bagno di sangue? Oppure sceglierebbero la strada imboccata dalla britannica Tesco, che tra le risate dei concorrenti ha messo in un angolo del magazzino cinque persone con un camice bianco che piano piano (e con successo) hanno macinato fior di ordini di formaggi e vini via computer? Busetti e Rocco di Torrepadula, che per Boston Consulting lavorarono a uno studio dal titolo eloquente («La nuova frontiera del commercio elettronico in Italia») hanno cominciato a macinare business plan per dimostrare di cosa sono capaci. Il primo cliente l’hanno trovato in casa: un patto con il gruppo friulano Roncadin, partecipato da 21 Investimenti, per la fornitura di prodotti surgelati a bar e ristoranti gestita per via telematica.

Per confermare che sull’argomento non si scherza, i grandi soci della 21 hanno portato in dote a Nextwork un capitale sociale di 120 miliardi: il 2% posseduto dai due manager che nella nuova società hanno riversato la liquidazione, i risparmi e pure gli spiccioli. Una scelta che è molto piaciuta ad Alessandro: «Con Busetti e Rocco di Torrepadula la reazione chimica ha funzionato immediatamente».

La domanda scontata però è un’altra: se Nextwork cominciasse a lavorare per le aziende che fanno capo a Edizione Holding, avrebbe lavoro assicurato per i prossimi vent’anni. Lo farà? «Noi preferiamo lavorare fuori dalle aziende del gruppo, anche se non escludiamo collaborazioni», dice Alessandro. Una risposta in sintonia con quella dei due manager: «Evidente che si preferisca cercare all’esterno». Tutto estremamente logico se il grande dinamismo dell’amministratore delegato di 21 Investimenti non suggerisse a qualche maligno che in realtà la posta in palio sia un’altra: la competizione fra i tre figli maschi di Luciano per spiccare il salto alla guida della corazzata di Ponzano Veneto. Alessandro sorride e si lascia scappare un indizio: «La curiosità aiuta a essere moderni. Dote senza la quale alcune scelte non possono essere naturali». Sembrerebbe una mezza autoinvestitura se il motto del giovane Benetton non rimanesse quello che ripete fino alla noia ai suoi collaboratori: «Io preferisco andare in vacanza nel posto sbagliato ma con la persona giusta». Che è un po’ una filosofia di vita: prima le affinità elettive, poi il potere. E così anche i maligni sono accontentati.

—firma—Mariano Maugeri