L’85% appoggia la linea Epifani Fp e Fiom vanno in minoranza

24/02/2010

BOLZANO — La spaccatura della Cgil nazionale, con il documento di Moccia, (bancari), Rinaldini (metalmeccanici) e Podda (funzione pubblica) contrapposto a quello del leader Guglielmo Epifani, crea frizioni anche in Alto Adige.
Secondo le prime stime a Roma, nelle assemblee di base chiuse il 20 febbraio l’83% dei voti è andato alla tesi congressuale di Epifani, che avrebbe primeggiato persino tra bancari e pubblico impiego. In Alto Adige, in attesa della conferma dei voti, Epifani, sostenuto dal segretario provinciale Lorenzo Sola e da gran parte del direttivo, avrebbe ottenuto l’85%. Fanno eccezione due categorie: la Fp avrebbe ottenuto il 65% per il documento alternativo e il 35% per Epifani, la Fiom il 71% per la tesi di Moccia, Podda e Rinaldini e il 29% per il segretario uscente. I bancari Fisac altoatesini si sono schierati con Epifani per il 65%.
Cornelia Brugger, segretaria della Funzione pubblica, esterna amarezza: «Doveva essere un confronto tra due tesi congressuali peraltro abbastanza vicine sui grandi temi, ma diverse sul ruolo attivo del sindacato. Invece è stata trasformata in una guerra, tanto che lo stesso Epifani dice "non faremo prigionieri". Mi dispiace dirlo, ma sta accadendo anche in Alto Adige. Noi della Funzione pubblica, che abbiamo seguito alla lettera le regole per le assemblee di base, ci ritroviamo con i risultati impugnati dinanzi alla commissione di garanzia dalla segreteria confederale. Il 4 marzo dovremmo tenere il congresso di categoria e non sappiamo ancora se la nostra platea sarà di 97 delegati e in che maniera saranno distribuiti tra le due tesi congressuali nazionali. Sono in Cgil da tre anni e tutto questo mi reca profonda amarezza: si sta cercando di negare il diritto al dialogo, al confronto, alla democrazia. Mi chiedo cosa accadrà dopo il congresso nazionale e provinciale. Possibile che un dibattito su due tesi alternative debba diventare inimicizia personale? Mi auguro ci sia senso di responsabilità da parte di tutti. Dalla Federazione provinciale mi attendo assistenza, anche se spingo una tesi diversa da quella del leader nazionale». Più soft Fabio Parrichini, segretario della Fiom altoatesina: «Le nostre assemblee di base sono regolari, le due tesi sono state esposte sempre e i lavoratori hanno votato liberamente. Non c’è nulla di strano se ci si confronta su due ipotesi costruttive diverse. Ritengo che la camera provinciale del lavoro sia una e tale debba restare, anche se all’interno ci dialoga su posizioni congressuali differenti».

Lorenzo Sola, segretario provinciale uscente e unico papabile alla successione per un secondo mandato, non nasconde le difficoltà di questa fase: «La commissione di garanzia è composta di 4 membri, due per ciascun documento, anche se il presidente ha voto doppio: attendiamo le decisioni. Non abbiamo i dati definitivi perché ci sono alcuni ricorsi pendenti in corso di esame che devono essere risolti entro la vigilia del congresso della categoria di riferimento. In questo momento servirebbe unità, non divisione. Ce lo chiedono i lavoratori, a livello nazionale e locale. La presenza di due documenti contrapposti non ha facilitato il raggiungimento di questo obiettivo, ma i risultati del voto sembrano eloquenti».