L.stabilità: Cgil e Filcams, introdurre correttivo Naspi per stagionali e discontinui

14/11/2015

L’andata a regime della Naspi rischia di creare un consistente numero di nuovi poveri: sono i lavoratori stagionali e discontinui, del turismo, dell’industria alimentare e dello spettacolo. Si tratta di diverse centinaia di migliaia di addetti penalizzati dalla nuova indennità di disoccupazione che non riconosce la strutturalità della loro condizione lavorativa, non a loro imputabile.

Una via di uscita potrebbe essere un correttivo da introdurre alla legge di stabilità, percorso non semplice tenuto conto dell’assenza di risorse e della filosofia rigidamente assicurativa e non solidaristica che sembra aver ispirato tutti gli interventi del Governo in materia di ammortizzatori sociali.

“Avevamo segnalato al Governo che, come evidente nella legge delega, il nuovo meccanismo del calcolo della Naspi sarebbe stato penalizzante per i lavoratori discontinui, proprio quelli che Renzi voleva portare in serie A e che si ritrovano ora con meno tutele”. Così dichiara il segretario confederale della Cgil Serena Sorrentino. “La Cgil – prosegue – si era già espressa nel corso dell’audizione in Commissione Lavoro di Camera e Senato sul decreto 148/15, occasione in cui aveva chiesto modifiche per la Naspi proprio in relazione ai lavoratori stagionali, che saranno ‘strutturalmente’ penalizzati”.

Per Sorrentino “il fatto stesso che il Sottosegretario Bellanova sia intervenuto per colmare il disagio prodotto dalla riforma per il 2015 dimostra che il Governo è consapevole del problema. Basterebbe correggere la norma generale sulla Naspi, dando una risposta sia agli stagionali che ai lavoratori più precari con un’indennità per la disoccupazione realmente  universale”. “Se non sarà così – spiega il segretario confederale Cgil – avremo un caso molto simile a quello degli esodati, determinato non da scelte dei lavoratori ma dal tipo di attività che svolgono, che ha un carattere ‘periodico ma ricorrente’”.
“La Cgil – conclude Sorrentino – in molti territori sta raccogliendo le firme di cittadini e lavoratori e si stanno organizzando presidi in tutte le realtà per chiedere un intervento che sani questa discriminazione inspiegabile”.

“La stagionalità non può essere considerata una colpa di chi lavora ma una condizione legata alla domanda turistica italiana, su cui il Governo deve intervenire seriamente, rendendo il nostro Paese meta appetibile tutto l’anno”, dichiara il segretario nazionale della Filcams Cgil Cristian Sesena, ricordando che la maggioranza di questi lavoratori è nel settore turismo e termale.

“Come Filcams siamo in campo da mesi sulla questione specifica della Naspi – prosegue Sesena – e per primi abbiamo individuato nella legge di stabilità la sede corretta per trovare una soluzione, che per noi deve essere strutturale e in grado di tutelare appieno il reddito di questi lavoratori nei periodi di forzata inattività”. “Questo abbiamo chiesto alla Commissione Lavoro della Camera durante l’audizione informale – ricorda – e su questo ci siamo confrontati con Federalberghi e Faita, condividendo un importante avviso comune in materia”.

“I problemi del lavoro nel Turismo sono ancora tanti – sottolinea in conclusione Sesena – e vorremmo pertanto ottenere dall’esecutivo anche l’impegno per un tavolo di confronto, di modo da affrontare, ad esempio, la smodata diffusione dell’utilizzo dei voucher, che spesso maschera forme di irregolarità e lavoro nero”.