L.R. 4 novembre 2002, n. 33 “Testo unico delle leggi regionali Veneto in materia di turismo”

L.R. 4-11-2002 n. 33
Testo unico delle leggi regionali in materia di turismo.
Pubblicata nel B.U. Veneto 8 novembre 2002, n. 109.

Epigrafe
Art. 1 – Finalità.
Art. 2 – Funzioni della Regione.
Art. 3 – Funzioni delle province.
Art. 4 – Funzioni dei comuni.
Art. 5 – Funzioni delle Comunità montane.
Art. 6 – Funzioni delle Camere di commercio.
Art. 7 – Strutture associate di promozione turistica.
Art. 8 – Concessione dei contributi.
Art. 9 – Princìpi generali.
Art. 10 – Albo provinciale e contributi provinciali.
Art. 11 – Riparto dei fondi tra le province.
Art. 12 – Disposizioni generali.
Art. 13 – Sistemi turistici locali
Art. 14 – Programma triennale di sviluppo dei sistemi turistici locali.
Art. 15 – Piano esecutivo annuale.
Art. 16 – Norme transitorie in materia di programmazione turistica regionale.
Art. 17 – Programma di accoglienza del turista.
Art. 18 – Sistema informativo turistico.
Art. 19 – Conferenza provinciale permanente del turismo.
Art. 20 – Uffici I.A.T. provinciali.
Art. 21 – Riparto fondi tra le province.
Art. 22 – Strutture ricettive alberghiere.
Art. 23 – Requisiti della classificazione delle strutture ricettive alberghiere.

Art. 24 – Superfici e cubatura minime.
Art. 25 – Strutture ricettive extra-alberghiere.
Art. 26 – Requisiti della classificazione delle strutture ricettive
extra-alberghiere soggette a classificazione.
Art. 27 – Disposizioni particolari in materia di strutture ricettive non
soggette a classificazione.
Art. 28 – Strutture ricettive all’aperto.
Art. 29 – Requisiti della classificazione delle strutture ricettive all’aperto.
Art. 30 – Realizzazione di strutture ricettive all’aperto.
Art. 31 – Sorveglianza ed assicurazione delle strutture ricettive all’aperto.
Art. 32 – Competenza e procedure della classificazione delle strutture ricettive
soggette a classificazione.
Art. 33 – Disposizioni particolari per la classificazione delle residenze
d’epoca alberghiere ed extra-alberghiere.
Art. 34 – Disciplina dei prezzi delle strutture ricettive soggette a
classificazione.
Art. 35 – Periodi di apertura delle strutture ricettive soggette a
classificazione.
Art. 36 – Disposizioni sui dati da esporre al pubblico nelle strutture ricettive
soggette a classificazione.
Art. 37 – Chiusura, sospensione e cessazione dell’attività delle strutture
ricettive soggette a classificazione.
Art. 38 – Reclami.
Art. 39 – Registrazione delle persone alloggiate.
Art. 40 – Gestione e responsabilità.
Art. 41 – Autorizzazione e denuncia di inizio attività delle strutture ricettive
soggette a classificazione.
Art. 42 – Vigilanza ed informazione.
Art. 43 – Sanzioni amministrative pecuniarie.
Art. 44 – Aree attrezzate di sosta temporanea.
Art. 45 – Funzioni della Regione.
Art. 46 – Funzioni dei comuni.
Art. 47 – Piano regionale di utilizzazione delle aree demaniali marittime.
Art. 48 – Procedura per il rilascio, rinnovo e variazione del contenuto delle
concessioni.
Art. 49 – Canone e imposta regionale sulle concessioni.
Art. 50 – Deposito cauzionale.
Art. 51 – Esecuzione delle opere, vigilanza.
Art. 52 – Revoca, decadenza della concessione e affidamento ad altri delle
attività oggetto di concessione.
Art. 53 – Subingresso.
Art. 54 – Concorso e rinnovo delle concessioni.
Art. 55 – Vigilanza.
Art. 56 – Valenza turistica.
Art. 57 – Stabilimenti balneari.
Art. 58 – Gestione.
Art. 59 – Disciplina dei prezzi.
Art. 60 – Sanzioni.
Art. 61 – Funzioni dei comuni rivieraschi del lago di Garda in materia di
demanio lacuale.
Art. 62 – Le agenzie di viaggio e turismo.
Art. 63 – Attività delle agenzie.
Art. 64 – Associazioni e organismi senza scopo di lucro.
Art. 65 – Richiesta di autorizzazione.
Art. 66 – Autorizzazione all’apertura di agenzia.
Art. 67 – Contenuto dell’autorizzazione.
Art. 68 – I periodi di apertura.
Art. 69 – Redazione e diffusione dei programmi.
Art. 70 – Commissioni arbitrali e conciliative.
Art. 71 – Obbligo di assicurazione.
Art. 72 – Sospensione dell’attività.
Art. 73 – Cessazione dell’attività.
Art. 74 – Elenco provinciale delle agenzie di viaggio e turismo.
Art. 75 – Elenco speciale delle associazioni e organismi senza scopo di lucro.
Art. 76 – Revoca dell’iscrizione dall’elenco speciale.
Art. 77 – Esame di idoneità per direttore tecnico.
Art. 78 – Albo provinciale dei direttori tecnici.
Art. 79 – La vigilanza.
Art. 80 – Le sanzioni.
Art. 81 – I reclami.
Art. 82 – Figure professionali.
Art. 83 – Competenze delle province.
Art. 84 – Competenze dei comuni.
Art. 85 – Licenza e tesserino di riconoscimento.
Art. 86 – Divieti.
Art. 87 – Sospensione e revoca delle licenze.
Art. 88 – Sanzioni amministrative pecuniarie.
Art. 89 – Reclami e vigilanza.
Art. 90 – Inapplicabilità.
Art. 91 – Norme transitorie per le strutture ricettive soggette a
classificazione.
Art. 92 – Norma transitoria in materia di adeguamento polizze assicurative.
Art. 93 – Norme transitorie in materia di professioni turistiche.
Art. 93-bis – Norme transitorie in materia di professioni turistiche.
Art. 94 – Modifiche degli allegati.
Art. 95 – Finalizzazione dei finanziamenti.
Art. 96 – Categorie d’interventi regionali.
Art. 97 – Soggetti beneficiari.
Art. 98 – Tipologie di agevolazioni e regime di aiuto.
Art. 99 – Ripartizione delle risorse.
Art. 100 – Iniziative agevolate.
Art. 101 – Fondo di rotazione e di garanzia e controgaranzia.
Art. 102 – Presentazione delle domande da parte delle piccole e medie imprese.
Art. 103 – Criteri di assegnazione dei finanziamenti.
Art. 104 – Competenze della Giunta regionale.
Art. 105 – Contributi in conto capitale ai garanti delle piccole e medie imprese
- Criteri per l’assegnazione.
Art. 106 – Contributi per progetti d’interesse pubblico e d’interesse regionale.

Art. 107 – Contributi in conto capitale ai soggetti privati non operanti a
regime d’impresa.
Art. 108 – Riduzione, revoca, sospensione e decadenza dei contributi.
Art. 109 – Imprese turistiche di montagna.
Art. 110 – Contributi ai bivacchi fissi.
Art. 111 – Definizione dei sentieri alpini e delle vie ferrate.
Art. 112 – Funzioni amministrative relative ai sentieri alpini e alle vie
ferrate.
Art. 113 – Progetti relativi a nuovi sentieri alpini e a nuove vie ferrate.
Variazioni alla segnaletica.
Art. 114 – Catasto regionale dei sentieri alpini e delle vie ferrate.
Art. 115 – Gestione e manutenzione dei sentieri alpini e delle vie ferrate.
Art. 116 – Contributi.
Art. 117 – Promozione dell’alpinismo.
Art. 118 – Potenziamento del soccorso alpino.
Art. 119 – Concessione dei contributi.
Art. 120 – Elisoccorso.
Art. 121 – Promozione e diffusione dell’alpinismo.
Art. 122 – Provvidenze a sostegno del centro polifunzionale del Club alpino
italiano al Passo Pordoi.
Art. 123 – Composizione della commissione regionale per i problemi del turismo
d’alta montagna.
Art. 124 – Turismo in mare a finalità ittica, escursionistica e ricreativa.
Art. 125 – Requisiti e modalità.
Art. 126 – Pescaturismo.
Art. 127 – Autorizzazione e requisiti per le attività di pesca turismo.
Art. 128 – Tempi di svolgimento della attività di turismo in mare a finalità
ittica e della attività pescaturismo.
Art. 129 – Norma finanziaria.
Art. 130 – Abrogazioni.
Art. 131 – Settori soggetti a disciplina speciale.
Allegato A
Allegato B
Allegato C
Allegato D
Allegato E
Allegato F
Allegato G
Allegato H
Allegato I
Allegato L
Allegato M
Allegato N
Allegato O
Allegato P
Allegato Q
Allegato R
Allegato S/1
Allegato S/2
Allegato S/3
Allegato S/4
Allegato T
Allegato U

L.R. 4 novembre 2002, n. 33 (1).
Testo unico delle leggi regionali in materia di turismo (2).
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(1) Pubblicata nel B.U. Veneto 8 novembre 2002, n. 109.
(2) Vedi, anche, la Delib.G.R. 19 novembre 2004, n. 3626.

TITOLO I
Organizzazione turistica della Regione
Capo I – Finalità, soggetti e competenze
Sezione I – Finalità
Art. 1
Finalità.
1. La Regione del Veneto, in armonia con i princìpi fondamentali stabiliti dalla
Costituzione e dalle leggi dello Stato, e applicando il principio di
sussidiarietà nei rapporti con le autonomie territoriali e funzionali:
a) riconosce il ruolo strategico del turismo per lo sviluppo economico e la
crescita della persona nella sua relazione con la località di soggiorno;
b) definisce gli strumenti della politica del turismo, individuando gli
obiettivi per la valorizzazione e lo sviluppo del sistema turistico veneto;
c) identifica e valorizza le risorse turistiche del Veneto;
d) organizza le azioni intese a favorire la migliore accoglienza dei visitatori
della Regione, offrendo la fruizione del patrimonio storico, monumentale e
naturalistico tramandato e conservato nel Veneto;
e) definisce ed attua politiche di gestione globale delle risorse turistiche,
tutelando e valorizzando l’ambiente, i beni culturali e le tradizioni locali,
nonché le produzioni agricole ed artigianali tipiche del territorio;
f) attua il consolidamento dell’immagine unitaria e complessiva del turismo
veneto, promuovendo in Italia e all’estero i sistemi turistici locali come
individuati dall’articolo 13;
g) garantisce l’informazione a sostegno dello sviluppo dell’offerta turistica
veneta, attraverso il potenziamento e il coordinamento del Sistema informativo
turistico regionale (S.I.R.T.);
h) sostiene il ruolo delle imprese operanti nel settore turistico con
particolare riguardo alle piccole e medie imprese e al fine di migliorare la
qualità dell’organizzazione, delle strutture e dei servizi;
i) promuove azioni di informazione e di formazione professionale, anche
utilizzando strumenti concertativi con soggetti che risultino autonoma
espressione culturale e associativa di interessi locali;
l) promuove e valorizza la ricerca nel settore turistico, anche al fine di
agevolare l’accesso di consumatori e imprese alle nuove tecnologie,
m) riconosce l’assistenza e tutela del turista quale parte integrante delle
politiche in materia di tutela del consumatore.
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Sezione II – Competenze della Regione
Art. 2
Funzioni della Regione.
1. La Regione esercita le seguenti funzioni:
a) programmazione e coordinamento delle iniziative turistiche di interesse
regionale e delle relative risorse finanziarie;
b) promozione, in Italia e all’estero, dell’immagine unitaria e complessiva del
turismo veneto;
c) coordinamento della raccolta per l’elaborazione e la diffusione delle
rilevazioni e delle informazioni concernenti la domanda e l’offerta turistica
regionale in tutte le loro articolazioni;
d) verifica dell’efficacia ed efficienza dell’azione promozionale delle
strutture associate, di cui all’articolo 7, per quanto attiene le attività
finanziate dalla Regione;
e) attuazione degli interventi finanziati dall’Unione europea, nonché
incentivazione in via ordinaria e straordinaria in ordine alla realizzazione,
riqualificazione, ammodernamento dei beni, impianti e servizi turistici gestiti
dalle imprese e dai soggetti pubblici e privati che operano nel sistema
dell’offerta regionale così come definito dalla legislazione e dai documenti di
programmazione, comprendendo le agevolazioni finanziarie ordinarie tramite
assegnazioni di sovvenzioni, contributi, agevolazioni creditizie, prestazioni di
garanzia e ogni altro tipo di intervento, anche avvalendosi di società a
partecipazione regionale.
2. Per l’attività di programmazione, indirizzo e coordinamento delle iniziative
regionali in materia di turismo è costituito un comitato del quale fanno parte i
presidenti delle strutture associate di cui all’articolo 7 e i Presidenti delle
province o loro delegati. Il comitato è convocato e presieduto dall’assessore
regionale al turismo o, in sua vece, da un dirigente della struttura regionale
competente in materia di turismo.
3. Il comitato di cui al comma 2 esprime parere sugli strumenti di
programmazione di cui agli articoli 14 e 15.
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Sezione III – Competenze delle autonomie territoriali e funzionali
Art. 3
Funzioni delle province.
1. La Provincia svolge le seguenti funzioni:
a) presentazione, entro il 31 marzo dell’anno antecedente il triennio di
riferimento, di proposte per la predisposizione del programma triennale di cui
all’articolo 14;
b) verifica, nel quadro della legislazione regionale, dei livelli dei servizi
offerti dagli operatori turistici;
c) informazione, accoglienza, assistenza turistica e promozione delle singole
località fatta nell’àmbito territoriale della Regione. La promozione delle
singole località è funzionale all’attività di informazione, di accoglienza e di
assistenza al turista;
d) rilevazione e trasmissione alla Regione dei dati e delle informazioni
relativi al territorio di competenza secondo le procedure individuate dal
Sistema informativo turistico regionale (S.I.R.T.);
e) classificazione di tutte le tipologie di strutture ricettive, ivi comprese
quelle adibite a residenza d’epoca, sulla base di standard e requisiti
obbligatori definiti dalla Regione;
f) rilevazione delle attrezzature e dei prezzi delle strutture ricettive ai fini
della loro pubblicazione;
g) accertamento dei requisiti oggettivi e soggettivi previsti dalla legge con
riguardo alle agenzie di viaggio, agli organismi ed associazioni senza fini di
lucro e ai direttori tecnici di agenzia;
h) indizione ed espletamento degli esami di abilitazione delle professioni
turistiche, ivi compresa la tenuta dei relativi elenchi;
i) tenuta dell’albo provinciale delle associazioni Pro Loco;
l) incentivazione delle associazioni pro loco, dei loro organi associativi
regionali e provinciali e dei loro consorzi;
m) incentivazione delle sezioni del Club alpino italiano (C.A.I.) operanti sul
territorio provinciale, ai sensi dell’articolo 117;
n) gestione degli uffici provinciali di informazione ed accoglienza (I.A.T.).
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Art. 4
Funzioni dei comuni.
1. Il Comune svolge le seguenti funzioni:
a) formulazione di proposte alla Provincia competente per territorio per
l’attivazione di uffici di informazione e accoglienza turistica ai sensi
dell’articolo 20 e per la realizzazione di iniziative o la fornitura di servizi
di interesse turistico;
b) realizzazione, anche in collaborazione con altri enti interessati, di
iniziative e manifestazioni di interesse turistico;
c) rilascio, rinnovo, modificazioni delle concessioni demaniali marittime a
finalità turistico – ricreativa, in conformità alle leggi e ai regolamenti dello
Stato e della Regione e alle indicazioni di cui al piano regionale di
utilizzazione delle aree del demanio marittimo, ai sensi dell’articolo 47;
d) rilascio del parere sull’iscrizione all’albo provinciale delle associazioni
Pro Loco;
e) rilascio delle autorizzazioni di cui agli articoli 41, 52, 53, 84.
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Art. 5
Funzioni delle Comunità montane.
1. Le comunità montane svolgono le funzioni relative all’attività di
assegnazione ed erogazione dei contributi per i sentieri alpini, per i bivacchi
e per le vie ferrate, ai sensi dell’articolo 116.
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Art. 6
Funzioni delle Camere di commercio.
1. Le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura esercitano le
funzioni relative all’attribuzione dei marchi e delle certificazioni di qualità
così come individuati dalla Regione sulla base di parametri e modalità da questa
definiti.
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Sezione IV – Disposizioni sulle strutture associate di promozione turistica
Art. 7
Strutture associate di promozione turistica.
1. Al fine di promuovere i sistemi turistici locali di cui all’articolo 13, la
Regione coordina, favorisce ed incentiva lo sviluppo di una struttura di
promozione turistica in forma associata per ogni àmbito territoriale così come
individuato ai sensi dell’articolo 13, comma 3.
2. Alle strutture associate di cui al comma 1 possono partecipare imprese e
soggetti privati interessati al settore di filiera del turismo, nonché, in
qualità di soci sostenitori, le camere di commercio, industria, artigianato ed
agricoltura, gli enti fieristici, le società aeroportuali, i consorzi fra
associazioni Pro Loco, gli enti pubblici, le associazioni imprenditoriali e le
associazioni ed organismi senza scopo di lucro a prevalente finalità turistica.
3. La sommatoria delle quote sociali detenute da enti pubblici deve essere
minoritaria rispetto al totale del capitale sociale.
4. Fatte salve le strutture associate già esistenti, per la costituzione di una
struttura associata si richiede che nel sistema turistico locale, nei cui àmbito
la struttura intende esercitare la propria attività, il S.I.R.T. abbia rilevato
nell’anno antecedente, almeno quattro milioni di presenze di turisti.
5. Per la costituzione delle strutture di cui al comma 1 le imprese partecipanti
non possono essere in numero inferiore a quaranta, se la struttura interessa un
solo àmbito territoriale individuato ai sensi dell’articolo 13, comma 3 e a
settanta, se interessa più àmbiti territoriali della Provincia.
6. Lo statuto delle strutture associate deve prevedere che la quota di ciascun
partecipante non possa superare il venti per cento del capitale sociale e che
siano possibili adesioni successive senza discriminazioni o clausole di
gradimento.
7. Le strutture associate svolgono le seguenti attività:
a) interventi rivolti alla commercializzazione del prodotto turistico relativo
ai singoli settori mediante appositi programmi operativi;
b) partecipazione e realizzazione di manifestazioni ed eventi promozionali,
nonché produzione, acquisto e distribuzione di messaggi e di materiale di tipo
promozionale e pubblicitario;
c) consulenza e assistenza tecnica alle imprese associate per sostenere e
favorire la domanda e l’offerta turistica nei mercati interessati.
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Art. 8
Concessione dei contributi.
1. La Giunta regionale sentita la competente Commissione consiliare, determina,
con provvedimento di durata triennale, le tipologie di spesa ammissibili, le
modalità di concessione ed erogazione dei contributi e le modalità di revoca dei
contributi, maggiorati degli interessi legali, ove dovuti.
2. La Giunta regionale, nell’àmbito della previsione del piano annuale di cui
all’articolo 15, provvede alla concessione di contributi alle strutture
associate di promozione turistica, per il conseguimento delle finalità ivi
previste. I contributi sono erogabili nella misura massima del cinquanta per
cento della spesa ritenuta ammissibile e comunque, nel rispetto della normativa
comunitaria sul de minimis di cui al regolamento (CE) n. 69/2001 della
Commissione del 12 gennaio 2001, pubblicato nella GUCE del 13 gennaio 2001, n. L
10.
3. I contributi previsti sono cumulabili con altri contributi eventualmente
previsti da normative regionali, statali e comunitarie.
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Sezione V – Le associazioni Pro Loco.
Art. 9
Princìpi generali.
1. La Regione, nel quadro della valorizzazione turistica e culturale del Veneto,
riconosce alle associazioni Pro Loco il ruolo di strumenti di base per la tutela
dei valori naturali, artistici e culturali delle località ove sorgono e di
promozione dell’attività turistica e culturale, che si estrinseca essenzialmente
in:
a) iniziative rivolte a favorire la valorizzazione turistica, culturale e di
salvaguardia del patrimonio storico culturale, folcloristico e ambientale della
località;
b) iniziative rivolte ad attrarre il movimento turistico verso la località e a
migliorare le condizioni generali di soggiorno;
c) iniziative idonee a favorire, attraverso la partecipazione popolare, il
raggiungimento degli obiettivi sociali del turismo;
d) attività di assistenza e informazione turistica nel rispetto dell’articolo
20, comma 3, lettera c) ed anche in rapporto con le associazioni dei
consumatori;
e) attività ricreative.
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Art. 10
Albo provinciale e contributi provinciali.
1. Le province, con proprio regolamento, definiscono concordemente le modalità
di tenuta degli albi provinciali delle associazioni Pro Loco, già istituiti ai
sensi dell’articolo 2 della legge regionale 31 agosto 1983, n. 45 "Nuova
disciplina relativa all’albo regionale e all’attività delle associazioni Pro –
Loco" così come modificato dall’articolo 30, comma 1, lettera g) della legge
regionale 13 aprile 2001, n. 11, nonché le modalità di concessione, erogazione e
revoca dei contributi alle associazioni Pro Loco, ai loro organi associativi
regionali e provinciali e alle altre forme consortili di Pro Loco.
2. L’albo provinciale delle associazioni Pro Loco é pubblicato nel Bollettino
ufficiale della Regione del Veneto a cura delle province entro il 30 giugno di
ogni anno.
3. Sino all’approvazione da parte delle province del regolamento di cui al comma
1, per le modalità di tenuta dell’albo in ciascuna Provincia si continuano ad
applicare le disposizioni di cui agli articoli 3 e 4 della legge regionale 31
agosto 1983, n. 45.
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Art. 11
Riparto dei fondi tra le province.
1. La ripartizione dei fondi tra le province è effettuata sulla base della media
dei contributi concessi alle associazioni Pro Loco di ogni àmbito provinciale
nell’ultimo triennio.
2. A decorrere dall’esercizio finanziario 2005, i criteri di riparto dei fondi
tra le province sono determinati dalla Giunta regionale, sentita la competente
Commissione consiliare.
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Capo II – Strumenti operativi
Sezione I – Strumenti di programmazione turistica regionale
Art. 12
Disposizioni generali.
1. La Regione esercita le funzioni di programmazione e coordinamento di cui
all’articolo 2, comma 1, lettera a) attraverso il programma di sviluppo dei
sistemi turistici locali di cui all’articolo 14 e il piano esecutivo di cui
all’articolo 15.
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Art. 13
Sistemi turistici locali (3).
1. Si definiscono sistemi turistici locali i contesti turistici omogenei o
integrati caratterizzati dall’offerta integrata di beni culturali, ambientali e
di attrazioni turistiche, compresi i prodotti tipici dell’agricoltura e
dell’artigianato locale. Ad essi è rivolta prioritariamente l’attuazione della
programmazione turistica regionale.
2. Al fine di sviluppare i sistemi turistici locali, il territorio della Regione
è suddiviso in àmbiti territoriali a tipologia di offerta turistica omogenea.
3. Il Consiglio regionale su proposta formulata dalla Giunta regionale sentita
la Conferenza permanente Regione – Autonomie locali di cui alla legge regionale
3 giugno 1997, n. 20 "Riordino delle funzioni amministrative e princìpi in
materia di attribuzione e di delega agli enti locali" e successive
modificazioni, riconosce i sistemi turistici locali di cui al comma 1 e
individua i corrispondenti àmbiti territoriali.
4. In sede di prima applicazione della presente legge e fino alla approvazione
del provvedimento del Consiglio di cui al comma 3, sono sistemi turistici locali
i contesti turistici coincidenti con gli àmbiti territoriali previsti
nell’allegato A.
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(3) Con Delib.G.R. 30 dicembre 2003, n. 4389 sono state approvate le direttive
sul procedimento di proposte di riconoscimento di nuovi sistemi turistici
locali, ai sensi del presente articolo.

Art. 14
Programma triennale di sviluppo dei sistemi turistici locali.
1. Il Consiglio regionale approva, su proposta della Giunta regionale trasmessa
entro il 31 maggio dell’anno antecedente il triennio di riferimento, il
programma di sviluppo dei sistemi turistici locali. Il programma, avente
validità triennale, individua:
a) gli obiettivi dell’intervento nelle diverse aree di mercato della domanda
turistica in Italia e all’estero e le previsioni di spesa complessive e relative
a ciascuna area;
b) gli interventi mirati alla valorizzazione, in ciascun sistema turistico
locale, di diverse tipologie, con particolare riferimento a:
1) turismo fieristico, d’affari e congressuale;
2) turismo ambientale, naturalistico, della salute e all’aria aperta;
3) turismo culturale e religioso;
4) turismo scolastico, sportivo e della terza età;
c) i criteri di ripartizione delle risorse finanziarie.
2. I fondi disponibili sono destinati in misura non inferiore al cinquanta per
cento al finanziamento dei progetti presentati dalle strutture associate di
promozione turistica di cui all’articolo 7.
3. Il programma triennale mantiene validità fino all’approvazione del programma
triennale successivo.
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Art. 15
Piano esecutivo annuale.
1. In attuazione del programma triennale di cui all’articolo 14, la Giunta
regionale, sentita la competente Commissione consiliare, approva il piano
esecutivo annuale entro il 30 settembre dell’anno antecedente a quello di
riferimento. Il piano individua e coordina le iniziative di sviluppo dei sistemi
turistici locali ammesse a finanziamento regionale, ivi compresi i progetti
presentati dai soggetti di cui all’articolo 7 e specifica il relativo fabbisogno
di spesa. Eventuali variazioni al piano che si rendessero necessarie a seguito
dell’approvazione del bilancio, sono adottate dalla Giunta regionale con propria
deliberazione, entro venti giorni dall’approvazione del bilancio medesimo.
2. La Giunta regionale, sentita la competente Commissione consiliare, adotta con
propria deliberazione le eventuali variazioni al piano che si rendano necessarie
nel corso dell’anno.
3. In caso di rinuncia o mancata attuazione, anche parziale, delle iniziative
ammesse a finanziamento, la Giunta regionale ne dispone la revoca e destina i
relativi contributi a favore di altri progetti già inclusi nel piano esecutivo
annuale informandone la competente Commissione consiliare. La Giunta regionale
può altresì destinare i suddetti contributi ad altre iniziative straordinarie
individuate ed approvate sentita la competente Commissione consiliare.
4. Il piano esecutivo annuale può comportare motivatamente modificazioni al
programma triennale, purché non incidano sulle scelte fondamentali dello stesso.

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Art. 16
Norme transitorie in materia di programmazione turistica regionale.
1. Il primo programma triennale di sviluppo dei sistemi turistici locali viene
adottato dalla Giunta regionale entro novanta giorni dalla entrata in vigore
della presente legge, acquisito il parere delle province e del comitato di cui
all’articolo 2, comma 2.
2. Nelle more della approvazione del primo programma triennale di sviluppo dei
sistemi turistici locali di cui al comma 1, continua ad applicarsi il piano
triennale di promozione turistica vigente.
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Sezione II – Strumenti di programmazione turistica provinciale
Art. 17
Programma di accoglienza del turista.
1. La Provincia esercita funzioni di programmazione nelle attività di
informazione, accoglienza, assistenza turistica e promozione delle singole
località e dei prodotti tipici locali per l’àmbito territoriale regionale.
2. La Provincia, entro il 30 settembre dell’anno antecedente il periodo di
riferimento predispone, sentita la conferenza provinciale permanente del turismo
di cui all’articolo 19, il programma di accoglienza del turista e lo trasmette
al comitato di promozione indirizzo e coordinamento di cui all’articolo 2, comma
2; il programma è approvato entro il 30 novembre dello stesso anno ed è
trasmesso alla Giunta regionale per la diffusione tramite il sistema informativo
turistico.
3. Il programma di accoglienza del turista, avente validità almeno annuale,
individua:
a) gli obiettivi relativi all’attività promozionale locale e all’istituzione
degli uffici di informazione e di accoglienza turistica e di tutela del
consumatore anche in rapporto con le associazioni dei consumatori;
b) gli interventi, le attività e le iniziative a valenza turistica territoriale;

c) i criteri di ripartizione delle risorse finanziarie.
4. In fase di prima applicazione della presente legge si prescinde dal parere
della conferenza provinciale permanente del turismo.
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Sezione III – Sistema informativo turistico regionale
Art. 18
Sistema informativo turistico.
1. La Regione realizza il sistema informativo turistico regionale utilizzando
procedure di acquisizione, produzione, elaborazione e gestione di dati e di
informazioni, finalizzati alla conoscenza del sistema turistico veneto ed al
conseguimento degli obiettivi di sviluppo del turismo. Il sistema deve
assicurare la standardizzazione delle procedure, l’omogeneità e la diffusione
delle informazioni. Il sistema fa parte integrante dell’attuale sistema
informativo regionale.
2. Per l’attuazione di quanto previsto al comma 1, la struttura regionale
competente per il turismo:
a) effettua analisi dei movimenti turistici con riferimento alle politiche
turistiche regionali;
b) effettua studi e pubblicazioni sulle evoluzioni della struttura ricettiva e
dell’apparato dei servizi e delle attività di interesse turistico;
c) verifica, anche promuovendo opportune collaborazioni e intese con l’Ente
nazionale italiano per il turismo (E.N.I.T.) e altre regioni, l’andamento delle
principali variabili economiche e sociali che influenzano il fenomeno turistico;

d) elabora indici di misurazione dei risultati ottenuti dai destinatari dei
finanziamenti regionali;
e) effettua, attraverso ricerche di mercato, analisi della domanda turistica dei
principali mercati di affluenza del movimento turistico che interessa la
Regione.
f) rileva avvalendosi anche delle associazioni dei consumatori riconosciute a
livello regionale o nazionale i disservizi e reclami segnalati, la loro
tipologia, nonché le qualità percepite ed attese dal cliente consumatore.
3. Le attività di cui al comma 2 sono rese, su richiesta, al Consiglio regionale
che può richiedere lo svolgimento di specifiche attività di ricerca ed
elaborazione dati.
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Sezione IV – Disposizioni sulla conferenza provinciale permanente del turismo.
Art. 19
Conferenza provinciale permanente del turismo.
1. Al fine di assicurare la partecipazione ed il collegamento funzionale con gli
enti locali e le rappresentanze economiche, sociali ed imprenditoriali delle
attività turistiche in ogni Provincia, è istituita la conferenza provinciale
permanente del turismo.
2. La conferenza è costituita con decreto del Presidente della Provincia e cessa
al termine del mandato elettorale provinciale.
3. La conferenza è composta da:
a) Presidente della Provincia o assessore provinciale al turismo suo delegato
che la presiede;
b) due consiglieri comunali in rappresentanza delle amministrazioni comunali
presenti nell’àmbito territoriale provinciale designati dalla assemblea dei
sindaci convocati dal sindaco del comune capoluogo di Provincia;
c) un rappresentante della comunità montana operante nel territorio di
competenza provinciale o, qualora si tratti di più comunità, un rappresentante
designato dall’assemblea dei presidenti delle comunità montane interessate,
convocata dal Presidente della Provincia o dall’assessore provinciale al
turismo. Nel caso non sia operante alcuna comunità montana si provvede alla
designazione di un’ulteriore rappresentante dei comuni;
d) due ulteriori rappresentanti designati dalla Provincia di cui uno in
rappresentanza delle minoranze;
e) i presidenti delle strutture associate di promozione turistica di cui
all’articolo 7 presenti nel territorio provinciale;
f) due rappresentanti designati dalle associazioni degli operatori turistici
delle strutture ricettive presenti nel territorio provinciale;
g) un rappresentante designato dalle associazioni degli operatori turistici
delle attività complementari o professionali, operanti nel territorio
provinciale;
h) un rappresentante designato dalle organizzazioni sindacali operanti nel
territorio provinciale;
i) un rappresentante designato dalle organizzazioni cooperative operanti nel
territorio provinciale;
l) due rappresentanti designati dalle associazioni iscritte nel registro
regionale delle organizzazioni di volontariato di cui alla legge regionale 30
agosto 1993, n. 40 "Norme per il riconoscimento e la promozione delle
organizzazioni di volontariato" e successive modificazioni, aventi come finalità
statutaria prevalente, anche se non esclusiva, l’attività turistica;
m) un rappresentante designato dalle associazioni Pro Loco operanti nel
territorio provinciale;
n) un rappresentante designato dalla camera di commercio, industria, artigianato
e agricoltura competente per territorio;
o) un rappresentante dell’ente fiera, se esistente nell’àmbito territoriale
provinciale;
p) un rappresentante degli enti teatrali o lirici, se esistenti nell’àmbito
territoriale provinciale;
q) un rappresentante designato dalle associazioni di tutela dei consumatori
maggiormente rappresentative a livello regionale;
r) un rappresentante designato dal Touring Club italiano.
4. La conferenza si riunisce almeno una volta all’anno, formula proposte e
fornisce pareri alla Provincia ai sensi dell’articolo 17, comma 2.
5. I rappresentanti degli organismi di cui alle lettere f), g), h), i), l), o),
p), q) sono scelti fra esperti del settore turistico.
6. La conferenza è comunque validamente costituita con la designazione di almeno
la metà dei componenti previsti. La prima seduta della conferenza è convocata
dal Presidente della Provincia o dall’assessore delegato.
7. La conferenza delibera validamente con almeno la metà più uno dei componenti
nominati e a maggioranza semplice dei presenti.
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Sezione V – Uffici provinciali di Informazione e accoglienza turistica (I.A.T.).

Art. 20
Uffici I.A.T. provinciali.
1. Gli uffici provinciali di Informazione e accoglienza turistica (I.A.T.)
svolgono funzioni di informazione e di accoglienza turistica con particolare
riguardo alle funzioni di:
a) informazione turistica con utilizzazione di personale qualificato in possesso
di adeguata preparazione linguistica e con produzione di materiale informativo e
promozionale;
b) accoglienza turistica anche mediante organizzazione, in forma diretta o in
collaborazione con organismi pubblici e privati, di manifestazioni e spettacoli
di interesse turistico;
c) assistenza ed accoglienza di operatori turistici, giornalisti ed addetti alle
attività di comunicazione;
d) gestione di servizi rivolti all’utenza turistica e finalizzati a migliorare
la qualità dell’ospitalità anche mediante raccolta delle segnalazioni di
disservizi e reclami per il successivo inoltro al S.I.R.T.;
e) collaborazione con gli enti locali e con gli organismi rappresentativi degli
imprenditori nella organizzazione di altre attività di interesse turistico.
2. Le province assicurano l’esercizio delle funzioni da parte degli uffici
I.A.T. in relazione ai flussi e alle stagionalità turistiche del territorio.
3. Al fine di garantire la massima apertura al pubblico degli uffici I.A.T., la
Provincia può, previa apposita convenzione, gestire gli stessi in collaborazione
con:
a) comuni;
b) imprese turistiche associate o loro associazioni di categoria;
c) associazioni Pro Loco iscritte nell’albo provinciale di cui all’articolo 10;
d) associazioni iscritte nel registro regionale delle organizzazioni di
volontariato di cui alla legge regionale 30 agosto 1993, n. 40 aventi come
finalità statutaria prevalente, anche se non esclusiva, le attività di
informazione, accoglienza e assistenza turistica;
e) consorzi o altre strutture con finalità turistiche, non finanziate dalla
Regione.
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Art. 21
Riparto fondi tra le province.
1. La ripartizione dei fondi tra le province è effettuata sulla base della media
dei finanziamenti concessi nel triennio 1999 – 2001 alle aziende di promozione
turistica di cui alla legge regionale 16 marzo 1994, n. 13 "Organizzazione
turistica della Regione" a valere sul fondo già destinato al funzionamento della
rete A.P.T. – I.A.T. regionali e al concorso al finanziamento dell’attività di
promozione A.P.T.
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TITOLO II
Disciplina in materia di operatori turistici
Capo I – Strutture ricettive
Sezione I – Strutture ricettive alberghiere
Art. 22
Strutture ricettive alberghiere.
1. Sono strutture ricettive alberghiere:
a) gli alberghi;
b) i motel;
c) i villaggi – albergo;
d) le residenze turistico – alberghiere;
e) le residenze d’epoca alberghiere.
2. Sono alberghi le strutture ricettive aperte al pubblico a gestione unitaria,
che forniscono alloggio ed eventualmente vitto e altri servizi accessori, in
camere, suite, junior suite e unità abitative. Le suite sono camere composte da
almeno due vani distinti, di cui uno allestito a salotto ed uno a camera da
letto con almeno un bagno. Le junior suite sono camere composte da un unico vano
avente una parte allestita a salotto e un bagno privato. Le unità abitative sono
costituite da uno o più locali allestiti a camere da letto, soggiorno, sono
dotate di servizio autonomo di cucina e bagno privato, sono consentite nel
limite massimo del quaranta per cento della ricettività autorizzata in termini
di camere, suite o junior suite.
3. Sono motel gli alberghi particolarmente attrezzati per la sosta e
l’assistenza delle autovetture o delle imbarcazioni che assicurano alle stesse
servizi di riparazione e rifornimento carburanti.
4. Sono villaggi – albergo le strutture ricettive che, in un’unica area,
forniscono agli utenti unità abitative dislocate in più stabili con servizi
centralizzati.
5. Sono residenze turistico alberghiere le strutture ricettive aperte al
pubblico, a gestione unitaria, che forniscono alloggio e servizi accessori in
unità abitative. È consentita la presenza di unità abitative senza angolo
cottura nel limite massimo del quaranta per cento della ricettività autorizzata
in termini di unità abitative.
6. Sono residenze d’epoca alberghiere le strutture ricettive alberghiere ubicate
in complessi immobiliari di particolare pregio storico – architettonico, dotate
di mobili e arredi d’epoca o di particolare livello artistico, idonee ad una
accoglienza altamente qualificata.
7. Gli alberghi dotati di particolari strutture di tipo specialistico proprie
del soggiorno finalizzato a cicli di trattamenti terapeutici, dietetici ed
estetici, possono assumere dopo la denominazione della struttura, la dizione
casa di bellezza o beauty-farm.
8. L’attività ricettiva può essere svolta oltreché nella sede principale anche
in dipendenze costituite da locali con ingresso promiscuo con altre attività
purché sia garantita l’indipendenza e la sicurezza dell’ospite. Le dipendenze
possono essere ubicate in immobili diversi da quello ove è posta la sede
principale o anche in una parte separata dello stesso immobile, quando ad essa
si acceda da un ingresso autonomo sono ubicate a non più di 100 metri di
distanza in linea d’aria o all’interno dell’area delimitata e recintata su cui
insiste la sede principale.
9. Nelle camere, nelle suite, nelle junior suite e nelle unità abitative è
consentito aggiungere, in via temporanea e solo su richiesta del cliente, un
ulteriore posto letto in deroga ai limiti dimensionali stabiliti dalla
legislazione in materia, con obbligo di ripristino del numero dei posti letto
autorizzato al momento della partenza del cliente.
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Art. 23
Requisiti della classificazione delle strutture ricettive alberghiere.
1. I requisiti minimi delle strutture ricettive alberghiere ai fini della
classificazione sono:
a) capacità ricettiva non inferiore a sette camere, oppure, sette suite/junior
suite, ovvero, sette unità abitative con esclusione delle dipendenze;
b) attrezzature e servizi di cui agli allegati C, D ed E.
2. Gli alberghi e i motel sono classificati in base ai requisiti previsti
nell’allegato C e sono contrassegnati con cinque, quattro, tre, due e una
stella; i villaggi – albergo e le residenze turistico – alberghiere sono
classificati in base ai requisiti previsti nell’allegato D e sono contrassegnate
con quattro, tre e due stelle.
3. Gli alberghi classificati con cinque stelle assumono la denominazione
aggiuntiva lusso quando hanno almeno cinque degli standard tipici degli esercizi
di classe internazionale di cui all’allegato B.
4. In alternativa alla dizione di albergo può essere usata quella di hotel;
l’indicazione di grand hotel spetta solamente agli esercizi classificati con
almeno cinque stelle; la dicitura palace hotel spetta soltanto agli esercizi
classificati con almeno quattro stelle.
5. Per le strutture ricettive sprovviste di ristorante, in alternativa o in
aggiunta alla dizione albergo, è consentita la denominazione di garnì o meublé.
6. Le dipendenze sono classificate in una delle categorie inferiori rispetto
alla sede principale; possono essere altresì classificate nella medesima
categoria della sede principale qualora particolari circostanze di attrezzature,
di ubicazione e arredamento delle stesse consentano di offrire alla clientela il
medesimo trattamento della sede principale.
7. Le strutture ricettive classificate nelle categorie cinque stelle lusso,
cinque stelle e quattro stelle, devono avere un direttore d’albergo, che può
coincidere con il responsabile.
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Art. 24
Superfici e cubatura minime.
1. In materia di superfici e cubature minime si applica la disciplina prevista
dall’articolo 4 del regio-decreto 24 maggio 1925, n. 1102, e successive
modificazioni; per le strutture esistenti alla data di entrata in vigore del
decreto-legge 29 marzo 1995, n. 97, convertito con modificazioni dalla legge 30
maggio 1995, n. 203, è consentita una riduzione della superficie e della
cubatura delle stanze a un letto e delle camere a due o più letti fino al
venticinque per cento nelle strutture alberghiere classificate a una stella, due
stelle o tre stelle e fino al venti per cento nelle strutture alberghiere
classificate a quattro stelle, cinque stelle o cinque stelle lusso. La cubatura
minima delle stanze d’albergo è determinata dal prodotto della superficie minima
come definito dall’articolo 7, comma 1, lettera a) del decreto-legge 29 marzo
1995, n. 97, per l’altezza minima fissata dai regolamenti edilizi o dai
regolamenti d’igiene comunali. L’altezza minima interna utile delle camere
d’albergo non può essere comunque inferiore ai parametri previsti dall’articolo
1 del D.M. 5 luglio 1975 del Ministro della sanità.
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Sezione II – Strutture ricettive extra-alberghiere
Art. 25
Strutture ricettive extra-alberghiere.
1. Sono strutture ricettive extra-alberghiere:
a) gli esercizi di affittacamere;
b) le attività ricettive in esercizi di ristorazione;
c) le attività ricettive a conduzione familiare – bed & breakfast;
d) le unità abitative ammobiliate ad uso turistico;
e) le strutture ricettive – residence;
f) le attività ricettive in residenze rurali;
g) le case per ferie;
h) gli ostelli per la gioventù;
i) le foresterie per turisti;
l) le case religiose di ospitalità;
m) i centri soggiorno studi;
n) le residenze d’epoca extra-alberghiere;
o) i rifugi escursionistici;
p) i rifugi alpini.
2. Sono esercizi di affittacamere le strutture che assicurano i servizi minimi
ed in possesso dei requisiti previsti dall’allegato F parte prima, composte da
non più di sei camere, ciascuna con accesso indipendente dagli altri locali,
destinate ai clienti ubicate in non più di due appartamenti ammobiliati di uno
stesso stabile, nei quali sono forniti alloggio ed eventualmente servizi
complementari, compresa l’eventuale somministrazione dei pasti e delle bevande
alle persone alloggiate.
3. Sono attività ricettive in esercizi di ristorazione le strutture che
forniscono i servizi minimi ed in possesso dei requisiti previsti dall’allegato
F, parte prima composte da non più di sei camere, ciascuna con accesso
indipendente dagli altri locali, gestite in modo complementare all’esercizio di
ristorazione dallo stesso titolare e nello stesso complesso immobiliare. Gli
esercizi di ristorazione di cui al presente comma possono utilizzare in aggiunta
alla propria denominazione la dizione locanda.
4. Sono attività ricettive a conduzione familiare – bed & breakfast le strutture
ricettive gestite da privati che, avvalendosi della loro organizzazione
familiare, utilizzano parte della propria abitazione, fino a un massimo di tre
camere, fornendo alloggio e prima colazione ed i servizi minimi previsti
dall’allegato F, parte seconda.
5. Sono unità abitative ammobiliate a uso turistico le case o gli appartamenti,
arredati e dotati di servizi igienici e di cucina autonomi, dati in locazione ai
turisti, nel corso di una o più stagioni, con contratti aventi validità non
inferiore a sette giorni e non superiore a sei mesi consecutivi e che forniscono
i servizi minimi previsti dall’allegato F, parte terza senza la prestazione di
alcun servizio di tipo alberghiero. Le unità abitative ammobiliate a uso
turistico possono essere gestite:
a) in forma imprenditoriale;
b) in forma non imprenditoriale, da coloro che hanno la disponibilità fino ad un
massimo di quattro unità abitative, senza organizzazione in forma di impresa. La
gestione in forma non imprenditoriale viene attestata mediante dichiarazione
sostitutiva dell’atto di notorietà ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445
"Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di
documentazione amministrativa" da parte di coloro che hanno la disponibilità
delle unità abitative di cui al presente articolo;
c) con gestione non diretta, da parte di agenzie immobiliari ed immobiliari
turistiche che intervengono quali mandatarie o sub – locatrici, nelle locazioni
di unità abitative ammobiliate ad uso turistico sia in forma imprenditoriale che
in forma non imprenditoriale, alle quali si rivolgono i titolari delle unità
medesime che non intendono gestire tali strutture in forma diretta.
6. Sono strutture ricettive – residence i complessi unitari costituiti da uno o
più immobili comprendenti appartamenti che forniscono i servizi minimi di cui
all’allegato F, parte quarta arredati e dotati di servizi igienici e di cucina
autonomi, gestiti in forma imprenditoriale, dati in locazione ai turisti, con
contratti aventi validità non inferiore a tre giorni e non superiore ai sei
mesi.
7. Sono attività ricettive in residenze rurali e possono assumere la
denominazione di country house le strutture localizzate in ville padronali o
fabbricati rurali con una pertinenza di terreno di almeno 5.000 metri quadrati
da utilizzare per l’animazione sportivo-ricreativa che forniscono i servizi
minimi ed in possesso dei requisiti previsti dall’allegato F, parte quinta
composte da camere con eventuale angolo cottura, che dispongono di servizio di
ristorazione aperto al pubblico e con il limite massimo di trenta coperti ed
eventualmente di attrezzature sportive e ricreative.
8. Sono case per ferie le strutture ricettive che forniscono i servizi minimi ed
in possesso dei requisiti previsti all’allegato G, attrezzate per il soggiorno
di persone o gruppi e gestite al di fuori dei normali canali commerciali, da
enti pubblici, associazioni o enti religiosi, operanti senza fine di lucro, per
il conseguimento di finalità sociali, culturali, assistenziali, religiose o
sportive nonché da enti o aziende per il soggiorno dei loro dipendenti o loro
familiari. Nelle case per ferie possono altresì essere ospitati dipendenti e
relativi familiari, di altre aziende o assistiti dagli enti di cui al presente
comma con i quali sia stata stipulata apposita convenzione.
9. Per le strutture ricettive di cui al comma 8, in aggiunta alla dizione case
per ferie è consentita la denominazione di centri di vacanze per ragazzi qualora
si tratti di attività ricettive caratterizzate dal tipo di clientela, costituita
di norma da giovani al di sotto dei quattordici anni, aperte nei periodi di
vacanze estive e/o invernali, finalizzate oltre che al soggiorno, allo sviluppo
sociale ed educativo. Nei centri di vacanze per ragazzi è assicurata la presenza
continuativa di personale specializzato nei settori pedagogico e medico ed è
comunque garantita, anche tramite specifica convenzione, l’assistenza sanitaria
per le necessità di pronto intervento.
10. Sono ostelli per la gioventù le strutture ricettive, che forniscono i
servizi minimi ed in possesso dei requisiti previsti all’allegato G attrezzate
per il soggiorno e il pernottamento, per periodi limitati, dei giovani e dei
loro accompagnatori, gestite, in forma diretta o indiretta, da enti o
associazioni riconosciute.
11. Sono foresterie per turisti le strutture ricettive normalmente adibite a
collegi, convitti, istituti religiosi, pensionati e, in genere, tutte le altre
strutture pubbliche o private, gestite senza finalità di lucro che, anche in
deroga alle disposizioni di cui alla presente legge, previa comunicazione al
Comune e per periodi non superiori a sessanta giorni all’anno, offrono
ospitalità a persone singole e a gruppi organizzati da enti e associazioni che
operano nel campo del turismo sociale e giovanile, per il conseguimento di
finalità sociali, culturali, assistenziali, religiose e sportive.
12. Sono case religiose di ospitalità le strutture ricettive che forniscono i
servizi minimi ed in possesso dei requisiti previsti all’allegato G
caratterizzate dalle finalità religiose dell’ente gestore che offre, a
pagamento, ospitalità a chiunque lo richieda nel rispetto del carattere
religioso dell’ospitalità stessa e con accettazione delle conseguenti regole di
comportamento e limitazioni di servizio.
13. Sono centri soggiorno studi le strutture ricettive, gestite da enti
pubblici, associazioni, organizzazioni sindacali, soggetti privati operanti nel
settore della formazione dedicati ad ospitalità finalizzata all’educazione e
formazione in strutture dotate di adeguata attrezzatura per l’attività didattica
e convegnistica specializzata, con camere per il soggiorno degli ospiti dotate
dei requisiti previsti per le strutture alberghiere classificate a due stelle.
14. Sono residenze d’epoca le strutture ricettive extra-alberghiere
classificate, ubicate in complessi immobiliari di particolare pregio storico e
architettonico, dotate di mobili e arredi d’epoca o di particolare livello
artistico, idonee ad una accoglienza altamente qualificata.
15. Sono rifugi escursionistici le strutture ricettive in possesso dei requisiti
previsti all’allegato G, aperte al pubblico idonee ad offrire ospitalità e
ristoro ad escursionisti in zone montane ubicate in luoghi favorevoli ad
ascensioni, servite da strade o da altri mezzi di trasporto ordinari, anche in
prossimità di centri abitati ed anche collegate direttamente alla viabilità
pubblica.
16. Sono rifugi alpini le strutture ricettive in possesso dei requisiti previsti
all’allegato G ubicate in montagna, a quota non inferiore a 1.300 metri o,
eccezionalmente a quota non inferiore a 1.000 metri, quando ricorrono
particolari condizioni ambientali, in relazione alla posizione topografica, alle
difficoltà di accesso e alla importanza turistico-alpinistica della località, in
proprietà o in gestione di privati o di enti o associazioni senza scopo di lucro
operanti nel settore dell’alpinismo e dell’escursionismo. I rifugi alpini sono
predisposti per il ricovero, il ristoro e per il soccorso alpino e devono essere
custoditi e aperti al pubblico per periodi limitati nelle stagioni turistiche.
Durante i periodi di chiusura i rifugi alpini devono disporre di un locale per
il ricovero di fortuna, convenientemente dotato, sempre aperto e accessibile
dall’esterno anche in caso di abbondanti nevicate e durante il periodo di
apertura stagionale il servizio di ricovero deve essere comunque garantito per
l’intero arco della giornata.
17. Le strutture ricettive di cui al presente articolo devono essere conformi
alle prescrizioni edilizie ed igienico-sanitarie.
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Art. 26
Requisiti della classificazione delle strutture ricettive extra-alberghiere
soggette a classificazione.
1. Gli esercizi di affittacamere, le attività ricettive in esercizi di
ristorazione, le unità abitative ammobiliate a uso turistico, le strutture
ricettive – residence, sono classificati in terza, seconda e prima categoria in
base ai requisiti di cui all’allegato R.
2. Le attività ricettive in residenze rurali e, le case per ferie, gli ostelli
per la gioventù, le case religiose di ospitalità, i centri soggiorno studi, i
rifugi escursionistici e i rifugi alpini sono classificati in una unica
categoria sulla base dei requisiti minimi di cui rispettivamente all’allegato F,
parte quinta ed all’allegato G e, per i centri soggiorno studi, ai sensi di
quanto previsto dall’articolo 25, comma 13.
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Art. 27
Disposizioni particolari in materia di strutture ricettive non soggette a
classificazione.
1. L’attività ricettiva a conduzione familiare bed & breakfast e le foresterie
per turisti possono essere intraprese su denuncia di inizio attività, ai sensi
dell’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 "Nuove norme in materia di
procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti
amministrativi.".
2. La denuncia deve essere inviata al Comune e alla Provincia competenti per
territorio, su modulo predisposto e fornito dalla Provincia, su modello
regionale.
3. Chi intende locare direttamente le unità abitative ammobiliate ad uso
turistico nella forma non imprenditoriale, di cui all’articolo 25, comma 5,
lettera b), lo comunica su apposito modulo predisposto e fornito dalla Provincia
su modello regionale al Comune in cui l’unità abitativa è ubicata, che ne
trasmette copia entro trenta giorni alla Provincia stessa.
4. La Provincia competente per territorio, alla quale sono inviate le denunce di
inizio attività di cui ai commi 2 e 3, provvede entro sessanta giorni ad
effettuare apposito sopralluogo ai fini della rilevazione statistica della
consistenza ricettiva e ne da comunicazione alla Regione.
5. Chi esercita le attività ricettive a conduzione familiare bed & breakfast, le
foresterie per turisti e chi intende locare direttamente le unità abitative
ammobiliate ad uso turistico nella forma non imprenditoriale, può comunicare
alla Provincia competente, su apposito modulo predisposto e fornito dalla stessa
Provincia su modello regionale, entro il 1° ottobre di ogni anno, i prezzi
minimi e massimi e rispettivamente il periodo di apertura dell’attività e il
periodo di messa in locazione, con validità dal 1° gennaio dell’anno successivo
(4). Per le zone montane i prezzi comunicati entro il 1° ottobre hanno validità
dal 1° dicembre successivo. Copia della comunicazione deve essere esposta
all’interno della struttura ricettiva.
6. Le agenzie immobiliari e gli altri operatori ai quali si rivolgono i titolari
delle unità abitative ad uso turistico, che non intendano gestire tali strutture
in forma diretta comunicano annualmente, entro la data del 1° ottobre, con
eventuali integrazioni entro il 31 dicembre, al Comune e alla Provincia
competenti per territorio l’elenco delle strutture con le seguenti indicazioni:
a) l’indirizzo della struttura e l’eventuale denominazione;
b) la eventuale classificazione attribuita alla stessa;
c) il numero dei posti letto e bagni a disposizione degli ospiti;
d) il periodo di messa in locazione;
e) i prezzi praticati, anche suddivisi per tipologia.
7. Sulla base della comunicazione di cui ai commi 5 e 6, la Provincia redige
annualmente l’elenco delle attività ricettive a conduzione familiare bed &
breakfast, delle unità abitative ammobiliate a uso turistico non classificate e
delle foresterie per turisti, comprensivo dei prezzi praticati, dandone
comunicazione alla Regione, ai fini dell’attività di informazione turistica.
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(4) Periodo così modificato dall’art. 4, L.R. 24 dicembre 2004, n. 35.

Sezione III – Strutture ricettive all’aperto
Art. 28
Strutture ricettive all’aperto.
1. Sono strutture ricettive all’aperto:
a) i villaggi turistici;
b) i campeggi.
2. Sono villaggi turistici le strutture ricettive aperte al pubblico, a gestione
unitaria, allestite ed attrezzate su aree recintate destinate alla sosta ed al
soggiorno di turisti in prevalenza sprovvisti di propri mezzi mobili di
pernottamento in unità abitative fisse o mobili. I villaggi turistici possono
anche disporre di piazzole di campeggio attrezzate per la sosta ed il soggiorno
di turisti provvisti di propri mezzi mobili di pernottamento.
3. Sono campeggi le strutture ricettive aperte al pubblico, a gestione unitaria,
allestite ed attrezzate su aree recintate destinate alla sosta ed al soggiorno
di turisti in prevalenza provvisti di propri mezzi mobili di pernottamento. I
campeggi possono anche disporre di unità abitative mobili, quali tende, roulotte
o caravan, mobilhome o maxicaravan, autocaravan o camper, e di unità abitative
fisse, per la sosta ed il soggiorno di turisti sprovvisti di propri mezzi mobili
di pernottamento.
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Art. 29
Requisiti della classificazione delle strutture ricettive all’aperto.
1. Le strutture ricettive all’aperto sono classificate in base ai requisiti e
alle caratteristiche posseduti secondo le prescrizioni di cui agli allegati L,
M, N, O, P e sono contrassegnate:
a) i villaggi turistici con quattro, tre e due stelle;
b) i campeggi con quattro, tre, due e una stella.
2. In alternativa alla dizione di campeggio può essere usata quella di camping.
3. Le strutture di cui al comma 1, possono assumere:
a) la denominazione aggiuntiva di transito, qualora si rivolgano ad una
clientela itinerante, consentendo la sosta anche per frazioni di giornata. Essi
possono essere ubicati in prossimità di snodi stradali, di città d’arte e di
altre località di interesse storico, culturale, archeologico, ambientale e
paesaggistico e possono essere anche abbinati ad attività di stazione di
servizio, di ristorazione, di ricettività alberghiera, di parcheggio e di altre
attività di servizio generale ai viaggiatori;
b) la denominazione aggiuntiva di centro vacanze, qualora siano dotate di
rilevanti impianti e servizi sportivi, di svago e commerciali.
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Art. 30
Realizzazione di strutture ricettive all’aperto.
1. La realizzazione delle opere di strutture ricettive all’aperto è soggetta a
concessione edilizia ai sensi dell’articolo 76 della legge regionale 27 giugno
1985, n. 61 "Norme per l’assetto e l’uso del territorio" e successive
modificazioni.
2. Le aree destinate a strutture ricettive all’aperto sono classificate Zone
territoriali omogenee (Z.T.O.) D3 conformemente alle indicazioni contenute nella
Delib.G.R. 24 maggio 1983, n. 2705 "Grafia e simbologia regionali unificate".
3. Ai fini della determinazione del contributo di concessione, l’indice di
fabbricabilità fondiaria convenzionale, di cui all’articolo 85 della legge
regionale 27 giugno 1985, n. 61, limitatamente alla superficie destinata alle
unità di soggiorno temporaneo, è determinato in misura pari a 0,3 mc/mq.
4. L’area di insediamento di nuove strutture ricettive non può essere inferiore
a 5.000 metri quadrati, ad eccezione dei campeggi di transito.
5. L’indice di fabbricabilità territoriale da assegnare alle nuove strutture
ricettive all’aperto per la realizzazione degli immobili destinati a impianti e
servizi sportivi, di svago e commerciali e ad alloggi in unità abitative, deve
di norma essere compreso tra un minimo di 0,10 ed un massimo di 0,12 mq/mq della
superficie totale lorda della struttura ricettiva, esclusi i volumi necessari
alla realizzazione dei servizi igienici comuni, degli uffici, dei locali tecnici
e dei locali adibiti ad alloggio del personale. Il rapporto di copertura
territoriale comunque deve essere contenuto entro il dieci per cento e l’altezza
dei fabbricati non deve superare i due piani fuori terra ed un piano fuori terra
limitatamente ai fabbricati destinati alle unità abitative ad uso turistico.
6. Non sono soggetti a concessione edilizia gli allestimenti mobili di
pernottamento quali tende, roulotte o caravan, mobilhome o maxicaravan. A tal
fine i predetti allestimenti devono:
a) conservare i meccanismi di rotazione in funzione;
b) non possedere alcun collegamento permanente al terreno e gli allacciamenti
alle reti tecnologiche devono essere rimovibili in ogni momento.
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Art. 31
Sorveglianza ed assicurazione delle strutture ricettive all’aperto.
1. Nelle strutture ricettive all’aperto sono assicurati:
a) la sorveglianza continua della struttura ricettiva durante i periodi di
apertura;
b) la continua presenza all’interno della struttura ricettiva del responsabile o
di un suo delegato;
c) la copertura assicurativa per i rischi di responsabilità civile a favore dei
clienti.
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Sezione IV – Disposizioni comuni
Art. 32
Competenza e procedure della classificazione delle strutture ricettive soggette
a classificazione.
1. La classificazione per le strutture ricettive soggette a classificazione è
effettuata dalla Provincia competente per territorio e ha validità quinquennale.

2. La domanda di classificazione è presentata alla Provincia competente per
territorio, corredata della documentazione di cui all’allegato H.
3. La Provincia provvede alla classificazione sulla base della documentazione
presentata, a seguito di verifica:
a) non oltre il termine di sessanta giorni dalla presentazione della domanda
acquisiti il parere dell’amministrazione comunale e delle associazioni
territoriali di categoria maggiormente rappresentative, che deve essere reso
entro trenta giorni trascorsi i quali si prescinde dallo stesso per le strutture
ricettive alberghiere e per le strutture ricettive all’aperto;
b) non oltre il termine di quaranta giorni dalla presentazione della domanda per
le strutture ricettive extra-alberghiere.
4. In sede di classificazione la Provincia verifica che la denominazione di
ciascuna struttura ricettiva alberghiera ed extra-alberghiera soggetta a
classificazione eviti omonimie nell’àmbito territoriale dello stesso Comune.
5. Qualora, per qualsiasi causa, le strutture ricettive vengano a possedere i
requisiti di una classificazione diversa da quella attribuita, la Provincia
procede in ogni momento, su domanda, a una nuova classificazione o, d’ufficio,
per i casi di declassamento.
6. Entro il mese di aprile dell’anno di scadenza di ciascun quinquennio, la
Provincia invia all’interessato il modulo di classificazione, con la copia della
denuncia dell’attrezzatura. I moduli ricevuti, contenenti la conferma o la
modifica dei dati in essi contenuti, devono essere restituiti dall’interessato
alla Provincia entro il mese di giugno. La ripresentazione di tutta la
documentazione di cui all’allegato H è obbligatoria solo in caso di modifiche
strutturali intervenute.
7. Il provvedimento di classificazione delle strutture ricettive è notificato
all’interessato e al Comune in cui è situata la struttura ricettiva e comunicato
alla Giunta regionale.
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Art. 33
Disposizioni particolari per la classificazione delle residenze d’epoca
alberghiere ed extra-alberghiere.
1. Possono acquisire la classificazione di residenze d’epoca le strutture
ricettive alberghiere ed extra-alberghiere assoggettate ai vincoli previsti dal
decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490 "Testo unico delle disposizioni
legislative in materia di beni culturali e ambientali" salvo quanto previsto al
comma 2.
2. La Provincia competente per territorio può classificare le strutture nella
tipologia speciale di residenza d’epoca anche in mancanza dei vincoli previsti
nel decreto legislativo n. 490/1999 se acquisisce il parere favorevole della
apposita commissione regionale di cui al comma 3.
3. La Giunta regionale, nomina la commissione regionale per la classificazione
delle residenze d’epoca, che è composta da:
a) un dirigente regionale della struttura regionale competente per il turismo
che la presiede;
b) un esperto di storia dell’arte designato dalla Soprintendenza per i beni
ambientali e architettonici del Veneto;
c) un esperto di storia dell’arte concordato tra le associazioni più
rappresentative a livello regionale degli operatori delle strutture ricettive
alberghiere;
d) un dipendente della Provincia competente per territorio.
4. Le funzioni di segretario sono esercitate da un dipendente regionale.
5. Ai componenti esterni della commissione è corrisposto un compenso da
determinarsi contestualmente alla nomina e, ove spetti, il rimborso delle spese
di viaggio, ai sensi della vigente normativa.
6. La domanda di classificazione a residenza d’epoca, corredata per le strutture
ricettive alberghiere ed extra-alberghiere dalla documentazione di cui
all’allegato Q, è presentata alla Provincia competente per territorio che
provvede alla classificazione entro i successivi novanta giorni.
7. La commissione regionale per la classificazione delle residenze d’epoca in
carica alla data di entrata in vigore della presente legge esercita le funzioni
di cui al presente articolo sino alla fine della legislatura.
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Art. 34
Disciplina dei prezzi delle strutture ricettive soggette a classificazione.
1. I responsabili delle strutture ricettive soggette a classificazione,
comunicano alla Provincia competente su apposito modulo predisposto e fornito
dalla medesima Provincia su modello regionale i prezzi minimi e massimi che
intendono applicare. La comunicazione, è inviata entro il 1° ottobre di ogni
anno con validità dal 1° gennaio dell’anno successivo. È consentita una
ulteriore comunicazione entro il 1° marzo dell’anno successivo, per la
variazione di prezzi e servizi che si intendono applicare e fornire a valere dal
1° giugno dello stesso anno. Per le zone montane i prezzi, comunicati entro il
1° ottobre, hanno validità dal 1° dicembre successivo.
2. La comunicazione dei prezzi di cui al comma 1 riguarda, per le strutture
ricettive all’aperto, i prezzi minimi e massimi che si applicano per giornata, o
per frazione di giornata nel caso di campeggi di transito, nel modo seguente:
a) tariffa persona, quando sia indifferenziata l’età o, in caso diverso, tariffa
adulti e tariffa bambini, specificando, per quest’ultima, il limite di età per
la sua applicazione;
b) tariffa piazzola e tariffa unità abitativa;
c) orario di scadenza giornaliera tariffe di cui alle lettere a) e b).
3. La Provincia, nei trenta giorni successivi alla scadenza dei termini di cui
al comma 1, provvede alla verifica e alla vidimazione delle comunicazioni
pervenute. Copia della comunicazione è inviata alla Regione e all’E.N.I.T.
4. Nel caso in cui vengano comunicati solo prezzi minimi o solo prezzi massimi,
gli stessi sono considerati come prezzi unici.
5. La mancata o incompleta comunicazione entro i termini previsti, comporta
l’impossibilità di applicare prezzi superiori a quelli indicati nell’ultima
regolare comunicazione e la soggezione alla sanzione prevista all’articolo 43,
comma 8.
6. Per le nuove strutture ricettive o in caso di subingresso, la comunicazione
dei prezzi deve essere presentata il giorno successivo a quello del rilascio
dell’autorizzazione all’esercizio o contestualmente alla dichiarazione di inizio
attività.
7. I prezzi della pensione completa comprendono l’alloggio, la prima colazione,
la colazione e il pranzo, i prezzi della mezza pensione comprendono l’alloggio,
la prima colazione e un pasto e, nelle strutture ricettive alberghiere i prezzi
della pensione completa e della mezza pensione si possono applicare solo per
soggiorni non inferiori a tre giorni.
8. I responsabili delle strutture ricettive alberghiere non possono applicare
prezzi superiori ai massimi regolarmente comunicati. Possono essere applicati
prezzi inferiori ai minimi solo nei seguenti casi:
a) gruppi organizzati composti da almeno dieci persone;
b) ospiti per periodi di soggiorno continuativo pari o superiori a quindici
giorni;
c) bambini al di sotto dei dodici anni;
d) guide, accompagnatori e interpreti al seguito dei gruppi organizzati;
e) convenzioni con soggetti pubblici, società, enti o associazioni.
9. Per le strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere soggette a
classificazione è facoltà del responsabile determinare l’ora entro cui il
cliente deve lasciare disponibile la camera, comunque non prima delle ore dieci.

10. I prezzi sono comprensivi:
a) nelle strutture ricettive alberghiere di riscaldamento, di condizionamento e
IVA ed il prezzo giornaliero della camera, della suite, delle junior suite e
dell’unità abitativa è corrisposto per intero anche per un soggiorno inferiore
alle ventiquattro ore.
b) nelle strutture ricettive extra-alberghiere soggette a classificazione:
1) per l’attività di affittacamere e le attività ricettive in esercizi di
ristorazione dei servizi di cui all’allegato F, parte prima, lettera a) e di
IVA;
2) per le unità abitative ammobiliate ad uso turistico, dei servizi indicati
all’allegato F, parte terza mentre per le strutture ricettive – residence, dei
servizi indicati all’allegato F, parte quarta;
3) per le attività ricettive in residenze rurali, i prezzi devono essere
comprensivi dei servizi di cui all’allegato F, parte quinta, lettera a) e devono
essere stabiliti in riferimento all’alloggio, prima colazione inclusa; alla
mezza pensione, alla pensione completa;
4) per le attività ricettive in case per ferie, ostelli per la gioventù, centri
soggiorno studi, dei servizi di cui all’allegato G, lettera b) e di IVA.
c) nelle strutture ricettive all’aperto di IVA; quelli di cui al comma 2,
lettera b), possono essere differenziati nell’àmbito della stessa struttura
ricettiva, sulla base delle dotazioni delle piazzole e delle unità abitative e
possono essere comprensivi dei prezzi di cui al comma 2, lettera a). I costi di
energia elettrica possono essere scorporati dai prezzi di cui alla lettera b) e
addebitati a parte solo qualora sia installato il contatore e la potenza
usufruibile sia superiore a 1.000 watt.
d) nei rifugi escursionistici e nei rifugi alpini sono comprensivi di IVA.
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Art. 35
Periodi di apertura delle strutture ricettive soggette a classificazione.
1. Le strutture ricettive soggette a classificazione possono avere apertura
annuale o stagionale. L’apertura è annuale quando le strutture sono aperte per
l’intero arco dell’anno. L’apertura è stagionale quando le strutture sono aperte
per una durata non inferiore a tre mesi consecutivi nell’arco dell’anno.
2. Le strutture ricettive ad apertura stagionale possono altresì essere aperte
per ulteriori periodi temporanei nello stesso arco dell’anno, senza limite
minimo di durata e per un periodo complessivo comunque non superiore a nove
mesi.
3. I comuni, nei limiti previsti dai commi 1 e 2, possono disciplinare i periodi
minimi di apertura e di chiusura.
4. I periodi di apertura, annuale e stagionale, devono essere comunicati alla
Provincia, congiuntamente alla comunicazione delle attrezzature e dei prezzi di
cui all’articolo 34 e al Comune competente per territorio.
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Art. 36
Disposizioni sui dati da esporre al pubblico nelle strutture ricettive soggette
a classificazione.
1. È fatto obbligo di esporre, in modo ben visibile al pubblico, nella zona di
ricevimento degli ospiti:
a) per le strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere soggette a
classificazione una tabella con i prezzi praticati per l’anno solare in corso
conformi all’ultima regolare comunicazione di cui all’articolo 34.
b) per le strutture ricettive all’aperto un apposito riquadro contenente i
seguenti dati:
1) la tipologia e la denominazione della struttura ricettiva;
2) la classificazione in stelle;
3) i periodi di apertura della struttura ricettiva;
4) la capacità ricettiva massima;
5) copia del listino prezzi in vigore;
6) l’orario di scadenza giornaliera delle tariffe;
7) il regolamento della struttura ricettiva;
8) i prezzi minimi e massimi regolarmente comunicati;
9) l’indicazione del responsabile in servizio;
10) l’autorità competente a ricevere gli eventuali reclami ed i termini previsti
dalla presente normativa.
2. È fatto obbligo di esporre, in luogo ben visibile in ogni camera, suite,
junior suite ed unità abitativa delle strutture ricettive alberghiere ed in ogni
camera e unità abitativa delle strutture ricettive extra-alberghiere soggette a
classificazione, fatta esclusione per le case per ferie, ostelli per la
gioventù, case religiose di ospitalità, rifugi alpini e rifugi escursionistici,
ed in ogni unità abitativa della struttura ricettiva all’aperto un cartellino
contenente i dati di cui all’allegato I, aggiornati all’anno solare in corso.
3. La tabella, il riquadro ed il cartellino di cui ai commi 1 e 2, sono
predisposti e forniti dalle province su modello regionale.
4. È fatto obbligo di esporre in ogni camera, suite, junior suite ed unità
abitativa delle strutture ricettive soggette a classificazione, un apposito
cartello indicante il percorso di emergenza antincendio.
5. Il segno distintivo, conforme al modello approvato dalla Regione,
corrispondente al numero delle stelle assegnato ovvero alla categoria assegnata
deve essere esposto:
a) all’esterno e all’interno di ciascuna struttura ricettiva alberghiera;
b) all’esterno di ciascuna struttura ricettiva extra-alberghiera soggetta a
classificazione;
c) all’interno del riquadro di cui al comma 1, lettera b) collocato nella zona
di ricevimento ospiti di ciascuna struttura ricettiva all’aperto.
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Art. 37
Chiusura, sospensione e cessazione dell’attività delle strutture ricettive
soggette a classificazione.
1. Nel caso di chiusura dell’attività per un periodo superiore agli otto giorni,
il responsabile della struttura ricettiva è tenuto a darne comunicazione al
Comune.
2. Le strutture ricettive ad apertura annuale, possono chiudere per ferie per
non più di sessanta giorni, distribuiti in uno o più periodi nell’anno solare;
possono altresì chiudere per altri motivi e per non più di ulteriori novanta
giorni nell’arco dell’anno solare. In entrambi i casi è fatto obbligo di
comunicare preventivamente i periodi di chiusura al Comune e alla Provincia.
3. Salvo quanto previsto al comma 2, la chiusura delle strutture ricettive ad
apertura annuale o stagionale è autorizzata dal Comune, su motivata richiesta,
per un periodo non superiore a sei mesi e, nel caso di ristrutturazione
dell’immobile, per un periodo sino a dodici mesi, prorogabile di altri dodici
per accertate gravi circostanze.
4. La chiusura temporanea delle strutture, non conforme a quanto stabilito nei
commi 1, 2 e 3, determina l’applicazione della sanzione amministrativa prevista
dall’articolo 43, comma 6.
5. La chiusura per cessazione dell’attività strutture ricettive è comunicata al
Comune e alla Provincia almeno tre mesi prima della data di cessazione, salvo
cause di forza maggiore e imprevedibili per le quali la comunicazione viene data
immediatamente dopo l’evento.
6. Nel caso di carenze di alcuni dei requisiti oggettivi previsti e quando
comunque l’attività sia ritenuta dannosa o contraria agli scopi per cui viene
riconosciuta o abbia dato luogo a irregolarità tecnico – amministrative, il
Comune provvede a diffidare la struttura ricettiva, assegnando un termine non
superiore a trenta giorni per la regolarizzazione, decorso inutilmente il quale,
può disporre la chiusura temporanea della struttura per un periodo non superiore
a tre mesi.
7. Il Comune provvede alla chiusura delle strutture ricettive:
a) qualora il titolare della struttura ricettiva, salvo proroga in caso di
comprovata necessità, non attivi l’esercizio entro centottanta giorni dalla data
del rilascio della stessa ovvero, salvo quanto disposto dal comma 3, ne sospenda
l’attività per un periodo superiore a dodici mesi;
b) qualora la chiusura di cui al comma 4 abbia durata superiore a dodici mesi e
nel caso di chiusura per cessazione di attività di cui al comma 5;
c) qualora il titolare della struttura ricettiva alla scadenza della sospensione
di cui al comma 6 non abbia ottemperato alle prescrizioni previste;
d) qualora vengano meno i requisiti soggettivi previsti dalla legge per
l’esercizio della relativa attività e in presenza di rifiuto di accoglienza,
illegittimamente discriminante da parte del gestore;
e) nelle ipotesi previste dall’articolo 100 del Testo Unico delle leggi di
pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 e
successive modifiche;
f) in caso di reiterato comportamento di cui all’articolo 43, comma 7.
8. Ogni provvedimento adottato dal Comune ai sensi del presente articolo deve
essere comunicato alla Provincia.
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Art. 38
Reclami.
1. I clienti ai quali sono stati richiesti prezzi non conformi a quelli
comunicati dalle strutture ricettive classificate o che riscontrano carenze
nella gestione o nelle strutture, possono presentare documentato reclamo alla
Provincia entro trenta giorni dall’evento (5).
2. La Provincia, entro trenta giorni dal ricevimento del reclamo, ne informa il
responsabile della struttura ricettiva, a mezzo raccomandata con avviso di
ricevimento, assegnando trenta giorni di tempo per presentare eventuali
osservazioni, e si pronuncia sul reclamo stesso entro i successivi trenta
giorni.
3. Nel caso in cui il reclamo risulti fondato, la Provincia comunica, a mezzo
lettera raccomandata con avviso di ricevimento, al reclamante e al responsabile
della struttura ricettiva che il servizio fornito o il prezzo applicato erano
non conformi a quanto previsto dalle norme di legge, dando corso al procedimento
relativo all’applicazione della sanzione amministrativa prevista dall’articolo
43, comma 9.
4. Se il reclamo accolto riguarda l’applicazione di prezzi, il responsabile
della struttura ricettiva, salva l’applicazione della sanzione amministrativa, è
tenuto a rimborsare al cliente l’importo pagato in eccedenza, entro quindici
giorni dalla comunicazione di cui al comma 3, comunicando, contemporaneamente,
gli estremi dell’avvenuto pagamento alla Provincia competente.
5. Se il reclamo accolto riguarda carenze nella gestione e nelle strutture,
fermo restando quanto previsto dal comma 4, la Provincia ne dà comunicazione
alle autorità competenti per i successivi adempimenti.
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(5) Comma così modificato dall’art. 4, L.R. 24 dicembre 2004, n. 35.

Art. 39
Registrazione delle persone alloggiate.
1. I responsabili delle strutture ricettive di cui alla presente legge sono
tenuti a comunicare alla Provincia competente il movimento degli ospiti ai fini
delle rilevazioni statistiche secondo le disposizioni emanate dall’Istituto
nazionale di statistica (ISTAT) e dalla struttura regionale di statistica.
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Art. 40
Gestione e responsabilità.
1. Responsabile delle strutture ricettive è il titolare dell’autorizzazione
all’esercizio, il suo eventuale rappresentante la cui nomina deve risultare
dall’autorizzazione o dalla comunicazione d’inizio attività, o il gestore.
2. I soggetti di cui al comma 1 sono responsabili dell’osservanza della presente
legge e rispondono in solido del pagamento delle sanzioni amministrative.
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Art. 41
Autorizzazione e denuncia di inizio attività delle strutture ricettive soggette
a classificazione.
1. L’apertura delle strutture ricettive alberghiere e delle strutture ricettive
all’aperto è soggetta ad autorizzazione rilasciata dal Comune in cui la
struttura ricettiva è situata, che ne trasmette copia entro trenta giorni alla
Provincia. L’autorizzazione deve contenere le indicazioni relative alla
classificazione assegnata, alla capacità ricettiva, al periodo di apertura e
all’ubicazione della struttura.
2. L’autorizzazione di cui al comma 1 è rilasciata anche ai fini di cui
all’articolo 86 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con
regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 ed abilita ad effettuare, unitamente alla
prestazione del servizio ricettivo, la somministrazione di alimenti e bevande
alle persone alloggiate, ai loro ospiti e a coloro che sono ospitati nella
struttura ricettiva in occasione di manifestazioni e convegni organizzati. La
medesima autorizzazione abilita altresì alla fornitura di giornali, riviste,
pellicole per uso fotografico e di registrazione audiovisiva, cartoline e
francobolli alle persone alloggiate, nonché ad installare, ad uso esclusivo di
dette persone, attrezzature e strutture a carattere ricreativo, per le quali è
fatta salva la vigente disciplina in materia di sicurezza e di igiene e sanità.
3. Nelle strutture ricettive all’aperto di cui all’articolo 28 l’autorizzazione
di cui al comma 1 abilita all’esercizio delle attività previste dalla legge
regionale 9 agosto 1999, n. 37 "Norme di programmazione per l’insediamento di
attività commerciali nel Veneto" per le persone alloggiate, i loro ospiti e per
coloro che sono ospitati nella struttura ricettiva in occasione di
manifestazioni e convegni organizzati.
4. L’attività delle strutture ricettive extra-alberghiere soggette a
classificazione può essere intrapresa a seguito di denuncia di inizio di
attività inviata al Comune, su modulo predisposto e fornito dalla Provincia su
modello regionale indicante la classificazione assegnata, la capacità ricettiva,
il periodo di apertura e l’ubicazione della struttura.
5. L’apertura dei rifugi escursionistici e dei rifugi alpini è soggetta a
denuncia di inizio attività inviata al Comune, su modulo predisposto e fornito
dalla Provincia su modello regionale, indicante la capacità ricettiva, il
periodo di apertura e l’ubicazione della struttura.
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Art. 42
Vigilanza ed informazione.
1. La vigilanza sull’osservanza delle norme del presente capo è esercitata dalla
Provincia e dal Comune competenti per territorio.
2. Le province ed i comuni sono tenuti a fornirsi reciprocamente informazioni
circa le rispettive funzioni svolte in attuazione del presente capo ed a
comunicarle, se richieste, alla struttura regionale competente in materia di
turismo.
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Art. 43
Sanzioni amministrative pecuniarie.
1. L’esercizio di una attività ricettiva, anche in modo occasionale, senza
autorizzazione, è soggetta a sanzione amministrativa da euro 1.000,00 a euro
5.000,00 e all’immediata chiusura dell’esercizio.
2. L’inosservanza delle disposizioni in materia di classificazione, da parte
delle strutture ricettive soggette alla stessa, comporta la sanzione
amministrativa da euro 250,00 a euro 1.500,00; nel caso di perdurare della
inosservanza, il Comune provvede alla sospensione della attività previa diffida.

3. La mancata esposizione da parte delle strutture ricettive al pubblico
dell’autorizzazione o delle tabelle prezzi aggiornate comporta la sanzione
amministrativa da euro 150,00 a euro 1.000,00.
4. La mancata esposizione da parte delle strutture ricettive del segno
distintivo assegnato a seguito della classificazione, ovvero la mancata
esposizione da parte delle strutture ricettive dei cartellini relativi alla
pubblicità dei prezzi, comporta la sanzione amministrativa da euro 200,00 a euro
400,00.
5. La mancata esposizione da parte delle strutture ricettive del cartello
indicante il percorso di emergenza antincendio, comporta la sanzione
amministrativa da euro 50,00 a euro 250,00.
6. La chiusura della struttura ricettiva in violazione di quanto previsto in
materia di chiusura dall’articolo 37, comporta la sanzione amministrativa da
euro 250,00 a euro 1.500,00.
7. L’attribuzione alla propria struttura ricettiva con scritti, stampati ovvero
pubblicamente con ogni altro mezzo, di un’attrezzatura non corrispondente a
quella autorizzata o una denominazione o una classificazione diversa da quella
approvata, è soggetta a sanzione amministrativa da euro 200,00 a euro 500,00.
8. La mancata presentazione da parte delle strutture ricettive dei moduli di
comunicazione dei prezzi comporta l’applicazione della sanzione amministrativa
da euro 50,00 a euro 500,00.
9. L’applicazione di prezzi difformi da quelli comunicati da parte delle
strutture ricettive, è soggetta alla sanzione amministrativa da euro 250,00 a
euro 1.500,00.
10. La dotazione, in modo permanente nelle strutture ricettive, escluse le
strutture ricettive all’aperto, di un numero di posti letto superiore a quello
autorizzato è soggetta a una sanzione amministrativa da euro 50,00 a euro 500,00
per ogni posto letto in più.
11. La mancata osservanza da parte delle strutture ricettive alberghiere
dell’obbligo di rimuovere il letto aggiunto alla partenza del cliente, è
soggetta ad una sanzione amministrativa da euro 50,00 a euro 150,00.
12. La mancata comunicazione del movimento degli ospiti ai fini statistici da
parte delle strutture ricettive comporta la sanzione amministrativa da euro
250,00 a euro 500,00.
13. L’accoglienza, da parte delle struttura ricettive all’aperto, di un numero
di persone superiore alla capacità ricettiva massima autorizzata è soggetta ad
una sanzione amministrativa di euro 30,00 per ogni persona e ogni giorno in più.

14. Le sanzioni di cui ai commi 1, 3, 5, 6, 10, 11 e 13 sono comminate dal
comune competente e le somme introitate sono trattenute dallo stesso ente.
15. Le sanzioni di cui ai commi 2, 4, 7, 8, 9 e 12, sono comminate dalla
Provincia competente e le somme introitate sono trattenute dallo stesso ente e
destinate alle funzioni conferite in materia di turismo.
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Sezione V – Disposizioni particolari per le aree attrezzate di sosta temporanea
Art. 44
Aree attrezzate di sosta temporanea.
1. I comuni, per consentire occasionali brevi soste di caravan, autocaravan,
camper e simili mezzi mobili di pernottamento e al di fuori delle strutture
ricettive all’aperto di cui alla presente legge possono istituire aree
attrezzate, riservate esclusivamente alla sosta temporanea e al parcheggio dei
mezzi mobili, compatibilmente con i loro strumenti urbanistici. Le predette
aree, nel rispetto delle disposizioni di cui all’articolo 185, comma 7, del
decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 "Nuovo codice della strada" e
successive modificazioni e all’articolo 378 del regolamento di esecuzione e di
attuazione di cui al D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495 e successive modificazioni
devono essere dotate di:
a) pozzetto di scarico autopulente;
b) erogatore di acqua potabile;
c) adeguato sistema di illuminazione;
d) contenitori per la raccolta differenziata dei rifiuti effettuata nel
territorio comunale.
2. L’area di sosta deve essere opportunamente dimensionata in relazione al minor
impatto ambientale possibile e piantumata con siepi ed alberature, che devono
occupare una superficie non inferiore al venti per cento e l’area va indicata
con apposito segnale stradale.
3. La sosta dei mezzi mobili nelle aree riservate esclusivamente alla sosta
temporanea e al parcheggio è permessa per un periodo massimo di quarantotto ore
consecutive.
4. I comuni provvedono alla gestione delle aree di cui al presente articolo
direttamente o mediante apposite convenzioni.
5. La Regione per la realizzazione delle aree attrezzate riservate
esclusivamente alla sosta temporanea ed al parcheggio di mezzi mobili concede
contributi in conto capitale ai comuni.
6. La Giunta regionale per la concessione dei contributi stabilisce criteri e
priorità ai fini di realizzare un’equilibrata dislocazione delle aree attrezzate
nel territorio regionale.
7. I contributi di cui al presente articolo sono concessi nella misura massima
del cinquanta per cento della spesa ritenuta ammissibile, con l’esclusione delle
spese di acquisto dell’area, fino al limite massimo di euro 15.000,00.
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Capo II – Disciplina delle concessioni del demanio marittimo a finalità
turistica e degli stabilimenti balneari
Sezione I – Disciplina delle concessioni demaniali
Art. 45
Funzioni della Regione.
1. La Regione disciplina le funzioni amministrative in conformità alle
disposizioni del Codice della navigazione, del relativo regolamento di
esecuzione e del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito con
modificazioni dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494 "Disposizioni per la
determinazione dei canoni relativi a concessioni demaniali marittime".
2. Alla Regione spettano le funzioni di:
a) programmazione, pianificazione ed indirizzo generale;
b) raccolta sistematica, catalogazione, archiviazione e numerazione dei dati,
informazioni e grafici sull’uso del demanio marittimo a finalità turistico –
ricreativa;
c) formazione del catasto del demanio marittimo a finalità turistico –
ricreativa;
d) monitoraggio delle opere realizzate e di quelle ammesse a finanziamento
pubblico;
e) verifica dello stato di attuazione della programmazione regionale da parte
dei comuni;
f) predisposizione delle misure di salvaguardia dell’ambiente e controllo di
competenza.
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Art. 46
Funzioni dei comuni.
1. Ai comuni, nel cui territorio sono comprese le aree demaniali marittime, è
trasferita la funzione amministrativa per il rilascio, il rinnovo e ogni
modificazione inerente alle concessioni demaniali marittime, in conformità alle
leggi dello Stato e della Regione ed ai contenuti del piano regionale di
utilizzazione delle aree del demanio marittimo.
2. I comuni trasmettono alla Regione, entro il 28 febbraio di ogni anno, una
relazione sull’attività svolta in relazione alle funzioni esercitate relative
all’anno precedente allegando l’elenco aggiornato delle concessioni, anche su
supporto informatico.
3. I comuni forniscono i dati e le informazioni richiesti dalla Giunta
regionale, che ne fissa anche le modalità di trasmissione.
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Art. 47
Piano regionale di utilizzazione delle aree demaniali marittime.
1. Il Piano regionale di utilizzazione del demanio marittimo a finalità
turistico ricreativa è costituito dalle direttive regionali specificate
nell’allegato S/1 e si attua attraverso i piani particolareggiati comunali degli
arenili redatti in conformità delle predette direttive regionali.
2. Su richiesta dei comuni la Giunta regionale può concedere deroghe alle
direttive regionali di cui all’allegato S/1 motivate dalle caratteristiche
geofisiche e morfologiche dei luoghi.
3. L’adeguamento dei piani alle direttive deve avvenire, entro il 31 dicembre
2005, attraverso la deliberazione di adozione di variante parziale del piano
regolatore generale secondo le procedure semplificate previste dai commi da 10 a
14 dell’articolo 50 della legge regionale 27 giugno 1985, n. 61 e successive
modificazioni (6).
4. Trascorso il termine di cui al comma 3, non possono essere adottati né
approvati strumenti urbanistici comunali che non prevedano l’attuazione delle
direttive di cui all’allegato S/1.
5. In attesa di adeguamento dei piani i comuni possono rilasciare nuove
concessioni purché in conformità con le direttive contenute nel piano regionale
di utilizzazione delle aree demaniali marittime.
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(6) Comma così modificato dall’art. 5 L.R. 24 dicembre 2004, n. 35.

Art. 48
Procedura per il rilascio, rinnovo e variazione del contenuto delle concessioni.

1. Le domande per il rilascio, il rinnovo e modificazioni delle concessioni di
cui alla presente legge devono essere presentate presso i competenti uffici
corredate dalla documentazione prevista dall’allegato S/2 e con le procedure di
cui all’allegato S/3.
2. La domanda è pubblicata mediante affissione nell’albo del Comune. Tale
pubblicazione deve aver luogo entro venti giorni dalla ricezione della domanda.
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Art. 49
Canone e imposta regionale sulle concessioni.
1. Le concessioni sono soggette al pagamento del canone nella misura stabilita
dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494 e dell’imposta regionale nella misura
stabilita dalla legge regionale 17 gennaio 1972, n. 1 "Disciplina dell’imposta
sulle concessioni statali" e successive modifiche ed integrazioni.
2. Le funzioni relative all’accertamento e riscossione dell’imposta, al
contenzioso tributario e all’eventuale rappresentanza in giudizio sono
trasferite ai comuni.
3. Per l’esercizio delle funzioni conferite è assegnato a ciascun Comune il
sessanta per cento dell’imposta regionale riscossa, oltre le somme introitate a
titolo di sanzioni amministrative e tributarie ed i relativi interessi.
4. Le amministrazioni comunali provvedono, entro il 28 febbraio dell’anno
successivo a quello della riscossione, a riversare alla Regione la quota di
spettanza dell’imposta regionale riscossa.
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Art. 50
Deposito cauzionale.
1. I concessionari, a garanzia dell’osservanza degli obblighi assunti con la
concessione, provvedono a stipulare polizza fideiussoria per un importo pari al
doppio del canone annuo da effettuarsi prima del rilascio dell’atto concessorio.

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Art. 51
Esecuzione delle opere, vigilanza.
1. Dopo il rilascio dell’atto di concessione, il Comune immette il
concessionario nel possesso dei beni oggetto della concessione. La consegna
risulta da processo verbale.
2. Il rilascio della concessione non è sostitutivo di altri atti autorizzatori o
concessori previsti dalla vigente normativa.
3. L’esecuzione delle opere è soggetta alla vigilanza ed al collaudo
dell’ufficio tecnico comunale che vi provvede entro sessanta giorni dalla
richiesta. Trascorso inutilmente tale termine al collaudo può provvedere
l’ufficio regionale del genio civile addebitando i relativi costi all’ufficio
comunale competente.
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Art. 52
Revoca, decadenza della concessione e affidamento ad altri delle attività
oggetto di concessione.
1. Le concessioni sono revocabili in tutto o in parte con provvedimento
adeguatamente motivato del Comune competente per territorio.
2. In caso di revoca della concessione per motivi di interesse pubblico non
riconducibili a fatto del concessionario o per contrasto sopravvenuto con il
piano regionale di utilizzazione di cui all’articolo 47, i concessionari hanno
la preferenza nell’assegnazione di nuove concessioni.
3. Il Comune competente per territorio può dichiarare la decadenza della
concessione nei casi previsti dall’articolo 47 del Codice della navigazione.
4. Il concessionario, previa autorizzazione del Comune, può affidare
temporaneamente ad altri soggetti la gestione dell’attività oggetto della
concessione.
5. Il concessionario può, altresì, previa autorizzazione del Comune, affidare ad
altri soggetti la gestione di attività secondarie nell’àmbito della concessione.

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Art. 53
Subingresso.
1. Il concessionario deve esercitare direttamente la concessione.
2. L’autorizzazione al subingresso, disciplinata dall’articolo 46 del Codice
della navigazione, è data dal Comune competente per territorio.
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Art. 54
Concorso e rinnovo delle concessioni.
1. In sede di concorso di domande di nuove concessioni si applicano i criteri e
le disposizioni di cui all’articolo 37 del Codice della navigazione così come
modificato dall’articolo 02 della legge 4 dicembre 1993, n. 494.
2. Le concessioni hanno durata di sei anni. Alla scadenza si rinnovano
automaticamente per altri sei anni e così successivamente ad ogni scadenza,
fatto salvo quanto previsto all’articolo 42, comma 2, del Codice della
navigazione.
3. I comuni adottano tutti i mezzi e gli strumenti più idonei a dare adeguata
pubblicità alla legge regionale avuto particolare riguardo agli obblighi che ne
derivano per i titolari di concessioni demaniali.
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Art. 55
Vigilanza.
1. Ferme restando le funzioni di polizia marittima disciplinate dal Codice della
navigazione e dal relativo regolamento di esecuzione, le funzioni di vigilanza
sull’utilizzo delle aree del demanio marittimo destinate ad uso turistico
ricreativo sono esercitate dal Comune territorialmente competente.
2. In casi di particolare gravità e di recidiva il Comune adotta rispettivamente
i provvedimenti di sospensione da uno a sei mesi e di decadenza della
concessione medesima.
3. I comuni, qualora accertino che sulle aree demaniali marittime in concessione
sono state eseguite opere non autorizzate o che le aree stesse siano utilizzate
senza titolo o in difformità dal titolo concessorio, adottano i provvedimenti
sanzionatori conseguenti.
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Art. 56
Valenza turistica.
1. La Giunta regionale, in applicazione dell’articolo 6 del decreto ministeriale
5 agosto 1998, n. 342 "Regolamento recante norme per la determinazione dei
canoni relativi a concessioni demaniali marittime per finalità turistico –
ricreative" individua le aree del proprio territorio da classificare nelle
categorie A, B e C sulla base dei criteri armonizzati sul piano nazionale ai
sensi dell’articolo 4 del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616 del requisito di alta,
normale e minore valenza turistica, sentiti i comuni competenti per territorio e
tenuto conto tra l’altro dei seguenti elementi:
a) caratteristiche fisiche, ambientali e paesaggistiche;
b) grado di sviluppo turistico esistente;
c) stato delle acque con riferimento alla balneabilità;
d) ubicazione ed accessibilità agli esercizi;
e) caratteristiche delle strutture, delle attrezzature e dei servizi, nelle
tipologie di insediamento individuate nell’allegato S/4.
2. La classificazione può essere verificata ogni quattro anni su proposta dei
comuni.
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Sezione II – Disciplina degli stabilimenti balneari.
Art. 57
Stabilimenti balneari.
1. Sono stabilimenti balneari le strutture attrezzate per la balneazione con
ombrelloni, sedie sdraio e lettini.
2. Gli stabilimenti balneari possono avere attrezzature fisse o di facile
rimozione, come spogliatoi, cabine e capanne. Possono essere altresì dotati di
altri impianti e attrezzature per la somministrazione di alimenti e bevande e
per l’esercizio delle attività connesse alla balneazione, quali le attività
sportive e per la ricreazione, purché in possesso delle relative autorizzazioni.

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Art. 58
Gestione.
1. Chi intende esercitare l’attività di stabilimento balneare, oltre a
conseguire l’eventuale concessione dell’area demaniale rilasciata secondo la
procedura di cui all’articolo 48, deve effettuare la denuncia di inizio
attività, ai sensi dell’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 "Nuove
norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai
documenti amministrativi" e successive modificazioni.
2. La denuncia è presentata al Comune ove ha sede l’esercizio dell’attività, su
modulo approvato dalla Giunta regionale indicante l’ubicazione della struttura,
la capacità ricettiva, il periodo di apertura e corredata dalla documentazione
comprovante il possesso da parte del titolare dell’esercizio medesimo dei
requisiti prescritti.
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Art. 59
Disciplina dei prezzi.
1. I titolari e i gestori degli stabilimenti balneari comunicano, al Comune
competente, i prezzi minimi e massimi, comprensivi di IVA, che intendono
applicare.
2. La comunicazione di cui al comma 1, redatta su apposito modulo fornito dal
Comune su modello regionale, contenente altresì l’indicazione delle
attrezzature, deve essere inviata entro il 1° ottobre di ogni anno, con validità
dal 1° gennaio dell’anno successivo. È consentita una ulteriore comunicazione
entro il 1° marzo dell’anno successivo, per la variazione di prezzi e servizi
che si intendano applicare e fornire a valere dal 1° maggio dello stesso anno
(7).
3. Il Comune, nei trenta giorni successivi alla scadenza del termine di cui al
comma 2, provvede alla vidimazione e alla verifica delle comunicazioni
pervenute. Una copia della comunicazione è inviata alla Regione ed una copia
all’Ente nazionale italiano per il turismo.
4. Nel caso in cui vengano comunicati solo prezzi minimi o solo prezzi massimi,
gli stessi sono considerati come prezzi unici.
5. La mancata o incompleta comunicazione entro il termine previsto, comporta
l’impossibilità di applicare i prezzi superiori a quelli indicati nell’ultima
regolare comunicazione e l’irrogazione della sanzione prevista dall’articolo 60,
comma 2.
6. Per i nuovi stabilimenti balneari o in caso di subingresso, la comunicazione
dei prezzi deve essere presentata contestualmente alla comunicazione di inizio
attività.
7. È fatto obbligo di esporre, in modo ben visibile al pubblico, nella zona di
ricevimento, una tabella con i prezzi conformi all’ultima regolare comunicazione
di cui al comma 1.
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(7) Periodo aggiunto dall’art. 6, L.R. 24 dicembre 2004, n. 35.

Art. 60
Sanzioni.
1. L’esercizio dell’attività di stabilimento balneare senza aver effettuato la
prescritta denuncia di inizio attività, comporta la sanzione amministrativa da
euro 1.500,00 a euro 7.700,00 e l’immediata chiusura dell’esercizio.
2. La mancata presentazione dei moduli di comunicazione nei termini di cui
all’articolo 59 comma 2 comporta la sanzione amministrativa da euro 250,00 a
euro 1.500,00.
3. L’applicazione di prezzi difformi da quelli comunicati, comporta la sanzione
amministrativa da euro 250,00 a euro 1.500,00.
4. Le sanzioni sono comminate dal comune competente e le somme introitate sono
trattenute dallo stesso ente e destinate alle funzioni conferite in materia di
turismo.
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Sezione III – Conferimento di funzioni ai comuni in materia di demanio lacuale
relativo al lago di Garda
Art. 61
Funzioni dei comuni rivieraschi del lago di Garda in materia di demanio lacuale.

1. Sono conferite ai comuni rivieraschi del lago di Garda, limitatamente al
demanio lacuale rappresentato dal lago di Garda, le funzioni amministrative
relative a:
a) concessioni di sponde e di spiagge lacuali, di superfici e pertinenze del
lago e relativa polizia idraulica, per finalità turistico-ricreative nonché ai
sensi del regio-decreto 25 luglio 1904, n. 523 "Testo unico delle disposizioni
di legge intorno alle opere idrauliche delle diverse categorie";
b) alla realizzazione di interventi sui beni del demanio lacuale, come elencati
nella lettera a), finalizzati all’uso turistico-ricreativo ed alla manutenzione
ordinaria degli stessi.
2. Entro il trenta giugno di ogni anno, una quota pari al cinquanta per cento
del gettito finanziario complessivo derivante dai canoni dovuti per
l’utilizzazione dei beni del demanio lacuale del lago di Garda, introitato dalla
Regione ai sensi dell’articolo 83, comma 2, della legge regionale 13 aprile
2001, n. 11, nell’esercizio precedente, è attribuita ai comuni rivieraschi del
lago di Garda che la destinano all’esercizio delle funzioni di cui al comma 1.
3. Alle spese di cui al comma 2, per trasferimenti ai comuni rivieraschi del
lago di Garda per le funzioni conferite in materia di demanio lacuale, pari al
cinquanta per cento dei canoni derivanti dalla gestione dei beni del demanio
lacuale, rappresentati dal lago di Garda, introitati sull’U.P.B. E0042 "Proventi
dalla gestione del demanio idrico", si fa fronte con le somme stanziate
all’U.P.B. U0102 "Studi, monitoraggio e controllo per la difesa del suolo", che
viene incrementata mediante prelevamento di euro 578.431,50 per ciascuno degli
anni del triennio 2002-2004 dall’U.P.B. U0006 "Trasferimenti generali per
funzioni delegate agli enti locali" in termini di competenza e cassa per il 2003
e di sola competenza per gli anni 2004 e 2005.
4. Al fine di garantire l’omogeneità della gestione, la Giunta regionale, entro
sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge, adotta indirizzi e
direttive per l’esercizio delle funzioni di cui al comma 1.
5. L’esercizio delle funzioni da parte dei comuni decorre dal 1° gennaio 2003.
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Capo III – Operatori del settore della produzione, organizzazione ed
intermediazione di pacchetti turistici.
Sezione I – Individuazione e definizione degli operatori.
Art. 62
Le agenzie di viaggio e turismo.
1. Sono considerate agenzie di viaggio e turismo le imprese che svolgono
l’attività di cui all’articolo 63.
2. Sono, altresì, considerate agenzie di viaggio le imprese esercitanti in via
principale l’attività del trasporto terrestre, marittimo, aereo, lacuale e
fluviale quando siano situate nel territorio regionale e assumano direttamente
l’organizzazione di viaggi, crociere, gite ed escursioni comprendendo
prestazioni e servizi aggiuntivi rispetto a quelli strettamente necessari al
trasporto; sono escluse le imprese o le sedi operative, che provvedono solamente
alla vendita di biglietti delle Ferrovie dello Stato S.p.A.
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Art. 63
Attività delle agenzie.
1. Le agenzie di viaggio e turismo esercitano attività di produzione,
organizzazione di viaggi e soggiorni, intermediazione nei predetti servizi o
anche entrambe le attività, ivi compresi i compiti di assistenza e di
accoglienza ai turisti, secondo quanto previsto dalla convenzione internazionale
relativa al contratto di viaggio (CCV), di cui alla legge 27 dicembre 1977, n.
1084, nonché dal decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 111 "Attuazione della
direttiva 90/314/CEE concernente i viaggi, le vacanze e i circuiti tutto
compreso".
2. In particolare rientrano nell’attività delle agenzie di viaggio e turismo:
a) la vendita di biglietti per qualsiasi mezzo di trasporto terrestre o di
navigazione interna sia nazionale che estero, in tutte le forme d’uso;
b) la prenotazione di posti nelle carrozze ferroviarie e in ogni altro mezzo di
trasporto;
c) la vendita di biglietti di passaggio e di cabine per conto di imprese
nazionali o estere di navigazione marittima;
d) la vendita di biglietti di trasporto per le linee nazionali o estere di
navigazione aerea;
e) l’organizzazione di viaggi isolati o in comitiva e di crociere, con o senza
inclusione dei servizi accessori di soggiorno;
f) l’organizzazione di escursioni con o senza accompagnamento, per la visita
della città e dei dintorni, e noleggio di autovettura;
g) l’esercizio delle funzioni di accompagnatore turistico da parte del titolare
o del legale rappresentante purché qualificato, del direttore tecnico e dei
dipendenti qualificati dell’agenzia, esercitato esclusivamente per i clienti
dell’agenzia stessa;
h) la spedizione e il ritiro di bagagli per conto e nell’interesse dei propri
clienti;
i) l’emissione di propri ordinativi per alberghi e vendita di buoni d’albergo
emessi da organizzazioni nazionali o estere;
l) il rilascio e pagamento di assegni turistici e circolari per viaggiatori
quali traveller’s chèque, di lettere di credito emesse da istituti bancari e
cambio di valute, in quanto attinenti a servizi turistici e sempre che il
titolare dell’azienda abbia ottenuto le prescritte autorizzazioni;
m) il rilascio di polizze di assicurazione contro infortuni di viaggio, a
persone o cose, per conto di imprese autorizzate;
n) il servizio di informazioni in materia turistica;
o) la diffusione gratuita di materiale turistico di propaganda e vendita di
guide, orari e simili;
p) la fornitura di speciali prestazioni, purché di interesse turistico anche
indiretto quali visti consolari sui passaporti, vendita di biglietti teatrali o
per manifestazioni di pubblico interesse o convegni, simposi o lotterie;
q) organizzazioni di attività congressuali;
r) ogni altra forma di prestazione turistica a servizio dei clienti.
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Art. 64
Associazioni e organismi senza scopo di lucro.
1. Le associazioni senza fini di lucro, che operano per finalità ricreative,
culturali, religiose o sociali, sono autorizzate ad esercitare le attività di
cui all’articolo 63 esclusivamente per i propri aderenti ed associati, che
risultano iscritti da non meno di due mesi, anche se appartenenti ad
associazioni straniere aventi finalità analoghe e legate tra di loro da accordi
internazionali di collaborazione e purché iscritte nell’elenco speciale di cui
all’articolo 75. A tale fine le predette associazioni devono uniformarsi a
quanto previsto dalla convenzione internazionale relativa al contratto di
viaggio (CCV) resa esecutiva con legge 27 dicembre 1977, n. 1084, dal decreto
legislativo 23 novembre 1991, n. 392, di attuazione della direttiva n.
82/470/CEE Consiglio del 29 giugno 1982 nella parte concernente gli agenti di
viaggi e turismo, e dal decreto legislativo n. 111/1995.
2. Le associazioni di cui al comma 1 stipulano una polizza assicurativa, con
massimale non inferiore a due milioni di euro a garanzia dell’esatto adempimento
degli obblighi assunti ferme restando le disposizioni previste in materia dalla
convenzione internazionale relativa al contratto di viaggio e dal decreto
legislativo n. 111/1995. I programmi di viaggio devono essere redatti secondo le
indicazioni di cui all’articolo 69.
3. Gli organismi aventi finalità politiche, sindacali, religiose, sportive e
ricreative che senza scopo di lucro organizzano viaggi e gite occasionali fra i
loro aderenti, non sono soggetti ad alcuna iscrizione. Tali organismi devono
comunque stipulare una assicurazione a copertura dei rischi derivanti ai
partecipanti ai viaggi ed alle gite occasionali con massimale non inferiore a
due milioni di euro.
4. Gli enti locali, fatte salve le attività istituzionali svolte ad esclusivo
favore di anziani, minori e portatori di handicap, regolarmente assicurate,
devono avvalersi, per l’organizzazione tecnica di viaggi, di agenzie
autorizzate.
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Sezione II – Procedure per l’esercizio dell’attività di agenzia di viaggio e
turismo.
Art. 65
Richiesta di autorizzazione.
1. La richiesta di autorizzazione è presentata alla Provincia nel cui territorio
l’agenzia di viaggio e turismo intende porre la sede principale, indicando:
a) le generalità e la cittadinanza del richiedente e, ove si tratti di società,
del suo legale rappresentante;
b) le generalità e la cittadinanza del direttore tecnico, se questi sia persona
diversa dal richiedente;
c) la denominazione dell’agenzia;
d) l’ubicazione ove l’agenzia avrà sede;
e) l’attività che l’agenzia intende svolgere e il periodo d’apertura;
f) l’organizzazione e le attrezzature dell’impresa;
g) la consistenza patrimoniale dell’impresa.
2. La richiesta deve essere corredata dai seguenti documenti o relative
dichiarazioni sostitutive:
a) il certificato generale del casellario giudiziale, il certificato dei carichi
pendenti e il certificato di cui alla legge 19 marzo 1990, n. 55 "Nuove
disposizioni per la prevenzione della delinquenza di tipo mafioso e di altre
gravi forme di manifestazione di pericolosità sociale", tutti di data non
anteriore ai tre mesi, riguardanti il titolare ovvero il legale rappresentante e
i componenti del consiglio di amministrazione della società nonché il direttore
tecnico, qualora trattasi di persona diversa dal richiedente;
b) il certificato del tribunale attestante che nei confronti del titolare ovvero
degli amministratori e del legale rappresentante della società non sono in corso
procedure fallimentari o concorsuali;
c) il certificato d’iscrizione del direttore tecnico all’albo dei direttori
tecnici, di cui all’articolo 78;
d) la copia autenticata dell’atto costitutivo della persona giuridica quando il
richiedente non sia persona fisica.
3. L’apertura di filiali, succursali e altri punti vendita di agenzie già
legittimate ad operare ed aventi la sede principale in Italia non è soggetta ad
autorizzazione, ma a comunicazione di inizio attività alla Provincia ove la
filiale, succursale o punto vendita dell’agenzia è ubicato, nonché alla
Provincia dalla quale è stata rilasciata l’autorizzazione. La comunicazione deve
contenere l’indicazione dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività,
dell’ubicazione della filiale, succursale o altro punto vendita dell’agenzia e
del periodo di apertura. La Provincia verifica il possesso del requisito di cui
all’articolo 66, comma 1.
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Art. 66
Autorizzazione all’apertura di agenzia.
1. A seguito alla presentazione della domanda di autorizzazione la Provincia
accerta che la denominazione prescelta non sia uguale o simile ad altre adottate
da agenzie già operanti sul territorio nazionale, fermo restando che non può, in
ogni caso, essere adottata la denominazione di comuni o regione italiani.
1-bis. Le agenzie di viaggio operanti in regime di affiliazione commerciale
possono aggiungere alla denominazione propria dell’agenzia, attribuita in sede
di rilascio dell’autorizzazione, i segni distintivi dell’affiliante con la
indicazione, anche a caratteri ridotti, della dicitura "affiliato" (8).
2. La Provincia completata l’istruttoria ne comunica il risultato al richiedente
che entro il termine di centottanta giorni deve:
a) trasmettere copia della polizza assicurativa stipulata ai sensi dell’articolo
71;
b) trasmettere una dichiarazione che assicura la prestazione del direttore
tecnico (9);
c) produrre un documento da cui risulta la disponibilità dei locali e copia del
relativo certificato di agibilità.
3. Trascorso il termine di cui al comma 2 senza che il richiedente
l’autorizzazione abbia ottemperato agli adempimenti previsti, la domanda di
autorizzazione decade.
4. La Provincia, a seguito dell’istruttoria di cui ai commi 1 e 2, rilascia
l’autorizzazione all’apertura dell’agenzia. L’agenzia di viaggio e turismo deve
essere aperta entro centottanta giorni dalla data del rilascio
dell’autorizzazione, decorsi inutilmente i quali, l’autorizzazione decade.
5. L’autorizzazione ha validità di un anno e si rinnova tacitamente di anno in
anno.
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(8) Comma aggiunto dall’art. 7, comma 1, L.R. 24 dicembre 2004, n. 35.
(9) Lettera così modificata dall’art. 7, comma 2, L.R. 24 dicembre 2004, n. 35.

Art. 67
Contenuto dell’autorizzazione.
1. L’autorizzazione deve indicare espressamente:
a) la denominazione e l’ubicazione dell’agenzia di viaggio;
b) il titolare, e nel caso di società, il legale rappresentante;
c) il direttore tecnico.
2. Ogni modificazione degli elementi di cui al comma 1 relativa al titolare,
alla denominazione o ragione sociale della società comporta il rilascio di una
nuova autorizzazione; le altre modificazioni comportano l’aggiornamento
dell’autorizzazione mediante annotazione.
3. Nelle agenzie di viaggio deve essere esposta in modo ben visibile copia
dell’autorizzazione all’esercizio e della comunicazione di inizio dell’attività.

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Art. 68
I periodi di apertura.
1. Le agenzie di viaggio e turismo e le loro filiali hanno periodi di apertura
annuali o stagionali.
2. Il periodo stagionale non può essere inferiore a sei mesi per anno.
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Art. 69
Redazione e diffusione dei programmi.
1. I programmi concernenti l’organizzazione di viaggi, crociere, gite ed
escursioni diversi dagli inserti pubblicitari di cui al comma 3, diffusi da
agenzie di viaggio e turismo operanti nel territorio regionale, configurano a
tutti gli effetti offerta al pubblico ai sensi dell’articolo 1336 del codice
civile e devono contenere indicazioni precise su:
a) il soggetto produttore o organizzatore;
b) le date di svolgimento;
c) la durata complessiva e il numero dei pernottamenti;
d) le quote di partecipazione con l’indicazione del prezzo globale
corrispondente a tutti i servizi forniti e dell’eventuale acconto da versare
all’atto dell’iscrizione, nonché delle scadenze per il versamento del saldo;
e) la qualità e quantità dei servizi con riferimento all’albergo o altro tipo di
alloggio, al numero dei pasti, ai trasporti, alle presenze di accompagnatore e
guide e a quant’altro è compreso nella quota di partecipazione; in particolare,
per quanto concerne i mezzi di trasporto, devono essere indicate le tipologie e
le caratteristiche dei vettori e, per quanto concerne l’albergo o alloggio,
devono essere indicate l’ubicazione, la categoria e la sua approvazione e
classificazione dello Stato ospitante;
f) i termini per le iscrizioni e per le relative rinunce;
g) le condizioni di rimborso di quote pagate sia per rinuncia o per recesso del
cliente, che per annullamento del viaggio da parte dell’agenzia o per cause di
forza maggiore o per altro motivo prestabilito;
h) il periodo di validità del programma;
i) gli estremi della garanzia assicurativa di cui all’articolo 71 con
l’indicazione dei rischi coperti;
l) il numero minimo di partecipanti eventualmente richiesto per effettuare il
viaggio e la data limite di informazione all’utente dei servizi turistici in
caso di annullamento;
m) gli estremi dell’autorizzazione dell’esercizio dell’attività;
n) le misure igieniche e sanitarie richieste, nonché le informazioni di
carattere generale in materia di visti e passaporti necessarie all’utente dei
servizi turistici per fruire delle prestazioni turistiche previste dai programmi
di viaggio;
o) la dichiarazione che il contratto è sottoposto, nonostante qualsiasi clausola
contraria, alle disposizioni della convenzione internazionale di cui alla legge
n. 1084/1977 e del decreto legislativo n. 111/1995;
p) l’obbligo di comunicare, immediatamente per iscritto o in qualsiasi altra
forma appropriata, al prestatore dei servizi nonché all’organizzatore ogni
mancanza nell’esecuzione del contratto rilevata in loco dal consumatore.
2. Nei documenti di viaggio è fatto riferimento al programma di viaggio ai fini
dell’accertamento dell’esatto adempimento degli impegni assunti.
3. Gli inserti pubblicitari, diffusi attraverso giornali, trasmissioni radio
televisive o altro mezzo di comunicazione, non possono contenere informazioni
difformi dal contenuto dei programmi autorizzati e devono raccomandare la presa
di visione del programma completo presso le agenzie.
4. I programmi nella parte relativa al regolamento di partecipazione sono
redatti in conformità alla convenzione internazionale di cui alla legge n.
1084/1977 nonché al decreto legislativo n. 111/1995.
5. I programmi, prima della stampa e della diffusione, vengono comunicati alla
Provincia e di detta comunicazione si fa espresso riferimento nel programma.
6. Gli obblighi di cui al presente articolo operano anche per le associazioni di
cui all’articolo 64 comma 1.
7. Nei programmi organizzati dalle agenzie di viaggio e turismo per conto delle
associazioni ed organismi di cui all’articolo 64, sono evidenziati, nel
frontespizio, la denominazione dell’associazione/organismo e dell’agenzia.
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Art. 70
Commissioni arbitrali e conciliative.
1. La Provincia promuove tramite le associazioni dei consumatori e le
associazioni di categoria delle imprese di agenzie di viaggio e turismo il
ricorso a commissioni arbitrali e conciliative per la soluzione di controversie
fra imprese di agenzie di viaggio e loro utenti.
2. Ai fini di cui al comma 1 e in funzione del miglioramento della qualità del
servizio, le agenzie di viaggio e turismo possono inserire nei programmi di
viaggio e turismo la previsione delle possibilità di ricorrere a forme di
conciliazione ed arbitrato, anche avvalendosi delle apposite commissioni
istituite presso le camere di commercio industria agricoltura e artigianato.
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Art. 71
Obbligo di assicurazione.
1. Per lo svolgimento della loro attività, le agenzie di viaggio e turismo
stipulano polizze assicurative, con massimale non inferiore a due milioni di
euro e comunque congruo, a garanzia dell’esatto adempimento degli obblighi
assunti verso i clienti con il contratto di viaggio in relazione al costo
complessivo dei servizi offerti, ferme restando le disposizioni previste in
materia dalla convenzione internazionale di cui alla legge n. 1084/1977 e dal
decreto legislativo n. 111/1995.
2. L’agenzia deve inviare, annualmente, alla Provincia territorialmente
competente, la documentazione comprovante l’avvenuto pagamento del premio.
3. La sopravvenuta mancanza di copertura assicurativa accertata in sede di
esercizio delle funzioni di vigilanza, comporta la assunzione di ordinanza di
immediata chiusura dell’esercizio e la pronuncia del provvedimento di revoca
della autorizzazione.
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Art. 72
Sospensione dell’attività.
1. L’attività dell’agenzia di viaggio e turismo può essere sospesa per un
periodo non superiore ai centottanta giorni:
a) per iniziativa del titolare quando si tratti di cause di forza maggiore e
imprevedibili, mediante comunicazione alla Provincia immediatamente dopo
l’evento; in tale ipotesi la sospensione può essere motivatamente prorogata, una
sola volta, per altri sei mesi;
b) per iniziativa della Provincia, quando si tratti di misura cautelare o
sanzionatoria.
2. In caso di sospensione di cui al comma 1 lettera a) non consentita o
prolungata oltre i termini previsti, la Provincia provvede alla assunzione di
ordinanza di immediata chiusura dell’esercizio e alla pronuncia del
provvedimento di decadenza della autorizzazione.
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Art. 73
Cessazione dell’attività.
1. La cessazione dell’attività può avvenire prima della scadenza del periodo
stabilito per iniziativa del titolare quando si tratti di cause di forza
maggiore e imprevedibili, mediante comunicazione alla Provincia o per chiusura
dell’esercizio disposta dalla Provincia a seguito di revoca o decadenza
dell’autorizzazione.
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Art. 74
Elenco provinciale delle agenzie di viaggio e turismo.
1. Le agenzie di viaggio e turismo, autorizzate o oggetto di comunicazione di
inizio attività sono iscritte d’ufficio nell’elenco delle agenzie di viaggio e
turismo istituito in ciascuna Provincia.
2. Nell’elenco sono indicati la denominazione e la ragione sociale di ciascuna
agenzia, le generalità e il domicilio del titolare e del direttore tecnico,
nonché data e periodo di apertura; sono altresì annotati i successivi rinnovi e
le eventuali sospensioni.
3. L’elenco, posto a disposizione del pubblico, è tenuto a cura di ciascuna
Provincia che provvede, altresì, alle ulteriori comunicazioni previste dalla
legge.
4. Le risultanze dell’elenco provinciale sono pubblicate a cura della Provincia,
entro il mese di febbraio di ciascun anno, nel Bollettino ufficiale della
Regione del Veneto.
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Art. 75
Elenco speciale delle associazioni e organismi senza scopo di lucro.
1. Presso ciascuna Provincia è tenuto un elenco speciale delle associazioni di
cui all’articolo 64 comma 1; l’elenco è pubblico e le sue risultanze sono
pubblicate, entro il mese di febbraio di ciascun anno, nel Bollettino ufficiale
della Regione del Veneto a cura della Provincia.
2. L’iscrizione nell’elenco e l’eventuale cancellazione avvengono a richiesta
dell’organismo interessato.
3. Condizione per richiedere l’iscrizione nell’elenco di cui al comma 1 è che le
associazioni possiedano, per disposizione statutaria, organi democraticamente
eletti. Alla domanda di iscrizione nell’elenco speciale deve essere allegata la
seguente documentazione o relative dichiarazioni sostitutive ai sensi di legge:
a) certificato di cittadinanza e di residenza del rappresentante legale,
certificato generale del casellario giudiziario e dei carichi pendenti;
b) copia dell’atto costitutivo e dello statuto;
c) polizza assicurativa di responsabilità civile, con massimale non inferiore a
due milioni di euro, stipulata a copertura dei rischi derivanti ai soci dalla
partecipazione alle attività, nell’osservanza delle disposizioni previste in
materia dalla convenzione internazionale (CCV) di cui alla legge n. 1084/1977,
nonché dal decreto legislativo n. 111/1995. La documentazione comprovante
l’avvenuto pagamento del premio deve essere inviata annualmente;
d) dichiarazione del legale rappresentante dell’associazione, concernente
l’indicazione, del responsabile delegato per le attività turistiche svolte
dall’associazione medesima, che deve risultare iscritto all’albo provinciale dei
direttori tecnici di cui all’articolo 78.
4. L’iscrizione all’elenco di cui al comma 1 consente lo svolgimento delle
attività finalizzate al conseguimento dello scopo sociale nei limiti e secondo
le modalità indicate nell’articolo 64.
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Art. 76
Revoca dell’iscrizione dall’elenco speciale.
1. La violazione reiterata delle norme di cui all’articolo 64 determina la
revoca dell’iscrizione nell’elenco provinciale da parte della Provincia.
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Sezione III – Direttore tecnico
Art. 77
Esame di idoneità per direttore tecnico.
1. La Provincia, con cadenza almeno biennale, indice l’esame per direttore
tecnico. La domanda di partecipazione deve essere presentata alla Provincia alla
quale appartiene il comune di residenza. I candidati devono essere in possesso
dei seguenti requisiti:
a) diploma di scuola secondaria superiore;
b) esercizio di attività lavorativa con mansioni di concetto o superiori presso
agenzie di viaggio e turismo per almeno tre anni, attestato dal datore di
lavoro.
2. L’esercizio dell’attività lavorativa di cui al comma 1, lettera b) è ridotto
a sei mesi per coloro che siano in possesso di diploma universitario in economia
del turismo; nessun periodo è richiesto per chi è in possesso di attestato
relativo a corsi di specializzazione post universitaria in economia e gestione
del turismo.
3. La commissione esaminatrice è così composta:
a) un dirigente della Provincia con funzioni di presidente;
b) un docente o esperto per ciascuna materia d’esame;
c) un docente o esperto per ciascuna lingua straniera scelta dal candidato come
oggetto d’esame.
4. Le funzioni di segretario sono esercitate da un dipendente provinciale.
5. Per ogni membro effettivo e per il segretario della commissione viene
nominato un membro supplente.
6. Ai componenti e al segretario della commissione esaminatrice è corrisposto un
compenso e, ove spetti, il rimborso delle spese di viaggio.
7. Le prove sono finalizzate a verificare il possesso delle seguenti capacità
professionali:
a) la conoscenza delle tecniche di amministrazione e organizzazione delle
agenzie di viaggio e turismo in relazione alle attività previste dall’articolo
63;
b) la conoscenza tecnica, legislativa e geografica del settore turistico;
c) la conoscenza di due tra le principali lingue estere europee.
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Art. 78
Albo provinciale dei direttori tecnici.
1. Sono iscritti all’albo provinciale dei direttori tecnici:
a) coloro che hanno superato l’esame di cui all’articolo 77;
b) i direttori tecnici che hanno conseguito l’abilitazione in altre province o
in altre regioni e operano presso agenzie di viaggio aventi sede nella
Provincia;
c) i cittadini di tutti gli stati membri dell’Unione europea, residenti in una
Provincia del Veneto, in possesso dei requisiti e delle condizioni di cui
all’articolo 4 del D.Lgs. n. 392/1991;
d) i direttori tecnici, residenti in una delle province del Veneto, cittadini di
stati non appartenenti all’Unione europea, in possesso di titolo abilitante
equiparato, in base al principio di reciprocità, a quello previsto dal presente
testo unico.
2. Ai fini dell’accertamento dei requisiti e delle condizioni di cui
all’articolo 4 del decreto legislativo n. 392/1991, correlate alla richiesta di
apertura di una nuova agenzia o di variazioni successive inerenti alla persona
che ha la direzione tecnica della stessa, i titolari individuali di agenzie di
viaggio e i loro institori, ovvero i loro soci o rappresentanti legali che
abbiano prestato effettive attività lavorativa in agenzie di viaggio in modo
continuativo, sono equiparati ai dirigenti o ai loro dipendenti di cui al
decreto legislativo n. 392/1991 sulla base dell’attività svolta e per i periodi
di tempo ivi previsti.
3. Per le medesime finalità di cui al comma 2 i lavoratori subordinati che
abbiano operato presso agenzia di viaggio e turismo con responsabilità di almeno
un reparto, inquadrati nella posizione di quadri o di primo o secondo livello in
base al contratto collettivo nazionale di lavoro della categoria, sono
equiparati ai dirigenti di cui al decreto legislativo n. 392/1991.
4. Con deliberazione della Giunta regionale sono stabilite le modalità e la
documentazione necessarie ad accertare le situazioni di cui ai commi 2 e 3.
5. L’albo è pubblico. Le risultanze dell’albo provinciale sono pubblicate a cura
della Provincia entro il mese di febbraio di ciascun anno nel Bollettino
Ufficiale della Regione del Veneto.
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Sezione IV – Vigilanza e sanzioni
Art. 79
La vigilanza.
1. La vigilanza sulle norme della presente sezione è esercitata dalla Provincia
competente per territorio.
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Art. 80
Le sanzioni.
1. L’esercizio, anche occasionale, dell’attività di cui all’articolo 63, in
assenza della prescritta autorizzazione, salvo quanto previsto dall’articolo 64
è soggetto a una sanzione amministrativa da euro 5.000,00 a euro 13.000,00 e
alla assunzione di ordinanza di immediata chiusura dell’esercizio; la sanzione
pecuniaria è raddoppiata in caso di recidiva.
2. La violazione delle condizioni autorizzative o la violazione delle norme di
cui all’articolo 68, comporta, previa diffida, la sospensione di cui
all’articolo 72, comma 1 lettera b), disposta dalla Provincia, qualora decorra
inutilmente il termine assegnato, di durata non superiore a trenta giorni, per
la regolarizzazione. In caso di perdurante inosservanza delle condizioni
autorizzative o delle disposizioni di cui all’articolo 68, la Provincia provvede
alla assunzione di ordinanza di immediata chiusura dell’esercizio e alla
pronuncia di provvedimento di revoca della autorizzazione.
3. La formulazione di programmi di viaggio in violazione delle disposizioni di
cui all’articolo 69 comporta una sanzione amministrativa da euro 500,00 a euro
1.500,00.
4. L’attribuzione, con qualsiasi mezzo di comunicazione, alla propria agenzia di
una denominazione diversa da quella denunciata da parte del titolare, è soggetta
a una sanzione amministrativa da euro 500,00 a euro 2.000,00.
5. La mancata esposizione al pubblico dell’autorizzazione e della comunicazione
di inizio attività di cui all’articolo 67 comporta il pagamento della sanzione
amministrativa da euro 200,00 a euro 1.000,00.
6. L’esercizio da parte delle associazioni e degli organismi di cui all’articolo
64, commi 1, 3 e 4 delle attività in difformità alle prescrizioni di cui
all’articolo 64 e, limitatamente alle associazioni di cui all’articolo 64 comma
1, in difformità alle prescrizioni di cui agli articoli 69 e 75 è soggetta a
sanzione amministrativa da euro 5.000,00 a euro 15.000,00.
7. Il mancato pagamento delle sanzioni pecuniarie di cui al presente articolo,
comporta:
a) per le agenzie di viaggio e turismo di cui all’articolo 63, la sospensione
della autorizzazione per un periodo non inferiore a centottanta giorni decorsi i
quali si provvede alla pronuncia di decadenza della autorizzazione;
b) per le associazioni senza scopo di lucro di cui all’articolo 64, comma 1, la
sospensione dell’iscrizione all’elenco speciale di cui all’articolo 76, per un
periodo non inferiore a centottanta giorni.
8. Le sanzioni sono comminate dalla Provincia e le somme introitate sono
trattenute dallo stesso ente per l’esercizio delle funzioni trasferite in
materia di turismo.
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Art. 81
I reclami.
1. I clienti delle agenzie di viaggio e turismo e i soci delle associazioni e
degli organismi di cui all’articolo 64, che riscontrino irregolarità nelle
prestazioni pattuite, possono presentare, entro trenta giorni dal rientro dal
viaggio, documentato reclamo alla Provincia, inviandone contemporaneamente copia
all’agenzia interessata.
2. La Provincia, nei successivi trenta giorni, assegna al titolare dell’agenzia
e al rappresentante legale delle associazioni e degli organismi di cui
all’articolo 64 un ulteriore termine di trenta giorni per presentare eventuali
osservazioni.
3. La Provincia, nel caso in cui il reclamo risulti fondato, dà corso al
procedimento relativo all’applicazione delle sanzioni di cui all’articolo 80 e
comunica ai soggetti interessati le determinazioni assunte.
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Capo IV – Disposizioni sulle professioni turistiche
Sezione I – Individuazione e definizione delle figure professionali
Art. 82
Figure professionali.
1. È guida turistica chi, per professione, accompagna persone singole o gruppi
di persone, nelle visite a opere d’arte, a musei, a gallerie, a scavi
archeologici illustrandone le attrattive storiche, artistiche, monumentali,
paesaggistiche e naturali.
2. È accompagnatore turistico, chi per professione, accoglie ed accompagna
persone singole o gruppi di persone in viaggi sul territorio nazionale o estero,
curando l’attuazione del pacchetto turistico predisposto dagli organizzatori,
prestando completa assistenza ai turisti con la conoscenza della lingua degli
accompagnati, fornendo elementi significativi e notizie di interesse turistico
sulle zone di transito.
3. È animatore turistico chi, per professione, organizza il tempo libero di
gruppi di turisti con attività ricreative, sportive, culturali.
4. È guida naturalistico – ambientale chi esercita professionalmente l’attività
di conduzione di persone nelle visite a parchi, riserve naturali, zone di pregio
o tutela ambientale o siti di interesse ambientale così come individuate dalla
legislazione vigente, fornendo notizie ed informazioni di interesse
naturalistico, paesaggistico ed ambientale, con esclusione degli àmbiti di
competenza delle guide alpine; in relazione ai mezzi con cui viene esercitata
l’attività nell’àmbito della professione di guida naturalistico – ambientale, la
Giunta regionale individua la specifica figura professionale di chi esercita la
attività a cavallo o con altro animale.
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Sezione II – Competenze per l’esercizio delle attività di guida, accompagnatore
e animatore turistico e guida naturalistico-ambientale
Art. 83
Competenze delle province.
1. Le province esercitano le funzioni relative a:
a) indizione ed espletamento con cadenza biennale degli esami di abilitazione
all’esercizio delle professioni turistiche;
b) tenuta degli elenchi delle professioni turistiche, ivi comprese le
articolazioni conseguenti alla individuazione di specifiche figure professionali
operata dalla Giunta regionale ai sensi dell’articolo 82, comma 4, cui sono
iscritti d’ufficio:
1) i soggetti che hanno conseguito la abilitazione a seguito di superamento
dell’esame;
2) relativamente all’elenco degli accompagnatori turistici i cittadini di tutti
gli Stati membri della Unione europea, residenti nel Veneto, qualora ricorrano
le condizioni di cui al decreto legislativo 23 novembre 1991, n. 392 di
attuazione della direttiva n. 75/368/CEE e n. 75/369/CEE del Consiglio del 16
giugno 1975 concernenti l’espletamento di attività economiche varie e previa
domanda presentata alla Provincia nel cui àmbito territoriale è ubicato il
comune di residenza;
3) i cittadini di stati non appartenenti alla Unione europea, per i quali
l’autorizzazione all’esercizio delle professioni turistiche è subordinata
all’applicazione di quanto previsto nel Testo unico delle disposizioni
concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello
straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286;
c) rilascio del tesserino di riconoscimento su modello fornito dalla Regione;
d) pubblicizzazione delle tariffe per le prestazioni delle professioni
turistiche;
e) promozione ed organizzazione di corsi di aggiornamento e di riqualificazione,
nell’àmbito dei programmi previsti dall’ordinamento della formazione
professionale, anche su segnalazione delle associazioni di categoria delle
professioni turistiche.
2. L’articolazione ed il contenuto delle prove di esame, le modalità di
composizione delle commissioni e di espletamento degli esami di abilitazione e
le modalità di tenuta degli elenchi provinciali sono definite nell’allegato T.
3. Gli elenchi provinciali delle professioni turistiche sono pubblici e le
risultanze sono pubblicate a cura della Provincia, entro il mese di febbraio di
ciascun anno, nel bollettino ufficiale della Regione.
4. Gli iscritti ad un elenco provinciale delle guide turistiche hanno diritto ad
ottenere la abilitazione anche per la lingua straniera per la quale risultano
abilitati in altra Provincia.
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Art. 84
Competenze dei comuni.
1. I comuni capoluogo della Provincia, nel cui territorio si svolge la attività
professionale, rilasciano la licenza avente validità sul territorio provinciale
per l’esercizio della professione di guida turistica.
2. I comuni di residenza rilasciano, subordinatamente all’iscrizione nell’elenco
provinciale per la categoria professionale di appartenenza, la licenza avente
validità sull’intero territorio regionale, per l’esercizio delle professioni di
accompagnatore turistico, animatore turistico, guida naturalistico – ambientale
e sue articolazioni, così come individuate dalla Giunta regionale ai sensi
dell’articolo 82, comma 4.
3. Il contenuto della licenza e le modalità di rilascio sono definite
nell’allegato T.
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Art. 85
Licenza e tesserino di riconoscimento.
1. I titolari di licenza per l’esercizio delle professioni turistiche hanno
l’obbligo di portarla con sé e di esibirla ad ogni controllo.
2. Le guide turistiche, le guide naturalistiche, gli accompagnatori turistici,
gli animatori turistici e i titolari, i legali rappresentanti qualificati, i
direttori tecnici e dipendenti qualificati delle agenzie di viaggio e turismo,
autorizzati a svolgere attività di accompagnatore turistico esclusivamente per i
clienti dell’agenzia, nell’esercizio della loro attività devono portare in
evidenza il tesserino di riconoscimento.
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Sezione III – Obblighi e sanzioni
Art. 86
Divieti.
1. È fatto divieto alle guide turistiche, alle guide naturalistico-ambientali,
agli accompagnatori e agli animatori turistici di svolgere nei confronti dei
turisti attività commerciali o comunque estranee alla professione, anche quando
queste siano esercitate con carattere di occasionalità e congiuntamente ad altre
attività non incompatibili.
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Art. 87
Sospensione e revoca delle licenze.
1. La licenza può essere sospesa per un periodo non superiore a sei mesi:
a) per iniziativa del titolare quando si tratti di cause di forza maggiore e
imprevedibili, mediante comunicazione fatta al comune entro sessanta giorni
dall’evento;
b) per iniziativa del comune, sentito l’interessato, quando si tratti di misura
cautelare o sanzionatoria e nel caso di violazione dei divieti di cui
all’articolo 86.
2. La sospensione può essere motivatamente prorogata, una sola volta, per altri
sei mesi.
3. La licenza è revocata, in qualsiasi momento, per gravi motivi di interesse
pubblico.
4. I provvedimenti relativi alla sospensione e revoca della licenza sono
adottati dal comune e comunicati, oltre che all’interessato, alle province.
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Art. 88
Sanzioni amministrative pecuniarie.
1. Chiunque eserciti, anche occasionalmente, le professioni di cui all’articolo
82, senza essere in possesso della relativa licenza, è soggetto a sanzione
amministrativa da euro 1.000,00 a euro 4.000,00.
2. Chiunque eserciti le professioni turistiche, in possesso di una licenza non
debitamente rinnovata, è soggetto a sanzione amministrativa da euro 250,00 a
euro 500,00.
3. Chiunque nell’esercizio delle professioni turistiche non esibisca la licenza
a un controllo o non tenga in evidenza l’apposito tesserino di riconoscimento è
soggetto a sanzione amministrativa da euro 50,00 a euro 250,00.
4. Chiunque applichi tariffa diversa da quella comunicata ai sensi dell’articolo
83 è soggetto a sanzione amministrativa da euro 1.000,00 a euro 5.000,00.
5. Chiunque per l’espletamento dell’attività delle professioni turistiche di cui
all’articolo 82 si avvalga di soggetti non muniti di licenza, è soggetto a
sanzione amministrativa da euro 1.000,00 a euro 5.000,00, raddoppiabile in caso
di recidiva.
6. Le sanzioni sono comminate dal comune competente e le somme introitate sono
trattenute dallo stesso ente.
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Art. 89
Reclami e vigilanza.
1. I clienti delle guide turistiche, delle guide naturalistico-ambientali, degli
accompagnatori turistici e animatori turistici, che riscontrino irregolarità
nelle prestazioni pattuite, possono presentare, entro trenta giorni dall’evento,
documentato reclamo alla Provincia.
2. La Provincia, sentito il titolare della licenza decide sul reclamo entro
sessanta giorni.
3. Qualora il reclamo risulti fondato, la guida, animatore o accompagnatore è
soggetto al pagamento di una sanzione amministrativa da euro 250,00 a euro
500,00.
4. La vigilanza sull’osservanza delle norme sulle professioni turistiche è
esercitata dal comune competente per territorio.
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Art. 90
Inapplicabilità.
1. Le disposizioni relative alle professioni turistiche non si applicano nei
confronti di coloro che svolgono le attività di cui all’articolo 82 in modo
occasionale a favore dei soci e assistiti di associazioni che operano per
finalità ricreative, culturali, religiose o sociali, senza scopo di lucro.
2. Le disposizioni relative alle professioni turistiche non si applicano altresì
nei confronti degli insegnanti che svolgono le attività di cui all’articolo 82 a
favore dei loro alunni.
3. Le disposizioni relative alle professioni turistiche non si applicano oltre
che nei confronti dei soggetti di cui ai commi 1 e 2 anche alle attività di
semplice accompagnamento di visitatori per conto delle associazioni Pro loco
svolte occasionalmente e gratuitamente da soggetti appartenenti alle Pro loco
stesse nelle località di competenza delle medesime e con esclusione dei comuni
nei quali si trovano i siti che possono essere illustrati ai visitatori solo da
guide specializzate così come individuati dal D.P.R. 13 dicembre 1995,
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 28 febbraio 1996, n. 49.
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Capo V – Norme transitorie e finali
Art. 91
Norme transitorie per le strutture ricettive soggette a classificazione.
(giurisprudenza di legittimità)
1. Restano confermate le classificazioni effettuate sino all’entrata in vigore
della presente legge nonché le procedure di classificazione delle strutture
ricettive alberghiere avviate dalla Provincia per il quinquennio 1° gennaio 2003
- 31 dicembre 2007, ai sensi dell’articolo 6 della legge regionale 27 giugno
1997, n. 26 "Disciplina e classificazione delle strutture ricettive
alberghiere".
2. L’adeguamento delle unità abitative, delle suite e delle junior suite in
alberghi, motel, villaggi – albergo e residenze turistico-alberghiere alle
prescrizioni dell’allegato E deve avvenire entro tre anni dall’entrata in vigore
della presente legge.
3. Restano confermate e conservano validità sino al 31 dicembre 2005 le
classificazioni delle strutture ricettive extra-alberghiere soggette a
classificazione effettuate sino all’entrata in vigore della presente legge dalla
Provincia per il quinquennio 1° gennaio 2000 – 31 dicembre 2004, ai sensi
dell’articolo 15 della legge regionale 22 ottobre 1999, n. 49 "Disciplina e
classificazione di alcune strutture ricettive extra-alberghiere" (10).
4. Restano confermate e conservano validità fino al 31 dicembre 2004 le
classificazioni delle strutture ricettive all’aperto effettuate sino all’entrata
in vigore della presente legge dalla Provincia per il quinquennio 1° gennaio
2000 – 31 dicembre 2004, ai sensi dell’articolo 5 e dell’articolo 21, comma 3
della legge regionale 16 dicembre 1999, n. 56 "Disciplina e classificazione dei
complessi ricettivi all’aperto".
5. Restano confermate e conservano validità fino al 31 dicembre 2005 le
classificazioni dei rifugi alpini e dei rifugi sociali d’alta montagna
effettuate sino all’entrata in vigore della presente legge ai sensi della legge
regionale 9 agosto 1988, n. 37 e della legge regionale 18 dicembre 1986, n. 52
"Norme in materia di turismo d’alta montagna" qualora le suddette
classificazioni non siano già state sostituite dalla nuova classificazione ai
sensi del comma 6 (11).
6. In fase di prima applicazione della presente legge, le province entro il 31
dicembre 2005 provvedono alla nuova classificazione dei rifugi alpini e dei
rifugi escursionistici valevole sino al 31 dicembre 2007 (12).
7. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge i
comuni provvedono ad adeguare i propri strumenti urbanistici con la previsione
della disciplina urbanistico – edilizia dei complessi ricettivi all’aperto
esistenti e, ove occorra, con la individuazione delle aree specificatamente
destinate agli insediamenti turistico – ricettivi, in relazione alle indicazioni
della programmazione regionale e provinciale. In sede di formazione di detta
variante, al solo scopo di adeguare i complessi ricettivi all’aperto ai
requisiti minimi previsti dalla classificazione richiesta, con il mantenimento
del numero delle unità abitative e delle piazzole in esercizio, i complessi
esistenti hanno diritto a conseguire un ampliamento delle aree già in uso con
altre aree ad esse adiacenti, nella misura massima del venti percento della
superficie in uso.
8. Trascorso il termine di cui al comma 7 senza che sia stata data attuazione
alle disposizioni in esso contenute, la Regione procede alla nomina di un
commissario ad acta.
————————
(10) Comma così modificato dall’art. 8, L.R. 24 dicembre 2004, n. 35.
(11) Comma così modificato dall’art. 9, commi 1 e 2, L.R. 24 dicembre 2004, n.
35.
(12) Comma così modificato dall’art. 9, commi 3 e 4, L.R. 24 dicembre 2004, n.
35.

Art. 92
Norma transitoria in materia di adeguamento polizze assicurative.
1. Le agenzie di viaggio e turismo e le associazioni e organismi senza scopo di
lucro già iscritti rispettivamente agli elenchi provinciali delle agenzie di
viaggio e turismo e agli elenchi speciali degli organismi di promozione
turistica senza fini di lucro di cui agli articoli 14 e 15 della legge regionale
30 dicembre 1997, n. 44 "Nuove norme sulle agenzie di viaggio e turismo e sugli
altri organismi operanti nella materia", sono tenuti a provvedere
all’adeguamento del massimale delle polizze assicurative ai limiti previsti
nella presente legge entro il termine di novanta giorni dalla sua entrata in
vigore; l’inutile decorso del termine comporta per le agenzie di viaggio e
turismo la chiusura dell’esercizio fino all’adeguamento, salvo quanto previsto
dall’articolo 72.
————————

Art. 93
Norme transitorie in materia di professioni turistiche.
1. Agli esami di abilitazione alla professione di direttore tecnico di agenzie
di viaggio e turismo, di guida, accompagnatore ed animatore turistico e di guida
naturalistico ambientale banditi alla data di entrata in vigore della presente
legge si applicano le disposizioni vigenti alla data del bando.
2. Sono riconosciuti animatori turistici e guide naturalistico-ambientali coloro
che alla data di entrata in vigore della presente legge hanno svolto documentata
attività nella professione per almeno due stagioni turistiche o conseguito
apposito attestato a seguito di frequenza di corso di formazione professionale
autorizzato dalla Regione rispettivamente per l’area dell’animazione turistica e
per l’area della conduzione a visite di siti di interesse
naturalistico-ambientale.
————————

Art. 93-bis
Norme transitorie in materia di professioni turistiche.
1. Agli esami di idoneità per direttore tecnico di agenzia di viaggio e turismo
e di abilitazione alle professioni di guida, accompagnatore ed animatore
turistico e guida naturalistico-ambientale, già banditi alla data di entrata in
vigore delle modifiche intervenute alla presente legge o ai suoi allegati, si
applicano le disposizioni vigenti alla data del bando (13).
————————
(13) Articolo aggiunto dall’art. 10, L.R. 24 dicembre 2004, n. 35.

Art. 94
Modifiche degli allegati.
1. Gli allegati di cui al presente titolo possono essere modificati con delibera
della Giunta regionale, sentita la competente Commissione consiliare.
2. Gli allegati di cui al capo secondo del presente titolo possono essere
modificati anche su proposta dei comuni.
————————

TITOLO III
Sviluppo dell’offerta turistica regionale
Capo I – Norme generali
Sezione I – Criteri generali di finanziamento
Art. 95
Finalizzazione dei finanziamenti.
1. I criteri e le procedure per l’attuazione degli interventi regionali a
sostegno dei processi di qualificazione e potenziamento dell’offerta turistica
veneta sono finalizzati a:
a) orientare l’offerta turistica alle esigenze della corrispondente domanda
interna ed estera, garantendo nel contempo la conservazione e la valorizzazione
delle sue tipicità;
b) orientare e sostenere i processi di integrazione tra gli interventi di
qualificazione dell’offerta degli enti locali e strumentali, delle autonomie
funzionali e delle imprese operanti nel turismo, promuovendo ed incentivando il
sistema degli organismi di garanzia collettiva fidi;
c) promuovere processi di qualificazione e specializzazione dell’offerta,
privilegiando interventi in grado di produrre effetti moltiplicatori delle
azioni nei sistemi turistici locali così come individuati dall’articolo 13.
————————

Art. 96
Categorie d’interventi regionali.
1. La Regione persegue il raggiungimento delle finalità di cui all’articolo 95,
mediante:
a) interventi di qualificazione dell’offerta turistica, realizzati da piccole e
medie imprese di cui all’articolo 97, comma 1, lettera a) e dai soggetti di cui
all’articolo 97, comma 1, lettera c);
b) interventi di integrazione dei fondi rischi o dei patrimoni di garanzia dei
soggetti di cui all’articolo 97, comma 1, lettera d);
c) progetti d’interesse pubblico per azioni realizzate dai soggetti di cui
all’articolo 97, comma 1 lettera b), anche in compartecipazione con la Regione e
progetti di interesse regionale, anche in compartecipazione con uno o più
soggetti di cui all’articolo 97, comma 1, lettera b).
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Art. 97
Soggetti beneficiari.
1. Possono beneficiare delle agevolazioni finanziarie previste dalla presente
sezione:
a) le piccole e medie imprese turistiche e loro consorzi operanti nel settore
con almeno una azienda localizzata nel Veneto, così come definite dalla
legislazione nazionale, nonché altre piccole e medie imprese come definite dalla
Raccomandazione n. 96/C del 3 aprile 1996 pubblicata sulla GUCE L 107 del 30
aprile 1996 ed operanti prevalentemente in settori collegati al turismo, di cui
all’allegato U;
b) gli enti locali, i loro enti strumentali e le autonomie funzionali, gli enti
strumentali regionali e le società a prevalente capitale pubblico locale;
c) le associazioni ed enti privati non commerciali senza finalità di lucro che
svolgono attività di gestione delle strutture ricettive di cui all’allegato U,
n. 3) nonché le persone fisiche che gestiscono direttamente le strutture
ricettive di cui all’allegato U, n. 4) per le quali la legislazione regionale
non prevede il regime d’impresa;
d) le cooperative di garanzia e consorzi fidi con sede legale nel Veneto
caratterizzati da partecipazione prevalente delle piccole e medie imprese dei
settori del turismo e del commercio e costituiti da almeno cento soci;
e) i proprietari ed i titolari dei diritti reali sui complessi immobiliari in
cui è esercitata attività di impresa turistica, così come definita dalla
legislazione nazionale (14).
2. In relazione ai soggetti di cui al comma 1, lettera a) si intende prevalente
l’attività dalla quale è derivato il maggior ammontare dei proventi.
3. La Giunta regionale sentita la competente Commissione consiliare, può
modificare l’allegato U.
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(14) Vedi, anche, la Delib.G.R. 22 dicembre 2004, n. 4249.

Art. 98
Tipologie di agevolazioni e regime di aiuto.
1. I benefìci di cui al presente capo sono costituiti da:
a) finanziamenti agevolati ai soggetti di cui all’articolo 97, comma 1, lettera
a) ed e), mediante l’istituzione di fondi di rotazione;
b) contributi in conto capitale in favore dei soggetti di cui all’articolo 97,
comma 1, lettere b), c) e d);
c) contributi in conto interessi in favore dei soggetti di cui all’articolo 97,
comma 1, lettera b), sulla base di apposita convenzione con gli Istituti di
credito;
d) concessione di garanzie agevolate a favore dei soggetti di cui all’articolo
97, comma 1, lettere a), b), c) ed e) e concessione di controgaranzie agevolate
a favore dei soggetti di cui all’articolo 97 comma 1 lettera d), mediante
l’istituzione di un fondo di garanzia e controgaranzia regionale.
2. La Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, determina
la misura delle agevolazioni individuate dal comma 1.
3. Il presente regime di aiuto è concesso nel rispetto di tutte le condizioni
previste dal regolamento (CE) numero 70/2001 della Commissione del 12 gennaio
2001 relativo all’applicazione degli articoli 87 ed 88 del trattato CE agli
aiuti di stato a favore delle piccole e medie imprese pubblicato nella GUCE del
13 gennaio 2001, n. L 10.
4. Sono altresì finanziabili iniziative non eccedenti la soglia degli aiuti de
minimis, previsti dall’articolo 2 del regolamento (CE) numero 69/2001 della
Commissione del 12 gennaio 2001, pubblicato nella GUCE del 13 gennaio 2001, n. L
10 per qualunque tipo di spesa previsto dalla legge.
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Art. 99
Ripartizione delle risorse.
1. Le risorse finanziarie sono ripartite annualmente tra gli aventi diritto, con
le modalità di cui agli articoli 103, 106 e 107 tra:
a) le strutture ricettive ed i servizi complementari esistenti, identificati
secondo i criteri di cui al comma 2;
b) le strutture ricettive ed i servizi complementari nuovi o da riattivare,
identificati secondo i criteri di cui al comma 3;
c) i progetti di interesse pubblico previsti dall’articolo 106;
d) i progetti di interesse regionale previsti dall’articolo 106;
e) i fondi rischi o i patrimoni di garanzia previsti dall’articolo 107.
2. Per strutture ricettive e servizi complementari esistenti di cui al comma 1,
lettera a), si intendono quelle oggetto di classificazione o autorizzazione
all’esercizio dell’attività alla data di presentazione della domanda per le
agevolazioni previste.
3. Per strutture ricettive e servizi complementari nuovi o da riattivare di cui
al comma 1, lettera b), si intendono quelli privi di classificazione o
autorizzazione all’esercizio dell’attività, alla data di presentazione della
domanda per le agevolazioni previste.
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Art. 100
Iniziative agevolate.
1. La Giunta regionale, sentita la competente Commissione consiliare, determina
le tipologie e le modalità delle iniziative agevolate.
2. L’agevolazione è concessa a condizione che l’iniziativa agevolata mantenga la
propria destinazione d’uso per un periodo non inferiore alla durata del mutuo o,
in mancanza, a cinque anni.
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Sezione II – Finanziamenti agevolati a piccole e medie imprese
Art. 101
Fondo di rotazione e di garanzia e controgaranzia.
1. La società finanziaria regionale Veneto Sviluppo S.p.A. gestisce il fondo di
rotazione istituito per agevolare i programmi presentati dai soggetti di cui
all’articolo 97, comma 1, lettera a) ed e) ed il fondo di garanzia e
controgaranzia regionale.
2. La Veneto Sviluppo S.p.A. può integrare il fondo di rotazione con proprie
risorse o con eventuali apporti di istituti di credito o di enti pubblici, in
base ad apposite convenzioni stipulate tra i soggetti interessati.
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Art. 102
Presentazione delle domande da parte delle piccole e medie imprese.
1. Le imprese possono accedere alle agevolazioni previste solo se fornite di
idonea garanzia, e previa verifica della loro solidità finanziaria in relazione
all’eventuale restituzione del finanziamento nei casi di cui all’articolo 108.
2. Le domande di finanziamento sono presentate, anche tramite le cooperative ed
i consorzi di garanzia, alla Veneto Sviluppo S.p.A., la quale provvede alla
relativa istruttoria al fine di accertare la regolarità delle domande.
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Art. 103
Criteri di assegnazione dei finanziamenti.
1. La Giunta regionale, sentita la competente Commissione consiliare, determina
i criteri di assegnazione dei finanziamenti ed i requisiti delle relative
garanzie.
2. La Veneto Sviluppo S.p.A. verificata la regolarità ed ammissibilità della
domanda, eroga all’impresa beneficiaria un anticipo nella misura fissata nel
provvedimento di cui al comma 1 su presentazione di una relazione tecnica
concernente l’intervento di qualificazione dell’offerta turistica, della lettera
di finanziamento dell’istituto di credito e del certificato antimafia ed eroga
le rate successive previa presentazione dello stato di avanzamento dei lavori.
3. Il provvedimento di cui al comma 1 è pubblicato nel Bollettino ufficiale
della Regione del Veneto e alla pubblicazione viene data adeguata pubblicità
tramite stampa o altri mezzi informativi.
4. Il fondo di rotazione, fermo restando quanto stabilito dall’articolo 102, è
gestito dalla Veneto Sviluppo S.p.A., che provvede alla concessione dei
finanziamenti e delle garanzie e controgaranzie nonché alla vigilanza sul
corretto utilizzo degli stessi, con le modalità stabilite dal presente articolo.

5. La Giunta regionale, con i provvedimenti di cui al comma 1 e all’articolo 107
definisce il concorso nelle spese generali afferenti alla gestione dei fondi
assegnati in dotazione alla Veneto Sviluppo S.p.A., in misura non superiore allo
0,50 per cento dell’ammontare degli stessi.
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Art. 104
Competenze della Giunta regionale.
1. La Giunta regionale svolge azione di promozione e di informazione nei
confronti dei soggetti beneficiari ed individua specifiche azioni di
monitoraggio, ispezione e controllo sullo stato di attuazione degli interventi
finanziari gestiti dalla Veneto Sviluppo S.p.A.
2. A tal fine la Veneto Sviluppo S.p.A. trasmette alla Giunta regionale ed alla
competente Commissione consiliare una scheda di monitoraggio, le informazioni
finanziarie ed una relazione contenente i risultati e le valutazioni degli
interventi realizzati.
3. Le informazioni di cui al comma 2 formano oggetto di una relazione semestrale
alla Giunta regionale ed alla competente Commissione consiliare e costituiscono
il presupposto del provvedimento di liquidazione delle quote del fondo di
rotazione a favore della Veneto Sviluppo S.p.A.
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Sezione III – Interventi in favore dei garanti delle piccole e medie imprese e
di soggetti pubblici
Art. 105
Contributi in conto capitale ai garanti delle piccole e medie imprese – Criteri
per l’assegnazione.
1. Al fine di favorire l’evoluzione, l’ammodernamento, la razionalizzazione
dell’offerta turistica regionale, la Giunta regionale concorre allo sviluppo
delle cooperative e dei consorzi di cui all’articolo 97, comma 1, lettera d)
assegnando contributi in conto capitale, destinati all’integrazione dei fondi
rischi o del patrimonio di garanzia.
2. La Giunta regionale, ogni anno, stabilisce, nel rispetto dei princìpi di cui
al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123 recante disposizioni per la
razionalizzazione degli interventi di sostegno pubblico alle imprese, i
requisiti, i termini e le modalità di presentazione delle domande di contributo,
nonché la documentazione necessaria e determina, sentita la competente
Commissione consiliare, una volta acquisiti dalla Veneto Sviluppo S.p.A. i dati
relativi alle domande presentate ai sensi dell’articolo 102, i criteri per
l’assegnazione dei contributi rispettando comunque i seguenti parametri:
a) nella misura minima del venti per cento con riferimento alle domande
presentate dalle piccole e medie imprese turistiche, così come identificate
dall’allegato U, nn. 1 e 2, ammesse ai finanziamenti e garantite dal singolo
consorzio o cooperativa, in rapporto alla totalità delle relative domande
ammesse ai finanziamenti e garantite dai medesimi consorzi o cooperative;
b) nella misura minima del venti per cento con riferimento alla somma delle
spese ammesse per le piccole e medie imprese turistiche, così come identificate
dall’allegato U, nn. 1 e 2, garantite dai consorzi o dalle cooperative di cui
all’articolo 97, comma 1, lettera d), in rapporto al totale delle relative spese
ammesse;
c) nella misura minima del trenta per cento con riferimento al numero di piccole
e medie imprese turistiche, così come identificate dall’allegato U, nn. 1 e 2, e
presenti in qualità di soci in ciascun consorzio o cooperativa, in rapporto alla
totalità delle piccole e medie imprese turistiche consorziate negli organismi
sociali di garanzia.
3. I contributi di cui al comma 1 sono ripartiti dalla Giunta regionale, entro
il trimestre successivo alla definizione dell’istruttoria ed ammissione al
finanziamento delle domande presentate, fra i consorzi e le cooperative di
garanzia con sede legale nel Veneto.
4. Gli interessi maturati sui contributi concessi dalla Regione ai sensi del
presente articolo, restano destinati al raggiungimento di tali finalità di cui
al comma 1. É consentito l’utilizzo degli interessi maturati sui contributi,
finalizzati alle spese di gestione degli organismi sociali di garanzia,
esclusivamente per la parte eccedente il tasso d’inflazione annuo registrato
dall’ISTAT con riferimento all’esercizio precedente.
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Art. 106
Contributi per progetti d’interesse pubblico e d’interesse regionale.
1. La Giunta regionale, sentita la competente Commissione consiliare, nel
rispetto dei princìpi del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123, approva
annualmente un provvedimento per la presentazione di progetti diretti al
miglioramento, alla qualificazione ed al potenziamento dell’offerta turistica
territoriale da parte dei soggetti indicati dall’articolo 97, comma 1, lettera
b).
2. Il provvedimento definisce la tipologia delle iniziative ammissibili, con
particolare riguardo a:
a) l’individuazione delle aree territoriali;
b) le tipologie di iniziative da ammettere a contributo nelle differenti aree;
c) gli importi massimi e minimi di spesa ammissibili ai benefìci;
d) le modalità di concessione e la misura dei contributi assegnabili in
relazione ai tipi di iniziativa;
e) i termini di presentazione delle domande e la documentazione richiesta a pena
di decadenza;
f) i criteri di priorità e di preferenza nonché la destinazione delle somme
revocate a qualsiasi titolo;
g) gli indicatori fisici e finanziari per il monitoraggio degli interventi e la
valutazione dei risultati.
3. Il provvedimento di cui al comma 1 può prevedere l’individuazione da parte
della Giunta regionale di progetti a regia regionale che presentino
caratteristiche di rilevante innovazione rispetto all’offerta turistica
regionale, ovvero aventi una considerevole valenza di sperimentazione in
relazione ad uno o più iniziative previste dall’articolo 98, comma 1, lettera c)
da realizzare anche in compartecipazione con uno o più soggetti di cui
all’articolo 97, comma 1, lettera b).
4. I contributi regionali di cui al comma 1, sono concessi in conto capitale dal
dirigente della struttura regionale competente per il turismo fino ad un limite
massimo del settanta per cento della spesa ammessa.
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Sezione IV – Contributi in conto capitale a soggetti privati non operanti a
regime d’impresa
Art. 107
Contributi in conto capitale ai soggetti privati non operanti a regime
d’impresa.
1. Le associazioni ed enti privati non commerciali senza finalità di lucro,
nonché le persone fisiche di cui all’articolo 97, comma 1, lettera c) che
svolgono attività di gestione di strutture ricettive per la quale la
legislazione regionale non richiede il regime di impresa, possono presentare
progetti di qualificazione e potenziamento per le iniziative previste
dall’articolo 100, limitatamente agli esercizi ricettivi così come individuati
dall’allegato U, nn. 3 e 4.
2. La Giunta regionale, sentita la competente Commissione consiliare, determina
il riparto delle risorse finanziarie, nel rispetto dei princìpi del decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 123, fissando:
a) l’individuazione delle tipologie di esercizi ricettivi;
b) gli importi massimi e minimi di spesa ammissibili ai benefìci;
c) la modalità di concessione;
d) la misura dei contributi assegnabili in relazione ai tipi d’intervento;
e) i termini di presentazione delle domande e la documentazione richiesta a pena
di decadenza;
f) i criteri di priorità e di preferenza;
g) gli indicatori fisici e finanziari per il monitoraggio degli interventi
finanziati e la valutazione dei risultati raggiunti.
3. I contributi di cui al comma 1 sono in conto capitale ed ammontano fino ad un
limite massimo del settanta per cento della spesa ammessa e sono concessi dalla
Veneto Sviluppo S.p.A., previa istruttoria da parte della stessa.
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Sezione V – Disposizioni finali
Art. 108
Riduzione, revoca, sospensione e decadenza dei contributi.
1. Il dirigente della struttura regionale competente per il turismo e la Veneto
Sviluppo S.p.A., con riferimento alle agevolazioni rispettivamente erogate,
dispongono:
a) la riduzione dell’agevolazione, quando si accerta:
1) una minor spesa effettuata rispetto a quella ammessa a contributo;
2) la violazione del limite di cumulo con altri contributi pubblici, ai sensi
delle vigenti disposizioni comunitarie;
b) la revoca dell’agevolazione:
1) in caso di sua utilizzazione per finalità diverse da quelle per cui il
contributo è stato concesso;
2) nel caso di mancata realizzazione dell’iniziativa ammessa, fatta salva la
possibilità di una sola proroga, su richiesta dell’interessato e per comprovate
cause di forza maggiore;
3) nel caso in cui si accerti la cessazione dell’attività turistica
nell’immobile finanziato nei dieci anni successivi all’erogazione delle
agevolazioni, qualora si tratti dei soggetti di cui all’articolo 97 comma 1,
lettera e);
c) la decadenza in caso di mancata presentazione della documentazione stabilita
nel provvedimento di cui agli articoli 103, 106 e 107 e nel caso di violazione
dell’obbligo di mantenimento della destinazione dell’iniziativa agevolata per un
periodo non inferiore a dieci anni dalla sua ultimazione;
d) la sospensione in via cautelare dell’erogazione dell’agevolazione, qualora si
verifichino situazioni che compromettano l’efficacia dell’intervento avviato.
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Capo II – Interventi di natura settoriale
Sezione I – Turismo di alta montagna
Art. 109
Imprese turistiche di montagna.
1. Le attività svolte per l’esercizio di impianti a fune, di innevamento
programmato e di gestione delle piste da sci, sia per la discesa che per il
fondo, come strumento a sostegno dell’imprenditorialità turistica della montagna
intesa nel suo complesso, sono imprese turistiche di montagna.
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Art. 110
Contributi ai bivacchi fissi.
1. I bivacchi fissi sono locali di alta montagna e di difficile accesso,
allestiti con un minimo di attrezzature per il riparo degli alpinisti. I
bivacchi fissi sono incustoditi e aperti in permanenza. Essi devono essere
conservati in permanenti condizioni di efficienza e a tal fine la comunità
montana competente per territorio di intesa con la sezione del Club alpino
italiano o con altra associazione alpinistica senza fine di lucro proprietaria o
gestore della struttura, svolge sistematica attività di sorveglianza e provvede,
ove occorra, a realizzare nel più breve tempo possibile quanto necessario per
ricostruire l’efficienza della struttura stessa.
2. Le spese per i sopralluoghi a fine di controllo, da affidare a guida alpina o
a personale esperto delle sezioni del Club alpino italiano in numero di almeno
due all’anno per ciascun bivacco fisso vengono rimborsate dalla comunità
montana. È ammesso il contributo della comunità montana, in ragione del
settantacinque per cento, sulle eventuali spese per interventi di ripristino.
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Art. 111
Definizione dei sentieri alpini e delle vie ferrate.
1. Sono definiti:
a) sentieri alpini, i percorsi pedonali che consentono un agevole e sicuro
movimento di alpinisti e di escursionisti in zone di montagna al di fuori dei
centri abitati, per l’accesso a rifugi alpini, rifugi escursionistici, bivacchi
fissi di alta quota o luoghi di particolare interesse alpinistico, turistico,
storico, naturalistico e ambientale;
b) vie ferrate, gli itinerari di interesse escursionistico che si svolgono in
zone rocciose o pericolose, la cui percorribilità, per motivi di sicurezza e per
facilitare la progressione, richiede la installazione di impianti fissi quali
corde, scale, pioli e simili.
2. Sono equiparati alle vie ferrate i tratti di sentiero alpino lungo i quali
sono installati gli impianti fissi di cui al comma 1, lettera b).
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Art. 112
Funzioni amministrative relative ai sentieri alpini e alle vie ferrate.
1. Il Club alpino italiano provvede, a norma dell’articolo 2, lettera b) della
legge 26 gennaio 1963, n. 91 "Riordinamento del Club alpino italiano" e
successive modificazioni, al tracciamento, alla realizzazione e alla
manutenzione dei sentieri alpini.
2. Le funzioni amministrative relative alla realizzazione e gestione delle vie
ferrate, nonché delle opere e degli eventuali impianti fissi miranti a rendere i
sentieri alpini più facili e sicuri, spettano ai comuni. Tali funzioni possono
essere esercitate dalle comunità montane, ai sensi dell’articolo 28 del decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267 "Testo unico delle leggi sull’ordinamento
degli enti locali".
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Art. 113
Progetti relativi a nuovi sentieri alpini e a nuove vie ferrate. Variazioni alla
segnaletica.
1. La realizzazione di nuovi sentieri alpini, di impianti fissi di sicurezza
complementari ai medesimi o di vie ferrate è condizionata all’approvazione dei
relativi progetti da parte della commissione regionale di cui all’articolo 123,
che può formulare osservazioni, determinare o suggerire criteri tecnici da
seguire per la loro attuazione e gestione, anche con riferimento alle
caratteristiche delle attrezzature, degli impianti fissi e dei materiali.
2. È compito della commissione regionale stabilire i criteri da seguire per
uniformare la segnaletica dei sentieri alpini e delle vie ferrate su tutto il
territorio regionale, d’intesa con i competenti organi del Club alpino italiano.

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Art. 114
Catasto regionale dei sentieri alpini e delle vie ferrate.
1. Il catasto regionale dei sentieri alpini e quello delle vie ferrate, nei
quali sono iscritti i sentieri alpini e le vie ferrate che hanno conseguito
l’autorizzazione della commissione regionale, già istituito ai sensi
dell’articolo 12 della legge regionale 18 dicembre 1986, n. 52, è tenuto presso
la struttura regionale competente in materia di turismo.
2. Per ogni sentiero alpino e via ferrata sono riportati in apposita scheda il
comune o i comuni nel cui territorio il percorso si svolge, le caratteristiche,
le difficoltà, il tracciato e gli eventuali impianti fissi di sicurezza o di
progressione esistenti lungo il percorso stesso, nonché il numero distintivo a
esso attribuito.
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Art. 115
Gestione e manutenzione dei sentieri alpini e delle vie ferrate.
1. Le comunità montane, di concerto con il Club alpino italiano e le sue sezioni
per i sentieri alpini, e, fermo restando quanto previsto dall’articolo 112,
comma 2, i comuni e le comunità montane per le vie ferrate, sono tenuti,
nell’esercizio delle rispettive competenze, ad assicurare la manutenzione di
detti percorsi, ad attuarne o ripristinarne la segnaletica e a curare che siano
rispettate le condizioni di sicurezza corrispondenti al livello di difficoltà
dei medesimi. Tali compiti sono svolti utilizzando preferibilmente personale di
particolare esperienza e competenza disponibile presso le sezioni del Club
alpino italiano e, per le vie ferrate e in genere per gli impianti fissi
complementari, le guide alpine e aspiranti guida alpina iscritti nell’apposito
elenco regionale.
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Art. 116
Contributi.
1. La comunità montana, nell’esercizio della funzione amministrativa di cui
all’articolo 5, concede al Club alpino italiano e alle sue sezioni e ai comuni
contributi per la gestione, revisione o modificazione, nuova realizzazione o
eliminazione dei sentieri alpini, delle vie ferrate e dei relativi impianti
fissi di sicurezza, fino al concorso massimo dell’ottanta per cento del costo
degli interventi.
2. A tal fine gli enti interessati presentano apposita domanda alla comunità
montana competente, corredata dal progetto di massima delle opere concordate, a
decorrere dal 1° ottobre alla data, stabilita a pena di decadenza, del 31
dicembre dell’anno solare precedente a quello di riferimento.
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Art. 117
Promozione dell’alpinismo.
1. La Provincia concede alle sezioni del Club alpino italiano operanti sul
territorio provinciale, un contributo annuo non inferiore a 70.000,00 euro per
lo svolgimento di iniziative a carattere educativo e culturale rivolte alla
conoscenza, valorizzazione e conservazione del patrimonio alpinistico, nonché di
iniziative di introduzione alle attività alpinistiche e di aggiornamento del
personale Club alpino italiano.
2. Il contributo è in particolare destinato:
a) alla propaganda dell’educazione alpinistico-naturalistica nelle scuole e
all’organizzazione di corsi giovanili di avviamento alla montagna;
b) all’organizzazione, nelle scuole operanti presso le sezioni del Club alpino
italiano, di corsi di formazione e di introduzione alla frequentazione
dell’ambiente alpino sia nel periodo estivo che invernale; di corsi di
formazione e aggiornamento tecnico e didattico per istruttori, anche attraverso
prove pratiche di materiali e di equipaggiamento.
3. Al fine della concessione del contributo, le sezioni del Club alpino italiano
devono presentare domanda, dal 1° gennaio al 31 gennaio di ogni anno, alla
Provincia, inviandone copia alla delegazione regionale del Club alpino italiano
che esprime parere entro i trenta giorni successivi.
4. La domanda va corredata del programma di attività da svolgere e del
preventivo della spesa.
5. La Provincia delibera la concessione dei contributi e provvede all’erogazione
della quota non superiore al settanta per cento della spesa ammessa, entro il 30
giugno successivo. Il contributo concesso è erogato nella misura del settanta
per cento; il saldo è erogato su presentazione della rendicontazione consuntiva
della spesa sostenuta e dell’attività svolta.
————————

Art. 118
Potenziamento del soccorso alpino.
1. La Regione agevola l’attività di prevenzione degli infortuni e di soccorso
agli alpinisti ed escursionisti in montagna mediante la concessione di
contributi al servizio regionale di soccorso alpino e speleologico del Corpo
nazionale soccorso alpino e speleologico (C.N.S.A.S.) del Club alpino italiano
operante sul territorio regionale.
2. A tal fine sono ammesse a contributo le seguenti attività:
a) attuazione di iniziative rivolte all’educazione del turista alla prevenzione
degli incidenti alpinistici e speleologici e alla diffusione e conoscenza delle
funzioni e dell’attività del Corpo nazionale di soccorso alpino e speleologico
nell’àmbito regionale;
b) formazione e addestramento dei componenti le squadre di soccorso alpino e
speleologico, compresi i volontari, ivi compreso il pagamento delle coperture
assicurative;
c) gestione organizzativa, tecnica e amministrativa degli interventi di
soccorso, ivi compreso il pagamento di indennità ai componenti volontari delle
squadre di soccorso;
d) adeguamento e ammodernamento del materiale alpinistico e sostituzione di
quello deteriorato o smarrito in operazioni di soccorso;
e) adeguamento e ammodernamento dei mezzi di trasporto necessari per l’attività
di soccorso;
f) adeguamento e ammodernamento di materiale tecnico, informatico, audiovisivo e
attrezzature d’ufficio.
————————

Art. 119
Concessione dei contributi.
1. Al fine della concessione del contributo, di cui all’articolo 118, il
servizio regionale di soccorso alpino e speleologico presenta domanda alla
Giunta regionale dal 1° gennaio al 31 gennaio di ogni anno, corredata di una
relazione previsionale sull’attività da svolgere, sui mezzi e sul personale da
impiegare e di un articolato preventivo di spesa.
2. La Giunta regionale delibera la concessione dei contributi in misura non
inferiore a euro 380.000,00 e, comunque in misura non superiore al novanta per
cento della spesa ammessa, entro il 30 marzo successivo. Entro il medesimo
termine il contributo concesso è erogato, nella misura del settanta per cento;
la quota residua è erogata a presentazione della rendicontazione consuntiva
della spesa sostenuta e dell’attività svolta.
————————

Art. 120
Elisoccorso.
1. L’attività del servizio regionale di soccorso alpino e speleologico può
svolgersi anche mediante utilizzazione di elicotteri.
2. Ai fini di cui al comma 1, il servizio può stipulare convenzioni con enti
pubblici o privati autorizzati a svolgere i servizi di volo.
3. Nell’attività di elisoccorso deve essere garantita, ove necessario, la
prestazione di soccorso sanitario, tramite convenzioni con le aziende unità
locali socio sanitarie.
————————

Art. 121
Promozione e diffusione dell’alpinismo.
1. La Giunta regionale può concedere contributi per pubblicazioni realizzate a
cura della delegazione regionale veneta del Club alpino italiano e di enti e
associazioni operanti senza fine di lucro, e finalizzate:
a) a sviluppare la conoscenza del patrimonio alpinistico regionale;
b) a favorire la prevenzione dell’infortunio in montagna e l’azione del soccorso
alpino;
c) a propagandare l’educazione alpinistico – naturalistica, specialmente nelle
scuole e l’avviamento dei giovani alla montagna.
2. Per ottenere il contributo di cui al comma 1, le sezioni del Club alpino
italiano, tramite la propria delegazione regionale veneta, e gli enti e le
associazioni interessati, presentano al Presidente della Giunta regionale, a
decorrere dal 1° ottobre alla data, stabilita a pena di decadenza, del 31
dicembre dell’anno solare precedente quello di riferimento, apposita domanda
corredata da una relazione illustrativa delle iniziative, dai preventivi di
spesa e da un piano di finanziamento.
3. L’erogazione dei contributi di cui al presente articolo avviene in unica
soluzione, con decreto del dirigente della struttura regionale competente per il
turismo, entro il 30 marzo successivo, a favore delle sezioni del Club alpino
italiano e degli altri enti e associazioni che abbiano realizzato le
pubblicazioni secondo le indicazioni fornite dalla delegazione regionale veneta
del sodalizio.
4. I beneficiari devono presentare, entro il 31 gennaio dell’anno successivo,
una relazione particolareggiata sull’impiego dei contributi e sull’attività
svolta.
————————

Art. 122
Provvidenze a sostegno del centro polifunzionale del Club alpino italiano al
Passo Pordoi.
1. La Giunta regionale è autorizzata a concedere al Club alpino italiano il
contributo annuo di euro 25.000,00 a sostegno delle spese di gestione del centro
polifunzionale Bruno Crepaz di Passo Pordoi. Il contributo è destinato a:
a) favorire il funzionamento del centro polifunzionale Bruno Crepaz;
b) incrementare l’interesse sociale delle attività dallo stesso svolte o
promosse, per la diffusione di conoscenza, della presenza e delle attività
dell’uomo in alta montagna e dei relativi problemi;
c) organizzare e svolgere corsi di formazione, di preparazione, e di
aggiornamento delle guide alpine, degli aspiranti guida alpina, degli istruttori
di alpinismo e di sci alpinistico;
d) assumere iniziative per lo studio e il perfezionamento delle tecniche di
intervento di soccorso alpino, per lo studio delle tecniche alpinistiche e dei
materiali alpinistici e sci alpinistici e per quello dei problemi
fisiopatologici riguardanti l’uomo in alta montagna.
2. Per ottenere il contributo il Club alpino italiano deve presentare domanda,
corredata del programma e delle previsioni di massima della spesa, dal 1°
ottobre alla data, stabilita a pena di decadenza, del 31 dicembre dell’anno
solare precedente quello di riferimento. Deve inoltre presentare, entro il 31
gennaio dell’anno successivo, una relazione particolareggiata sull’impiego del
contributo e sull’attività svolta.
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Art. 123
Composizione della commissione regionale per i problemi del turismo d’alta
montagna.
1. È istituita la commissione regionale per i problemi del turismo di alta
montagna, composta da:
a) l’assessore regionale al turismo, o suo delegato, che la presiede;
b) un esperto, designato dalla sezione veneta dell’Unione nazionale comuni,
comunità, enti montani (U.N.C.E.M.);
c) un esperto del Club alpino italiano, designato dalla rispettiva delegazione
regionale;
d) un esperto delle guide alpine, designato dal rispettivo comitato regionale;
e) un esperto del corpo di soccorso alpino, designato dalle rispettive
delegazioni regionali;
f) un funzionario tecnico della struttura regionale competente in materia di
turismo;
g) un esperto naturalista, designato dalle associazioni naturalistiche regionali
riconosciute.
2. Funge da segretario un dipendente della struttura regionale competente per il
turismo.
3. Alla commissione possono essere invitati esperti del settore, in relazione
alle materie trattate.
4. La commissione è nominata con deliberazione della Giunta regionale e resta in
carica per la durata della legislatura regionale; i componenti possono essere
riconfermati. Le sedute sono valide con la presenza della maggioranza dei
componenti nominati e le deliberazioni sono assunte con il voto favorevole della
maggioranza dei componenti intervenuti alla seduta.
5. Nell’esercizio delle funzioni a essa attribuite dalla presente legge, la
commissione regionale si attiene a criteri di salvaguardia degli ambienti
naturali, di promozione dell’attività turistica e di tutela della sicurezza
degli escursionisti.
6. Ai componenti della commissione, non dipendenti regionali, spetta l’indennità
di partecipazione, per ogni giornata di seduta e il rimborso delle spese di
viaggio effettivamente sostenute, ai sensi della vigente normativa.
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Sezione II – Disposizioni in materia di turismo in mare a finalità ittica,
escursionistica e ricreativa e pescaturismo
Art. 124
Turismo in mare a finalità ittica, escursionistica e ricreativa.
1. Al fine di arricchire e qualificare l’offerta turistica regionale:
a) alle imprese turistiche che effettuano la attività di trasporto in mare a
fini escursionistici e ricreativi, è consentito l’esercizio del turismo in mare
a finalità ittica;
b) sono consentite le attività di pescaturismo.
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Art. 125
Requisiti e modalità.
1. L’attività di turismo in mare a finalità ittica è finalizzata alla cattura
dello sgombro e può essere effettuata esclusivamente ad unità ferma, con
l’impiego dell’attrezzo denominato canna da pesca e nei limiti stabiliti
dall’articolo 142 del D.P.R. 2 ottobre 1968, n. 1639 concernente la disciplina
della pesca marittima.
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Art. 126
Pescaturismo.
1. Per pescaturismo si intendono le attività intraprese dall’armatore singolo,
impresa o cooperativa di nave da pesca professionale che imbarca sul proprio
natante persone diverse dall’equipaggio per lo svolgimento di attività turistico
ricreative, anche al fine di arricchire, qualificare ed integrare la propria
attività.
2. Nell’àmbito della attività di pesca turismo sono comprese:
a) la pesca mediante l’impiego dei sistemi consentiti dalle norme vigenti;
b) la ristorazione a base di pesce, effettuata a bordo;
c) le attività finalizzate alla conoscenza ed alla valorizzazione della cultura
della pesca dell’ambiente lagunare e delle acque interne.
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Art. 127
Autorizzazione e requisiti per le attività di pesca turismo.
1. Al fine di ottenere l’autorizzazione all’esercizio dell’attività di pesca
turismo, l’armatore deve presentare domanda presso l’ente competente del luogo
di iscrizione della nave, completa dei documenti di bordo e della prova pratica
di stabilità finalizzata alla attività di pesca turismo, rilasciata da ente
tecnico riconosciuto (15).
2. La autorizzazione ha validità triennale e in sede di rilascio viene fissato
il numero massimo di persone imbarcabili su ciascun natante.
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(15) Comma modificato dall’art. 6, L.R. 3 ottobre 2003, n. 20.

Art. 128
Tempi di svolgimento della attività di turismo in mare a finalità ittica e della
attività pescaturismo.
1. Le attività di turismo in mare a finalità ittica e di pescaturismo possono
essere svolte per tutto il periodo dell’anno, in ore diurne e notturne, nel
rispetto delle norme in materia di navigazione marittima interna, con
particolare riguardo alla sicurezza dei passeggeri e delle imbarcazioni.
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TITOLO IV
Disposizioni finali
Art. 129
Norma finanziaria.
1. Alle spese per il comitato istituito ai sensi dell’articolo 2, comma 2, si fa
fronte con lo stanziamento annualmente iscritto in bilancio all’U.P.B. U0023
"Spese generali di funzionamento".
2. Le spese di natura corrente indotte dall’attuazione della presente legge,
come di seguito specificate:
a) trasferimento alle province per funzioni amministrative esercitate in materia
di attività di informazione, accoglienza turistica, promozione locale, ai sensi
degli articoli 3, 10 e 17;
b) trasferimenti alle comunità montane e alle province per la promozione
dell’alpinismo e l’incentivazione di sentieri alpini, bivacchi e vie ferrate, ai
sensi degli articoli 5, 110, 116 e 117;
c) trasferimenti ai Comuni in materia di concessioni demaniali, ai sensi degli
articoli 4 e 49;
d) interventi a favore del soccorso alpino, di cui agli articoli 118, 119 e 120;

e) promozione in Italia e all’estero dell’immagine del turismo veneto, di cui
all’articolo 2, comma 1, lettera b);
f) promozione e diffusione dell’alpinismo attraverso il Club alpino italiano, ed
altri enti ed associazioni operanti senza fine di lucro ai sensi dell’articolo
121;
g) contributo alle spese di gestione del centro polifunzionale Bruno Crepaz, di
cui all’articolo 122;
h) finanziamento delle strutture associate di promozione turistica, di cui agli
articoli 7 e 8;
trovano copertura, per euro 19.096.500,00 per il 2002 ed euro 18.838.500,00 per
ciascuno degli anni 2003 e 2004, negli stanziamenti già approvati con il
bilancio 2002 e pluriennale 2002-2004 all’U.P.B. U0074 "Informazione, promozione
e qualità per il turismo".
3. Le spese d’investimento indotte dall’attuazione della presente legge, come di
seguito specificate:
a) finanziamento del sistema informativo regionale turistico, di cui
all’articolo 18;
b) finanziamento del fondo di rotazione per le imprese del settore turistico ed
affini operanti a regime di impresa gestito da Veneto Sviluppo S.p.A., di cui
all’articolo 101;
c) finanziamento del fondo per gli operatori del settore turismo privati e no
profit, di cui all’articolo 107;
d) finanziamento del fondo per i progetti di interesse pubblico e di interesse
regionale, di cui all’articolo 106;
e) interventi a favore degli organismi sociali di garanzia tra piccole e medie
imprese turistiche e del commercio, di cui all’articolo 105;
f) concessione di garanzie per il settore turistico, di cui all’articolo 98,
comma 1 lettera d);
g) concessione di contributi ai comuni per la realizzazione di aree di sosta
temporanea di cui all’articolo 44;
trovano copertura, per euro 882.500,00 per il 2002 ed euro 108.500,00 per
ciascuno degli anni 2003 e 2004, negli stanziamenti già approvati con il
bilancio 2002 e pluriennale 2002-2004 all’U.P.B. U0075 "Interventi strutturali
nella rete strumentale ed operativa dell’offerta turistica", nonché per euro
6.561.500,00 per ciascuno degli anni 2002, 2003 e 2004, attraverso l’utilizzo
degli stanziamenti già approvati con il bilancio 2002 e pluriennale 2002-2004
all’U.P.B. U0076 "Interventi di qualificazione, ammodernamento e potenziamento
delle imprese turistiche e degli altri soggetti operanti nel comparto del
turismo", che vengono incrementati per ciascuno degli anni 2003 e 2004 della
somma di euro 6.200.000,00, mediante prelevamento dall’U.P.B. U0186 "Fondo
speciale per le spese d’investimento", partita 11 "Interventi per il turismo",
in termini di competenza.
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Art. 130
Abrogazioni.
1. Sono abrogate le seguenti leggi e disposizioni di leggi regionali:
a) legge regionale 31 agosto 1983, n. 45 "Nuova disciplina relativa all’albo
regionale all’attività delle associazioni Pro – loco" come novellata da:
1) articolo 21 della legge regionale 5 febbraio 1996, n. 6;
2) articolo 19 della legge regionale 3 febbraio 1998, n. 3;
3) articolo 33 della legge regionale 13 aprile 2001, n. 11;
b) legge regionale 18 dicembre 1986, n. 52 "Norme in materia d’alta montagna"
come novellata da:
1) legge regionale 25 gennaio 1993, n. 5;
2) Titolo I della legge regionale 28 dicembre 1993, n. 61;
3) articolo 21 della legge regionale 1 febbraio 1995, n. 6;
4) articolo 44 della legge regionale 5 febbraio 1996, n. 6;
5) articolo 56 della legge regionale 9 febbraio 2001, n. 5;
c) legge regionale 9 agosto 1988, n. 37 "Disciplina e classificazione delle
strutture ricettive extra-alberghiere";
d) legge regionale 16 marzo 1994, n. 13 "Organizzazione turistica della Regione"
come novellata da:
1) legge regionale 22 luglio 1994, n. 32;
2) articolo 23 della legge regionale 14 settembre 1994, n. 58;
3) articolo 19 della legge regionale 1 febbraio 1995, n. 6;
4) legge regionale 7 aprile 1995, n. 18;
5) articolo 12 della legge regionale 7 settembre 1995, n. 41;
6) articolo 20 della legge regionale 5 febbraio 1996, n. 6;
7) articolo 51 della legge regionale 30 gennaio 1997, n. 6;
8) legge regionale 5 agosto 1997, n. 30;
9) articolo 29 e articolo 55 della legge regionale 12 settembre 1997, n. 37;
10) articolo 22 della legge regionale 3 dicembre 1998, n. 29;
11) legge regionale 9 settembre 1999, n. 44;
12) articolo 41 della legge regionale 28 gennaio 2000, n. 5;
e) legge regionale 27 giugno 1997, n. 24 "Disposizioni particolari in materia di
superfici minime delle camere delle strutture ricettive alberghiere";
f) legge regionale 27 giugno 1997, n. 26 "Disciplina e classificazione delle
strutture ricettive alberghiere" come novellata da:
1) articolo 24 della legge regionale 3 febbraio 1998, n. 3;
2) legge regionale 30 luglio 1999, n. 29;
g) legge regionale 30 dicembre 1997, n. 44 "Nuove norme sulle agenzie di viaggio
e turismo e sugli altri organismi operanti nella materia";
h) legge regionale 30 luglio 1999, n. 28 "Norme per l’esercizio del turismo di
mare a finalità ittica";
i) legge regionale 22 ottobre 1999, n. 49 "Disciplina e classificazione di
alcune strutture ricettive extra-alberghiere" come novellata dall’articolo 16
della legge regionale 11 settembre 2000, n. 19;
l) legge regionale 16 dicembre 1999, n. 56 "Disciplina e classificazione dei
complessi ricettivi all’aperto";
m) legge regionale 7 aprile 2000, n. 11 "Disciplina per lo sviluppo e la
qualificazione dell’offerta turistica regionale" come novellata dall’articolo 25
della legge regionale 9 febbraio 2001, n. 5;
n) legge regionale 7 aprile 2000, n. 13 "Nuova disciplina delle professioni
turistiche";
o) legge regionale 6 aprile 2001, n. 9 "Norme per l’attuazione delle funzioni
amministrative in materia di demanio marittimo",
p) l’articolo 29, comma 1, lettere da a) ad h) e gli articoli 30, 31 e 32 della
legge regionale 13 aprile 2001, n. 11 "Conferimento di funzioni e compiti
amministrativi alle autonomie locali in attuazione del decreto legislativo 31
marzo 1998, n. 112.";
q) l’articolo 27 della legge regionale 17 gennaio 2002, n. 2 "Legge finanziaria
regionale per l’esercizio 2002".
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Art. 131
Settori soggetti a disciplina speciale.
1. Gli interventi a favore della aeroportualità turistica del Veneto restano
disciplinati dalla legge regionale 29 dicembre 1988, n. 62 "Interventi a favore
della aeroportualità turistica nel Veneto" e successive modificazioni.
2. L’adesione della Regione del Veneto all’associazione Centro internazionale di
studi sull’economia turistica resta disciplinata dalla legge regionale 23
dicembre 1991, n. 37 "Adesione della Regione del Veneto all’associazione "Centro
internazionale di studi sull’economia turistica" promossa dall’Università di
Venezia".
3. Gli interventi in favore delle imprese ubicate nel territorio dei comuni
della Provincia di Belluno ai sensi dell’articolo 8 della legge 9 gennaio 1991,
n. 19 e successive modificazioni, resta disciplinata dalla legge regionale 7
aprile 1994, n. 18 "Interventi in favore delle imprese ubicate nel territorio
dei comuni della Provincia di Belluno ai sensi dell’articolo 8, della legge 9
gennaio 1991, n. 9" e successive modificazioni.
4. La tutela e la regolamentazione dei campeggi educativo – didattici restano
disciplinati dalla legge regionale 13 aprile 1995, n. 21 "Norme per la tutela e
la regolamentazione dei campeggi educativo didattici" e successive
modificazioni.
5. L’attività agrituristica resta disciplinata dalla legge regionale 18 aprile
1997, n. 9 "Nuova disciplina per l’esercizio dell’attività agrituristica" e
successive modificazioni.
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Allegato A
Sistemi turistici locali
Sistema turistico locale n. 1) – DOLOMITI: CORTINA, AGORDINO, ZOLDO, VAL BOITE,
CADORE, COMELICO E SAPPADA.
Comuni di: Agordo, Alleghe, Cencenighe Agordino, Colle Santa Lucia, Falcade,
Canale d’Agordo, Gosaldo, La Valle Agordina, Livinallongo del Col di Lana,
Rivamonte Agordino, Rocca Pietore, S. Tommaso Agordino, Selva di Cadore, Taibon
Agordino, Vallada Agordina, Voltago Agordino, Forno di Zoldo, Zoldo Alto, Zoppè
di Cadore, Borca di Cadore, Cibiana di Cadore, S. Vito di Cadore, Valle di
Cadore, Vodo di Cadore, Cortina, Auronzo di Cadore, Calalzo di Cadore, Domegge
di Cadore, Lorenzago di Cadore, Lozzo di Cadore, Pieve di Cadore, Vigo di
Cadore, Comelico Superiore, Danta di Cadore, S. Nicolò di Comelico, San Pietro
di Cadore, S. Stefano di Cadore, Ospitale di Cadore, Perarolo di Cadore,
Sappada.
Sistema turistico locale n. 2) – BELLUNO, FELTRE e ALPAGO
Comuni di: Chies d’Alpago, Farra d’Alpago, Pieve d’Alpago, Tambre d’Alpago,
Lentiai, Limana, Mel, Ponte nelle Alpi, Sedico, Sospirolo, Trichiana, Alano di
Piave, Arsiè, Cesio Maggiore, Feltre, Fonzaso, Lamon, Pedavena, Quero, Santa
Giustina Bellunese, San Gregorio nelle Alpi, Seren del Grappa, Sovramonte, Vas,
Castellavazzo, Soverzene, Longarone, Puos d’Alpago, Belluno.
Sistema turistico locale n. 3) – TREVISO
Comuni di: Altivole, Arcade, Asolo, Breda di Piave, Borso del Grappa, Caerano
San Marco, Cappella Maggiore, Carbonera, Casale sul Sile, Casier, Castelcucco,
Castelfranco Veneto, Castello di Godego, Cavaso del Tomba, Cessalto, Chiarano,
Cimadolmo, Cison di Valmarino, Codognè, Colle Umberto, Conegliano, Cordignano,
Cornuda, Crespano del Grappa, Crocetta del Montello, Farra di Soligo, Follina,
Fontanelle, Fonte, Fregona, Gaiarine, Giavera del Montello, Godega di
Sant’Urbano, Gorgo al Monticano, Istrana, Loria, Mansuè, Mareno di Piave, Maser,
Maserada sul Piave, Meduna di Livenza, Miane, Mogliano Veneto, Monastier di
Treviso, Monfumo, Montebelluna, Morgano, Moriago della Battaglia, Motta di
Livenza, Nervesa della Battaglia, Oderzo, Ormelle, Orsago, Paderno del Grappa,
Paese, Pederobba, Pieve di Soligo, Ponte di Piave, Ponzano Veneto, Portobuffolè,
Possagno, Povegliano, Preganziol, Quinto di Treviso, Refrontolo, Resana, Revine
Lago, Riese Pio X, Roncade, Salgareda, San Biagio di Callalta, San Fior, San
Pietro di Feletto, San Polo di Piave, Santa Lucia di Piave, San Vendemmiano, San
Zenone degli Ezzelini, Sarmede, Segusino, Sernaglia della Battaglia, Silea,
Spresiano, Susegana, Tarzo, Trevignano, Treviso, Valdobbiadene, Vazzola,
Vedelago, Vidor, Villorba, Vittorio Veneto, Volpago del Montello, Zenson di
Piave, Zero Branco.
Sistema turistico locale n. 4) – BIBIONE e CAORLE
Comuni di: Caorle, San Michele al Tagliamento, S. Stino di Livenza, Annone
Veneto, Cinto Caomaggiore, Gruaro, Teglio Veneto, Fossalta di Portogruaro,
Portogruaro, Pramaggiore, Concordia Sagittaria.
Sistema turistico locale n. 5) – JESOLO ed ERACLEA
Comuni di: Jesolo, Eraclea, S. Donà di Piave, Ceggia, Fossalta di Piave, Meolo,
Musile di Piave, Noventa di Piave, Torre di Mosto.
Sistema turistico locale n. 6) – VENEZIA
Comuni di: Venezia, Cavallino Treporti, Mira, Dolo, Fiesso d’Artico, Strà,
Vigonovo, Mirano, Campagna Lupia, Campolongo Magg., Camponogara, Fossò, Marcon,
Martellago, Noale, Pianiga, Quarto d’Altino, Salzano, S. Maria di Sala, Scorzè,
Spinea.
Sistema turistico locale n. 7) – CHIOGGIA
Comuni di: Chioggia, Cona, Cavarzere.
Sistema turistico locale n. 8) – PADOVA
Comuni di: Albignasego, Agna, Anguillara Veneta, Arre, Arzergrande, Bagnoli di
Sopra, Barbona, Boara Pisani, Borgoricco, Bovolenta, Brugine, Cadoneghe,
Campodarsego, Campodoro, Camposampiero, Campo San Martino, Candiana, Carceri,
Carmignano di Brenta, Cartura, Casale di Scodosia, Casalserugo, Castelbaldo,
Cittadella, Codevigo, Conselve, Corezzola, Curtarolo, Due Carrrare, Fontaniva,
Galliera Veneta, Gazzo, Grantorto, Granze, Legnaro, Limena, Loreggia, Maserà,
Masi, Massanzago, Megliadino San Fidenzo, Megliadino San Vitale, Merlara,
Mestrino, Montagnana, Noventa Padovana, Ospedaletto Euganeo, Padova, Pernumia,
Piacenza d’Adige, Piazzola sul Brenta, Piombino Dese, Piove di Sacco, Polverara,
Ponso, Pontelongo, Ponte San Nicolò, Pozzonovo, Rubano, Saccolongo, Saletto, San
Giorgio delle Pertiche, San Giorgio in Bosco, San Martino di Lupari, San Pietro
in Gu, San Pietro Viminario, Santa Giustina in Colle, Santa Margherita d’Adige,
Sant’Angelo di Piove di Sacco, Sant’Elena, Sant’Urbano, Saonara, Selvazzano
Dentro, Solesino, Stanghella, Terrassa Padovana, Tombolo, Trebaseleghe, Tribano,
Urbana, Veggiano, Vescovana, Vighizzolo d’Este, Vigodarzere, Vigonza, Villa del
Conte, Villa Estense, Villafranca Padovana, Villanova di Camposampiero.
Sistema turistico locale n. 9) – TERME EUGANEE
Comuni di: Abano Terme, Teolo, Torreglia, Arquà Petrarca, Battaglia Terme,
Galzignano Terme, Montegrotto Terme, Monselice, Baone, Este, Cinto Euganeo, Vo,
Lozzo Atestino, Rovolon, Cervarese S. Croce.
Sistema turistico locale n. 10) – VICENZA
Comuni di: Agugliaro, Albettone, Alonte, Altavilla Vicentina, Altissimo,
Arcugnano, Arsiero, Arzignano, Asigliano Veneto, Barbarano Vicentino, Bassano
del Grappa, Bolzano Vicentino, Breganze, Brendola, Bressanvido, Brogliano,
Caldogno, Caltrano, Calvene, Camisano Vicentino, Campiglia dei Berici,
Campolongo sul Brenta, Carrè, Cartigliano, Cassola, Castegnero, Castelgomberto,
Chiampo, Chiuppano, Cismon del Grappa, Cogollo del Cengio, Cornedo Vicentino,
Costabissara, Creazzo, Crespadore, Dueville, Fara Vicentino, Gambellara,
Gambugliano, Grancona, Grisignano di Zocco, Grumolo delle Abbadesse, Isola
Vicentina, Laghi, Lastebasse, Longare, Lonigo, Lugo di Vicenza, Malo, Marano
Vicentino, Marostica, Mason Vicentino, Molvena, Monte di Malo, Montebello
Vicentino, Montecchio Maggiore, Montecchio Precalcino, Montegalda,
Montegaldella, Monteviale, Monticello Conte Otto, Montorso Vicentino, Mossano,
Mussolente, Nanto, Nogarole Vicentino, Nove, Noventa Vicentina, Orgiano,
Pedemonte, Pianezze, Piovene Rocchette, Pojana Maggiore, Posina, Pove del
Grappa, Pozzoleone, Quinto Vicentino, Recoaro Terme, Romano d’Ezzelino, Rosà,
Rossano Veneto, Salcedo, Sandrigo, San Germano dei Berici, San Nazario, San
Pietro Mussolino, San Vito di Leguzzano, Santorso, Sarcedo, Sarego Schiavon,
Schio, Solagna, Sossano, Sovizzo, Tezze sul Brenta, Thiene, Tonezza del Cimone,
Torrebelvicino, Torri di Quartesolo, Trissino, Valdagno, Valdastico, Valli del
Pasubio, Valstagna, Velo d’Astico, Vicenza, Villaga, Villaverla, Zanè,
Zermeghedo, Zovencedo, Zugliano.
Sistema turistico locale n. 11) – ALTIPIANO DI ASIAGO
Comuni di: Asiago,Conco, Enego, Foza, Gallio, Lusiana, Roana, Rotzo.
Sistema turistico locale n. 12) – GARDA
Comuni di: Brenzone, Malcesine, S. Zeno di Montagna, Torri del Benaco, Affi,
Bardolino, Caprino Veronese, Cavaion Veronese, Costermano, Ferrara di Monte
Baldo, Garda, Castelnuovo del Garda, Lazise, Peschiera del Garda, Valeggio sul
Mincio, Pastrengo, Rivoli Veronese, Bussolengo, Brentino Belluno
Sistema turistico locale n. 13) – VERONA
Comuni di: Albaredo d’Adige, Angiari, Arcole, Badia Calavena, Belfiore,
Bevilacq,ua, Bonavigo, Boschi Sant’Anna, Bosco Chiesanuova, Bovolone,
Buttapietra, Caldiero, Casaleone, Castagnaro, Castel d’Azzano, Cazzano di
Tramigna, Cerea, Cerro Veronese, Cologna Veneta, Colognola ai Colli,
Concamarise, Dolcè, Erbè, Erbezzo, Fumane, Gazzo Veronese, Grezzana, Illasi,
Isola della Scala, Isola Rizza, Lavagno, Legnago, Marano di Valpolicella,
Mezzane di Sotto, Minerbe, Montecchia di Crosara, Monteforte d’Alpone,
Mozzecane, Negrar, Nogara, Nogarole Rocca, Oppeano, Palù, Pescantina, Povegliano
Veronese, Pressana, Roncà, Ronco all’Adige, Roverchiara, Roveredo di Guà, Roverè
Veronese, Salizzole, San Bonifacio, San Giovanni Ilarione, San Giovanni
Lupatoto, Sanguinetto, San Martino Buon Albergo, San Ilarione, San Giovanni
Lupatoto, Sanguinetto, San Martino Buon Albergo, San Mauro di Saline, San Pietro
di Morubbio, San Pietro in Cariano, Sant’Ambrogio di Valpolicella, Sant’Anna
d’Alfaedo, Selva di Progno, Soave, Sant’Ambrogio di Valpolicella, Sant’Anna
d’Alfaedo, Selva di Progno, Soave, Sommacampagna, Sona, Sorgà, Terrazzo,
Tregnago, Trevenzuolo, Velo Veronese, Verona, Veronella, Vestenanova, Vigasio,
Villa Bartolomea, Villafranca di Verona, Zevio, Zimella.
Sistema turistico locale n. 14) – ROVIGO
Comuni di: Adria, Ariano Polesine, Arquà Polesine, Badia Polesine, Bagnolo di
Po, Bergantino, Bosaro, Calto, Canaro, Canda, Castelguglielmo, Castelmassa,
Castelnovo Bariano, Ceneselli, Ceregnano, Corbola, Costa di Fratta Polesine,
Gaiba, Gavello, Giacciano con Baruchella, Guarda Veneta, Lendinara, Loreo,
Lusia, Melara, Occhiobello, Papozze, Pettorazza Grimani Pincara, Polesella,
Pontecchio Polesine, Porto Tolle, Porto Viro, Rosolina, Rovigo, Salara, San
Bellino, San Martino di Venezze, Stienta, Taglio di Po, Trecenta, Villadose,
Villamarzana, Villanova del Ghebbo, Villanova Marchesana.
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Allegato B
Standard tipici degli esercizi di classe internazionale
a) boutique;
b) gioielleria e orologeria;
c) tabaccheria;
d) negozi per oggettistica e souvenir;
e) negozi di lingeria;
f) parrucchiere per donna e/o uomo;
g) negozi di calzature;
h) prodotti tipici locali;
i) sala mostre e sfilate;
l) sala telecomunicazioni (telex, telefax, telefono);
m) farmacia;
n) servizio interno di baby sitting;
o) sala giochi bimbi;
p) casinò;
q) night club;
r) palestra;
s) solarium;
t) estetica;
u) bancomat.
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Allegato C
Requisiti obbligatori per alberghi e motel
REQUISITI OBBLIGATORI PER ALBERGHI E MOTEL STELLE
1 2 3 4 5
1.00 PRESTAZIONE DI SERVIZIO

1.01 SERVIZI DI RICEVIMENTO E PORTINERIA – INFORMAZIONI
1.01.01 Assicurato 16/24 ore con almeno una unità addetta in via esclusiva
per X
ciascun servizio
1.01.02 Assicurato 16/24 ore con almeno una unità addetta in via esclusiva
X
1.01.03 Assicurato 16/24 ore con un addetto X
1.01.04 Assicurato 12/24 ore da un addetto X X

1.02 SERVIZIO CUSTODIA VALORI
1.02.01 Cassetta di sicurezza in tutte le camere/suite/Junior suite/unità
abitative X
1.02.02 in cassaforte dell’albergo e in cassette di sicurezza singole
almeno nel X
50% delle camere
1.02.03 in cassaforte dell’albergo X

1.03 SERVIZIO DI NOTTE
1.03.01 Portiere di notte e servizio di ricevimento notturno X
1.03.02 Portiere di notte X
1.03.03 Addetto disponibile a chiamata X X X

1.04 ACCOGLIMENTO E TRASPORTO INTERNO DEI BAGAGLI
1.04.01 Assicurato 24/24 ore con un addetto in via esclusiva X
1.04.02 Assicurato 16/24 ore con un addetto X
1.04.03 Assicurato 12/24 ore con un addetto X

1.05 SERVIZIO DI PRIMA COLAZIONE
1.05.01 in sala apposita e/o ristorante X X
1.05.02 in sale comuni destinate anche ad altri usi X X
1.05.03 a richiesta del cliente, anche nelle camere/suite/junior
suite/unità abitative X X X

1.06 SERVIZIO DI BAR NEL LOCALE OVE È UBICATO IL BANCO
1.06.01 Assicurato 14/24 ore a cura del personale addetto X X
1.06.02 Assicurato 12/24 ore X X X

1.07 SERVIZIO DI BAR NEI LOCALI COMUNI
1.07.01 Assicurato 16/24 ore a cura del personale addetto X X
1.07.02 Assicurato 12/24 ore a cura del personale addetto X

1.08 SERVIZIO DI BAR NELLE CAMERE/SUITE/JUNIOR SUITE/UNITÀ
ABITATIVE
1.08.01 Assicurato 24/24 ore a cura di una unità addetta X
1.08.02 Assicurato 16/24 ore a cura di una unità addetta X
1.08.03 Assicurato 12/24 ore X

1.09 FRIGO – BAR IN TUTTE LE CAMERE/SUITE/JUNIOR SUITE/UNITÀ
ABITATIVE
1.09.01 frigo bar in tutte le camere/suite/junior suite/unità abitative
X X

1.10 DIVISE
1.10.01 per il personale X X
1.10.02 per gli addetti al ricevimento bar, ristorante, camere X X

1.11 LINGUE ESTERE CORRENTEMENTE PARLATE
1.11.01 dal gestore o direttore (alberghi 5/4 stelle: 2 lingue; alberghi 3
stelle: 1 lingua) X X X
1.11.02 dal personale di ricevimento portineria e informazioni (alberghi 5
stelle: 3 X X X
lingue; alberghi 4 stelle: 2 lingue; albergo 3 stelle: 1 lingua)
1.12 CAMBIO BIANCHERIA
1.12.01 Lenzuola e federe: tutti i giorni X X
1.12.02 Lenzuola e federe: ad ogni cambio di cliente ed almeno tre volte
la settimana X
1.12.03 Lenzuola e federe: ad ogni cambio di cliente ed almeno due volte
la settimana X X
1.12.04 Asciugamani nelle camere o nei bagni: tutti i giorni X X X
1.12.05 Asciugamani nelle camere o nei bagni: ad ogni cambio di cliente ed
almeno tre X X
volte la settimana

1.13 ACCESSORI DEI LOCALI – BAGNO PRIVATI: (1 = vedi nota in calce)
1.13.01 Cestino rifiuti X X X X X
1.13.02 un asciugamano e una salvietta per persona X X X X X
1.13.03 un accappatoio da bagno o telo a persona X X X X X
1.13.04 carta igienica, sacchetti igienici e saponetta X X X X X
1.13.05 Sgabello X X X X X
1.13.06 Asciugacapelli X X
1.13.07 Materiale per pulizia scarpe (in assenza di apparecchi automatici)
X X X

1.14 ACCESSORI NELLE CAMERE/SUITE/JUNIOR SUITE/UNITÀ
ABITATIVE
1.14.01 Documentazione sull’albergo X X
1.14.02 Necessario per scrivere X X X

1.15 LAVATURA E STIRATURA BIANCHERIA
1.15.01 resa entro le 24 ore X X

1.16 PULIZIA NELLE CAMERE/SUITE/JUNIOR SUITE/UNITÀ ABITATIVE
1.16.01 una volta al giorno con riassetto pomeridiano X X
1.16.02 una volta al giorno X X X

2.00 DOTAZIONI, IMPIANTI E ATTREZZATURE
2.01 REQUISITI MINIMI
2.01.01 un lavabo con acqua corrente calda e fredda per ogni camera, ove
non sussista X X X X X
bagno privato
2.01.02 un locale bagno completo ogni dieci posti letto non serviti da un
locale bagno X X X X X
privato
2.01.03 presenza di un locale bagno comune completo per l’intera struttura
X X X X X
2.02 NUMERO LOCALI – BAGNO PRIVATI IN PERCENTUALE RISPETTO AL
NUMERO DELLE CAMERE/SUITE/JUNIOR SUITE/ UNITÀ ABITATIVE
(2 = vedi nota in calce)

2.02.01 cento per cento X X
2.02.02 Ottanta per cento X
2.02.03 Cinquanta per cento X

2.03 CHIAMATA DI ALLARME IN TUTTI I BAGNI (PRIVATI E COMUNI)
2.03.01 Chiamata di allarme in tutti i bagni (privati e comuni) X X X X X

2.04 RISCALDAMENTO (3 = vedi nota in calce)
2.04.01 in tutto l’esercizio X X X X X

2.05 ARIA CONDIZIONATA O IMPIANTI DI CLIMATIZZAZIONE (4 = vedi
nota in calce)
2.05.01 in tutto l’esercizio e regolabile dal cliente nelle
camere/suite/junior suite/unità X X
abitative

2.06 ASCENSORE O SERVIZIO DI MONTACARICHI (5 = vedi nota in calce)
2.06.01 Ascensore o servizio di montacarichi (3 = vedi nota in calce) X
X

2.07 ASCENSORE PER CLIENTI (5 = vedi nota in calce)
2.07.01 Qualunque sia il numero dei piani X X
2.07.02 per esercizi con locali oltre i primi due piani (escluso il piano
della reception) X X

2.08 ATTREZZATURE DELLE CAMERE/SUITE/JUNIOR SUITE/UNITÀ
ABITATIVE
2.08.01 letto/i, illuminazione generale, tavolino, armadio, comodino e
sedia X X X X X
2.08.02 Lampade o applique da comodino X X X X X
2.08.03 Impianto di illuminazione adeguato per leggere o scrivere X X X X

2.08.04 Posabagagli X X X X
2.08.05 Poltrona X X

2.09 TELEVISIONE
2.09.01 TV a colori in tutte le camere/suite/junior suite/unità abitative
X X
2.09.02 cavo TV in tutte le camere/suite/junior suite/unità abitative e
fornitura gratuita X
apparecchio su richiesta per almeno il 50% delle camere/suite/junior
suite/unità
abitative
2.09.03 TV a colori ad uso comune X X X
2.09.04 Antenna satellitare X

2.10 RADIO
2.10.01 in tutte le camere/suite/junior suite/unità abitative X X

2.11 CHIAMATA PER IL PERSONALE
2.11.01 Chiamata telefonica diretta X X X
2.11.02 Chiamata con citofono X X

2.12 TELEFONO NELLE CAMERE/SUITE/JUNIOR SUITE/UNITÀ ABITATIVE
2.12.01 Abilitato alla chiamata esterna diretta X X X
2.12.02 non abilitato alla chiamata esterna diretta X

2.13 LINEE TELEFONICHE ESTERNE
2.13.01 due linee telefoniche con apparecchio ad uso comune X
2.13.02 una linea telefonica con apparecchio per uso comune X X X X

2.14 TELEX E/O TELEFAX
2.14.01 telex e/o fax con linea dedicata X X
2.14.02 telex e/o fax X

2.15 AREE AD USO COMUNE
2.15.01 una o più aree ad uso comune di superficie complessiva non
inferiore a mq. 15 X
che può coincidere con la sala ristorante o piccola colazione
2.15.02 di superficie complessiva a mq. 2 per ognuno dei primi venti posti
letto, mq. X
0,75 per ognuno degli ulteriori posti letto fino al quarantesimo posto
letto e di
mq. 0,50 per ogni posto letto oltre il quarantesimo posto letto, che
possono
coincidere con la sala ristorante o piccola colazione
2.15.03 come 2.15.02, maggiorata del quindici per cento X
2.15.04 come 2.15.02, maggiorata del venticinque per cento X
2.15.05 come 2.15.02, maggiorata del cinquanta per cento X

2.16 SERVIZIO RISTORANTE
2.16.01 in locale apposito X

2.17 BAR
2.17.01 in locale apposito [*] X X
2.17.02 in locale comune X
2.17.03 Mobile bar in locale comune X

2.18 SALA RISERVATA PER RIUNIONI
2.18.01 sala riservata per riunioni X X

2.19 INGRESSO PROTETTO DA PORTICO O PENSILINA (5 = vedi nota in
calce)
2.19.01 Ingresso protetto da portico o pensilina X

2.20 INGRESSO SEPARATO PER BAGAGLI (6 = vedi nota in calce)
2.20.01 Ingresso separato per bagagli X X
2.21 LOCALE DI SERVIZIO AI PIANI CON EVENTUALE BAGNO COMUNE
2.21.01 locale di servizio ai piani X X

2.22 SERVIZIO DI PARCHEGGIO RISERVATO/GARAGE
2.22.01 Servizio di parcheggio custodito X
2.22.02 Servizio di parcheggio riservato per almeno il 50% delle
camere/suite/junior X
suite/unità abitative

3.00 QUALITÀ E STATO DI CONSERVAZIONE

3.01 SILENZIOSITÀ
3.01.01 Insonorizzazione di tutte le camere/suite/junior suite/unità
abitative X

3.02 QUALITÀ E STATO DI CONSERVAZIONE
3.02.01 Camere (dotazione da letto, arredi, tendaggi, pavimentazione e
tappeti, pareti,
illuminazione)
Ottimo X X
Buono X
Soddisfacente/decoroso X X

3.02.02 bagni (pareti, pavimenti, arredi, sanitari, rubinetteria)
Ottimo X X
Buono X
Soddisfacente/decoroso X X

3.02.03 sale soggiorno e altri locali comuni (arredi, pavimentazione,
tappeti, pareti,
tendaggi, illuminazione)
Ottimo X X
Buono X
Soddisfacente/decoroso X X

3.02.04 Aspetto esterno (facciata, balconi, serramenti e infissi)
Ottimo X X
Buono X
Soddisfacente/decoroso X X

[*] Detto locale non deve essere obbligatoriamente delimitato da pareti in
muratura ma può essere un’isola delimitata da piante o pannelli mobili,
destinata all’utilizzo esclusivo di bar.
NOTE
[1] Le camere senza bagno privato devono avere i requisiti di cui ai punti:
1.13.01 – 1.13.02 – 1.13.04 – 1.13.05;
[2] per locale bagno completo si intende quello dotato di lavabo, vaso
all’inglese, vasca da bagno o doccia e bidet;
[3] requisito non obbligatorio per strutture ricettive con sola apertura estiva.
In tali strutture, qualora temporaneamente aperte in stagione non estiva, il
riscaldamento deve essere comunque assicurato in tutte le aree dell’esercizio
effettivamente utilizzate.
[4] requisito non obbligatorio per strutture ricettive in località montane;
[5] tale requisito è obbligatorio per le nuove costruzioni; per gli immobili
esistenti l’obbligo sussiste se tecnicamente realizzabile e ove consentito dalle
normative vigenti;
[6] requisito obbligatorio per le nuove costruzioni; per le strutture esistenti
è obbligatorio solo qualora non esistano vincoli urbanistici, architettonici o
ambientali.
————————

Allegato D
Requisiti obbligatori per villaggi albergo e residenze turistico – alberghiere
REQUISITI OBBLIGATORI PER VILLAGGI – ALBERGO E RESIDENZE STELLE
TURISTICO – ALBERGHIERE
2 3 4
1.00 PRESTAZIONE DI SERVIZI

1.01 SERVIZI DI RICEVIMENTO E DI PORTINERIA – INFORMAZIONI
1.01.01 Assicurati 16/24 ore da personale addetto X
1.01.02 Assicurati 14/24 ore da personale addetto X
1.01.03 Assicurati 12/24 ore X

1.02 SERVIZIO DI CUSTODIA VALORI
1.02.01 Cassette di sicurezza nelle unità abitative o cassaforte nella
residenza turistica X
alberghiera
1.02.02 Servizio custodia valori X

1.03 SERVIZIO DI NOTTE
1.03.01 Addetto al servizio di notte X
1.03.02 Addetto disponibile a chiamata X X

1.04 ACCOGLIMENTO E TRASPORTO INTERNO DEI BAGAGLI
1.04.01 Assicurato 12/24 ore X
1.04.02 Assicurato 8/24 ore X

1.05 SERVIZIO PRIMA COLAZIONE
1.05.01 in sala apposita e/o ristorante X
1.05.02 in sale comuni destinate anche ad altri usi X X
1.05.03 a richiesta del cliente anche nelle unità abitative X X

1.06 SERVIZIO DI BAR IN LOCALE COMUNE O NELLE UNITÀ ABITATIVE
1.06.01 Assicurato 14/24 ore X
1.06.02 Assicurato 12/24 ore X

1.07 DIVISE
1.07.01 per il personale X X
1.07.02 per gli addetti al ricevimento, bar, ristorante, camere X

1.08 LINGUE STRANIERE CORRENTEMENTE PARLATE
1.08.01 dal gestore e direttore (residenze a 4 stelle: 2 lingue – a 2
stelle: 1 lingua) X X
1.08.02 dal personale di ricevimento portineria e informazioni (residenze
a 4 stelle: 3 lingue X X X
– a 3 stelle: 2 lingue – a 1 stella: 1 lingua)

1.09 CAMBIO DI BIANCHERIA
1.09.01 Lenzuola e federe: tutti i giorni X
1.09.02 Lenzuola e federe: ad ogni cambio di cliente ed almeno 3 volte la
settimana X
1.09.03 Lenzuola e federe: ogni cambio di cliente ed almeno 2 volte la
settimana X
1.09.04 Asciugamani nelle camere e nei bagni: tutti i giorni X
1.09.05 Asciugamani nelle camere e nei bagni: ad ogni cambio di cliente ed
almeno tre X X
volte la settimana

1.10 ACCESSORI NELLE UNITÀ ABITATIVE
1.10.01 Documentazione sulla residenza e necessario per scrivere X X

1.11 SERVIZIO DI LAVATURA E STIRERIA BIANCHERIA DEGLI OSPITI
1.11.01 Assicurato nelle 24 ore X

1.12 PULIZIA NELLE UNITÀ ABITATIVE
1.12.01 una volta al giorno X X X

2.00 DOTAZIONI IMPIANTI ATTREZZATURE

2.01 COMPOSIZIONE DELLE UNITÀ ABITATIVE
2.01.01 100% delle unità con vani distinti cucina –
soggiorno/pernottamento X
2.01.02 Almeno 50% delle unità con vani distinti cucina –
soggiorno/pernottamento X
2.01.03 100% delle unità monolocali attrezzati cucina – soggiorno –
pernottamento X

2.02 CHIAMATA DI ALLARME IN TUTTI I BAGNI X X X

2.03 RISCALDAMENTO (1 = vedi nota in calce)
2.03.01 in tutto l’esercizio X X X

2.04 ARIA CONDIZIONATA O IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE (2 =vedi nota in
calce)
2.04.01 Regolabile dal cliente nelle unità abitative X
2.04.02 non regolabile dal cliente nelle unità abitative X

2.05 ASCENSORE O SERVIZIO DI MONTACARICHI
2.05.01 Ascensore o servizio di montacarichi X

2.06 ASCENSORE PER CLIENTI (3 = vedi nota in calce)
2.06.01 Qualunque sia il numero dei piani X
2.06.02 per esercizi con locali oltre i primi due piani (escluso il piano
reception) X X

2.07 TELEVISIONE
2.07.01 TV a colori in tutte le unità abitative X X
2.07.02 TV a colori ad uso comune X

2.08 RADIO
2.08.01 in tutte le unità abitative X X

2.09 CHIAMATA PER IL PERSONALE
2.09.01 Chiamata telefonica diretta X X
2.09.02 Chiamata con citofono X

2.10 LINEE TELEFONICHE ESTERNE
2.10.01 due linee telefoniche con apparecchio ad uso comune X
2.10.02 una linea telefonica ad uso comune X X

2.11 TELEX O TELEFAX
2.11.01 telex o telefax con linea dedicata X
2.11.02 telex o telefax X

2.12 AREA USO COMUNE
2.12.01 una sala per uso comune (che può coincidere con il ristorante o il
bar) X
2.12.02 una sala di uso comune di superficie complessiva (esclusa
l’eventuale sala ristorante X
o il bar qualora le somministrazioni vengano effettuate anche alla
clientela di
passaggio) non inferiore a mq. 4 per ognuna delle prime 10 unità
abitative, mq. 1
per ognuna delle ulteriori unità fino alla ventesima e di mq. 0,5 per
ogni unità oltre
la ventesima
2.12.03 come 2.12.02 maggiorata del 10% X
2.13 BAR
2.13.01 in locale apposito X
2.13.02 in locale comune X
2.13.03 Mobile bar in locale comune X
2.14 POSTO AUTO
2.14.01 Assicurato e custodito per ciascuna unità abitativa X
2.14.02 Assicurato per ciascuna unità abitativa X

3.00 DOTAZIONI MINIME DELLE UNITÀ ABITATIVE

3.01 DOTAZIONI PER IL SOGGIORNO ED IL PERNOTTAMENTO
3.01.01 letti e coperte pari al numero delle persone ospitabili X X X
3.01.02 Armadio, cassetti, grucce, comodini o ripiani, illuminazione,
lampade o applique X X X
3.01.03 tavolo per la consumazione dei pasti con sedie pari al numero dei
posti letto X X X
3.01.04 Poltrone o divani nel soggiorno con posti pari al numero delle
persone ospitabili X
3.01.05 Poltrone o divano nel soggiorno X

3.02 DOTAZIONI PER LA PREPARAZIONE DEI CIBI
3.02.01 Cucina con due fuochi o piastre e relativa alimentazione X X X
3.02.02 Frigorifero X X X
3.02.03 Lavello con scolapiatti X X X
3.02.04 per ciascuna persona ospitabile X X X
• 2 coltelli
• 2 forchette
• 2 cucchiai
• 2 piatti piani
• 1 piatto fondo
• 2 bicchieri
• 1 tazza
• 1 tazzina
3.02.05 per ciascuna unità abitativa X X X
• 1 batteria da cucina
• 2 coltelli da cucina
• 1 zuccheriera
• 1 caffettiera
• 1 scolapasta
• 1 mestolo
• 1 insalatiera
• 1 grattugia
• 1 spremiagrumi
• 1 apribottiglie/cavatappi
• 1 bricco per il latte
• 1 pattumiera con sacchetti di plastica
3.02.06 Cucina con forno (anche a microonde) X
3.02.07 Tovaglia, tovaglioli e canovacci da cucina X X X

3.03 DOTAZIONI BAGNO
3.03.01 Lavandino, doccia o vasca, tazza, bidet X X X
3.03.02 Saponetta X X X
3.03.03 telo da bagno per persona X X X
3.03.04 Asciugamano per persona X X X
3.03.05 Salvietta per persona X X X
3.03.06 carta igienica con riserva X X X
3.03.07 Sacchetti igienici X X X
3.03.08 Cestino rifiuti X X X
3.03.09 Specchio e contigua presa per energia elettrica X X X
3.03.10 Mensola X X X
3.03.11 Scopettino X X X
3.03.12 Asciugacapelli X X
3.03.13 Bagnoschiuma X X

4.00 DOTAZIONI GENERALI DELLE UNITÀ ABITATIVE

4.01.01 Impianto di erogazione acqua calda e fredda X X X
4.01.02 Scopa, paletta, secchio, straccio per pavimenti X X X
4.01.03 Antenna satellitare X

5.00 PRESTAZIONE DI SERVIZI

5.01 ASSISTENZA DI MANUTENZIONE DELLE UNITÀ ABITATIVE E DI X X X
RIPARAZIONE E SOSTITUZIONE DI ARREDI E DOTAZIONI.

6.00 QUALITÀ E STATO DI CONSERVAZIONE

6.01 SILENZIOSITÀ
6.01.01 Insonorizzazione di tutte le camere o unità abitative X
6.02 QUALITÀ E STATO DI CONSERVAZIONE
6.02.01 Camere (dotazione da letto, arredi, tendaggi, pavimentazione e
tappeti, pareti,
illuminazione)
Ottimo X
Buono X
Soddisfacente/decoroso X
6.02.02 bagni (pareti, pavimenti, arredi, sanitari, rubinetteria)
Ottimo X
Buono X
Soddisfacente/decoroso X
6.02.03 sale soggiorno e altri locali comuni (arredi, pavimentazione,
tappeti, tendaggi
illuminazione)
Ottimo X
Buono X
Soddisfacente/decoroso X
6.03 ASPETTO ESTERNO
Ottimo X
Buono X
Soddisfacente/decoroso X

NOTE
[1] requisito non obbligatorio per strutture ricettive con sala apertura estiva.
In tali strutture, qualora temporaneamente aperte in stagione non estiva, il
riscaldamento deve essere comunque assicurato in tutte le aree dell’esercizio
effettivamente utilizzate;
[2] requisito non obbligatorio per strutture ricettive in località montane;
[3] tale requisito è obbligatorio per le nuove costruzioni; per gli immobili
esistenti l’obbligo sussiste se tecnicamente realizzabile e ove consentito dalle
normative vigenti.
————————

Allegato E
Superfici minime delle unità abitative, delle suite e delle junior suite in
alberghi, motel, villaggi – albergo e residenze turistico-alberghiere.
SUPERFICI MINIME DELLE UNITÀ ABITATIVE
(esclusi i bagni)
Composizione (uno o più locali)

(1 – 2 – 3 stelle) (4 – 5 stelle)
UNITÀ ABITATIVE A UN LETTO mq. 10 mq. 12
UNITÀ ABITATIVE A DUE LETTI mq. 16 mq. 18
UNITÀ ABITATIVE A TRE LETTI mq. 22 mq. 24
UNITÀ ABITATIVE A QUATTRO LETTI mq. 28 mq. 30


SUPERFICI MINIME DELLE SUITE
(esclusi i bagni)
Composizione (due o più locali)

SUITE A UN LETTO mq. 16
SUITE A DUE LETTI mq. 25
SUITE A TRE LETTI mq. 32
SUITE A QUATTRO LETTI mq. 40


SUPERFICI MINIME DELLE JUNIOR SUITE
(esclusi i bagni)
Composizione (un locale)

JUNIOR SUITE A UN LETTO mq. 12
JUNIOR SUITE A DUE LETTI mq. 18

————————

Allegato F
Servizi/requisti minimi degli esercizi di affittacamere ed attività ricettive in
esercizi di ristorazione, delle attività ricettive a conduzione familiare – bed
& breakfast, delle unità abitative ammobiliate ad uso turistico, delle strutture
ricettive – residence, delle residenze rurali.
Parte I – ESERCIZI DI AFFITTACAMERE ED ATTIVITÀ RICETTIVE IN ESERCIZI DI
RISTORAZIONE
a) Servizi minimi:
1) pulizia quotidiana dei locali;
2) fornitura e cambio della biancheria, ivi compresa quella per il bagno, ad
ogni cambio di cliente e comunque almeno due volte alla settimana;
3) fornitura di energia elettrica, acqua calda e fredda e, ove necessario, il
riscaldamento.
b) Requisiti minimi ai fini della classificazione:
1) un lavabo con acqua calda e fredda per ogni camera, qualora non sia fornita
di bagno privato;
2) un locale bagno completo, qualora tutte le camere non siano fornite di bagno
privato, con un minimo di uno per appartamento.
Parte II – ATTIVITÀ RICETTIVE A CONDUZIONE FAMILIARE – BED & BREAKFAST.
Servizi minimi:
a) un servizio di bagno anche coincidente con quello dell’abitazione;
b) pulizia quotidiana dei locali;
c) fornitura e cambio della biancheria, compresa quella da bagno, ad ogni cambio
di cliente e comunque due volte alla settimana;
d) fornitura di energia elettrica, acqua calda e fredda e, ove necessario, il
riscaldamento;
e) cibi e bevande confezionate per la prima colazione, senza alcun tipo di
manipolazione.
Parte III – UNITÀ ABITATIVE AMMOBILIATE AD USO TURISTICO
Servizi minimi:
a) fornitura di energia elettrica, acqua calda e fredda, gas e il riscaldamento,
ove necessario;
b) servizio di accoglienza e recapito per gli ospiti;
c) assistenza di manutenzione delle unità abitative e di riparazione e
sostituzione di arredi, corredi e dotazioni deteriorati.
Le unità abitative ammobiliate ad uso turistico possono fornire:
a) la pulizia delle unità abitative ad ogni cambio di cliente e durante la sua
permanenza;
b) la fornitura di biancheria pulita, ivi compresa quella del bagno, ad ogni
cambio del cliente ed a richiesta.
In tali casi detti servizi devono essere inclusi nei prezzi comunicati.
Parte IV – STRUTTURE RICETTIVE – RESIDENCE
Servizi minimi:
a) fornitura di energia elettrica, acqua calda e fredda, gas e il riscaldamento
ove necessario;
b) accoglienza e recapito degli ospiti;
c) portierato;
d) assistenza di manutenzione delle unità abitative e di riparazione e
sostituzione di arredi, corredi e dotazioni deteriorati;
e) pulizia dei locali a ogni cambio di cliente.
Parte V – RESIDENZE RURALI
a) Servizi minimi:
1) fornitura e cambio di biancheria, ivi compresa quella per il bagno, ad ogni
cambio di cliente ed almeno due volte alla settimana;
2) pulizia quotidiana dei locali;
3) fornitura di energia elettrica, acqua calda e fredda e riscaldamento, ove
necessario;
4) servizio di prima colazione.
b) Requisiti ai fini della classificazione:
1) capacità ricettiva non superiore a sei camere;
2) un lavabo con acqua calda e fredda per ogni camera, ove non sussista il bagno
privato;
3) un locale bagno comune completo, ove non ci siano tutte le camere con bagno
privato, con un minimo di uno per tutto l’esercizio;
4) servizio di ristorazione aperto anche al pubblico con un massimo di 30 posti.

————————

Allegato G
Requisiti/servizi minimi delle case per ferie, degli ostelli per la gioventù,
delle case religiose di ospitalità, dei rifugi escursionistici e dei rifugi
alpini.
CASE PER FERIE – OSTELLI PER LA GIOVENTÙ – CASE RELIGIOSE DI OSPITALITÀ – RIFUGI
ESCURSIONISTICI E RIFUGI ALPINI
a) Requisiti minimi per case per ferie, ostelli per la gioventù e case religiose
di ospitalità:
1) accesso indipendente;
2) cucina [1];
3) sala da pranzo;
4) locale soggiorno, con superficie complessiva non inferiore a mq. 0,50 per
ogni posto – letto;
5) adeguati servizi igienici e comunque non inferiori a due w.c. a uso dei
locali comuni;
6) un w.c. ogni 8 posti letto, con un minimo di un wc per piano [2];
7) un lavabo ogni 6 posti letto con un minimo di due lavabi per piano [2];
8) una doccia ogni 12 posti letto, con un minimo di una doccia per piano [2];
9) adeguato arredamento delle camere comprendente al minimo un letto, una sedia
e uno scomparto armadio per persona oltre al tavolino e al cestino rifiuti per
ciascuna camera;
10) telefono a uso degli ospiti;
11) cassetta di pronto soccorso come da indicazione dell’autorità sanitaria.
b) Servizi minimi per case per ferie, ostelli per la gioventù e case religiose
di ospitalità:
1) pulizia quotidiana dei locali;
2) fornitura e cambio della biancheria, ivi compresa quella per il bagno, ad
ogni cambio di cliente e comunque almeno una volta alla settimana;
3) fornitura di energia elettrica, acqua calda e fredda e, ove necessario, il
riscaldamento.
c) Requisiti minimi per i rifugi escursionistici e i rifugi alpini:
I rifugi escursionistici e i rifugi alpini devono essere attrezzati con distinti
locali per il ricovero, la sosta, il ristoro e il pernottamento e in particolare
devono disporre:
1) di locali riservati all’alloggiamento del gestore – custode;
2) di cucina o di idonea attrezzatura per la preparazione comune dei pasti
utilizzabile esclusivamente dal gestore – custode;
3) di spazio attrezzato utilizzabile per il consumo di alimenti e bevande;
4) di spazi destinati al pernottamento, attrezzati con letti o cuccette anche
sovrapposte del tipo "a castello";
5) di servizi igienico – sanitari indispensabili e proporzionati, per quanto
tecnicamente realizzabile, alle capacità ricettive, con un minimo di un gruppo
per ciascuno dei piani abitabili;
6) di impianto autonomo di chiarificazione e smaltimento delle acque reflue;
7) di posto telefonico o, nel caso di impossibilità di allaccio, di
apparecchiature di radio – telefono o similare;
8) di adeguato numero di apparecchi estintori, di tipo omologato e costantemente
controllato, convenientemente distribuiti nei vari locali;
9) di una lampada esterna che dovrà essere sempre accesa dal tramonto all’alba;
10) di una cassetta di pronto soccorso e medicazione convenientemente dotata e
costantemente aggiornata nonché di una barella di soccorso e, in caso di
apertura invernale, di pale e sonde per valanga;
11) di adeguato spazio per la custodia dei materiali e degli attrezzi del
soccorso alpino;
12) di piazzola nelle vicinanze idonea all’atterraggio di elicotteri del
Soccorso alpino.
[1] requisito non obbligatorio per le tipologie: ostelli per la gioventù e case
religiose di ospitalità
[2] nel rispetto del rapporto con i posti – letto non si computano quelli in
camere con servizi privati. Qualora al piano ci siano solo camere con servizi
privati non necessita il bagno al piano.
————————

Allegato H
Documentazione da presentare per la richiesta di classificazione delle strutture
ricettive.
Strutture ricettive alberghiere
La domanda di classificazione è presentata alla provincia, corredata della
seguente documentazione:
a) certificato di agibilità;
b) autorizzazione prescritta dalle leggi sanitarie vigenti, con indicazione del
numero di letti autorizzati per ciascuna camera, suite, junior suite e unità
abitativa;
c) relazione tecnico descrittiva sulla tipologia e qualità dei servizi offerti,
sulle dotazioni degli impianti, arredi e attrezzature e sul personale;
d) planimetrie, prospetti e sezioni quotate del complesso in scala 1:100;
e) denuncia dell’attrezzatura su modulo predisposto e fornito dalle province in
conformità al modello regionale.
Affittacamere, attività ricettiva in esercizi di ristorazione, attività
ricettive in residenze rurali, case per ferie, ostelli per la gioventù, case
religiose di ospitalità, centri soggiorno studi:
a) autorizzazione prescritta dalle leggi sanitarie vigenti, con indicazione del
numero di letti autorizzati per ciascuna camera o camerata;
b) denuncia delle attrezzature e dei servizi, su modulo predisposto e fornito
dalle province conforme al modello regionale;
c) planimetrie in scala 1:100 con evidenziate le camere e i servizi igienico –
sanitari a disposizione degli ospiti.
Unità abitative ammobiliate ad uso turistico, strutture ricettive residence:
a) denuncia delle attrezzature e dei servizi, su modulo predisposto e fornito
dalle province conforme al modello regionale;
b) planimetrie in scala 1:100.
Rifugi escursionistici
Una relazione tecnico – descrittiva dalla quale risultino l’ubicazione, la
altitudine della località e le vie d’accesso nonché le caratteristiche
tipologiche, i requisiti tecnici e le dotazioni delle strutture. La relazione
deve essere corredata da una corografia in scala 1:50.000, dalla pianta dei vari
piani e da almeno una sezione dell’immobile
Rifugi alpini
a) corografia della zona in scala 1:25.000, con l’indicazione dell’ubicazione
del rifugio;
b) relazione tecnica da cui risultino i criteri costruttivi del rifugio e le
caratteristiche tipologiche.
Complessi ricettivi all’aperto
La domanda di classificazione è presentata alla provincia e deve indicare:
a) le generalità del richiedente;
b) l’ubicazione, la tipologia del complesso e l’insegna;
c) la classificazione e la capacità ricettiva massima che s’intende conseguire.
La domanda di classificazione è corredata dalla seguente documentazione:
a) rilievo planimetrico dell’intero impianto, in scala sufficiente da
individuare tutte le caratteristiche distributive interne, i vari servizi, le
zone e le tipologie degli allestimenti per il pernottamento ed il soggiorno, la
viabilità e le altre dotazioni di varia natura;
b) modulo di comunicazione delle attrezzature e servizi predisposto e fornito
dalla provincia su modello regionale
————————

Allegato I
Dati del cartellino da esporre nelle strutture ricettive alberghiere, negli
esercizi di affittacamere ed attività ricettive in esercizi di ristorazione,
nelle attività ricettive a conduzione familiare – bed & breakfast, nelle unità
abitative ammobiliate ad uso turistico, nelle strutture ricettive – residence,
nelle residenze rurali.
Parte I – Strutture ricettive alberghiere: dati del cartellino da esporre nelle
camere, suite, junior suite ed unità abitative
a) la denominazione dell’esercizio;
b) la classificazione;
c) il numero assegnato alla camera, alla suite o all’unità abitativa;
d) il numero dei letti autorizzati;
e) il prezzo giornaliero della camera, della suite o dell’unità abitativa, della
prima colazione, della pensione, dell’eventuale mezza pensione per persona, come
da comunicazione inviata e vidimata dalla provincia;
f) l’ora entro cui deve essere lasciata libera la camera, la suite, la junior
suite o l’unità abitativa;
g) l’autorità competente a ricevere gli eventuali reclami ed i termini previsti
dalla presente normativa.
Parte II – Esercizi di affittacamere e attività ricettive in esercizi di
ristorazione: dati del cartellino da esporre nelle camere
a) la denominazione dell’esercizio di affittacamere;
b) la classificazione;
c) il numero assegnato alla camera;
d) il numero dei letti autorizzati;
e) il prezzo giornaliero della camera, della eventuale prima colazione,
pensione, mezza pensione per persona, come da comunicazione inviata e vidimata
dalla provincia;
f) l’ora entro cui deve essere lasciata libera la camera;
g) l’autorità competente a ricevere gli eventuali reclami ed i termini per essi
previsti dalla presente legge.
Parte III – Unità abitative ammobiliate ad uso turistico (classificate): dati
del cartellino da esporre nelle unità abitative
a) la denominazione dell’esercizio, ove esistente;
b) la classificazione attribuita;
c) il prezzo della unità abitativa come da comunicazione inviata alla provincia;

d) l’ora entro cui deve essere lasciata libera l’unità abitativa ai sensi del
precedente articolo;
e) l’autorità competente a ricevere gli eventuali reclami ed i termini per essi
previsti dalla presente legge.
Parte IV – Strutture ricettive – residence: dati del cartellino da esporre nelle
unità abitative
a) la denominazione dell’esercizio;
b) la classificazione attribuita;
c) il numero assegnato all’unità abitativa;
d) il prezzo dell’unità abitativa, come da comunicazione inviata e vidimata
dalla provincia;
e) l’ora entro cui deve essere lasciata libera l’unità abitativa;
f) l’autorità competente a ricevere gli eventuali reclami ed i termini per essi
previsti dalla presente legge.
Parte V – Attività ricettive in residenze rurali: dati del cartellino da esporre
nelle camere
a) la denominazione dell’esercizio;
b) la classificazione;
c) il prezzo giornaliero della camera comprensivo della prima colazione, e il
prezzo della eventuale pensione e mezza pensione, per persona, come da
comunicazione inviata e vidimata dalla provincia;
d) l’ora entro cui deve essere lasciata libera la camera;
e) l’autorità competente a ricevere gli eventuali reclami ed i termini per essi
previsti dalla presente legge.
Parte VI – Centri soggiorno studi: dati del cartellino da esporre nelle camere
a) la denominazione dell’esercizio;
b) il numero assegnato alla camera;
c) il numero dei letti autorizzati;
d) il prezzo giornaliero della camera, della eventuale prima colazione,
pensione, mezza pensione per persona, come da comunicazione inviata e vidimata
dalla provincia;
e) l’ora entro cui deve essere lasciata libera la camera;
f) l’autorità competente a ricevere gli eventuali reclami ed i termini per essi
previsti dalla presente legge.
Parte VII – Complessi ricettivi all’aperto (unità abitative): dati del
cartellino da esporre nelle unità abitative
a) la denominazione dell’esercizio;
b) la classificazione ottenuta;
c) il numero assegnato all’unità abitativa;
d) il numero dei letti autorizzati;
e) il prezzo giornaliero dell’unità abitativa;
f) l’ora entro cui deve essere lasciata libera l’unità abitativa
————————

Allegato L
Complessi ricettivi all’aperto: prescrizioni minime comuni
1. Le prescrizioni minime comuni ai complessi ricettivi all’aperto sono:
a) posizione in località non inquinata da polveri o fumi;
b) viabilità veicolare interna e di accesso realizzata in modo da non dare
origine a sollevamento di polvere e da permettere il deflusso delle acque
meteoriche;
c) viabilità pedonale interna atta ad assicurare comodo e diretto accesso ai
servizi, negozi e attrezzature complementari;
d) delimitazione dell’intero perimetro del complesso con recinzione e accessi e
varchi chiudibili con demarcazioni od ostacoli naturali non facilmente
superabili;
e) servizio di ricevimento e accettazione in locale apposito, all’ingresso del
complesso;
f) riscaldamento in tutti i locali d’uso comune, nei complessi ad attivazione
invernale;
g) parcheggio auto separato dall’area ricettiva, posto all’entrata del complesso
o nelle immediate vicinanze, con capacità auto pari al cinque per cento degli
equipaggi ospitati;
h) illuminazione dei varchi e accessi, dei parcheggi, dei servizi igienici e
relativi percorsi di accesso, tale da favorire sia la sicurezza che la
fruibilità notturna;
i) distanza non superiore a metri 200 dei gruppi di servizi igienico – sanitari
comuni, dalle piazzole e dalle unità abitative sprovviste di servizi propri.
2. Si intendono per:
a) equipaggio: gruppo di persone che soggiornano insieme usufruendo di una
singola piazzola o unità abitativa e utilizzano in comune la propria
attrezzatura. Ad ogni equipaggio corrisponde di norma una tenda, un caravan, un
camper o una unità abitativa;
b) piazzola (o posto equipaggio): area attrezzata riservata all’uso esclusivo di
un equipaggio. Le piazzole devono essere chiaramente individuabili con segnali
quali paletti, staccionate, siepi, alberi o altri mezzi idonei. Le attrezzature
installate dagli ospiti sulla piazzola devono essere assolutamente mobili. Sulla
piazzola è consentita l’installazione, da parte dell’ospite, di coperture
supplementari, purché le stesse rispettino le caratteristiche di mobilità e
provvisorietà, siano sostenute da apposita struttura appoggiata ed assicurata al
terreno e rispettino la distanza di almeno un metro dal limite perimetrale della
piazzola assegnata dal gestore e non superino la superficie totale massima di
mq. 40 e l’altezza di m. 3. È consentita l’installazione di pre-ingressi per i
mezzi mobili di pernottamento, in materiali rigidi e comunque smontabili e
trasportabili, che non possono superare i mq 8 di superficie coperta chiusa e di
mq 3 di superficie aperta, per un massimo di mq 11 di superficie coperta totale,
compreso lo sporto del tetto. Nelle località montane i mezzi mobili di
pernottamento possono dotarsi di apposite coperture supplementari per la neve
purché le stesse siano esclusivamente appoggiate sul tetto del mezzo e non
sporgano oltre 20 cm. dalla sagoma dello stesso;
c) unità abitative: sono alloggi fissi e mobili predisposti dal gestore per
turisti sprovvisti di propri mezzi di pernottamento e devono essere conformi
alle prescrizioni edilizie, igieniche e sanitarie. Le unità abitative fisse di
nuova realizzazione devono essere dotate di:
1) zona giorno/pranzo con cottura non inferiore a mq 12;
2) camera/e da letto ciascuna non inferiore a mq 8;
3) terrazza/veranda posta sul lato giorno non inferiore a mq 8;
4) posto auto di almeno mq 10.
Qualora l’unità abitativa sia dotata di locale bagno, esso deve avere una
superficie non inferiore a mq 3. Le unità abitative sono realizzate su un piano
al massimo, con sistemi tradizionali o di fabbricazione leggera, compatibilmente
con le norme di impatto ambientale delle rispettive aree di appartenenza
territoriale. La superficie interna netta di calpestio non deve essere inferiore
a mq 28 e superiore a mq 40;
d) densità ricettiva: esprime il limite massimo di affollamento di ospiti in
rapporto alla superficie totale lorda del complesso ricettivo escluse le sole
superfici impraticabili;
e) Capacità ricettiva massima (C.R.M.): capacità ricettiva massima consentita
espressa in persone per giorno. La C.R.M. viene determinata dalla somma del
numero massimo di persone ospitabili in base alle installazioni igienico
sanitarie comuni e del numero totale di persone ospitabili nelle unità abitative
dotate di servizi igienico-sanitari riservati. La capacità ricettiva così
definita deve comunque essere uguale o inferiore al limite imposto dalla densità
ricettiva;
f) installazioni igienico-sanitarie comuni: sono costitute da un complesso di
locali destinati a servizi igienico-sanitari uomo e donna e al lavaggio di
stoviglie e biancheria;
g) servizi igienico – sanitari riservati al singolo equipaggio: sono costituiti
da un camerino comprendente almeno un WC, una doccia, un lavabo;
h) camerino-bagno chiuso: locale chiudibile, all’interno delle installazioni
igienico sanitarie comuni, dotato al minimo di lavabo;
i) servizio igienico per disabili: camerino completo di lavabo, WC e doccia, con
dimensioni e caratteristiche degli accessori conformi alle vigenti norme in
materia;
l) vuotatoio: apparecchio igienico atto allo scarico dei serbatoi di accumulo di
acque luride dei mezzi mobili di pernottamento collegato a sciacquone e dotato
di rubinetto di acqua corrente e manichetta flessibile;
m) baby room: locale attrezzato per l’igiene dei bambini, dotato di sanitari
(WC, vasca, lavabo) di dimensioni ridotte e posti ad altezza adeguata;
n) nursery room; locale attrezzato per l’igiene dei neonati;
o) responsabile in servizio (manager on duty): si intende il titolare o persona
da lui incaricata con mansioni di responsabilità al quale il cliente può
rivolgersi per ogni sua necessità;
p) divisa: elemento od insieme di elementi uniformi dell’abbigliamento che
consentono l’immediato riconoscimento del personale del complesso ricettivo;
q) camper service: piazzola attrezzata igienicamente atta allo scarico dei
serbatoi di accumulo di acque luride dei mezzi mobili di pernottamento, dotata
di rubinetto di acqua corrente e manichetta flessibile.
————————

Allegato M
Requisiti obbligatori per i campeggi
REQUISITI OBBLIGATORI PER I CAMPEGGI STELLE


1 2 3 4
1.00 DENSITÀ RICETTIVA

1.01.01 40 mq per persona X
1.01.02 36 mq per persona X
1.01.03 32 mq per persona X
1.01.04 28 mq per persona X

2.00 PRESTAZIONE DI SERVIZIO

2.01 SERVIZI DI RICEVIMENTO – PORTINERIA – INFORMAZIONI
2.01.01 assicurato 16/24 ore X
2.01.02 assicurato 12/24 ore X
2.01.03 assicurato 8124 ore con un addetto X X

2.02 SERVIZIO DI SORVEGLIANZA NELLE ORE NOTTURNE
2.02.01 un addetto fino a 1.000 presenti X X X X
2.02.02 due addetti fino a 2.000 presenti e un addetto per ogni ulteriori
2.000 presenti X X X X

2.03 SERVIZIO CUSTODIA VALORI
2.03.01 assicurato X X

2.04 DIVISE E CARTELLINO DI RICONOSCIMENTO
2.04.01 cartellino: per tutto il personale X X X X
2.04.02 divise: per tutto il personale X X

2.05 LINGUE ESTERE CORRENTEMENTE PARLATE
2.05.01 dal responsabile in servizio (almeno due lingue) X
2.05.02 dal personale di ricevimento portineria e informazioni (almeno due
lingue) X X
2.05.03 dal personale di ricevimento portineria e informazioni (almeno una
lingua) X X X

2.06 PRONTO SOCCORSO
2.06.01 locale attrezzato (con C.R.M. superiore a 1.500) X X
2.06.02 cassetta di pronto soccorso X X X X

3.00 INSTALLAZIONI IGIENICO SANITARIE COMUNI

3.01 CAMERINI WC [1]

3.01.01 5 wc per i primi 100 ospiti [2] X X X X
3.01.02 1 wc ogni ulteriori 33 ospiti [2] X X X X

3.02 CAMERINO DOCCIA (con acqua calda e fredda 24h/24) [3]
3.02.01 5 fino ai primi 100 ospiti [2] X X X X
3.02.02 1 per ogni ulteriori 37 ospiti [2] X
3.02.03 1 per ogni ulteriori 33 ospiti [2] X
3.02.04 1 per ogni ulteriori 29 ospiti [2] X
3.02.05 1 per ogni ulteriori 25 ospiti [2] X

3.03 LAVABI
3.03.01 1 ogni 35 ospiti [2] X X X X

3.04 LAVELLI
3.04.01 1 ogni 55 ospiti [2] X
3.04.02 1 ogni 50 ospiti [2] X
3.04.03 1 ogni 45 ospiti [2] X
3.04.04 1 ogni 40 ospiti [2] X

3.05 LAVATOI
3.05.01 1 ogni 150 ospiti con minimo di 2 lavatoi [2] X X X X

3.06 VUOTATOI
3.06.01 1 nel raggio di m. 200 dalla piazzola servita X X X X

3.07 ALTRE INSTALLAZIONI IGIENICO – SANITARIE [3]
3.07.01 camerini – bagno chiusi: 1 ogni 300 ospiti [2] X
3.07.02 servizi igienici per disabili: 1 ogni 1000 ospiti [2] X X X X

3.08 MACCHINE E ALTRI ALLESTIMENTI NEI SERVIZI
3.08.01 lavabiancheria automatica X X
3.08.02 stireria X
3.08.03 locale stenditoio [4] X X X X
3.08.04 macchine asciugatrici [4] X

3.09 CAMPER SERVICE
3.09.01 Uno per ogni struttura X X X

4.00 ATTREZZATURE COMUNI DI BASE [5]

4.01 SPACCIO ALIMENTARI – MARKET – BAR – RISTORANTE
4.01.01 generi di prima necessità X
4.01.02 market e bar X X X
4.01.03 esercizio di ristorazione X X

NOTE
[1] nei gruppi dei servizi igienico – sanitari comuni di nuova realizzazione od
in caso di ristrutturazione di servizi esistenti le misure interne dei camerini
w.c. non devono essere inferiori a mq. 1,30;
[2] ospiti che usufruiscono di installazioni igienico-sanitarie comuni, esclusi
gli ospiti delle unità abitative dotate di servizi riservati;
[3] nei gruppi dei servizi igienico – sanitari comuni di nuova realizzazione od
in caso di ristrutturazione di servizi esistenti le misure interne dei
camerini-bagno chiusi e dei camerini doccia non devono essere inferiori a mq.
1,50, compreso l’eventuale antidoccia;
[4] obbligatorie solo per i complessi ad attivazione invernale o collocati ad
altitudine superiore a m. 400;
[5] non obbligatorie qualora esistenti all’esterno nelle immediate vicinanze del
complesso ricettivo.
————————

Allegato N
Requisiti obbligatori per i villaggi turistici
REQUISITI OBBLIGATORI PER I VILLAGGI TURISTICI STELLE
2 3 4
1.00 DENSITÀ RICETTIVA

1.01.01 44 mq per persona X
1.01.02 40 mq per persona X
1.01.03 36 mq per persona X

2.00 PRESTAZIONE DI SERVIZIO

2.01 SERVIZI DI RICEVIMENTO – PORTINERIA – INFORMAZIONI
2.01.01 assicurato 16/24 ore X
2.01.02 assicurato 12/24 ore X
2.01.03 assicurato 8/24 ore con un addetto X

2.02 SERVIZIO DI SORVEGLIANZA NELLE ORE NOTTURNE
2.02.01 un addetto fino a 1.000 presenti X X X
2.02.02 due addetti fino a 2.000 presenti e un addetto per ogni ulteriori
2.000 presenti X X X

2.03 SERVIZIO CUSTODIA VALORI
2.03.01 assicurato X X

2.04 DIVISE E CARTELLINO DI RICONOSCIMENTO
2.04.01 cartellino: per tutto il personale X X X
2.04.02 divise: per tutto il personale X X

2.05 LINGUE ESTERE CORRENTEMENTE PARLATE
2.05.01 dal responsabile in servizio (almeno due lingue) X
2.05.02 dal personale di ricevimento portineria e informazioni (almeno due
lingue) X X
2.05.03 dal personale di ricevimento portineria e informazioni (almeno una
lingua) X X X

2.06 PRONTO SOCCORSO
2.06.01 locale attrezzato (con C.R.M. superiore a 1.500) X X
2.06.02 cassetta di pronto soccorso X X X

3.00 INSTALLAZIONI IGIENICO SANITARIE comuni

3.01 CAMERINI WC [1]

3.01.01 5 wc per i primi 100 ospiti [2] X X X
3.01.02 1 wc ogni ulteriori 33 ospiti [2] X X X

3.02 CAMERINO DOCCIA (con acqua calda e fredda 24h/24) [3]
3.02.01 5 fino ai primi 100 ospiti [2] X X X
3.02.02 1 per ogni ulteriori 33 ospiti [2] X
3.02.03 1 per ogni ulteriori 29 ospiti [2] X
3.02.04 1 per ogni ulteriori 25 ospiti [2] X

3.03 LAVABI
3.03.01 1 OGNI 35 OSPITI [2] X X X

3.04 LAVELLI
3.04.01 1 ogni 50 ospiti [2] X
3.04.02 1 ogni 45 ospiti [2] X
3.04.03 1 ogni 40 ospiti [2] X

3.05 LAVATOI
3.05.01 1 ogni 150 ospiti con minimo di 2 lavatoi [2] X X X

3.06 VUOTATOI
3.06.01 1 nel raggio di m. 200 dalla piazzola servita X X X

3.07 ALTRE INSTALLAZIONI IGIENICO – SANITARIE [3]
3.07.01 camerini – bagno chiusi: 1 ogni 300 ospiti [2] X
3.07.02 servizi igienici per disabili: 1 ogni 1000 ospiti [2] X X X

3.08 MACCHINE E ALTRI ALLESTIMENTI NEI SERVIZI
3.08.01 lavabiancheria automatica X X
3.08.02 stireria X
3.08.03 locale stenditoio [4] X X X
3.08.04 macchine asciugatrici [4] X

3.09 CAMPER SERVICE
3.09.01 uno per ogni struttura X X X

4.00 ATTREZZATURE COMUNI DI BASE [5]

4.01 SPACCIO ALIMENTARI – MARKET – BAR – RISTORANTE
4.01.01 market e bar X X X
4.01.02 esercizio di ristorazione X X

NOTE
[1] per i nuovi complessi e in caso di ristrutturazione dei servizi igienico –
sanitari le misure interne dei camerini w.c. non devono essere inferiori a mq.
1,30;
[2] ospiti che usufruiscono di installazioni igienico-sanitarie comuni, esclusi
gli ospiti delle unità abitative dotate di servizi riservati;
[3] per i nuovi complessi e in caso di ristrutturazione dei servizi igienico –
sanitari le misure interne dei camerini-bagno chiusi e dei camerini doccia non
devono essere inferiori a mq. 1,50, compreso l’eventuale antidoccia;
[4] obbligatorie solo per i complessi ad attivazione invernale o collocati ad
altitudine superiore a m. 400;
[5] non obbligatorie qualora esistenti all’esterno nelle immediate vicinanze del
complesso ricettivo.
————————

Allegato O
Requisiti obbligatori per denominazione aggiuntiva di centro vacanze
REQUISITI OBBLIGATORI PER DENOMINAZIONE AGGIUNTIVA DI "CENTRO VACANZE"

STELLE
3 4
1.00 DENSITÀ RICETTIVA [1]

1.01.01 45 mq per persona X
1.01.02 40 mq per persona X


2.00 ATTREZZATURE SPORTIVE E DI SVAGO [2]

2.01.01 area riservata per intrattenimenti e spettacoli: 1 mq. ogni 4
unità di C.R.M. X X
(minimo mq. 200)
2.01.02 area attrezzata gioco bimbi: 1 mq. ogni 7 unità di C.R.M. (minimo
mq. 200) X X
2.01.03 animazione professionale X X
2.01.04 tavolo da ping pong: 1 tavolo ogni 600 unità di C.R.M. (minimo 2)
X X
2.01.05 almeno sei delle sottoelencate attrezzature X
2.01.06 almeno sette delle sotto elencate attrezzature X
ATTREZZATURE:
campo attrezzato per pallavolo, pallacanestro, pattinaggio o calcetto

campo da tennis: 1 campo ogni 2.500 unità di C.R.M. (max 6 campi)
piscina:1 mq. ogni 10 unità di C.R.M. (minimo mq. 200)
piscina bambini
sauna
pista bocce: 1 pista ogni 3.000 unità di C.R.M.
minigolf
palestra attrezzata
campo da golf [3]
maneggio [3]
parco acquatico [3]
percorso vita
campo da calcio [3]
bowling
sala per spettacoli
discoteca [3]
sala giochi
attrezzature di conforto per soggiorno animali domestici

3.00 INSTALLAZIONI IGIENICO SANITARIE COMUNI [2]

3.01.01 nursery room X X
3.01.02 baby room X X

NOTE
[1] tali requisiti sono sostitutivi di quelli previsti al punto 1.00 del
precedente allegato M;
[2] Tali requisiti sono aggiuntivi a quelli elencati all’allegato M;
[3] È sufficiente che l’attrezzatura esista nelle immediate vicinanze del
complesso ricettivo.
————————

Allegato P
Requisiti obbligatori per denominazione aggiuntiva di campeggi di transito.
REQUISITI OBBLIGATORI PER DENOMINAZIONE AGGIUNTIVA DI CAMPEGGI "DI
TRANSITO"

STELLE
1 2 3 4
1.00 DENSITÀ RICETTIVA [1]

1.01.01 35 mq per persona X
1.01.02 30 mq per persona X
1.01.03 25 mq per persona X
1.01.04 20 mq per persona X

2.00 PRESTAZIONE DI SERVIZIO [2]

2.01 SERVIZI DI RICEZIONE – REGISTRAZIONE – CASSA – PARTENZA OSPITI
2.01.01 funzionante 24/24 ore X X X X
2.01.02 permanenza massima 72 ore X X X X

3.00 INSTALLAZIONI IGIENCO SANITARIE COMUNI DI BASE [3]

3.01 CAMPER SERVICE
3.01.01 1 fino a 300 unità di C.R.M. X X X X
3.01.02 1 ogni ulteriori 300 unità di C.R.M. X X X X

NOTE
[1] tali requisiti sono sostitutivi di quelli previsti nell’allegato M al punto
1.00;
[2] tale requisito è sostitutivo di quello previsto nell’allegato M al punto
2.01.;
[3] tale requisito è aggiuntivo di quelli previsti all’allegato M.
————————

Allegato Q
Documentazione da allegare alla domanda di classificazione a residenze d’epoca
La domanda di classificazione a residenze d’epoca va presentata alla provincia
competente allegando la seguente documentazione:
a) atto catastale storico;
b) autocertificazione su eventuale vincolo;
c) eventuali iscrizioni;
d) bibliografia, pubblicistica e mostre;
e) relazione storica e documentazione fotografica degli interni ed esterni,
delle camere (in ogni caso);
f) ogni altra idonea documentazione.
————————

Allegato R
Requisiti obbligatori delle strutture ricettive extralberghiere soggette a
classificazione
REQUISITI OBBLIGATORI DELLE STRUTTURE RICETTIVE – RESIDENCE CAT.
3 2 1
1.00 PRESTAZIONE DI SERVIZIO

1.01 SERVIZI DI PORTINERIA
1.01.01 assicurati 16/24 ore da personale addetto X
1.01.02 assicurati 12/24 ore da personale addetto X
1.01.03 assicurati 8/24 ore X

1.02 SERVIZIO DI NOTTE
1.02.01 addetto disponibile a chiamata X
1.02.02 con chiave al cliente X X

1.03 PULIZIA NELLE UNITÀ ABITATIVE
1.03.01 a ogni cambio di cliente e almeno 2 volte alla settimana X
1.03.02 a ogni cambio di cliente ed almeno 1 volta la settimana X X

1.04 CAMBIO DI BIANCHERIA
1.04.01 lenzuola e federe: almeno 2 volte alla settimana e a ogni cambio
di cliente X
1.04.02 lenzuola e federe: ad ogni cambio di cliente ed almeno 1 volta la
settimana X X
1.04.04 asciugamani nelle camere e nei bagni: 2 volte la settimana e a
ogni cambio di cliente X
1.04.05 asciugamani nelle camere e nei bagni: ad ogni cambio di cliente ed
almeno 1 volta la X X
settimana

1.05 ACCESSORI NELLE UNITÀ ABITATIVE
1.05.01 documentazione sul residence e necessario per scrivere X

1.06 SERVIZIO LAVANDERIA E STIRERIA
1.06.01 disponibile su richiesta del cliente X

2.00 DOTAZIONI IMPIANTI ATTREZZATURE

2.01 RISCALDAMENTO (1 = vedi nota in calce)
2.01.01 in tutto l’esercizio X X X

2.02 ASCENSORE PER CLIENTI (2 = vedi nota in calce)
2.02.01 qualunque sia il numero dei piani X
2.02.02 per esercizi con locali oltre il primo piano (escluso il piano
reception) X
2.02.03 per esercizi con locali oltre il secondo piano (escluso il piano
reception) X

2.03 TELEVISIONE
2.03.01 TV a colori in tutte le unità abitative X
2.03.02 presa per antenna X X

2.04 LINEE TELEFONICHE ESTERNE
2.04.01 una linea telefonica con apparecchio ad uso comune X X X
2.04.02 una linea telefonica tramite portineria X

2.05 POSTO AUTO 3 2 1
2.05.01 coperto per ciascuna unità abitativa X
2.05.02 all’interno del residence X X

3.00 DOTAZIONI MINIME DELLE UNITÀ ABITATIVE

3.01 DOTAZIONI PER IL SOGGIORNO ED IL PERNOTTAMENTO
3.01.01 letti/divani – letto e coperte pari al numero delle persone
ospitabili X X X
3.01.02 armadio, cassetti, grucce, comodini o ripiani, illuminazione,
lampade o applique X X X
3.01.03 tavolo per la consumazione dei pasti con sedie pari al numero dei
posti letto X X X
3.01.04 poltrone o divano nel soggiorno X
3.01.05 cassetta di sicurezza X X
3.01.06 scopa, paletta, secchio, straccio per pavimenti X X X

3.02 DOTAZIONI PER LA PREPARAZIONE DEI CIBI
3.02.01 cucina con due fuochi o piastre e relativa alimentazione X X X
3.02.02 frigorifero X X Q
3.02.03 lavello con scolapiatti X X
3.02.04 lavastoviglie (almeno per il 50% delle unità abitative del
residence) X
3.02.05 forno (anche microonde) X X
3.02.06 per ciascuna persona ospitabile X X X
• 2 coltelli
• 2 forchette
• 2 cucchiai
• 2 piatti piani
• 1 piatto fondo
• 2 bicchieri
• 1 tazza con piattino
• 1 tazzina con piattino
3.02.07 per ciascuna unità abitativa X X X
• 1 batteria di pentola da cucina
• 2 coltelli da cucina
• 1 zuccheriera
• 1 caffettiera
• 1 scolapasta
• 1 serie di mestoli
• 1 insalatiera
• 1 grattugia
• 1 spremiagrumi
• 1 apribottiglie/cavatappi
• 1 bricco per il latte
• 1 pattumiera
• 1 adattatore elettrico universale

3.03 DOTAZIONI BAGNO
3.03.01 lavandino, doccia o vasca, tazza, bidet X X X
3.03.02 saponetta X X X
3.03.03 carta igienica con riserva X X X
3.03.04 sacchetti igienici X X X
3.03.05 cestino rifiuti X X X
3.03.06 specchio e contigua presa per energia elettrica X X X
3.03.07 mensola X X X
3.03.08 scopettino X X X
3.03.09 asciuggacapelli X
3.03.10 lavatrice in apposito locale in comune a disposizione dei clienti
X X

4.00 DOTAZIONI GENERALI DELLA STRUTTURA

4.01 PISCINA (3 = vedi nota in calce)
4.01.01 piscina per gli ospiti (minimo 100 mq) X

5.00 QUALITÀ E STATO DI CONSERVAZIONE

5.01 QUALITÀ E STATO DI CONSERVAZIONE
5.01.01 camere (dotazione da letto, arredi, tendaggi, pavimentazione e
tappeti, pareti,
illuminazione)
ottimo X
buono X
soddisfacente/decoroso X
5.01.02 bagni (pareti, pavimenti, arredi, sanitari, rubinetteria)
ottimo X
buono X
soddisfacente/decoroso X
5.01.03 sale soggiorno e altri locali comuni (arredi, pavimentazione,
tappeti, tendaggi
illuminazione)
ottimo X
buono X
soddisfacente/decoroso X

5.01.04 aspetto esterno
ottimo X
buono X
soddisfacente/decoroso X

NOTE
[1] requisito non obbligatorio per strutture ricettive con sola apertura estiva;

[2] tale requisito è obbligatorio per le nuove costruzioni; per gli immobili
esistenti l’obbligo sussiste se tecnicamente realizzabile e ove consentito dalle
normative vigenti,
[3] tale requisito è obbligatorio per le nuove costruzioni; per gli immobili
esistenti l’obbligo sussiste se tecnicamente realizzabile e ove consentito dalle
normative vigenti e per strutture ubicate in località balneari, termali, lacuali
e montane.
REQUISITI OBBLIGATORI AFFITTACAMERE e ATTIVITÀ RICETTIVE IN CAT.
ESERCIZI DI RISTORAZIONE
3 2 1
1.00 PRESTAZIONE DI SERVIZIO

1.01 SERVIZIO DI RICEVIMENTO E/O RECAPITO
1.01.01 assicurato 16/24 ore X
1.01.02 assicurato 12/24 ore X
1.01.03 assicurato 8/24 X

1.02 SERVIZIO DI NOTTE
1.02.01 addetto disponibile a chiamata X
1.02.02 con chiave d’ingresso al cliente X X

1.03 CAMBIO BIANCHERIA
1.03.01 lenzuola e federe ad ogni cambio cliente e almeno 3 volte la
settimana X
1.03.02 lenzuola e federe ad ogni cambio cliente e almeno 2 volte la
settimana X X
1.03.03 asciugamani nelle camere e nei bagni a ogni cambio cliente e
almeno 3 volte alla X
settimana
1.03.04 asciugamani nelle camere e nei bagni a ogni cambio cliente e
almeno 2 volte alla X X
settimana

1.04 ACCESSORI DEI LOCALI: BAGNO COMUNE O PRIVATO (1 = vedi nota in calce)

1.04.01 cestino rifiuti X X X
1.04.02 carta igienica, sacchetti igienici e saponetta X X X
1.04.03 sgabello, specchio e mensola X X X
1.04.04 asciugacapelli X

2.00 DOTAZIONI, IMPIANTI E ATTREZZATURE

2.01 LINEA TELEFONICA ESTERNA
2.01.01 una linea telefonica con apparecchio per uso comune X X X
2.01.02 telefono in camera X

2.02 RISCALDAMENTO (2 = vedi nota in calce)
2.02.01 in tutto l’esercizio X X X

2.03 ATTREZZATURE DELLE CAMERE
2.03.01 letto/i, illuminazione generale, tavolino, armadio, comodino e
sedia X X X
2.03.02 lampade o applique da comodino X X X
2.03.03 impianto di illuminazione adeguato per leggere o scrivere X X X
2.03.04 frigobar X
2.03.05 cassetta di sicurezza X X
2.03.06 bagno privato completo (3= vedi nota in calce) almeno nell’80%
delle camere X
2.03.07 bagno privato completo (3= vedi nota in calce) almeno nel 40%
delle camere X

2.04 ASCENSORE
2.04.01 ascensore per clienti X
2.04.02 ascensore per clienti per le camere oltre il 1° piano X

3.00 QUALITÀ E STATO DI CONSERVAZIONE

3.01 QUALITÀ E STATO DI CONSERVAZIONE
3.01.01 camere (dotazione da letto, arredi, tendaggi, pavimentazione e
tappeti, pareti,
illuminazione)
ottimo X
buono X
soddisfacente/decoroso X
3.01.02 bagni (pareti, pavimenti, arredi, sanitari, rubinetteria)
ottimo X
buono X
soddisfacente/decoroso X
3.01.03 sale soggiorno e altri locali comuni (arredi, pavimentazione,
tappeti, pareti, tendaggi,
illuminazione)
ottimo X
buono X
soddisfacente/decoroso X
3.01.04 aspetto esterno (facciata, balconi, serramenti e infissi)
ottimo X
buono X
soddisfacente/decoroso X

NOTE
[1] le camere senza bagno privato devono avere i requisiti di cui ai punti:
1.03.03 – 1.03.04;
[2] requisito non obbligatorio per strutture ricettive con sola apertura estiva;

[3] per locale bagno completo si intende quello dotato di lavabo, vaso
all’inglese, vasca da bagno o doccia e bidet;
REQUISITI OBBLIGATORI UNITÀ ABITATIVE AD USO TURISTICO CAT.
CLASSIFICATE
3 2 1
1.00 PRESTAZIONE DI SERVIZIO

1.01 SERVIZIO DI RICEVIMENTO E/O RECAPITO
1.01.01 assicurato 16/24 ore X
1.01.02 assicurato 12/24 ore X
1.01.03 assicurato 8/24 ore X

1.02 PULIZIA NELLE UNITÀ ABITATIVE
1.02.01 pulizia unità abitativa ogni cambio cliente e almeno una volta la
settimana X
1.02.02 pulizia unità abitativa ogni cambio cliente X

1.03 CAMBIO DI BIANCHERIA
1.03.01 lenzuola e federe e asciugamani: a ogni cambio di cliente e almeno
1 volta la settimana X
1.03.02 lenzuola e federe e asciugamani: a ogni cambio di cliente X

2.00 DOTAZIONI, IMPIANTI E ATTREZZATURE

2.01 RISCALDAMENTO (1 = vedi nota in calce)
2.01.01 in tutta l’unità abitativa X X X

2.02 TELEVISIONE
2.02.01 TV a colori in tutte le unità abitative X
2.02.02 presa antenna X X

2.03 LINEE TELEFONICHE ESTERNE
2.03.01 una linea telefonica nell’unità abitativa X

2.04 POSTO AUTO
2.04.01 coperto per ciascuna unità abitativa X
2.04.02 nel parcheggio condominiale X

3.00 DOTAZIONI DELLE UNITÀ ABITATIVE

3.01. DOTAZIONI PER IL SOGGIORNO ED IL PERNOTTAMENTO
3.01.01 letti/divani – letto e coperte pari al numero delle persone
ospitabili X X X
3.01.02 armadio, cassetti, grucce, comodini o ripiani, illuminazione,
lampade o applique X X X
3.01.03 tavolo per la consumazione dei pasti con sedie pari al numero dei
posti letto X X X
3.01.04 poltrone o divano nel soggiorno X
3.01.05 cassetta di sicurezza X X
3.01.06 scopa, paletta, secchio, straccio per pavimenti X X X

3.02. DOTAZIONI PER LA PREPARAZIONE DEI CIBI
3.02.01 cucina con due fuochi o piastre e relativa alimentazione X X X
3.02.02 frigorifero X X X
3.02.03 lavello con scolapiatti X X X
3.02.04 forno (anche microonde) X
3.02.05 per ciascuna persona ospitabile X X X
• 2 coltelli
• 2 forchette
• 2 cucchiai
• 2 piatti piani
• 1 fatto fondo
• 2 bicchieri
• 1 tazza con piattino
• 1 tazzina con piattino
3.02.06 per ciascuna unità abitativa X X X
• 1 batteria di pentole da cucina
• 2 coltelli da cucina
• 1 zuccheriera
• 1 caffettiera
• 1 scolapasta
• 1 serie di mestoli
• 1 insalatiera
• 1 grattugia
• 1 spremiagrumi
• 1 apribottiglie/cavatappi
• 1 bricco per il latte
• 1 pattumiera
• 1 adattatore elettrico universale

3.03. DOTAZIONI BAGNO (impianto erogazione acqua calda e fredda)
3.03.01 lavandino, doccia o vasca, tazza, bidet X X X
3.03.02 cestino rifiuti X X X
3.03.03 specchio e contigua presa per energia elettrica X X X
3.03.04 mensola X X X
3.03.05 scopettino X X X
3.03.06 asciugacapelli X
3.03.07 lavatrice (2 = vedi nota in calce) X

4.00 QUALITÀ E STATO DI CONSERVAZIONE

4.01. QUALITÀ E STATO DI CONSERVAZIONE
4.01.01 camere (dotazione da letto, arredi, tendaggi, pavimentazione e
tappeti, pareti,
illuminazione)
ottimo X
buono X
soddisfacente/decoroso X
4.01.02 bagni (pareti, pavimenti, arredi, sanitari, rubinetteria)
ottimo X
buono X
soddisfacente/decoroso X
4.01.03 sale soggiorno e altri locali comuni (arredi, pavimentazione,
tappeti, tendaggi
illuminazione)
ottimo X
buono X
soddisfacente/decoroso X

4.01.04 Aspetto esterno
ottimo X
buono X
soddisfacente/decoroso X

NOTE
[1] requisito non obbligatorio per strutture ricettive con sola apertura estiva;

[2] tale elettrodomestico può essere posizionato anche in altra stanza.
————————

Allegato S/1
Allegato sul demanio marittimo a finalità turistica
Parametri minimi per piani particolareggiati degli arenili.
a) Direttive a carattere generale
1) Il piano deve indicare almeno la presunta linea del confine demaniale che
individua l’ambito minimo del piano stesso;
2) Vanno escluse dal piano le aree demaniali marittime retrostanti l’arenile non
funzionali alla balneazione ed assoggettate a Piano regolatore generale (P.R.G.)
comunale;
3) per tutto l’àmbito di piano deve essere evidenziata la preesistenza di
vincoli derivati da leggi o strumenti di pianificazione (D.Lgs. 29 ottobre 1999,
n. 490, vincolo idrogeologico, vincolo ambientale da Piano territoriale
regionale di coordinamento (P.T.R.C.) o Piano d’area), nonché la tipologia d’uso
e di gestione a cui è diversamente sottoposta nelle sue parti. (Aree in
concessione, aree libere, stabilimenti balneari, ecc.);
4) le valutazioni e indicazioni (analitiche e del progetto) di piano devono
riguardare le infrastrutture puntuali e a rete, con particolare riferimento a:
a) viabilità di penetrazione;
b) viabilità meccanica controllata;
c) individuazione dei percorsi, distinti per tipologia di utilizzo (pedonali,
ciclabili, eventualmente dedicati ad altre specifiche attività di carattere
ricreativo e/o sportivo, di visitazione);
d) accessi al mare;
e) parcheggi;
f) reti tecnologiche e modalità di scarico;
5) le previsioni di piano devono riguardare tutto l’àmbito d’intervento e
possono essere articolate per settori e/o comparti, la cui progettazione deve
avere carattere unitario, pur tenendo presente che i relativi lavori ed
interventi possono essere eseguiti, tramite apposita regolamentazione, anche per
lotti funzionali e per opere compiute;
6) il piano comunale deve considerare secondo criteri unitari le aree per la
balneazione e suoi servizi complementari già sottoposte a concessione tenendo
conto delle aree libere intercluse, prevedendo percorsi pedonali (larghezza
minima: ml. 1,50) e ciclabili di raccordo con andamento tendenzialmente
parallelo alla battigia, nonché quelli posti normalmente alla stessa (larghezza
minima: ml. 1,00);
7) deve essere indicato l’assetto distributivo delle principali strutture di
servizio connesse all’attività balneare prevedendo una o più strutture di
coordinamento (generale) e sorveglianza della spiaggia, sedi di Pronto soccorso,
uffici informazioni e ricerca bambini, postazioni per gli addetti alla
sorveglianza ed al salvataggio, come previsti dalle ordinanze delle Capitanerie
di porto;
8) le attrezzature balneari possono essere suddivise, in linea di massima, per
fasce funzionali parallele al mare che abbiano le seguenti caratteristiche:
a) Arenile di libero transito: costituito dalla fascia di arenile con superficie
variabile, che va dalla battigia al limite delle attrezzature, con un minimo di
ml. 5 di profondità. In tale fascia non sono ammesse installazioni di alcun
tipo, né disposizioni di ombrelloni, o sedie a sdraio o qualsiasi altra
attrezzatura anche se precaria al fine di permettere il libero transito delle
persone. Nella predetta, zona di lido è comunque vietato qualsiasi attività o
comportamento che limiti o impedisca il transito delle persone, nonché dei mezzi
di servizio e di soccorso sia lungo il lido sia dalla spiaggia verso il mare e
viceversa;
b) Soggiorno all’ombra: una fascia avente profondità variabile e comunque
coincidente con la profondità delle aree in concessione il cui limite a mare
dovrà coincidere con la linea ideale di demarcazione della fascia di arenile
libero di cui al precedente punto a). I sostegni per gli ombrelloni dovranno
essere posti al vertice di maglie aventi dimensioni uguali o superiori a ml.
4.00 x 4.00, ad eccezione delle zone impossibilitate a rispettare tali parametri
dove le dimensioni minime dei lati potranno essere ridotte fino a ml 2.50 x 3.00
con il lato minore parallelo al mare;
c) Servizi di spiaggia – Tale fascia ha quale limite a monte il percorso di
servizio e/o la passeggiata a mare e sono prevedibili le seguenti attrezzature:
- cabine spogliatoio;
- deposito per sedie, ombrelloni, ed altri arredi mobili da spiaggia, compreso
l’ufficio del gestore e le eventuali tende;
- servizi igienici;
- tende da ombra per bagnanti, collocate in aggiunta agli ombrelloni (nell’area
di spiaggia compresa tra due blocchi consecutivi di cabine spogliatoio);
- docce;
- capanne;
In tale fascia c), possono inoltre essere collocati, oltre ai servizi generali,
di soccorso pubblico e di spiaggia precedentemente indicati, anche chioschi –
bar (secondo le tipologie delle tabelle merceologiche per i pubblici esercizi)
che devono avere la zona vendita e per la preparazione cibi, nonché magazzini e
servizi igienici per il personale. I chioschi devono essere previsti ad una
distanza reciproca minima di ml. 120, indicata dallo strumento urbanistico
comunale e negli elaborati grafici e/o tramite adeguata regolamentazione
normativa; le dimensioni massime dei chioschi – bar sono di ml. 7,50 x 5.50 con
un massimo di mq. coperti 42,00, per un totale complessivo minimo di 90 mq. e
altezza totale inferiore a ml. 5.00);
9) nel Piano d’arenile ogni amministrazione comunale deve stabilire inoltre
proposte progettuali – tipo inerenti le componenti d’arredo delle strutture
poste in arenile, criteri per la loro realizzazione e ogni altra indicazione per
disciplinare, assieme al regolamento edilizio comunale, la definizione dei
progetti esecutivi e al fine di migliorare l’immagine d’insieme degli interventi
previsti;
10) le nuove concessioni devono avere un fronte mare minimo di ml. 200. Tale
misura potrà variare in diminuzione in presenza di tratti di arenile di
completamento, o interclusi tra altre concessioni, eccezion fatta per le aree
antistanti a singoli complessi ricettivi a gestione unitaria confinanti con
l’arenile, nel qual caso la lunghezza dell’area in concessione potrà essere di
pari misura;
11) la percentuale comunale delle aree libere deve essere pari al 20 % del
fronte mare delle aree concesse per stabilimenti balneari;
12) ogni 5 concessioni deve esserci un ingresso libero al mare ed in ogni caso
almeno 1 ogni ml. 200 con esclusione dei tratti privi di accessi all’arenile;
13) tenuto conto che il piano si pone, tra gli altri, l’obiettivo di qualificare
l’immagine del litorale, è necessario che lo strumento preveda un arredo del
verde; questo in particolare si deve prefiggere di utilizzare essenze tipiche
dell’ambiente litoraneo.
14) per le aree demaniali marittime interessate dagli scanni del Delta del fiume
Po possono essere dettate dal piano particolareggiato dell’arenile norme
specifiche anche di deroga alle direttive di cui ai punti precedenti, motivate
dalle caratteristiche geofisiche e morfologiche dei luoghi ed in conformità alla
specifica pianificazione di tutela.
b) Direttive particolari sugli standard dei servizi
1) Gli stabilimenti balneari, in particolare, devono garantire un’offerta minima
di:
- 1 WC ogni 200 ombrelloni;
- 1 doccia a quattro getti ogni 160 ombrelloni;
- 1 cabina spogliatoio ogni 200 ombrelloni;
- un’area attrezzata per gioco e svago pari ad almeno un quinto della superficie
utilizzata a sosta all’ombra;
- di norma si predisporranno isole di servizio per WC, docce, cabine spogliatoi
ecc.;
- un numero di posti auto adeguati alla capienza dello stabilimento e, comunque,
in misura non inferiore al dieci per cento dell’area per gli stabilimenti
balneari esistenti e al venti per cento per gli stabilimenti balneari nuovi,
tenuto conto anche delle previsioni dei locali piani urbani del traffico e della
loro attuazione, nonché delle previsioni al riguardo dello strumento urbanistico
generale e di quelli attuativi, ferme restando le limitazioni imposte dalle
caratteristiche morfologiche e geofisiche dei luoghi;
2) le cabine per spogliatoio e per i servizi igienici hanno dimensione massima
di ml. 1,50 x 1,20 e altezza di ml. 2,50;
3) nel caso in cui il Piano comunale preveda l’installazione di capanne a
noleggio le dimensioni massime devono essere di ml. 1,90 x 1,80 e altezza
massima di ml. 2,50 con possibilità di verandine di dimensioni massime di ml.
1,80 x 1,80;
4) l’eventuale ufficio magazzino può avere dimensioni massime di ml. 5,00 x 5,00
e altezza massima di ml. 2,50;
5) per la fruizione da parte dei portatori d’handicap (oltre alle eventuali
indicazioni degli schemi progettuali tipo) devono essere rispettati i seguenti
standard minimi:
- per ogni nucleo attrezzato/stabilimento balneare almeno un servizio igienico
ed una cabina per spogliatoio attrezzati e di dimensioni secondo le vigenti
norme;
- almeno un percorso verticale ogni 150 ml. con piazzola di sosta all’ombra
pavimentati secondo le indicazioni dei progetti tipo;
- apposita segnaletica per servizi e percorsi.
————————

Allegato S/2
Allegato sul demanio marittimo a finalità turistica
Elencazione dei documenti per le domande di nuove concessioni
Domanda per Istanza diretta al comune competente con i seguenti allegati
in cinque copie:
concessione – relazione tecnico illustrativa firmata da tecnico abilitato;

– Corografia generale su Carta Tecnica regionale scala 1:5000 utilizzando
sia il supporto
cartaceo che quello informatico, ove sia disponibile. Inoltre in formato
vettoriale (.dxf)
dovranno essere descritti i poligoni dell’area in oggetto, i vertici
dovranno riportare le
coordinate riferite al sistema di riferimento della C.T.R. A tale fine
può essere utilizzato il
software specifico del Ministero delle Finanze, Agenzia del Territorio,
Pregeo per realizzare i
tipi di mappali. In questo caso la cartografia di riferimento sarà quella
catastale;
– Planimetria della zona scala 1:2000;
– Elaborati in scala 1:200 e 1:50 per le opere di dettaglio;
– Documentazione fotografica dello stato di fatto;
– Rilievo dettagliato con elementi tecnici (profili e sezioni) atti a
valutare lo stato di fatto;
– Piano finanziario di investimento e di ammortamento;
– Computo metrico estimativo delle opere da realizzarsi;
– Indicazione della durata e dello scopo della concessione, degli
standard minimi che si
intendono assicurare e delle tipologia di insediamento con riferimento
all’allegato S/4.

Domanda rinnovo – Istanza con riferimenti alla precedente concessione.
concessione – Relazione tecnica illustrativa sugli interventi previsti
sulle aree interessate.

Domanda di variazione al Istanza diretta al comune competente con i
seguenti allegati in cinque copie:
contenuto della concessione – relazione tecnico illustrativa firmata da
tecnico abilitato;
senza ampliamento o con – Corografia generale su Carta tecnica regionale
scala 1:5000;
ampliamento nei soli casi di – Planimetria della zona scala 1:2000 con
evidenziazione della variazione richiesta;
ripascimento naturale. – Elaborati in scala 1:200 e 1:50 per le eventuali
opere, di dettaglio.

Domanda di variazione al Istanza diretta al Comune con allegata stessa
documentazione prevista per le domande di
contenuto della concessione nuova concessione.
con ampliamento

Domanda di subingresso – Istanza al Comune con allegata dichiarazione di
rinuncia del precedente concessionario. – I
documenti necessari saranno richiesti dal Comune.

Altre domande relative alla Devono essere inviate al Comune che
provvederà a richiedere all’interessato eventuale
gestione delle concessioni documentazione da produrre.

Forma delle domande Tutte le domande devono indicare le generalità
complete del richiedente, la ragione sociale se
società, il recapito, il codice fiscale e/o la partita IVA.

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Allegato S/3
Allegato sul demanio marittimo a finalità turistica
Rilascio, rinnovo e variazione delle concessioni e criteri di valutazione delle
domande.
a) Procedura per il rilascio di nuove concessioni:
La domanda per il rilascio di nuove concessioni va presentata al Comune
competente per territorio.
Il Comune procede alla pubblicazione dell’istanza sull’Albo pretorio del Comune,
invitando chi ne avesse interesse a presentare entro 60 giorni ulteriori istanze
per l’utilizzo dell’area demaniale da concedere, unitamente alla documentazione
prevista dall’allegato S/2. Le istanze vanno istruite secondo i criteri di
valutazione di seguito riportati. Il Comune deve acquisire in via preventiva il
parere delle autorità statali competenti della Regione del Veneto e di ogni
altra autorità titolare di interessi in relazione al bene e al territorio
oggetto di concessione. I pareri richiesti dal Comune devono essere forniti
entro trenta giorni. Nel caso in cui i pareri non pervengano entro i termini
previsti, il Comune procede senza ulteriori dilazioni e non oltre il termine di
45 giorni dalla richiesta di parere. Il Comune provvede alla comparazione delle
istanze pervenute ai sensi dell’articolo 37 del Codice della Navigazione. A tal
fine, risponde ad un più rilevante interesse pubblico l’uso più adeguato alle
specifiche esigenze del turista, anche valorizzando forme di concessione diverse
dallo stabilimento balneare, in relazione al tipo di utenza valutato per zone
omogenee. E’ preferita la domanda di concessione delle strutture ricettive di
cui alla presente legge, sull’arenile prospiciente le stesse per un massimo di
300 metri, quando si propongano di avvalersi di questa per l’uso esclusivo della
propria clientela; in tale ipotesi, la fascia di servizi di spiaggia (di cui
all’allegato S/1 lettera a) Direttive a carattere generale, numero 8, lettera
c)) viene eliminata e sostituita con area attrezzata per gioco e svago e la
fascia di soggiorno all’ombra (di cui all’allegato S/1 lettera a) direttive a
carattere generale, numero 8, lettera b)) è limitata al cinquanta per cento
dell’area concessa, con noleggio delle attrezzature riservato agli ospiti della
struttura. A conclusione del procedimento sopra indicato, il Comune provvede
alla assegnazione della concessione, alla stesura e registrazione dell’atto
concessorio, alla determinazione e imposizione del canone e dell’imposta
regionale secondo le disposizioni vigenti.
b) Procedura per il rinnovo di concessioni:
1) la domanda va presentata al Comune 90 giorni prima della scadenza del titolo
concessorio;
2) il Comune valutata la relazione tecnica sugli interventi previsti procede al
rilascio dell’atto concessorio alla sua registrazione, e alla fissazione e
riscossione del canone e della imposta regionale, secondo le normative vigenti.
c) Procedura per la variazione al contenuto della concessione, che non comporta
modifica all’estensione della zona già concessa o con ampliamento della zona
concessa verso il fronte mare nei soli casi di ripascimento dell’arenile:
1) la domanda va presentata al Comune corredata dalla documentazione di cui
all’allegato S/2;
2) il Comune provvede all’istruttoria, acquisendo i pareri delle autorità
eventualmente interessate in relazione alla variazione progettata;
3) conseguentemente il Comune provvede al rilascio dell’autorizzazione da
allegare all’atto concessorio o alla redazione del titolo suppletivo, come
previsto dall’articolo 24 del regolamento del Codice della Navigazione. Il
Comune provvede inoltre all’eventuale imposizione e riscossione del canone e
imposta regionale.
d) Procedura per la variazione al contenuto della concessione, che comporta
ampliamento all’estensione della zona già concessa:
1) la domanda va presentata al Comune, secondo le modalità previste per il
rilascio di nuove concessioni;
2) conseguentemente il Comune provvede all’istruttoria nelle modalità previste
per il rilascio di nuove concessioni.
e) Criteri di valutazione delle domande.
I criteri di valutazione delle domande sono:
1) compatibilità generale con il complesso dei vincoli di carattere
territoriale, urbanistico, ambientale in regime dei vincoli vigenti;
2) compatibilità di dettaglio relativamente a:
- elementi strutturali (con riferimento alla precarietà o meno degli impianti e
alla qualità dei manufatti);
- aspetti igienico-sanitari (collegamento alle reti tecnologiche e modalità di
scarico);
- accessibilità ai parcheggi;
- rispetto della normativa sull’abbattimento delle barriere architettoniche e
miglioramento sulla fruibilità e accessibilità, in particolare per i portatori
di handicap;
- dinamica evolutiva del paesaggio;
3) valutazione degli standard dei servizi proposti (densità ombrelloni, servizi
igienici, salvataggio e soccorso, servizi medico – sanitari, strutture e servizi
ricettivi, giochi, sport, altro);
4) piano di investimenti da effettuare da parte del concessionario per l’area
richiesta per la concessione (cronologia e importi);
5) garanzia di sviluppo dell’economia della località tramite preferibilmente
l’impiego di manodopera locale nella gestione delle aree assegnate (numero degli
addetti, mansioni);
6) soggetti imprenditoriali attivi nel settore turismo, riconosciuti dalla
legislazione nazionale o regionale vigente;.
7) gestione diretta della concessione demaniale, da parte del soggetto di cui al
numero 4).
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Allegato S/4
Allegato sul demanio marittimo a finalità turistica
Tipologie di insediamento sul demanio marittimo
Vengono elencate le tipologie d’insediamento sulla base di quanto previsto
dall’articolo 1 del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400 convertito, con
modificazioni, dall’articolo 1, comma l, della legge 4 dicembre 1993, n. 494,
riconducibili alle seguenti aggregazioni di tipologie maggiormente presenti nel
territorio veneto:
a) stabilimento balneare senza strutture fisse;
b) stabilimento balneare con strutture fisse;
c) servizi di ristorazione con o senza ricettività:
1) chioschi;
2) bar;
3) ristoranti;
4) hotel;
d) infrastrutture private:
1) campeggi;
2) impianti sportivi e ricreativi;
3) impianti tecnologici;
e) servizi di noleggio di imbarcazioni e natanti, punti di ormeggio e specchi
acquei;
f) infrastrutture pubbliche o di pubblico servizio, funzionalmente collegate
alle tipologie sopra elencate.
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Allegato T
Commissioni di esame, elenchi e licenze per le professioni turistiche
Parte I – Dati degli elenchi provinciali delle professioni turistiche.
a) Negli elenchi sono indicati i dati personali e la qualifica professionale
degli iscritti, le lingue straniere di abilitazione, la data di rilascio della
licenza, nonché le eventuali sospensioni e la revoca della licenza.
Parte II – Composizione della Commissione di esame.
a) La commissione esaminatrice per gli esami di abilitazione alle professioni
turistiche, è composta da:
1) un dirigente della Provincia con funzioni di presidente;
2) un docente o esperto in ciascuna materia d’esame;
3) un docente o esperto in ciascuna delle lingue straniere scelte dal candidato
come oggetto d’esame;
4) un esperto di primo soccorso;
5) un istruttore della disciplina per la quale si intenda sostenere la prova
pratica nell’ipotesi di cui all’articolo 82, comma 4.
6) un rappresentante designato dal Soccorso alpino e speleologico veneto (SAVS)
del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (C.N.S.A.S.) delle province
di Belluno, Treviso, Padova, Verona e Vicenza;
b) Le funzioni di segretario sono esercitate da un dipendente della Provincia.
c) Ai componenti e al segretario della commissione è corrisposto un compenso e,
ove spetti, il rimborso delle spese di viaggio.
d) Ai fini dell’ammissione agli esami di abilitazione di cui al comma 1, gli
aspiranti all’esercizio delle professioni turistiche di cui all’articolo 82
devono essere in possesso di diploma di istituto di istruzione secondaria di
secondo grado o di diploma conseguito all’estero per il quale sia stata valutata
la corrispondenza dalla competente autorità italiana e, relativamente alla
professione di guida turistica, di laurea.
Parte III – Articolazione e contenuto delle prove di esame.
a) Le prove d’esame, per le guide turistiche, sono finalizzate ad accertare,
oltre alla conoscenza di due o più lingue straniere, una conoscenza approfondita
delle opere d’arte, dei monumenti, dei beni archeologici, delle bellezze
naturali e delle risorse ambientali del territorio in cui viene esercitata la
professione.
Le prove d’esame comprendono tre prove scritte di cui una di cultura generale e
due nelle lingue straniere oggetto dell’abilitazione, tre prove orali di cui una
nelle lingue straniere, una nelle materie indicate nel bando.
b) Le prove di esame per gli accompagnatori turistici consistono in una prova
scritta che accerti un livello di cognizioni adeguate in materia di geografia
turistica italiana ed estera e di regolamenti per le comunicazioni e i trasporti
nonché di organizzazione e legislazione turistica; due prove orali di cui una
nelle materie della prova scritta ed una volta ad accertare l’esatta conoscenza
di almeno una lingua straniera.
c) La prova d’esame per animatore turistico consiste in una prova scritta avente
per oggetto l’elaborazione e realizzazione di un programma di animazione e in
una prova orale volta ad accertare una adeguata conoscenza di almeno una lingua
straniera.
d) Le prove d’esame per guida naturalistico – ambientale consistono in una prova
scritta concernente la conoscenza di nozioni di ecologia, botanica, zoologia e
geologia, in una prova orale concernente anche nozioni di cartografia,
meteorologia ed illustrazione di un itinerario naturalistico con eventuale prova
pratica specifica vertente sulla disciplina specialistica prescelta dal
candidato, in una prova orale consistente nella predisposizione di una lezione
tesa ad accertare la specifica attitudine didattica e in una prova scritta e
orale di lingua straniera..
e) Per tutte le prove d’esame è richiesta la conoscenza degli elementi
fondamentali della medicina di primo soccorso.
f) Sono ammessi a sostenere le prove orali i candidati che abbiano superato le
prove scritte; l’abilitazione è conseguita dai candidati che abbiano conseguito
almeno i sette decimi del punteggio complessivamente previsto nel bando di
esame.
g) L’iscrizione ad un elenco provinciale di guide turistiche costituisce titolo
per la partecipazione all’esame indetto per località diverse, per le quali sarà
consentito sostenere le relative prove, ad esclusione della lingua straniera
oggetto di precedente abilitazione.
h) L’iscrizione ad un elenco provinciale di guide turistiche costituisce titolo
per la partecipazione ad un esame indetto per conseguire l’abilitazione anche
per una lingua diversa da quella oggetto di precedente abilitazione, e consente
di sostenere l’esame limitatamente alle prove di lingua.
i) Gli iscritti ad un elenco provinciale degli accompagnatori turistici che
intendono conseguire l’abilitazione anche per una lingua diversa da quella
propria dell’attività esercitata sono ammessi a sostenere l’esame limitatamente
alla prova orale di lingua straniera.
Parte IV – Licenza per l’esercizio delle professioni turistiche.
a) Nella licenza sono indicate le generalità, la categoria professionale, le
lingue straniere per le quali il soggetto ha conseguito l’abilitazione e, quando
si tratti di guide, i limiti territoriali di esercizio dell’attività. La visita
alle ville venete in ogni caso è consentita.
b) La licenza ha validità quinquennale e s’intende rinnovata a seguito di
formale dichiarazione di prosecuzione dell’attività.
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Allegato U
Identificazione delle piccole e medie imprese turistiche e degli altri soggetti
privati che svolgono attività di gestione di strutture ricettive e di altri
servizi complementari correlati direttamente al settore turismo
Indicazioni di carattere generale
Si premette che per piccole e medie imprese s’intendono quelle individuate dalla
raccomandazione n. 96/C del 3 aprile 1996 pubblicata sulla GUCE L 107 del 30
aprile 1996.
Secondo tale raccomandazione le piccole e medie imprese, sono definite come
imprese:
a) aventi meno di 250 dipendenti;
b) aventi:
1) un fatturato annuo non superiore a 40 milioni di euro, oppure un totale di
bilancio annuo non superiore a 27 milioni di euro;
2) in possesso del requisito di indipendenza, come definito dall’allegato alla
citata Raccomandazione, paragrafo terzo.
Ove sia necessario distinguere tra una piccola ed una media impresa, la piccola
impresa è definita come un’impresa:
a) avente meno di 50 dipendenti;
b) avente:
1) un fatturato annuo non superiore a 7 milioni di euro, oppure un totale di
bilancio annuo non superiore a 5 milioni di euro;
2) in possesso del requisito di indipendenza, come definito dall’allegato alla
citata Raccomandazione, paragrafo terzo.
Tipologie di attività
1) Tipologie di esercizi ricettivi e dell’intermediazione retti a regime di
piccola e media impresa così come classificati dalla presente legge:
a) alberghi;
b) motel;
c) villaggi – albergo;
d) residenze turistico – alberghiere;
e) residenze d’epoca;
f) campeggi;
g) villaggi turistici;
h) esercizi di affittacamere;
i) attività ricettive in esercizi di ristorazione;
l) unità abitative ammobiliate ad uso turistico;
m) strutture ricettive – residence;
n) agenzie di viaggio e turismo;
o) rifugi alpini, rifugi escursionistici.
2) attività codificate dall’Istituto nazionale di statistica correlate al
settore turismo e rette a regime di piccola e media impresa:
55.30.01 Ristoranti, trattorie, pizzerie, osterie e birrerie con cucina;
92.33 Attività parchi di divertimento;
92.61.1 Gestione di piscine;
92.61.2 Gestione di campi da tennis;
92.72.1 Stabilimenti balneari (marittimi, lacuali e fluviali) ed attività
turistiche connesse alla pesca;
93.04.1 Servizi dei centri e stabilimenti per il benessere fisico;
93.04.2 Stabilimenti idropinici ed idrotermali;
92.61.5 B Impianti di risalita, sciovie, slittovie, seggiovie, funivie etc.
compresi gli impianti di innevamento artificiale;
92.61.5 F Piste da sci alpino e da fondo (comprese infrastrutture ed impianti);
71.22 Noleggio di mezzi di trasporto marittimi e fluviali;
3) Tipologie di esercizi ricettivi retti da associazioni ed enti privati non
commerciali senza finalità di lucro secondo le vigenti disposizioni in materia,
così come classificati dalla presente legge:
a) ostelli per la gioventù;
b) case per ferie;
c) rifugi alpini, rifugi escursionistici;
d) foresterie per turisti;
e) case religiose di ospitalità;
f) centri soggiorno studi;
4) Tipologie di esercizi ricettivi gestiti in forma non imprenditoriale
direttamente da persone fisiche, secondo le vigenti disposizioni in materia,
così come classificati dalla presente legge:
a) rifugi alpini, rifugi escursionistici;
b) attività ricettive a conduzione familiare – bed & breakfast;
c) unità abitative ammobiliate ad uso turistico.
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