L.R. 22 febbraio 2001, n. 5 “Disciplina dei trasferimenti di personale regionale a seguito di conferimento di funzioni”

L.R. 22-2-2001 n. 5
Disciplina dei trasferimenti di personale regionale a seguito di conferimento di funzioni.
Pubblicata nel B.U. Emilia-Romagna 23 febbraio 2001, n. 27.

Epigrafe
Art. 1 – Finalità.
Art. 2 – Ambito di applicazione.
Art. 3 – Personale trasferito di qualifica non dirigenziale.
Art. 4 – Personale trasferito di qualifica dirigenziale.
Art. 5 – Norme particolari per il personale residente in altra provincia.
Art. 6 – Spese per il personale e finanziamento degli enti di destinazione.
Art. 7 – Disposizioni finali e abrogazioni.
Art. 8 – Norma finanziaria.
Art. 9 – Dichiarazione d’urgenza.

L.R. 22 febbraio 2001, n. 5 (1).
Disciplina dei trasferimenti di personale regionale a seguito di conferimento di
funzioni.
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(1) Pubblicata nel B.U. Emilia-Romagna 23 febbraio 2001, n. 27.

Art. 1
Finalità.
1. La presente legge persegue la finalità di confermare e valorizzare la
caratteristica di servizio pubblico delle attività e funzioni sulle quali è
impegnato il personale di cui ai successivi articoli, ottimizzando i livelli di
efficienza e adeguatezza del servizio medesimo.
2. Nell’ambito della finalità di cui al comma 1, la presente legge definisce un
trattamento giuridico ed economico omogeneo di tutto il personale interessato ai
trasferimenti, nonché prevede, secondo criteri ispirati ai princìpi di efficacia
e semplificazione, uniformi modalità di finanziamento agli enti di destinazione.

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Art. 2
Ambito di applicazione.
1. La presente legge disciplina i trasferimenti di personale regionale, disposti
con decreto del Presidente della Regione ai sensi dell’art. 8 ed ai sensi
dell’art. 238, comma 1, della L.R. 21 aprile 1999, n. 3, nonché ai sensi
dell’art. 7, comma 1. La presente legge disciplina, altresì, i trasferimenti del
personale regionale posto in comando presso le province ai sensi dell’art. 24
della L.R. 30 maggio 1997, n. 15.
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Art. 3
Personale trasferito di qualifica non dirigenziale.
1. Il personale conserva la posizione giuridica ed economica maturata all’atto
del trasferimento, ivi compresi gli effetti dell’anzianità di servizio.
2. Il personale partecipa all’applicazione del vigente contratto collettivo
decentrato integrativo per i dipendenti della Regione Emilia-Romagna,
limitatamente ai benefìci economici decorrenti in data anteriore a quella del
trasferimento. Sono riconosciuti, altresì, gli effetti di eventuali procedure
selettive avviate, presso la Regione, in data antecedente a quella del
trasferimento.
3. Ad ogni unità di personale la Regione corrisponde una tantum:
a) lo specifico compenso incentivante, secondo quanto previsto dalla
contrattazione collettiva, nella misura definita dalla Giunta regionale avuto a
riferimento il rapporto di lavoro a tempo pieno;
b) l’importo complessivo dell’integrazione regionale all’indennità di fine
servizio, calcolato ai sensi dell’art. 1 della L.R. 14 dicembre 1982, n. 58,
maturato all’atto del trasferimento.
4. Ad ogni unità di personale è corrisposto annualmente un compenso pari alla
differenza tra l’importo medio, calcolato per categoria, erogato nell’anno
precedente a titolo di compenso per la produttività ai dipendenti regionali e il
corrispondente importo medio, erogato nel medesimo anno di riferimento e allo
stesso titolo, ai dipendenti dell’ente di destinazione.
5. Il compenso di cui al comma 4 si intende aggiuntivo rispetto a quello
derivante dalla partecipazione del personale, presso l’ente di destinazione,
all’applicazione degli istituti previsti all’art. 17 del CCNL del 1° aprile
1999.
6. Ai dipendenti che, all’atto del trasferimento, godevano dell’indennità di
"maneggio valori" di cui all’art. 36 del CCNL successivo a quello del 1° aprile
1999, o del compenso per l’esercizio di attività svolte in condizioni
particolarmente disagiate di cui all’art. 4 del contratto collettivo decentrato
integrativo per i dipendenti della Regione Emilia-Romagna, viene riconosciuto,
nella forma di assegno ad personam, un compenso pari all’importo stabilito, per
le suddette indennità, dalle disposizioni contrattuali vigenti alla data del
trasferimento. Il compenso per l’esercizio di attività svolte in condizioni
particolarmente disagiate s’intende comprensivo dell’indennità di rischio
eventualmente spettante ai sensi dell’art. 37 del CCNL successivo a quello del
1° aprile 1999.
7. Ai dipendenti titolari di posizioni organizzative all’atto del trasferimento
è mantenuta l’erogazione mensile, nella forma di assegno ad personam, del
compenso stabilito per l’espletamento del relativo incarico fino alla scadenza
prevista; nel caso di conferimento di altro incarico di posizione organizzativa
da parte dell’ente di destinazione, è mantenuta l’erogazione mensile, nella
forma di assegno ad personam e fino alla scadenza dell’incarico conferito dalla
Regione, della differenza d’importo tra il compenso già percepito e quello
stabilito per l’espletamento del nuovo incarico.
8. Al personale trasferito ai sensi dell’art. 7 della L.R. 7 novembre 1995, n.
54, nonché ai sensi dell’art. 21 della L.R. 9 agosto 1993, n. 28, si applicano,
a decorrere dal 1 ° gennaio 2001, le disposizioni del presente articolo
limitatamente ai commi 1, 4, 5.
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Art. 4
Personale trasferito di qualifica dirigenziale.
1. Il personale conserva la posizione giuridica ed economica maturata all’atto
del trasferimento, ivi compresi gli effetti dell’anzianità di servizio.
2. Fatto salvo quanto previsto al comma 4, ad ogni unità di personale la Regione
corrisponde, una tantum, gli emolumenti previsti al comma 3 dell’art 3; la
misura del compenso incentivante, di cui alla lett. a), è definita dalla Giunta
regionale in analogia col criterio stabilito dalla contrattazione collettiva
nazionale per il personale di qualifica non dirigenziale.
3. Ad ogni unità di personale è mantenuta l’erogazione mensile, nella forma di
assegno ad personam, della retribuzione di posizione stabilita dalla Regione per
l’incarico espletato dal dipendente all’atto del trasferimento, fino alla
scadenza prevista; dopo il conferimento di un incarico dirigenziale da parte
dell’ente di destinazione, è mantenuta l’erogazione mensile, nella forma di
assegno ad personam e fino alla scadenza dell’incarico conferito dalla Regione,
della differenza tra l’importo come sopra definito e quello stabilito per
l’espletamento del nuovo incarico.
4. I contratti già stipulati tra i dipendenti e la Regione, aventi ad oggetto la
risoluzione consensuale del rapporto di lavoro ai sensi dell’art 17 del vigente
CCNL – area della dirigenza, conservano piena efficacia rispetto all’ente di
destinazione; in capo alla Regione permane l’obbligo di corrispondere
l’indennità supplementare, secondo i criteri e le modalità concordate.
5. Nel calcolo dell’indennità supplementare, ai sensi del comma 4, si fa
riferimento all’ammontare mensile della retribuzione di posizione stabilita
dalla Regione per l’incarico espletato dal dipendente all’atto del
trasferimento. Detta indennità assorbe il compenso incentivante di cui al comma
2.
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Art. 5
Norme particolari per il personale residente in altra provincia.
1. Il personale che, all’entrata in vigore della presente legge, sia residente
da almeno un anno in provincia diversa da quella dell’ente di destinazione,
permane a domanda nell’organico regionale per il tempo necessario ad operare il
trasferimento, per l’esercizio delle medesime funzioni, presso altro ente della
provincia di residenza. In tale periodo transitorio detto personale resta in
comando presso l’ente di attuale assegnazione.
2. Trascorso un anno dalla data di decorrenza del decreto di trasferimento, il
personale ancora in comando presso l’ente di attuale assegnazione viene
collocato presso la sede centrale della Regione.
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Art. 6
Spese per il personale e finanziamento degli enti di destinazione.
1. La Regione provvede a finanziare le spese per le risorse umane necessarie a
svolgere le funzioni conferite con l’erogazione annuale di un importo
forfettario, avuto a riferimento il costo complessivo delle unità di personale
trasferite. A tal fine vengono stipulate specifiche intese con gli enti di
destinazione.
2. In mancanza delle intese di cui al comma 1, o di altra intesa di uguale
oggetto precedente il trasferimento, l’importo del finanziamento sarà stabilito
annualmente, per un periodo iniziale di due anni, pari al costo complessivo,
nell’anno di riferimento, delle unità di personale trasferite. Al termine di
tale periodo, e fino alla stipulazione delle intese di cui al comma 1, l’importo
resterà fissato al costo complessivo a quella data delle unità di personale
trasferite ancora in servizio.
3. Per "costo complessivo" di una unità di personale, ai sensi dei commi 1 e 2,
s’intende il costo derivante dalla retribuzione media globale di un dipendente
regionale collocato nella corrispondente posizione economica, incrementato dei
costi di natura non retributiva forfettariamente quantificati nella misura del
6%.
4. Potranno essere stipulate specifiche intese che regolino l’evoluzione nel
tempo del costo di natura retributiva come definito al comma 3. Dette intese
potranno altresì disciplinare l’adeguamento dei costi di natura non retributiva,
tenuto conto delle specifiche condizioni organizzative degli enti di
destinazione, nonché le modalità di utilizzo dei corrispondenti importi, avuto a
riferimento il trattamento goduto dai dipendenti regionali.
5. Il finanziamento delle spese per le risorse umane che svolgono le funzioni
conferite con la L.R. 7 novembre 1995, n. 54, e con la L.R. 4 marzo 1998, n. 7,
è disciplinato secondo le disposizioni del presente articolo, assumendo come
data iniziale, ai sensi del comma 2, il 1° gennaio 2001 e come importo del primo
biennio quello erogato nell’anno 2000.
6. Per le risorse umane che svolgono le funzioni conferite con la L.R. 30 maggio
1997, n. 15, l’importo del finanziamento è corrispondente al costo derivante
dalle dotazioni – tipo iniziali, così come definite dalle intese che hanno
regolato la fase transitoria prevista all’art. 24 della suddetta legge. È fatta
salva la stipulazione di nuove intese ai sensi del comma 4.
7. Gli enti di destinazione presentano annualmente alla Regione una
dichiarazione attestante le spese complessivamente sostenute per le risorse
umane che svolgono le funzioni conferite, con l’indicazione della loro
ripartizione tra i diversi ambiti.
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Art. 7
Disposizioni finali e abrogazioni.
1. Fermo restando quanto previsto dall’art. 8 e dell’art. 238, comma 1, della
L.R. 21 aprile 1999, n. 3, il decreto di cui all’art. 2 della presente legge
dispone, altresì, i trasferimenti del personale regionale in comando per
l’esercizio di funzioni delegate alla data del 31 dicembre 2000.
2. Per la copertura di posti resisi vacanti successivamente al trasferimento,
possono essere stipulate apposite intese tra la Regione e le province, per
l’utilizzo delle graduatorie risultanti dai processi selettivi espletati dalla
Regione in esecuzione dei progetti speciali attuativi delle intese previste
dall’art. 24 della L.R. 30 maggio 1997, n. 15.
3. (2).
4. Al comma 4 dell’art. 24 della L.R. 30 maggio 1997, n. 15, sono soppresse le
seguenti parole «definita dall’intesa di cui al comma 1 dell’art. 25».
5. Sono abrogate le seguenti disposizioni:
a) gli articoli 26 e 27 della L.R. 30 maggio 1997, n 15;
b) il comma 4 dell’art. 238 della L.R. 21 aprile 1999, n. 3;
c) gli articoli 8 e 11 della L.R. 7 novembre 1995, n. 54;
d) l’art. 17 della L.R. 4 marzo 1998, n. 7;
e) l’art. 23 della L.R. 9 agosto 1993, n. 28.
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(2) Sostituisce l’art. 25, L.R. 30 maggio 1997, n. 15.

Art. 8
Norma finanziaria.
1. Agli oneri derivanti dall’attuazione dell’art. 3, comma 3, lett. a) e
dell’art. 6 della presente legge la Regione fa fronte mediante l’istituzione di
appositi capitoli, o la modifica di capitoli esistenti, nella parte "spesa" del
bilancio regionale, che verranno dotati della necessaria disponibilità secondo
quanto previsto dall’art. 11 della L.R. 6 luglio 1977, n. 31.
2. Lo stanziamento sui capitoli relativi ai costi del personale trasferito,
siano essi di natura retributiva o non retributiva, e al finanziamento delle
funzioni già conferite dalla legge regionale n. 54 del 1995 e dalla legge
regionale n. 7 del 1998, saranno ridotti in conseguenza di quanto previsto al
comma 1.
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Art. 9
Dichiarazione d’urgenza.
1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi e per gli effetti del comma 2
dell’art. 127 della Costituzione e del comma 2 dell’art. 31 dello Statuto
regionale ed entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel
Bollettino Ufficiale della Regione.
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