L.R. 2 agosto 1999, n. 20 “Disciplina del commercio su aree pubbliche e modifiche alla L.R. 16 febbraio 1995, n. 6″

L.R. 2-8-1999 n. 20
Disciplina del commercio su aree pubbliche e modifiche alla legge regionale 16 febbraio 1995, n. 6 (Disciplina delle manifestazioni fieristiche).
Pubblicata nel B.U. Valle d’Aosta 10 agosto 1999, n. 35.

Epigrafe
Art. 1 – Ambito di applicazione.
Art. 2 – Definizioni.
Art. 3 – Caratteristiche ed articolazione merceologica delle manifestazioni.
Art. 4 – Requisiti per l’esercizio dell’attività.
Art. 5 – Autorizzazione di tipo A.
Art. 6 – Procedura di rilascio delle autorizzazioni di tipo A.
Art. 7 – Subingresso nelle autorizzazioni di tipo A.
Art. 8 – Autorizzazione di tipo B.
Art. 9 – Revoca e sospensione delle autorizzazioni.
Art. 10 – Criteri per la razionalizzazione del commercio su aree pubbliche.
Art. 11 – Deliberazioni comunali.
Art. 11-bis – Mostre-mercato.
Art. 12 – Adempimenti nei confronti dell’Osservatorio regionale del commercio e del turismo.
Art. 13 – Rilascio delle concessioni di posteggio nelle fiere.
Art. 14 – Assegnazione temporanea di posteggi nei mercati e nelle fiere.
Art. 15 – Computo delle presenze.
Art. 16 – Orari del commercio su aree pubbliche.
Art. 17 – Aree particolari.
Art. 18 – Uso di automezzi.
Art. 19 – Adempimenti dei Comuni.
Art. 20 – Conversione delle autorizzazioni.
Art. 21 – Modifica all’articolo 2 della legge regionale 16 febbraio 1995, n. 6.
Art. 22 – Abrogazioni.
Art. 23 – Dichiarazione d’urgenza.
Allegato A

L.R. 2 agosto 1999, n. 20 (1).
Disciplina del commercio su aree pubbliche e modifiche alla legge regionale 16
febbraio 1995, n. 6 (Disciplina delle manifestazioni fieristiche) (2).
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(1) Pubblicata nel B.U. Valle d’Aosta 10 agosto 1999, n. 35.
(2) Vedi, anche, la Circ.Ass. 13 agosto 1999, n. 40 e la Circ.Ass. 10 febbraio
2000, n. 5.

Capo I – Princìpi generali
Art. 1
Ambito di applicazione.
1. Con la presente legge la Regione Valle d’Aosta disciplina l’esercizio del
commercio su aree pubbliche.
2. Le relative norme si applicano a tutti gli operatori di commercio su aree
pubbliche nonché, limitatamente all’uso delle aree e delle soste, ai produttori
agricoli di cui alla legge 9 febbraio 1963, n. 59 (Norme per la vendita al
pubblico in sede stabile dei prodotti agricoli da parte degli agricoltori
produttori diretti).
3. La Giunta regionale può emanare appositi provvedimenti per la disciplina
degli aspetti attuativi della presente legge.
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Art. 2
Definizioni.
1. Ai fini degli articoli che seguono, si intendono:
a) per autorizzazioni di tipo A, le autorizzazioni per l’esercizio del commercio
su aree pubbliche mediante l’uso di posteggio, di cui all’articolo 28, comma 1,
lettera a), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114 (Riforma della
disciplina relativa al settore del commercio, a norma dell’articolo 4, comma 4,
della L. 15 marzo 1997, n. 59);
b) per autorizzazioni di tipo B, le autorizzazioni per l’esercizio del commercio
su aree pubbliche senza l’uso di posteggio ed in forma itinerante, di cui
all’articolo 28, comma 1, lettera b), del D.Lgs. n. 114/1998;
c) per concessione di posteggio, l’atto comunale che consente l’utilizzo di un
posteggio nell’ambito di un mercato o di una fiera o al di fuori di essi;
d) per posteggio fuori mercato, un posteggio destinato all’esercizio
dell’attività e non compreso nei mercati;
e) per società di persone, le società in nome collettivo e le società in
accomandita semplice;
f) per settori merceologici, il settore alimentare ed il settore non alimentare
di cui all’articolo 5 del D.Lgs. n. 114/1998;
g) per requisiti soggettivi, i requisiti di accesso alle attività commerciali
previsti dall’articolo 5 del D.Lgs. n. 114/1998;
h) per produttori agricoli, i soggetti in possesso dell’autorizzazione
rilasciata ai sensi della L. n. 59/1963;
i) per mercato, l’area pubblica o privata della quale il Comune abbia la
disponibilità, composta da più posteggi, attrezzata o meno, e destinata
all’esercizio dell’attività per uno o più o tutti i giorni della settimana o del
mese per l’offerta integrata di merci al dettaglio, la somministrazione di
alimenti e bevande, l’erogazione di pubblici servizi;
j) per fiera, la manifestazione caratterizzata dall’afflusso, nei giorni
stabiliti sulle aree pubbliche o private delle quali il Comune abbia la
disponibilità, di operatori autorizzati ad esercitare il commercio su aree
pubbliche, in occasione di particolari ricorrenze, eventi o festività;
k) per presenza in un mercato, il numero delle volte in cui l’operatore si è
presentato in tale mercato prescindendo dal fatto che vi abbia potuto o meno
svolgere l’attività;
l) per presenze effettive in una fiera, il numero delle volte in cui l’operatore
ha effettivamente esercitato l’attività in tale fiera;
m) per autorizzazioni temporanee, le autorizzazioni rilasciate a coloro che
siano in possesso dei requisiti soggettivi previsti, in occasione di feste,
sagre o altre riunioni straordinarie di persone, nei limiti dei posteggi
appositamente individuati;
m-bis) per mostre-mercato di interesse locale, le manifestazioni sul suolo
pubblico o privato, di cui il Comune abbia la disponibilità, concernenti
particolari specializzazioni merceologiche, quali l’antiquariato, le cose
vecchie, le cose usate, l’oggettistica antica, i libri, le stampe, i fiori, le
piante, gli oggetti da collezione (3).
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(3) Lettera aggiunta dall’art. 1, L.R. 4 agosto 2000, n. 22.

Art. 3
Caratteristiche ed articolazione merceologica delle manifestazioni.
1. I mercati, in relazione al periodo di svolgimento, si suddividono in:
a) annuali, qualora si svolgano in tutto il corso dell’anno;
b) stagionali, qualora si svolgano per un periodo non superiore a sei mesi
l’anno;
c) straordinari, qualora si tratti di edizioni aggiuntive dello stesso mercato,
in giorni diversi ed ulteriori rispetto a quelli previsti, senza riassegnazione
di posteggi.
2. I Comuni possono determinare le tipologie merceologiche dei posteggi delle
fiere e dei mercati oppure dei posteggi istituiti fuori mercato, stabilendo
vincoli di esclusiva vendita di determinate categorie di prodotti,
indipendentemente dal contenuto dell’autorizzazione, nonché prevedere fiere e
mercati specializzati nei quali almeno il settanta per cento dei posteggi siano
destinati alla vendita del medesimo prodotto o di prodotti affini.
3. Al fine di consentire, nell’ambito dell’Osservatorio regionale del commercio
e del turismo di cui all’articolo 11 della legge regionale 7 giugno 1999, n. 12
(Princìpi e direttive per l’esercizio dell’attività commerciale), un
monitoraggio sull’andamento del commercio su aree pubbliche, la ripartizione
merceologica dei posteggi di cui al comma 2 è effettuata con riferimento alle
categorie di prodotti indicate nell’allegato A.
4. Per il soddisfacimento di specifiche esigenze, i Comuni possono prevedere
l’esercizio del commercio su aree pubbliche in posteggi fuori mercato,
appositamente individuati.
5. Al fine di valorizzare specifiche aree urbane o rurali, nonché specifiche
tradizioni locali, attività culturali, economiche e sociali, i Comuni possono
istituire fiere o manifestazioni commerciali che si svolgono su aree pubbliche o
private di cui abbiano la disponibilità. A tali manifestazioni partecipano
prioritariamente gli operatori autorizzati al commercio su aree pubbliche e nei
posteggi in eccedenza possono essere ammessi a partecipare anche i soggetti
iscritti nel Registro delle imprese.
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Art. 4
Requisiti per l’esercizio dell’attività.
1. Il commercio su aree pubbliche può essere svolto da persone fisiche o da
società di persone ed è subordinato al possesso dei requisiti per l’esercizio
dell’attività commerciale di cui all’articolo 5 del D.Lgs. n. 114/1998 ed al
rilascio delle prescritte autorizzazioni.
2. Ai fini della commercializzazione restano salve le disposizioni concernenti
la vendita di determinati prodotti previste da leggi speciali.
3. L’aggiunta di un settore merceologico al contenuto dell’autorizzazione è
subordinata alla sola verifica dei requisiti di cui all’articolo 5 del D.Lgs. n.
114/1998.
4. È ammesso il rilascio di più autorizzazioni a favore del medesimo soggetto,
persona fisica o società. Le autorizzazioni a favore di società sono intestate
direttamente a queste.
5. È consentita la rappresentanza del titolare dell’autorizzazione, persona
fisica o società, da parte di un coadiutore, dipendente o socio, a condizione
che, durante le attività di vendita, egli sia munito di delega e del titolo
originale dell’autorizzazione, da poter esibire ad ogni richiesta degli organi
di vigilanza.
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Capo II – Disciplina delle autorizzazioni
Art. 5
Autorizzazione di tipo A.
1. L’autorizzazione per l’esercizio del commercio su aree pubbliche mediante
l’uso di posteggio è rilasciata dal Comune dove questo si trova. Ciascun singolo
posteggio è oggetto di distinta autorizzazione.
2. Il rilascio dell’autorizzazione comporta il contestuale rilascio della
concessione del posteggio che ha validità di dieci anni, e non può essere ceduta
se non con l’insieme del complesso dei beni, per mezzo del quale ciascuna
autorizzazione viene utilizzata, ed è automaticamente rinnovata alla scadenza,
salvo diversa disposizione del Comune, adottata per motivi di pubblico
interesse.
3. L’autorizzazione di tipo A, oltre all’esercizio dell’attività con uso di
posteggio, consente:
a) la partecipazione alle fiere, anche fuori Regione;
b) la vendita in forma itinerante nel territorio regionale, al di fuori del
tempo di utilizzazione dei posteggi.
4. Nello stesso mercato un medesimo soggetto, persona fisica o società, non può
essere titolare di più di tre autorizzazioni, e connesse concessioni di
posteggio, salvo che fosse già titolare di più concessioni di posteggio
all’entrata in vigore della legge 28 marzo 1991, n. 112 (Norme in materia di
commercio su aree pubbliche) o che si tratti di società cui vengano conferite
più aziende per l’esercizio del commercio su aree pubbliche relative a posteggi
esistenti nel medesimo mercato.
5. In relazione a quanto disposto all’articolo 4, comma 5, è ammesso in capo ad
uno stesso soggetto, persona fisica o società, il rilascio di più autorizzazioni
di tipo A per più mercati anche aventi svolgimento nei medesimi giorni ed orari.
6. Nel rispetto delle disposizioni in materia igienico-sanitaria, nonché dei
limiti di carattere merceologico disposti dai Comuni, l’operatore può utilizzare
il posteggio per la vendita di tutti i prodotti oggetto della sua
autorizzazione.
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Art. 6
Procedura di rilascio delle autorizzazioni di tipo A.
1. Le domande di rilascio dell’autorizzazione di tipo A e della relativa
concessione di posteggio, all’interno dei mercati, sono inoltrate, con lettera
raccomandata con avviso di ricevimento, al Comune dove si trovano i posteggi,
sulla base delle indicazioni previste in apposito bando comunale contenente
l’indicazione dei posteggi, la loro ampiezza e ubicazione, le eventuali
determinazioni di carattere merceologico ed i criteri di priorità di
accoglimento delle istanze di cui al comma 4.
2. Entro il 14 gennaio ed il 14 luglio di ciascun anno, i Comuni fanno pervenire
all’Assessorato competente in materia di commercio, i propri bandi ai fini della
pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Valle d’Aosta entro i
successivi trenta giorni.
3. Le domande di rilascio delle autorizzazioni sono inoltrate ai Comuni a
partire dalla data di pubblicazione dei bandi nel Bollettino Ufficiale e debbono
pervenire nel termine massimo di trenta giorni da essa. Le domande pervenute ai
Comuni fuori termine sono respinte e non danno luogo ad alcuna priorità in
futuro. L’esito dell’istanza è comunicato agli interessati nel termine, non
superiore a novanta giorni, a tal fine fissato dai Comuni, decorso il quale
l’istanza deve considerarsi accolta.
4. Il Comune esamina le domande regolarmente pervenute e rilascia
l’autorizzazione e la contestuale concessione per ciascun posteggio libero sulla
base di una graduatoria formulata tenendo conto, nell’ordine, dei seguenti
criteri:
a) maggiore anzianità di presenza nel mercato, determinata in base al numero di
volte che l’operatore si è presentato entro l’orario d’inizio previsto,
prescindendo dal fatto di aver potuto o meno svolgere l’attività;
b) anzianità di iscrizione al Registro delle imprese per l’attività di commercio
al dettaglio su aree pubbliche;
c) altri eventuali criteri integrativi disposti dal Comune ed indicati nel
bando;
d) ordine cronologico di spedizione.
5. Qualora il Comune abbia fatto uso della facoltà di ripartizione merceologica
dei posteggi, è redatta distinta graduatoria per ciascun gruppo di posteggi
individuato. È ammesso inoltrare istanza per l’inserimento in più graduatorie.
6. Nel caso di soppressione dei posteggi in un mercato, i titolari dei posteggi
soppressi hanno priorità assoluta nell’assegnazione di nuovi posteggi comunque
disponibili, quale che sia la merceologia trattata.
7. Sono escluse dall’applicazione della procedura di cui al presente articolo, e
sono rilasciate dai Comuni, secondo propri criteri e modalità, le autorizzazioni
e concessioni di posteggio relative:
a) ai produttori agricoli di cui alla L. n. 59/1963;
b) a posteggi fuori mercato.
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Art. 7
Subingresso nelle autorizzazioni di tipo A.
1. Nell’ipotesi di cessione in proprietà o gestione per atto tra vivi
dell’attività commerciale corrispondente all’autorizzazione di tipo A, il
cessionario inoltra al Comune sede del posteggio la comunicazione di
subingresso, allegandovi l’autorizzazione originale e l’autocertificazione del
possesso dei requisiti di cui all’articolo 5 del D.Lgs. n. 114/1998.
2. Se il cessionario dell’attività non è in possesso, al momento dell’atto di
trasferimento dell’azienda, dei requisiti di cui all’articolo 5 del D.Lgs. n.
114/1998, l’esercizio dell’attività commerciale e la reintestazione
dell’autorizzazione sono sospesi fino al loro ottenimento che deve avvenire
entro un armo.
3. Nel caso di cessione per causa di morte, la comunicazione di cui al comma 1 è
effettuata dagli eredi che assumono la gestione dell’attività, i quali, anche in
mancanza dei requisiti di cui all’articolo 5 del D.Lgs. n. 114/1998, possono
continuare l’attività del dante causa per non oltre sei mesi.
4. In ogni caso di subingresso in attività di commercio su aree pubbliche, i
titoli di priorità acquisiti dal cedente si trasferiscono al cessionario, ad
esclusione dell’anzianità di iscrizione al Registro delle imprese. La
disposizione si applica anche al conferimento in società.
5. Non è ammessa la cessione dell’attività relativamente ad uno o alcuni
soltanto dei giorni per i quali è autorizzato l’uso del posteggio, nell’ambito
di un mercato a cadenza giornaliera.
6. Nell’ipotesi di cambiamento di residenza del titolare di autorizzazione di
tipo A, questi ne dà comunicazione entro trenta giorni al Comune sede di
posteggio che provvede alle necessarie annotazioni.
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Art. 8
Autorizzazione di tipo B.
1. L’autorizzazione per l’esercizio del commercio su aree pubbliche senza l’uso
di posteggio ed in forma itinerante è rilasciata dal Comune di residenza del
richiedente o, in caso di società di persone, dal Comune in cui ha sede legale
la società.
2. L’autorizzazione di tipo B abilita:
a) all’esercizio del commercio in forma itinerante;
b) all’esercizio del commercio nell’ambito delle fiere;
c) all’esercizio del commercio nell’ambito dei mercati, limitatamente ai
posteggi non assegnati o provvisoriamente non occupati;
d) alla vendita al domicilio, come definito all’articolo 28, comma 4, del D.Lgs.
n. 114/1998.
3. L’esercizio del commercio in forma itinerante permette di effettuare soste
per il tempo necessario a servire la clientela e, comunque, non superiori ad
un’ora di permanenza nel medesimo punto, con obbligo, decorso detto periodo, di
spostamento di almeno cinquecento metri e divieto di tornare nel medesimo punto
nell’arco della giornata.
4. La domanda di rilascio dell’autorizzazione è inoltrata con lettera
raccomandata con avviso di ricevimento e s’intende accolta qualora il Comune non
comunichi all’interessato il provvedimento di diniego entro il termine, non
superiore a novanta giorni, fissato dal Comune stesso.
5. Nel caso di cambiamento di residenza della persona fisica o di sede legale
della società, titolari di autorizzazione di tipo B, l’interessato ne dà
comunicazione entro trenta giorni al Comune di nuova residenza o sede legale che
provvede al rilascio della nuova autorizzazione, previo ritiro
dell’autorizzazione originaria ed alla sua trasmissione al Comune di provenienza
per gli adempimenti conseguenti. Nella nuova autorizzazione sono annotati gli
estremi dell’autorizzazione precedente ai fini della conservazione delle
priorità.
6. Nell’ipotesi di cessione in proprietà o gestione per atto tra vivi
dell’attività commerciale corrispondente all’autorizzazione di tipo B, il
cessionario provvede ad inoltrare al proprio Comune di residenza la
comunicazione di subingresso, allegandovi l’autorizzazione originale e
l’autocertificazione del possesso dei requisiti di cui all’articolo 5 del D.Lgs.
n. 114/1998. Qualora il Comune di residenza del cessionario sia diverso da
quello del cedente, il titolo originale è trasmesso dal primo Comune al secondo
per gli adempimenti conseguenti. Si applica anche al subingresso nelle
autorizzazioni di tipo B quanto disposto ai commi 2, 3 e 4 dell’articolo 7.
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Art. 9
Revoca e sospensione delle autorizzazioni.
1. L’autorizzazione è revocata:
a) nel caso in cui l’operatore non risulti più in possesso dei requisiti
previsti per l’esercizio dell’attività;
b) nel caso in cui l’operatore non inizi l’attività entro sei mesi dalla data
dell’avvenuto rilascio materiale dell’autorizzazione;
c) nel caso di subingresso, qualora l’attività non venga ripresa entro un anno
dalla data del trasferimento dell’azienda o dalla morte del dante causa;
d) qualora l’operatore in possesso di autorizzazione di tipo A non utilizzi,
senza giustificato motivo, compresi i casi di forza maggiore nei periodi
invernali, il posteggio assegnato per periodi superiori complessivamente a
quattro mesi in ciascun anno solare, o per oltre un quarto del periodo previsto
trattandosi di autorizzazioni stagionali, fatti salvi i casi di assenza per
malattia, gravidanza o servizio militare. I periodi di non utilizzazione del
posteggio ricadenti nell’anno concesso al subentrante non in possesso dei
requisiti per poterli ottenere non sono computati ai fini della revoca;
e) qualora vi siano rilevanti motivi di pubblico interesse. In tal caso la
revoca è disposta senza oneri per il Comune e con diritto dell’operatore ad
ottenere un altro posteggio nel territorio comunale, se possibile economicamente
equivalente salvo nel caso di spostamento di fiere o mercati.
2. Nelle ipotesi di cui alle lettere b), c) e d) del comma 1, i Comuni, per
gravi e comprovati motivi indicati dal richiedente, possono disporre la
sospensione dei termini di revoca dell’autorizzazione per un periodo non
superiore a sei mesi.
3. Il Comune, avuta notizia di una delle fattispecie di revoca, la comunica
all’interessato fissando un congruo termine per le eventuali controdeduzioni,
decorso il quale adotta il provvedimento di revoca.
4. L’autorizzazione è sospesa dal Comune nei casi previsti dall’articolo 29,
comma 3, del D.Lgs. n. 114/1998. La sospensione è disposta dal Comune con
provvedimento distinto dall’irrogazione della sanzione amministrativa.
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Capo III – Programmazione del commercio su aree pubbliche
Art. 10
Criteri per la razionalizzazione del commercio su aree pubbliche.
1. Al fine di promuovere un equilibrato sviluppo del commercio su aree pubbliche
in relazione alla rete di vendita al dettaglio in sede fissa, la Giunta
regionale, acquisito il parere delle rappresentanze degli enti locali ed operata
la consultazione delle organizzazioni dei consumatori e delle imprese del
commercio maggiormente rappresentative a livello regionale, ha facoltà di
emanare indirizzi per i Comuni, ai fini della determinazione dell’ampiezza
complessiva delle aree da destinare alle fiere e ai mercati e del numero dei
posteggi, sulla base delle caratteristiche economiche del territorio, secondo
quanto previsto all’articolo 6, comma 3, del D.Lgs. n. 114/1998.
2. Prima di procedere all’istituzione di nuove fiere e mercati, i Comuni curano
la riqualificazione ed il potenziamento dell’offerta esistente, promuovendo
l’ampliamento del numero e delle dimensioni dei posteggi già previsti, avendo
come obiettivo almeno trentadue metri quadri per posteggio.
3. Nell’individuare eventuali aree per fiere o mercati di nuova istituzione o da
trasferire, i Comuni tengono conto principalmente:
a) delle previsioni degli strumenti urbanistici, favorendo le zone in espansione
o a vocazione turistica ed il riequilibrio dell’offerta nelle varie parti del
territorio, anche in relazione alla rete distributiva in sede fissa;
b) delle esigenze di tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico,
storico, artistico, naturalistico e ambientale;
c) delle esigenze di polizia stradale, con particolare riguardo alla facilità di
accesso degli operatori, anche con automezzo, e dei consumatori, favorendo il
decongestionamento del traffico;
d) delle esigenze di natura igienico-sanitaria e della possibilità di
allacciamento alle reti elettrica, idrica e fognaria.
4. I Comuni possono istituire fiere o mercati specializzati solo previa verifica
che il presumibile bacino di utenza, nelle sue componenti stanziale e turistica,
sia in grado di sostenere adeguatamente la creazione di iniziative a merceologie
limitate, tenuto conto dell’esistenza di eventuali analoghe iniziative in altri
Comuni e del servizio offerto dalle altre forme di distribuzione.
5. Per favorire la valorizzazione delle produzioni tipiche regionali, nei
mercati con almeno venticinque posteggi debbono prevedersi, ove non esistenti e
qualora vengano richiesti, non meno di due ulteriori posteggi destinati alla
vendita di prodotti alimentari o dell’artigianato, tipici della Valle d’Aosta.
6. I Comuni contermini, in numero di due o più, qualora nei rispettivi mercati
si verifichi una caduta sistematica della domanda o la presenza media di un
numero troppo esiguo di operatori o altra causa persistente di scarsa
funzionalità ed attrattività possono, sulla base di un comune progetto e sentite
le rappresentanze sindacali degli operatori, deliberare la riduzione della
frequenza di svolgimento dei propri mercati ed il loro contestuale ampliamento
dimensionale. In tale ipotesi il rilascio delle nuove autorizzazioni e
l’assegnazione dei posteggi aggiuntivi non è subordinato alla procedura
ordinaria di cui all’articolo 6, ma è disposto, per ciascun mercato, a favore
degli operatori già presenti in quelli degli altri Comuni che hanno partecipato
al progetto. La scelta dei posteggi è effettuata sulla base dell’anzianità di
frequenza e, a parità di questa, dell’anzianità di iscrizione al Registro delle
imprese.
7. Qualora in un Comune venga disposto lo spostamento definitivo di mercati in
altra sede ovvero la soppressione di parte di un mercato con contestuale
creazione di un secondo mercato, gli operatori hanno diritto alla conservazione
dell’anzianità ed alla riassegnazione dei posteggi sulla base delle loro scelte,
effettuate tenendo conto delle priorità di cui all’articolo 6, comma 4.
8. Il disposto del comma 7 non si applica:
a) alle sospensioni temporanee dei mercati, salvo, ove possibile, la messa a
disposizione degli operatori di altre aree a titolo provvisorio;
b) al trasferimento temporaneo di mercati;
c) alla variazione di data di svolgimento.
9. Qualora nell’ambito di un mercato venga a crearsi disponibilità di un
posteggio, per rinuncia o decadenza, il Comune, informati gli operatori in esso
presenti nelle forme più idonee, può accogliere eventuali istanze di miglioria o
cambio di posteggio, nel rispetto dei criteri di priorità di cui all’articolo 6,
comma 4.
10. Il Comune può consentire il cambio di posteggio di due operatori, mediante
riassegnazione a ciascuno di essi del posteggio dall’altro contestualmente
rinunciato.
11. Le procedure di cui ai commi 9 e 10 non sono esperibili nel periodo in cui è
in corso la procedura ai assegnazione di nuovi posteggi prevista all’articolo 6.

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Art. 11
Deliberazioni comunali.
1. I Comuni, entro centottanta giorni dall’entrata in vigore della presente
legge, sentite le organizzazioni maggiormente rappresentative a livello locale
o, in assenza, a livello regionale dei consumatori e delle imprese del
commercio, con apposita deliberazione consiliare, ai sensi dell’articolo 28 del
D.Lgs. n. 114/1998, provvedono al riordino del settore del commercio su aree
pubbliche. La deliberazione, che è aggiornata di norma ogni quattro anni,
contiene in particolare:
a) la ricognizione di fiere, mercati e posteggi fuori mercato esistenti o da
istituire, trasferire di luogo, modificare o razionalizzare, con relative date e
aree di svolgimento;
b) le eventuali determinazioni di carattere merceologico;
c) la definizione di eventuali priorità integrative;
d) le determinazioni in materia di posteggi per i produttori agricoli di cui
alla L. n. 59/1963;
e) le determinazioni in materia di commercio in forma itinerante;
f) le determinazioni in materia di aree aventi valore storico, archeologico,
artistico e ambientale nelle quali l’esercizio del commercio è vietato o
sottoposto a condizioni particolari;
g) la determinazione degli orari di vendita;
h) le norme procedurali, ai sensi dell’articolo 28, comma 16, del D.Lgs. n.
114/1998;
i) la ricognizione ed il riordino delle concessioni di posteggio;
j) il riordino e l’eventuale ricostruzione delle graduatorie di presenza;
k) le eventuali agevolazioni ed esenzioni in materia di tributi ed entrate non
tributarie, ai sensi dell’articolo 28, comma 17, del D.Lgs. n. 114/1998.
2. Nella deliberazione di riordino del settore sono stabiliti obiettivi
specifici, da conseguire con un programma articolato in fasi operative con
scadenze temporali, avendo cura, in particolare, di conseguire nel minor tempo
possibile:
a) l’integrazione degli interventi in materia di commercio su aree pubbliche con
quelli previsti per il commercio su area privata o sede fissa ai sensi del
D.Lgs. n. 114/1998, con particolare riguardo agli interventi nei centri storici
ed alle possibili sinergie dei due settori nell’ambito dei centri polifunzionali
di servizio previsti dalla normativa regionale;
b) il miglioramento generalizzato delle condizioni igienico-sanitarie delle
attività di vendita, mediante la predisposizione di programmi di controllo e la
contestuale messa a disposizione di infrastrutture e servizi adeguati;
c) la maggiore tutela ed informazione del consumatore, anche attraverso
l’introduzione dell’obbligo di indicazione dei prezzi in Euro, all’interno di
fiere e mercati.
3. I Comuni, sentite le organizzazioni maggiormente rappresentative a livello
locale o, in assenza, a livello regionale delle imprese del commercio, emanano
regolamenti per le fiere e i mercati contenenti:
a) la cartografia dei posteggi con l’indicazione del loro numero progressivo e
della eventuale destinazione merceologica;
b) le modalità di accesso degli operatori al mercato o fiera e la regolazione
della circolazione pedonale e veicolare;
c) le modalità tecniche di assegnazione dei posteggi occasionalmente liberi o
comunque non assegnati;
d) le modalità tecniche di assegnazione dei posteggi nelle fiere agli aventi
diritto;
e) le modalità e i divieti da osservarsi nell’esercizio dell’attività di
vendita;
f) le norme atte a promuovere una maggiore informazione e la tutela dei
consumatori.
4. L’esercizio del commercio in forma itinerante può essere interdetto solo in
aree previamente determinate e per motivi di:
a) tutela del patrimonio storico, archeologico, artistico e ambientale;
b) sicurezza nella circolazione stradale;
c) tutela igienico- sanitaria;
d) compatibilità estetica o funzionale rispetto all’arredo urbano o per altri
motivi di pubblico interesse.
5. I singoli Comuni, anche mediante accordi con altri Comuni, possono
individuare appositi percorsi ed aree ove la permanenza degli operatori
itineranti non è sottoposta a vincoli temporali, in generale o a determinate
condizioni o in particolari orari, nonché distanze minime da rispettare nei
confronti di mercati o fiere nei giorni di svolgimento.
6. Per la valorizzazione e la promozione di fiere e mercati specializzati o
aventi particolare rilievo promozionale o turistico, i Comuni possono stipulare
convenzioni con Aziende di promozione turistica, pro-loco, altre istituzioni
pubbliche, consorzi o cooperative di operatori su aree pubbliche, associazioni
di categoria degli operatori, anche prevedenti l’affidamento di fasi
organizzative e di gestione, ferma in ogni caso l’esclusiva competenza del
Comune per la ricezione delle istanze di partecipazione e la definizione delle
graduatorie.
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Art. 11-bis
Mostre-mercato.
1. I Comuni possono prevedere lo svolgimento sul proprio territorio di non più
di tre mostre – mercato all’anno, alle quali possono partecipare soggetti che
non esercitano l’attività commerciale in modo professionale, ma vendono beni ai
consumatori in modo sporadico ed occasionale.
2. Ai fini di cui al comma 1, sono da considerarsi venditori non professionali
coloro che partecipano per non più di sei volte all’anno alle mostre – mercato
organizzate dai comuni della Valle d’Aosta.
3. La partecipazione alle mostre-mercato è consentita unicamente a titolo
individuale e ad un solo componente dello stesso nucleo familiare per ciascuna
manifestazione.
4. Ai venditori non professionali non sono richieste le autorizzazioni di cui
alla presente legge.
5. I soggetti di cui al comma 2, che intendono partecipare ad una
mostra-mercato, devono fare domanda al Sindaco, contenente:
a) le generalità, la residenza e lo stato di famiglia;
b) l’indicazione della manifestazione alla quale intendono partecipare nonché la
data di svolgimento della stessa;
c) l’attestazione della condizione di venditore non professionale;
d) l’indicazione del numero e delle mostre – mercato alle quali hanno
partecipato nel corso dell’anno;
e) la richiesta di assegnazione di posteggio.
6. Le dichiarazioni di cui al comma 5, lettere a), c) e d) sono rese mediante
dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, ai sensi dell’articolo 36 della
legge regionale 2 luglio 1999, n. 18 (Nuove disposizioni in materia di
procedimento amministrativo, di diritto di accesso ai documenti amministrativi e
di dichiarazioni sostitutive. Abrogazione della legge regionale 6 settembre
1991, n. 59.)
7. Al venditore non professionale nei confronti del quale è accertata la falsità
delle dichiarazioni di cui al comma 5, fatte salve le responsabilità penali, è
interdetta la partecipazione a tutte le mostre – mercato del territorio
regionale, per la durata di anni tre. A tale fine il Sindaco del Comune nel
quale è stata accertata la violazione delle prescrizioni del presente articolo
provvede a fare pubblicare sul Bollettino ufficiale della Regione Autonoma della
Valle d’Aosta il nominativo del soggetto autore dell’infrazione e a darne
contestuale comunicazione agli altri comuni della Regione.
8. Alle mostre-mercato possono partecipare anche operatori che esercitano
l’attività commerciale in modo professionale.
9. Le mostre-mercato possono svolgersi su determinazione del Sindaco anche in
giorni domenicali e festivi ed in deroga agli orari previsti per le attività
commerciali.
10. Con proprio provvedimento il Sindaco stabilisce la data, il luogo, il numero
di posteggi da assegnare, nonché le altre modalità e condizioni per lo
svolgimento della mostra-mercato (4).
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(4) Articolo aggiunto dall’art. 2, L.R. 4 agosto 2000, n. 22.

Art. 12
Adempimenti nei confronti dell’Osservatorio regionale del commercio e del
turismo.
1. Al fine di permettere una puntuale valutazione delle problematiche del
commercio su aree pubbliche da parte dell’Osservatorio regionale del commercio e
del turismo, nonché di consentire un’adeguata divulgazione delle informazioni, i
Comuni trasmettono all’Assessorato regionale competente in materia di commercio:

a) le deliberazioni di riordino del settore di cui all’articolo 11, comprensive
degli allegati tecnici;
b) un prospetto riassuntivo trimestrale contenente il numero ed il tipo, con
indicazione dell’eventuale posteggio, delle autorizzazioni rilasciate, sospese,
cessate o revocate;
c) un prospetto riassuntivo annuale con la stima dell’afflusso dei consumatori,
residenti e turisti, alle varie manifestazioni.
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Capo IV – Norme per l’esercizio dell’attività
Art. 13
Rilascio delle concessioni di posteggio nelle fiere.
1. Coloro che intendono partecipare alle fiere, e vi sono abilitati ai sensi
dell’articolo 28, comma 6, del D.Lgs. n. 114/1998, debbono far pervenire al
Comune ove le stesse si svolgono, almeno sessanta giorni prima della data
fissata, istanza di concessione di posteggio valida per i soli giorni della
manifestazione, indicando gli estremi dell’autorizzazione con la quale si
intende partecipare e la merceologia principale trattata. L’istanza è inoltrata
con lettera raccomandata con avviso di ricevimento.
2. I Comuni, decorso il termine per l’inoltro delle istanze, redigono la
graduatoria di queste, individuando in tal modo gli aventi diritto, tenuto
conto, nell’ordine, dei seguenti criteri:
a) anzianità di presenza effettiva, intesa come il numero delle volte che
l’operatore ha effettivamente esercitato nella fiera;
b) anzianità di iscrizione al Registro delle imprese;
c) altri criteri sussidiari disposti dal Comune;
d) ordine cronologico di spedizione dell’istanza.
3. Qualora il Comune abbia fatto uso della facoltà di ripartizione dei posteggi
delle fiere per categoria merceologica, è redatta una distinta graduatoria per
ciascun gruppo di posteggi individuato. È ammesso inoltrare istanza per
l’inserimento in più graduatorie.
4. Le graduatorie di cui ai commi 2 e 3 sono affisse all’Albo pretorio, per
almeno dieci giorni, prima della data della manifestazione.
5. Il disposto dell’articolo 5, comma 4, si applica anche alla partecipazione
alle fiere.
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Art. 14
Assegnazione temporanea di posteggi nei mercati e nelle fiere.
1. L’assegnazione temporanea dei posteggi occasionalmente liberi o in attesa di
assegnazione nei mercati è effettuata dal Comune di volta in volta, tenendo
conto dei criteri di cui all’articolo 6, comma 4, indipendentemente dai prodotti
trattati, con il rispetto delle norme igienico-sanitarie.
2. L’assegnazione temporanea dei posteggi ordinariamente riservati ai produttori
agricoli di cui alla L. n. 59/1963, avviene, in primo luogo, a favore dei
medesimi.
3. Non si fa luogo ad assegnazione temporanea nel caso di posteggi occupati da
box ed altre strutture fisse.
4. L’assegnazione nelle fiere dei posteggi rimasti liberi, decorsa un’ora
dall’orario stabilito per il loro inizio, è effettuata, indipendentemente dai
prodotti trattati e nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, sulla base,
nell’ordine, dei seguenti criteri:
a) inserimento di coloro che, pur avendo inoltrato istanza di partecipazione,
non sono risultati fra gli aventi diritto, seguendo l’ordine della graduatoria;
b) inserimento degli altri operatori presenti, secondo i criteri di cui
all’articolo 13, comma 2.
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Art. 15
Computo delle presenze.
1. Il computo delle presenze, nei mercati e nelle fiere, è effettuato con
riferimento non all’operatore, bensì all’autorizzazione con la quale esso
partecipa o ha richiesto di partecipare; i Comuni tengono il registro delle
presenze e ne curano l’affissione presso gli uffici comunali, in modo che
chiunque possa prenderne visione.
2. Qualora l’interessato sia in possesso di più autorizzazioni valide per la
partecipazione, indica, all’atto dell’annotazione delle presenze, con quale di
essa intende partecipare.
3. I Comuni, per motivi di viabilità, possono disporre il divieto di abbandono
della fiera o del mercato nel corso del loro svolgimento.
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Art. 16
Orari del commercio su aree pubbliche.
1. I Comuni stabiliscono gli orari dell’esercizio del commercio su aree
pubbliche, nel rispetto dei seguenti criteri:
a) in assenza di apposita determinazione liberamente assunta dai Comuni,
l’orario degli operatori su aree pubbliche in forma itinerante coincide con
quello stabilito per gli esercizi al dettaglio;
b) l’orario dei mercati deve tener conto delle esigenze di approvvigionamento
nelle prime ore del mattino;
c) i Comuni possono prevedere orari particolari per l’esercizio di commercio su
aree pubbliche con somministrazione di alimenti e bevande.
2. È consentita, previo parere delle associazioni di categoria del commercio e
dei consumatori, l’istituzione di mercati e fiere domenicali.
3. I Comuni, se a ciò non ostino preminenti motivi di pubblico interesse,
debbono evitare lo spostamento di data dei mercati nei casi di coincidenza con
festività.
4. I Comuni, per motivi di pubblico interesse, possono stabilire deroghe e
limitazioni in materia di orari a carattere transitorio.
5. Relativamente al commercio in forma itinerante, i Comuni possono disporre il
divieto di esercizio nel periodo giornaliero di svolgimento di fiere o mercati,
anche relativamente a tutto il territorio comunale, per evitare la dispersione
delle risorse e favorire la piena riuscita di dette manifestazioni.
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Art. 17
Aree particolari.
1. Senza permesso scritto e datato del soggetto proprietario o gestore è vietato
il commercio su aree pubbliche negli aeroporti, nelle stazioni e nelle
autostrade.
2. Qualora uno o più soggetti mettano gratuitamente a disposizione del Comune
un’area privata, attrezzata o meno, coperta o scoperta, per l’esercizio
dell’attività di commercio su aree pubbliche, essa può essere inserita fra le
aree da utilizzare per fiere, mercati e posteggi fuori mercato previa verifica
dell’idoneità dell’area e delle altre condizioni generali di cui alla presente
legge.
3. Nel caso di cui al comma 2, il soggetto che cede la disponibilità di un’area
privata può subordinare la sua utilizzazione all’ottenimento di non più di tre
concessioni di posteggio; i destinatari devono essere in possesso dei requisiti
previsti dalla normativa vigente.
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Art. 18
Uso di automezzi.
1. L’esercizio del commercio su aree pubbliche mediante l’uso di automezzi
avviene nell’osservanza delle norme di polizia stradale ed igienico-sanitaria.
2. L’uso di automezzi all’interno di fiere e mercati è consentito negli appositi
spazi indicati dai Comuni nelle deliberazioni di cui all’articolo 11 o, in
assenza, dal Comando della Polizia municipale.
3. Gli operatori in possesso di autorizzazione per il commercio su area pubblica
con posteggi assegnati su un mercato domenicale, o comunque coincidenti con
giornate festive e prefestive, possono circolare nel territorio regionale per il
percorso necessario allo svolgimento della loro attività, anche con automezzo di
portata superiore a settantacinque quintali.
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Capo V – Disposizioni transitorie e finali
Art. 19
Adempimenti dei Comuni.
1. Fino alla data di approvazione da parte del Comune della deliberazione
consiliare di riordino del settore del commercio su aree pubbliche, di cui
all’articolo 11, comma 1:
a) non possono essere rilasciate nel Comune nuove autorizzazioni di tipo A;
b) non possono essere istituiti o ampliati il numero di posteggi, fiere, mercati
e posteggi fuori mercato;
c) non possono essere emanate nuove disposizioni in materia di commercio in
forma itinerante, salvo i casi di necessità e emergenza.
2. Decorso il termine di centottanta giorni previsto all’articolo 11, comma 1,
senza che il Comune abbia deliberato in merito al riordino del settore, la
Giunta regionale, ai sensi dell’articolo 28, comma 18, del D.Lgs. n. 114/1998,
provvede, in via sostitutiva, all’adozione delle misure necessarie, compresa
l’eventuale nomina di un commissario ad acta.
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Art. 20
Conversione delle autorizzazioni.
1. Entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge:
a) i Comuni in cui sono localizzati i posteggi convertono d’ufficio le
autorizzazioni e le relative concessioni rilasciate, ai sensi della normativa
previgente, agli operatori su posteggio in tante autorizzazioni di cui
all’articolo 28, comma 1, lettera a), del D.Lgs. n. 114/1998, quante sono le
concessioni di posteggio già rilasciate;
b) i Comuni di residenza o sede legale degli operatori della regione convertono
d’ufficio le autorizzazioni rilasciate, ai sensi della normativa previgente, per
il commercio in forma itinerante, nelle nuove autorizzazioni di cui all’articolo
28, comma 1, lettera b), del D.Lgs. n. 114/1998.
2. La conversione d’ufficio comporta l’annotazione su ciascuna autorizzazione
delle caratteristiche merceologiche di cui all’articolo 5, comma 1, del D.Lgs.
n. 114/1998 e dei titoli di priorità.
3. I Comuni inviano agli operatori comunicazione dell’avvenuta conversione
dell’autorizzazione, invitandoli a ritirare, nel termine di novanta giorni, il
nuovo titolo con contestuale deposito dell’originale.
4. Fino a che le autorizzazioni rilasciate in base alla normativa previgente non
sono state convertite, esse conservano integralmente la loro validità.
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Art. 21
Modifica all’articolo 2 della legge regionale 16 febbraio 1995, n. 6.
1. (5).
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(5) Articolo abrogato dall’art. 15, comma 1, lettera b), L.R. 14 luglio 2000, n.
15. Sostituiva la lettera d) del comma 2 dell’art. 2, L.R. 16 febbraio 1995, n.
6, abrogata anch’essa dal suddetto art. 15.

Art. 22
Abrogazioni.
1. Sono abrogate:
a) la legge regionale 2 maggio 1995, n. 12;
b) la legge regionale 4 maggio 1998, n. 24.
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Art. 23
Dichiarazione d’urgenza.
1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell’articolo 31, comma
terzo, dello Statuto speciale per la Valle d’Aosta ed entrerà in vigore il
giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale
della Regione.
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Allegato A
Categorie merceologiche utilizzabili per la ripartizione dei posteggi nelle
fiere e nei mercati di cui all’articolo 3, comma 3.
Alimentari in genere, carni e prodotti a base di carni
Prodotti alimentari tipici di provenienza valdostana
Frutta e verdura
Pesci, crostacei e molluschi
Pane, pasticceria e dolciumi
Bevande
Cosmetici ed articoli di profumeria
Prodotti tessili, biancheria
Articoli di abbigliamento e pellicceria
Accessori dell’abbigliamento
Calzature e articoli in cuoio
Mobili, articoli di illuminazione
Casalinghi
Elettrodomestici, radio TV
Dischi, musicassette, videocassette e strumenti musicali
Ferramenta, vernici, giardinaggio, articoli igienico sanitari e da costruzione
Libri, giornali, cartoleria
Fiori e piante
Animali ed articoli per l’agricoltura
Accessori per auto – moto – cicli
Prodotti dell’artigianato tipico valdostano
Altri prodotti.
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