L.R. 18 gennaio 1999, n. 1 “Interventi regionali per agevolare l’accesso al credito nel settore del commercio”

L.R. 18-1-1999 n. 1
Interventi regionali per agevolare l’accesso al credito nel settore del commercio.
Pubblicato nel B.U. Veneto 22 gennaio 1999, n. 6.

Epigrafe
Art. 1 – Finalità.
Art. 2 – Soggetti beneficiari e iniziative finanziabili.
Art. 3 – Condizioni per l’ammissione ai contributi regionali.
Art. 4 – Criteri per l’erogazione dei contributi alle cooperative e ai consorzi di garanzia.
Art. 5 – Presentazione delle domande di contributo.
Art. 6 – Istituzione del fondo di rotazione.
Art. 7 – Compiti della Veneto Sviluppo S.p.A.
Art. 8 – Compiti della Giunta regionale.
Art. 9 – Ammissibilità delle iniziative.
Art. 10 – Misura dei benefici.
Art. 11 – Presentazione delle domande.
Art. 12 – Comitato tecnico.
Art. 13 – Abrogazione.
Art. 14 – Norma transitoria.
Art. 15 – Norma finanziaria.
Allegato

L.R. 18 gennaio 1999, n. 1 (1).
Interventi regionali per agevolare l’accesso al credito nel settore del
commercio (2).
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(1) Pubblicato nel B.U. Veneto 22 gennaio 1999, n. 6.
(2) Con Delib.G.R. 1° agosto 2003, n. 2339 sono state approvate le direttive e i
criteri per la concessione dei finanziamenti del fondo di rotazione.

Capo I – Disposizioni generali
Art. 1
Finalità.
1. La Regione del Veneto, con la presente legge, promuove l’associazionismo e la
cooperazione creditizia e agevola gli investimenti nei settori del commercio e
dei servizi limitatamente alle piccole e medie imprese di cui al comma 2, allo
scopo di:
a) favorire la razionale evoluzione dell’apparato distributivo regionale;
b) agevolare l’ammodernamento delle strutture di somministrazione di alimenti e
bevande;
c) concorrere allo sviluppo delle imprese dei servizi di cui all’allegato A che
costituisce parte integrante della presente legge.
2. Sono beneficiari degli interventi di cui alla presente legge le piccole e
medie imprese come definite dal D.M. 18 settembre 1997 del Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 1° ottobre 1997 n. 229 e dal D.M. 23 dicembre 1997, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 11 febbraio 1998, n. 34 del Ministro dell’industria, del
commercio e dell’artigianato, aventi sede operativa nel Veneto (3).
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(3) Comma così sostituito dall’art. 22, L.R. 3 ottobre 2003, n. 19. Il testo
originario era così formulato: «2. Sono beneficiari degli interventi di cui alla
presente legge le piccole e medie imprese come definite dal D.M. 18 settembre
1997, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 1° ottobre 1997, n. 229 e D.M. 23
dicembre 1997, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 11 febbraio 1998, n. 34, del
Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, aventi sede legale
nel Veneto».

Capo II – Promozione dell’associazionismo e della cooperazione creditizia
Art. 2
Soggetti beneficiari e iniziative finanziabili.
1. Per le finalità di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a) e per favorire
l’accesso dei soci al sistema creditizio e di finanziamento bancario, la Giunta
regionale è autorizzata a concedere agli organismi di garanzia a livello
provinciale e regionale, iscritti all’apposita sezione dell’Ufficio italiano dei
cambi (UIC), costituiti prevalentemente fra le piccole e medie imprese di cui
all’articolo 1, comma 2, contributi destinati alla formazione o alla
integrazione dei fondi rischi e del patrimonio di garanzia.
2. Agli organismi di garanzia costituiti prevalentemente fra operatori economici
di cui all’articolo 1, possono partecipare imprese turistiche, con le
caratteristiche di cui all’articolo 1, comma 2.
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Art. 3
Condizioni per l’ammissione ai contributi regionali.
1. Hanno titolo a chiedere i benefìci previsti dalla presente legge gli
organismi di garanzia di cui all’articolo 2 composti da almeno 400 imprese e
aventi sede legale nel territorio della Regione (4).
1-bis. Per gli organismi di garanzia già destinatari di contributi regionali, il
requisito numerico di cui al comma 1 non si applica fino al 31 dicembre 2004
(5).
2. Negli statuti degli organismi di garanzia deve essere previsto che:
a) le prestazioni di garanzia sono concesse indipendentemente dal numero delle
quote sottoscritte o versate da ciascun socio;
b) l’impresa socia o consorziata viene esonerata dal pagamento, a favore degli
organismi di garanzia, di qualsiasi diritto o provvigione commisurati
all’importo del finanziamento ottenuto, ad eccezione dei costi di istruttoria e
delle commissioni di garanzia addebitati dagli istituti di credito
convenzionati;
c) in caso di liquidazione degli organismi di garanzia le cause di scioglimento
devono essere preventivamente comunicate alla Giunta regionale che stabilisce la
destinazione dei fondi regionali disponibili, non utilizzati a copertura di
perdite;
d) ove sia consentita la restituzione delle quote sociali e consortili versate
dalle imprese aderenti, non deve essere comunque prevista la distribuzione di
contributi regionali a fondo perduto;
e) l’istituzione del collegio sindacale e l’attribuzione alla Giunta regionale
della nomina del presidente dello stesso.
3. Il presidente del collegio sindacale deve annualmente predisporre una
relazione attestante la regolarità dell’utilizzo dei finanziamenti regionali, il
corretto espletamento delle operazioni di garanzia e l’osservanza delle
disposizioni della presente legge.
4. Con atto unilaterale d’obbligo sottoscritto dal legale rappresentante, gli
organismi di garanzia debbono dichiarare l’osservanza delle seguenti
prescrizioni:
a) gli interessi maturati sui contributi concessi dalla Regione per la
costituzione o per l’incremento dei fondi rischi o dei patrimoni di garanzia
possono essere utilizzati dagli organismi di garanzia per la copertura delle
spese di gestione (6);
b) la garanzia prestata non può superare di norma il cinquanta per cento del
prestito ottenuto dal socio, fatta salva la possibilità da parte del consiglio
di amministrazione di autorizzare volta per volta l’aumento di tale limite fino
ad un massimo dell’ottanta per cento.
5. Le convenzioni tra gli istituti di credito e gli organismi di garanzia devono
contenere specifiche clausole con le quali sia previsto che, in caso di
insolvenza del socio, l’utilizzo del fondo, a favore del beneficiario, possa
avvenire solo dopo che siano state espletate tutte le azioni di rivalsa nei
riguardi della ditta insolvente.
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(4) Comma così sostituito dall’art. 23, comma 1, L.R. 3 ottobre 2003, n. 19. Il
testo originario era così formulato: «1. Hanno titolo a chiedere i benefici
previsti dalla presente legge gli organismi di garanzia di cui all’articolo 2
composti da almeno 150 imprese e aventi sede legale nel territorio della
Regione».
(5) Comma aggiunto dall’art. 23, comma 2, L.R. 3 ottobre 2003, n. 19.
(6) Lettera così sostituita dall’art. 23, comma 3, L.R. 3 ottobre 2003, n. 19.
Il testo originario era così formulato: « a) gli interessi maturati sui
contributi concessi dalla Regione per la costituzione o per l’incremento dei
fondi rischi o dei patrimoni di garanzia mantengono la loro destinazione, salvo
che il consiglio di amministrazione degli organismi di garanzia disponga che una
quota non superiore al cinquanta per cento degli interessi annualmente maturati
venga destinata alla copertura di spese di gestione».

Art. 4
Criteri per l’erogazione dei contributi alle cooperative e ai consorzi di
garanzia.
1. Entro il 30 settembre di ogni anno la Giunta regionale provvede al riparto
fra gli organismi di garanzia dei contributi destinati alla formazione ed
all’integrazione dei fondi rischi o del patrimonio di garanzia in base ai
seguenti criteri:
a) in proporzione diretta alla media dell’importo globale delle garanzie
prestate su operazioni di finanziamento a medio-lungo termine e su affidamenti
ordinari e straordinari a breve termine, effettivamente erogati dagli istituti
convenzionati ed in essere alla data di chiusura dei tre esercizi precedenti la
data di presentazione della domanda di contributo;
b) in proporzione all’incremento del numero delle nuove imprese aderenti agli
organismi di garanzia, alla chiusura dell’esercizio sociale anteriore alla data
di presentazione della domanda in base ai dati contenuti nelle relazioni che
corredano il bilancio o attraverso dichiarazione del legale rappresentante
controfirmata dal presidente del collegio sindacale (7).
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(7) Articolo così sostituito dall’art. 4, L.R. 16 agosto 2002, n. 26. Il testo
originario era così formulato: «Art. 4 Criteri per l’erogazione dei contributi
alle cooperative e ai consorzi di garanzia. 1. Entro il 30 settembre di ogni
anno la Giunta regionale provvede al riparto fra gli organismi di garanzia dei
contributi destinati alla formazione e all’integrazione dei fondi rischi o del
patrimonio di garanzia in base ai seguenti criteri:
a) in proporzione diretta all’importo globale delle operazioni di finanziamento
a medio-lungo termine, erogate nelle varie forme tecniche in uso presso gli
istituti bancari convenzionati, con durata minima di trentasei mesi, salvo
rinnovo, garantite dagli organismi di garanzia ed effettivamente erogate, in
essere alla chiusura dei due ultimi esercizi;
b) in proporzione all’importo globale delle operazioni ordinarie e straordinarie
di finanziamento, erogate tramite apertura di credito in conto corrente od altra
forma tecnica similare in uso presso l’istituto convenzionato, garantite dagli
organismi di garanzia ed in essere alla data di chiusura dei due esercizi
precedenti la data di presentazione della domanda di contributo;
c) in proporzione all’incremento del numero delle imprese aderenti agli
organismi di garanzia, alla chiusura dell’esercizio sociale anteriore alla data
di presentazione della domanda rispetto al numero delle imprese socie
dell’esercizio precedente;
d) in proporzione all’incremento del capitale sociale o del fondo consortile,
esistenti alla chiusura dell’esercizio sociale anteriore alla data di
presentazione della domanda di contributo rispetto all’esercizio precedente.».

Art. 5
Presentazione delle domande di contributo.
1. Entro il termine perentorio del 31 maggio di ogni anno, pena la decadenza,
gli organismi di garanzia presentano al Presidente della Giunta regionale la
domanda per la concessione dei contributi corredata dei seguenti documenti:
a) copia dello statuto in vigore autenticata;
b) copia conforme del bilancio o della situazione patrimoniale dell’organismo di
garanzia relativi all’esercizio chiuso il 31 dicembre dell’anno precedente,
riportante gli estremi dell’avvenuto deposito alla camera di commercio
competente per territorio;
c) relazione tecnica sull’attività svolta dall’organismo di garanzia
nell’esercizio precedente, corredata dalla documentazione comprovante la
composizione dei fondi rischi, delle riserve e dei fondi fidejussori di
garanzia;
d) elenco delle imprese socie o aderenti, con l’indicazione delle quote del
capitale o del fondo consortile sottoscritte e versate, nonché dei fondi
fidejussori, dei depositi cauzionali o degli altri fondi integrativi
eventualmente costituiti;
e) dichiarazione attestante l’ammontare globale delle operazioni garantite
nell’ultimo esercizio, corredata dalle certificazioni bancarie attestanti
l’ammontare dei finanziamenti effettivamente erogati ed in essere alla data di
chiusura dell’esercizio;
f) copia conforme delle convenzioni stipulate fra l’organismo di garanzia e gli
istituti di credito convenzionati e di ogni successiva modificazione;
g) copia della relazione del collegio dei revisori dei conti.
2. Ove lo statuto vigente sia depositato presso gli uffici regionali e non abbia
subito variazioni la presentazione dello statuto è sostituita da una
attestazione del legale rappresentante dell’organismo di garanzia.
3. Quanto previsto al comma 2 si applica anche alle convenzioni stipulate con
gli istituti bancari.
4. La domanda di contributo, le relazioni concernenti la qualità degli
interventi proposti, le dichiarazioni e gli elenchi devono essere sottoscritti
dal legale rappresentante dell’organismo di garanzia.
5. La Giunta regionale entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della
presente legge emana le disposizioni esecutive di attuazione del presente capo.
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Capo III – Agevolazioni degli investimenti delle piccole e medie imprese
Art. 6
Istituzione del fondo di rotazione.
1. È istituito presso la Veneto Sviluppo S.p.A, di cui alla legge regionale 3
maggio 1975, n. 47 e successive modificazioni, un fondo di rotazione per
agevolare gli investimenti delle piccole e medie imprese per le finalità e con
le caratteristiche previste all’articolo 1.
2. Il fondo di rotazione di cui al comma 1 viene alimentato dagli stanziamenti
disposti annualmente dal bilancio regionale nonché da eventuali interessi
maturati sul fondo stesso.
3. La Veneto Sviluppo S.p.A. può integrare il fondo di rotazione con proprie
risorse e/o con eventuali apporti di istituti di credito o di enti pubblici, in
base ad apposite convenzioni stipulate tra i soggetti interessati.
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Art. 7
Compiti della Veneto Sviluppo S.p.A.
1. La Veneto Sviluppo S.p.A., nel rispetto dei criteri e delle direttive fissati
dalla Giunta regionale, esercita l’attività istruttoria e amministrativa
relativa alla formazione delle graduatorie dei beneficiari, all’erogazione dei
finanziamenti nonché alla vigilanza sul corretto utilizzo degli stessi, con il
conseguente obbligo della revoca o riduzione in caso di mancata o parziale
realizzazione delle iniziative ammesse.
2. Le graduatorie dei beneficiari vengono approvate dalla Veneto Sviluppo S.p.A.
entro trenta giorni dal parere del comitato tecnico di cui all’articolo 12.
Copia del provvedimento è inviato alla Giunta regionale.
3. Entro il 31 dicembre di ogni anno la Veneto Sviluppo S.p.A. presenta alla
Giunta regionale una relazione dettagliata sullo stato di applicazione della
presente legge, con particolare riferimento al numero delle domande pervenute e
finanziate e delle iniziative realizzate nonché ai provvedimenti di revoca. La
Giunta regionale trasmette entro il 31 gennaio dell’anno successivo tale
relazione alla commissione consiliare competente con eventuali proposte di
modifica della presente legge.
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Art. 8
Compiti della Giunta regionale.
1. La Giunta regionale determina, sentite le associazioni di categoria, i
criteri di priorità e le modalità che devono essere osservati per la
presentazione delle domande e per la predisposizione delle graduatorie (8).
2. I criteri di cui al comma 1 sono determinati tenuto conto dei seguenti
elementi:
a) tipologia dell’iniziativa;
b) programma dell’iniziativa in coerenza con gli indirizzi programmatici
territoriali e di settore definiti dalla Regione;
c) ripartizione territoriale dei fondi avuto riguardo all’attività svolta dagli
organismi di garanzia nell’anno precedente come prevista all’articolo 4.
3. La Giunta regionale promuove azioni di coordinamento e di informazione
dell’operatività del fondo di rotazione di cui all’articolo 6, secondo le
modalità previste nel provvedimento di cui al comma 1.
4. La Giunta regionale attua altresì specifiche azioni di monitoraggio,
ispezione e controllo sullo stato di attuazione degli interventi finanziari ed
in particolare sulla puntuale osservanza dei termini, ai fini della tempestività
nell’erogazione dei finanziamenti.
5. In sede di prima applicazione la Giunta regionale determina i criteri di cui
al comma 1 entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge.
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(8) Vedi la Delib.G.R. 8 settembre 2000, n. 2950.

Art. 9
Ammissibilità delle iniziative.
1. Sono ammissibili a finanziamento una o più delle seguenti iniziative tra loro
coordinate riguardanti strutture ubicate nel territorio regionale:
a) acquisizione, costruzione, rinnovo, trasformazione, ampliamento, adeguamento
dei locali adibiti o da adibire all’esercizio dell’attività dell’impresa,
compresa l’acquisizione delle aree;
b) acquisizione delle attrezzature necessarie per l’esercizio e l’attività
dell’impresa, ivi compresi i mezzi di trasporto ad uso esterno od interno,
escluse le autovetture, anche se munite di autorizzazione per il trasporto di
cose in conto proprio, ad eccezione di quelle utilizzate da agenti di commercio;

c) formazione delle scorte necessarie alla realizzazione di programmi
d’investimento, entro il limite massimo del venti per cento del totale degli
investimenti;
d) sostenimento dei costi di commercializzazione, dei costi per l’attività di
promozione, consulenza ed assistenza tecnica finalizzati alla innovazione
tecnica ed organizzativa, entro il limite massimo del dieci per cento del totale
degli investimenti previsti per la realizzazione delle iniziative.
2. Le iniziative di cui al comma 1 devono essere realizzate entro dodici mesi
dalla data della comunicazione del provvedimento di ammissione al finanziamento
agevolato, pena la cancellazione dalla graduatoria.
3. Possono essere finanziate anche iniziative con spese sostenute dal primo
gennaio dell’anno solare precedente a quello in cui è stata presentata la
domanda.
4. Nel primo biennio di applicazione sono ammissibili esclusivamente le
iniziative previste dalle lettere a), b) e c) del comma 1.
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Art. 10
Misura dei benefici.
1. Alle imprese beneficiarie sono concessi finanziamenti a tasso agevolato,
fissato dalla Giunta regionale con il provvedimento di cui all’articolo 8, comma
1.
2. Con il provvedimento di cui all’articolo 8 comma 1 la Giunta regionale indica
altresì la percentuale di finanziabilità dell’investimento ammesso, nonché
l’importo massimo e la durata del finanziamento.
3. Le agevolazioni previste dalla presente legge per i soggetti di cui
all’articolo 2 sono concesse, nel rispetto della regola denominata de minimis di
cui alla comunicazione della Commissione europea pubblicata nella Gazzetta
ufficiale delle Comunità europee n. C 68 del 6 marzo 1996 e successive
modificazioni.
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Art. 11
Presentazione delle domande.
1. Le domande devono essere presentate alla Veneto Sviluppo S.p.A. dagli
interessati, tramite gli organismi di garanzia e debitamente validate dagli
stessi, entro le date del 28 febbraio, 30 aprile, 30 giugno, 31 agosto, 31
ottobre e 31 dicembre di ogni anno e devono essere corredate dalla lettera di
disponibilità dell’istituto di credito alla concessione del finanziamento
richiesto.
2. Gli organismi di garanzia provvedono a fornire assistenza per la
predisposizione e presentazione delle domande, nonché alla validazione delle
stesse e al rilascio di garanzia a supporto del finanziamento, se richiesto
dall’istituto di credito indicato dal socio richiedente.
3. La Giunta regionale stabilisce l’entità dei costi di validazione nonché le
modalità del loro inserimento nell’ambito dei programmi di investimento.
4. Le domande presentate dopo i termini fissati dal comma 1, oppure non accolte
per carenza di fondi, sono valide per le scadenze successive.
5. Entro trenta giorni dalle date indicate al comma 1, la Veneto Sviluppo S.p.A.
verifica la regolarità delle domande e della documentazione allegata; predispone
specifiche graduatorie dei beneficiari sulla base di quanto disposto
all’articolo 8 e le sottopone al comitato tecnico di cui all’articolo 12 per il
parere da esprimere nei trenta giorni successivi. Trascorso inutilmente tale
termine si prescinde dal parere.
6. Entro i trenta giorni successivi all’acquizione del parere di cui al comma 5,
la Veneto Sviluppo S.p.A. approva le graduatorie dei beneficiari e provvede a:
a) trasmettere alla Giunta regionale copia del provvedimento di approvazione che
deve contenere oltre alla graduatoria dei beneficiari anche l’elenco degli
esclusi con le specifiche motivazioni;
b) comunicare all’azienda richiedente, all’organismo di garanzia e all’istituto
di credito l’esito della domanda autorizzando il predetto istituto
all’erogazione del finanziamento dopo la presentazione da parte del richiedente,
per il tramite dell’organismo di garanzia, della documentazione comprovante la
realizzazione dell’investimento ammesso.
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Art. 12
Comitato tecnico.
1. È istituito il comitato tecnico per la formulazione dei pareri sulla
ammissibilità delle domande di finanziamento.
2. Il comitato è costituito con decreto del Presidente della Giunta regionale ed
è composto da:
a) il direttore della Veneto Sviluppo S.p.A. o un suo delegato che lo presiede;
b) due dipendenti regionali in servizio con qualifica funzionale non inferiore
all’ottava, designati in qualità di esperti dalla Giunta regionale;
c) tre rappresentanti dei commercianti, designati dalle associazioni di
categoria.
3. Con i componenti titolari sono nominati anche i componenti supplenti.
4. Il comitato tecnico di cui al comma 1 resta in carica per la durata della
legislatura.
5. In sede di prima applicazione della presente legge, le designazioni di cui al
comma 2, lettera c) devono essere richieste entro trenta giorni dall’entrata in
vigore della presente legge ed effettuate entro i successivi trenta giorni. In
caso di mancate o incomplete designazioni, il comitato è istituito egualmente e
funziona con i componenti già insediati.
6. I componenti del comitato possono essere sostituiti in caso di assenza o
impedimento da supplenti nominati con le stesse modalità dei titolari.
7. Funge da segretario del comitato un funzionario della Veneto Sviluppo S.p.A.
8. La convocazione deve essere inviata ai componenti almeno sette giorni prima
di ciascuna seduta.
9. Il comitato esprime validamente i propri pareri con la presenza della
maggioranza dei componenti assegnati ed a maggioranza dei votanti. In caso di
parità di voti prevale il voto espresso dal presidente.
10. Ad ogni componente spetta un gettone di presenza determinato ai sensi
dell’articolo 187 della legge regionale 10 giugno 1991, n. 12 e successive
modificazioni.
11. Le spese di funzionamento del comitato sono a carico della gestione del
fondo di cui all’articolo 6.
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Art. 13
Abrogazione.
1. Sono abrogate:
a) la legge regionale 28 dicembre 1992, n. 29 "Interventi a favore
dell’associazionismo economico e della cooperazione fra piccole e medie imprese
del commercio e dei servizi";
b) l’articolo 11 della legge regionale 7 settembre 1995, n. 41 e gli articoli 53
e 54 della legge regionale 30 gennaio 1997, n. 6;
c) la legge regionale 14 settembre 1994, n. 45 "Interventi urgenti a
salvaguardia dell’occupazione nel settore del commercio".
2. I procedimenti previsti dalla legge regionale 28 dicembre 1992, n. 29 come da
ultimo modificata dalla legge regionale 30 gennaio 1997, n. 6 e quelli previsti
dalla legge regionale 14 settembre 1994, n. 45 non conclusi all’entrata in
vigore della presente legge sono disciplinati e conclusi secondo le disposizioni
contenute nelle leggi di cui al comma 1.
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Art. 14
Norma transitoria.
1. Gli statuti dei consorzi e delle cooperative di garanzia fidi e le
convenzioni con gli istituti di credito non in contrasto con le norme della
presente legge, ove non modificati, non devono essere ripresentati alla Regione
secondo quanto disposto dai commi 2 e 3 dell’articolo 5.
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Art. 15
Norma finanziaria.
1. All’onere di lire 20 miliardi derivante dall’applicazione della presente
legge per l’anno 1999 si provvede:
a) per lire 10 miliardi mediante utilizzo, ai sensi dell’articolo 19, comma 5,
della legge regionale 9 dicembre 1977, n. 72 come sostituito dall’articolo 2
della legge regionale 30 agosto 1993, n. 42, dell’importo accantonato nella
partita n. 2 del fondo globale per le spese di investimento (cap. 80230) per
l’anno 1998;
b) per lire 10 miliardi mediante prelevamento di pari importo dalla medesima
partita n. 2 del fondo globale di cui al cap. 80230 per l’anno 1999.
2. Nello stato di previsione della spesa sono istituiti per l’anno 1999 i
seguenti capitoli:
a) n. 32034, denominato "Contributi alla cooperazione e consorzi di garanzia del
settore commercio" con lo stanziamento di lire 2 miliardi;
b) n. 32036, denominato "Fondo di rotazione per gli investimenti delle piccole e
medie imprese commerciali", con lo stanziamento di lire 18 miliardi.
3. Per gli esercizi successivi al 1999, lo stanziamento dei capitoli di cui al
comma 2 sarà determinato ai sensi dell’articolo 32-bis della legge regionale 9
dicembre 1977, n. 72 e successive modificazioni.
4. Il saldo liquido del fondo di rotazione e gli importi reintroitati a valere
sulle operazioni attivate dalla legge regionale 14 settembre 1994, n. 45 vengono
trattenuti dalla Veneto Sviluppo S.p.A. ed utilizzate ad incremento del fondo di
rotazione di cui all’articolo 6 della presente legge.
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Allegato
Interventi regionali per agevolare l’accesso al credito nel settore del
commercio
Allegato "A"
Imprese del settore dei servizi ammesse
(Classificazione ISTAT delle attività economiche anno 1991)

SEZIONE "I" TRASPORTI MAGAZZINAGGIO E COMUNICAZIONI

63.30 Agenzie di viaggio e di altri operatori turistici
63.40 Spedizionieri e intermediari dei trasporti
64.12 Attività di corriere diverse da quelle postali nazionali (pony
express)
64.20.02 Trasmissioni radiofoniche e televisive

SEZIONE "J" INTERMEDIAZIONE MONETARIA E FINANZIARIA

67 Attività ausiliarie dell’intermediazione finanziaria (agenti di
cambio, promotori finanziari, agenzie di
assicurazioni, brokers assicurativi, periti)

SEZIONE "K" ATTIVITÀ IMMOBILIARI, NOLEGGIO, INFORMATICA, RICERCA, ALTRE
ATTIVITÀ PROFESSIONALI ED IMPRENDITORIALI

70 Attività immobiliari (tutte le classi)
71 Noleggio di macchinari e attrezzature senza operatore e di beni per
uso personale e domestico (tutte le classi e le categorie)
72 Informatica e attività connesse (tutte le classi)
74.12 Contabilità, consulenza societaria, consulenza in materia fiscale
74.13 Studi di mercato e sondaggi di opinione
74.14 Consulenza amministrativo-gestionale
74.20 Attività in materia di architettura, di ingegneria e altre
attività tecniche

74.30.2 Controllo di qualità e certificazione dei prodotti
74.40 Pubblicità (studi e agenzie)
74.50 Servizi di ricerca, selezione e fornitura del personale
74.60 Servizi di investigazione e vigilanza
74.70 Servizi di pulizie e disinfestazione
74.81 Attività inerenti la fotografia
74.82 Servizi di imballaggio, confezionamento
74.83 Servizi congressuali, di segreteria e traduzione
74.84. Altre attività di servizi n.c.a

SEZIONE "M" ISTRUZIONE

80 Istruzione (tutte le classi limitatamente all’istruzione privata)

SEZIONE "O" ALTRI SERVIZI PUBBLICI SOCIALI E PERSONALI

90.00.1 Raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi (limitatamente
all’attività privata)
92.12 Distribuzione cinematografiche e video
92.20 Attività radio televisive
92.34 Altre attività di intrattenimento e di spettacolo n.c.a.
(discoteche, sale da ballo, sale giochi, circhi ed altre attività)
92.61 Gestione di stadi e di altri impianti sportivi
92.62 Altre attività sportive
92.7 Altre attività ricreative (totoricevitorie, agenzie ippiche,
stabilimenti balneari, attività connesse alla pesca)
93.01 Servizi di lavanderia, pulitura a secco e tintura tessili e
pellicce
93.03 Servizi di pompe funebri
93.04 Centri e stabilimenti per il benessere fisico
93.31.08 Organizzazione di spettacoli, concerti, ecc.

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