L.R. 16 gennaio 2002, n. 2 “Disciplina organica del turismo”

L.R. 16-1-2002 n. 2
Disciplina organica del turismo.
Pubblicata nel B.U. Friuli-Venezia Giulia 18 gennaio 2002, n. 3, supplemento straordinario n. 1. La data del presente provvedimento è stata così corretta con avviso di rettifica pubblicato nel B.U. 20 febbraio
2002, n. 8.

Epigrafe
Art. 1 – Finalità.
Art. 2 – Carta dei diritti del turista.
Art. 3 – Tutela del turista.
Art. 4 – Miglioramento dei servizi sanitari e di prevenzione e sicurezza.
Art. 5 – Enti, Associazioni e Consorzi.
Art. 6 – Funzioni della Regione.
Art. 7 – Promozione turistica.
Art. 8 – Conferenza regionale del turismo.
Art. 9 – Agenzie di informazione e accoglienza turistica.
Art. 10 – Competenze.
Art. 11 – Organi.
Art. 12 – Il Direttore.
Art. 13 – Incarico.
Art. 14 – Consulta degli Enti locali.
Art. 15 – Il Collegio dei revisori contabili.
Art. 16 – Compensi.
Art. 17 – Fonti di finanziamento.
Art. 18 – Finanziamento dell’attività istituzionale.
Art. 19 – Poli turistici di interesse regionale.
Art. 20 – Disposizioni contabili.
Art. 21 – Vigilanza e controllo.
Art. 22 – Stato giuridico e trattamento economico del personale.
Art. 23 – Norma transitoria.
Art. 24 – Uffici di informazione e accoglienza turistica.
Art. 25 – Competenze.
Art. 26 – Definizione.
Art. 27 – Associazione fra le Pro-loco del Friuli-Venezia Giulia.
Art. 28 – Albo regionale delle associazioni Pro-loco.
Art. 29 – Modalità ed effetti dell’iscrizione all’albo.
Art. 30 – Adempimenti, revisioni, cancellazioni.
Art. 31 – Contributi a favore delle associazioni Pro-loco.
Art. 32 – Contributi a favore dei consorzi delle associazioni Pro-loco.
Art. 33 – Concessione ed erogazione dei contributi.
Art. 34 – Disposizione transitoria.
Art. 35 – Concessione di spazi gratuiti e assistenza tecnica alle manifestazioni aventi rilevanza turistica.
Art. 36 – Consorzi turistici per la gestione, promozione e commercializzazione del prodotto turistico.
Art. 37 – Finanziamenti.
Art. 38 – Definizione.
Art. 39 – Attività.
Art. 40 – Autorizzazione.
Art. 41 – Filiali.
Art. 42 – Chiusura temporanea.
Art. 43 – Elenco delle agenzie di viaggio e turismo.
Art. 44 – Requisiti di onorabilità e capacità finanziaria.
Art. 45 – Requisiti professionali.
Art. 46 – Accertamento dei requisiti.
Art. 47 – Albo regionale dei Direttori tecnici.
Art. 48 – Deposito cauzionale.
Art. 49 – Assicurazione.
Art. 50 – Opuscoli informativi.
Art. 51 – Redazione dei programmi di viaggio.
Art. 52 – Associazioni senza scopo di lucro.
Art. 53 – Attività turistiche esercitate dalle imprese di pubblici trasporti e uffici di biglietteria.
Art. 54 – Incoming.
Art. 55 – Sanzioni amministrative.
Art. 56 – Autorizzazione.
Art. 57 – Classificazione.
Art. 58 – Riclassificazione.
Art. 59 – Variazione delle strutture ricettive.
Art. 60 – Ricorsi.
Art. 61 – Denominazione e segno distintivo.
Art. 62 – Regolamenti.
Art. 63 – Certificazione di qualità.
Art. 64 – Definizione e tipologia.
Art. 65 – Classificazione.
Art. 66 – Dipendenze.
Art. 67 – Definizione e tipologia.
Art. 68 – Classificazione.
Art. 69 – Autorizzazione alla somministrazione.
Art. 70 – Campeggi mobili.
Art. 71 – Definizione e tipologia.
Art. 72 – Autorizzazione alla somministrazione.
Art. 73 – Definizione e tipologia.
Art. 74 – Attivazione di un bivacco.
Art. 75 – Gestione pubblica.
Art. 76 – Periodo di apertura.
Art. 77 – Definizione.
Art. 78 – Attività di somministrazione.
Art. 79 – Destinazione d’uso.
Art. 80 – Inizio attività.
Art. 81 – Disciplina.
Art. 82 – Elenco.
Art. 83 – Definizione
Art. 84 – Classificazione.
Art. 85 – Destinazione d’uso.
Art. 86 – Affitto in forma non imprenditoriale.
Art. 87 – Iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese.
Art. 88 – Requisiti professionali.
Art. 89 – Ammissione agli esami di idoneità.
Art. 90 – Commissione e materie d’esame.
Art. 91 – Corsi di formazione professionale.
Art. 92 – Gestione.
Art. 93 – Requisiti igienico-sanitari ed edilizi.
Art. 94 – Registrazione e notificazione degli ospiti.
Art. 95 – Comunicazione dei prezzi.
Art. 96 – Pubblicità dei prezzi.
Art. 97 – Reclami.
Art. 98 – Chiusura temporanea.
Art. 99 – Vigilanza.
Art. 100 – Sanzioni.
Art. 101 – Definizione.
Art. 102 – Autorizzazione.
Art. 103 – Classificazione.
Art. 104 – Comunicazione e pubblicità dei prezzi.
Art. 105 – Sanzioni amministrative.
Art. 106 – Finalità.
Art. 107 – Requisiti.
Art. 108 – Affidamento della gestione delle aree.
Art. 109 – Contributi.
Art. 110 – Organizzazione, promozione e commercializzazione del prodotto congressuale.
Art. 111 – Contributi in conto capitale agli organizzatori di eventi congressuali
Art. 112 – Definizione delle attività.
Art. 113 – Albi di guida turistica, accompagnatore turistico e guida naturalistica o ambientale escursionistica.
Art. 114 – Esami di idoneità.
Art. 115 – Esonero totale o parziale dall’esame di idoneità.
Art. 116 – Corsi di formazione professionale.
Art. 117 – Sospensione e cancellazione dell’iscrizione agli albi.
Art. 118 – Esenzione dall’obbligo di iscrizione all’albo ed esercizio occasionale dell’attività.
Art. 119 – Corsi di aggiornamento professionale.
Art. 120 – Visite ai siti museali.
Art. 121 – Definizione dell’attività.
Art. 122 – Collegio delle guide alpine-maestri di alpinismo e degli aspiranti guida alpina del Friuli-Venezia Giulia.
Art. 123 – Albi di guida alpina-maestro di alpinismo e di aspirante guida alpina.
Art. 124 – Borse di studio.
Art. 124-bis – Finanziamenti a favore del Collegio delle guide alpine – maestri di alpinismo e degli aspiranti guida alpina del Friuli-Venezia Giulia per iniziative dirette a incrementare attività escursionistiche e alpinistiche.
Art. 125 – Scuole di alpinismo.
Art. 126 – Definizione dell’attività.
Art. 127 – Collegio delle guide speleologiche-maestri di speleologia e degli aspiranti guida speleologica del Friuli-Venezia Giulia.
Art. 128 – Albi di guida speleologica-maestro di speleologia e di aspirante guida speleologica.
Art. 129 – Scuole di speleologia.
Art. 130 – Istituzione del primo albo regionale delle guide speleologiche-maestri di speleologia.
Art. 131 – Definizione dell’attività.
Art. 132 – Collegio dei maestri di sci del Friuli-Venezia Giulia.
Art. 133 – Albo dei maestri di sci.
Art. 134 – Scuole di sci.
Art. 135 – Elenchi e risorse.
Art. 136 – Abilitazione tecnica all’esercizio della professione di guida alpina-maestro di alpinismo e aspirante guida alpina, guida speleologica-maestro di speleologia e aspirante guida speleologica e maestro di sci.
Art. 137 – Iscrizione agli albi.
Art. 138 – Regolamenti di attuazione
Art. 139 – Divieti e doveri.
Art. 140 – Determinazione delle tariffe per le prestazioni professionali.
Art. 141 – Scuole e istruttori del C.A.I. e del S.S.I.
Art. 142 – Sanzioni amministrative.
Art. 143 – Attività di prevenzione, soccorso e sicurezza.
Art. 144 – Collegio regionale degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci.
Art. 145 – Albo degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci.
Art. 146 – Soccorritore, pattugliatore e coordinatore di stazione.
Art. 147 – Abilitazione tecnica all’esercizio dell’attività di soccorritore, pattugliatore, coordinatore di stazione
Art. 148 – Regolamento
Art. 149 – Obblighi dei gestori.
Art. 150 – Istituzione del primo Albo regionale degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci.
Art. 151 – Sanzioni amministrative.
Art. 152 – Àmbiti di intervento.
Art. 153 – Regolamento.
Art. 154 – Vincolo di destinazione.
Art. 155 – Estensione delle agevolazioni ai pubblici esercizi.
Art. 156 – Contributi in conto capitale alle imprese turistiche.
Art. 157 – Concessione, erogazione, controlli.
Art. 158 – Modifiche e integrazioni alla legge regionale n. 36/1996.
Art. 159 – Contributi per lo svolgimento dei corsi teorico pratici, di aggiornamento professionale e di specializzazione.
Art. 160 – Contributi a favore di enti pubblici per le sedi di scuole di alpinismo e di speleologia e scuole di sci.
Art. 161 – Contributi a favore di enti pubblici e associazioni senza fini di lucro per infrastrutture turistiche.
Art. 162 – Modifica della legge regionale n. 14/2000.
Art. 163 – Finalità.
Art. 164 – Benefìciari dei contributi.
Art. 165 – Caratteristiche delle piste.
Art. 166 – Interventi a sostegno dell’attività di manutenzione delle piste di fondo.
Art. 167 – Interventi per investimenti connessi alle piste di fondo.
Art. 168 – Criteri, modalità e termini per la concessione dei contributi.
Art. 169 – Sostegno delle attività agonistiche e giovanili.
Art. 170 – Cumulabilità dei contributi.
Art. 171 – Norma transitoria.
Art. 172 – Soppressione dell’Azienda regionale per la promozione turistica.
Art. 173 – Modificazioni all’assetto organizzativo degli uffici regionali.
Art. 174 – Apertura di credito a favore di funzionari delegati.
Art. 175 – Inquadramento nel ruolo unico regionale del personale delle Aziende di promozione turistica
Art. 176 – Assunzioni con contratto a tempo determinato.
Art. 177 – Riferimenti.
Art. 178 – Modifiche agli allegati.
Art. 179 – Testo unico del turismo.
Art. 180 – Abrogazioni.
Art. 181 – Norme finanziarie.
Tabella A
Allegato A – Avvertenze
Allegato A
Allegato B
Allegato C
Allegato D
Allegato E
Allegato F
Allegato G

L.R. 16 gennaio 2002, n. 2 (1).
Disciplina organica del turismo.
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(1) Pubblicata nel B.U. Friuli-Venezia Giulia 18 gennaio 2002, n. 3, supplemento
straordinario n. 1. La data del presente provvedimento è stata così corretta con
avviso di rettifica pubblicato nel B.U. 20 febbraio 2002, n. 8.

TITOLO I
Princìpi generali
Capo I – Princìpi generali
Art. 1
Finalità.
1. La Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia disciplina l’organizzazione
turistica regionale, perseguendo il fine di una più efficace promozione
turistica mediante la razionalizzazione dell’attività amministrativa e
l’ottimizzazione delle risorse, in attuazione dell’articolo 4, primo comma, n.
10, della L.Cost. 31 gennaio 1963, n. 1, in conformità alla normativa
comunitaria e nazionale di recepimento in materia di turismo, nonché ai princìpi
di cui all’articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive
modificazioni e integrazioni.
2. La Regione esercita funzioni di indirizzo e programmazione del settore
turistico, provvede al coordinamento tra gli enti operanti nel settore
turistico, svolge l’attività di vigilanza e controllo sulle Agenzie di
informazione e accoglienza turistica e sostiene lo sviluppo del turismo mediante
l’erogazione di incentivi.
3. La presente legge è la legge regionale organica del turismo e come tale non
può essere abrogata, derogata, sospesa o comunque modificata da altre norme di
legge regionale, se non in modo esplicito, mediante l’indicazione precisa delle
disposizioni da abrogare, derogare, sospendere o modificare.
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Art. 2
Carta dei diritti del turista.
1. L’Amministrazione regionale redige la Carta dei diritti del turista, in
almeno quattro lingue, sentite le organizzazioni imprenditoriali e sindacali del
settore turistico regionale, nonché l’Associazione fra le Pro-loco del
Friuli-Venezia Giulia e le associazioni di tutela dei consumatori operanti sul
territorio regionale.
2. La Carta dei diritti del turista contiene informazioni sui diritti e la
tutela del turista, sulle norme vigenti in materia di rispetto e tutela di
luoghi e beni di interesse turistico, sulla tutela dei beni ambientali e
culturali, sugli usi e le consuetudini locali.
3. Le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura costituiscono
commissioni arbitrali e conciliative per la risoluzione delle controversie tra
imprese e tra imprese e utenti inerenti la fornitura di servizi turistici.
4. L’Amministrazione regionale cura la pubblicazione della Carta dei diritti del
turista al fine di assicurarne la massima diffusione anche attraverso i soggetti
operanti nel settore turistico sul territorio regionale.
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Art. 3
Tutela del turista.
1. L’Amministrazione regionale concorre a sviluppare azioni di tutela del
turista durante la permanenza nel territorio regionale, con l’apporto di
interventi e iniziative a difesa del soggiorno sicuro e per tutti i casi di
abusi, inadempienze ed emergenze, avuto particolare riguardo alle categorie di
turisti svantaggiati, anziani e minori.
2. Con Regolamento regionale sono stabiliti i criteri e le modalità per la
realizzazione degli obiettivi di cui al comma 1.
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Art. 4
Miglioramento dei servizi sanitari e di prevenzione e sicurezza.
1. La Regione concorre a promuovere il miglioramento dei servizi sanitari e di
prevenzione e sicurezza nelle località con afflusso turistico rilevante, quale
indispensabile supporto all’offerta turistica.
2. Per le finalità di cui al comma 1, la Giunta regionale assicura il pieno
coordinamento per i servizi di competenza regionale mediante intesa con i Comuni
competenti per territorio.
3. Per realizzare condizioni di generale miglioramento dei servizi possono
essere assicurate forme di supporto alle attività delle forze dell’ordine, su
richiesta dei competenti organi dello Stato.
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TITOLO II
Ordinamento del settore turistico
Capo I – Soggetti operanti nel settore turistico
Art. 5
Enti, Associazioni e Consorzi.
1. Le competenze in materia di turismo sono esercitate da:
a) Regione;
b) Agenzie di informazione e accoglienza turistica;
c) Comuni e Province;
d) Associazioni Pro-loco;
e) Consorzi turistici per la gestione, promozione e commercializzazione del
prodotto turistico.
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Capo II – Funzioni della regione e attività di promozione turistica
Art. 6
Funzioni della Regione.
1. La Giunta regionale determina gli indirizzi e i programmi relativi al settore
turistico, in coerenza con i contenuti della programmazione economica regionale.

2. In conformità con le determinazioni di cui al comma 1, la Giunta regionale:
a) favorisce la promozione turistica, anche mediante sistemi di
teleinformazione, teleprenotazione e telepromozione;
b) verifica l’azione dei soggetti incaricati dell’attuazione dei programmi;
c) indirizza le attività degli Enti locali per favorire lo sviluppo del turismo;

d) promuove il coordinamento tra i soggetti operanti nel settore turistico;
e) emana direttive per lo svolgimento delle attività istituzionali delle Agenzie
di informazione e accoglienza turistica ed esercita la vigilanza e il controllo
sulle medesime;
f) cura i rapporti anche mediante la predisposizione di progetti speciali con
l’ENIT, con le altre Regioni italiane, con i Paesi dell’Unione europea e con
altri enti e organismi operanti nel settore.
3. La Giunta regionale provvede, sentite le associazioni di categoria
maggiormente rappresentative, alla classificazione delle aree del territorio
regionale ai fini della determinazione dei canoni relativi alle concessioni
demaniali marittime per finalità turistico-ricreative.
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Art. 7
Promozione turistica.
1. La Regione favorisce la promozione turistica mediante la partecipazione a
società per la promozione turistica e a società d’area, anche tramite le Agenzie
di informazione e accoglienza turistica.
2. Ai fini della presente legge per "società d’area" si intendono le società a
prevalente capitale pubblico costituite, ciascuna in ogni area territoriale
regionale con offerta turistica omogenea, per lo svolgimento delle attività di
cui al comma 3.
3. La Regione può concedere finanziamenti a favore dei Comuni e delle Province
per la partecipazione dei medesimi a società d’area costituite per lo
svolgimento di attività di promozione turistica e per la gestione di attività
economiche turistiche di interesse regionale in àmbito locale, nonché alle
stesse società d’area per il funzionamento (2).
4. In attesa della costituzione delle società d’area di cui al comma 2, la
Regione può concedere finanziamenti a favore dei Comuni e delle Province per la
partecipazione dei medesimi a Consorzi turistici costituiti per le finalità di
cui all’articolo 36, individuati con deliberazione della Giunta regionale, anche
in deroga alle disposizioni di cui all’articolo 37, comma 1, lettera c), purché
comprendano almeno due Enti locali territoriali. La Regione può altresì
partecipare direttamente o attraverso le Agenzie di informazione e accoglienza
turistica ai Consorzi turistici di cui al presente comma (3).
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(2) Con regolamento approvato con D.P.Reg. 15 ottobre 2002, n. 0310/Pres. sono
stati dettati i criteri e le modalità per la concessione degli incentivi qui
previsti.
(3) Con regolamento approvato con D.P.Reg. 15 ottobre 2002, n. 0310/Pres. sono
stati dettati i criteri e le modalità per la concessione degli incentivi qui
previsti.

Art. 8
Conferenza regionale del turismo.
1. L’Assessore regionale al turismo convoca annualmente la Conferenza regionale
del turismo alla quale partecipano i Sindaci, i Presidenti delle Province, i
Direttori delle Agenzie di informazione e accoglienza turistica, i Presidenti
dei Consorzi turistici per la gestione, promozione e commercializzazione del
prodotto turistico, rappresentanti delle Camere di commercio, industria,
artigianato e agricoltura, delle Pro-loco, degli operatori turistici e delle
organizzazioni sindacali dei lavoratori, nonché soggetti operanti nel settore
turistico.
2. La Conferenza regionale del turismo ha lo scopo di acquisire la valutazione
di tutti i soggetti interessati sull’organizzazione e il funzionamento del
settore turistico regionale, unitamente alle proposte di sviluppo del settore
medesimo.
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Capo III – Agenzie di informazione e accoglienza turistica
Art. 9
Agenzie di informazione e accoglienza turistica.
1. Le Agenzie di informazione e accoglienza turistica (A.I.A.T.) sono enti
funzionali della Regione, aventi personalità giuridica, autonomia gestionale,
patrimoniale e contabile, sottoposti al controllo e alla vigilanza della
Regione; sono istituite con deliberazione della Giunta regionale che ne
determina gli àmbiti territoriali di competenza.
2. Le Aziende di promozione turistica istituite con la legge regionale n.
10/1991 e successive modifiche e integrazioni, sono trasformate in A.I.A.T. a
partire dalla data del provvedimento che ne ridetermina gli àmbiti territoriali
di competenza (4).
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(4) Articolo così sostituito dall’art. 9, comma 1, L.R. 15 maggio 2002, n. 13.
Il testo originario era così formulato: «Art. 9. Agenzie di informazione e
accoglienza turistica. 1. Le Aziende di promozione turistica assumono la
denominazione di Agenzie di informazione e accoglienza turistica (A.I.A.T.);
sono enti funzionali della Regione, aventi personalità giuridica, autonomia
gestionale, patrimoniale e contabile, sottoposti al controllo e alla vigilanza
della Regione.».

Art. 10
Competenze.
1. Le A.I.A.T., in concorso con gli Enti locali interessati e con i soggetti
individuati dalla presente legge, realizzano gli obiettivi definiti dalla
Regione nel settore turistico nell’àmbito territoriale di competenza, svolgendo
le attività ad esse attribuite nell’àmbito dei programmi adottati dalla Giunta
regionale.
2. Le A.I.A.T. svolgono le seguenti attività:
a) informazione e assistenza turistica, anche attraverso l’istituzione degli
Uffici di informazione e accoglienza turistica (IAT);
b) raccolta ed elaborazione di dati statistici concernenti il movimento
turistico nel proprio àmbito territoriale;
c) tutte le attività ad esse espressamente attribuite dalla Giunta regionale.
3. [Gli àmbiti territoriali di competenza delle A.I.A.T. sono determinati dalla
Giunta regionale] (5).
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(5) Comma abrogato dall’art. 9, comma 2, L.R. 15 maggio 2002, n. 13.

Art. 11
Organi.
1. Sono organi delle A.I.A.T.:
a) il Direttore;
b) il Collegio dei revisori contabili.
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Art. 12
Il Direttore.
1. Il Direttore ha la rappresentanza legale dell’A.I.A.T. ed è responsabile
della gestione della medesima, della realizzazione dei compiti istituzionali,
nonché del raggiungimento degli obiettivi fissati dalla Giunta regionale.
Trasmette alla Regione gli atti soggetti a controllo, fornendo la collaborazione
necessaria all’esercizio del potere di vigilanza.
2. Il Direttore svolge le seguenti funzioni:
a) adotta il piano preventivo delle risorse e degli obiettivi, il bilancio
annuale e pluriennale di previsione, il rendiconto generale e redige la
relazione sulla gestione;
b) cura la gestione finanziaria, tecnica e amministrativa dell’A.I.A.T., anche
mediante l’adozione di atti di organizzazione e di spesa;
c) ha la rappresentanza in giudizio dell’A.I.A.T. con facoltà di conciliare e
transigere;
d) dispone la partecipazione ai Consorzi turistici di cui all’articolo 7, comma
4, e a società di capitale;
e) stipula i contratti e provvede alle spese;
f) dirige il personale e organizza i servizi assicurandone la funzionalità;
f-bis) può nominare, tra i dipendenti di ruolo assegnati all’AIAT un proprio
sostituto, che provvede in caso di assenza o impedimento ad adottare gli atti di
ordinaria amministrazione dell’Agenzia, senza corresponsione di alcuna indennità
aggiuntiva (6).
3. All’articolo 52 della legge regionale 27 marzo 1996, n. 18, dopo il comma
3-ter, è aggiunto il seguente:
"3-quater. Il Direttore regionale del commercio, del turismo e del terziario
approva i contratti stipulati dai Direttori delle Agenzie di informazione e
accoglienza turistica.".
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(6) Lettera aggiunta dall’art. 50, L.R. 5 dicembre 2003, n. 18.

Art. 13
Incarico.
1. Il Direttore dell’A.I.A.T. è nominato dalla Giunta regionale ed è scelto tra:

a) dirigenti pubblici o privati, in possesso di diploma di laurea, che abbiano
svolto attività dirigenziale per almeno quattro anni in enti , associazioni o
aziende pubbliche o private;
b) persone di particolare e comprovata qualificazione professionale nel settore
turistico, che abbiano svolto funzioni direttive per almeno quattro anni in
enti, associazioni o aziende pubbliche o private operanti nel settore turistico.

2. Il trattamento economico del Direttore è determinato dalla Giunta regionale
con riferimento al trattamento spettante ai Direttori di Servizio autonomo
presso la Regione.
3. Qualora l’incarico di Direttore sia attribuito ad un dipendente della Regione
o di altra Amministrazione locale del Friuli-Venezia Giulia questi, per la
durata dell’incarico, è collocato in aspettativa senza assegni. Il periodo di
aspettativa è utile ai fini dell’anzianità di servizio.
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Art. 14
Consulta degli Enti locali.
1. È istituita la Consulta degli Enti locali facenti parte degli àmbiti
territoriali delle singole A.I.A.T.
2. La Consulta è formata da cinque componenti nominati dall’Assemblea dei
Sindaci dei Comuni interessati e scelti tra gli stessi ovvero tra Amministratori
comunali del medesimo àmbito territoriale.
3. L’Assemblea di cui al comma 2 è convocata dal Sindaco del Comune
demograficamente più rappresentativo.
4. Le funzioni di segreteria vengono svolte da un funzionario del Comune di cui
al comma 3.
5. La Consulta è convocata con cadenza semestrale dal Direttore dell’A.I.A.T. e,
in ogni caso, per l’espressione del proprio parere in relazione a quanto
previsto dall’articolo 12, comma 2, lettera a).
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Art. 15
Il Collegio dei revisori contabili.
1. Il Collegio dei revisori contabili di ciascuna A.I.A.T. è composto da tre
membri effettivi e da due supplenti, iscritti nel registro dei revisori
contabili, nominati con decreto del Presidente della Regione, previa
deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell’Assessore regionale
competente.
2. Il Collegio dei revisori contabili esercita funzioni di controllo generale e
in particolare svolge i seguenti compiti:
a) esercita il controllo sulla gestione contabile e finanziaria;
b) verifica almeno ogni trimestre la situazione di cassa, nonché l’andamento
finanziario e patrimoniale;
c) esprime parere sul piano preventivo delle risorse e degli obiettivi e sul
bilancio annuale e pluriennale di previsione;
d) vigila sulla regolarità amministrativa e in particolare controlla la
regolarità dei contratti e delle convenzioni.
3. Il Presidente del Collegio dei revisori contabili comunica i risultati delle
verifiche di cassa e dell’attività di vigilanza alla Giunta regionale, tramite
l’Assessore regionale competente.
4. I componenti del Collegio dei revisori contabili restano in carica per cinque
anni a decorrere dalla data del provvedimento di nomina. In caso di cessazione
anticipata dall’incarico di un revisore effettivo, è disposto il subentro di un
revisore supplente con decreto del Presidente della Regione, previa
deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell’Assessore regionale
competente.
5. Il Collegio dei revisori contabili si riunisce almeno ogni tre mesi. La
mancata partecipazione a due riunioni consecutive, senza giustificato motivo,
comporta la decadenza dall’incarico. La decadenza viene rilevata dal Collegio
medesimo, il quale promuove la sostituzione dei componenti decaduti.
6. Il Presidente del Collegio dei revisori contabili ha l’obbligo, qualora
riscontri gravi irregolarità nella gestione, di riferirne immediatamente alla
Giunta regionale, tramite l’Assessore regionale competente.
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Art. 16
Compensi.
1. Al Presidente e ai restanti membri effettivi del Collegio dei revisori
contabili compete un’indennità annuale lorda di carica stabilita con
deliberazione della Giunta regionale (7).
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(7) Articolo così sostituito dall’art. 51, L.R. 5 dicembre 2003, n. 18. Il testo
originario era così formulato: «Art. 16. Compensi. 1. Al Presidente del Collegio
dei revisori contabili e ai restanti membri del Collegio compete un’indennità
mensile di carica. Gli importi delle indennità di carica e dei gettoni di
presenza sono determinati con decreto del Presidente della Regione.».

Art. 17
Fonti di finanziamento.
1. Le A.I.A.T. provvedono al raggiungimento dei propri obiettivi mediante:
a) i finanziamenti dello Stato, della Regione e degli Enti locali;
b) i proventi derivanti dalla gestione di proprie attività e del proprio
patrimonio;
c) i proventi derivanti dall’alienazione del patrimonio;
d) le eventuali altre entrate derivanti da lasciti, legati e donazioni, nonché
contributi e sovvenzioni da parte di privati;
e) i finanziamenti dell’Unione europea.
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Art. 18
Finanziamento dell’attività istituzionale.
1. L’Amministrazione regionale è autorizzata, a decorrere dall’insediamento
degli organi delle A.I.A.T., a concedere finanziamenti annui per il
perseguimento dei fini istituzionali e per le spese di funzionamento delle
A.I.A.T. medesime.
2. La ripartizione delle somme stanziate annualmente con la legge finanziaria
della Regione viene disposta a cura della Direzione regionale del commercio, del
turismo e del terziario, tenendo conto dei bilanci di previsione delle A.I.A.T.
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Art. 19
Poli turistici di interesse regionale.
1. La Giunta regionale, sentita la seconda Commissione consiliare permanente,
individua e definisce, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge, i Poli turistici di interesse regionale. Detti Poli
possono avere anche natura interregionale e interstatale.
2. In occasione della convocazione della Conferenza regionale del turismo, la
Giunta regionale effettua la ricognizione del settore, verificando se sussistano
i presupposti per l’individuazione di nuovi Poli turistici di interesse
regionale ed eventualmente procede alla loro definizione.
3. In armonia con il Piano annuale e triennale di sviluppo, l’Amministrazione
regionale trasferisce finanziamenti alle forme organizzative che i Poli
turistici di interesse regionale intendono darsi così come previsti dalla
presente legge, per tutte le finalità connesse allo sviluppo turistico dell’area
interessata.
4. La Giunta regionale, con proprio Regolamento, determina i criteri di
trasferimento dei finanziamenti di cui al comma 3. Detti criteri dovranno
comunque, tra le altre cose, tenere presente l’incremento delle presenze
turistiche rispetto all’anno precedente e la concorrenza del Polo turistico alla
formazione del PIL regionale.
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Art. 20
Disposizioni contabili.
1. Le A.I.A.T. applicano il Regolamento per l’amministrazione del patrimonio e
la contabilità degli enti e organismi funzionali della Regione, secondo il
proprio ordinamento.
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Art. 21
Vigilanza e controllo.
1. Le A.I.A.T. sono sottoposte al controllo e alla vigilanza della Giunta
regionale, tramite la Direzione regionale del commercio, del turismo e del
terziario, al fine dell’accertamento del pieno raggiungimento delle finalità
istituzionali.
2. Ai fini di cui al comma 1 la Giunta regionale approva i seguenti atti:
a) il bilancio di previsione annuale e pluriennale, corredato di tutti gli
allegati previsti dal Regolamento di cui all’articolo 20, le variazioni relative
al bilancio di previsione, il rendiconto generale;
b) la partecipazione a società;
c) gli atti di disposizione di beni immobili.
3. Gli atti di cui al comma 2 sono trasmessi, entro quindici giorni dalla data
della loro adozione, alla Direzione regionale del commercio, del turismo e del
terziario. Contestualmente, gli atti di cui al comma 2, lettere a) e b), sono
trasmessi alla Ragioneria generale e gli atti di cui al comma 2, lettere a), b)
e c), sono trasmessi alla Direzione regionale degli affari finanziari e del
patrimonio per i pareri di competenza. La Ragioneria generale e la Direzione
regionale degli affari finanziari e del patrimonio inviano i rispettivi pareri
alla struttura regionale competente in materia entro quindici giorni dalla
ricezione degli atti.
4. Decorsi quindici giorni dalla data della ricezione degli atti, la struttura
regionale competente invia i medesimi alla Segreteria generale della Presidenza
della Giunta regionale, corredati della relativa proposta motivata e dei pareri
acquisiti ai sensi del comma 3, per l’esame da parte della Giunta regionale
entro i successivi venticinque giorni. Qualora la Giunta regionale non deliberi
entro il suddetto termine, gli atti diventano esecutivi.
5. La struttura regionale competente in materia può richiedere alle A.I.A.T.,
entro quindici giorni dal ricevimento degli atti di cui al comma 2, elementi
istruttori integrativi. La richiesta interrompe il termine sino al ricevimento
degli elementi richiesti. Da tale data decorre un nuovo termine di quindici
giorni per l’invio degli atti corredati della relativa proposta motivata e dei
pareri acquisiti.
6. In caso di mancata approvazione, le A.I.A.T. si adeguano alle indicazioni
della Giunta regionale entro il termine di trenta giorni dal ricevimento della
relativa deliberazione giuntale.
7. La Giunta regionale può richiedere in qualsiasi momento l’invio di qualunque
atto adottato dalle A.I.A.T. e disporre ispezioni e controlli.
8. In caso di inottemperanza alla disposizione di cui al comma 5, ovvero di
inosservanza dei termini previsti da norme di legge per l’assunzione di atti
obbligatori, la Giunta regionale, previa diffida con fissazione di un termine
per adempiere, provvede alla nomina di un Commissario ad acta.
9. La Giunta regionale, per accertate gravi violazioni di legge, per persistenti
inadempienze ad atti dovuti, per gravi irregolarità nella gestione, ovvero per
impossibilità di funzionamento, delibera la revoca del Direttore e provvede alla
nomina di un Commissario per la provvisoria gestione delle A.I.A.T., il quale si
sostituisce con pienezza di poteri al Direttore per il tempo strettamente
necessario alla sua sostituzione e comunque per un periodo di tempo non
superiore a sei mesi.
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Art. 22
Stato giuridico e trattamento economico del personale.
1. Il personale delle A.I.A.T. fa parte del ruolo unico regionale.
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Art. 23
Norma transitoria.
1. Gli organi in carica delle Aziende di promozione turistica sono sostituiti,
all’entrata in vigore della presente legge, da Commissari nominati con
deliberazione della Giunta regionale.
2. Entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge sono
nominati i Direttori e i Collegi dei revisori contabili delle A.I.A.T.,
l’insediamento dei quali avviene non oltre il ventesimo giorno successivo alla
data di nomina.
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Art. 24
Uffici di informazione e accoglienza turistica.
1. Le A.I.A.T. possono istituire IAT, anche ad apertura stagionale, in località
che presentino strutture ricettive significative e attrattive di particolare
interesse turistico, previo nullaosta della Giunta regionale.
2. Al fine di consentire la continuità operativa degli uffici di informazione e
accoglienza turistica esistenti alla data di entrata in vigore della presente
legge, il nullaosta di cui al comma 1 si intende automaticamente rilasciato.
3. Gli IAT assicurano i seguenti servizi, anche avvalendosi del personale del
comparto unico del pubblico impiego regionale e locale del Friuli-Venezia
Giulia, istituito ai sensi dell’articolo 127 della legge regionale 9 novembre
1998, n. 13, e, mediante apposite convenzioni, di personale di associazioni
Pro-loco:
a) informazione sulle opportunità turistiche e sulle disponibilità ricettive
della località;
b) distribuzione di materiale informativo;
c) assistenza al turista;
d) gestione di uno sportello per la tutela del turista (8).
4. Le A.I.A.T. sovrintendono al funzionamento degli IAT e ne coordinano
l’attività.
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(8) Comma così sostituito dall’art. 52, L.R. 5 dicembre 2003, n. 18. Il testo
originario era così formulato: «3. Gli IAT assicurano i seguenti servizi, anche
avvalendosi del personale del comparto unico del pubblico impiego regionale e
locale del Friuli-Venezia Giulia, istituito ai sensi dell’articolo 127 della
legge regionale 9 novembre 1998, n. 13, e mediante apposite convenzioni, senza
oneri aggiuntivi per le A.I.A.T., di personale di associazioni Pro-loco:
a) informazione sulle opportunità turistiche e sulle disponibilità ricettive
della località;
b) distribuzione di materiale informativo;
c) assistenza al turista;
d) gestione di uno sportello per la tutela del turista.».

Capo IV – Comuni e province
Art. 25
Competenze.
1. I Comuni esercitano le competenze ad essi espressamente attribuite in materia
di strutture ricettive turistiche e di agenzie di viaggio e turismo. In
particolare:
a) svolgono attività di vigilanza e controllo nelle materie disciplinate dal
Titolo IV;
b) svolgono attività di vigilanza e controllo sulle agenzie di viaggio e turismo
in collaborazione con gli uffici regionali competenti al rilascio
dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività;
c) svolgono tutte le funzioni amministrative in materia di rilascio del
provvedimento di autorizzazione all’esercizio delle strutture ricettive
turistiche e alla loro classificazione;
d) provvedono alla raccolta dei dati statistici relativi ai flussi turistici ai
fini e con le modalità di cui all’articolo 94;
e) provvedono alla gestione di aree attrezzate a supporto del turismo itinerante
ai fini e con le modalità di cui all’articolo 107.
2. I Comuni e le Province esercitano inoltre:
a) attività di promozione turistica delle località situate nel territorio di
competenza;
b) attività di promozione e di gestione di attività economiche turistiche di
interesse regionale in àmbito locale, mediante la partecipazione alle società
d’area di cui all’articolo 7;
c) promozione e commercializzazione dell’offerta turistica regionale e locale
mediante la partecipazione ai Consorzi turistici di cui all’articolo 36;
d) attività di tutela, di informazione e di accoglienza del turista mediante
l’istituzione di IAT nel territorio di competenza e in coordinamento con
l’attività delle A.I.A.T.
3. Le Province esprimono il proprio parere sui regolamenti di riparto dei
contributi regionali nel comparto del turismo. Le assegnazioni definitive dei
contributi vengono effettuate su base provinciale, d’intesa con le Province
stesse.
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Capo V – Associazioni pro-loco
Art. 26
Definizione.
1. Le associazioni Pro-loco e loro consorzi, costituiti al fine dello
svolgimento coordinato delle attività di promozione turistica, sono soggetti di
diritto privato costituiti su base volontaria, aventi il compito di valorizzare
le peculiarità storiche, artistiche, culturali, naturalistiche e sociali del
territorio in cui operano.
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Art. 27
Associazione fra le Pro-loco del Friuli-Venezia Giulia.
1. L’Associazione fra le Pro-loco del Friuli-Venezia Giulia rappresenta le
associazioni Pro-loco nei rapporti con la Regione.
2. Al fine di consentire la partecipazione delle associazioni Pro-loco alla
programmazione e alla gestione delle attività di promozione turistica del
territorio regionale, è assicurata la presenza di un rappresentante designato
dall’Associazione fra le Pro-loco del Friuli-Venezia Giulia nei gruppi di
lavoro, consulte o consigli di emanazione regionale, aventi il compito di
elaborare programmi o esprimere pareri in merito alla programmazione turistica.
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Art. 28
Albo regionale delle associazioni Pro-loco.
1. È istituito presso la Direzione regionale del commercio, del turismo e del
terziario, l’albo regionale delle associazioni Pro-loco, di seguito denominato
albo.
2. Possono essere iscritte all’albo le associazioni Pro-loco aventi i seguenti
requisiti:
a) previsione nello statuto del fine di valorizzare le peculiarità storiche,
artistiche, culturali, naturalistiche e sociali del territorio in cui operano,
in conformità a quanto previsto dall’articolo 26;
b) previsione nello statuto della democraticità e gratuità delle cariche, della
trasparenza dei bilanci, della possibilità di accesso a tutti i cittadini del
Comune di appartenenza, della devoluzione dei beni al Comune competente per
territorio o ad altra associazione con fini di utilità sociale in caso di
scioglimento (9);
c) costituzione con atto pubblico.
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(9) Lettera così modificata dall’art. 23, comma 13, L.R. 30 aprile 2003, n. 12.

Art. 29
Modalità ed effetti dell’iscrizione all’albo.
1. Le associazioni Pro-loco presentano all’Amministrazione regionale, tramite
l’Associazione fra le Pro-loco del Friuli-Venezia Giulia, la domanda di
iscrizione all’albo, corredata della copia dell’atto costitutivo e dello
statuto.
2. L’iscrizione diviene esecutiva qualora entro sessanta giorni dalla data di
presentazione della domanda non sia emanato un provvedimento di diniego.
3. L’iscrizione all’albo è condizione per l’ottenimento dei contributi previsti
dagli articoli 31 e 32.
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Art. 30
Adempimenti, revisioni, cancellazioni.
1. L’Associazione fra le Pro-loco del Friuli-Venezia Giulia presenta
all’Amministrazione regionale, entro il 1° marzo di ogni anno, la relazione
delle associazioni Pro-loco iscritte all’albo relativa all’attività svolta
nell’anno sociale precedente e le eventuali variazioni degli statuti delle
medesime.
2. La revisione dell’albo è effettuata annualmente.
3. La cancellazione dall’albo delle associazioni Pro-loco è disposta qualora
vengano meno i requisiti di cui all’articolo 28.
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Art. 31
Contributi a favore delle associazioni Pro-loco.
1. L’Amministrazione regionale è autorizzata a concedere un contributo annuo
all’Associazione fra le Pro-loco del Friuli-Venezia Giulia al fine di promuovere
l’attività delle associazioni Pro-loco.
2. Il contributo è ripartito dall’Associazione fra le Pro-loco del
Friuli-Venezia Giulia tra le associazioni Pro-loco ad essa aderenti, in funzione
di programmi di attività adeguatamente documentati con l’indicazione delle spese
previste.
3. L’Associazione fra le Pro-loco del Friuli-Venezia Giulia può destinare una
quota non superiore al 15 per cento del contributo a copertura delle proprie
spese di funzionamento.
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Art. 32
Contributi a favore dei consorzi delle associazioni Pro-loco.
1. L’Amministrazione regionale è autorizzata a concedere all’Associazione fra le
Pro-loco del Friuli-Venezia Giulia contributi per l’insediamento, il
funzionamento e l’attività degli uffici sede dei consorzi delle associazioni
Pro-loco (10).
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(10) Articolo così sostituito dall’art. 53, L.R. 5 dicembre 2003, n. 18. Il
testo originario era così formulato: «Art. 32. Contributi a favore dei consorzi
delle associazioni Pro-loco. 1. L’Amministrazione regionale è autorizzata a
concedere all’Associazione fra le Pro-loco del Friuli-Venezia Giulia contributi
per l’insediamento e il funzionamento degli uffici sede dei consorzi delle
associazioni Pro-loco.».

Art. 33
Concessione ed erogazione dei contributi.
1. L’Associazione fra le Pro-loco del Friuli-Venezia Giulia, entro il 1° marzo
di ogni anno, presenta domanda di concessione dei contributi di cui agli
articoli 31 e 32, corredata del programma preventivo di attività. La concessione
dei contributi è subordinata all’approvazione da parte della Giunta regionale
del programma, entro trenta giorni dalla data di presentazione del medesimo.
Decorso tale termine il programma si intende approvato.
2. Il contributo è concesso in via anticipata nella misura del 90 per cento. Il
saldo è corrisposto previa rendicontazione secondo le modalità di cui
all’articolo 43 della legge regionale 20 marzo 2000, n. 7.
————————

Art. 34
Disposizione transitoria.
1. Le associazioni Pro-loco iscritte all’albo regionale delle associazioni
Pro-loco di cui alla legge regionale 11 agosto 1980, n. 34, e successive
modificazioni e integrazioni, sono iscritte d’ufficio all’albo. Le stesse
devono, entro l’1 gennaio 2003, conseguire i requisiti di cui all’articolo 28
(11).
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(11) Comma così modificato dall’art. 9, comma 3, L.R. 15 maggio 2002, n .13, il
quale ha soppresso talune parole nel primo periodo ed ha aggiunto, al loro
posto, il secondo periodo.

Art. 35
Concessione di spazi gratuiti e assistenza tecnica alle manifestazioni aventi
rilevanza turistica.
1. L’Amministrazione regionale è autorizzata a concedere in uso gratuito
all’Associazione fra le Pro-loco del Friuli-Venezia Giulia adeguati spazi nel
compendio monumentale di Villa Manin in Passariano, per lo svolgimento dei
propri compiti statutari e in considerazione della funzione di pubblico
interesse svolta dalla medesima. Gli spazi sono concessi mediante convenzione,
con la quale sono stabiliti il numero, l’ampiezza, la dislocazione e l’utilizzo
dei medesimi.
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Capo VI – Consorzi turistici
Art. 36
Consorzi turistici per la gestione, promozione e commercializzazione del
prodotto turistico.
1. I Consorzi turistici per la gestione, promozione e commercializzazione del
prodotto turistico, di seguito denominati Consorzi turistici, svolgono attività
di gestione, promozione e di commercializzazione dell’offerta turistica
regionale e locale, attraverso l’elaborazione di piani e progetti di promozione
e commercializzazione, nonché attraverso la creazione e l’eventuale gestione di
strutture aventi finalità turistiche e di sistemi informativi e informatici a
sostegno delle attività turistiche.
2. I Consorzi turistici sono costituiti da soggetti privati operanti nel settore
del turismo, del commercio e dei servizi, con l’eventuale partecipazione di enti
pubblici.
3. L’Amministrazione regionale e le A.I.A.T. sono autorizzate a stipulare
convenzioni con i Consorzi turistici al fine di realizzare i piani e i progetti
di cui al comma 1.
4. Possono assumere le funzioni di Consorzi, di cui al presente articolo, anche
i Consorzi previsti dalla legge regionale 18 gennaio 1999, n. 3, purché
rientrino nel disposto di cui all’articolo 7, comma 4.
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Art. 37
Finanziamenti.
1. L’Amministrazione regionale è autorizzata a concedere finanziamenti ai
Consorzi turistici per le finalità di cui all’articolo 36, qualora:
a) l’atto costitutivo del Consorzio turistico preveda l’assenza del fine di
lucro;
b) sia assicurata all’interno del Consorzio turistico la prevalenza numerica di
imprese operanti nel settore del turismo;
c) sia assicurata una capacità ricettiva complessiva di almeno:
1) cinquecento posti qualora si tratti di Consorzi turistici operanti negli
àmbiti turistici del versante montano;
2) tremila posti qualora si tratti di Consorzi turistici operanti negli àmbiti
turistici del versante marino;
3) ottocento posti qualora si tratti di Consorzi turistici operanti negli àmbiti
turistici intermedi.
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TITOLO III
Attività di viaggio e turismo
Capo I – Agenzie di viaggio e turismo
Art. 38
Definizione.
1. Sono agenzie di viaggio e turismo le imprese che esercitano attività di
produzione, organizzazione, presentazione e vendita diretta o indiretta, a
forfait o a provvigione, di elementi isolati o coordinati di viaggi e soggiorni,
nonché attività di intermediazione nei predetti servizi compresi i compiti di
assistenza e di accoglienza ai turisti.
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Art. 39
Attività.
1. Le agenzie di viaggio e turismo esercitano le seguenti attività:
a) l’organizzazione di soggiorni, viaggi e crociere con vendita diretta al
pubblico;
b) la vendita di soggiorni, viaggi e crociere organizzati da altre agenzie di
viaggio e turismo;
c) l’organizzazione e la vendita di soggiorni ad altre agenzie di viaggio;
d) tutte le attività connesse con quelle di cui alle lettere a), b) e c).
2. Qualora le attività di cui al comma 1, lettera d), implichino l’esercizio
delle professioni turistiche disciplinate dal Titolo VIII, devono essere svolte
dalle corrispondenti figure professionali autorizzate.
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Art. 40
Autorizzazione.
1. L’esercizio dell’attività di agenzia di viaggio e turismo, anche stagionale,
è subordinato al rilascio dell’autorizzazione regionale secondo le modalità
stabilite con regolamento regionale (12).
2. Ai fini del rilascio dell’autorizzazione è accertato:
a) il possesso dei requisiti di onorabilità e capacità finanziaria e dei
requisiti professionali previsti rispettivamente agli articoli 44 e 45;
b) il possesso dei requisiti strutturali dei locali di cui alla legge regionale
23 agosto 1985, n. 44, e successive modificazioni e integrazioni;
c) che la denominazione prescelta per l’agenzia di viaggio e turismo non sia
uguale o tale da confondersi con quella di agenzie di viaggio e turismo già
operanti sul territorio nazionale e che non sia uguale a quella di Regioni o
Comuni italiani;
d) l’indipendenza dei locali sede dell’agenzia di viaggio e turismo da altre
attività commerciali;
e) l’apposizione all’esterno del locale di un’insegna visibile che specifichi la
denominazione dell’agenzia.
3. L’apertura e l’esercizio a carattere stagionale di agenzie di viaggio e
turismo o di filiali può essere autorizzata per un periodo non inferiore a
quattro mesi nel corso dell’anno solare. Le date definitive di apertura e di
chiusura sono comunicate alle Amministrazioni regionale e comunale entro il 31
dicembre dell’anno precedente.
4. L’autorizzazione a persone fisiche o giuridiche straniere, non appartenenti a
Stati membri dell’Unione europea, è rilasciata con le modalità previste dal
decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni e
integrazioni, e dal decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n.
394.
5. Il trasferimento della titolarità dell’agenzia di viaggio e turismo è
subordinato all’aggiornamento della precedente autorizzazione.
6. Il rilascio dell’autorizzazione all’apertura di nuove agenzie di viaggio e
turismo è comunicato ai competenti organi statali.
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(12) Vedi, al riguardo, il regolamento approvato con D.P.Reg. 7 maggio 2002, n.
0127/Pres.

Art. 41
Filiali.
1. L’apertura e l’esercizio di filiali di un’agenzia di viaggio e turismo non
sono soggetti ad autorizzazione, fermo restando il possesso dei requisiti di cui
all’articolo 40, comma 2, lettera b).
————————

Art. 42
Chiusura temporanea.
1. Alle agenzie di viaggio e turismo è consentito un periodo di chiusura non
superiore a quaranta giorni nell’arco di un anno solare, previa comunicazione al
Comune da effettuarsi almeno sette giorni prima della programmata chiusura.
2. In caso di gravi e comprovati motivi, è consentita la chiusura dell’agenzia
di viaggio e turismo per un periodo superiore a quaranta giorni, su domanda e
previa autorizzazione del Comune; qualora non venga comunicato il provvedimento
di diniego entro quindici giorni dal ricevimento della domanda, questa si
intende accolta; la chiusura non può essere comunque autorizzata per periodi
superiori a sei mesi.
3. Decorsi i termini di cui ai commi 1 e 2 è obbligatoria la riapertura
dell’agenzia di viaggio e turismo.
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Art. 43
Elenco delle agenzie di viaggio e turismo.
1. L’elenco delle agenzie di viaggio e turismo è pubblicato annualmente sul
Bollettino Ufficiale della Regione.
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Art. 44
Requisiti di onorabilità e capacità finanziaria.
1. Il titolare dell’agenzia di viaggio e turismo, qualora si tratti di impresa
individuale, il legale rappresentante, qualora si tratti di società, e, in ogni
caso, il Direttore tecnico devono essere in possesso dei requisiti di
onorabilità e assenza di fallimento previsti dal decreto legislativo 23 novembre
1991, n. 392, e successive modificazioni e integrazioni.
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Art. 45
Requisiti professionali.
1. Il titolare dell’agenzia di viaggio e turismo deve possedere i seguenti
requisiti professionali:
a) conoscenza di amministrazione e organizzazione delle agenzie di viaggio;
b) conoscenza di tecnica, legislazione e geografia turistiche;
c) conoscenza di almeno due lingue straniere.
2. Qualora il titolare non presti con carattere di continuità ed esclusività la
propria attività nell’agenzia di viaggio e turismo, o non possieda i requisiti
professionali di cui al comma 1, tali requisiti devono essere posseduti da un
dipendente dell’agenzia, che assume la qualifica di Direttore tecnico.
3. I Direttori tecnici hanno l’obbligo di prestare la loro opera a favore
dell’agenzia di viaggio e turismo con continuità ed esclusività.
————————

Art. 46
Accertamento dei requisiti.
1. Il possesso dei requisiti professionali è dimostrato dalla certificazione
dell’effettivo esercizio in Italia o all’estero delle attività comprese
nell’articolo 39, secondo le modalità di cui agli articoli 4 e 5 del decreto
legislativo n. 392/1991 e successive modificazioni e integrazioni.
2. Coloro che non sono in grado di dimostrare il possesso dei requisiti
professionali previsti dal comma 1 devono superare un esame di idoneità scritto
e orale disciplinato con regolamento regionale (13).
3. Ai fini dell’ammissione all’esame di cui al comma 2 è richiesto il possesso
del diploma di scuola secondaria di secondo grado.
4. L’Amministrazione regionale promuove, anche in collaborazione con i Centri di
assistenza tecnica alle imprese di cui alla legge regionale 19 aprile 1999, n.
8, l’organizzazione di corsi di formazione professionale per l’esercizio
dell’attività di Direttore tecnico di agenzia di viaggio e turismo.
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(13) Vedi, al riguardo, il regolamento approvato con D.P.Reg. 7 maggio 2002, n.
0127/Pres.

Art. 47
Albo regionale dei Direttori tecnici.
1. Presso la Direzione regionale del commercio, del turismo e del terziario è
istituito l’albo regionale dei Direttori tecnici, di seguito denominato albo,
cui possono essere iscritti coloro che sono in possesso dei requisiti di cui
all’articolo 45.
2. Sono iscritti d’ufficio all’albo coloro che, al momento dell’entrata in
vigore della presente legge, risultano iscritti all’albo di cui alla legge
regionale 24 dicembre 1982, n. 90, e successive modificazioni e integrazioni.
————————

Art. 48
Deposito cauzionale.
1. Il soggetto autorizzato deve costituire, entro venti giorni dalla data di
ricevimento della comunicazione del rilascio dell’autorizzazione, idonea
cauzione a favore della Regione, vincolata per tutto il periodo di esercizio
dell’impresa a garanzia dei danni eventualmente arrecati a terzi.
2. L’ammontare della cauzione è stabilito con decreto del Presidente della
Regione.
3. La cauzione è destinata al pagamento delle sanzioni amministrative pecuniarie
di cui all’articolo 55 in caso di inadempimento del debitore, ovvero, qualora
manchi la copertura assicurativa di cui all’articolo 49, al risarcimento dei
danni conseguenti all’inadempimento degli obblighi assunti verso i clienti con
il contratto di viaggio; in tali casi l’ammontare della cauzione è reintegrato a
pena di decadenza dall’esercizio dell’attività.
4. Lo svincolo della cauzione è disposto dopo il centottantesimo giorno
successivo alla comunicazione di cessazione dell’attività.
————————

Art. 49
Assicurazione.
1. Per lo svolgimento dell’attività, le agenzie di viaggio e turismo sono tenute
a stipulare entro il termine di cui all’articolo 48, comma 1, una polizza
assicurativa a garanzia dell’adempimento degli obblighi assunti verso i clienti
con il contratto di viaggio e in relazione al costo complessivo dei servizi
offerti, nell’osservanza delle disposizioni previste in materia dalla
Convenzione relativa al contratto di viaggio (C.C.V.), resa esecutiva con legge
27 dicembre 1977, n. 1084, e dal decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 111.
2. Le agenzie di viaggio e turismo devono inviare annualmente alla Direzione
regionale del commercio, del turismo e del terziario la documentazione
comprovante l’avvenuto pagamento del premio. L’accertata mancanza di copertura
assicurativa comporta la revoca dell’autorizzazione.
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Art. 50
Opuscoli informativi.
1. Gli opuscoli informativi concernenti i pacchetti turistici e quelli
concernenti viaggi, crociere, escursioni e soggiorni, ove posti a disposizione
del consumatore, sono redatti in conformità a quanto previsto dall’articolo 9
del decreto legislativo n. 111/1995, e qualora riguardino viaggi collettivi o
individuali all’estero, in conformità a quanto previsto dall’articolo 16 della
legge 3 agosto 1998, n. 269.
————————

Art. 51
Redazione dei programmi di viaggio.
1. I programmi di viaggio, anche se non comprendenti prestazioni relative al
soggiorno, predisposti in qualsiasi forma dalle agenzie di viaggio e turismo ai
fini della loro pubblicazione o diffusione al pubblico, devono contenere tutti
gli elementi stabiliti con regolamento regionale (14).
2. I programmi relativi a viaggi collettivi o individuali in Paesi esteri sono
redatti in conformità a quanto previsto dall’articolo 16 della legge n.
269/1998.
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(14) Vedi, al riguardo, il regolamento approvato con D.P.Reg. 7 maggio 2002, n.
0127/Pres.

Capo II – Associazioni e imprese
Art. 52
Associazioni senza scopo di lucro.
1. Ferma restando l’applicazione degli articoli 49, 50 e 51, le associazioni
senza scopo di lucro che operano a livello nazionale per finalità ricreative,
culturali, religiose o sociali possono svolgere l’attività di agenzia di viaggio
e turismo, alle seguenti condizioni:
a) assenza di qualunque forma di lucro nell’esercizio delle attività;
b) fruizione dei servizi sociali esclusivamente da parte dei propri associati e
loro familiari;
c) indicazione nei programmi di viaggio della esclusività della prestazione a
favore degli associati.
2. Le associazioni di cui al comma 1 devono inviare alla Direzione regionale del
commercio, del turismo e del terziario copia dell’atto costitutivo e dello
statuto, nonché copia dell’atto da cui risulti il responsabile delle attività
turistiche, in possesso dei requisiti soggettivi di cui agli articoli 11 e 12
del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni e
integrazioni, sottoscritta dal legale rappresentante dell’associazione e
dall’interessato.
3. Le associazioni operanti a livello regionale o locale, senza scopo di lucro,
aventi finalità ricreative, culturali, religiose o sociali, possono svolgere
l’attività di agenzia di viaggio e turismo avvalendosi di agenzie di viaggio e
turismo autorizzate ai sensi dell’articolo 40; la pubblicità del viaggio è
effettuata esclusivamente a favore degli associati e deve in ogni caso
consentire l’individuazione dell’agenzia di viaggio e turismo organizzatrice.
4. Le associazioni di cui al comma 3 possono organizzare, in relazione alle
proprie finalità statutarie, gite occasionali di durata non superiore ai tre
giorni, riservate esclusivamente ai propri associati e appartenenti.
5. Non sono soggetti alle norme di cui alla presente legge i viaggi e soggiorni
organizzati da enti pubblici territoriali e da istituti scolastici, nell’àmbito
dello svolgimento delle proprie attività istituzionali.
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Art. 53
Attività turistiche esercitate dalle imprese di pubblici trasporti e uffici di
biglietteria.
1. Le imprese che esercitano attività di trasporto di persone, qualora assumano
direttamente anche l’organizzazione di viaggi, soggiorni, crociere ed escursioni
comprendenti prestazioni e servizi ulteriori rispetto al solo trasporto, sono
soggette alle disposizioni del presente titolo.
2. Non sono soggetti alla disciplina del presente titolo gli uffici che si
occupano esclusivamente della vendita di biglietti delle Ferrovie dello Stato.
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Capo III – Incentivi e sanzioni
Art. 54
Incoming.
1. L’Amministrazione regionale è autorizzata a concedere incentivi alle agenzie
di viaggio e turismo per la vendita di pacchetti turistici in Italia e
all’estero finalizzati a incrementare l’ingresso e la permanenza di turisti nel
territorio regionale attraverso l’offerta di un prodotto turistico qualificato,
con particolare riguardo per le località a minore vocazione turistica. Gli
incentivi sono concessi secondo la regola del "de minimis" nel limite massimo
del 50 per cento della spesa prevista e comunque nel limite di lire 100.000.000
per intervento (15).
2. L’Amministrazione regionale può altresì concedere incentivi all’Aeroporto
Friuli-Venezia Giulia S.p.A., per la realizzazione di azioni promozionali
dirette a incrementare il numero di voli in arrivo nell’aeroporto regionale. Gli
incentivi sono concessi secondo la regola del "de minimis" nel limite massimo
del 50 per cento della spesa prevista e comunque nel limite di lire 100.000.000
per intervento.
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(15) Con D.P.Reg. 23 settembre 2002, n. 0293/Pres. è stato approvato il
regolamento concernente le modalità di concessione degli incentivi alle agenzie
di viaggio e turismo per la vendita di pacchetti turistici in Italia e
all’estero. L’art. 10 del medesimo regolamento prevede, in sede di prima
applicazione, che le domande volte ad ottenere i finanziamenti qui previsti, per
l’anno 2002 possano essere presentate entro il 31 ottobre. Dispone, altresì, che
restino valide le domande già presentate purché rientranti nelle finalità del
suddetto regolamento.

Art. 55
Sanzioni amministrative.
01. La violazione delle disposizioni di cui all’articolo 39, comma 2, è punita
con una sanzione amministrativa pecuniaria da 260 euro a 1.550 euro (16).
1. La violazione delle disposizioni di cui all’articolo 40 in materia di
autorizzazione è punita con una sanzione amministrativa pecuniaria da lire
10.000.000 a lire 30.000.000, nonché con la chiusura dell’attività e il divieto
di rilascio dell’autorizzazione per i due anni successivi all’accertamento della
violazione.
2. La violazione degli obblighi di prestazione continuativa ed esclusiva di cui
all’articolo 45, commi 2 e 3, è punita con una sanzione amministrativa
pecuniaria da lire 500.000 a lire 3.000.000; in caso di recidiva è disposta la
revoca dell’autorizzazione.
3. La violazione delle disposizioni in materia di redazione degli opuscoli di
viaggio e di programmi di viaggio, di cui rispettivamente agli articoli 50 e 51,
comporta la diffida ad adempiere entro quindici giorni dall’accertamento della
violazione; in caso di inadempimento si applica una sanzione amministrativa
pecuniaria da lire 500.000 a lire 2.500.000.
4. La violazione delle disposizioni di cui all’articolo 42 è punita con una
sanzione amministrativa pecuniaria da lire 500.000 a lire 3.000.000 e, in caso
di mancata riapertura decorsi i termini previsti, con la revoca
dell’autorizzazione.
5. La violazione delle disposizioni di cui all’articolo 52, commi 1 e 2,
comporta la diffida ad adempiere entro quindici giorni dall’accertamento della
violazione; in caso di inadempimento si applica una sanzione amministrativa
pecuniaria da lire 100.000 a lire 500.000.
6. La violazione delle disposizioni di cui all’articolo 52, commi 3 e 4,
comporta la diffida ad adempiere entro quindici giorni dall’accertamento della
violazione; in caso di inadempimento si applica una sanzione amministrativa
pecuniaria da lire 1.000.000 a lire 3.000.000.
7. In caso di recidiva le sanzioni amministrative pecuniarie di cui ai commi da
1 a 6 sono raddoppiate. Si ha recidiva qualora la stessa violazione sia stata
commessa per due volte nel corso dell’anno solare, anche in caso di avvenuto
pagamento della sanzione.
8. Le sanzioni amministrative pecuniarie sono applicate dall’Amministrazione
regionale in conformità alla legge regionale 17 gennaio 1984, n. 1.
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(16) Comma aggiunto dall’art. 54, comma 1, L.R. 5 dicembre 2003, n. 18. Vedi,
anche, il comma 2 del medesimo articolo.

TITOLO IV
Strutture ricettive turistiche
Capo I – Disposizioni generali
Art. 56
Autorizzazione.
1. L’autorizzazione all’esercizio delle strutture ricettive turistiche è
rilasciata dal Comune.
2. Il rilascio dell’autorizzazione all’esercizio delle strutture ricettive
alberghiere di cui all’articolo 64, commi 3, 4, 5 e 6, delle strutture ricettive
all’aria aperta e delle case e appartamenti per vacanze, è subordinato alla loro
classificazione. Non sono classificabili le strutture prive dei requisiti minimi
qualitativi di cui agli allegati A, B e C, facenti parte integrante della
presente legge.
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Art. 57
Classificazione.
1. Le funzioni amministrative relative alla classificazione sono esercitate dai
Comuni.
2. La classificazione ha validità per un quinquennio a partire dal 1° gennaio
2003.
3. Le strutture ricettive che hanno ottenuto la relativa classificazione prima
della scadenza del termine di cui al comma 2 conservano la classificazione per
la frazione residua del quinquennio in corso.
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Art. 58
Riclassificazione.
1. Entro il mese di giugno dell’ultimo anno di validità della classificazione,
il titolare o gestore deve presentare, con le modalità stabilite con regolamento
regionale, una scheda di denuncia delle attrezzature e dei servizi forniti,
allegando i documenti comprovanti le eventuali modifiche intervenute.
2. Qualora alla scadenza del quinquennio di validità non siano intervenute
modifiche, il titolare o gestore deve presentare la scheda di cui al comma 1,
allegando la sola dichiarazione di non intervenuta modifica.
3. Le schede di denuncia sono fornite dal Comune competente per territorio,
almeno entro il mese di maggio dell’ultimo anno di validità della
classificazione.
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Art. 59
Variazione delle strutture ricettive.
1. I titolari e i gestori delle strutture ricettive sono tenuti a denunciare al
Comune, entro trenta giorni dal verificarsi, le variazioni apportate o
intervenute alla struttura ricettiva, anche se dette variazioni non comportano
una diversa classificazione o autorizzazione.
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Art. 60
Ricorsi.
1. Avverso il provvedimento di classificazione, può essere presentato ricorso al
Direttore regionale del commercio, del turismo e del terziario da parte del
titolare o del gestore entro trenta giorni dalla data di notificazione, ovvero
da terzi comunque interessati, entro trenta giorni dalla data di pubblicazione
del provvedimento sul Bollettino Ufficiale della Regione, ai sensi del decreto
del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199, e successive
modificazioni e integrazioni.
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Art. 61
Denominazione e segno distintivo.
1. L’approvazione della denominazione e il controllo sull’esposizione del segno
distintivo delle strutture ricettive è di competenza del Comune.
2. Con il termine "denominazione" si intende qualsiasi nome con il quale si
contraddistingue l’immobile o gli immobili che costituiscono la struttura
ricettiva.
3. La denominazione delle strutture ricettive è approvata in sede di
classificazione o successivamente, a domanda, in conformità a quanto stabilito
con il Regolamento di cui all’articolo 62.
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Art. 62
Regolamenti.
1. Con regolamento regionale (17) sono disciplinate:
a) le modalità di rilascio e i requisiti del provvedimento di classificazione e
di autorizzazione, le caratteristiche della denominazione, del segno distintivo
e della sua pubblicità;
b) le modalità di fissazione e applicazione dei prezzi da parte dei titolari o
dei gestori.
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(17) Vedi, al riguardo, il regolamento approvato con D.P.Reg. 7 maggio 2002, n.
0128/Pres.

Art. 63
Certificazione di qualità.
1. Allo scopo di stimolare la crescita, la riqualificazione e il miglioramento
dell’offerta turistica e del patrimonio ricettivo, l’Amministrazione regionale
promuove la realizzazione di un sistema di certificazione di qualità, anche in
collaborazione con i Centri di assistenza tecnica alle imprese commerciali di
cui all’articolo 11 della legge regionale n. 8/1999.
2. Entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, la Giunta
regionale provvede alla nomina di una commissione, che entro sei mesi ha il
compito di individuare gli obiettivi generali e i criteri per la realizzazione
del sistema di certificazione di qualità. La commissione è composta da:
a) l’Assessore regionale al turismo, che la presiede;
b) il Direttore regionale del commercio, del turismo e del terziario o un suo
delegato;
c) un rappresentante delle associazioni di categoria degli operatori turistici
maggiormente rappresentative a livello regionale, esperto in gestione di impresa
ricettiva turistica;
d) un rappresentante delle associazioni di tutela dei consumatori;
e) un rappresentante dell’Unione regionale delle Camere di commercio, industria,
artigianato e agricoltura.
3. Le funzioni di segretario sono svolte da un dipendente della Direzione
regionale del commercio, del turismo e del terziario, con qualifica non
inferiore a quella di segretario.
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Capo II – Strutture ricettive alberghiere
Art. 64
Definizione e tipologia.
1. Sono strutture ricettive alberghiere gli esercizi ricettivi aperti al
pubblico che forniscono alloggio, servizi generali centralizzati, ed
eventualmente vitto e servizi accessori.
2. Le strutture ricettive alberghiere si dividono in alberghi o hotel, motel,
villaggi albergo, residenze turistico alberghiere o aparthotel o hotel
residence, e alberghi diffusi.
3. Gli alberghi sono dotati di almeno sette camere o unità abitative o suite,
ubicate in uno o più stabili o in parte di stabile; in ogni caso il numero delle
unità abitative o delle suite non deve prevalere sul numero delle camere.
4. I motel sono dotati di almeno sette camere o unità abitative ubicate in uno o
più stabili o in parte di stabile, nonché del servizio di autorimessa con box o
parcheggio, per tanti posti macchina o imbarcazioni quante sono le camere o le
unità abitative, servizio di assistenza ai turisti motorizzati, di rifornimento
carburante, di ristorante o tavola calda e di bar.
5. I villaggi albergo sono dotati di almeno sette unità abitative dislocate in
più stabili, in un’unica area perimetrata.
6. Le residenze turistico alberghiere sono costituite esclusivamente o in
prevalenza da unità abitative.
7. Gli alberghi diffusi sono costituiti da unità abitative dislocate in uno o
più stabili separati, integrate fra loro da servizi centralizzati quali ufficio
di ricevimento, sala ad uso comune, eventualmente ristorante-bar, allocati in un
unico stabile (18).
8. Le suite sono costituite da almeno un vano allestito a salotto e uno a camera
da letto e da almeno un bagno.
9. Le unità abitative sono costituite da uno o più locali allestiti a camera da
letto e soggiorno, con servizio autonomo di cucina e bagno privato.
9-bis. Nelle camere, nelle suite e nelle unità abitative è consentito
aggiungere, in via temporanea e solo su richiesta del cliente, un ulteriore
posto letto in deroga ai limiti dimensionali della superficie delle camere
stabiliti dalla legislazione regionale vigente in materia, con obbligo di
ripristino dei posti letto regolarmente autorizzati alla partenza del cliente
(19).
9-ter. La collocazione dei letti provvisoriamente aggiunti su richiesta del
cliente è ammessa in deroga alle previsioni di cui all’articolo 2, comma 2, del
D.P.Reg. 7 maggio 2002, n. 128, relativamente alla capacità ricettiva ordinaria
dell’esercizio, e quindi del provvedimento di classificazione e
dell’autorizzazione all’esercizio della struttura (20).
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(18) Comma così modificato dall’art. 9, comma 4, L.R. 15 maggio 2002, n. 13.
(19) Comma aggiunto dall’art. 55, L.R. 5 dicembre 2003, n. 18.
(20) Comma aggiunto dall’art. 55, L.R. 5 dicembre 2003, n. 18.

Art. 65
Classificazione.
1. Le strutture ricettive alberghiere di cui all’articolo 64, commi 3, 4, 5 e 6,
sono classificate in base ai requisiti minimi qualitativi posseduti e
contrassegnate da un numero di stelle rispettivamente da uno a cinque, se
trattasi di alberghi, motel, o villaggio albergo, e da due a quattro se trattasi
di residenze turistico alberghiere. I requisiti minimi qualitativi ai fini della
classificazione sono indicati nell’allegato "A", facente parte integrante della
presente legge.
2. Gli alberghi diffusi sono classificati dai Comuni sul cui territorio
insistono le strutture o, nel caso in cui la dislocazione interessi più comuni,
dal Comune in cui ha sede l’ufficio di ricevimento. I requisiti minimi ai fini
della classificazione sono fissati con apposito regolamento comunale. In ogni
caso il numero dei posti letto non può essere complessivamente inferiore a
ottanta. Le unità abitative devono essere ubicate solo nei comuni
amministrativamente confinanti con il Comune in cui ha sede l’ufficio di
ricevimento dell’albergo diffuso.
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Art. 66
Dipendenze.
1. Nelle strutture previste dall’articolo 64, commi 3, 4 e 6, l’attività
ricettiva può essere svolta, oltre che nella sede principale ove sono allocati i
servizi generali, anche in dipendenze.
2. Le dipendenze possono essere ubicate in immobili diversi purché posti nelle
immediate vicinanze di quello ove è posta la sede principale, o anche in una
parte separata dallo stesso immobile, quando a esse si accede da un diverso
ingresso.
3. Le dipendenze sono classificate in una classe inferiore rispetto a quella
della sede principale; possono tuttavia essere classificate nella stessa classe,
qualora possiedano i requisiti di quella immediatamente superiore.
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Capo III – Strutture ricettive all’aria aperta
Art. 67
Definizione e tipologia.
1. Sono strutture ricettive all’aria aperta gli esercizi aperti al pubblico
attrezzati per la sosta e il soggiorno di turisti, posti in aree recintate con
accesso unico controllabile dal personale di sorveglianza.
2. Le strutture ricettive all’aria aperta si dividono in campeggi, villaggi
turistici e dry marina (21).
3. I campeggi sono attrezzati per la sosta e il soggiorno di turisti provvisti
di mezzi autonomi di pernottamento, ovvero per l’alloggiamento di turisti in
mezzi stabili o mobili messi a disposizione dalla gestione, per una capacità
ricettiva non superiore al 30 per cento di quella complessiva; qualora sia
superata tale percentuale, la struttura ricettiva viene considerata villaggio
turistico.
4. I villaggi turistici sono dotati di allestimenti di piccole dimensioni, per
turisti sprovvisti, di norma, di mezzi autonomi di pernottamento.
4-bis. I dry marina sono organizzati per la sosta e il pernottamento di turisti
all’interno delle proprie imbarcazioni, posizionate a secco in piazzale
appositamente attrezzato (22).
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(21) Comma così sostituito dall’art. 42, comma 1, lettera a), L.R. 4 giugno
2004, n. 18. Il testo originario era così formulato: «2. Le strutture ricettive
all’aria aperta si dividono in campeggi e villaggi turistici.».
(22) Comma aggiunto dall’art. 42, comma 1, lettera b), L.R. 4 giugno 2004, n.
18.

Art. 68
Classificazione.
1. Le strutture ricettive all’aria aperta sono classificate in base ai requisiti
minimi qualitativi posseduti e contrassegnate da un numero di stelle,
rispettivamente, da uno a quattro o dry marina e da due a quattro se trattasi di
villaggi turistici (23).
2. I requisiti minimi qualitativi ai fini della classificazione sono indicati,
per ciascuna tipologia, nell’allegato "B", facente parte integrante della
presente legge.
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(23) Comma così modificato dall’art. 42, comma 2, L.R. 4 giugno 2004, n. 18.

Art. 69
Autorizzazione alla somministrazione.
1. Con il provvedimento di autorizzazione all’esercizio di una struttura
ricettiva all’aria aperta, può essere autorizzato l’esercizio di vendita di
generi alimentari e non alimentari e di somministrazione di alimenti e bevande,
limitatamente agli utenti della struttura ricettiva.
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Art. 70
Campeggi mobili.
1. I campeggi mobili, costituiti da strutture poggiate sul terreno o comunque
completamente rimovibili, organizzati per un periodo di tempo non superiore a
venti giorni non prorogabili, da enti e associazioni senza scopo di lucro e con
finalità ricreative, culturali, religiose o sociali, sono soggetti ad
autorizzazione comunale, previo accertamento dei requisiti igienico-sanitari,
dell’osservanza delle norme esistenti a tutela dell’ambiente e di quelle
riguardanti la pubblica sicurezza.
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Capo IV – Strutture ricettive a carattere sociale
Art. 71
Definizione e tipologia.
1. Sono strutture ricettive a carattere sociale gli alberghi o ostelli per la
gioventù, le case per ferie, anche organizzate come convitti, pensionati per
studenti o case di ospitalità, le foresterie e i centri per soggiorni sociali.
2. Gli alberghi per la gioventù sono strutture attrezzate per ospitare, senza
finalità di lucro, giovani turisti in transito, loro accompagnatori e soci
dell’Associazione Hostelling International.
3. Le case per ferie sono strutture attrezzate per il soggiorno di persone,
gestite da enti pubblici, associazioni, cooperative, consorzi partecipati da
enti locali e società di capitale controllate da enti locali o enti religiosi
operanti senza fine di lucro per il conseguimento di finalità sociali,
ricreative, culturali, assistenziali, religiose o sportive, nonché da enti o
aziende per il soggiorno dei propri dipendenti o loro familiari (24).
4. Le foresterie sono strutture attrezzate presso sedi di enti pubblici,
associazioni o aziende o presso impianti di natura turistico sportiva, per
ospitare occasionalmente e senza fine di lucro soci, dipendenti o partecipanti
alle attività.
5. I centri per soggiorni sociali sono strutture gestite da enti o associazioni
senza scopo di lucro che operano a livello nazionale o locale per finalità
ricreative, culturali e sociali, esclusivamente per i propri associati, idonee
ad ospitare, in locali attrezzati per il pernottamento, gruppi di persone per
soggiorni non inferiori a cinque giorni, a tariffe agevolate.
6. Le strutture ricettive a carattere sociale devono possedere i requisiti e le
caratteristiche tecniche indicati nell’allegato "D", facente parte integrante
della presente legge.
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(24) Comma così modificato dall’art. 56, L.R. 5 dicembre 2003, n. 18.

Art. 72
Autorizzazione alla somministrazione.
1. Con il provvedimento di autorizzazione all’esercizio di una struttura
ricettiva a carattere sociale può essere autorizzata la vendita di bevande in
genere e l’esercizio di ristorazione limitatamente agli utenti della struttura
ricettiva.
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Capo V – Rifugi alpini, rifugi escursionistici e bivacchi
Art. 73
Definizione e tipologia.
1. Sono rifugi alpini le strutture custodite, idonee ad offrire ricovero e
ristoro in zone montane di alta quota ed eventualmente utilizzate quali base
logistica per operazioni di soccorso alpino, irraggiungibili mediante strade
aperte al traffico ordinario o mediante impianti di risalita in servizio
pubblico, ad eccezione degli impianti scioviari.
2. Sono rifugi escursionistici le strutture idonee ad offrire ospitalità e
ristoro in località isolate di zone montane, servite da strade aperte al
traffico ordinario o da impianti di risalita in servizio pubblico.
3. Sono bivacchi i fabbricati siti in luoghi isolati in ambiente di alta
montagna, di difficile accesso e senza custode, allestiti con quanto essenziale
per il riparo e il soccorso degli alpinisti.
4. Le strutture ricettive ubicate in luoghi adatti ad ascensioni o escursioni
quali palestre di roccia, itinerari caratteristici di interesse nazionale o
regionale, scuole di speleologia, sono assoggettate alla disciplina dei rifugi
escursionistici.
5. I rifugi alpini ed escursionistici devono possedere i requisiti e le
caratteristiche tecniche corrispondenti, indicati nell’allegato "E", facente
parte integrante della presente legge.
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Art. 74
Attivazione di un bivacco.
1. L’attivazione di un bivacco è subordinata ad una comunicazione preventiva al
Comune competente per territorio. I proprietari di un bivacco devono garantirne
la manutenzione e il controllo, da effettuarsi con sopralluoghi in numero di
almeno due all’anno.
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Art. 75
Gestione pubblica.
1. La gestione di rifugi alpini o escursionistici di proprietà di enti pubblici,
può essere effettuata direttamente, o affidata a terzi, previo espletamento di
apposita gara.
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Art. 76
Periodo di apertura.
1. I rifugi alpini e i rifugi escursionistici devono essere tenuti aperti per un
periodo minimo decorrente dal 20 giugno al 20 settembre di ogni anno.
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Capo VI – Esercizi di affittacamere
Art. 77
Definizione.
1. Sono esercizi di affittacamere le strutture composte da non più di sei camere
per un massimo di dodici posti letto, ubicate in non più di due appartamenti
ammobiliati con o senza uso di cucina, situati in uno stesso stabile, che
forniscono servizio di alloggio ed, eventualmente, servizi complementari,
avvalendosi della normale organizzazione familiare.
2. Il servizio di alloggio comprende:
a) la pulizia quotidiana dei locali;
b) la fornitura e il cambio di biancheria a ogni cambio di cliente e comunque
una volta alla settimana;
c) la fornitura di energia elettrica, acqua, gas e riscaldamento.
3. I locali destinati all’esercizio dell’attività di affittacamere devono
possedere i requisiti di cui all’allegato "F", facente parte integrante della
presente legge.
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Art. 78
Attività di somministrazione.
1. Il titolare di un esercizio di affittacamere può somministrare, limitatamente
alle persone alloggiate, alimenti e bevande.
2. L’attività di affittacamere può essere esercitata in modo complementare
all’attività di somministrazione di alimenti e bevande qualora sia svolta da uno
stesso titolare in uno stesso immobile.
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Art. 79
Destinazione d’uso.
1. Ai fini urbanistici, l’esercizio dell’attività di affittacamere non comporta
modifica della destinazione d’uso degli immobili utilizzati.
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Art. 80
Inizio attività.
1. Coloro che intendono esercitare l’attività di affittacamere comunicano
l’avvio dell’attività al Comune ai sensi dell’articolo 19 della legge 7 agosto
1990, n. 241, e successive modificazioni e integrazioni. Il Comune prende atto
della comunicazione e provvede all’iscrizione dell’affittacamere in un apposito
elenco.
2. Un medesimo soggetto non può essere titolare di più di un esercizio di
affittacamere.
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Capo VII – Bed and breakfast
Art. 81
Disciplina.
1. L’attività di bed and breakfast è esercitata da coloro i quali, nell’àmbito
della propria residenza, comprese le pertinenze, offrono occasionalmente
alloggio e prima colazione, in non più di tre camere e con un massimo di sei
posti letto, avvalendosi della normale organizzazione familiare e fornendo,
esclusivamente a chi è alloggiato, alimenti e bevande confezionati per la prima
colazione.
2. Coloro che intendono esercitare l’attività di bed and breakfast comunicano
l’avvio dell’attività al Comune ai sensi dell’articolo 19 della legge n.
241/1990.
3. I Comuni effettuano sopralluoghi al fine di verificare l’idoneità dei locali
all’esercizio dell’attività.
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Art. 82
Elenco.
1. I Comuni istituiscono e aggiornano l’elenco degli operatori bed and breakfast
e provvedono alla sua pubblicità.
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Capo VIII – Case e appartamenti per vacanze
Art. 83
Definizione (25).
1. Sono case e appartamenti per vacanze le strutture ricettive composte da uno o
più locali arredati e dotati di servizi igienici e di cucina autonoma, gestiti
in forma imprenditoriale per l’affitto ai turisti nel corso di una o più
stagioni, con contratti aventi validità non superiore a cinque mesi consecutivi,
senza offerta di servizi centralizzati e senza somministrazione di alimenti e
bevande.
2. Si considera in forma imprenditoriale la gestione organizzata e non
occasionale di almeno due case o appartamenti per vacanze, nel medesimo Comune,
svolta in modo professionale in una sede adibita all’organizzazione e al
ricevimento degli ospiti (26).
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(25) Ai sensi dell’art. 57, L.R. 5 dicembre 2003, n. 18 le case ed appartamenti
per vacanze, come definite dal presente articolo mantengono la classificazione
in atto nell’anno 2002 fino al 31 dicembre 2004.
(26) Comma così modificato dall’art. 58, L.R. 5 dicembre 2003, n. 18.

Art. 84
Classificazione.
1. Le case e appartamenti per vacanze sono classificati in base al punteggio
ottenuto secondo quanto previsto nell’allegato "C", facente parte integrante
della presente legge.
2. Nelle case e appartamenti per vacanze in ogni caso sono assicurati servizi
essenziali quali l’erogazione di energia elettrica, acqua, gas, la sostituzione
di arredi, corredi e dotazioni deteriorati, la pulizia ad ogni cambio di
cliente, nonché il riscaldamento nelle strutture site in località poste al di
sopra degli 800 mslm.
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Art. 85
Destinazione d’uso.
1. Ai fini urbanistici, l’esercizio di case e appartamenti per vacanze non
comporta modifica di destinazione d’uso degli immobili utilizzati.
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Art. 86
Affitto in forma non imprenditoriale.
1. L’affitto di alloggi per uso turistico, in forma non imprenditoriale, non è
soggetto alla disciplina delle case e appartamenti per vacanze.
2. Ai fini del miglioramento dell’offerta delle strutture ricettive, i
proprietari, con apposita istanza, possono richiedere la classificazione
dell’immobile in conformità ai criteri di valutazione previsti nell’allegato
"C", facente parte integrante della presente legge. In ogni caso l’assenza di
classificazione deve essere chiaramente indicata in ogni pubblicazione di
interesse turistico o commerciale concernente l’immobile e deve essere posta in
evidenza all’interno dello stesso (27).
3. La classificazione di cui al comma 2 ha durata quinquennale, fatta salva la
facoltà di rinuncia al termine di ogni anno solare.
4. Le funzioni amministrative relative alla classificazione di cui al comma 2
sono esercitate dai Comuni che provvedono a predisporre gli appositi moduli e a
determinare le modalità di comunicazione delle modifiche intervenute nel corso
del quinquennio.
5. Ai soli fini statistici, è in ogni caso fatto obbligo ai proprietari degli
immobili di cui al comma 1, di presentare al Comune una dichiarazione dalla
quale risultino la capacità ricettiva dell’immobile, con riferimento al numero
delle camere, dei letti, dei locali da bagno, e le condizioni generali di
conservazione.
6. I Comuni aggiornano annualmente i dati di cui al comma 5.
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(27) Il secondo periodo è stato aggiunto dall’art. 9, comma 5, L.R. 15 maggio
2002, n. 13.

Capo IX – Requisiti di accesso all’attività di impresa ricettiva
Art. 87
Iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese.
1. I titolari o gestori delle strutture ricettive alberghiere, delle strutture
ricettive all’aria aperta, delle case e appartamenti per vacanze, dei rifugi
alpini ed escursionistici, ovvero degli esercizi di affittacamere ove l’attività
venga svolta in forma complementare all’esercizio di somministrazione di
alimenti e bevande, siano essi persone fisiche o giuridiche, sono tenuti ad
iscriversi al registro delle imprese di cui alla legge 29 dicembre 1993, n. 580,
e successive modificazioni e integrazioni.
2. L’iscrizione nel registro delle imprese abilita l’iscritto che venga
autorizzato ad esercitare l’attività ricettiva, ad effettuare, a favore delle
persone alloggiate, la somministrazione di alimenti e bevande, la fornitura di
giornali, riviste, pellicole per la riproduzione, cartoline e francobolli,
nonché a realizzare strutture e attrezzature a carattere ricreativo a utilizzo
esclusivo degli alloggiati. La realizzazione di strutture e attrezzature a
carattere ricreativo è subordinata al rispetto della normativa statale,
regionale e comunale in materia di requisiti igienico-sanitari e prevenzione
degli incendi.
3. La sezione speciale del registro degli esercenti il commercio, istituita
dall’articolo 5, secondo comma, della legge 17 maggio 1983, n. 217, è soppressa
dalla data di entrata in vigore della presente legge.
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Art. 88
Requisiti professionali.
1. Ai fini del rilascio dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività di
impresa ricettiva, e in relazione alla tutela dei consumatori, il titolare o il
legale rappresentante ovvero il rappresentante di cui all’articolo 93 del regio
decreto n. 773/1931, devono essere in possesso di uno dei seguenti requisiti
professionali:
a) aver superato l’esame di idoneità all’esercizio di attività d’impresa
ricettiva di cui all’articolo 89, ovvero essere in possesso dell’idoneità
all’esercizio d’impresa ricettiva ai sensi dell’articolo 37, comma 1, lettera
e), della legge regionale 18 aprile 1997, n. 17, al momento dell’entrata in
vigore della presente legge;
b) essere stato iscritto nell’ultimo quinquennio nella sezione speciale del
registro degli esercenti il commercio istituita dall’articolo 5, secondo comma,
della legge n. 217/1983, ovvero al ruolo di cui all’articolo 2 della legge 3
febbraio 1989, n. 39, sezione agenti immobiliari e agenti muniti di mandato a
titolo oneroso, limitatamente all’attività di gestione di case e appartamenti
per vacanze;
c) essere in possesso del diploma di laurea in un corso della facoltà di scienze
economiche, ovvero di diploma di ragioniere, perito commerciale o perito
turistico.
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Art. 89
Ammissione agli esami di idoneità.
1. Ai fini dell’ammissione agli esami di idoneità all’esercizio di impresa
ricettiva, gli interessati devono presentare domanda alla Camera di commercio,
industria, artigianato e agricoltura, dichiarando, sotto la propria
responsabilità, di essere in possesso dei seguenti requisiti:
a) aver raggiunto la maggiore età, ad eccezione del minore emancipato,
autorizzato all’esercizio di attività commerciale;
b) essere in possesso della licenza della scuola dell’obbligo in base all’età
scolare;
c) non trovarsi nelle condizioni previste dall’articolo 2, commi 4 e 5, della
legge 25 agosto 1991, n. 287.
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Art. 90
Commissione e materie d’esame.
1. Presso ciascuna Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura
della regione è istituita una commissione giudicatrice per l’esame di idoneità
all’esercizio dell’attività di impresa ricettiva, nominata dalla Giunta
camerale.
2. La composizione e il funzionamento della commissione giudicatrice, nonché le
materie dell’esame di idoneità, sono stabiliti con regolamento regionale (28).
3. La Giunta camerale indica, nell’àmbito delle materie d’esame, gli argomenti
che formano oggetto delle prove d’esame, stabilendo i termini e le modalità per
la loro effettuazione.
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(28) Vedi, al riguardo, il regolamento approvato con D.P.Reg. 7 maggio 2002, n.
0128/Pres.

Art. 91
Corsi di formazione professionale.
1. L’Amministrazione regionale promuove l’organizzazione di specifici corsi di
formazione professionale per la preparazione all’esame di idoneità di cui
all’articolo 89, anche in collaborazione con i Centri di assistenza tecnica alle
imprese commerciali di cui alla legge regionale n. 8/1999, secondo le modalità
stabilite con decreto del Presidente della Regione.
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Capo X – Norme comuni
Art. 92
Gestione.
1. Le strutture ricettive sono gestite unitariamente, in via diretta ed
esclusiva, dal titolare dell’autorizzazione, ovvero dal gestore.
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Art. 93
Requisiti igienico-sanitari ed edilizi.
1. Le strutture ricettive all’aria aperta e le strutture ricettive a carattere
sociale devono possedere i requisiti igienico-sanitari ed edilizi previsti dalla
legge regionale n. 44/1985.
2. I locali destinati all’esercizio dell’attività di affittacamere devono
possedere i requisiti strutturali ed edilizi previsti dalla normativa regionale
e comunale per i locali di civile abitazione, nonché i requisiti
igienico-sanitari previsti dalla legge regionale n. 44/1985.
3. Le case e appartamenti per vacanze e gli alloggi per uso turistico di cui
all’art. 86 devono possedere i requisiti igienico-sanitari ed edilizi previsti
dalla normativa regionale e comunale per i locali di civile abitazione (29).
3-bis. La capacità ricettiva massima delle strutture di cui al comma 3 viene
determinata dalla riduzione del 45 per cento dei parametri abitativi previsti
dagli articoli 2 e 3 del D.M. 5 luglio 1975 del Ministro della sanità,
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 18 luglio 1975, n. 190 (30).
3-ter. Nel locale soggiorno di cui all’articolo 2 del decreto ministeriale 5
luglio 1975 è consentita la collocazione di un posto letto in presenza di una
superficie minima di mq. 14 e fatto salvo quanto disposto dal comma 3-bis. Per
ogni posto letto aggiuntivo dovranno essere rispettati i limiti della superficie
incrementale prevista per le stanze da letto fatto salvo quanto disposto dal
comma 3-bis (31).
3-quater. Negli alloggi monostanza di cui all’articolo 3 del decreto
ministeriale 5 luglio 1975 è consentita la collocazione di un terzo posto letto
in presenza di una superficie minima di mq. 47, fatto salvo quanto disposto dal
comma 3-bis (32).
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(29) Comma così modificato dall’art. 59, comma 1, L.R. 5 dicembre 2003, n. 18.
(30) Il presente comma, aggiunto dall’art. 23, comma 14, L.R. 30 aprile 2003, n.
12, è stato poi così sostituito dall’art. 59, comma 2, L.R. 5 dicembre 2003, n.
18. Il testo originario era così formulato: «3-bis. L’ospitalità massima nelle
strutture di cui al precedente comma 3 risulta dalla riduzione del 30 per cento
dei parametri abitativi previsti dall’articolo 2 del decreto ministeriale 5
luglio 1975, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 18 luglio 1975, n. 190, e del
40 per cento di quelli previsti dall’articolo 3 del decreto ministeriale 5
luglio 1975.».
(31) Comma aggiunto dall’art. 59, comma 3, L.R. 5 dicembre 2003, n. 18.
(32) Comma aggiunto dall’art. 59, comma 3, L.R. 5 dicembre 2003, n. 18.

Art. 94
Registrazione e notificazione degli ospiti.
1. Ai fini della rilevazione statistica, i gestori delle strutture ricettive
sono obbligati a comunicare giornalmente il movimento degli ospiti alle
A.I.A.T., ove esistenti, o ai Comuni competenti per territorio, su appositi
moduli ISTAT.
2. In materia di registrazione e di notificazione degli ospiti trovano
applicazione le vigenti disposizioni statali in materia di pubblica sicurezza.
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Art. 95
Comunicazione dei prezzi.
1. I prezzi dei servizi alberghieri e delle altre strutture ricettive sono
liberamente determinati dai singoli operatori ai sensi della legge 25 agosto
1991, n. 284.
2. I titolari o gestori delle strutture ricettive devono comunicare al Comune
nel cui territorio è situata la struttura ricettiva, entro il 31 luglio, i
prezzi minimi e massimi dei servizi che intendono praticare l’anno successivo,
nonché il periodo di apertura della struttura stessa, che non può essere
inferiore a centoventi giorni in un anno, fatto salvo quanto previsto
dall’articolo 81. La comunicazione è effettuata su apposito modulo fornito
dall’Amministrazione regionale.
3. Coloro che hanno ottemperato l’obbligo di cui al comma 2 possono presentare,
entro il 1° marzo, una comunicazione suppletiva modificante la prima a valere
dal 1° giugno al 31 dicembre successivo.
4. Nel caso di apertura di nuove strutture ricettive, l’obbligo della
comunicazione di cui al comma 2 deve essere assolto al momento dell’ottenimento
dell’autorizzazione all’esercizio delle strutture ricettive.
5. In caso di cessione a qualsiasi titolo della struttura ricettiva, il titolare
o gestore subentrante può presentare una nuova comunicazione relativa ai prezzi
che intende praticare nell’esercizio.
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Art. 96
Pubblicità dei prezzi.
1. È fatto obbligo ai titolari o gestori delle strutture ricettive di esporre
nel luogo di ricevimento degli ospiti, in maniera ben visibile al pubblico, i
prezzi praticati nell’anno in corso, conformemente all’ultima comunicazione
vistata dall’autorità competente.
2. Nelle camere e nelle unità abitative è fatto obbligo di esporre:
a) la denominazione della struttura ricettiva e la sua classificazione;
b) il numero della camera o unità abitativa;
c) il numero dei letti autorizzati;
d) i prezzi giornalieri della camera o unità abitativa, della prima colazione,
della mezza pensione e della pensione completa, suddivisi per periodi di bassa e
alta stagione nelle località turistiche ove tali periodi siano stati
determinati.
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Art. 97
Reclami.
1. Gli utenti delle strutture ricettive di cui al presente titolo possono
proporre reclamo in ogni caso di presunta violazione degli obblighi da parte del
gestore della struttura.
2. Il reclamo, debitamente documentato, è presentato al Comune competente per
territorio, entro sessanta giorni dalla presunta infrazione, anche tramite gli
uffici dell’A.I.A.T. ove esistente.
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Art. 98
Chiusura temporanea.
1. La chiusura temporanea delle strutture ricettive turistiche disciplinate dal
presente titolo è consentita, previa comunicazione al Comune, per un periodo non
superiore a sei mesi, prorogabili di altri sei per gravi e comprovati motivi.
2. In caso di mancata riapertura, decorsi inutilmente i termini di cui al comma
1, il Comune prende atto dell’avvenuta cessazione dell’attività.
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Capo XI – Vigilanza e sanzioni
Art. 99
Vigilanza.
1. I Comuni esercitano le funzioni di vigilanza e di controllo nelle materie
disciplinate dal presente titolo, ferme restando la competenza dell’autorità di
pubblica sicurezza e quella dell’autorità sanitaria nei relativi settori.
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Art. 100
Sanzioni.
1. L’esercizio delle strutture ricettive in mancanza dell’autorizzazione o della
comunicazione di inizio dell’attività comporta l’applicazione di una sanzione
pecuniaria amministrativa da lire 5.000.000 a lire 10.000.000, nonché
l’immediata chiusura dell’attività.
2. L’inosservanza di altre disposizioni in materia di autorizzazione ovvero di
comunicazione comporta l’applicazione di una sanzione pecuniaria amministrativa
da lire 5.000.000 a lire 10.000.000. In caso di reiterata violazione può essere
disposta la sospensione dell’attività per un periodo non inferiore a sette
giorni e non superiore a novanta, e la revoca dell’autorizzazione.
3. L’inosservanza delle disposizioni in materia di classificazione delle
strutture ricettive comporta l’applicazione di una sanzione pecuniaria
amministrativa da lire 500.000 a lire 5.000.000. In caso di reiterata violazione
può essere disposta la sospensione dell’attività per un periodo non inferiore a
sette giorni e non superiore a novanta, e la revoca dell’autorizzazione.
4. L’offerta del servizio di alloggio in locali diversi da quelli predisposti,
ovvero il superamento della capacità ricettiva consentita con l’aggiunta di
letti permanenti – fatte salve le ipotesi di deroga di cui all’articolo 64,
commi 9-bis e 9-ter – comporta l’applicazione di una sanzione pecuniaria
amministrativa da 500 euro a 1.500 euro. In caso di reiterata violazione può
essere disposta la sospensione dell’attività per un periodo non inferiore a
sette giorni e non superiore a novanta giorni e la revoca dell’autorizzazione
(33).
5. L’inosservanza delle disposizioni in materia di fissazione, comunicazione e
applicazione dei prezzi comporta l’applicazione di una sanzione pecuniaria
amministrativa da lire 500.000 a lire 3.000.000. La mancata comunicazione dei
prezzi comporta in ogni caso l’implicita conferma della precedente
comunicazione.
6. La stampa e la diffusione di pubblicazioni contenenti false indicazioni sui
prezzi e sulle caratteristiche delle strutture ricettive comporta l’applicazione
di una sanzione pecuniaria amministrativa da lire 500.000 a lire 2.000.000.
7. La pubblicità dell’attività di bed and breakfast in mancanza dell’iscrizione
all’elenco comporta l’applicazione di una sanzione pecuniaria amministrativa da
lire 300.000 a lire 1.000.000.
8. I proventi delle sanzioni di cui ai commi da 1 a 6 sono integralmente
devoluti al Comune nel cui àmbito è stata accertata la violazione.
8-bis. L’esubero dei posti letto rispetto all’autorizzazione di esercizio viene
sanzionato se supera il numero dei posti letto indicato nella certificazione di
Prevenzione Incendi che può comprendere anche i letti aggiunti temporanei (34).
————————
(33) Comma così sostituito dall’art. 60, comma 1, L.R. 5 dicembre 2003, n. 18.
Il testo originario era così formulato: «4. L’offerta del servizio di alloggio
in locali diversi da quelli predisposti, ovvero il superamento della capacità
ricettiva consentita, comporta l’applicazione di una sanzione pecuniaria
amministrativa da lire 1.000.000 a lire 3.000.000, oltre al pagamento di una
sanzione pecuniaria amministrativa da lire 100.000 a lire 300.000 per ogni
persona in esubero. In caso di reiterata violazione può essere disposta la
sospensione dell’attività per un periodo non inferiore a sette giorni e non
superiore a novanta, e la revoca dell’autorizzazione.».
(34) Comma aggiunto dall’art. 60, comma 2, L.R. 5 dicembre 2003, n. 18.

TITOLO V
Stabilimenti balneari
Capo I – Stabilimenti balneari
Art. 101
Definizione.
1. Sono stabilimenti balneari le strutture turistiche ad uso pubblico gestite
unitariamente in regime di concessione, poste sulla riva del mare, di fiumi o di
laghi, attrezzate prevalentemente per la balneazione.
2. Gli stabilimenti balneari possono essere dotati di impianti e attrezzature
per cure elioterapiche e termali, nonché di impianti e attrezzature sportive e
di ricreazione.
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Art. 102
Autorizzazione.
1. Fermo restando quanto previsto dalle leggi nazionali e regionali vigenti in
materia di concessioni demaniali marittime, l’autorizzazione all’esercizio di
uno stabilimento balneare è rilasciata dal Comune del luogo in cui è ubicato lo
stabilimento.
2. Il rilascio dell’autorizzazione all’esercizio di uno stabilimento balneare è
subordinato alla sua classificazione. Non sono classificabili gli stabilimenti
balneari privi del punteggio minimo per la classificazione di cui all’allegato
"G", facente parte integrante della presente legge.
3. Con regolamento regionale (35) sono disciplinati:
a) le modalità di rilascio e i requisiti del provvedimento di classificazione e
di autorizzazione, le caratteristiche della denominazione, del segno distintivo
e della sua pubblicità;
b) le modalità di fissazione e applicazione dei prezzi da parte dei titolari o
gestori.
4. Agli stabilimenti balneari si applicano le disposizioni contenute negli
articoli 57, 58, 59, 60, 61 e 63 della presente legge.
————————
(35) Vedi, al riguardo, il regolamento approvato con D.P.Reg. 29 ottobre 2002,
n. 0330/Pres.

Art. 103
Classificazione.
1. Gli stabilimenti balneari sono classificati in base al punteggio ottenuto
secondo quanto previsto nell’allegato "G", facente parte integrante della
presente legge.
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Art. 104
Comunicazione e pubblicità dei prezzi.
1. I prezzi dei servizi offerti, compresi il noleggio di imbarcazioni e natanti
in genere, nonché i prezzi di accesso allo stabilimento, devono essere
comunicati entro il 1° ottobre di ogni anno alla Direzione regionale del
commercio, del turismo e del terziario, che ne cura successivamente la
trasmissione alle competenti Capitanerie di porto.
2. Coloro che hanno ottemperato all’obbligo di cui al comma 1, possono
presentare, entro il 1° marzo, una comunicazione supplettiva modificante la
prima a valere dal 1° maggio dell’anno in corso.
3. È fatto obbligo al titolare o gestore dello stabilimento balneare di esporre
in maniera ben visibile al pubblico la denominazione dello stabilimento, la sua
classificazione, i prezzi suddivisi per alta e bassa stagione praticati
nell’anno in corso per ciascuno dei servizi offerti. È fatto altresì obbligo al
noleggiatore di imbarcazioni e natanti in genere di esporre in maniera ben
visibile al pubblico i prezzi praticati.
————————

Art. 105
Sanzioni amministrative.
1. L’esercizio di uno stabilimento balneare in mancanza dell’autorizzazione
comporta l’applicazione di una sanzione pecuniaria amministrativa da lire
5.000.000 a lire 10.000.000, nonché l’immediata chiusura dell’attività.
2. L’inosservanza di altre disposizioni in materia di autorizzazione comporta
l’applicazione di una sanzione pecuniaria amministrativa da lire 5.000.000 a
lire 10.000.000. In caso di reiterata violazione, può essere disposta la
sospensione dell’attività per un periodo non inferiore a sette giorni e non
superiore a novanta.
3. L’inosservanza delle disposizioni in materia di classificazione comporta
l’applicazione di una sanzione pecuniaria amministrativa da lire 1.000.000 a
lire 5.000.000. In caso di reiterata violazione può essere disposta la
sospensione dell’attività per un periodo non inferiore a sette giorni e non
superiore a novanta, e la revoca dell’autorizzazione.
4. La stampa e la diffusione di pubblicazioni contenenti false indicazioni sui
prezzi e caratteristiche dello stabilimento balneare comporta l’applicazione di
una sanzione pecuniaria amministrativa da lire 1.000.000 a lire 4.000.000.
5. L’inosservanza delle disposizioni in materia di fissazione, comunicazione e
applicazione dei prezzi comporta l’applicazione di una sanzione pecuniaria
amministrativa da lire 500.000 a lire 3.000.000. La mancata comunicazione dei
prezzi comporta in ogni caso l’implicita conferma della precedente
comunicazione.
6. I proventi delle sanzioni di cui ai commi da 1 a 5 sono integralmente
devoluti al Comune nel cui àmbito è stata accertata la violazione.
————————

TITOLO VI
Disposizioni in materia di turismo itinerante
Capo I – Turismo itinerante
Art. 106
Finalità.
1. La Regione, ai fini della promozione del turismo all’aria aperta, favorisce
l’istituzione di aree attrezzate per la sosta temporanea di autocaravan e
caravan in zone apposite, individuate dai Comuni singoli o associati, a supporto
del turismo itinerante.
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Art. 107
Requisiti.
1. I requisiti delle aree di sosta sono stabiliti con regolamento regionale nel
rispetto delle disposizioni di cui all’articolo 378 del decreto del Presidente
della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, e successive modificazioni e
integrazioni (36).
2. I Comuni, singoli o associati, devono dare tempestiva comunicazione dei
servizi forniti dall’area attrezzata e della sua dislocazione ai soggetti
pubblici e privati operanti nel settore turistico.
3. La sosta di autocaravan e caravan nelle aree di cui al comma l è permessa per
un periodo massimo di quarantotto ore consecutive, prorogabili nel rispetto
delle norme vigenti in materia.
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(36) Vedi, al riguardo, il regolamento approvato con D.P.Reg. 10 ottobre 2003,
n. 0360/Pres.

Art. 108
Affidamento della gestione delle aree.
1. I Comuni, singoli o associati, provvedono alla gestione delle aree
direttamente ovvero mediante apposite convenzioni nelle quali sono stabilite le
tariffe e le modalità della gestione. Le tariffe devono essere determinate in
modo da consentire il prolungamento della stagione turistica.
2. In caso di gestione mediante convenzione, i gestori sono tenuti a comunicare
gli arrivi e le presenze alle A.I.A.T. o ai Comuni competenti per territorio,
con le modalità di cui all’articolo 94.
————————

Art. 109
Contributi.
1. L’Amministrazione regionale è autorizzata a concedere contributi in conto
capitale ai Comuni, singoli o associati, per la realizzazione, la
ristrutturazione o l’ampliamento delle aree di cui all’articolo 106.
2. I contributi sono concessi nella misura massima del 70 per cento della spesa
ritenuta ammissibile, con esclusione delle spese destinate all’acquisto
dell’area, fino al limite massimo di lire 50.000.000 in caso di Comuni singoli,
ovvero di lire 70.000.000 in caso di Comuni associati, per singolo intervento
(37).
3. La Giunta regionale stabilisce criteri e priorità al fine di realizzare
un’equilibrata dislocazione delle aree attrezzate sul territorio regionale (38).
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(37) Comma così modificato dall’art. 6, comma 140, L.R. 2 febbraio 2005, n. 1, a
decorrere dal 1° gennaio 2005 (come prevede l’art. 10 della stessa legge).
(38) Vedi, anche, il regolamento approvato con D.P.Reg. 10 ottobre 2003, n.
0360/Pres.

TITOLO VII
Turismo congressuale
Capo I – Attività congressuale
Art. 110
Organizzazione, promozione e commercializzazione del prodotto congressuale.
1. La Regione riconosce il fondamentale ruolo dell’attività congressuale come
occasione di promozione del territorio e di sviluppo economico per l’intera
comunità regionale nell’ottica di una strategia di crescita complessiva del
comparto turistico.
2. La Regione sostiene i soggetti che si occupano della promozione e
commercializzazione del prodotto congressuale all’interno di strutture idonee,
come definite dai commi successivi, favorendo lo svolgimento di attività di
razionalizzazione, coordinamento e promozione del comparto congressuale
regionale.
3. I soggetti di cui al comma 2 sono chiamati a:
a) gestire le strutture congressuali e i centri congressi, di cui ai commi 4, 5
e 6, idonei a ospitare manifestazioni nazionali e internazionali;
b) svolgere attività di promozione, studi e ricerche su problemi tecnici e
organizzativi della gestione del turismo congressuale per garantire la massima
qualità dei servizi offerti;
c) realizzare incontri e aggiornamenti per operatori turistici, operatori e
tecnici sui temi inerenti le attività congressuali e turistiche collegate.
4. Sono strutture congressuali gli edifici permanenti appositamente predisposti
per lo svolgimento di riunioni, dotati di installazioni tecniche di base
adeguate alle esigenze più diverse, provvisti di servizi in grado di dare
risposte qualitativamente, quantitativamente e professionalmente valide alle
richieste dei partecipanti, in grado di offrire personale specializzato e
plurilingue.
5. I centri congressi devono comprendere sale di differente grandezza, di cui
una con una capienza sufficiente ad accogliere in seduta plenaria tutti i
partecipanti ad una riunione, dichiarandone la capacità massima. Le altre sale
devono permettere la riunione di commissioni, comitati, gruppi di lavoro
diverso, con un numero proporzionale di uffici per assicurare i servizi, tenendo
conto delle condizioni di comfort, d’igiene e sicurezza, in conformità alle
vigenti disposizioni legislative e regolamentari.
6. I centri congressi dovranno garantire per ogni sala superiore ai cinquanta
posti le seguenti dotazioni tecnologiche: un efficiente impianto di
sonorizzazione, uno schermo adeguato alle dimensioni della sala secondo le
tabelle tecniche (rapporto distanza fondo sala/schermo), un impianto di
illuminazione graduabile e sezionabile, con controllo facilmente accessibile
dalla sala e dalla regia; dovranno garantire inoltre che le sale di capienza
uguale o superiore ai trecento posti siano dotate di cablaggi audio e video
posizionati lungo la sala e sul palco, i quali consentano il controllo da parte
di una regia centralizzata.
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Art. 111
Contributi in conto capitale agli organizzatori di eventi congressuali (39).
1. L’Amministrazione regionale, al fine di ottenere il potenziamento degli
eventi congressuali e la crescita dell’intero settore, è autorizzata a concedere
contributi in conto capitale nella misura massima del 50 per cento della spesa
ammissibile, secondo la regola del de minimis e comunque fino al limite massimo
di lire 100.000.000, agli organizzatori di eventi congressuali per la spesa
sostenuta per la locazione di strutture congressuali e centri congressi.
2. I contributi di cui al comma 1 sono concessi in occasione di eventi
organizzati in Friuli-Venezia Giulia che prevedono la presenza di oltre duecento
congressisti, i quali pernottino in strutture ricettive della Regione per almeno
due notti consecutive.
3. Alle domande che non possono essere accolte per l’indisponibilità delle
risorse finanziarie si applica l’articolo 33 della legge regionale n. 7/2000.
4. Resta esclusa dal contributo l’iniziativa alla quale il benefìciario abbia
dato avvio prima della presentazione della domanda.
————————
(39) Con regolamento approvato con D.P.Reg. 15 ottobre 2002, n. 0310/Pres. sono
stati dettati i criteri e le modalità per la concessione degli incentivi qui
previsti.

TITOLO VIII
Professioni turistiche
Capo I – Guida turistica, accompagnatore turistico e guida naturalistica o
ambientale escursionistica
Art. 112
Definizione delle attività.
1. È guida turistica chi per professione, anche in modo non esclusivo o non
continuativo, accompagna persone singole o gruppi di persone nelle visite a
luoghi di interesse turistico, storico, artistico, ambientale, enogastronomico e
socioculturale, ivi compresi opere d’arte, musei, gallerie, mostre, esposizioni,
siti archeologici, luoghi di culto, castelli, ville, giardini e simili,
illustrandone gli aspetti storici, artistici, monumentali, paesaggistici e
naturali.
2. È accompagnatore turistico chi per professione accompagna persone singole o
gruppi di persone nei viaggi attraverso il territorio nazionale o all’estero,
curando l’attuazione del pacchetto turistico predisposto dagli organizzatori,
prestando completa assistenza, fornendo elementi significativi e notizie di
interesse turistico sulle zone di transito al di fuori dell’àmbito di competenza
delle guide turistiche e naturalistiche.
3. È guida naturalistica o ambientale escursionistica chi per professione, anche
in modo non esclusivo o non continuativo, accompagna persone singole o gruppi di
persone nelle visite ad aree protette e altri ambienti di interesse
naturalistico, ivi compresi i siti allestiti e le strutture museali o espositive
inerenti detti ambienti, illustrando gli aspetti naturalistici, paesaggistici,
ambientali ed etnografici del territorio.
4. Le prestazioni delle figure professionali di cui ai commi 1, 2 e 3 vengono
svolte in lingua italiana e/o in due o più lingue straniere.
————————

Art. 113
Albi di guida turistica, accompagnatore turistico e guida naturalistica o
ambientale escursionistica.
1. L’esercizio nella Regione Friuli-Venezia Giulia dell’attività di guida
turistica, accompagnatore turistico e guida naturalistica o ambientale
escursionistica, è subordinato all’iscrizione, rispettivamente, agli albi di
guida turistica, di accompagnatore turistico, di guida naturalistica o
ambientale escursionistica, istituiti presso la Direzione regionale del
commercio, del turismo e del terziario, di seguito denominati albi.
2. Possono chiedere l’iscrizione agli albi coloro che sono in possesso
dell’attestato comprovante il superamento dell’esame di idoneità di cui
all’articolo 114, ovvero che si trovino in una delle condizioni previste
dall’articolo 115, commi 3 e 4.
3. Agli iscritti all’albo professionale sono rilasciati la tessera di
riconoscimento e un apposito distintivo le cui caratteristiche e modalità di
utilizzo sono determinate con deliberazione della Giunta regionale, da
pubblicarsi sul Bollettino Ufficiale della Regione.
4. Sono iscritti d’ufficio al relativo albo coloro che, al momento dell’entrata
in vigore della presente legge, risultano iscritti agli albi di cui alle leggi
regionali 20 dicembre 1982, n. 88, e successive modificazioni e integrazioni, e
10 gennaio 1987, n. 2, e successive modificazioni e integrazioni.
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Art. 114
Esami di idoneità.
1. Ai fini dell’ammissione all’esame di idoneità, gli aspiranti alla professione
di guida turistica, accompagnatore turistico e guida naturalistica o ambientale
escursionistica, devono dichiarare sotto la propria responsabilità di essere in
possesso dei seguenti requisiti:
a) godimento dei diritti civili e politici;
b) cittadinanza italiana o di altro Stato membro dell’Unione europea;
c) possesso del diploma di istruzione secondaria o di diploma conseguito
all’estero per il quale sia stata valutata l’equivalenza dalla competente
autorità italiana;
d) possesso dell’attestato di frequenza di specifici corsi di formazione
professionale; ai fini dell’ammissione all’esame di idoneità per guida turistica
e guida naturalistica o ambientale escursionistica, la durata del corso non può
essere inferiore a duecentocinquanta ore;
e) conoscenza di almeno due lingue straniere di cui una tra quelle maggiormente
diffuse negli Stati membri dell’Unione europea per le quali viene stabilito, con
la deliberazione di cui al comma 2, un diverso grado di approfondimento in
ragione della figura professionale.
2. La Giunta regionale, con propria deliberazione da pubblicarsi sul Bollettino
Ufficiale della Regione, disciplina le modalità di svolgimento degli esami di
idoneità, le modalità di nomina e funzionamento delle commissioni esaminatrici,
la composizione, il numero e le qualifiche degli esperti designati dai
rispettivi Collegi e individua le materie oggetto d’esame, comprendenti, in ogni
caso, la conoscenza della realtà storica, geografica, culturale e ambientale
della Regione Friuli-Venezia Giulia.
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Art. 115
Esonero totale o parziale dall’esame di idoneità.
1. Le guide turistiche e le guide naturalistiche o ambientali escursionistiche
che abbiano conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione presso
altre Regioni o Province autonome italiane e che intendano svolgere la propria
attività nella Regione Friuli-Venezia Giulia, devono sostenere l’esame di
idoneità limitatamente alle materie inerenti la conoscenza della realtà storica,
culturale e ambientale della Regione Friuli-Venezia Giulia, come individuate
dalla deliberazione di cui all’articolo 114, comma 2.
2. I cittadini di Stati membri dell’Unione europea in possesso di analoga
abilitazione tecnica conseguita secondo l’ordinamento del Paese d’appartenenza
che intendano svolgere la propria attività nella Regione Friuli-Venezia Giulia
sono soggetti alle disposizioni previste dalla legislazione italiana in
recepimento delle direttive comunitarie in materia.
3. Gli accompagnatori turistici che abbiano l’abilitazione all’esercizio della
professione presso altre Regioni o Province autonome italiane e i cittadini di
Stati membri dell’Unione europea in possesso di analoga abilitazione tecnica
conseguita secondo l’ordinamento del Paese d’appartenenza che intendano svolgere
la propria attività nella Regione Friuli-Venezia Giulia sono esonerati
dall’obbligo di sostenere l’esame di idoneità come previsto dalla legislazione
italiana in recepimento delle direttive comunitarie in materia.
4. I cittadini degli Stati membri dell’Unione europea, iscritti all’albo della
"International Association of Tours Manager" (IATM) di Londra sono esonerati
dall’obbligo di sostenere l’esame di idoneità per accompagnatore turistico.
5. Con deliberazione della Giunta regionale possono essere esonerati
dall’obbligo di sostenere l’esame di idoneità coloro che hanno conseguito la
laurea in facoltà universitarie specifiche per la preparazione della figura
professionale di guida turistica. Resta in ogni caso stabilito l’obbligo di
sostenere l’esame di idoneità avente per oggetto la conoscenza della realtà
storica, culturale e ambientale della Regione Friuli-Venezia Giulia.
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Art. 116
Corsi di formazione professionale.
1. I corsi di formazione professionale di cui all’articolo 114, comma 1, lettera
d), sono organizzati o promossi dall’Amministrazione regionale, sentite le
associazioni di categoria maggiormente rappresentative, in collaborazione con i
centri di formazione professionale e gli istituti professionali di Stato per i
servizi turistici riconosciuti, nel rispetto di quanto previsto dalla legge
regionale 16 novembre 1982, n. 76.
2. Le materie oggetto di insegnamento sono determinate con deliberazione della
Giunta regionale, sentite le associazioni di categoria maggiormente
rappresentative, nell’àmbito di quanto stabilito ai sensi dell’articolo 114,
comma 2.
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Art. 117
Sospensione e cancellazione dell’iscrizione agli albi.
1. L’iscrizione agli albi può essere sospesa, su richiesta adeguatamente
motivata dell’interessato, per un periodo non superiore a due anni.
2. È disposta la cancellazione dagli albi in caso di:
a) recidiva di cui all’articolo 142, comma 6;
b) perdita dei requisiti di cui all’articolo 114, comma 1, lettere a) e b);
c) decorso del termine di cui al comma 1, in mancanza di una dichiarazione di
ripresa dell’attività resa dall’interessato.
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Art. 118
Esenzione dall’obbligo di iscrizione all’albo ed esercizio occasionale
dell’attività.
1. Sono esenti dall’obbligo di iscrizione all’albo le guide turistiche residenti
in uno Stato membro dell’Unione europea diverso dall’Italia che accompagnano un
gruppo di turisti provenienti da uno Stato membro dell’Unione europea, nel corso
di un viaggio organizzato con durata limitata nel tempo, a circuito chiuso, nei
limiti di quanto previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 13
dicembre 1995, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 28 febbraio 1996, n. 49.
2. Le disposizioni del presente capo non si applicano:
a) alle attività divulgative del patrimonio culturale, ambientale, artistico e
naturalistico svolte occasionalmente e gratuitamente da soggetti appartenenti a
enti e associazioni e rivolte a soci e assistiti dei medesimi enti e
associazioni costituiti, senza fini di lucro, per finalità ricreative,
culturali, religiose o sociali;
b) alle attività di semplice accompagnamento di visitatori per conto delle
associazioni Pro-loco, svolte occasionalmente e gratuitamente da soggetti
appartenenti alle Pro-loco stesse nelle località di competenza delle medesime e
con esclusione dei comuni nei quali si trovano i siti che possono essere
illustrati ai visitatori solo da guide specializzate, così come individuati dal
decreto del Presidente della Repubblica 13 dicembre 1995, pubblicato sulla
Gazzetta Ufficiale del 28 febbraio 1996, n. 49;
c) alle attività didattiche o di tutela di beni culturali, ambientali, naturali,
svolte da soggetti dipendenti nell’esercizio delle proprie funzioni.
3. I soggetti di cui al comma 2, lettere a) e b), sono obbligati a munirsi di
apposita dichiarazione, rilasciata dall’ente di appartenenza, da cui risultino
la gratuità e l’occasionalità della prestazione.
4. Le disposizioni del presente capo non si applicano altresì nei confronti:
a) delle attività didattiche svolte dagli insegnanti nei confronti degli alunni;

b) delle attività didattiche svolte da esperti, anche con lezioni sui luoghi
oggetto di studio, rivolte alle scuole e istituti di ogni ordine e grado o
svolte nell’àmbito di corsi di formazione e iniziative a carattere seminariale,
nell’àmbito di quanto previsto dal decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490;
c) dei dipendenti delle agenzie di viaggio e turismo che si occupano
esclusivamente dell’attività di accoglienza dei clienti nei porti, aeroporti,
stazioni di partenza e di arrivo di mezzi collettivi di trasporto e di
assistenza nelle relative operazioni, muniti di apposito tesserino di
riconoscimento rilasciato dall’agenzia di viaggio e turismo.
5. I Comuni istituiscono, regolamentano e aggiornano un apposito elenco nel
quale sono iscritti i soggetti che svolgono le attività di cui al comma 4,
lettera b).
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Art. 119
Corsi di aggiornamento professionale.
1. L’Amministrazione regionale ha facoltà di promuovere e organizzare corsi di
aggiornamento professionale per guida turistica, accompagnatore turistico e
guida naturalistica o ambientale escursionistica, sentite le rispettive
associazioni di categoria maggiormente rappresentative.
2. Sono ammessi a frequentare i corsi di aggiornamento professionale coloro che
risultano iscritti agli albi regionali.
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Art. 120
Visite ai siti museali.
1. Le guide turistiche, nell’esercizio della loro attività professionale,
incluse le visite di studio e aggiornamento, sono ammesse gratuitamente, durante
le ore di apertura al pubblico, in tutti i musei, gallerie, monumenti, parchi e
simili, di proprietà dello Stato, della Regione, degli enti pubblici o di
privati, esistenti sul territorio regionale, ai sensi dell’articolo 12 del regio
decreto-legge 18 gennaio 1937, n. 448, convertito dalla legge 17 giugno 1937, n.
1249.
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Capo II – Guida alpina-maestro di alpinismo e aspirante guida alpina
Art. 121
Definizione dell’attività.
1. È guida alpina chi esercita per professione, anche in modo non esclusivo e
non continuativo, le seguenti attività:
a) accompagnamento di singole persone o di gruppi, in escursioni su qualsiasi
terreno in montagna e senza limiti di difficoltà, nonché in scalate o in
ascensioni alpine su roccia o su ghiaccio;
b) accompagnamento di singole persone o di gruppi, in escursioni sciistiche e
sci-alpinistiche, anche fuori delle stazioni sciistiche attrezzate o delle piste
di discesa o di fondo, e comunque laddove possa essere necessario l’uso di
tecniche e di attrezzature alpinistiche;
c) insegnamento delle tecniche di arrampicata sportiva, alpinistiche e sci
alpinistiche con esclusione delle tecniche sciistiche su piste di discesa e di
fondo;
d) consulenza e collaborazione con enti pubblici e di diritto pubblico in
qualsiasi campo connesso con la specifica competenza professionale.
2. L’aspirante guida alpina può svolgere le attività di cui al comma 1, con
riferimento ad ascensioni di difficoltà non superiore al quinto grado; detto
limite non sussiste nel caso in cui l’aspirante guida alpina fa parte di
comitive condotte da una guida alpina-maestro di alpinismo e nelle arrampicate
in strutture o palestre attrezzate per l’arrampicata sportiva.
3. L’aspirante guida alpina può esercitare l’insegnamento sistematico delle
tecniche alpinistiche e sci-alpinistiche solo nell’àmbito di una scuola di
alpinismo o di sci alpinismo.
4. L’aspirante guida alpina deve conseguire il grado di guida alpina-maestro di
alpinismo entro il decimo anno successivo a quello in cui ha conseguito
l’abilitazione tecnica all’esercizio della professione di aspirante guida
alpina; in caso contrario decade dall’iscrizione al relativo albo professionale.

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Art. 122
Collegio delle guide alpine-maestri di alpinismo e degli aspiranti guida alpina
del Friuli-Venezia Giulia.
1. È riconosciuto, quale organismo di autodisciplina e di autogoverno della
professione, il Collegio delle guide alpine-maestri di alpinismo e degli
aspiranti guida alpina del Friuli-Venezia Giulia, di seguito denominato Collegio
delle guide alpine, con compiti di tenuta degli albi di cui all’articolo 123,
vigilanza sul comportamento degli iscritti e organizzazione dei corsi di cui
all’articolo 138, comma 1, lettere a) e d) in collaborazione con
l’Amministrazione regionale.
2. La vigilanza sul Collegio delle guide alpine è esercitata dalla Direzione
regionale del commercio, del turismo e del terziario.
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Art. 123
Albi di guida alpina-maestro di alpinismo e di aspirante guida alpina.
1. L’esercizio stabile della professione di guida alpina-maestro di alpinismo e
di aspirante guida alpina è subordinato all’iscrizione rispettivamente agli albi
di guida alpina-maestro di alpinismo e di aspirante guida alpina, istituiti
presso il Collegio delle guide alpine, e di seguito denominati albi.
2. È considerato esercizio stabile della professione l’attività svolta dalla
guida alpina-maestro di alpinismo e dall’aspirante guida alpina che abbia
domicilio, anche stagionale, nel territorio della Regione.
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Art. 124
Borse di studio.
1. La Giunta regionale è autorizzata ad istituire borse di studio a favore di
chi frequenta i corsi teorico – pratici per il conseguimento dell’abilitazione
all’esercizio della professione, ovvero i corsi di aggiornamento professionale,
di cui all’articolo 138, comma 1, lettere a) e d).
2. Le modalità di corresponsione delle borse di studio sono determinate con
Regolamento regionale.
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Art. 124-bis
Finanziamenti a favore del Collegio delle guide alpine – maestri di alpinismo e
degli aspiranti guida alpina del Friuli-Venezia Giulia per iniziative dirette a
incrementare attività escursionistiche e alpinistiche.
1. L’Amministrazione regionale è autorizzata a concedere al Collegio delle guide
alpine-maestri di alpinismo e degli aspiranti guida alpina del Friuli-Venezia
Giulia finanziamenti per attività volte a favorire l’incremento delle attività
escursionistiche e alpinistiche attraverso corsi di avviamento e perfezionamento
all’alpinismo e allo sci alpinismo.
2. Le modalità di concessione ed erogazione dei finanziamenti sono stabilite con
deliberazione della Giunta regionale (40).
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(40) Articolo aggiunto dall’art. 9, comma 6, L.R. 15 maggio 2002, n. 13.

Art. 125
Scuole di alpinismo.
1. Ai fini dell’esercizio coordinato delle attività professionali di
insegnamento di cui all’articolo 121, comma 1, lettera c), può essere
autorizzata l’apertura di scuole di arrampicata sportiva, di alpinismo o di sci
- alpinismo e di torrentismo dirette da una guida alpina-maestro di alpinismo
iscritto al relativo albo.
2. L’apertura è autorizzata con decreto del Direttore regionale del commercio,
del turismo e del terziario.
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Capo III – Guida speleologica-maestro di speleologia e aspirante guida
speleologica
Art. 126
Definizione dell’attività.
1. È guida speleologica-maestro di speleologia chi svolge per professione, anche
in modo non esclusivo e non continuativo, le seguenti attività:
a) accompagnamento di persone in escursioni ed esplorazioni in grotte e cavità
artificiali;
b) insegnamento delle tecniche e delle materie professionali speleologiche e
complementari;
c) consulenza e collaborazione con enti pubblici e di diritto pubblico in
qualsiasi campo connesso con la specifica competenza professionale.
2. L’aspirante guida speleologica svolge solo attività di accompagnamento di
persone in facili grotte naturali limitatamente a quelle di sviluppo
orizzontale, ad esclusione di quelle in cui si richieda, anche solo
occasionalmente, l’utilizzo di corde, scalette flessibili o attrezzi per la
progressione; detto limite non sussiste nel caso in cui l’aspirante guida
speleologica fa parte di comitive condotte da una guida speleologica.
3. L’aspirante guida speleologica può esercitare l’insegnamento sistematico
delle tecniche speleologiche solo nell’àmbito di una scuola di speleologia.
4. L’aspirante guida speleologica deve conseguire il grado di guida
speleologica-maestro di speleologia entro il decimo anno successivo a quello in
cui ha conseguito l’abilitazione tecnica all’esercizio della professione come
aspirante guida speleologica; in caso contrario decade dall’iscrizione al
relativo albo professionale.
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Art. 127
Collegio delle guide speleologiche-maestri di speleologia e degli aspiranti
guida speleologica del Friuli-Venezia Giulia.
1. È istituito, quale organismo di autodisciplina e di autogoverno della
professione, il Collegio delle guide speleologiche-maestri di speleologia e
degli aspiranti guida speleologica del Friuli-Venezia Giulia, di seguito
denominato Collegio delle guide speleologiche, con compiti di tenuta degli albi
di cui all’articolo 128, vigilanza sul comportamento degli iscritti e
organizzazione dei corsi di cui all’articolo 138, comma 1, lettere a) e d) in
collaborazione con l’Amministrazione regionale.
2. La vigilanza sul Collegio delle guide speleologiche è esercitata dalla
Direzione regionale del commercio, del turismo e del terziario.
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Art. 128
Albi di guida speleologica-maestro di speleologia e di aspirante guida
speleologica.
1. L’esercizio stabile della professione di guida speleologica-maestro di
speleologia e di aspirante guida speleologica è subordinato all’iscrizione,
rispettivamente, all’albo di guida speleologica-maestro di speleologia e
all’albo di aspirante guida speleologica istituiti presso il Collegio delle
guide speleologiche, e di seguito denominati albi.
2. È considerato esercizio stabile della professione l’attività svolta dalla
guida speleologica-maestro di speleologia e dall’aspirante guida speleologica
che abbia domicilio, anche stagionale, nel territorio della Regione.
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Art. 129
Scuole di speleologia.
1. Ai fini dell’esercizio coordinato delle attività professionali di
insegnamento di cui all’articolo 126, comma 1, lettera b), può essere
autorizzata l’apertura di scuole di speleologia, speleologia subacquea, e
torrentismo dirette da una guida speleologica-maestro di speleologia iscritta al
relativo albo.
2. L’apertura è autorizzata con decreto del Direttore regionale del commercio,
del turismo e del terziario.
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Art. 130
Istituzione del primo albo regionale delle guide speleologiche-maestri di
speleologia.
1. In sede di prima applicazione delle disposizioni contenute nel presente capo,
possono richiedere l’iscrizione all’albo di guida speleologica-maestro di
speleologia, speleologi di chiara fama in possesso dei seguenti requisiti:
a) godimento dei diritti civili e politici;
b) cittadinanza italiana o di altro Stato membro dell’Unione europea;
c) idoneità psicofisica attestata da certificato rilasciato dall’Azienda per i
servizi sanitari;
d) iscrizione negli elenchi nazionali del Corpo nazionale soccorso alpino e
speleologico da almeno quindici anni, ovvero svolgimento dell’attività di
istruttore nell’ambito dello stesso Corpo o della Scuola nazionale di
speleologia del Club Alpino Italiano o della Commissione nazionale scuole di
speleologia della Società Speleologica Italiana, ovvero svolgimento, per almeno
un mandato, dell’incarico di responsabile di stazione o di responsabile
regionale del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, ovvero esercizio
della professione di guida alpina specializzata in speleologia ai sensi della
legge regionale 20 novembre 1995, n. 44, ovvero svolgimento, da parte delle
guide alpine iscritte al proprio Albo da almeno due anni, delle attività di cui
all’articolo 126, comma 1, comprovato dal Collegio regionale delle guide alpine
(41).
2. Il possesso dei requisiti di cui al comma 1 è accertato dalla Direzione
regionale del commercio, del turismo e del terziario, previa presentazione, da
parte dell’interessato, di idonea documentazione corredata di una relazione
esauriente dell’attività svolta (42).
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(41) Lettera così modificata dall’art. 42, comma 3, L.R. 4 giugno 2004, n. 18.
(42) Articolo così sostituito dall’art. 61, comma 1, L.R. 5 dicembre 2003, n.
18. Il testo originario era così formulato: «Art. 130. Istituzione del primo
albo regionale delle guide speleologiche-maestri di speleologia. 1. In sede di
prima applicazione delle disposizioni contenute nel presente capo, possono
richiedere l’iscrizione all’albo di guida speleologica-maestro di speleologia,
speleologi di chiara fama in possesso dei seguenti requisiti:
a) godimento dei diritti civili e politici;
b) cittadinanza italiana o di altro Stato membro dell’Unione europea;
c) idoneità psicofisica attestata da certificato rilasciato dall’Azienda per i
servizi sanitari;
d) iscrizione negli elenchi nazionali del Corpo nazionale soccorso alpino e
speleologico da almeno quindici anni, ovvero attività di istruttore nell’àmbito
dello stesso o della Scuola nazionale di speleologia del Club Alpino Italiano o
della Commissione nazionale scuole di speleologia della Società Speleologica
Italiana, ovvero iscrizione all’albo delle guide alpine da almeno due anni.
2. Il richiedente deve altresì dimostrare di aver svolto, per almeno un mandato,
l’incarico di responsabile di stazione o di responsabile regionale del Corpo
nazionale soccorso alpino e speleologico, ovvero attività di istruttore
nell’àmbito dello stesso o della Scuola nazionale di speleologia del Club Alpino
Italiano, ovvero aver svolto la professione di guida alpina specializzata in
speleologia ai sensi della legge regionale 20 novembre 1995, n. 44.
3. Il possesso dei requisiti di cui ai commi 1 e 2 è accertato dalla Direzione
regionale del commercio, del turismo e del terziario, dietro presentazione, da
parte dell’interessato, di idonea documentazione corredata di una relazione
esauriente sull’attività svolta.».
Ai sensi del comma 2 del medesimo art. 61, L.R. n. 18/2003 le domande di
iscrizione all’albo di guida speleologica-maestro di speleologia, di cui al
presente articolo, come sopra sostituito, devono essere presentate entro il
termine perentorio di tre mesi dalla data di entrata in vigore della suddetta
legge.

Capo IV – Maestro di sci
Art. 131
Definizione dell’attività.
1. È maestro di sci chi insegna per professione, anche in modo non esclusivo e
non continuativo, a persone singole o a gruppi di persone, le tecniche
sciistiche in tutte le loro specializzazioni, esercitate con qualsiasi tipo di
attrezzo, su piste da sci, itinerari sciistici, percorsi di sci fuori pista e in
escursioni con gli sci che non comportino difficoltà richiedenti l’uso di
tecniche e materiali alpinistici, quali corda, piccozza e ramponi.
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Art. 132
Collegio dei maestri di sci del Friuli-Venezia Giulia.
1. È riconosciuto, quale organismo di autodisciplina e di autogoverno della
professione, il Collegio dei maestri di sci del Friuli-Venezia Giulia, di
seguito denominato Collegio dei maestri di sci, con compiti di tenuta dell’albo
di cui all’articolo 133, vigilanza sul comportamento degli iscritti e
organizzazione dei corsi di cui all’articolo 138, comma 1, lettere a) e d) in
collaborazione con l’Amministrazione regionale.
2. La vigilanza sul Collegio dei maestri di sci è esercitata dalla Direzione
regionale del commercio, del turismo e del terziario.
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Art. 133
Albo dei maestri di sci.
1. L’esercizio della professione di maestro di sci è subordinato all’iscrizione
all’albo dei maestri di sci, istituito presso il Collegio dei maestri di sci di
cui all’articolo 132.
2. L’albo dei maestri di sci è suddiviso nelle seguenti sezioni:
a) maestro di sci discipline alpine;
b) maestro di sci discipline del fondo e telemark;
c) maestro di sci discipline dello snow-board.
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Art. 134
Scuole di sci.
1. Ai fini dell’esercizio coordinato delle attività di insegnamento delle
tecniche sciistiche, è autorizzata l’apertura di scuole di sci.
2. La scuola di sci autorizzata viene iscritta nell’elenco regionale delle
scuole di sci, tenuto dal Collegio dei maestri di sci; l’iscrizione nell’elenco
regionale autorizza l’uso della denominazione "Scuola di sci autorizzata del
Friuli-Venezia Giulia".
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Capo V – Norme comuni
Art. 135
Elenchi e risorse.
1. Annualmente la Giunta regionale predispone l’elenco delle professioni
turistiche riconosciute e dispone, all’interno della finanziaria regionale, gli
stanziamenti esplicitamente previsti per gli scopi di cui alla presente legge.
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Art. 136
Abilitazione tecnica all’esercizio della professione di guida alpina-maestro di
alpinismo e aspirante guida alpina, guida speleologica-maestro di speleologia e
aspirante guida speleologica e maestro di sci.
1. L’abilitazione tecnica all’esercizio delle professioni disciplinate dai Capi
II, III e IV, si consegue mediante la frequenza di appositi corsi
teorico-pratici e il superamento dei relativi esami.
2. I corsi e gli esami di cui all’articolo 138, comma 1, lettere a) e d), sono
organizzati dai rispettivi Collegi in collaborazione con l’Amministrazione
regionale.
3. Sono ammessi ai corsi di cui ai commi 1 e 2 i candidati che abbiano l’età
prescritta per l’iscrizione al relativo albo professionale e che, nel caso di
corsi per guida alpina-maestro di alpinismo e guida speleologica-maestro di
speleologia, abbiano esercitato la professione di aspirante nei due anni
precedenti la data di presentazione della domanda (43).
4. Le materie connesse alla formazione professionale dei maestri di sci e delle
guide alpine possono essere inserite nei piani di studio di istituti scolastici
superiori nel rispetto delle norme in materia di formazione professionale. I
corsi su tali materie sono svolti in collaborazione con i rispettivi Collegi.
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(43) Comma così sostituito dall’art. 62, L.R. 5 dicembre 2003, n. 18. Il testo
originario era così formulato: «3. Sono ammessi ai corsi di cui ai commi 1 e 2,
i residenti in un comune della regione che abbiano l’età prescritta per
l’iscrizione al relativo albo professionale e che, nel caso di corsi per guida
alpina-maestro di alpinismo e guida speleologica-maestro di speleologia, abbiano
esercitato la professione di aspirante nei due anni precedenti la data di
presentazione della domanda.».

Art. 137
Iscrizione agli albi.
1. Possono essere iscritti agli albi di cui agli articoli 113, 123, 128 e 133
coloro che sono in possesso dei seguenti requisiti:
a) abilitazione all’esercizio della professione conseguita ai sensi
dell’articolo 136;
b) godimento dei diritti civili e politici;
c) cittadinanza italiana o di altro Stato membro dell’Unione europea;
d) età minima di ventuno anni per le guide alpine-maestri di alpinismo e per le
guide speleologiche – maestri di speleologia, e di diciotto anni per gli
aspiranti guida alpina e per gli aspiranti guida speleologica;
e) idoneità psicofisica attestata da certificato rilasciato dall’Azienda per i
servizi sanitari;
f) possesso del diploma di istruzione secondaria di primo grado;
g) [residenza o domicilio in un comune della Regione Friuli-Venezia Giulia]
(44).
2. L’esercizio della professione da parte di guide alpine-maestri di alpinismo e
aspiranti guide alpine, di guide speleologiche – maestri di speleologia e
aspiranti guida speleologica e di maestri di sci, provenienti dall’estero con i
loro clienti, in possesso dell’abilitazione tecnica secondo l’ordinamento del
paese di provenienza, purché non svolto in modo stabile nel territorio
regionale, non è subordinato all’iscrizione agli albi.
3. La Giunta regionale, d’intesa con la Commissione tecnica dell’Associazione
internazionale dei maestri di sci (ISIA), disciplina la tenuta dell’elenco dei
titoli esteri riconosciuti come abilitanti alla libera professione.
4. Coloro che hanno conseguito il titolo abilitante alla professione di guida
alpina, di guida speleologica e di maestro di sci, presso uno Stato membro
dell’Unione europea ovvero presso uno Stato estero non appartenente ad essa,
possono essere iscritti al relativo albo a seguito di riconoscimento ai sensi
del decreto legislativo 2 maggio 1994, n. 319.
5. Sono iscritti d’ufficio al relativo albo coloro che, al momento dell’entrata
in vigore della presente legge, risultano iscritti agli albi di cui
rispettivamente alla legge regionale 20 novembre 1995, n. 44, e alla legge
regionale 18 aprile 1997, n. 16, e successive modificazioni e integrazioni.
————————
(44) Lettera abrogata dall’art. 63, L.R. 5 dicembre 2003, n. 18.

Art. 138
Regolamenti di attuazione (45).
1. Con regolamento regionale sono stabilite:
a) le modalità di svolgimento dei corsi teorico – pratici di abilitazione
tecnica, dei corsi di aggiornamento professionale, delle eventuali prove
attitudinali di ammissione e le modalità di svolgimento delle prove conclusive
d’esame;
b) le modalità di nomina, funzionamento e composizione delle commissioni
esaminatrici di cui alla lettera a);
c) le caratteristiche e le modalità di rilascio e utilizzo della tessera di
riconoscimento e dell’apposito distintivo;
d) le specializzazioni conseguibili, le modalità di svolgimento dei corsi di
specializzazione, dei corsi di formazione per istruttori e delle relative prove
d’esame;
e) le modalità di corresponsione delle borse di studio di cui all’articolo 124;
f) le condizioni e le modalità di rilascio dell’autorizzazione per l’apertura
delle scuole di sci di cui all’articolo 134;
g) le modalità di aggregazione temporanea e trasferimento agli albi di cui
rispettivamente agli articoli 123, 128 e 133 da parte di iscritti agli albi
professionali di altre Regioni o Province autonome.
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(45) Vedi, al riguardo, il regolamento approvato con D.P.Reg. 9 agosto 2002, n.
0241/Pres.

Art. 139
Divieti e doveri.
1. Coloro che esercitano le professioni turistiche disciplinate dal presente
titolo non possono svolgere nei confronti dei propri clienti attività
incompatibili con l’esercizio della professione. Il divieto comprende ogni
attività in concorrenza con le agenzie di viaggio e turismo e l’accaparramento
diretto o indiretto di clienti per conto di strutture ricettive, di agenzie di
viaggio e turismo, di imprese di trasporto, di esercizi commerciali, di pubblici
esercizi e simili.
2. Le guide alpine-maestri di alpinismo e gli aspiranti guida alpina, le guide
speleologiche – maestri di speleologia e gli aspiranti guida speleologica, e i
maestri di sci, sono tenuti, in caso di infortuni in montagna o comunque di
pericolo per alpinisti, speleologi, escursionisti o sciatori, a prestare la
propria opera individualmente, o nell’àmbito di operazioni di soccorso,
compatibilmente con il dovere di mantenere le condizioni di massima sicurezza
per i propri clienti.
3. Gli iscritti agli albi di cui agli articoli 123, 128 e 133 sono tenuti a
stipulare apposite polizze assicurative contro gli infortuni e a garanzia del
risarcimento dei danni eventualmente arrecati a terzi nell’esercizio della
professione.
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Art. 140
Determinazione delle tariffe per le prestazioni professionali.
1. Le tariffe per le prestazioni professionali dei maestri di sci sono
liberamente determinate dalle associazioni di categoria maggiormente
rappresentative riconosciute a livello regionale.
2. Le tariffe di cui al comma 1 devono essere comunicate entro il 30 novembre di
ogni anno alla Direzione regionale del commercio, del turismo e del terziario.
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Art. 141
Scuole e istruttori del C.A.I. e del S.S.I.
1. Il Club Alpino Italiano (C.A.I.) conserva la facoltà di organizzare scuole e
corsi di addestramento a carattere non professionale per le attività
alpinistiche, sci-alpinistiche, escursionistiche, speleologiche, naturalistiche
e per la formazione dei relativi istruttori. Relativamente alle attività
speleologiche, la medesima facoltà è attribuita alla Società Speleologica
Italiana (S.S.I.).
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Art. 142
Sanzioni amministrative.
1. Chiunque esercita l’attività di guida turistica, di guida naturalistica o
ambientale escursionistica, di accompagnatore turistico, di guida alpina-maestro
di alpinismo, di aspirante guida alpina, di guida speleologica-maestro di
speleologia, di aspirante guida speleologica, di maestro di sci, in mancanza di
iscrizione al relativo albo, salvi i casi di esonero dall’iscrizione, è soggetto
all’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da lire 500.000 a
lire 2.000.000. Qualora l’attività sia svolta a favore di enti e associazioni,
questi ultimi sono soggetti all’applicazione di una sanzione amministrativa
pecuniaria da lire 500.000 a lire 1.500.000.
2. Le guide alpine-maestri di alpinismo, gli aspiranti guida alpina, le guide
speleologiche-maestri di speleologia, gli aspiranti guida speleologica, i
maestri di sci che non prestano la propria opera di soccorso nell’àmbito delle
operazioni di soccorso, compatibilmente con il dovere di mantenere le condizioni
di massima sicurezza per i propri clienti, sono soggetti all’applicazione di una
sanzione amministrativa pecuniaria da lire 1.000.000 a lire 5.000.000.
3. Le guide turistiche, le guide naturalistiche o ambientali escursionistiche,
gli accompagnatori turistici, le guide alpine-maestri di alpinismo e gli
aspiranti guida alpina, le guide speleologiche – maestri di speleologia, gli
aspiranti guida speleologica, i maestri di sci, che svolgono nei confronti dei
propri clienti attività incompatibili con l’esercizio della professione, sono
soggetti all’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da lire
100.000 a lire 600.000.
4. La parziale o mancata stipulazione delle previste garanzie assicurative
comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da lire
1.000.000 a lire 3.000.000.
5. La violazione dell’obbligo di comunicazione del trasferimento dell’iscrizione
all’albo di un’altra Regione o Provincia autonoma italiana o dell’attività in un
altro Stato membro dell’Unione europea comporta l’applicazione di una sanzione
amministrativa pecuniaria da lire 100.000 a lire 1.000.000.
6. In caso di recidiva la sanzione amministrativa pecuniaria è raddoppiata. Si
ha recidiva qualora la stessa violazione sia stata commessa per due volte nel
corso dell’anno solare, anche in caso di avvenuto pagamento della sanzione.
7. Le sanzioni amministrative pecuniarie di cui ai commi da 1 a 6 sono applicate
dall’Amministrazione regionale in conformità alla legge regionale n. 1/1984.
8. I proventi derivanti dall’applicazione delle sanzioni amministrative di cui
ai commi da 1 a 6 sono integralmente devoluti ai rispettivi Collegi, ove
previsti.
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TITOLO IX
Prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci
Capo I – Disciplina delle attività professionali di prevenzione, soccorso e
sicurezza sulle piste di sci
Art. 143
Attività di prevenzione, soccorso e sicurezza.
1. Al fine di garantire la realizzazione e la gestione in sicurezza delle piste
da sci, come definite dall’articolo 26-bis della legge regionale 24 marzo 1981,
n. 15, nonché un servizio di soccorso qualificato, favorendo lo sviluppo delle
attività turistiche ed economiche nelle località montane, la Regione riconosce
l’attività svolta dagli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle
piste di sci, quali i pattugliatori, soccoritori e coordinatori di stazione, con
compiti di prevenzione, soccorso e sicurezza alle persone infortunate.
2. Il servizio di prevenzione degli incidenti e la sicurezza delle piste sono
assicurati attraverso l’organizzazione di tutte le attività dirette a prevenire
gli infortuni sulle piste di sci tra cui, in particolare, la predisposizione
della segnaletica idonea ad individuare le caratteristiche di pericolosità delle
piste, la demarcazione e protezione delle aree sciabili durante il periodo di
apertura al pubblico e la manutenzione dell’area durante tutto l’anno, in
conformità a quanto previsto dalle disposizioni legislative e regolamenti
vigenti.
3. Il servizio di soccorso è assicurato mediante l’impiego di addetti dotati
delle idonee attrezzature ed equipaggiamenti, attraverso le operazioni di primo
soccorso, di recupero, trasporto e consegna dell’infortunato al primo posto di
pronto soccorso o al personale sanitario autorizzato.
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Art. 144
Collegio regionale degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza
sulle piste di sci.
1. È istituito quale organismo di autodisciplina e autogoverno della
professione, il Collegio degli operatori per la prevenzione, soccorso e
sicurezza sulle piste di sci, di seguito denominato Collegio, con compiti di
tenuta dell’albo di cui all’articolo 145, vigilanza sul comportamento degli
iscritti, collaborazione nell’organizzazione dei corsi di cui all’articolo 147,
designazione degli esperti della commissione di esame nominata ai sensi
dell’articolo 148 e ogni altra attività attribuita dalle disposizioni
legislative e regolamentari vigenti.
2. La vigilanza sul Collegio è esercitata dalla Direzione regionale del
commercio, del turismo e del terziario.
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Art. 145
Albo degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di
sci.
1. L’esercizio della professione degli operatori per la sicurezza, prevenzione e
soccorso sulle piste di sci è subordinato all’iscrizione all’albo degli
operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci, di
seguito denominato albo, istituito presso il Collegio.
2. Possono essere iscritti all’albo coloro che sono in possesso dei seguenti
requisiti:
a) abilitazione tecnica all’esercizio della professione conseguita ai sensi
dell’articolo 147;
b) godimento dei diritti civili e politici;
c) cittadinanza italiana o di altro Stato membro dell’Unione europea;
d) idoneità psicofisica attestata da un certificato rilasciato dall’Azienda per
i servizi sanitari;
e) possesso del diploma di istruzione secondaria di primo grado;
f) [residenza o domicilio in un comune della Regione Friuli-Venezia Giulia]
(46).
3. Gli iscritti all’albo sono tenuti a stipulare apposite polizze assicurative
contro gli infortuni e a garanzia del risarcimento dei danni eventualmente
arrecati a terzi nell’esercizio della professione.
4. L’albo è suddiviso nelle seguenti sezioni:
a) soccorritori;
b) pattugliatori;
c) coordinatori di stazione.
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(46) Lettera abrogata dall’art. 64, L.R. 5 dicembre 2003, n. 18.

Art. 146
Soccorritore, pattugliatore e coordinatore di stazione.
1. È soccorritore chi presta la propria opera per professione, anche in modo non
esclusivo e non continuativo, alle dipendenze del gestore della pista di sci
ovvero come volontario presso organizzazioni operanti nel settore della
sicurezza e del soccorso sulle piste di sci, in ogni caso di incidente avvenuto
in un’area sciabile, attuando le attività di primo soccorso e di trasporto
dell’infortunato, con il massimo grado di sicurezza possibile, al primo posto di
pronto soccorso o al personale sanitario autorizzato.
2. È pattugliatore chi svolge per professione, anche in modo non esclusivo e non
continuativo, alle dipendenze del gestore della pista di sci ovvero come
volontario presso organizzazioni operanti nel settore della sicurezza e del
soccorso sulle piste di sci, le attività previste per il soccorritore nonché
attività di prevenzione e sicurezza, mediante il pattugliamento delle aree
sciabili, la predisposizione della segnaletica e della demarcazione più adatta
alla stazione e alle condizione meteo-nivologiche, la vigilanza sulle condizioni
della pista, l’intervento primario nell’àmbito delle procedure di soccorso più
complesse, nonché ogni attività di informazione all’utenza sui comportamenti in
pista e sui pericoli della montagna.
3. È coordinatore di stazione chi esercita per professione, anche in modo non
esclusivo e non continuativo, alle dipendenze del gestore della pista di sci, le
mansioni previste per il pattugliatore e le attività di coordinamento dei
soccorritori e dei pattugliatori operanti nelle stazioni sciistiche di sua
competenza.
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Art. 147
Abilitazione tecnica all’esercizio dell’attività di soccorritore, pattugliatore,
coordinatore di stazione (47).
1. L’abilitazione tecnica all’esercizio dell’attività di soccorritore,
pattugliatore e coordinatore di stazione si consegue mediante la frequenza di
appositi corsi teorico-pratici e il superamento dei relativi esami di fronte ad
una commissione nominata ai sensi dell’articolo 148.
2. I soccorritori, i pattugliatori e i coordinatori di stazione sono tenuti a
superare i corsi di aggiornamento professionale a pena di sospensione e
decadenza dell’iscrizione all’albo.
3. I corsi di abilitazione e aggiornamento sono promossi dall’Amministrazione
regionale e sono organizzati dal Collegio almeno ogni due anni (48).
4. Coloro che hanno conseguito un titolo abilitante alla professione di
soccorritore, pattugliatore e coordinatore di stazione presso uno Stato membro
dell’Unione europea ovvero presso uno Stato estero non appartenente ad essa,
possono essere iscritti al relativo albo a seguito di riconoscimento ai sensi
del decreto legislativo n. 319/1994.
5. Le materie connesse alla formazione professionale degli operatori per la
sicurezza, prevenzione e soccorso sulle piste di sci, possono essere inserite
nei piani di studio di istituti scolastici superiori nel rispetto delle norme in
materia di formazione professionale. I corsi su tali materie sono svolti in
collaborazione con il Collegio.
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(47) Vedi, anche, il regolamento approvato con D.P.Reg. 23 aprile 2004, n.
0132/Pres.
(48) Comma così sostituito dall’art. 65, comma 1, L.R. 5 dicembre 2003, n. 18
(vedi, anche, il comma 2 del medesimo articolo). Il testo originario era così
formulato: «3. I corsi di abilitazione e aggiornamento sono promossi
dall’Amministrazione regionale e sono organizzati almeno ogni due anni, in
collaborazione con il Collegio, dalle associazioni di particolare qualificazione
individuate con deliberazione della Giunta regionale, tra quante svolgono
attività di soccorso e prevenzione sulle piste di sci da almeno cinque anni.».

Art. 148
Regolamento (49).
1. Con deliberazione della Giunta regionale, sentito il Collegio, sono
disciplinati:
a) i requisiti di ammissione e le modalità di svolgimento dei corsi di
abilitazione e aggiornamento professionale per ciascuna delle figure di cui
all’articolo 146;
b) le materie di insegnamento, le modalità di svolgimento dell’esame finale dei
corsi di abilitazione e aggiornamento e la composizione della commissione
giudicatrice;
c) le caratteristiche e le modalità di utilizzo della divisa, dello stemma e del
tesserino di riconoscimento rilasciati agli iscritti all’albo;
d) le modalità e i presupposti per la sospensione o la decadenza dell’iscrizione
all’albo per mancata frequenza o superamento dei corsi di aggiornamento
professionale;
e) ogni altro aspetto necessario per l’applicazione della presente legge.
————————
(49) Vedi, al riguardo, il regolamento approvato con D.P.Reg. 23 aprile 2004, n.
0132/Pres.

Art. 149
Obblighi dei gestori.
1. Le aree sciabili sono affidate in concessione a gestori che hanno il compito
di assicurare agli utenti la pratica delle attività sportive e ricreative in
condizioni di sicurezza. A tal fine il gestore è tenuto ad attuare tutte le
misure dirette ad assicurare il servizio di prevenzione degli incidenti e la
sicurezza delle piste, nonché il servizio di soccorso, secondo le modalità di
cui all’articolo 143, commi 2 e 3.
2. Il gestore è tenuto ad assicurare l’uso pubblico della pista, a disporne la
chiusura in caso di pericolo o non agibilità e, ferma restando la tutela
dell’ambiente naturale, a provvedere alla sua manutenzione in relazione alle
condizioni meteorologiche e all’innevamento.
3. I servizi di cui al comma 1 sono assicurati da un numero di addetti
giornalieri operanti nell’area di competenza, comprendente in ogni caso un
pattugliatore. La pianta dell’organico degli addetti, nonché il calendario dei
turni, sono esposti in maniera visibile al pubblico.
4. Il gestore è tenuto a comunicare alla Direzione regionale del commercio, del
turismo e del terziario e al Collegio, entro il 15 novembre di ogni anno, il
numero e la qualifica professionale degli addetti utilizzati.
————————

Art. 150
Istituzione del primo Albo regionale degli operatori per la prevenzione,
soccorso e sicurezza sulle piste di sci.
1. In sede di prima applicazione delle disposizioni del presente capo, possono
richiedere l’iscrizione all’albo coloro che sono in possesso dei seguenti
requisiti:
a) godimento dei diritti civili e politici;
b) cittadinanza italiana o di altro Stato membro dell’Unione europea;
c) idoneità psicofisica attestata da certificato rilasciato dall’Azienda per i
servizi sanitari.
2. Il richiedente deve altresì dimostrare di essere in possesso di un brevetto
rilasciato dalla Federazione Italiana Sicurezza Piste abilitante all’esercizio
dell’attività di soccorritore, pattugliatore o coordinatore di stazione.
2-bis. Il possesso dei requisiti di cui ai commi 1 e 2 è accertato dalla
Direzione regionale del commercio, del turismo e del terziario, previa
presentazione, da parte dell’interessato, di idonea documentazione (50).
————————
(50) Comma aggiunto dall’art. 66, comma 1, L.R. 5 dicembre 2003, n. 18. Ai sensi
del comma 2 del medesimo articolo le domande di iscrizione all’albo degli
operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci, di cui al
presente articolo, come sopra modificato, devono essere presentate entro il
termine perentorio di quattro mesi dalla data di entrata in vigore della
suddetta legge.

Art. 151
Sanzioni amministrative.
1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 148, comma 1, lettera d),
chiunque esercita l’attività di soccorritore, pattugliatore e coordinatore di
stazione in mancanza di iscrizione all’albo è soggetto all’applicazione di una
sanzione amministrativa pecuniaria da lire 500.000 a lire 2.000.000.
2. La parziale o mancata stipulazione delle garanzie assicurative di cui
all’articolo 145, comma 3, comporta l’applicazione di una sanzione
amministrativa pecuniaria da lire 1.000.000 a lire 3.000.000.
3. La violazione delle disposizioni di cui all’articolo 149, comma 3, è punita
con una sanzione amministrativa pecuniaria da lire 6.000.000 a lire 18.000.000,
ferma restando l’applicazione delle sanzioni penali.
4. In caso di recidiva, la sanzione amministrativa pecuniaria è raddoppiata. Si
ha recidiva qualora la stessa violazione sia stata commessa per due volte nel
corso dell’anno solare, anche in caso di avvenuto pagamento della sanzione.
5. Le sanzioni amministrative pecuniarie di cui ai commi da 1 a 4 sono applicate
dall’Amministrazione regionale in conformità alla legge regionale n. 1/1984.
6. I proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie sono integralmente
devoluti al Collegio.
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TITOLO X
Incentivi per il settore turistico
Capo I – Disposizioni generali
Art. 152
Àmbiti di intervento.
1. Gli incentivi previsti dal presente titolo sono concessi prioritariamente
negli àmbiti territoriali nei quali il turismo rappresenta una componente
rilevante delle attività economiche e ove le risorse ambientali e le
attrezzature consentono l’organizzazione di un prodotto qualificato e adatto
alla commercializzazione.
2. Gli àmbiti e le priorità sono individuati con regolamento regionale su parere
conforme della competente Commissione consiliare (51).
————————
(51) Vedi, al riguardo, il regolamento approvato con D.P.Reg. 21 agosto 2002, n.
0253/Pres.

Art. 153
Regolamento.
1. Con regolamento regionale, su parere conforme della competente Commissione
consiliare, sono stabiliti i criteri e le modalità di concessione degli
incentivi previsti dal presente titolo (52).
————————
(52) Vedi, al riguardo, il regolamento approvato con D.P.Reg. 21 agosto 2002, n.
0253/Pres.

Art. 154
Vincolo di destinazione.
1. Le imprese benefìciarie degli incentivi hanno l’obbligo di mantenere la
destinazione del bene immobile per la durata di cinque anni. Si applica
l’articolo 32 della legge regionale n. 7/2000.
————————

Art. 155
Estensione delle agevolazioni ai pubblici esercizi.
1. Gli incentivi previsti dai Capi II e III del presente Titolo sono estesi ai
pubblici esercizi di cui alla legge n. 287/1991.
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Capo II – Contributi in conto capitale alle imprese turistiche
Art. 156
Contributi in conto capitale alle imprese turistiche.
1. L’Amministrazione regionale è autorizzata a concedere contributi in conto
capitale, nella misura massima del 50 per cento della spesa ammissibile, secondo
la regola del de minimis, alle piccole e medie imprese turistiche, al fine di
ottenere l’incremento e il miglioramento delle strutture ricettive alberghiere,
all’aria aperta e delle case e appartamenti per vacanze.
2. I contributi di cui al comma 1 sono concessi per le seguenti iniziative:
a) acquisto di arredi e attrezzature;
b) lavori di ammodernamento, ampliamento, ristrutturazione e straordinaria
manutenzione;
c) realizzazione di parcheggi, anche mediante l’acquisto di immobili, a servizio
delle strutture ricettive alberghiere.
3. I progetti per la realizzazione delle iniziative devono tenere conto delle
norme in materia di superamento delle barriere architettoniche di cui alla legge
9 gennaio 1989, n. 13, e successive modificazioni e integrazioni, e al decreto
ministeriale 14 giugno 1989, n. 236.
4. Alle domande che non possono essere accolte per l’indisponibilità dei mezzi
finanziari si applica l’articolo 33 della legge regionale n. 7/2000.
5. Resta esclusa dal contributo l’iniziativa alla quale il benefìciario abbia
dato avvio prima della presentazione della domanda.
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Art. 157
Concessione, erogazione, controlli.
1. In deroga alle disposizioni di cui alla legge regionale 31 ottobre 1986, n.
46, la concessione dei contributi previsti dall’articolo 156 avviene sulla base
della presentazione del progetto definitivo dei lavori, corredato delle relative
concessioni o autorizzazioni edilizie.
2. Con il decreto di concessione viene determinata, in via definitiva, l’entità
dei singoli contributi e viene, altresì, stabilito il termine per l’ultimazione
dell’iniziativa.
3. L’erogazione dei contributi di cui all’articolo 156 per le iniziative
riguardanti l’acquisto di arredi e attrezzature è disposta ad avvenuto
accertamento della realizzazione dell’iniziativa in conformità del programma
indicato nel decreto di concessione, previa presentazione della documentazione
di spesa.
4. Per le iniziative riguardanti l’esecuzione di opere, l’erogazione del
contributo è disposta in via anticipata nella misura del 90 per cento
dell’importo totale, previa presentazione di apposita fideiussione bancaria o
polizza assicurativa d’importo pari alla somma da erogare, maggiorata degli
interessi legali ai sensi dell’articolo 39, comma 2, della legge regionale n.
7/2000. Il restante importo è erogato su presentazione di apposita
documentazione finale di spesa.
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Capo III – Finanziamenti agevolati alle piccole e medie imprese turistiche
Art. 158
Modifiche e integrazioni alla legge regionale n. 36/1996.
1. All’articolo 1, comma 1, della legge regionale 26 agosto 1996, n. 36, e
successive modificazioni e integrazioni, dopo la parola "commerciali", è
aggiunta la parola ", turistiche".
2. (53).
3. All’articolo 4, comma 1, lettera d), numero 1), della legge regionale n.
36/1996, dopo la parola "commerciale", sono aggiunte le parole "o turistica".
4. (54).
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(53) Sostituisce l’art. 2, L.R. 26 agosto 1996, n. 36.
(54) Sostituisce l’art. 6, L.R. 26 agosto 1996, n. 36.

Capo IV – Contributi in conto capitale per lo svolgimento di corsi di formazione
professionale, per la realizzazione di sedi di scuole di alpinismo, speleologia
e sci, nonché per infrastrutture turistiche
Art. 159
Contributi per lo svolgimento dei corsi teorico pratici, di aggiornamento
professionale e di specializzazione.
1. L’Amministrazione regionale è autorizzata a concedere contributi ai Collegi
di cui agli articoli 122, 127 e 132, per l’organizzazione e lo svolgimento dei
corsi di abilitazione per l’esercizio della professione e per l’organizzazione e
lo svolgimento dei corsi per il conseguimento delle specializzazioni, di cui
all’articolo 138, comma 1, lettere a) e d).
2. Le domande, corredate dei programmi dei corsi e dei relativi preventivi di
spesa, sono presentate all’Amministrazione regionale entro il 31 ottobre
dell’anno precedente a quello nel quale è previsto il loro svolgimento.
3. I contributi di cui al comma 1 sono concessi secondo i criteri e le modalità
previste dal regolamento di cui all’articolo 153, in misura non superiore al 95
per cento della spesa ritenuta ammissibile.
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Art. 160
Contributi a favore di enti pubblici per le sedi di scuole di alpinismo e di
speleologia e scuole di sci.
1. L’Amministrazione regionale è autorizzata a concedere contributi in conto
capitale a favore di enti pubblici per l’acquisto, la costruzione, l’adattamento
e l’ampliamento di immobili da utilizzarsi quali sedi delle scuole di alpinismo,
di speleologia e di sci di cui rispettivamente agli articoli 125, 129 e 134.
2. Gli immobili di cui al comma 1 sono concessi in uso alle scuole di alpinismo,
alle scuole di speleologia e alle scuole di sci e sono vincolati alla loro
specifica destinazione per cinque anni dalla data di ultimazione delle opere.
3. I contributi di cui al comma 1 possono essere concessi nella misura massima
del 98 per cento della spesa ammissibile.
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Art. 161
Contributi a favore di enti pubblici e associazioni senza fini di lucro per
infrastrutture turistiche.
1. L’Amministrazione regionale è autorizzata a concedere contributi pluriennali
per la durata di dieci anni a favore di enti pubblici e associazioni senza fini
di lucro per la copertura degli oneri in linea capitale e interessi dei mutui
contratti per:
a) realizzazione e ammodernamento di impianti e opere complementari all’attività
turistica;
b) ricostruzione, ammodernamento, ampliamento e arredamento di rifugi e bivacchi
alpini;
c) realizzazione e ammodernamento di impianti e opere finalizzati al miglior
utilizzo delle cavità naturali di interesse turistico;
d) ammodernamento di impianti turistico sportivi, compresi quelli di risalita e
relative pertinenze e piste di discesa, nei comuni contigui ai poli turistici
invernali della regione, ovvero ad essi funzionali;
e) ristrutturazione e ampliamento di centri di turismo congressuale.
2. La Giunta regionale, su proposta dell’Assessore regionale al turismo,
determina gli àmbiti di intervento e le priorità di assegnazione, nonché i
massimali di intervento.
3. La Giunta regionale, su proposta dell’Assessore regionale alle finanze,
determina in via preventiva le condizioni per la stipulazione dei mutui di cui
al comma 1, compresa l’eventuale prestazione di garanzia. Il contributo è
concesso dal Servizio della incentivazione turistica della Direzione regionale
del commercio, del turismo e del terziario su presentazione della domanda
corredata, per gli enti pubblici, della deliberazione esecutiva di impegno ad
assumere il mutuo, nonché, per tutti i richiedenti, del progetto preliminare, o
di massima, e dell’atto di adesione dell’istituto mutuante.
4. L’Amministrazione regionale è altresì autorizzata a concedere contributi in
conto capitale a favore dei soggetti e per la realizzazione delle iniziative
indicati al comma 1 a fronte di investimenti di importo non superiore al limite
stabilito annualmente dalla Giunta regionale, su proposta dell’Assessore
regionale al turismo. Con la medesima delibera vengono pure fissati i massimali
di intervento.
————————

Art. 162
Modifica della legge regionale n. 14/2000.
1. L’articolo 5 della legge regionale 21 luglio 2000, n. 14, è così modificato:
a) al comma 1, lettera a), le parole "ai relativi proprietari, pubblici e
privati" sono sostituite dalle parole "ai relativi proprietari o possessori,
pubblici o privati, ovvero agli Enti locali o alle associazioni aventi titolo a
gestire i suddetti luoghi";
b) al comma 2, dopo la parola "lettere", è aggiunta la lettera "a),".
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Capo V – Interventi per la promozione dello sci di fondo
Art. 163
Finalità.
1. La Regione, al fine di incentivare l’afflusso turistico nelle zone montane,
promuove lo sviluppo e la diffusione dello sci di fondo attraverso la
concessione di contributi per il potenziamento delle strutture e degli impianti
preposti, nonché per la valorizzazione e il ripristino dei luoghi in cui la
disciplina viene praticata.
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Art. 164
Benefìciari dei contributi.
1. I contributi concessi per le finalità di cui all’articolo 163 vengono erogati
a favore dei seguenti soggetti ove gestori di piste di sci di fondo:
a) Enti locali in forma singola o associata;
b) A.I.A.T. e Consorzi turistici;
c) associazioni sportive senza fini di lucro, aventi sede in Friuli-Venezia
Giulia e affiliate alla Federazione Italiana Sport Invernali (F.I.S.I.);
d) scuole di sci autorizzate ai sensi dell’articolo 134;
e) associazioni sportive con finalità promozionali della pratica dello sleddog
mushing regolarmente costituite e che possano adeguatamente documentare
l’attività svolta nel settore in oggetto, nei tre anni precedenti alla
presentazione della domanda.
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Art. 165
Caratteristiche delle piste.
1. I contributi sono riservati alle piste di sci di fondo per cui si possa
dimostrare la presenza dei seguenti requisiti:
a) una lunghezza minima di 2,5 chilometri;
b) la realizzazione della pista è avvenuta in conformità alle disposizioni della
legge regionale n. 15/1981, come modificata dagli articoli 7 e 8 della legge
regionale n. 26/1991;
c) nell’ultima stagione turistica la pista deve essere stata aperta agli
sciatori per almeno trenta giornate complessive.
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Art. 166
Interventi a sostegno dell’attività di manutenzione delle piste di fondo.
1. Nell’àmbito delle finalità di cui all’articolo 163, l’Amministrazione
regionale è autorizzata a concedere contributi per la complessiva attività di
manutenzione e gestione delle piste di fondo realizzata attraverso l’utilizzo
degli appositi mezzi battipista.
2. I contributi vengono concessi con riferimento all’attività di gestione e
manutenzione svolta in ciascuna stagione invernale, fino alla misura massima del
50 per cento della spesa sostenuta.
3. Le domande di contributo devono essere inoltrate alla Direzione regionale del
commercio, del turismo e del terziario – Servizio del turismo, entro il 30
settembre di ogni anno, secondo le modalità e con la documentazione individuate
dal regolamento di attuazione di cui all’articolo 168.
4. Con riferimento alle piste il cui utilizzo è subordinato al pagamento di una
tariffa riscossa dal gestore, la concessione dei contributi di cui al presente
articolo è vincolata al successivo investimento in strutture e attrezzature
degli eventuali utili realizzati.
5. I criteri e le modalità per la determinazione e l’assegnazione dei contributi
vengono stabiliti con l’apposito regolamento, avuto riguardo ai seguenti
princìpi direttivi:
a) l’erogazione in via anticipata del contributo è disposta, entro il mese di
novembre di ciascun anno, in misura non superiore al 25 per cento della spesa
sostenuta nell’ultima stagione invernale in cui si è percepito il contributo; in
sede di prima applicazione della presente legge e nell’ipotesi di nuovi
richiedenti, l’erogazione in via anticipata è disposta in misura non superiore
al 25 per cento della spesa ritenuta ammissibile e individuata con riferimento
alle normali esigenze di manutenzione per ogni chilometro di pista;
b) la misura definitiva dei contributi è determinata, previa presentazione di
rendiconto, in relazione alle spese generali sostenute e alla quantità di
chilometri di pista effettivamente battuti, definiti secondo i criteri fissati
dal regolamento medesimo;
c) le modalità di rendicontazione, di verifica e di controllo sull’utilizzazione
dei contributi devono essere determinate in modo da garantire che l’entità delle
somme erogate sia proporzionale all’attività di battitura effettivamente svolta.

————————

Art. 167
Interventi per investimenti connessi alle piste di fondo.
1. Per le finalità di cui all’articolo 163, l’Amministrazione regionale è
altresì autorizzata a concedere contributi in conto capitale per:
a) l’acquisto di adeguati mezzi battipista e motoslitte per la ricognizione e il
soccorso;
b) gli interventi di rimodellamento, ripristino e rimboschimento delle zone
adibite a piste di sci di fondo;
c) la costruzione, la straordinaria manutenzione e l’allestimento interno dei
fabbricati, dei punti di ristoro, degli impianti e di ogni altra struttura di
supporto alla pratica della disciplina sportiva.
2. I contributi per l’acquisto dei mezzi di soccorso di cui al comma 1, lettera
a), possono essere concessi a favore delle scuole di sci anche nell’ipotesi in
cui non si occupino della gestione della pista, purché garantiscano il proprio
intervento nelle operazioni straordinarie di soccorso.
3. I contributi vengono erogati nella misura massima del 70 per cento della
spesa da sostenere con riferimento ai soggetti di cui all’articolo 164, comma 1,
lettere a) e b), e, nella misura massima del 50 per cento, con riferimento ai
soggetti di cui all’articolo 164, comma 1, lettere c), d) ed e).
4. Le domande per la concessione dei contributi devono essere inoltrate alla
Direzione regionale del commercio, del turismo e del terziario – Servizio del
turismo, entro il 30 settembre di ogni anno, secondo le modalità e con la
documentazione individuate dal Regolamento di attuazione (55).
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(55) Comma così modificato dall’art. 9, comma 7, L.R. 15 maggio 2002, n. 13.

Art. 168
Criteri, modalità e termini per la concessione dei contributi.
1. Con apposito Regolamento di attuazione la Giunta regionale, su proposta
dell’Assessore regionale al turismo, stabilisce i criteri di priorità e le
modalità per la richiesta, la determinazione, l’assegnazione e la
rendicontazione dei contributi disciplinati dal presente capo.
2. Il Regolamento determina altresì la quota dei finanziamenti destinati agli
impianti di sci di fondo correlati o correlabili a strutture destinate ad altre
discipline dello sci nordico.
3. I contributi di cui agli articoli 166 e 167 vengono erogati separatamente.
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Art. 169
Sostegno delle attività agonistiche e giovanili.
1. La Regione riconosce alla F.I.S.I. del Friuli-Venezia Giulia un ruolo nella
gestione delle attività agonistiche essenzialmente giovanili, con funzioni di
rappresentatività, di indirizzo, di coordinamento e di sostegno dell’attività
dello sci in Regione.
2. Nell’àmbito delle finalità di cui al comma 1, la Regione interviene a
sostegno dell’attività svolta dalla F.I.S.I. mediante la concessione di un
contributo annuo. Gli adempimenti connessi con l’attuazione dell’intervento
previsto dal comma 1, sono demandati al Servizio delle attività ricreative e
sportive.
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Art. 170
Cumulabilità dei contributi.
1. I contributi concessi ai sensi della presente legge sono cumulabili con
quelli previsti da altre normative comunitarie, statali o regionali, sempreché
non sia da queste diversamente stabilito, secondo le procedure e le modalità
previste dalle norme medesime.
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Art. 171
Norma transitoria.
1. In sede di prima applicazione, le domande per la concessione dei contributi
di cui all’articolo 166 e all’articolo 167, comma 1, lettera a), possono essere
presentate entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del regolamento di
attuazione senza che trovi applicazione il requisito di apertura minima delle
piste di cui all’articolo 165, comma 1, lettera c).
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TITOLO X
Norme finali e transitorie
Capo I – Azienda regionale per la promozione turistica
Art. 172
Soppressione dell’Azienda regionale per la promozione turistica.
1. L’Azienda regionale per la promozione turistica, di seguito denominata
Azienda regionale, istituita con legge regionale 9 maggio 1981, n. 26, e
successive modifiche e integrazioni, è soppressa a decorrere dal 2 marzo 2003.
2. Con decreto del Presidente della Regione è nominato il commissario
straordinario dell’Azienda regionale nella persona del suo Presidente
pro-tempore, il quale si sostituisce nelle attribuzioni di competenza degli
organi di indirizzo politico dell’Azienda regionale con pienezza di poteri.
L’incarico decorre dalla data del decreto di nomina.
3. Il commissario esercita tutte le funzioni di ordinaria e straordinaria
amministrazione necessarie per la gestione fino all’avvenuta soppressione
dell’Azienda regionale, secondo le direttive impartite dalla Giunta regionale.
4. A decorrere dalla data di cui al comma 1, il personale dell’Azienda regionale
è messo a disposizione della Direzione regionale dell’organizzazione e del
personale, che attiva le procedure di mobilità, favorendo, nell’assegnazione di
detto personale, le esigenze del settore turistico.
5. Il commissario straordinario si avvale, per lo svolgimento dei propri
compiti, della collaborazione della Direzione regionale del commercio, del
turismo e del terziario (56).
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(56) Articolo così sostituito dall’art. 9, comma 8, L.R. 15 maggio 2002, n. 13.
Il testo originario era così formulato: «Art. 172. Soppressione dell’Azienda
regionale per la promozione turistica. 1. L’Azienda regionale per la promozione
turistica, di seguito denominata Azienda regionale, istituita con legge
regionale 9 maggio 1981, n. 26, e successive modificazioni e integrazioni, è
soppressa a decorrere dal primo giorno del tredicesimo mese successivo alla data
di entrata in vigore della presente legge.
2. Con decreto del Presidente della Regione è nominato un commissario
straordinario, scelto tra i dipendenti regionali con qualifica non inferiore a
quella di funzionario, con il compito di adottare gli atti necessari alla
residua gestione dell’Azienda regionale e di liquidare i rapporti giuridici
attivi e passivi della medesima, secondo le direttive impartite dalla Giunta
regionale. L’incarico decorre a partire dalla data di cui al comma 1.
3. A decorrere dalla data di cui al comma 1:
a) la Giunta regionale applica al Direttore della soppressa Azienda regionale la
disciplina regionale vigente in materia di conferimento degli incarichi
dirigenziali;
b) il personale dell’Azienda regionale è messo a disposizione della Direzione
regionale dell’organizzazione e del personale che attiva le procedure di
mobilità favorendo, nell’assegnazione di detto personale, le esigenze del
settore turistico;
c) decadono il Presidente e il Consiglio di amministrazione dell’Azienda
regionale, e nelle loro competenze subentra il commissario straordinario di cui
al comma 2.
4. Il commissario straordinario, entro i termini stabiliti dalla Giunta
regionale, trasmette alla Direzione regionale del commercio, del turismo e del
terziario:
a) lo stato di consistenza dei beni mobili e immobili di proprietà dell’Azienda
regionale da attribuire all’Amministrazione regionale;
b) la ricognizione di tutti i rapporti attivi e passivi e lo stato delle
attività in corso;
c) il bilancio di liquidazione dell’Azienda regionale, a conclusione delle
operazioni di commissariamento.
5. La Giunta regionale provvede all’approvazione degli atti di cui al comma 4,
previo parere delle Direzioni regionali competenti per materia, e detta le
direttive per il trasferimento dei rapporti attivi e passivi non cessati, per la
continuità dell’azione amministrativa e per la conclusione dell’attività
commissariale. Con deliberazione della Giunta regionale, da pubblicarsi sul
Bollettino Ufficiale della Regione, è stabilito il termine a decorrere dal quale
la Regione subentra nei rapporti attivi e passivi non cessati.
6. Il commissario straordinario si avvale, per lo svolgimento dei propri
compiti, della collaborazione della Direzione regionale del commercio, del
turismo e del terziario.
7. Al commissario straordinario spetta un’indennità di carica determinata con il
decreto di nomina.».

Capo II – Riorganizzazione dell’amministrazione regionale
Art. 173
Modificazioni all’assetto organizzativo degli uffici regionali.
1. In relazione al riordino del settore turistico regionale operato con la
presente legge, la Giunta regionale provvede, anche con eventuale incremento del
numero delle attuali strutture, alle necessarie modificazioni all’assetto
organizzativo degli uffici regionali ai sensi dell’articolo 29 della legge
regionale 1° marzo 1988, n. 7, come sostituito dall’articolo 2, comma 15, della
legge regionale n. 10/2001.
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Capo III – Funzionari delegati
Art. 174
Apertura di credito a favore di funzionari delegati.
1. Per le esigenze della Direzione regionale del commercio, del turismo e del
terziario può essere autorizzata, entro i limiti determinati con regolamento
regionale (57), l’apertura di credito a favore di un dipendente regionale con
qualifica non inferiore a quella di consigliere, assegnato alla medesima
struttura, e possono essere disposti i relativi ordini di accreditamento per le
spese relative all’acquisto di beni strumentali e di servizi di seguito
indicati:
a) realizzazione di manifestazioni e iniziative di promozione turistica,
comprese la stampa e la diffusione di materiali promozionali da parte della
Regione o di soggetti terzi (58);
b) realizzazione di attività di pubbliche relazioni connesse ad attività
istituzionali, compresa l’ospitalità;
c) compensi e rimborsi a commissioni e comitati;
d) acquisto di materiale informativo, comprese riviste e pubblicazioni su
supporto informatico e accesso a pagamento a banche dati on-line;
e) interventi per spese urgenti non programmate, necessarie alla realizzazione
delle finalità del presente articolo.
2. Il funzionario delegato utilizza le somme poste a sua disposizione mediante
l’emissione di ordinativi in favore dei creditori entro i limiti indicati
nell’ordine di accreditamento.
————————
(57) Vedi, al riguardo, il regolamento approvato con D.P.Reg. 6 giugno 2002, n.
0167/Pres.
(58) Lettera così sostituita dall’art. 6, comma 19, L.R. 23 agosto 2002, n. 23.
Il testo originario era così formulato: «a) realizzazione di manifestazioni e
iniziative di promozione turistica, comprese la stampa e la diffusione di
materiali promozionali;».

Capo IV – Disposizioni in materia di personale
Art. 175
Inquadramento nel ruolo unico regionale del personale delle Aziende di
promozione turistica (59).
1. Il personale di ruolo delle Aziende di promozione turistica, in servizio alla
data di entrata in vigore della presente legge, è inquadrato nel ruolo unico
regionale nella qualifica funzionale corrispondente a quella formalmente
rivestita presso le Aziende medesime, secondo le equiparazioni di cui alla
tabella "A" allegata alla presente legge e di cui costituisce parte integrante.
2. L’inquadramento ha effetto dalla data di entrata in vigore della presente
legge ed è riferito, senza valutare eventuali variazioni successive di qualifica
apportate anche con effetto retroattivo dalle Aziende di provenienza, alla
situazione giuridica ed economica del personale al 1° gennaio 2001. Il personale
inquadrato nel ruolo unico regionale conserva le anzianità maturate nelle
corrispondenti qualifiche di provenienza.
3. Al personale di cui al comma 1 spetta, dalla data di inquadramento:
a) il trattamento economico iniziale della qualifica di inquadramento,
individuato in base ai valori indicati dal contratto collettivo di lavoro
vigente;
b) la quota di salario di riallineamento di cui all’articolo 23, sesto comma,
della legge regionale 19 ottobre 1984, n. 49; per la determinazione della quota
suddetta, la data del 31 dicembre 1982, indicata all’articolo 23, secondo comma,
della legge regionale n. 49/1984, si intende sostituita dalla data del 31
dicembre 1988, ovvero dalla data di inizio del servizio, qualora successiva; per
la determinazione del maturato in godimento di cui all’articolo 26, primo comma,
della legge regionale n. 49/1984, per "stipendio in godimento al 31 dicembre
1982" e per "stipendio iniziale", si intende il trattamento economico
individuato alla lettera a).
4. A decorrere dalla data di inquadramento, al personale inquadrato ai sensi del
comma 1 viene attribuito, a titolo di stipendio, il benefìcio economico di cui
all’articolo 71 della legge regionale 11 giugno 1988, n. 44. Al fine
dell’applicazione dell’articolo 71, comma 3, della legge regionale n. 44/1988,
per "maturato in godimento", si intende lo stipendio attribuito alla data di
inquadramento ai sensi del comma 3, detratti lo stipendio iniziale della
qualifica di appartenenza vigente alla data di inquadramento e gli eventuali
benefìci economici indicati al comma 3 del suddetto articolo. Al medesimo
personale viene attribuito, a decorrere dalla data di inquadramento, a titolo di
stipendio, il benefìcio economico di cui all’articolo 104, sesto comma, della
legge regionale 31 agosto 1981, n. 53 e successive modificazioni e integrazioni,
con riferimento al servizio effettivo prestato nei bienni 1989-1990 e 1991-1992
presso l’amministrazione di provenienza nelle misure annue lorde fissate dalla
tabella "C" allegata alla legge regionale 2 febbraio 1991, n. 8 e di cui
all’articolo 1, comma 6, della legge regionale 1° aprile 1996, n. 19, con
riferimento al servizio effettivo prestato nel biennio 1993-1994 presso
l’amministrazione di provenienza, con le modalità di cui all’articolo 2, comma
38, della legge regionale 30 marzo 2001, n. 10, nel caso di passaggio a
qualifiche funzionali superiori avvenuto presso l’ente medesimo.
5. L’eventuale differenza tra il trattamento annuo complessivo presso l’ente di
provenienza al 1° gennaio 2001 e il trattamento annuo complessivo spettante in
sede di inquadramento, viene conservata come assegno personale riassorbibile con
i futuri miglioramenti economici da corrispondere anche sugli istituti di cui
all’articolo 104, settimo comma, primo e secondo punto, della legge regionale n.
53/1981, come sostituito dall’articolo 7, terzo comma, della legge regionale n.
49/1984 e modificato dall’articolo 1, comma 10, della legge regionale n.
19/1996.
6. Ai fini del trattamento previdenziale a favore del personale inquadrato ai
sensi del comma 1, si applicano le norme contenute nella legge regionale 28
aprile 1994, n. 5, previa apposita convenzione o accordo da stipularsi con
l’INPDAP. All’atto dell’inquadramento le Aziende di promozione turistica versano
al bilancio regionale e al Fondo di cui all’articolo 186 della legge regionale
n. 5/1994, ad ognuno per la parte di rispettiva competenza, le quote di
indennità di buonuscita maturate e accantonate nonché quelle relative
all’integrazione regionale sulla buonuscita.
7. Con riferimento agli inquadramenti di cui al comma 1, la Giunta regionale,
con propria deliberazione, provvede alla rideterminazione dell’organico del
ruolo unico regionale.
8. Il personale inquadrato ai sensi del comma 1 rimane assegnato alle A.I.A.T.
corrispondenti alle Aziende di promozione turistica di appartenenza. Con
riferimento al personale inquadrato nella qualifica funzionale di dirigente, la
Giunta regionale applica la disciplina regionale vigente in materia di
conferimento degli incarichi dirigenziali.
————————
(59) Vedi, anche, la Delib.G.R. 27 febbraio 2003, n. 423.

Art. 176
Assunzioni con contratto a tempo determinato.
1. In via transitoria i dipendenti del ruolo unico regionale provenienti dalle
Aziende di promozione turistica come previsto dall’articolo 175, possono essere
assunti con contratto a tempo determinato presso Consorzi di promozione e
commercializzazione turistica e in questo caso sono collocati in aspettativa
senza assegni per tutto il periodo del contratto. Il periodo di aspettativa, di
durata massima di due anni eventualmente prorogabili per ulteriori due anni, è
utile ai fini del trattamento di quiescenza, di previdenza e dell’anzianità di
servizio.
————————

Capo V – Norme finali
Art. 177
Riferimenti.
1. Tutti i riferimenti normativi all’Azienda regionale per la promozione
turistica devono intendersi operati, a partire dalla data di soppressione della
medesima, alla Direzione regionale del commercio, del turismo e del terziario;
tutti i riferimenti normativi alle Aziende per la promozione turistica devono
intendersi operati alle A.I.A.T.
2. Tutti i riferimenti normativi a disposizioni della legge regionale 18 marzo
1991, n. 10, e successive modificazioni e integrazioni, si intendono effettuati
alle corrispondenti disposizioni della presente legge.
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Art. 178
Modifiche agli allegati.
1. Gli allegati A, B, C, D, E, F e G sono modificati con decreto del Presidente
della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale, su proposta
dell’Assessore regionale al commercio, turismo e terziario (60).
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(60) Comma così modificato dall’art. 9, comma 9, L.R. 15 maggio 2002, n. 13.

Art. 179
Testo unico del turismo.
1. Successivamente all’emanazione dei Regolamenti di esecuzione della presente
legge, sul Bollettino Ufficiale della Regione è pubblicato il testo unico della
normativa regionale in materia di turismo, avente valore compilativo e
comprendente in un unico contesto e con le opportune evidenziazioni, le
disposizioni legislative e regolamentari regionali che disciplinano il settore
del turismo.
————————

Art. 180
Abrogazioni.
1. Sono abrogate le seguenti leggi:
a) legge regionale 25 agosto 1965, n. 16;
b) legge regionale 9 agosto 1967, n. 20;
c) legge regionale 27 novembre 1967, n. 26;
d) legge regionale 23 luglio 1970, n. 27;
e) legge regionale 17 novembre 1972, n. 48;
f) legge regionale 21 novembre 1972, n. 49, articoli da 1 a 11;
g) legge regionale 25 febbraio 1975, n. 12;
h) legge regionale 15 giugno 1976, n. 18;
i) legge regionale 17 gennaio 1977, n. 4, articolo 1;
l) legge regionale 30 marzo 1977, n. 18;
m) legge regionale 27 giugno 1977, n. 31;
n) legge regionale 18 agosto 1977, n. 51;
o) legge regionale 16 gennaio 1978, n. 3;
p) legge regionale 3 giugno 1978, n. 49, articoli 3 e 25;
q) legge regionale 5 giugno 1978, n. 53, articoli 1, 2, 3, 4, 5, 7, 10, 11, 12,
13, 14, 16;
r) legge regionale 7 febbraio 1979, n. 7;
s) legge regionale 27 agosto 1979, n. 48;
t) il Capo IV della legge regionale 11 agosto 1980, n. 34;
u) legge regionale 28 ottobre 1980, n. 56;
v) legge regionale 18 novembre 1980, n. 61;
z) legge regionale 9 maggio 1981, n. 26;
aa) legge regionale 3 giugno 1981, n. 31;
bb) legge regionale 3 giugno 1981, n. 32;
cc) legge regionale 13 agosto 1981, n. 48;
dd) legge regionale 29 dicembre 1981, n. 94;
ee) legge regionale 23 agosto 1982, n. 59;
ff) legge regionale 23 agosto 1982, n. 60;
gg) legge regionale 10 dicembre 1982, n. 82;
hh) legge regionale 10 dicembre 1982, n. 83;
ii) legge regionale 20 dicembre 1982, n. 88;
ll) legge regionale 24 dicembre 1982, n. 90;
mm) legge regionale 11 gennaio 1983, n. 3;
nn) legge regionale 28 marzo 1983, n. 23;
oo) legge regionale 12 maggio 1983, n. 36;
pp) legge regionale 11 giugno 1983, n. 47;
qq) legge regionale 11 giugno 1983, n. 48;
rr) legge regionale 13 giugno 1983, n. 50;
ss) legge regionale 23 giugno 1983, n. 68;
tt) legge regionale 29 dicembre 1983, n. 86;
uu) legge regionale 14 giugno 1984, n. 17;
vv) legge regionale 23 agosto 1984, n. 42;
zz) legge regionale 3 aprile 1985, n. 16;
aaa) legge regionale 13 maggio 1985, n. 20;
bbb) legge regionale 19 giugno 1985, n. 25, articolo 8;
ccc) legge regionale 23 agosto 1985, n. 41, articolo 5;
ddd) legge regionale 23 agosto 1985, n. 42;
eee) legge regionale 1° dicembre 1986, n. 51, articolo 7;
fff) legge regionale 30 dicembre 1986, n. 63;
ggg) legge regionale 10 gennaio 1987, n. 2;
hhh) legge regionale 14 dicembre 1987, n. 43;
iii) legge regionale 4 marzo 1988, n. 9;
lll) legge regionale 13 giugno 1988, n. 45, articoli 7 e 10;
mmm) legge regionale 12 marzo 1990, n. 12, articoli 2, 6, 7, 8, 9 e 10;
nnn) legge regionale 18 marzo 1991, n. 10;
ooo) legge regionale 8 agosto 1991, n. 31;
ppp) legge regionale 27 agosto 1992, n. 26;
qqq) l’articolo 2, comma 1, lettera b), e comma 2-bis della legge regionale 19
novembre 1992, n. 34;
rrr) legge regionale 4 maggio 1993, n. 17;
sss) legge regionale 28 aprile 1994, n. 5, articolo 225;
ttt) legge regionale 20 novembre 1995, n. 44;
uuu) legge regionale 27 marzo 1996, n. 18, articolo 72;
vvv) legge regionale 18 aprile 1997, n. 16;
zzz) legge regionale 18 aprile 1997, n. 17;
aaaa) legge regionale 15 febbraio 1999, n. 4, articolo 11, comma 27;
bbbb) legge regionale 20 aprile 1999, n. 9, articoli 35, 36 e 38;
cccc) legge regionale 5 luglio 1999, n. 17;
dddd) legge regionale 13 settembre 1999, n. 25, articolo 16, commi 25, 26 e 27;
eeee) legge regionale 22 febbraio 2000, n. 2, articolo 6, commi 144 e 145;
ffff) legge regionale 21 luglio 2000, n. 14, articolo 4.
2. I procedimenti in corso all’entrata in vigore della presente legge sono
conclusi in applicazione delle disposizioni di cui al comma 1.
————————

Art. 181
Norme finanziarie.
1. Per le finalità previste dall’articolo 3, comma 1, è autorizzata la spesa di
lire 50.000.000 per l’anno 2002 a carico dell’unità previsionale di base
28.1.64.1.1301 "Spese dirette per attività istituzionali" che si istituisce
nello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni
2001-2003 – a decorrere dall’anno 2002 – alla funzione obiettivo n. 28 –
programma 28.1 – rubrica n. 64 – spese correnti – con riferimento al capitolo
9254 (1.1.148.2.10.24) che si istituisce nel Documento tecnico allegato al
bilancio medesimo – alla rubrica n. 64 – Servizio del turismo – con la
denominazione "Spese per la tutela del turista durante la permanenza nel
territorio regionale " e con lo stanziamento di lire 50.000.000 per l’anno 2002.
2. Per le finalità previste dall’articolo 7, comma 1, è autorizzata la spesa di
lire 150.000.000 per l’anno 2002 a carico dell’unità previsionale di base
28.1.64.2.1302 "Interventi di promozione turistica di parte capitale" che si
istituisce nello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per
gli anni 2001-2003 – a decorrere dall’anno 2002 – alla funzione obiettivo n. 28
- programma 28.1 – rubrica n. 64 – spese d’investimento – con riferimento al
capitolo 9256 (2.1.254.3.10.24) che si istituisce nel Documento tecnico allegato
al bilancio medesimo – alla rubrica n. 64 – Servizio del turismo – con la
denominazione "Spese per la partecipazione a società per la promozione turistica
e a società d’area anche tramite le Agenzie di informazione e accoglienza
turistica (A.I.A.T.)" e con lo stanziamento di lire 150.000.000 per l’anno 2002.
3. Per le finalità previste dall’articolo 7, comma 3, è autorizzata la spesa di
lire 150.000.000 per l’anno 2002 a carico dell’unità previsionale di base
28.1.64.2.1302 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale
per gli anni 2001-2003, con riferimento al capitolo 9257 (2.1.232.2.10.24) che
si istituisce – a decorrere dall’anno 2002 – nel Documento tecnico allegato al
bilancio medesimo, alla rubrica n. 64 – Servizio del turismo – con la
denominazione "Finanziamenti a Comuni e Province per la partecipazione a società
d’area costituite per lo svolgimento di attività di promozione turistica e la
gestione di attività economiche turistiche di interesse regionale in àmbito
locale nonché per le spese di funzionamento" e con lo stanziamento di lire
150.000.000 per l’anno 2002.
4. Per le finalità previste dall’articolo 18, comma 1, è autorizzata la spesa di
lire 900.000.000 per l’anno 2002 a carico dell’unità previsionale di base
28.1.64.1.1300 "Interventi di promozione turistica di parte corrente" che si
istituisce nello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per
gli anni 2001-2003 – a decorrere dall’anno 2002 – alla funzione obiettivo n. 28
- programma 28.1 – rubrica n. 64 – spese correnti – con riferimento al capitolo
9248 (1.1.162.2.10.24) che si istituisce nel Documento tecnico allegato al
bilancio medesimo, alla rubrica n. 64 – Servizio del turismo – con la
denominazione "Finanziamenti annui alle Agenzie di informazione e accoglienza
turistica (A.I.A.T.) per il perseguimento dei fini istituzionali e per le spese
di funzionamento" e con lo stanziamento di lire 900.000.000 per l’anno 2002.
5. Per le finalità previste dall’articolo 31, comma 1, è autorizzata la spesa di
lire 1.100.000.000 per l’anno 2002 a carico della unità previsionale di base
28.1.64.1.1303 "Finanziamenti per l’attività di promozione turistica delle
Pro-loco e dei consorzi turistici" che si istituisce nello stato di previsione
della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 2001-2003 – a decorrere
dall’anno 2002 – alla funzione obiettivo n. 28 – programma 28.1 – rubrica n. 64
- spese correnti – con riferimento al capitolo 9258 (1.1.163.2.10.24) che si
istituisce nel Documento tecnico allegato al bilancio medesimo – alla rubrica n.
64 – Servizio del turismo – con la denominazione "Contributo annuo alla
Associazione fra le Pro-loco del Friuli – Venezia Giulia per promuovere
l’attività delle associazioni aderenti " e con lo stanziamento di lire
1.100.000.000 per l’anno 2002.
6. Per le finalità previste dall’articolo 32, comma 1, è autorizzata la spesa di
lire 100.000.000 per l’anno 2002 a carico della unità previsionale di base
28.1.64.1.1303 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale
per gli anni 2001-2003, con riferimento al 9259 (1.1.163.2.10.24) che si
istituisce – a decorrere dall’anno 2002 – nel Documento tecnico allegato al
bilancio medesimo, alla rubrica n. 64 – Servizio del turismo – con la
denominazione "Contributi alla Associazione fra le Pro-loco del Friuli – Venezia
Giulia per l’insediamento e il funzionamento degli uffici sede dei consorzi
delle Associazioni Pro-loco" e con lo stanziamento di lire 100.000.000 per
l’anno 2002.
7. Per le finalità previste dall’articolo 37, comma 1, è autorizzata la spesa di
lire 900.000.000 per l’anno 2002 a carico della unità previsionale di base
28.1.64.1.1303 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale
per gli anni 2001-2003, con riferimento al capitolo 9241 (1.1.163.2.10.24) che
si istituisce – a decorrere dall’anno 2002 – nel Documento tecnico allegato al
bilancio medesimo alla rubrica n. 64 – Servizio del turismo – con la
denominazione "Finanziamenti ai Consorzi turistici per l’attività di gestione,
promozione e commercializzazione dell’offerta turistica regionale e locale" e
con lo stanziamento di lire 900.000.000 per l’anno 2002.
8. Per le finalità previste dall’articolo 54, comma 1, è autorizzata la spesa di
lire 100.000.000 per l’anno 2002 a carico della unità previsionale di base
28.1.64.1.1304 "Incentivi per l’offerta turistica di parte corrente" che si
istituisce nello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per
gli anni 2001-2003 – a decorrere dall’anno 2002 – alla funzione obiettivo n. 28
- programma 28.1 – rubrica n. 64 – spese correnti – con riferimento al capitolo
9244 (1.1.163.2.10.24) che si istituisce nel Documento tecnico allegato al
bilancio medesimo – alla rubrica n. 64 – Servizio del turismo – con la
denominazione "Incentivi alle agenzie di viaggio e turismo per la vendita di
pacchetti turistici in Italia e all’estero" e con lo stanziamento di lire
100.000.000 per l’anno 2002.
9. Per le finalità previste dall’articolo 54, comma 2, è autorizzata la spesa di
lire 100.000.000 per l’anno 2002 a carico della unità previsionale di base
28.1.64.1.1304 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale
per gli anni 2001-2003, con riferimento al capitolo 9245 (1.1.163.2.10.24) che
si istituisce – a decorrere dall’anno 2002 – nel Documento tecnico allegato al
bilancio medesimo, alla rubrica n. 64 – Servizio del turismo – con la
denominazione "Incentivi all’Aeroporto Friuli – Venezia Giulia S.p.A. per la
realizzazione di azioni promozionali dirette a incrementare il numero dei voli
in arrivo" e con lo stanziamento di lire 100.000.000 per l’anno 2002.
10. Le entrate derivanti dall’applicazione di quanto disposto all’articolo 55
sono accertate e riscosse nell’unità previsionale di base 3.5.1301 "Proventi
delle sanzioni pecuniarie amministrative nel settore del turismo" che si
istituisce "per memoria" nello stato di previsione dell’entrata del bilancio
pluriennale per gli anni 2001-2003 – a decorrere dall’anno 2002 – al Titolo III
- categoria 3.5 – con riferimento al capitolo 971 (3.5.0) che si istituisce "per
memoria" nel Documento tecnico allegato al bilancio medesimo – alla rubrica n.
64 – Servizio del turismo – con la denominazione "Proventi delle sanzioni
amministrative pecuniarie comminate per la violazione della disciplina in
materia di agenzie di viaggio e turismo".
11. Per le finalità previste dall’articolo 109, comma 1, è autorizzata la spesa
di lire 150.000.000 per l’anno 2002 a carico della unità previsionale di base
28.2.64.2.1305 "Contributi per investimenti nel settore del turismo" che si
istituisce nello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per
gli anni 2001-2003 – a decorrere dall’anno 2002 – alla funzione obiettivo n. 28
- programma 28.2 – rubrica n. 64 – spese d’investimento, con riferimento al
capitolo 9246 (2.1.232.3.10.24) che si istituisce nel Documento tecnico allegato
al bilancio medesimo – alla rubrica n. 64 – Servizio del turismo – con la
denominazione "Contributi in conto capitale ai Comuni, singoli o associati, per
la realizzazione, la ristrutturazione o l’ampliamento di aree attrezzate per la
sosta temporanea di autocaravan e caravan a supporto del turismo itinerante" e
con lo stanziamento di lire 150.000.000 per l’anno 2002.
12. Per le finalità previste dall’articolo 111, comma 1, è autorizzata la spesa
di lire 100.000.000 per l’anno 2002 a carico dell’unità previsionale di base
28.1.64.1.1310 "Contributi per potenziamento di eventi congressuali" che si
istituisce nello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per
gli anni 2001-2003 – a decorrere dall’anno 2002 – alla funzione obiettivo n. 28
- programma 28.1 – rubrica n. 64 – spese correnti, con riferimento al capitolo
9242 (1.1.163.2.06.24) che si istituisce nel Documento tecnico allegato al
bilancio medesimo – alla rubrica n. 64 – Servizio del turismo – con la
denominazione "Contributi in conto capitale agli organizzatori di eventi
congressuali" e con lo stanziamento di lire 100.000.000 per l’anno 2002.
13. Per le finalità previste dall’articolo 119, comma 1, è autorizzata la spesa
di lire 90.000.000 per l’anno 2002 a carico della unità previsionale di base
28.1.64.1.1306 "Interventi di parte corrente per le professioni turistiche" che
si istituisce nello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per
gli anni 2001-2003 – a decorrere dall’anno 2002 – alla funzione obiettivo n. 28
- programma 28.1 – rubrica n. 64 – spese correnti – con riferimento al capitolo
9247 (1.1.163.2.06.24) che si istituisce nel Documento tecnico allegato al
bilancio medesimo – alla rubrica n. 64 – Servizio del turismo – con la
denominazione "Finanziamento dei corsi di aggiornamento professionale per guida
turistica, accompagnatore turistico e guida naturalistica o ambientale
escursionistica" e con lo stanziamento di lire 90.000.000 per l’anno 2002.
14. Per le finalità previste dall’articolo 124, comma 1, è autorizzata la spesa
di lire 10.000.000 per l’anno 2002 a carico della unità previsionale di base
28.1.64.1.1306 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale
per gli anni 2001-2003, con riferimento al capitolo 9341 (1.1.161.2.06.24) che
si istituisce – a decorrere dall’anno 2002 – nel Documento tecnico allegato al
bilancio medesimo, alla rubrica n. 64 – Servizio del turismo – con la
denominazione "Borse di studio a favore degli aspiranti guida alpina che
frequentano i corsi teorico-pratici per il conseguimento dell’abilitazione
all’esercizio della professione, nonché a favore delle guide alpine per la
partecipazione ai corsi di aggiornamento professionale" e con lo stanziamento di
lire 10.000.000 per l’anno 2002.
15. Le entrate derivanti dai proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie
di cui all’articolo 142 sono accertate e riscosse nell’unità previsionale di
base 3.5.1301 dello stato di previsione dell’entrata del bilancio pluriennale
per gli anni 2001-2003, con riferimento ai seguenti capitoli che si istituiscono
"per memoria" – a decorrere dall’anno 2002 – nel Documento tecnico allegato al
bilancio medesimo, alla rubrica n. 64 – Servizio del turismo – distintamente in
relazione alle violazioni della disciplina in materia delle diverse tipologie
delle professioni turistiche:
a) capitolo 972 (3.5.0) – con la denominazione "Proventi delle sanzioni
amministrative pecuniarie comminate per violazione della disciplina in materia
di esercizio dell’attività di guida turistica, di guida naturalistica o
ambientale escursionistica, di accompagnatore turistico";
b) capitolo 973 (3.5.0) – con la denominazione "Proventi delle sanzioni
amministrative pecuniarie comminate per violazione della disciplina in materia
di esercizio dell’attività di guida alpina-maestro di alpinismo e aspirante
guida alpina";
c) capitolo 974 (3.5.0) – con la denominazione "Proventi delle sanzioni
amministrative pecuniarie comminate per violazione della disciplina in materia
di esercizio dell’attività di guida speleologica-maestro di speleologia e
aspirante guida speleologica ";
d) capitolo 978 (3.5.0) – con la denominazione "Proventi delle sanzioni
amministrative pecuniarie comminate per violazione della disciplina in materia
di esercizio dell’attività di maestro di sci".
16. Le spese derivanti dall’applicazione dell’articolo 142, comma 8, fanno
carico all’unità previsionale di base 28.1.64.1.1307 "Devoluzione dei proventi
delle sanzioni per violazioni della disciplina delle professioni turistiche "
che si istituisce "per memoria" nello stato di previsione della spesa del
bilancio pluriennale per gli anni 2001-2003 – a decorrere dall’anno 2002 – alla
funzione obiettivo n. 28 – programma 28.1 – rubrica n. 64 – spese correnti – con
riferimento ai seguenti capitoli che si istituiscono "per memoria" nel Documento
tecnico allegato al bilancio medesimo – alla rubrica n. 64 – Servizio del
turismo – distintamente per ciascuno dei Collegi previsti dalla presente legge:
a) capitolo 8940 (1.1.162.2.10.14) – "Devoluzione al Collegio delle guide
alpine-maestri di alpinismo e aspiranti guide alpine dei proventi delle sanzioni
amministrative pecuniarie";
b) capitolo 8941 (1.1.162.2.10.14) – "Devoluzione al Collegio delle guide
speleologiche – maestri di speleologia e aspiranti guide speleologiche dei
proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie";
c) capitolo 8942 (1.1.162.2.10.14) – "Devoluzione al Collegio dei maestri di sci
dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie".
17. Per le finalità previste dall’articolo 147, commi 1 e 3, è autorizzata la
spesa complessiva di lire 200.000.000, suddivisa in ragione di lire 100.000.000
per ciascuno degli anni dal 2002 al 2003 a carico della unità previsionale di
base 28.1.64.1.1306 dello stato di previsione della spesa del bilancio
pluriennale per gli anni 2001-2003, con riferimento al capitolo 9323
(1.1.163.2.06.24) che si istituisce – a decorrere dall’anno 2002 – nel Documento
tecnico allegato al bilancio medesimo, alla rubrica n. 64 – Servizio del turismo
- con la denominazione "Finanziamenti per la realizzazione di corsi
teorico-pratici per l’abilitazione tecnica all’esercizio dell’attività di
soccorritore, pattugliatore e coordinatore di stazione nonché per la
realizzazione di corsi di aggiornamento professionale" e con lo stanziamento
complessivo di lire 200.000.000, suddiviso in ragione di lire 100.000.000 per
ciascuno degli anni dal 2002 al 2003.
18. Le entrate derivanti dai proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie
di cui all’articolo 151 sono accertate e riscosse nell’unità previsionale di
base 3.5.1301 – dello stato di previsione dell’entrata del bilancio pluriennale
per gli anni 2001-2003, con riferimento al capitolo 979 (3.5.0) che si
istituisce "per memoria" – a decorrere dall’anno 2002 – nel Documento tecnico
allegato al bilancio medesimo, alla rubrica n. 64 – Servizio del turismo – con
la denominazione "Proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie comminate
per violazione della disciplina in materia di esercizio dell’attività
professionale di prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci".
19. Le spese derivanti dall’applicazione dell’articolo 151, comma 6, fanno
carico all’unità previsionale di base 28.1.64.1.1307 con riferimento al capitolo
8943 che si istituisce "per memoria" – a decorrere dall’anno 2002 – nel
Documento tecnico allegato al bilancio medesimo – alla rubrica n. 64 – Servizio
del turismo – (1.1.162.2.10.14) – con le denominazione "Devoluzione al Collegio
degli operatori per la sicurezza, prevenzione e soccorso sulle piste di sci dei
proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie ".
20. Per le finalità previste dall’articolo 156, comma 1, è autorizzata la spesa
di lire 1.350 milioni per l’anno 2002 a carico della unità previsionale di base
28.2.64.2.1305 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale
per gli anni 2001-2003, con riferimento al capitolo 9268 (2.1.243.3.10.24) che
si istituisce, a decorrere dall’anno 2002, nel Documento tecnico allegato al
bilancio medesimo, alla rubrica n. 64 – Servizio del turismo – con la
denominazione "Contributi in conto capitale alle piccole e medie imprese
turistiche per l’incremento e il miglioramento delle strutture ricettive
alberghiere, all’aria aperta e delle case e appartamenti per vacanze" e con lo
stanziamento di lire 1.350.000.000 per l’anno 2002.
21. Per le finalità previste dall’articolo 2, comma 1, della legge regionale n.
36/1996, come da ultimo modificato dall’articolo 158, comma 2, è autorizzata la
spesa di lire 500.000.000 per l’anno 2002 a carico della unità previsionale di
base 27.2.64.2.1308 "Finanziamenti agevolati alle imprese commerciali,
turistiche e di servizi" che si istituisce nello stato di previsione della spesa
del bilancio pluriennale per gli anni 2001-2003 – a decorrere dall’anno 2002 –
alla funzione obiettivo n. 27 – programma 27.2 – rubrica n. 64 – spese
d’investimento – con riferimento al capitolo 9321 (2.1.243.7.10.24) che si
istituisce nel Documento tecnico allegato al bilancio medesimo – alla rubrica n.
64 – Servizio del commercio – con la denominazione "Finanziamenti al
Mediocredito del Friuli-Venezia Giulia S.p.A. da destinare a contributi in conto
interessi in forma attualizzata, per l’attivazione di finanziamenti a condizioni
agevolate, della durata massima di dieci anni, anche con operazioni di locazione
finanziaria a favore delle piccole e medie imprese commerciali, turistiche e di
servizi, per le esigenze connesse alla costruzione, all’acquisto e
all’ammodernamento degli esercizi, dei magazzini e degli uffici e all’acquisto
di beni strumentali all’attività " e con lo stanziamento di lire 500.000.000 per
l’anno 2002.
22. Per le finalità previste dall’articolo 6, comma 1, della legge regionale n.
36/1996, come da ultimo modificato dall’articolo 158, comma 4, è autorizzata la
spesa di lire 400.000.000 per l’anno 2002 a carico della unità previsionale di
base 27.2.64.2.1308 – dello stato di previsione della spesa del bilancio
pluriennale per gli anni 2001-2003, con riferimento al capitolo 9322
(2.1.243.7.10.24) che si istituisce – a decorrere dall’anno 2002 – nel Documento
tecnico allegato al bilancio medesimo, alla rubrica n. 64 – Servizio del
commercio – con la denominazione "Finanziamenti al Mediocredito del
Friuli-Venezia Giulia S.p.A. da destinare a contributi in conto interessi in
forma attualizzata, per l’attivazione di finanziamenti a condizioni agevolate,
della durata massima di cinque anni, a favore delle piccole e medie imprese
commerciali, turistiche, di servizi e di studi professionali per le esigenze
connesse all’ammodernamento degli esercizi, dei magazzini, e degli uffici e
all’acquisto di beni strumentali all’attività, nonché al rafforzamento delle
strutture aziendali" e con lo stanziamento di lire 400.000.000 per l’anno 2002.
23. Per le finalità previste dall’articolo 159, comma 1, è autorizzata la spesa
di lire 255.000.000 per l’anno 2002 a carico della unità previsionale di base
28.1.64.1.1306 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale
per gli anni 2001-2003, con riferimento al capitolo 9430 (1.1.163.2.06.24) che
si istituisce – a decorrere dall’anno 2002 – nel Documento tecnico allegato al
bilancio medesimo, alla rubrica n. 64 – Servizio del turismo – con la
denominazione "Contributi ai Collegi di cui agli articoli 122, 127 e 132 della
legge regionale 16 gennaio 2002, n. 2, per l’organizzazione e lo svolgimento dei
corsi di abilitazione per l’esercizio della professione e per l’organizzazione e
lo svolgimento dei corsi per il conseguimento delle specializzazioni di cui
all’articolo 138, comma 1, lettere a) e d), della medesima legge" e con lo
stanziamento di lire 255.000.000 per l’anno 2002.
24. Per le finalità previste dall’articolo 160, comma 1, è autorizzata la spesa
di lire 100.000.000 per l’anno 2002 a carico della unità previsionale di base
28.2.64.2.1305 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale
per gli anni 2001-2003, con riferimento al capitolo 9269 (2.1.243.3.10.24) che
si istituisce – a decorrere dall’anno 2002 – nel Documento tecnico allegato al
bilancio medesimo, alla rubrica n. 64 – Servizio del turismo – con la
denominazione "Contributi in conto capitale a favore di enti pubblici per
l’acquisto, la costruzione, l’adattamento e l’ampliamento di immobili da
utilizzarsi quali sedi delle scuole di alpinismo, di speleologia e di sci" e con
lo stanziamento di lire 100.000.000 per l’anno 2002.
25. Per le finalità previste dall’articolo 161, comma 1, è autorizzato il limite
di impegno decennale di lire 500.000.000 a decorrere dall’anno 2002, con l’onere
di lire 1.000 milioni relativo alle annualità autorizzate per gli anni 2002 e
2003 a carico dell’unità previsionale di base 28.2.64.2.1305 dello stato di
previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 2001-2003, con
riferimento al capitolo 9273 (2.1.243.4.10.24) che si istituisce, a decorrere
dall’anno 2002, nel Documento tecnico allegato al bilancio medesimo, alla
rubrica n. 64 – Servizio del turismo – con la denominazione "Contributi
pluriennali a favore di enti pubblici e di associazioni senza fini di lucro per
la copertura degli oneri in linea capitale e interessi dei mutui contratti per
realizzazione e ammodernamento di impianti e opere complementari all’attività
turistica, per ricostruzione, ammodernamento, ampliamento e arredamento di
rifugi e bivacchi alpini, per realizzazione e ammodernamento di impianti e opere
finalizzati al miglior utilizzo delle cavità naturali di interesse turistico,
per ammodernamento di impianti turistico sportivi, compresi quelli di risalita e
relative pertinenze e piste di discesa, per ristrutturazione e ampliamento di
centri di turismo congressuale" e con l’onere relativo alle annualità
autorizzate per gli anni dal 2004 al 2011 a carico delle corrispondenti unità
previsionali di base dei bilanci per gli anni medesimi con riferimento ai
corrispondenti capitoli dei Documenti tecnici agli stessi allegati.
26. Per le finalità previste dall’articolo 161, comma 4, è autorizzata la spesa
di lire 800.000.000 per l’anno 2002 a carico dell’unità previsionale di base
28.2.64.2.1305 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale
per gli anni 2001-2003, con riferimento al capitolo 9274 (2.1.243.3.10.24) che
si istituisce – a decorrere dall’anno 2002 – nel Documento tecnico allegato al
bilancio medesimo, alla rubrica n. 64 – Servizio del turismo – con la
denominazione "Contributi in conto capitale a favore di enti pubblici e di
associazioni senza fini di lucro per realizzazione e ammodernamento di impianti
e opere complementari all’attività turistica, per ricostruzione, ammodernamento,
ampliamento e arredamento di rifugi e bivacchi alpini, per realizzazione e
ammodernamento di impianti e opere finalizzati al miglior utilizzo delle cavità
naturali di interesse turistico, per ammodernamento di impianti turistico
sportivi, compresi quelli di risalita e relative pertinenze e piste di discesa,
per ristrutturazione e ampliamento di centri di turismo congressuale" e con lo
stanziamento di lire 800.000.000 per l’anno 2002.
27. Per le finalità previste dall’articolo 166, comma 1, è autorizzata la spesa
complessiva di lire 900 milioni, suddivisa in ragione di lire 450 milioni per
ciascuno degli anni 2002 e 2003, a carico dell’unità previsionale di base
2.2.64.1.1611 "Interventi di parte corrente nelle zone montane" che si
istituisce nello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per
gli anni 2001-2003 – a decorrere dall’anno 2002 – alla funzione obiettivo n. 2 –
programma 2.2 – rubrica n. 64 – spese correnti – con riferimento al capito 9431
(1.1.155.2.10.24) che si istituisce – a decorrere dall’anno 2002 – nel Documento
tecnico allegato al bilancio medesimo, alla rubrica n. 64 – Servizio del turismo
- con la denominazione "Contributi agli enti locali singoli o associati, ad
Agenzie di informazione e accoglienza turistica, a consorzi turistici, ad
associazioni sportive senza fini di lucro aventi sede nel Friuli-Venezia Giulia
e affiliate alla Federazione Italiana Sport Invernali (F.I.S.I.), a scuole di
sci autorizzate e ad associazioni sportive con finalità promozionali della
pratica sportiva dello sleddog mushing, per l’attività di manutenzione e
gestione delle piste di fondo realizzata attraverso l’utilizzo degli appositi
mezzi battipista" e con lo stanziamento complessivo di lire 900 milioni,
suddiviso in ragione di lire 450 milioni per ciascuno degli anni 2002 e 2003.
28. Per le finalità previste dall’articolo 167, comma 1, è autorizzata la spesa
complessiva di lire 1.000 milioni, suddivisa in ragione di lire 500 milioni per
ciascuno degli anni 2002 e 2003, a carico dell’unità previsionale di base
2.2.64.2.45 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per
gli anni 2001-2003, con riferimento al capitolo 9432 (2.1.235.3.10.24) che si
istituisce, a decorrere dall’anno 2002, nel Documento tecnico allegato al
bilancio medesimo, alla rubrica n. 64 – Servizio del turismo – con la
denominazione "Contributi agli enti locali singoli o associati, ad Agenzie di
informazione e accoglienza turistica, a consorzi turistici, ad associazioni
sportive senza fini di lucro aventi sede nel Friuli-Venezia Giulia e affiliate
alla Federazione Italiana Sport Invernali (F.I.S.I.), a scuole di sci
autorizzate e ad associazioni sportive con finalità promozionali della pratica
sportiva dello sleddog mushing, per acquisto di mezzi battipista, motoslitte per
la ricognizione e il soccorso, interventi di rimodellamento, ripristino e
rimboschimento delle zone adibite a piste di sci da fondo, costruzione,
straordinaria manutenzione e allestimento di strutture di supporto alla pratica
della disciplina sportiva" e con lo stanziamento complessivo di lire 1.000
milioni, suddiviso in ragione di lire 500 milioni per ciascuno degli anni 2002 e
2003.
29. Per le finalità previste dall’articolo 169, commi 1 e 2, è autorizzata la
spesa di lire 100 milioni, suddivisa in ragione di lire 50 milioni per ciascuno
degli anni 2002 e 2003, a carico dell’unità previsionale di base 18.1.44.1.321
dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni
2001-2003, con riferimento al capitolo 6171 (1.1.162.2.08.09) che si istituisce,
a decorrere dall’anno 2002, nel Documento tecnico allegato al bilancio medesimo,
alla rubrica n. 44 – Servizio delle attività ricreative e sportive – con la
denominazione "Contributo annuo alla Federazione Italiana Sport Invernali –
(F.I.S.I.) a sostegno della gestione delle attività agonistiche essenzialmente
giovanili" e con lo stanziamento di lire 100 milioni, suddiviso in ragione di
lire 50 milioni per ciascuno degli anni 2002 e 2003.
30. Per le finalità previste dall’articolo 172, comma 7, è autorizzata la spesa
di lire 10.000.000 per l’anno 2003 a carico della unità previsionale di base
28.1.64.1.1309 "Spese per la liquidazione della Azienda regionale per la
promozione turistica" che si istituisce nello stato di previsione della spesa
del bilancio pluriennale per gli anni 2001-2003 – a decorrere dall’anno 2003,
alla funzione obiettivo n. 28 – programma 28.1 – rubrica n. 64 – spese correnti
- con riferimento al capitolo 9343 (1.1.142.1.01.01) che si istituisce nel
Documento tecnico allegato al bilancio medesimo – alla rubrica n. 64 – Servizio
del turismo – con la denominazione "Spese per il pagamento dell’indennità di
carica al commissario liquidatore dell’Azienda regionale per la promozione
turistica" e con lo stanziamento di lire 10.000.000 per l’anno 2003.
31. Per le finalità previste dall’articolo 174, comma 1, è autorizzata la spesa
di lire 700.000.000 per l’anno 2002 a carico della unità previsionale di base
28.1.64.1.1301 dello stato di previsione del bilancio pluriennale per gli anni
2001-2003, con riferimento al capitolo 9188 (1.1.148.1.10.24) che si istituisce,
a decorrere dall’anno 2002, nel Documento tecnico allegato al bilancio medesimo,
alla rubrica n. 64 – Servizio del turismo – con la denominazione "Spese per
l’acquisto di beni strumentali e di servizi connessi all’attività istituzionale
della Direzione regionale del commercio e del turismo" e con lo stanziamento di
lire 700.000.000 per l’anno 2002.
32. Per le finalità previste dall’articolo 175 è autorizzata la spesa
complessiva di lire 6.057,5 milioni per l’anno 2002 a carico delle seguenti
unità previsionali di base dello stato di previsione della spesa del bilancio
pluriennale per gli anni 2001-2003, con riferimento ai capitoli del Documento
tecnico allegato al bilancio medesimo e per gli importi a fianco di ciascuna
indicati:
U.P.B. 52.2.4.1.1 – capitolo 550 – lire 2.500 milioni per l’anno 2002
U.P.B. 52.2.4.1.1 – capitolo 551 – lire 300 milioni per l’anno 2002
U.P.B. 52.2.4.1.1 – capitolo 561 – lire 125 milioni per l’anno 2002
U.P.B. 52.2.4.1.651 – capitolo 552 – lire 500 milioni per l’anno 2002
U.P.B. 52.2.4.1.651 – capitolo 553 – lire 200 milioni per l’anno 2002
U.P.B. 52.2.4.1.662 – capitolo 9636 – lire 250 milioni per l’anno 2002
U.P.B. 52.2.4.1.662 – capitolo 9637 – lire 250 milioni per l’anno 2002
U.P.B. 52.2.4.1.662 – capitolo 9640 – lire 250 milioni per l’anno 2002
U.P.B. 52.2.8.1.659 – capitolo 9630 – lire 970 milioni per l’anno 2002
U.P.B. 52.2.8.1.659 – capitolo 9631 – lire 500 milioni per l’anno 2002
U.P.B. 52.5.8.1.687 – capitolo 9650 – lire 212,5 milioni per l’anno 2002

33. All’onere complessivo di lire 17.272,5 milioni, suddiviso in ragione di lire
15.662,5 milioni per l’anno 2002 e di lire 1.610 milioni per l’anno 2003,
derivante dalle autorizzazioni di spesa di cui al presente articolo, si provvede
come di seguito indicato:
a) per complessive lire 6.067,5 milioni, suddivise in ragione di lire 6.057,5
per l’anno 2002 e di lire 10 milioni per l’anno 2003, mediante prelievo di pari
importo dall’unità previsionale di base 55.2.8.1.920 dello stato di previsione
della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 2001-2003, con riferimento al
fondo globale di parte corrente iscritto al capitolo 9700 del Documento tecnico
allegato ai bilanci medesimi (partita n. 60 del prospetto D/1 allegato al
Documento tecnico stesso);
b) per lire 1.900 milioni, suddivise in ragione di lire 900 milioni per l’anno
2002 e di lire 1.000 milioni per l’anno 2003, mediante prelievo di pari importo
dall’unità previsionale di base 55.2.8.2.9 dello stato di previsione della spesa
del bilancio pluriennale per gli anni 2001-2003 e del bilancio per l’anno 2001,
con riferimento al fondo globale di parte capitale iscritto al capitolo 9710 del
Documento tecnico allegato ai bilanci medesimi (partita n. 82 del prospetto D/2
allegato al Documento tecnico stesso);
c) per lire 8.680 milioni relativi all’anno 2002, mediante storno di pari
importo dalle seguenti unità previsionali di base dello stato di previsione
della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 2001-2003 e del bilancio per
l’anno 2001, con riferimento ai capitoli del documento tecnico a fianco di
ciascuna indicati:
U.P.B. 28.1.64.1.503 – capitolo 9220 – lire 1.000 milioni
U.P.B. 28.1.64.1.503 – capitolo 9225 – lire 1.450 milioni
U.P.B. 28.2.64.2.510 – capitolo 9260 – lire 1.000 milioni
U.P.B. 28.2.64.2.510 – capitolo 9261 – lire 500 milioni
U.P.B. 28.2.64.2.510 – capitolo 9265 – lire 3.500 milioni
U.P.B. 28.2.64.2.512 – capitolo 9266 – lire 1.000 milioni
U.P.B 2.2.64.1.43 – capitolo 8965 – lire 150 milioni
U.P.B. 2.2.64.1.43 – capitolo 8966 – lire 15 milioni
U.P.B. 2.2.64.1.44 – capitolo 8967 – lire 15 milioni
U.P.B. 2.2.64.1.44 – capitolo 8968 – lire 25 milioni
U.P.B. 2.2.64.1.44 – capitolo 8969 – lire 25 milioni

d) per lire 500 milioni relativi all’anno 2003, mediante storno di pari importo
dall’unità previsionale di base 28.1.64.1.503 dello stato di previsione della
spesa del bilancio pluriennale per gli anni 2001-2003 e del bilancio per l’anno
2001, con riferimento al capitolo 9220 del Documento tecnico allegato ai bilanci
medesimi;
e) per lire 125 milioni, suddivise in ragione di lire 25 milioni per l’anno 2002
e di lire 100 milioni per l’anno 2003, mediante prelievo di pari importo
dall’unità previsionale di base 55.2.8.2.9 dello stato di previsione della spesa
del bilancio pluriennale per gli anni 2001-2003 e del bilancio per l’anno 2001,
con riferimento al fondo globale di parte capitale iscritto al capitolo 9710 del
Documento tecnico allegato ai bilanci medesimi (partita n. 99 del prospetto D/2
allegato al Documento tecnico stesso).
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Tabella «A»
(riferita all’articolo 175)
QUALIFICA APT QUALIFICA RUOLO
UNICO REGIONALE
Dirigente Dirigente
Funzionario Funzionario
Consigliere Consigliere
Segretario Segretario
Coadiutore Coadiutore
Agente tecnico Agente tecnico
Commesso Commesso

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Allegato «A»
Requisiti minimi qualitativi per la classificazione delle strutture ricettive
alberghiere suddivisi per alberghi, motel, villaggi albergo e residenze
turistico alberghiere (riferito all’articolo 65)
Avvertenze
a) Ciascun requisito indicato alle voci o sottovoci contrassegnate con numeri
progressivi è obbligatorio per l’attribuzione alla struttura ricettiva del
numero di stelle corrispondente a fianco indicato.
b) Per "personale addetto in via esclusiva" si intende la persona o le persone
addette esclusivamente a un determinato servizio. Per "addetto" si intende la
persona addetta prevalentemente ma non esclusivamente ad un determinato
servizio.
c) Per "servizio assicurato" si intende il servizio garantito mediante una o più
persone impegnate anche contemporaneamente in più servizi.
d) Il locale bagno completo si intende dotato di lavabo, vaso all’inglese, vasca
o doccia, bidet, specchio con presa di corrente, acqua calda e fredda. Per gli
esercizi ubicati in immobili già esistenti, in relazione ad impedimenti connessi
con le caratteristiche strutturali e di superficie, non è obbligatoria la
presenza del bidet.
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A1 – Requisiti minimi qualitativi per la classificazione degli alberghi, motel,
e villaggi albergo
1. PRESTAZIONE DI SERVIZI
1.01 Servizi di ricevimento e di portineria-informazioni:
1.011 assicurati 24/24 ore con personale addetto in via esclusiva [5]
1.012 assicurati 16/24 ore con personale in via esclusiva [4]
1.013 assicurati 16/24 ore con un addetto [3]
1.014 assicurati 12/24 ore [1] [2]
1.02 Servizio di notte:
1.021 portiere di notte [4] [5]
1.022 addetto disponibile a chiamata [1] [2] [3]
1.03 Servizio custodia valori:
1.031 cassetta di sicurezza per tutte le camere [5]
1.032 cassette di sicurezza per tutte le camere o cassaforte dell’albergo [3]
[4]
1.04 Trasporto interno dei bagagli:
1.041 assicurato 24/24 ore con personale addetto in via esclusiva [5]
1.042 assicurato 16/24 ore [4]
1.043 assicurato 12/24 ore [3]
1.05 Servizio di prima colazione:
1.051 in sala apposita [5]
1.052 nelle camere o unità abitative a richiesta del cliente [4] [5]
1.053 in sala apposita o in sala ristorante riservata agli alloggiati [4]
1.054 in sale comuni destinate anche ad altri usi [2] [3]
1.06 Servizio di bar nel locale ove è ubicato l’impianto:
1.061 assicurato 16/24 ore a cura del personale addetto in via esclusiva [5]
1.062 assicurato 12/24 ore a cura del personale addetto in via esclusiva [4]
1.063 assicurato 12/24 ore da un addetto [3]
1.064 assicurato 12/24 ore [2]
1.07 Servizio di bar nei locali comuni:
1.071 assicurato 16/24 ore [4] [5]
1.072 assicurato 12/24 ore [3]
1.08 Servizio di bar nelle camere o unità abitative:
1.081 assicurato 16/24 ore [4] [5]
1.082 assicurato 12/24 ore [3]
1.09 frigo-bar in tutte le camere o unità abitative [4] [5] (ove non assicurato
il servizio bar 24/24 ore)
1.10 Divise per il personale [4] [5]
1.11 Lingue straniere correntemente parlate dal personale di ricevimento
portineria-informazioni:
- 2 lingue [4] [5]
- 1 lingua [3]
1.12 Cambio biancheria:
1.121 lenzuola e federe ad ogni cambio di cliente e:
- tutti i giorni [4] [5]
- a giorni alterni [3]
- due volte alla settimana [2]
- una volta alla settimana [1]
(salvo diversa scelta del cliente a tutela dell’ambiente)
1.122 asciugamani nelle camere ad ogni cambio di cliente e:
- tutti i giorni [3] [4] [5]
- a giorni alterni [2]
- due volte alla settimana [1]
(salvo diversa scelta del cliente a tutela dell’ambiente)
1.13 Accessori dei locali bagno privati:
1.131 saponetta [1] [2] [3] [4] [5]
1.132 bagnoschiuma [3] [4] [5]
1.133 sali da bagno [5]
1.134 un telo da bagno per persona [1] [2] [3] [4] [5]
1.135 un asciugamano per persona [1] [2] [3] [4] [5]
1.136 una salvietta per persona [1] [2] [3] [4] [5]
1.137 riserva di carta igienica [1] [2] [3] [4] [5]
1.138 sacchetti igienici [1] [2] [3] [4] [5]
1.139 cestino rifiuti [1] [2] [3] [4] [5]
1.140 asciugacapelli [4] [5]
1.14 Accessori dei locali bagno comuni:
1.141 un telo da bagno per persona [1] [2] [3] [4] [5]
1.142 un asciugamano per persona [1] [2] [3] [4] [5]
1.15 Accessori nelle camere o unità abitative:
1.151 documentazione sull’albergo [3] [4] [5]
1.152 necessario per scrivere [4] [5]
1.16 Lavatura e stiratura biancheria degli ospiti:
1.161 resa entro le 12 ore per biancheria consegnata prima delle ore 9.00 [5]
1.162 resa entro le 24 ore [4]
1.17 Pulizia nelle camere o unità abitative:
1.171 una volta al giorno, con riassetto pomeridiano [4] [5]
1.172 una volta al giorno [1] [2] [3]
1.18 Parcheggio auto in garage
1.181 assicurato per ciascuna camera/unità abitativa 24/24 [5]
1.19 Servizio di automobile:
1.191 vettura o minibus riservato unicamente al trasporto clienti e bagagli
gratuito [5]
2. DOTAZIONI, IMPIANTI E ATTREZZATURE
2.01 Numero dei locali bagno privati completi, espressi in percentuale delle
camere o unità abitative:
2.011 il 100 per cento [4] [5]
2.012 almeno l’80 per cento [3]
2.013 almeno il 60 per cento [2]
2.02 Numero dei locali bagno comuni completi:
2.021 uno ogni 4 posti letto non serviti da locale bagno privato con il minimo
di uno per piano [3]
2.022 uno ogni 6 posti letto non serviti da locale bagno privato, con il minimo
di uno per piano [2]
2.023 uno ogni 8 posti letto non serviti da locale bagno privato, con il minimo
di uno per piano [1]
2.03 Riscaldamento:
2.031 in tutto l’esercizio [1] [2] [3] [4] [5] (ad esclusione degli alberghi con
apertura limitata alla stagione estiva)
2.04 Aria condizionata o impianto di raffrescamento:
2.041 in tutto l’esercizio [4] [5] (ad esclusione degli alberghi situati in zone
montane)
2.05 Ascensore di servizio o montacarichi [5] (ad esclusione degli immobili
esistenti per i quali gli impianti non sono tecnicamente realizzabili).
2.06 Ascensore per i clienti:
2.061 qualunque sia il numero dei piani [4] [5]
2.062 per gli esercizi con locali oltre i primi due piani (escluso il piano
terreno) se tecnicamente realizzabile [2] [3] (61)
2.07 Sistemazione delle camere:
2.071 letto, tavolino o ripiano apposito, armadio, comodino o ripiano apposito e
specchio [1] [2] [3] [4] [5]
2.072 lampade o appliques da comodino [1] [2] [3] [4] [5]
2.073 punto illuminazione per leggere o scrivere [1] [2] [3] [4] [5]
2.074 lavabo con acqua corrente calda e fredda comprensivo di specchio con presa
di corrente in ciascuna camera sprovvista di locale bagno privato [1] [2] [3]
2.075 secondo comodino o ripiano apposito nelle camere doppie [2] [3] [4] [5]
2.076 cestino rifiuti [1] [2] [3] [4] [5]
2.077 sgabello o ripiano apposito per bagagli [2] [3] [4] [5]
2.078 angolo soggiorno arredato [5]
2.08 Sedie e poltrone nelle camere o unità abitative:
2.081 una sedia o altro mobile con analoga funzione per letto [1] [2] [3]
2.082 una poltroncina per letto [4] [5]
2.09 Disponibilità di suites:
2.091 almeno il 10 per cento sul numero totale delle camere [5]
2.10 Televisione:
2.101 in tutte le camere o unità abitative [4] [5]
2.102 con antenna satellitare [5]
2.103 in sala ad uso comune [1] [2] [3] [4] [5]
2.11 Radio o filodiffusione nelle camere o unità abitative, con regolazione
autonoma:
2.111 in tutte le camere o unità abitative [4] [5]
2.12 Chiamata per il personale:
2.121 chiamata con telefono [3] [4] [5]
2.122 chiamata con telefono o campanello [1] [2]
2.13 Telefono nelle camere o unità abitative:
2.131 abilitato alla chiamata esterna diretta [3] [4] [5]
2.14 Linee telefoniche esterne:
2.141 un apparecchio telefonico per uso comune [1] [2] [3] [4] [5]
2.142 cabina telefonica per clienti [5]
2.143 spazio riservato per le telefonate dei clienti [3] [4]
2.15 Telefax [3] [4] [5]
2.16 Locali di ricevimento e soggiorno:
2.161 un locale (che può coincidere con la sala ristorante o il bar) [1]
2.162 sala/e di superficie complessiva non inferiore a mq 4 per ognuna delle
prime 10 camere, mq 1 per ognuna delle ulteriori camere fino alla ventesima, mq
0,5 per ogni camera oltre la ventesima, esclusa dal computo la superficie della
sala ristorante o del bar qualora la somministrazione di alimenti e bevande sia
effettuata anche alla clientela di passaggio [2]
2.163 come 2.162, maggiorata del 20 per cento [3]
2.164 come 2.162, maggiorata del 30 per cento [4]
2.165 come 2.162, maggiorata del 50 per cento [5]
2.17 Sala ristorante:
2.171 in locale apposito riservato agli alloggiati [5]
2.172 in locale apposito negli esercizi che forniscono il servizio [4]
2.18 Bar:
2.181 banco bar posto in locale distinto [5]
2.182 banco bar in area appositamente attrezzata [4]
2.183 banco bar posto in locale comune [3]
2.184 attrezzatura bar posta in locale comune [2]
2.19 Sale separate:
2.191 sala per riunioni, lettura e giochi per adulti [5]
2.192 sala soggiorno e svago [4] [5]
2.20 Ingresso protetto da portico o pensilina [5]
2.21 Ingresso separato per i bagagli [5]
2.22 Locali di servizio (offices) ai piani [5]
2.23 Insonorizzazione di tutte le camere o unità abitative [5]
2.24 Posto auto assicurato per ciascuna camera/unità abitativa [4] [5]
A2 – Requisiti minimi qualitativi per la classificazione delle residenze
turistico – alberghiere
1. PRESTAZIONE DI SERVIZI
1.01 Servizi di ricevimento e di portineria-informazioni:
1.011 assicurati 16/24 ore con personale addetto [4]
1.012 assicurati 14/24 ore con personale addetto [3]
1.013 assicurati 12/24 ore [2]
1.02 Servizio di notte:
1.021 addetto al servizio di notte [4]
1.022 addetto disponibile a chiamata [3] [2]
1.03 Servizio di custodia valori:
1.031 cassette di sicurezza nelle unità abitative o cassaforte nella residenza
turistico-alberghiera [4]
1.032 servizio custodia valori [3]
1.04 Trasporto interno dei bagagli:
1.041 assicurato 12/24 ore [4]
1.042 assicurato 8/24 ore [3]
1.05 Servizio di bar nel locale ove è ubicato l’impianto:
1.051 assicurato 16/24 ore a cura del personale addetto in via esclusiva [4]
1.052 assicurato 12/24 ore a cura del personale addetto [3]
1.06 Servizio di bar nei locali comuni:
1.061 assicurato 16/24 ore [4]
1.062 assicurato 12/24 ore [3]
1.07 Servizio di bar nelle camere o unità abitative:
1.071 assicurato 16/24 ore [4]
1.072 assicurato 12/24 ore [3]
1.08 Servizio di prima colazione:
1.081 in sala apposita [4]
1.082 nelle camere o unità abitative a richiesta del cliente [4]
1.083 in sala apposita o in sala ristorante riservata agli alloggiati [3]
1.084 in sale comuni destinate anche ad altri usi [2]
1.09 Divise per il personale [4]
1.10 Lingue straniere correntemente parlate dal personale di ricevimento e di
portineria:
- 2 lingue straniere [4]
- 1 lingua straniera [3]
1.11 Cambio di biancheria :
1.111 lenzuola e federe a ogni cambio di cliente e:
- tutti i giorni [4]
- a giorni alterni [3]
- due volte alla settimana [2]
(salvo diversa scelta del cliente a tutela dell’ambiente)
1.112 asciugamani ad ogni cambio di cliente e:
- tutti i giorni [4]
- a giorni alterni [3]
- due volte la settimana [2]
(salvo diversa scelta del cliente a tutela dell’ambiente)
1.12 Pulizia:
Pulizia ad ogni cambio di cliente e:
- tutti i giorni [4]
- a giorni alterni [3]
- due volte alla settimana [2]
1.13 Servizio di lavatura e stiratura biancheria degli ospiti [4]
2. DOTAZIONI STRUTTURA
2.01 Locali di ricevimento e soggiorno:
2.011 un locale (che può coincidere con la sala ristorante o il bar) [2]
2.012 una sala di superficie complessiva non inferiore a mq. 4 per ognuna delle
prime 10 unità abitative, mq. 1 per ognuna delle ulteriori unità fino alla
ventesima e di mq. 0,5 per ogni unità oltre la ventesima, esclusa dal computo la
superficie dell’eventuale sala ristorante o bar, qualora la somministrazione di
alimenti e bevande sia effettuata anche alla clientela di passaggio [3]
2.013 come 2.012 maggiorata del 10 per cento [4]
2.02 Bar:
2.021 banco bar posto in locale distinto [4]
2.022 banco bar in area appositamente attrezzata [3]
2.023 banco bar posto in locale comune [2]
2.03 Unità abitativa:
2.031 con locale bagno privato completo [4] [3] [2]
2.032 con vani distinti per camere e soggiorno-cucina [4]
2.04 Riscaldamento in tutto l’esercizio: unità abitative ed eventuali parti
comuni (ad esclusione delle residenze turistico-alberghiere con apertura
limitata alla stagione estiva)
2.05 Aria condizionata o impianto di raffrescamento regolabile dal cliente [4]
(ad esclusione delle residenze turistico-alberghiere situate in zone montane)
2.06 Ascensore negli esercizi:
2.061 qualunque sia il numero dei piani [4]
2.062 per gli esercizi con locali oltre i primi due piani (escluso il piano
terreno) [3] [2]
2.07 Insonorizzazione di tutte le unità abitative o camere [4]
2.08 Posto telefonico per clienti [2] [3] [4]
2.09 Posto auto assicurato per ciascuna unità abitativa [4]
3. DOTAZIONI MINIME NELLE UNITÀ ABITATIVE
3.01 Dotazioni per il soggiorno e il pernottamento:
3.011 letti e coperte pari al numero delle persone ospitabili [4] [3] [2]
3.012 armadio, cassetti, grucce, comodini o ripiani appositi, illuminazione,
lampade o appliques [4] [3] [2]
3.013 tavolo per la consumazione dei pasti con sedie pari al numero dei posti
letto [4] [3] [2]
3.014 poltrone o divani nel soggiorno con posti pari al numero delle persone
ospitabili [4]
3.015 poltrone o divano nel soggiorno [3]
3.02 Dotazioni per la preparazione dei cibi
3.021 cucina con due fuochi o piastre e relativa alimentazione [4] [3] [2]
3.022 frigorifero [4] [3] [2]
3.023 lavello con scolapiatti [4] [3] [2]
3.024 per ciascuna persona ospitabile [4] [3] [2]:
- 2 coltelli
- 2 forchette
- 2 cucchiai
- 2 piatti piani
- 1 piatto fondo
- 2 bicchieri
- 1 tazza
- 1 tazzina
3.025 per ciascuna unità abitativa [4] [3] [2]:
- 1 batteria da cucina
- 2 coltelli da cucina
- 1 zuccheriera1
- 1 caffettiera
- 1 scolapasta
- 1 mestolo
- 1 insalatiera
- 1 grattugia
- 1 spremiagrumi
- 1 apribottiglie/cavatappi
- 1 bricco per il latte
- 1 pattumiera con sacchetti di plastica
3.026 cucina con due fuochi o piastre e forno (anche a microonde) [4]
3.027 tovaglia, tovaglioli e canovacci da cucina [4] [3]
3.03 Dotazioni bagno:
3.031 lavandino, doccia o vasca, tazza e bidet [4] [3] [2]
3.032 saponetta [4] [3] [2]
3.033 telo da bagno per persona [4] [3] [2]
3.034 asciugamano per persona [4] [3] [2]
3.035 salvietta per persona [4] [3] [2]
3.036 carta igienica con riserva [4] [3] [2]
3.037 sacchetti igienici [4] [3] [2]
3.038 cestino rifiuti [4] [3] [2]
3.039 specchio con presa corrente [4] [3] [2]
3.0310 mensola [4] [3] [2]
3.0311 scopettino [4] [3] [2]
3.0312 asciugacapelli [4]
3.0313 bagnoschiuma [4] [3]
3.04 Dotazione generale delle unità abitative:
3.041 impianto di erogazione acqua calda e fredda [4] [3] [2]
3.042 scopa, paletta secchio, ramazza, straccio per pavimenti [4] [3] [2]
3.043 televisore a colori [4] [3]
3.044 antenna satellitare [4]
3.045 chiamata telefonica diretta del personale [4] [3]
3.046 telefono abilitato alla chiamata esterna diretta [4] [3]
3.047 necessario per scrivere [4]
4. PRESTAZIONE DI SERVIZI
4.01 Manutenzione delle unità abitative, riparazione e sostituzione di arredi,
corredi e dotazioni [4] [3] [2]
————————
(61) Punto così modificato dall’art. 67, L.R. 5 dicembre 2003, n. 18.

Allegato «B»
Requisiti minimi qualitativi per la classificazione delle strutture ricettive
all’aria aperta suddivisi per campeggi, villaggi turistici e dry-marina
(Riferito all’articolo 68) (62)
Avvertenze (63):
a) Ciascun requisito indicato alle voci o sottovoci contrassegnate con numeri
progressivi è obbligatorio per l’attribuzione alla struttura ricettiva del
numero di stelle corrispondente a fianco indicato.
b) Per i campeggi e i villaggi turistici con solo accesso pedonale gli obblighi
di cui alle voci VIABILITÀ VEICOLARE INTERNA e PARCHEGGIO AUTO non sussistono.
c) Per i campeggi, villaggi turistici e dry-marina esistenti gli obblighi di cui
al numero 2 sussistono se tecnicamente e legittimamente realizzabili. Comunque
tutti i servizi e le attrezzature devono essere comodamente raggiungibili.
d) Non devono considerarsi aree libere di uso comune le aree occupate dalle
attrezzature la cui fruizione sia soggetta a pagamento.
e) Qualora una parte delle piazzole sia servita da installazioni
igienico-sanitarie riservate, l’obbligo di allestire nel complesso
corrispondenti installazioni di uso comune permane secondo quanto indicato alle
voci INSTALLAZIONI IGIENICO-SANITARIE DI USO COMUNE e va rapportato al numero di
persone ospitabili nelle piazzole non dotate di installazioni riservate. Qualora
tutte le piazzole risultassero dotate di installazioni igienico-sanitarie
riservate, l’obbligo di cui sopra permane nella proporzione di 1 installazione
ogni 100 persone ospitate.
f) I gabinetti per uomini per i campeggi, villaggi turistici e dry-marina
esistenti possono essere ridotti fino a 2/3 del previsto, sostituendo ogni
gabinetto con 2 orinatoi.
g) Per i campeggi e i villaggi turistici situati ad altitudini superiori agli
800 m s.l.m., il rapporto numerico degli ospiti con docce – lavapiedi – lavatoi
per panni può essere aumentato del 50 per cento.
h) L’obbligo di cui alle voci EROGAZIONE ACQUA CALDA va riferito distintamente
sia alle installazioni di uso comune sia a quelle riservate alle singole
piazzole, qualora esistano. Nel caso dei complessi invernali, tutti i locali
devono essere muniti di impianto di riscaldamento e nei lavabi, nei lavelli per
stoviglie e nelle docce, è necessaria l’erogazione di acqua calda.
i) L’obbligo di cui alle voci ATTREZZATURE DI RISTORO – sotto voci bar e spaccio
- non sussiste se esistono punti di vendita nel raggio di 1 Km.
l) Per unità abitativa (U.A.) si intende l’insieme dato dalle piazzole e dai
manufatti ivi installati. Nelle U.A. la superficie coperta non può essere
inferiore a mq. 5 per persona e non può superare:
mq. 40 nei villaggi a 2 stelle;
mq. 45 nei villaggi a 3 stelle;
mq. 55 nei villaggi a 4 stelle.
Tali parametri possono essere applicati comunque solo nei limiti previsti dagli
strumenti urbanistici vigenti in loco e non si applicano per tende o caravan. La
capacità ricettiva totale del villaggio è data dalla somma della capacità
ricettiva delle singole U.A. e non può comunque superare quella media di 4
persone per U.A.
B1 – Requisiti minimi qualitativi per la classificazione dei campeggi:
1. SISTEMAZIONE DELL’AREA, STRUTTURE E INFRASTRUTTURE
1.01 Recinzione:
1.011 schermatura esterna fino a due metri dal suolo [1] [2] [3] [4]
1.02 Viabilità veicolare interna : [1] [2] [3] [4]
1.03 Viabilità pedonale:
1.031 passaggi pedonali ogni 4 piazzole o a distanza massima di 50 metri l’uno
dall’altro [1] [2]
1.032 passaggi pedonali ogni 2 piazzole [3] [4]
1.04 Parcheggio auto:
1.041 area di sosta in corrispondenza degli accessi, con un numero di posti auto
pari almeno al 5 per cento del numero delle piazzole [1] [2] [3] [4]
1.05 Aree libere per uso comune:
1.051 di superficie complessiva non inferiore al 5 per cento dell’intera
superficie del campeggio [1]
1.052 di superficie complessiva non inferiore al 10 per cento dell’intera
superficie del campeggio [2] [3]
1.053 di superficie complessiva non inferiore al 15 per cento dell’intera
superficie del campeggio [4]
1.06 Aree alberate:
1.061 di superficie complessiva non inferiore al 10 per cento dell’intera
superficie del campeggio [1] [2]
1.062 di superficie complessiva non inferiore al 20 per cento dell’intera
superficie del campeggio [3]
1.063 di superficie complessiva non inferiore al 30 per cento dell’intera
superficie del campeggio [4]
1.07 Superficie delle piazzole:
1.071 non inferiore a mq 50 [1]
1.072 non inferiore a mq 60 [2]
1.073 non inferiore a mq 70 [3]
1.074 non inferiore a mq 80 [4]
Per i campeggi dotati di parcheggio separato, comunque all’interno della
recinzione, la superficie delle piazzole può essere ridotta di mq 15.
1.08 Individuazione delle piazzole:
1.081 contrassegno numerico progressivo, in ogni piazzola [1] [2] [3] [4]
1.082 confini della piazzola evidenziati con segnali sul terreno o con picchetti
[1] [2] [3]
1.083 come 1.072, con aiuole coltivate o altro [4]
1.09 Sistemazione delle piazzole:
1.091 a prova di acqua e di polvere [1] [2] [3] [4]
1.10 Impianto elettrico: [1] [2] [3] [4]
1.11 Impianto di illuminazione: [1] [2] [3] [4]
1.12 Impianto idrico: [1] [2] [3] [4]
1.13 Impianto di rete fognaria: [1] [2] [3] [4]
1.14 Impianto prevenzione incendi: [1] [2] [3] [4]
1.15 Impianto telefonico per uso comune:
1.151 con una linea telefonica esterna [1]
1.152 con una linea esterna e cabina [2] [3] [4]
2. SERVIZI, ATTREZZATURE E IMPIANTI COMPLEMENTARI
2.01 Servizio ricevimento e accettazione assicurato:
2.011 ore 10/24 [1]
2.012 ore 14/24 [2]
2.013 ore 18/24 [3]
2.014 ore 24/24 [4]
2.02 Servizio ricevimento e accettazione assicurato: [1] [2] [3] [4]
2.03 Pulizia ordinaria delle aree comuni:
2.031 una volta al giorno [1] [2]
2.032 due volte al giorno [3] [4]
2.04 Pulizia delle installazioni igienico-sanitarie:
2.041 due volte al giorno [1] [2] [3]
2.042 con addetto diurno permanente [4]
2.05 Raccolta e smaltimento rifiuti solidi e pulizia appositi recipienti:
2.051 una volta al giorno [1] [2] [3] [4]
2.06 Pronto soccorso: [1] [2] [3] [4]
2.07 Installazioni igienico-sanitarie di uso comune:
2.071 1 wc ogni 20 ospiti [1] [2] [3] [4]
2.072 1 doccia chiusa ogni 50 ospiti [1]
2.073 1 doccia chiusa ogni 40 ospiti [2]
2.074 1 doccia chiusa ogni 30 ospiti [3]
2.075 1 doccia chiusa ogni 25 ospiti [4]
2.076 1 lavabo ogni 30 ospiti [1] [2]
2.077 1 lavabo ogni 20 ospiti [3] [4]
2.078 1 lavabo aggiuntivo di dimensioni ridotte ogni 7 lavabi normali messo in
opera a non oltre 50 cm dal suolo oppure lavabi di dimensioni normali dotati di
pedana in PVC, vetroresina o simili [4]
2.079 1 lavapiedi ogni 100 ospiti [1] [2]
2.0710 1 lavapiedi ogni 90 ospiti [3] [4]
2.0711 1 lavello per stoviglie, con scolapiatti, ogni 50 ospiti [1]
2.0712 1 lavello per stoviglie, con scolapiatti, ogni 40 ospiti [2] [3]
2.0713 1 lavello per stoviglie, con scolapiatti, ogni 30 ospiti [4]
2.0714 1 lavatoio per panni ogni 80 ospiti [1] [2] [3] [4]
2.0715 2 lavatrici ed 1 asciugatrice ogni 500 ospiti con un minimo di una [3]
[4]
2.0716 1 vuotatoio per wc chimici ogni 500 ospiti con un minimo di uno per ogni
gruppo di servizi [1] [2] [3] [4]
2.08 Erogazione acqua potabile da assicurarsi per lavabi, lavelli per stoviglie
e docce, nonché attraverso fontanelle:
2.081 in ragione di almeno 1 ogni 40 piazzole [1]
2.082 in ragione di almeno 1 ogni 30 piazzole [2]
2.083 in ragione di almeno 1 ogni 20 piazzole [3]
2.084 in ragione di almeno 1 ogni 10 piazzole [4]
2.09 Erogazione acqua calda :
2.091 nel 30 per cento delle docce chiuse e lavabi [1] [2]
2.092 nel 100 per cento delle docce chiuse e lavabi [3] [4]
2.093 nel 50 per cento delle altre installazioni igienico sanitarie (escluse le
voci 2.061, 2.0718 e quelle non obbligatorie) [3] [4]
2.10 Dotazione delle piazzole:
2.101 presa di corrente [3] [4]
2.11 Attrezzature di ristoro:
2.111 bar (l) [2] [3]
2.112 bar in locale appositamente arredato con tavolini e sedie [4]
2.113 tavola calda o ristorante self-service [3] [4]
2.114 spaccio (l) [1] [2] [3] [4]
2.12 Attrezzature sportive (piscina, tennis, bocce, pallavolo, pallacanestro,
minigolf, pista pattinaggio, ecc.):
2.121 almeno 1 attrezzatura [3]
2.122 almeno 2 attrezzature [4]
2.13 Attrezzature ricreative e servizi vari (parco-giochi bambini, locale di
ritrovo, televisione, biliardo, tennis da tavolo, cinema, noleggio imbarcazioni,
noleggio articoli sportivi, ecc.):
2.131 almeno 1 attrezzatura o servizio [2]
2.132 almeno 2 attrezzature o servizi [3]
2.133 almeno 3 attrezzature o servizi [4]
B2 – Requisiti minimi qualitativi per la classificazione dei villaggi turistici:

1. SISTEMAZIONE DELL’AREA, STRUTTURE E INFRASTRUTTURE:
1.01 Recinzioni:
1.011 schermatura esterna fino a due metri dal suolo [2] [3] [4]
1.02 Viabilità veicolare interna: [2] [3] [4]
1.03 Viabilità pedonale:
1.031 passaggi pedonali ogni 2 piazzole o a distanza massima di 50 metri l’uno
dall’altro [2]
1.032 passaggi pedonali ogni piazzola [3] [4]
1.04 Parcheggio auto:
1.041 area di sosta in corrispondenza degli accessi, con un numero di posti auto
pari almeno al 5 per cento del numero delle piazzole [2] [3] [4]
1.05 Aree libere per uso comune:
1.051 di superficie complessiva non inferiore al 10 per cento dell’intera
superficie del villaggio turistico [2] [3]
1.052 di superficie complessiva non inferiore al 15 per cento dell’intera
superficie del villaggio turistico [4]
1.06 Aree alberate:
1.061 di superficie complessiva non inferiore al 10 per cento dell’intera
superficie del villaggio turistico [2]
1.062 di superficie complessiva non inferiore al 20 per cento dell’intera
superficie del villaggio turistico [3]
1.063 di superficie complessiva non inferiore al 30 per cento dell’intera
superficie del villaggio turistico [4]
1.07 Superficie delle piazzole:
1.071 non inferiore a mq 60 [2]
1.072 non inferiore a mq 70 [3]
1.073 non inferiore a mq 80 [4]
Per i villaggi turistici con parcheggio separato, comunque all’interno della
recinzione, la superficie delle piazzole può essere ridotta di mq. 15.
1.08 Individuazione delle piazzole:
1.081 contrassegno numerico progressivo, in ogni piazzola [2] [3] [4]
1.082 confini della piazzola evidenziati con segnali sul terreno o con picchetti
[2] [3]
1.083 confini della piazzola evidenziati con aiuole coltivate o altro [4]
1.09 Sistemazione delle piazzole:
1.091 a prova di acqua e di polvere [2] [3] [4]
1.10 Impianto elettrico: [2] [3] [4]
1.11 Impianto di illuminazione: [2] [3] [4]
1.12 Impianto idrico: [2] [3] [4]
1.13 Impianto di rete fognaria: [2] [3] [4]
1.14 Impianto prevenzione incendi: [2] [3] [4]
1.15 Impianto telefonico per uso comune:
1.151 con una linea esterna e cabina [2] [3] [4]
2. SERVIZI, ATTREZZATURE E IMPIANTI COMPLEMENTARI
2.01 Servizio ricevimento e accettazione assicurato:
2.011 ore 14/24 [2]
2.012 ore 18/24 [3]
2.013 ore 24/24 [4]
2.02 Pulizia ordinaria delle aree comuni:
2.021 una volta al giorno [2]
2.022 due volte al giorno [3] [4]
2.03 Pulizia delle installazioni igienico-sanitarie:
2.031 due volte al giorno [2] [3]
2.032 con addetto diurno permanente [4]
2.04 Raccolta e smaltimento rifiuti solidi e pulizia appositi recipienti:
2.041 una volta al giorno [2] [3] [4]
2.05 Pronto soccorso: [2] [3] [4]
2.06 Installazioni igienico-sanitarie di uso comune :
2.061 1 wc ogni 20 ospiti [2]
2.062 1 wc ogni 15 ospiti [3] [4]
2.063 1 doccia chiusa ogni 40 ospiti [2]
2.064 1 doccia chiusa ogni 30 ospiti [3]
2.065 1 doccia chiusa ogni 25 ospiti [4]
2.066 1 lavabo ogni 20 ospiti [2]
2.067 1 lavabo ogni 15 ospiti [3] [4]
2.068 1 lavabo aggiuntivo di dimensioni ridotte ogni 7 lavabi normali messo in
opera a non oltre 50 cm. dal suolo [4]
2.069 1 lavapiedi ogni 100 ospiti [2]
2.0610 1 lavapiedi ogni 90 ospiti [3] [4]
2.0611 1 lavello per stoviglie, con scolapiatti, ogni 40 ospiti [2] [3]
2.0612 1 lavello per stoviglie, con scolapiatti, ogni 30 ospiti [4]
2.0613 1 lavatoio per panni ogni 80 ospiti [2] [3] [4]
2.0614 2 lavatrici ed 1 asciugatrice ogni 500 ospiti con un minimo di una [3]
[4]
2.0615 1 vuotatoio per wc chimici ogni 500 ospiti con un minimo di uno per ogni
gruppo di servizi [2] [3] [4]
2.07 Erogazione acqua potabile:
2.071 da assicurarsi per lavabi, lavelli per stoviglie e docce, nonché
attraverso fontanelle (in ragione di almeno 1 ogni 40 piazzole) [2] [3] [4]
2.08 Erogazione acqua calda :
2.081 nel 30 per cento delle docce chiuse [2]
2.082 nel 30 per cento delle installazioni igienico-sanitarie (escluse le voci
2.062 e 2.0615) [3]
2.083 nel 50 per cento delle installazioni igienico-sanitarie (escluse le voci
2.062, 2.0615) [4]
2.09 Dotazione delle unità abitative [l]:
2.091 attrezzature per il soggiorno di un numero di ospiti variabile da 4 a 8,
comprese quelle per la preparazione e la consumazione dei pasti [2] [3] [4]
2.092 attrezzatura per il soggiorno all’aperto, composta da 2 sedie a sdraio, 2
sedie, 1 tavolo, 1 ombrellone [4]
2.093 presa di corrente [2] [3] [4]
2.10 Attrezzature di ristoro:
2.101 bar [2] [3]
2.102 bar in locale appositamente arredato con tavolini e sedie [4]
2.103 tavola calda o ristorante self-service [3] [4]
2.104 spaccio [2] [3] [4]
2.11 Attrezzature sportive (piscina, tennis, bocce, pallavolo, pallacanestro,
minigolf, pista pattinaggio, ecc.):
2.111 1 attrezzatura [3]
2.112 2 attrezzature [4]
2.12 Attrezzature ricreative e servizi vari (parco – giochi bambini, locale di
ritrovo, televisione, biliardo, tennis da tavolo, cinema, noleggio imbarcazioni,
noleggio articoli sportivi, ecc.):
2.121 1 attrezzatura o servizio [2]
2.122 2 attrezzature o servizi [3]
2.123 3 attrezzature o servizi [4]
B3. Requisiti minimi qualitativi per la classificazione dei dry-marina (64):
1. SISTEMAZIONE DELL’AREA STRUTTURE E INFRASTRUTTURE
1.01 Recinzione
1.011 schermatura esterna fino a due metri dal suolo [1] [2] [3] [4]
1.02 Viabilità veicolare interna: [1] [2] [3] [4]
1.03 Viabilità pedonale:
1.031 passaggi pedonali ogni 4 piazzole o a distanza massima di 50 metri l’uno
dall’altro [1] [2]
1.032 passaggi pedonali ogni 2 piazzole [3]
1.033 passaggi pedonali ogni piazzola [4]
1.04 Parcheggio auto:
1.041 area di sosta in corrispondenza degli accessi, con un numero di posti auto
pari almeno al 5 per cento del numero delle piazzole [1] [2] [3]
1.042 area di sosta in corrispondenza degli accessi, con un numero di posti auto
pari almeno al 10 per cento del numero delle piazzole [4]
1.05 Aree libere per uso comune:
1.051 di superficie complessiva non inferiore al 5 per cento dell’intera
superficie del dry-marina [1]
1.052 di superficie complessiva non inferiore al 10 per cento dell’intera
superficie del dry-marina [2] [3]
1.053 di superficie complessiva non inferiore al 20 per cento dell’intera
superficie del dry-marina [4]
1.06 Superficie delle piazzole:
1.061 larghezza delle imbarcazioni più 10 per cento [1] [2] [3]
1.062 larghezza delle imbarcazioni più 25 per cento [4]
1.07 Individuazione delle piazzole:
1.071 contrassegno numerico progressivo, in ogni piazzola [1] [2] [3] [4]
1.08 Sistemazione delle piazzole:
1.081 a prova di acqua e di polvere [1] [2] [3] [4]
1.09 Impianto elettrico: [1] [2] [3] [4]
1.10 Impianto di illuminazione: [1] [2] [3] [4]
1.11 Impianto idrico: [1] [2] [3] [4]
1.12 Impianto di rete fognaria: [1] [2] [3] [4]
1.13 Impianto prevenzione incendi: [1] [2] [3] [4]
1.14 Impianto telefonico per uso comune:
1.141 con linea telefonica esterna [1]
1.142 con linea esterna e cabina [2] [3] [4]
1.15 Impianto tv:
1.151 non inferiore al 25 per cento [2]
1.152 non inferiore al 50 per cento [3]
1.153 non inferiore al 90 per cento [4]
1.16 Passerella pedonale sopraelevata per accesso alle imbarcazioni:
1.161 non inferiore al 25 per cento [2]
1.162 non inferiore al 50 per cento [3]
1.163 non inferiore al 90 per cento [4]
2. SERVIZI, ATTREZZATURE E IMPIANTI COMPLEMENTARI
2.01 Servizio ricevimento:
2.011 ore 10/24 [1]
2.012 ore 14/24 [2]
2.013 ore 18/24 [3]
2.014 ore 24/24 [4]
2.02 Pulizia ordinaria delle aree comuni:
2.031 una volta al giorno [1] [2]
2.032 due volte al giorno [3] [4]
2.03 Pulizia delle installazioni igienico-sanitarie:
2.031 due volte al giorno [1] [2] [3]
2.032 con addetto diurno permanente [4]
2.04 Raccolta e smaltimento rifiuti solidi e pulizia appositi recipienti:
2.041 una volta al giorno [1] [2] [3] [4]
2.05 Installazioni igienico-sanitarie di uso comune:
2.051 1 wc ogni 20 imbarcazioni [1] [2] [3] [4]
2.052 1 doccia chiusa ogni 50 imbarcazioni [1]
2.053 1 doccia chiusa ogni 40 imbarcazioni [2]
2.054 1 doccia chiusa ogni 30 imbarcazioni [3]
2.055 1 doccia chiusa ogni 20 imbarcazioni [4]
2.056 1 lavabo ogni 30 imbarcazioni [1] [2]
2.057 1 lavabo ogni 20 imbarcazioni [3] [4]
2.058 1 lavello per stoviglie, con scolapiatti, ogni 100 imbarcazioni [1]
2.059 1 lavello per stoviglie, con scolapiatti, ogni 80 imbarcazioni [2] [3]
2.060 1 lavello per stoviglie, con scolapiatti, ogni 60 imbarcazioni [4]
2.061 1 lavatoio per panni ogni 80 imbarcazioni [1] [2] [3] [4]
2.062 2 lavatrici ed 1 asciugatrice ogni 300 imbarcazioni con un minimo di una
[3] [4]
2.063 1 vuotatoio per wc chimici ogni 300 imbarcazioni con un minimo di uno per
ogni gruppo di servizi [1] [2] [3] [4]
2.06 Erogazione acqua potabile:
2.061 in ragione di almeno 1 ogni 10 imbarcazioni [1]
2.062 in ragione di almeno 1 ogni 5 imbarcazioni [2]
2.063 in ragione di almeno 1 ogni 2 imbarcazioni [3]
2.064 in ragione di almeno 1 ogni imbarcazione [4]
2.07 Erogazione acqua calda:
2.071 nel 30 per cento delle docce chiuse e lavabi [1] [2]
2.072 nel 100 per cento delle docce chiuse e lavabi [3] [4]
2.08 Erogazione corrente elettrica:
2.081 presa di corrente 1 ogni 10 imbarcazioni [1]
2.082 presa di corrente 1 ogni 5 imbarcazioni [2]
2.083 presa di corrente 1 ogni 2 imbarcazioni [3]
2.084 presa di corrente 1 ogni imbarcazione [4]
2.09 Attrezzature di ristoro:
2.091 bar [1] [2] [3]
2.092 bar in locale appositamente arredato con tavolini e sedie [4]
2.093 tavola calda o ristorante self-service [3] [4]
2.10 Attrezzature sportive (piscina, tennis, bocce, pallavolo, pallacanestro,
minigolf, pista pattinaggio, ecc.):
2.101 almeno 1 attrezzatura [3]
2.102 almeno 2 attrezzature [4]
2.11 Attrezzature ricreative e servizi vari (parco-giochi bambini, locale di
ritrovo, televisione, biliardo, tennis da tavolo, cinema, noleggio imbarcazioni,
noleggio articoli sportivi, ecc.)
2.111 almeno 1 attrezzatura o servizio [2]
2.112 almeno 2 attrezzature o servizi [3]
2.113 almeno 3 attrezzature o servizi [4].
————————
(62) Rubrica così sostituita dall’art. 42, comma 4, L.R. 4 giugno 2004, n. 18.
Il testo originario era così formulato: «Requisiti minimi qualitativi per la
classificazione delle strutture ricettive all’aria aperta suddivisi per campeggi
e villaggi turistici (riferito all’articolo 68).».
(63) Il testo delle Avvertenze è stato così sostituito dall’art. 42, comma 4,
L.R. 4 giugno 2004, n. 18. Il testo originario era così formulato: «Avvertenze.
a) Ciascun requisito indicato alle voci o sottovoci contrassegnate con numeri
progressivi è obbligatorio per l’attribuzione alla struttura ricettiva del
numero di stelle corrispondente a fianco indicato.
b) Per i campeggi e i villaggi turistici con solo accesso pedonale gli obblighi
di cui alle voci "viabilità veicolare interna e parcheggio auto" non sussistono.

c) Per i campeggi e i villaggi turistici esistenti gli obblighi di cui al numero
2 sussistono se tecnicamente e legittimamente realizzabili. Comunque tutti i
servizi e le attrezzature devono essere comodamente raggiungibili.
d) Non devono considerarsi aree libere di uso comune le aree occupate dalle
attrezzature la cui fruizione sia soggetta a pagamento.
e) Qualora una parte delle piazzole sia servita da installazioni
igienico-sanitarie riservate, l’obbligo di allestire nel complesso
corrispondenti installazioni di uso comune permane secondo quanto indicato alle
voci "installazioni igienico-sanitarie di uso comune " e va rapportato al numero
di persone ospitabili nelle piazzole non dotate di installazioni riservate.
Qualora tutte le piazzole risultassero dotate di installazioni
igienico-sanitarie riservate, l’obbligo di cui sopra permane nella proporzione
di 1 installazione ogni 100 persone ospitate.
f) I gabinetti per uomini per i campeggi e villaggi turistici esistenti possono
essere ridotti fino a 2/3 del previsto, sostituendo ogni gabinetto con 2
orinatoi.
g) Per i campeggi e i villaggi turistici situati ad altitudini superiori agli
800 m. s.l.m., il rapporto numerico degli ospiti con docce-lavapiedi-lavatoi per
panni può essere aumentato del 50 per cento.
h) L’obbligo di cui alle voci "erogazione acqua calda" va riferito distintamente
sia alle installazioni di uso comune che a quelle riservate alle singole
piazzole, qualora esistano. Nel caso dei complessi invernali, tutti i locali
devono essere muniti di impianto di riscaldamento e nei lavabi, nei lavelli per
stoviglie e nelle docce, è necessaria l’erogazione di acqua calda.
i) L’obbligo di cui alle voci "attrezzature di ristoro" – sottovoci bar e
spaccio – non sussiste se esistono punti di vendita nel raggio di 1 Km.
l) l) Per unità abitativa (U.A.) si intende l’insieme dato dalle piazzole e dai
manufatti ivi installati. Nelle U.A. la superficie coperta non può essere
inferiore a mq 5 per persona e non può superare:
mq 40 nei villaggi a 2 stelle;
mq 45 nei villaggi a 3 stelle;
mq 55 nei villaggi a 4 stelle.
Tali parametri possono esser applicati comunque solo nei limiti previsti dagli
strumenti urbanistici vigenti in loco e non si applicano per tende o caravan. La
capacità ricettiva totale del villaggio è data dalla somma della capacità
ricettiva delle singole U.A. e non può comunque superare quella media di 4
persone per U.A.».
(64) Punto aggiunto dall’art. 42, comma 5, L.R. 4 giugno 2004, n. 18.

Allegato «C»
Punteggi minimi per la classificazione degli alloggi utilizzati come case e
appartamenti per vacanze (riferito all’articolo 84)
Avvertenze
a) Agli alloggi utilizzati come case e appartamenti per vacanze sono attribuite
quattro stelle per un punteggio oltre i 35 punti, tre stelle per un punteggio da
25 a 34, due stelle per un punteggio da 17 a 24, una stella per un punteggio da
8 a 16.
b) Gli alloggi utilizzati come case e appartamenti per vacanze possono essere
costituiti da:
1) un vano unico con angolo cottura, locale bagno (tipo A);
2) una camera da letto, un soggiorno con angolo cottura o cucinino, locale bagno
(tipo B);
3) due camere da letto, un soggiorno con angolo cottura o cucinino, locale bagno
(tipo C);
4) tre camere da letto, una cucina, un soggiorno, un locale bagno (tipo D);
5) quattro camere da letto, una cucina, un soggiorno, un locale bagno (tipo E).
c) Gli alloggi utilizzati come case e appartamenti per vacanze con oltre 35
punti devono in ogni caso essere dotati di posto auto assegnato o di garage.
C1 – Punteggio in relazione alle caratteristiche dell’alloggio e del fabbricato.

1. TIPOLOGIA:
villa singola 4
villa a schiera 3,5
casa multipla 3
condominio 2
2. UBICAZIONE:
distanza dalla spiaggia o dagli impianti di risalita fino a mt. 100 3
distanza dal centro storico fino a mt. 300 2
3. CONSERVAZIONE DELLA SINGOLA STRUTTURA RICETTIVA:
costruzione nuova o recente (edificata dopo il 1990) 4
immobile ristrutturato (entro gli ultimi 5 anni) 3
normale 2
mediocre con necessità di interventi 1
4. LIVELLO DI PIANO:
piano attico/ville 4
piano intermedio 3
piano terreno 2
seminterrato -1
5. ARREDAMENTO:
signorile 4
buono 3
normale/medio 1
6. ATTREZZATURA:
ottima 4
buona 3
sufficiente 1
7. CONSERVAZIONE ALLOGGIO:
ottima 4
buona 3
sufficiente 1
8. IMPIANTI elettrici, termosanitari, idrici:
buoni 3
sufficienti 1
(gli impianti elettrici devono essere in ogni caso conformi alle disposizioni
della legge n. 46/1990 e successive modificazioni ed integrazioni)
9. CARATTERISTICHE ALLOGGIO E SERVIZI ANNESSI:
soggiorno 1
doppi servizi 1
cucina abitabile 1
balcone/terrazza 1
impianto centralizzato TV 1
TV 1
telefono 1
lavastoviglie 1
lavatrice 1
ascensore 1
garage 1
posto auto 1
giardino comune 1
giardino privato 1
piscina comune 1
piscina privata 1
giardino recintato 1
tripli servizi 2
antenna satellitare 1
aria condizionata 1
posto barca 1
cassetta sicurezza 1
riscaldamento 1
alloggio compreso in un complesso nautico 1
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Allegato «D»
Requisiti e caratteristiche tecniche delle strutture ricettive a carattere
sociale, suddivisi per alberghi per la gioventù od ostelli, centri per soggiorni
sociali e foresterie (riferito all’articolo 71)
D1 – Requisiti e caratteristiche tecniche degli alberghi per la gioventù od
ostelli:
1. Gli alberghi per la gioventù od ostelli devono:
a) essere dotati di tavola calda/self-service e, ove possibile, di un servizio
di mensa a favore di giovani e previa convenzione con singoli enti (Enti
pubblici locali, scuole, CRAL, associazioni o enti operanti nel settore del
turismo sociale e/o giovanile;
b) disporre di camere, camerate e di servizi disposti in settori separati per
uomini e donne;
c) disporre di camere da letto arredate con letto, sedia o sgabello, scomparto
armadio per persona, cestino rifiuti per camera;
d) possedere almeno un servizio igienico, costituito da wc, bagno o doccia,
lavabo ogni 10 persone ospitate e, comunque, un wc, un bagno o doccia ed un
lavabo comune per piano; in tale rapporto non si computano le camere dotate di
servizi igienici privati;
e) avere almeno un locale di ritrovo/soggiorno, decorosamente arredato, di norma
distinto dalla sala da pranzo;
f) disporre di idonei dispositivi e mezzi antincendio, secondo le disposizioni
vigenti e le prescrizioni dei vigili del fuoco;
g) avere impianti elettrici conformi alle norme ENPI-CEI;
h) disporre di una cassetta di pronto soccorso, con i medicamenti e i materiali
indicati dall’autorità sanitaria che può anche richiedere, in relazione
all’ubicazione, dimensioni e utenza dei complessi, l’allestimento di un locale
infermeria;
i) avere un apparecchio telefonico di norma ad uso degli ospiti;
l) assicurare un adeguato servizio di pulizia, nonché il controllo degli
ingressi e delle attrezzature, con servizio di ricezione degli ospiti e di
custodia.
D2 – Requisiti e caratteristiche tecniche delle case per ferie e dei centri per
soggiorni sociali:
1. Le case per ferie e i centri per soggiorni sociali devono:
a) disporre di camere da letto arredate con letto, sedia o sgabello, scomparto
armadio per persona, cestino rifiuti per camera;
b) possedere almeno un servizio igienico, costituito da wc, bagno o doccia,
lavabo ogni 10 persone ospitate e, comunque, un wc, un bagno o doccia ed un
lavabo comune per piano; in tale rapporto non si computano le camere dotate di
servizi igienici privati;
c) avere almeno un locale di ritrovo/soggiorno, decorosamente arredato, di norma
distinto dalla sala da pranzo;
d) disporre di idonei dispositivi e mezzi antincendio, secondo le disposizioni
vigenti e le prescrizioni dei vigili del fuoco;
e) avere impianti elettrici conformi alle norme ENPI-CEI;
f) disporre di una cassetta di pronto soccorso, con i medicamenti e i materiali
indicati dall’autorità sanitaria che può anche richiedere, in relazione
all’ubicazione, dimensioni e utenza dei complessi, l’allestimento di un locale
infermeria;
g) avere un apparecchio telefonico di norma a uso degli ospiti;
h) assicurare un adeguato servizio di pulizia, nonché il controllo degli
ingressi e delle attrezzature, con servizio di ricezione degli ospiti e di
custodia;
i) un servizio di mensa comune, ristorante o self-service.
D3 – Requisiti e caratteristiche tecniche delle foresterie:
1. Le foresterie devono:
a) disporre di camere da letto arredate con letto, sedia o sgabello, scomparto
armadio per persona, cestino rifiuti per camera;
b) possedere almeno un servizio igienico, costituito da wc, bagno o doccia,
lavabo ogni 10 persone ospitate e, comunque, un wc, un bagno o doccia e un
lavabo comune per piano; in tale rapporto non si computano le camere dotate di
servizi igienici privati;
c) disporre di idonei dispositivi e mezzi antincendio, secondo le disposizioni
vigenti e le prescrizioni dei vigili del fuoco;
d) avere impianti elettrici conformi alle norme ENPI-CEI;
e) disporre di una cassetta di pronto soccorso, con i medicamenti ed i materiali
indicati dall’autorità sanitaria che può anche richiedere, in relazione
all’ubicazione, dimensioni e utenza dei complessi, l’allestimento di un locale
infermeria;
f) avere un apparecchio telefonico di norma a uso degli ospiti;
g) assicurare un adeguato servizio di pulizia, nonché il controllo degli
ingressi e delle attrezzature, con servizio di ricezione degli ospiti e di
custodia.
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Allegato «E»
Requisiti e caratteristiche tecniche dei rifugi alpini ed escursionistici
(riferito all’articolo 73)
E1 – Requisiti e caratteristiche tecniche dei rifugi alpini:
I rifugi alpini devono disporre:
a) di locali riservati all’alloggiamento del gestore;
b) di un servizio di cucina o di attrezzatura idonea alla preparazione dei
pasti;
c) di uno spazio per la somministrazione e il consumo di alimenti e bevande;
d) di spazi destinati al pernottamento;
e) di servizi igienico-sanitari essenziali e proporzionati alla capacità
ricettiva;
f) di un impianto per la chiarificazione e smaltimento delle acque reflue, in
quanto realizzabile;
g) di attrezzature per il pronto soccorso;
h) di posto telefonico o di apparecchiature di radio telefono;
i) di un numero adeguato di estintori;
l) l) di una piazzola per l’atterraggio di elicotteri;
m) di una lampada esterna accesa dall’alba al tramonto nei periodi di apertura.
I rifugi alpini devono altresì disporre di un locale per il ricovero di fortuna,
sempre aperto e accessibile all’esterno;
n) impianti elettrici conformi alle norme ENPI-CEI;
o) idonei dispositivi e mezzi antincendio in conformità alla normativa vigente.
E2 – Requisiti e caratteristiche tecniche dei rifugi escursionistici:
1. I rifugi escursionistici devono disporre:
a) di locali riservati all’alloggiamento del gestore;
b) di un servizio di cucina o di attrezzatura idonea alla preparazione dei
pasti;
c) di uno spazio per la somministrazione ed il consumo di alimenti e bevande;
d) di spazi destinati al pernottamento;
e) di servizi igienico-sanitari essenziali e proporzionati alla capacità
ricettiva;
f) di un impianto per la chiarificazione e smaltimento delle acque reflue, in
quanto realizzabile;
g) di attrezzature per il pronto soccorso;
h) di posto telefonico o di apparecchiature di radio telefono;
i) di un numero adeguato di estintori;
l) di impianti elettrici conformi alle norme ENPI-CEI;
m) di idonei dispositivi e mezzi antincendio in conformità alla normativa
vigente;
n) di una superficie non inferiore a otto metri quadrati per le camere ad un
letto destinate agli ospiti, con un incremento di tre metri quadrati per ogni
letto base in più; è consentito sovrapporre ad ogni letto base un altro letto.
Ai fini del calcolo delle superfici, la frazione superiore a 0,50 metri quadrati
è arrotondata all’unità (65);
o) di una stanza da bagno completa a uso comune ogni dieci ospiti e comunque una
per piano, qualora non tutte le camere siano dotate di proprio bagno-doccia;
p) di un servizio igienico ad uso comune nei locali destinati alla sosta o
ristoro.
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(65) Lettera così sostituita dall’art. 9, comma 10, L.R. 15 maggio 2002, n. 13.
Il testo originario era così formulato: «n) di una superficie non inferiore a
otto metri quadrati per le camere ad un letto destinate agli ospiti, con un
incremento di tre metri quadrati per ogni letto in più anche sovrapposto. Ai
fini del calcolo delle superfici, la frazione superiore a 0,50 metri quadrati è
arrotondata all’unità;».

Allegato «F»
Requisiti dei locali destinati all’attività di affittacamere (riferito
all’articolo 77)
1. I locali destinati all’attività di affittacamere devono possedere:
a) un servizio igienico sanitario completo di wc, lavabo, vasca da bagno o
doccia ogni sei persone, comprese quelle appartenenti al nucleo familiare e alle
conviventi;
b) un arredamento minimo per la camera da letto costituito da letto, sedia,
sgabello per persona, armadio e cestino rifiuti.
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Allegato «G»
Punteggi minimi per la classificazione degli stabilimenti balneari (riferito
all’articolo 102)
Avvertenze
a) Agli stabilimenti balneari sono attribuite rispettivamente:
- quattro stelle per un punteggio oltre i 200 punti;
- tre stelle per un punteggio da 131 a 200;
- due stelle per un punteggio da 81 a 130;
- una stella per un punteggio da 40 a 80.
b) Qualora l’accesso all’arenile sia libero e gratuito senza obbligo di affitto
di materiali, al punteggio ottenuto si aggiungono 20 punti.
c) Gli stabilimenti balneari devono in ogni caso essere forniti del servizio di
salvataggio nonché di una cassetta per il pronto soccorso e del telefono ad uso
comune.
d) Le opere, le attrezzature e i servizi a disposizione degli utenti all’interno
dello stabilimento balneare sono comunque conteggiati ai fini della
classificazione, quand’anche insistenti su terreno non demaniale.
G – Punteggi minimi per la classificazione degli stabilimenti balneari
1. STATO COMPLESSIVO DELLO STABILIMENTO E SISTEMAZIONE DELL’AREA
1.01 stato di manutenzione complessivo della struttura
1.011 struttura nuova o in ottimo stato 14
1.012 in buono stato di manutenzione 10
1.013 in sufficiente stato di manutenzione 6
1.02 Superficie in concessione
1.021 fino a 5.000 mq 5
1.022 da 5001 a 20.000 mq 10
1.023 oltre i 20.000 mq 15
1.03 Superficie destinata ad aree verdi o aree comuni
1.031 oltre il 30% della superficie complessiva dell’area 30
1.032 dal 20 al 30 % della superficie complessiva dell’area 20
1.033 dal 10 al 19% della superficie complessiva dell’area 12
1.034 meno del 10% della superficie complessiva dell’area 6
1.04 Opere varie
1.041 opere fisse a difesa dell’arenile 4
1.042 accessi facilitati ai portatori di handicap 4
1.043 terrazza solarium 2
1.044 opere accessorie alle cabine (marciapiedi, passerelle d’accesso) 2
1.045 passerelle d’accesso all’arenile ed al mare
1 ogni 50 metri 6
1 ogni 100 metri 3
1 ogni più di 100 metri 1
2. STATO DI MANUTENZIONE DELLE ATTREZZATURE
2.01 Cabine
2.011 in ottimo stato di manutenzione 14
2.012 in buono stato di manutenzione 10
2.013 in sufficiente stato di manutenzione 6
2.02 Ombrelloni
2.021 in ottimo stato di manutenzione 8
2.022 in buono stato di manutenzione 6
2.023 in sufficiente stato di manutenzione 3
2.03 Lettini
2.031 in ottimo stato di manutenzione 4
2.032 in buono stato di manutenzione 3
2.033 in sufficiente stato di manutenzione 1
3. ATTREZZATURE
3.01 Cabine
3.011 con doccia interna per almeno 1/3 del totale 6
3.02 Ombrelloni
3.021 in alluminio per almeno 2/3 del totale 6
3.03 Lettini
3.031 con tettuccio 2
3.032 uno per ogni ombrellone 1
3.033 due per ogni ombrellone 2
3.034 oltre a due per ogni ombrellone 3
3.04 Sedie a sdraio o sedie
3.041 in alluminio per almeno 2/3 del totale 4
3.042 in legno 2
3.05 Attrezzature varie
3.051 1 piattello o tavolino per ogni ombrellone 1
3.052 1 attaccapanni per ogni ombrellone 1
3.053 fornitura a richiesta di cassette con chiusura per ameno il 50% degli
ombrelloni 2
4. DOTAZIONI, IMPIANTI ED ATTREZZATURE
4.01 Docce:
4.011 almeno una ogni 50 ombrelloni 16
4.012 almeno una ogni 100 ombrelloni 12
4.013 almeno una ogni 150 ombrelloni 10
4.014 almeno una ogni 200 ombrelloni 8
4.015 almeno una ogni 250 ombrelloni 4
4.016 con acqua calda 4
4.017 chiuse 4
4.02 Lavapiedi 1
4.03 Wc separati per uomini e donne
4.031 uno ogni 50 ombrelloni 16
4.032 uno ogni 100 ombrelloni 12
4.033 uno ogni 150 ombrelloni 10
4.034 uno ogni 200 ombrelloni 8
4.035 uno ogni 250 ombrelloni 4
4.036 uno ogni più di 250 ombrelloni 2
4.04 Bar e ristorazione
4.041 impianto fisso ben attrezzato con servizi igienici e personale addetto 12
4.042 bar smontabile attrezzato 8
4.043 bar smontabile con attrezzatura minima 4
4.044 ristorante o self-service 4
4.05 Impianti accessori
4.051 piscina con acqua di mare 12
4.052 piscina con acqua dolce 8
4.06 Attrezzature sportive
4.061 beach volley gratuito 2 a pagamento 1
4.062 beach soccer gratuito 2 a pagamento 1
4.063 ping pong gratuito 2 a pagamento 1
4.064 bocce gratuito 2 a pagamento 1
4.065 campo da tennis gratuito 4 a pagamento 2
4.066 minigolf gratuito 4 a pagamento 2
4.07 Altri servizi
4.071 noleggio imbarcazioni gratuito 2 a pagamento 1
4.072 posteggio surf gratuito 2 a pagamento 1
4.073 deposito materassini e varie gratuito 2 a pagamento 1
4.075 scuola nuoto, sub, surf o vela gratuito 2 a pagamento 1
4.076 trampolini gratuito 2 a pagamento 1
4.077 zattera galleggiante gratuito 2 a pagamento 1
4.078 gonfiaggio materassini gratuito 2 a pagamento 1
4.079 ricarica bombole sub gratuito 2 a pagamento 1
4.0710 servizio di animazione 6
4.0711 baby center con personale specializzato 4
4.0712 area attrezzata per giochi bambini 2.
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