L.R. 15 maggio 1997, n. 9 “Nuove norme in materia di organizzazione turistica nel Lazio”

L.R. 15-5-1997 n. 9
Nuove norme in materia di organizzazione turistica nel Lazio.
Pubblicata nel B.U. Lazio 22 maggio 1997, n. 14, S.O. n. 1.

Epigrafe
Art. 1 – Finalità.
Art. 2 – Attività di programmazione
Art. 3 – Attività di indirizzo e coordinamento.
Art. 4 – Promozione turistica all’estero.
Art. 5 – Strutture organizzative.
Art. 6 – Agenzia regionale per la promozione turistica del Lazio S.p.A.
Art. 7 – Condizioni per la partecipazione.
Art. 8 – Rappresentanti della Regione nell’Agenzia regionale.
Art. 9 – Azionisti dell’Agenzia regionale.
Art. 10 – Piani annuali di attività dell’Agenzia.
Art. 11 – Ambiti territoriali turisticamente rilevanti.
Art. 12 – Aziende di promozione turistica.
Art. 13 – Compiti delle aziende di promozione turistica.
Art. 14 – Individuazione delle aree turistiche omogenee – Forme associative e
societarie.
Art. 15 – Organi delle aziende di promozione turistica.
Art. 16 – Consiglio di amministrazione.
Art. 17 – Compiti del Consiglio di amministrazione.
Art. 18 – Il presidente.
Art. 19 – Il collegio dei revisori contabili.
Art. 20 – Statuto.
Art. 21 – Piani annuali di attività delle A.P.T.
Art. 22 – Indennità dei componenti degli organi.
Art. 23 – Direttore dell’A.P.T.
Art. 24 – I servizi di Informazione e accoglienza turistica – I.A.T.
Art. 25 – Centri visitatori.
Art. 26 – Vigilanza e controllo sull’attività.
Art. 27 – Vigilanza e controllo sugli organi.
Art. 28 – Finanziamento.
Art. 29 – Bilancio di previsione e conto consuntivo.
Art. 30 – Personale.
Art. 31 – Formazione del personale.
Art. 32 – Adeguamento della normativa regionale in materia di organizzazione
turistica.
Art. 33 – Commissari liquidatori – Assegnazione provvisoria del personale.
Art. 34 – Copertura finanziaria.
Art. 35 – Abrogazione.
Art. 36 – Esercizio transitorio delle attività dell’Agenzia regionale.
Art. 37 – Prima individuazione delle aree turistiche omogenee.

L.R. 15 maggio 1997, n. 9 (1).
Nuove norme in materia di organizzazione turistica nel Lazio.
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(1) Pubblicata nel B.U. Lazio 22 maggio 1997, n. 14, S.O. n. 1.

Art. 1
Finalità.
1. La Regione nell’ambito dei princìpi fissati dalla legge 17 maggio 1983, n.
217, in armonia con le norme del proprio Statuto, provvede alla riforma
dell’organizzazione turistica nel Lazio al fine di concorrere allo sviluppo
socio-economico del territorio regionale.
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Art. 2
Attività di programmazione (2).
1. La Regione e le province, nell’ambito delle rispettive competenze, svolgono
attività di programmazione in materia di promozione turistica.
2. La Giunta regionale adotta lo schema del piano triennale regionale di
promozione turistica, articolato in piani annuali, nel quale sono indicati:
a) gli obiettivi da raggiungere;
b) i criteri per l’individuazione delle aree turistiche omogenee, anche
interprovinciali, per vocazione e per prodotti da incentivare;
c) gli interventi da realizzare, precisando quelli di competenza
dell’amministrazione regionale nonché quelli di competenza dell’agenzia di cui
al Capo II e delle aziende di cui al Capo III;
d) i criteri, le priorità ed i tempi di realizzazione degli interventi;
e) le risorse da impiegare, le fonti di finanziamento ed i relativi destinatari,
anche in riferimento alle previsioni del bilancio pluriennale e del bilancio
annuale della Regione e del bilancio di previsione dell’Agenzia regionale di cui
all’articolo 6.
3. Lo schema di piano di cui al comma 2, è pubblicato sul Bollettino Ufficiale
della Regione Lazio entro trenta giorni dalla sua adozione per essere sottoposto
alle consultazioni svolte dalle province, ai sensi della legge regionale 11
aprile 1986, n. 17. La Giunta regionale, sulla base delle risultanze delle
consultazioni provinciali, adotta la proposta del piano triennale regionale di
promozione turistica, che viene approvato dal Consiglio regionale con propria
deliberazione e pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio.
4. Le Province elaborano ed adottano, ai sensi della legge regionale n. 17 del
1986, i programmi di sviluppo turistico nel rispetto delle previsioni del piano
triennale regionale di promozione turistica, con il concorso dei comuni e
avvalendosi delle aziende di cui al Capo III, nei quali sono indicati, tra
l’altro:
a) l’utilizzazione, per fini turistici, delle risorse territoriali, culturali ed
ambientali, anche individuando aree omogenee turisticamente rilevanti;
b) la promozione dell’attività imprenditoriale nel settore turistico e la
valorizzazione delle forme associative fra privati;
c) il turismo sociale (3).
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(2) Con Delib.G.R. 9 novembre 2001, n. 1642 è stato approvato lo schema di piano
programmatico delle attività turistico promozionali della Regione per il
triennio 2001/2003, ai sensi del presente articolo.
(3) A norma dell’art. 14, L.R. 23 dicembre 1997, n. 46, le disposizioni di cui
al presente articolo sono sospese fino alla formale costituzione degli organismi
previsti dalla presente legge.

Art. 3
Attività di indirizzo e coordinamento.
1. La Regione esercita le funzioni di indirizzo e coordinamento degli interventi
in materia di promozione turistica.
2. Le funzioni di indirizzo e coordinamento di cui al comma 1 sono esercitate
dal Consiglio regionale con apposite deliberazioni (4).
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(4) A norma dell’art. 14, L.R. 23 dicembre 1997, n. 46, le disposizioni di cui
al presente articolo sono sospese fino alla formale costituzione degli organismi
previsti dalla presente legge.

Art. 4
Promozione turistica all’estero.
1. Nel piano regionale di cui all’articolo 2, sono indicate, altresì, le
iniziative che la Regione intende realizzare all’estero, sentita la Consulta
dell’emigrazione, nel rispetto delle disposizioni contenute negli articoli 4 e
57 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, e negli
articoli 2 e 6 della legge 11 ottobre 1990, n. 292, e successive modificazioni
(5).
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(5) A norma dell’art. 14, L.R. 23 dicembre 1997, n. 46, le disposizioni di cui
al presente articolo sono sospese fino alla formale costituzione degli organismi
previsti dalla presente legge.

Art. 5
Strutture organizzative.
1. L’organizzazione turistica della Regione è così articolata:
a) Agenzia regionale per la promozione turistica del Lazio S.p.A., di seguito
denominata Agenzia regionale;
b) Aziende di promozione turistica di seguito denominate A.P.T.;
c) Servizi di Informazione e di accoglienza turistica di seguito denominati
I.A.T.
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Capo II – Agenzia regionale per la promozione turistica del Lazio S.p.A.
Art. 6
Agenzia regionale per la promozione turistica del Lazio S.p.A.
1. Per le finalità di cui all’articolo 1, la Regione promuove e partecipa alla
costituzione di una società per azioni, a norma dell’articolo 2458 e seguenti
del codice civile, denominata Agenzia regionale per la promozione turistica del
Lazio S.p.A. e regolata ai sensi dell’articolo 2325 e seguenti del codice civile
stesso.
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Art. 7
Condizioni per la partecipazione.
1. La Giunta regionale ed il suo Presidente sono autorizzati a compiere tutti
gli atti esecutivi necessari per rendere operante la partecipazione della
Regione all’Agenzia regionale e, in particolare, a stipulare l’atto costitutivo,
a sottoscrivere le azioni nonché gli eventuali accordi tra soci relativi
all’esercizio dei reciproci diritti e doveri.
2. La partecipazione della Regione all’agenzia regionale è comunque subordinata
alla condizione che lo statuto della società preveda che:
a) l’oggetto sociale consista nel garantire l’unitarietà degli interventi
necessari per la promozione dell’offerta turistica del Lazio;
b) alla Regione sia riservata la maggioranza assoluta delle azioni, da mantenere
anche in caso di aumento di capitale o di emissione di obbligazioni
convertibili;
c) sia costituito un osservatorio regionale sul turismo funzionalmente
coordinato con l’attività di rilevazione delle aziende di cui al capo III con
gestione unitaria di una banca dati;
d) la promozione dell’offerta turistica sia attuata, nel rispetto degli
indirizzi e della programmazione regionali, mediante l’adozione di piani annuali
che comprendano anche la partecipazione della Regione e degli altri soggetti
interessati alle più importanti manifestazioni, in Italia e all’estero, fermo
restando quanto previsto dall’articolo 4;
e) sia assicurato il raccordo tra le iniziative dell’Agenzia regionale, quelle
delle aziende di cui al capo III, quelle delle forme associative e societarie
previste dall’articolo 14, comma 1, lettera a), e sia costituito dall’Agenzia
regionale stessa un apposito comitato di coordinamento del quale facciano parte
i presidenti delle suddette aziende.
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Art. 8
Rappresentanti della Regione nell’Agenzia regionale.
1. La Regione è rappresentata nell’assemblea dell’Agenzia regionale dal
Presidente della Giunta o dall’Assessore competente in materia di turismo da lui
delegato.
2. I rappresentanti della Regione negli altri organi dell’Agenzia regionale sono
designati nelle forme e nei modi previsti dallo Statuto e dal Regolamento
regionali e sono vincolati, nell’esercizio del mandato, all’osservanza degli
indirizzi e delle direttive della Regione.
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Art. 9
Azionisti dell’Agenzia regionale.
1. Possono essere azionisti dell’Agenzia regionale, oltre alla Regione:
a) province, altri enti locali, singoli o associati, e loro enti operativi di
carattere culturale, turistico, ambientale;
b) camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro enti
operativi;
c) istituti di credito;
d) enti pubblici e società a prevalente capitale pubblico;
e) organizzazioni rappresentative delle imprese e loro enti operativi;
f) fondazioni a carattere culturale e turistico.
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Art. 10
Piani annuali di attività dell’Agenzia.
1. I piani annuali previsti dall’articolo 7, comma 2, lettera d), sono trasmessi
alla Giunta regionale, entro il mese di maggio dell’anno precedente a quello di
riferimento, per la verifica di compatibilità con gli indirizzi e la
programmazione regionali di cui all’articolo 2, anche ai fini del finanziamento
previsto dall’articolo 2, comma 2, lettera e).
2. L’Agenzia regionale trasmette, altresì, alla Giunta regionale, ogni sei mesi,
un rapporto sull’andamento della gestione sociale, che deve illustrare, tra
l’altro, lo stato di attuazione dei piani di cui al comma 1.
3. La Giunta regionale provvede a riferire al Consiglio, sia sulla compatibilità
dei piani annuali con gli indirizzi e la programmazione regionali, sia in merito
al rapporto sull’andamento della gestione sociale.
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Capo III – Aziende di promozione turistica
Art. 11
Ambiti territoriali turisticamente rilevanti.
1. Regione Lazio, considerata turisticamente rilevante nell’intero suo
territorio per la diffusa presenza di attrattive e prodotti turistici, è
ripartita, ai fini dell’organizzazione turistica di cui all’articolo 5, comma 1,
lettera b), in sei ambiti territoriali così individuati:
a) Comune di Roma;
b) provincia di Roma;
c) provincia di Rieti;
d) provincia di Viterbo;
e) provincia di Latina;
f) provincia di Frosinone.
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Art. 12
Aziende di promozione turistica.
1. Ai sensi dell’articolo 4 della legge n. 217 del 1983, in ciascun ambito
territoriale turisticamente rilevante, così come individuato nell’articolo 11, è
istituita un’Azienda di promozione turistica (A.P.T.), con personalità giuridica
di diritto pubblico, dotata di autonomia amministrativa e gestionale.
2. Le A.P.T. sono enti tecnico-operativi della Regione che operano in stretto
raccordo con l’Agenzia regionale di cui al Capo II, con gli enti locali, singoli
o associati, con le Soprintendenze del Ministero dei beni culturali competenti
territorialmente, con le camere di commercio, industria, artigianato e
agricoltura competenti territorialmente, con le organizzazioni di volontariato
operanti nel settore e con le organizzazioni delle categorie imprenditoriali e
professionali del settore stesso.
3. Le A.P.T. perseguono l’obiettivo di promuovere e sostenere l’attività
turistica nell’ambito del proprio territorio, con criteri di economicità e
managerialità imprenditoriale.
4. La sede di ogni A.P.T. è individuata con deliberazione del rispettivo
consiglio di amministrazione. Il consiglio di amministrazione può istituire sedi
decentrate localizzate nei punti del territorio provinciale di maggior interesse
turistico.
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Art. 13
Compiti delle aziende di promozione turistica.
1. Le A.P.T. curano lo sviluppo del sistema turistico in ogni sua forma ed in
particolare attraverso:
a) l’informazione, l’accoglienza, l’assistenza e la tutela del turista;
b) il controllo della qualità dei servizi;
c) la collaborazione con gli organi istituzionalmente preposti per la tutela del
patrimonio naturale ed artistico;
d) la consulenza e assistenza agli operatori pubblici e privati operanti nel
settore;
e) la valorizzazione turistica del proprio ambito territoriale nonché la
promozione di manifestazioni e iniziative atte a stimolare flussi turistici;
f) il sostegno, anche mediante partecipazione diretta, delle forme associative e
societarie di cui all’articolo 14;
g) la partecipazione ad iniziative di promozione all’estero secondo i programmi
regionali e per mezzo dell’Agenzia regionale;
h) ogni altra funzione ad esse attribuita dalla Regione.
2. Le A.P.T. provvedono a svolgere le attività connesse con la raccolta e la
pubblicazione delle tariffe delle strutture ricettive e delle attività gestite
in regime di concessione, all’attribuzione della classifica alle strutture
ricettive nonché alla rilevazione ed elaborazione dei dati statistici del
movimento turistico, ai fini dell’esercizio delle relative funzioni da parte
delle province.
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Art. 14
Individuazione delle aree turistiche omogenee – Forme associative e societarie.
1. L’individuazione delle aree omogenee turisticamente rilevanti di cui
all’articolo 2, comma 4, lettera a), è effettuata dalle province tenendo conto
della vocazione turistica nonché dei prodotti tipici da incentivare delle aree
stesse ed è finalizzata a:
a) costituire forme associative e societarie, anche aperte a soggetti privati,
per la promozione delle aree turistiche e la commercializzazione dei relativi
prodotti;
b) favorire la costituzione e lo sviluppo di progetti di partneriato anche a
livello transnazionale, in attuazione della normativa comunitaria in materia di
politiche strutturali.
2. Per l’individuazione delle aree turistiche omogenee interprovinciali le
province procedono d’intesa tra loro. In tale caso le forme associative e
societarie di cui al comma 1, lettera a), possono essere costituite anche tra
comuni di diverse province.
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Art. 15
Organi delle aziende di promozione turistica.
1. Sono organi dell’A.P.T.:
a) il consiglio di amministrazione,
b) il presidente,
c) il collegio dei revisori contabili.
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Art. 16
Consiglio di amministrazione.
1. Il consiglio di amministrazione dell’A.P.T. è nominato con deliberazione del
Consiglio regionale dell’articolo 54, comma 1, lettera a), dello Statuto
regionale e dura in carica tre anni.
2. Il consiglio di amministrazione delle A.P.T. istituite per gli ambiti
territoriali di cui all’articolo 11, comma 1, lettere c), d), e) ed f), è
composto da:
a) il presidente dell’amministrazione provinciale o l’assessore al turismo suo
delegato che lo presiede;
b) tre rappresentanti dei comuni territorialmente interessati, di cui uno del
comune capoluogo di provincia e due designati dai consigli provinciali con voto
limitato ad uno;
c) tre rappresentanti designati dalle confederazioni nazionali di categoria
maggiormente rappresentative;
d) il presidente della camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura
territorialmente competente o il componente della giunta camerale suo delegato;
e) un rappresentante delle associazioni pro-loco designato dall’Unione nazionale
pro-loco italiane (U.N.P.L.I.) – Sezione regionale.
3. Il consiglio di amministrazione dell’A.P.T. istituita per l’ambito
territoriale di cui all’articolo 11, comma 1, lettera b), è composto da:
a) il presidente dell’amministrazione provinciale o l’assessore al turismo suo
delegato che lo presiede;
b) il presidente dell’A.P.T. istituita per l’ambito territoriale del Comune di
Roma;
c) due rappresentanti dei comuni territorialmente interessati, designati dal
consiglio provinciale con voto limitato ad uno;
d) due rappresentanti designati dalle confederazioni nazionali di categoria
maggiormente rappresentative;
e) il presidente della camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura
territorialmente competente o il componente della giunta camerale suo delegato;
f) un rappresentante delle associazioni pro-loco designato dall’Unione nazionale
pro-loco italiane (U.N.P.L.I.) – Sezione regionale.
4. Il consiglio di amministrazione dell’A.P.T. istituita per l’ambito
territoriale di cui all’articolo 11, comma 1, lettera a), è composto da:
a) il Sindaco del Comune di Roma o l’Assessore al turismo suo delegato, che lo
presiede;
b) il presidente dell’A.P.T. istituita per l’ambito territoriale della Provincia
di Roma;
c) due rappresentanti designati dalle confederazioni nazionali di categoria
maggiormente rappresentative;
d) il Presidente della camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura
territorialmente competente o il componente della giunta camerale suo delegato.
5. Le designazioni di cui al comma 2, lettera b), c) ed e), di cui al comma 3,
lettere c), d) ed f) e di cui al comma 4, lettera c), devono pervenire entro
sessanta giorni dalla richiesta. Nel caso in cui le designazioni pervenute non
consentano il raggiungimento delle maggioranza dei componenti del consiglio di
amministrazione, si procede ai sensi dell’articolo 3 della legge regionale 3
febbraio 1993, n. 12.
6. Il consiglio di amministrazione designa il consigliere che sostituisce il
Presidente in caso di sua assenza o impedimento.
7. La prima seduta del consiglio di amministrazione è convocata dall’Assessore
regionale al turismo, che la presiede, ai fini dell’insediamento del consiglio
stesso.
8. Le sedute del Consiglio di amministrazione sono valide con la maggioranza dei
consiglieri assegnati.
9. In caso di parità di voto prevale il voto del presidente.
10. Alle sedute del consiglio di amministrazione partecipa con voto consultivo
il direttore dell’A.P.T.; le funzioni di segretario sono svolte da un
funzionario dell’azienda.
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Art. 17
Compiti del Consiglio di amministrazione.
1. Oltre alla definizione degli obiettivi e dei programmi da attuare e alla
verifica della rispondenza dei risultati della gestione amministrativa alle
direttive generali impartite dalla Regione, il Consiglio di amministrazione
delibera in ordine a:
a) lo statuto dell’A.P.T.;
b) il bilancio preventivo e il conto consuntivo;
c) il regolamento del personale, le piante organiche e relative variazioni e,
all’interno delle stesse, le professionalità necessarie;
d) il piano annuale delle iniziative da attuare sul territorio o direttamente o
in collaborazione con l’Agenzia regionale;
e) il piano di organizzazione e distribuzione dei servizi di cui all’articolo
24;
f) ogni altro atto di carattere generale che non sia di competenza di altro
organo o soggetto dell’A.P.T. ai sensi della presente legge o dello statuto;
g) la relazione annuale sull’attività e sui risultati annuali, redatta dal
direttore dell’A.P.T..
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Art. 18
Il presidente.
1. Il presidente dell’A.P.T. è il presidente dell’amministrazione provinciale o
l’assessore al turismo suo delegato. Per l’ambito territoriale del Comune di
Roma presidente è il Sindaco o l’assessore al turismo suo delegato.
2. Il presidente dell’A.P.T. è il legale rappresentante dell’azienda, ne
indirizza e coordina l’attività, tratta le questioni che gli sono delegate dal
consiglio di amministrazione e adotta i provvedimenti urgenti e indifferibili,
di competenza dello stesso consiglio di amministrazione, che devono essere
sottoposti alla ratifica di quest’ultimo nella prima seduta successiva
all’adozione del provvedimento urgente.
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Art. 19
Il collegio dei revisori contabili.
1. Il collegio dei revisori contabili è composto da tre membri effettivi e due
supplenti ed è nominato dal Consiglio regionale con voto limitato da parte dei
consiglieri a due preferenze per i membri effettivi e ad una preferenza per i
supplenti. Il collegio dura in carica tre anni ed i componenti possono essere
confermati per una sola volta.
2. Il collegio dei revisori contabili elegge il presidente scegliendolo tra i
suoi membri.
3. Il collegio dei revisori contabili esercita le seguenti funzioni:
a) formula un parere sul bilancio di previsione;
b) redige, prima dell’approvazione del conto consuntivo e del rendiconto
patrimoniale, una relazione sulla gestione e sui risultati economici e
finanziari;
c) esercita la vigilanza, attraverso l’esame degli atti e dei documenti
contabili, sulla regolarità dell’azione amministrativa dell’A.P.T., formulando
eventuali rilievi e suggerimenti;
d) verifica, almeno ogni trimestre, la situazione di cassa e l’andamento
finanziario e patrimoniale.
4. Il collegio dei revisori contabili, ogni anno, trasmette alla Giunta
regionale, che ne dà comunicazione al Consiglio regionale, una relazione,
allegata al conto consuntivo, sull’andamento della gestione amministrativa e
finanziaria dell’azienda.
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Art. 20
Statuto.
1. Entro sei mesi dalla data della deliberazione consiliare di nomina, il
consiglio di amministrazione dell’A.P.T. provvede ad adottare lo statuto
dell’azienda in cui sono indicate le competenze e le modalità di funzionamento
di ciascun organo nonché le norme di organizzazione interna e di gestione.
2. Lo statuto è approvato con deliberazione della Giunta regionale che può
apportare, ove necessario, modifiche ed integrazioni.
3. Decorso inutilmente il termine previsto dal comma 1, la Giunta regionale si
sostituisce al consiglio di amministrazione dell’A.P.T. per l’adozione dello
statuto, affidandone la redazione alla struttura regionale competente in materia
di turismo.
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Art. 21
Piani annuali di attività delle A.P.T.
1. Il consiglio di amministrazione, nel rispetto della programmazione e degli
indirizzi regionali di cui agli articoli 2 e 3, adotta il piano annuale di
attività relativo agli interventi di promozione turistica da attuare e lo
trasmette alla Giunta regionale, per l’approvazione, entro il 30 settembre
dell’anno precedente a quello cui il piano stesso si riferisce.
2. Nel piano di cui al comma 1 sono contenuti:
a) gli obiettivi, gli indirizzi ed i criteri per l’attuazione della promozione
turistica;
b) l’individuazione dei soggetti destinatari della gestione degli interventi;
c) l’indicazione delle risorse finanziarie necessarie per l’attuazione degli
interventi stessi;
d) i criteri di ripartizione delle risorse tra i soggetti di cui alla lettera
b).
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Art. 22
Indennità dei componenti degli organi.
1. Al presidente ed ai componenti dei consigli di amministrazione nonché al
presidente ed ai componenti dei collegi dei revisori contabili compete
un’indennità di presenza nella misura determinata nello statuto delle rispettive
A.P.T., tenendo conto dell’impegno richiesto. Tale indennità non può comunque
essere superiore a quella spettante ai componenti del Comitato regionale di
controllo sugli atti degli enti locali.
2. Ai componenti di cui al comma 1 aventi la propria residenza al di fuori del
comune in cui ha sede il relativo A.P.T. spetta il rimborso delle spese di
viaggio effettivamente sostenute per la partecipazione alle sedute dei consigli
di amministrazione e ai collegi dei revisori contabili.
3. Ai componenti di cui al comma 1 spetta, altresì, il rimborso delle spese ed
il trattamento di missione nella misura prevista per i dirigenti regionali,
qualora, per ragioni del loro ufficio, si rechino fuori del comune in cui ha
sede l’A.P.T.
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Art. 23
Direttore dell’A.P.T.
1. Il direttore dell’A.P.T. è assunto dal consiglio di amministrazione, nel
rispetto dei criteri indicati nella legge regionale 1° luglio 1996, n. 25, a
seguito di contratto di diritto privato, stipulato per non più di cinque anni e
rinnovabile per una sola volta. Il rinnovo dell’incarico è disposto con
provvedimento che contiene la valutazione dei risultati ottenuti dal dirigente
nello svolgimento dell’incarico concluso, in relazione all’assolvimento delle
responsabilità dirigenziali.
2. L’incarico di cui al comma 1 è conferito a dirigenti regionali, a dirigenti
in servizio presso enti dipendenti della Regione, a dirigenti di altre pubbliche
amministrazioni, a persone esterne all’amministrazione, in possesso dei
requisiti culturali, professionali e di esperienza nel settore turistico nonché
di capacità e attitudini adeguati alle funzioni da svolgere, valutati sulla base
dei risultati e delle esperienze acquisite in funzioni dirigenziali svolte nel
settore pubblico e privato in conformità a quanto previsto dalla legge regionale
n. 25 del 1996. L’incarico è conferito a seguito di bando, approvato dalla
Regione e pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione stessa, nel quale
sono determinati i requisiti di cui al presente comma.
3. Il conferimento dell’incarico di cui al comma 2 a dirigenti regionali e a
dirigenti degli enti dipendenti della Regione determina il loro collocamento in
aspettativa senza assegni per la durata dell’incarico. Il periodo di aspettativa
è utile ai fini del trattamento di quiescenza, di previdenza, e dell’anzianità
di servizio.
4. Il direttore partecipa, con voto consultivo, alle sedute del consiglio di
amministrazione, è responsabile dell’istruttoria e dell’attuazione delle
deliberazioni, del consiglio stesso e di quelle del presidente; tratta, con
rilevanza esterna, gli affari di ordinaria amministrazione, dirige ed organizza
i servizi, il personale e le attività gestionali, svolge tutti gli altri compiti
attribuiti dallo statuto dell’A.P.T.
5. Il direttore ha funzione di iniziativa ai fini del perseguimento degli
obiettivi definiti dal consiglio di amministrazione ed è direttamente
responsabile della gestione dell’A.P.T.
6. Il trattamento economico del direttore dell’A.P.T. corrisponde a quello
previsto per il dirigente di area dell’amministrazione regionale ai sensi della
legge regionale n. 25 del 1996.
7. In fase di prima attuazione della presente legge, e comunque fino al
conferimento dell’incarico di cui al comma 2, le funzioni di direttore
dell’A.P.T. sono svolte dal dirigente con le funzioni più elevate e, a parità di
funzioni, dal dirigente con la maggiore anzianità di servizio.
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Art. 24
I servizi di Informazione e accoglienza turistica – I.A.T.
1. Le A.P.T. organizzano sul territorio di competenza servizi di informazione e
di accoglienza turistica, denominati I.A.T., sulla base di un piano organico che
tenga conto della qualità ed entità delle correnti di traffico turistico, della
consistenza e qualità delle strutture ricettive, extraricettive e
turistico-sportive, della consistenza ed omogeneità delle risorse turistiche e
dei pubblici esercizi esistenti.
2. Il piano di organizzazione e distribuzione degli I.A.T. è deliberato dal
consiglio di amministrazione dell’A.P.T. è trasmesso alla Giunta regionale per
l’approvazione entro il 30 settembre dell’anno precedente a quello cui il piano
si riferisce. Il piano deve individuare i soggetti destinatari della gestione di
cui al comma 4 e lo schema di convenzione relativo.
3. In base alla durata di apertura, ogni I.A.T. può essere annuale, stagionale
od occasionale.
4. La gestione degli I.A.T. è svolta, di norma, direttamente dall’A.P.T.. Può
essere altresì affidata, in convenzione, a comuni, singoli o associati,
associazioni pro-loco, associazioni imprenditoriali di categoria, nonché ad
associazioni di volontariato e cooperative di servizi regolarmente iscritte nei
rispettivi albi.
5. In fase di prima attuazione gli I.A.T. sono istituiti nelle sedi delle
soppresse Aziende autonome di cura, soggiorno e turismo (A.A.C.S.T.).
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Art. 25
Centri visitatori.
1. Le A.P.T., nell’ambito dei compiti di cui all’articolo 13, comma 1, lettera
e), provvedono, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente
legge, sia all’individuazione dei siti per l’allestimento di centri visitatori
che alla progettazione dei centri stessi, da ubicarsi in prossimità dei parchi
archeologici e delle aree espositive museali dei parchi e delle riserve naturali
più significative del territorio regionale.
2. Ogni centro visitatori può essere dotato di servizi multimediali, di
ristorazione e commerciali destinati alla vendita di prodotti editoriali,
riproduzioni artistiche ed oggettistica di qualità. La gestione dei servizi
visitatori è affidata a soggetti ed enti pubblici e privati.
3. I progetti delle A.P.T. devono essere presentati alla Regione che, entro i
successivi sei mesi, provvede a valutarli inserendoli in un programma concordato
con il comitato regionale per i beni culturali di cui all’articolo 35 del D.P.R.
3 dicembre 1975, n. 805, e con l’Agenzia dei Parchi di cui all’articolo 27 della
legge regionale 27 aprile 1993, n. 22, fissando modalità e tempi di
realizzazione.
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Art. 26
Vigilanza e controllo sull’attività.
1. Ai sensi dell’articolo 54 dello Statuto regionale la vigilanza ed il
controllo sull’attività delle A.P.T. spettano alla Giunta regionale.
2. La Giunta regionale, in particolare:
a) emana direttive per la gestione delle A.P.T. allo scopo di assicurare la
conformità alle disposizioni della presente legge e di garantire l’attuazione
degli indirizzi della programmazione regionale;
b) vigila sulla corretta utilizzazione delle risorse assegnate e sulla
corrispondenza tra costi dei servizi e relativi benefìci nonché verifica il
conseguimento degli obiettivi, degli indirizzi e dei criteri prefissati dal
piano di cui all’articolo 21;
c) esercita il controllo di legittimità, sotto il profilo della conformità
dell’atto alle norme vigenti e alle direttive emanate dalla Regione, sugli atti
adottati dal consiglio di amministrazione e su quelli di competenza di
quest’ultimo adottati dal presidente con procedura d’urgenza, fatte salve le
disposizioni relative all’approvazione dello statuto nonché del bilancio
preventivo e del conto consuntivo.
3. Gli atti soggetti a controllo divengono esecutivi a seguito della
comunicazione della Regione che ne consente l’ulteriore corso ovvero per
decorrenza del termine di venti giorni dalla data di ricezione degli atti senza
che ne sia pronunciato l’annullamento per motivi di legittimità o siano
richiesti chiarimenti.
4. Il termine di cui al comma 3 è interrotto qualora la Giunta regionale chieda
chiarimenti. In tal caso il nuovo termine pari a venti giorni decorre dalla data
di ricezione dei chiarimenti.
5. La facoltà di chiedere chiarimenti può essere esercitata una sola volta e gli
atti si intendono decaduti se l’A.P.T. non fa pervenire i chiarimenti stessi
entro venti giorni dalla data di ricezione della richiesta.
6. In caso di inerzia o ritardo nell’adozione di atti obbligatori da parte delle
A.P.T., la Giunta regionale, previo invito a provvedere entro il termine di
novanta giorni, esercita d’ufficio o su richiesta degli interessati il potere
sostitutivo, nel rispetto di quanto previsto dalla legge regionale 25 luglio
1996, n. 27.
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Art. 27
Vigilanza e controllo sugli organi.
1. Qualora siano riscontrati gravi e ripetuti scostamenti rispetto agli
obiettivi, agli indirizzi ed ai criteri prefissati dal piano di cui all’articolo
21 e/o violazioni di legge e/o inadempienze di atti obbligatori, ovvero in caso
di impossibilità di funzionamento, la Giunta regionale dispone, con
provvedimento motivato, lo scioglimento del consiglio di amministrazione
dell’A.P.T.
2. Contestualmente allo scioglimento del consiglio di amministrazione il
Presidente della Giunta regionale nomina un commissario straordinario con pieni
poteri, che dura in carica fino alla data di insediamento del nuovo organo.
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Art. 28
Finanziamento.
1. Il finanziamento delle A.P.T. è assicurato mediante:
a) finanziamenti determinati dalla Giunta regionale sulla base degli
stanziamenti annualmente disponibili nel bilancio regionale, previa fissazione
dei criteri e delle modalità dei finanziamenti stessi;
b) contributi a qualsiasi titolo disposti da enti pubblici o da persone fisiche
o giuridiche private;
c) rendite patrimoniali;
d) proventi dai servizi, dalle attività, dai beni e dal loro commercio;
e) proventi da operazioni sul patrimonio;
f) entrate derivanti da finanziamenti comunitari, statali, regionali o di altra
provenienza per lo svolgimento di specifici interventi o attività;
g) finanziamenti determinati della Giunta provinciale annualmente.
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Art. 29
Bilancio di previsione e conto consuntivo.
1. L’esercizio finanziario coincide con l’anno solare.
2. L’A.P.T. ha un proprio bilancio di previsione ed un proprio conto consuntivo
che vengono formulati, controllati ed approvati con le modalità di cui alla
legge regionale 30 aprile 1991, n. 19, e successive modificazioni.
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Art. 30
Personale.
1. Le A.P.T., entro sessanta giorni dalla data di insediamento del consiglio di
amministrazione, approvano, in funzione delle esigenze organizzative di ciascuna
azienda e nei limiti degli stanziamenti di bilancio, le piante organiche
definitive, e all’interno delle stesse, le specifiche professionalità, nel
rispetto dei criteri definiti dalla legge regionale n. 25 del 1996.
2. Qualora non sia possibile ricoprire i posti vacanti, prioritariamente,
attraverso l’assegnazione definitiva del personale assegnato in via provvisoria
ai sensi dell’articolo 33, comma 5, e, in secondo luogo, mediante le procedure
della mobilità del personale tra le A.P.T. o all’interno del comparto enti
locali, la Giunta regionale procede all’indizione di concorsi unici mediante le
procedure di cui al comma 3.
3. Le A.P.T. comunicano alla Regione – Assessorato competente in materia di
turismo – le proprie carenze di organico per un triennio. La Regione, sulla base
di dette comunicazioni, fissa, previa informazione alle confederazioni sindacali
maggiormente rappresentative, il contingente di posti per specifiche
professionalità e la sede di destinazione e bandisce i relativi concorsi unici
avviandone le procedure. Sono dichiarati vincitori i candidati utilmente
collocati nella graduatoria di merito in misura corrispondente ai posti messi a
concorso. I candidati vincitori del concorso sono assegnati, tenendo conto delle
domande di assegnazione degli interessati e secondo l’ordine della graduatoria,
alle singole A.P.T. che hanno fatto richiesta e che provvedono all’assunzione.
La graduatoria resta valida per un triennio.
4. Gli atti e i provvedimenti relativi al personale sono di competenza delle
A.P.T.. Il trattamento giuridico, economico, di previdenza e quiescenza del
personale delle A.P.T. è regolato dalle disposizioni in vigore per i dipendenti
regionali.
5. Per quanto non disciplinato nella presente legge si applicano le norme
contenute nella legge regionale n. 25 del 1996.
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Art. 31
Formazione del personale.
1. Nel quadro di un piano organico di formazione del personale sia della Regione
sia degli enti da essa dipendenti, l’amministrazione regionale promuove e
favorisce l’aggiornamento dei dipendenti delle A.P.T., anche mediante
l’organizzazione di specifici corsi teorici e pratici, finalizzati a migliorare
la professionalità dei dipendenti stessi.
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Art. 32
Adeguamento della normativa regionale in materia di organizzazione turistica.
1. Al fine di completare il processo di conferimento di funzioni amministrative
in materia di promozione turistica alle province, la Giunta regionale, entro e
non oltre diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge,
sottopone al Consiglio regionale una proposta di modifica della legge stessa che
tenga conto:
a) dello stato di attuazione delle disposizioni contenute nel Capo III;
b) delle esperienze di programmazione avviate sul territorio delle province;
c) dello stato di attuazione della legge regionale 5 marzo 1997, n. 4, e
successive modificazioni, concernente criteri e modalità per l’organizzazione
delle funzioni amministrative a livello locale;
d) delle modifiche del quadro normativo nazionale in materia di organizzazione
turistica.
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Capo IV – Disposizioni transitorie e finali
Art. 33
Commissari liquidatori – Assegnazione provvisoria del personale.
1. Dalla data di entrata in vigore della presente legge cessano le funzioni
degli organi collegiali degli Enti provinciali per il turismo (E.P.T.) e delle
Aziende autonome di cura, soggiorno e turismo (A.A.C.S.T.) del Lazio. Entro la
stessa data, la Giunta regionale, con propria deliberazione, nomina i commissari
liquidatori con il compito anche di assicurare l’ordinaria amministrazione degli
enti e delle aziende.
2. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge i
commissari liquidatori trasmettono alla Giunta regionale:
a) lo stato di consistenza patrimoniale dei beni mobili ed immobili e la
ricognizione di tutti i rapporti attivi e passivi esistenti;
b) il bilancio di liquidazione;
c) l’elenco del personale in servizio, precisando per ogni singolo dipendente il
titolo in base al quale svolge la sua attività, la qualifica posseduta, la
specifica professionalità, il trattamento economico di previdenza e di
quiescenza nonché, ai fini della determinazione della pianta organica
provvisoria dell’A.P.T., il numero dei posti coperti alla data del 31 agosto
1993 e dei posti per i quali, alla stessa data, sia risultato in corso di
espletamento un concorso, ovvero pubblicato o autorizzato un bando di concorso,
ai sensi di quanto previsto dall’articolo 3, comma 6, della legge 24 dicembre
1993, n. 537.
3. La Giunta regionale, entro sessanta giorni dal ricevimento degli atti di cui
al comma 2, attribuisce, con apposita deliberazione, alle A.P.T. competenti per
territorio i beni ed ogni altro rapporto giuridico già intestato agli E.P.T. e
alle A.A.C.S.T.
4. Entro quindici giorni dall’insediamento degli organi delle A.P.T., i
commissari liquidatori, sulla base della deliberazione di cui al comma 3,
redigono apposito verbale di consegna alle aziende destinatarie che subentrano,
a decorrere dalla data del verbale stesso, nella titolarità dei beni e dei
rapporti giuridici di cui al comma 2, lettera a).
5. A decorrere dalla data del verbale di cui al comma 4, il personale di cui al
comma 2, lettera c), viene assegnato allo stesso titolo, in via provvisoria e
senza soluzione di continuità, alle A.P.T. competenti per territorio. Il
personale in servizio presso l’E.P.T. di Roma è assegnato provvisoriamente
all’A.P.T. del Comune di Roma. Il personale in servizio presso le A.A.C.S.T.
aventi sede nella provincia di Roma è assegnato provvisoriamente all’A.P.T.
della provincia di Roma.
6. Entro quindici giorni, dal compimento dell’ultimo atto di sua competenza il
commissario liquidatore trasmette la relazione finale sull’attività svolta al
Presidente della Giunta regionale, il quale, nei successivi quindici giorni,
dichiara l’estinzione del relativo ente o azienda.
7. Ai commissari liquidatori viene corrisposta l’indennità di carica percepita
dai presidenti dei rispettivi enti o aziende. La relativa spesa è a carico dei
competenti bilanci.
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Art. 34
Copertura finanziaria.
1. Per la partecipazione all’Agenzia regionale è autorizzata la spesa di L.
390.000.000 da imputare al capitolo, di nuova istituzione, n. 23118 denominato:
«Partecipazione della Regione Lazio all’agenzia regionale per la promozione
turistica del Lazio S.p.A.», alla cui copertura si provvede mediante riduzione
per il medesimo importo del capitolo n. 16310 «Fondo di riserva per spese
obbligatorie» (6).
2. Sul bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 1997 sono, altresì,
istituiti «per memoria» i seguenti capitoli:
a – capitolo 23119 «Finanziamento all’Agenzia regionale per la promozione
turistica nel Lazio S.p.A.» (art. 10);
b – capitolo 23120 «Contributi per spese di funzionamento e per interventi
operativi delle A.P.T.» (Art. 13, comma 1, (lettere a), b), c), d), e), g), h);
c – capitolo 23121 «Contributi per la partecipazione delle A.P.T. a forme
associative e societarie» (Art. 13, comma 1, lettera f);
d – capitolo 23122 «Iniziative di competenza dell’Amministrazione regionale»
(Art. 2, comma 2, lettera c).
3. All’atto dell’entrata in vigore della presente legge, con decreto del
Presidente della Giunta regionale si provvede al trasferimento delle residue
disponibilità dei capitoli nn. 12205, 23101, 23102, 23105, 23109 e 42138 ai
capitoli di nuova istituzione nn. 23119, 23120, 23121, 23122 con i criteri e le
modalità di cui alla presente legge. I predetti capitoli nn. 12205, 23101,
23102, 23105, 23109 e 42138 sono conservati in bilancio per la sola gestione dei
residui (7).
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(6) Comma così sostituito dall’art. 19, L.R. 23 dicembre 1997, n. 46.
(7) Articolo così sostituito dall’art. 1, L.R. 15 maggio 1997, n. 10; il comma 1
è stato poi così sostituito dall’art. 19, L.R. 23 dicembre 1997, n. 46. A norma
dell’art. 14 della stessa L.R. n. 46 del 1997 le disposizioni di cui al comma 3
sono sospese fino alla formale costituzione degli organismi previsti dalla
presente legge.

Art. 35
Abrogazione.
1. Sono abrogati:
a) la legge regionale 25 novembre 1989, n. 68;
b) gli articoli 3, 5 e 6 della legge regionale 27 settembre 1991, n. 60;
c) ogni altra disposizione contenuta in leggi regionali in contrasto con la
presente legge.
2. L’abrogazione degli articoli indicati al comma 1, lettera b), ha efficacia
dalla data di approvazione del piano triennale regionale di promozione turistica
da parte del Consiglio regionale.
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Art. 36
Esercizio transitorio delle attività dell’Agenzia regionale.
1. In sede di prima applicazione della presente legge e comunque fino alla data
di omologazione dell’atto costitutivo della società «Agenzia regionale per la
promozione turistica del Lazio S.p.A.» da parte del Tribunale, le attività ad
essa demandate dalla presente legge sono esercitate dagli enti di promozione
turistica, all’uopo individuati di volta in volta con deliberazione della Giunta
regionale.
2. In attesa della designazione di cui all’articolo 8, comma 2, la Regione è
rappresentata dall’Assessore competente in materia di turismo.
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Art. 37
Prima individuazione delle aree turistiche omogenee.
1. In sede di prima applicazione della presente legge, le province procedono
all’individuazione delle aree turistiche omogenee ai sensi dell’articolo 14
entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge stessa, anche
in mancanza degli atti di programmazione regionali e provinciali di cui
all’articolo 2.
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