L.R. 14 aprile 2004, n. 8 “Norme per il turismo in Lombardia”

L.R. 14-4-2004 n. 8
Norme per il turismo in Lombardia.
Pubblicata nel B.U. Lombardia 13 aprile 2004, n. 16, I S.O.

Epigrafe
Art. 1 – Finalità.
Art. 2 – Linee di intervento.
Art. 3 – Sistema turistico
Art. 4 – Politiche integrate per lo sviluppo turistico sostenibile del territorio.
Art. 5 – Interventi della Regione per la promozione turistica.
Art. 6 – Competenze del Comune.
Art. 7 – Competenze della Provincia.
Art. 8 – Strutture di informazione e di accoglienza turistica – IAT.
Art. 9 – Misure di incentivazione e sostegno alle imprese.
Art. 10 – Ruolo delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura.
Art. 11 – Scioglimento delle aziende di promozione turistica.
Art. 12 – Abrogazioni, modifiche e disposizioni transitorie.
Art. 13 – Norma finanziaria.

L.R. 14 aprile 2004, n. 8 (1).
Norme per il turismo in Lombardia.
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(1) Pubblicata nel B.U. Lombardia 13 aprile 2004, n. 16, I S.O.

Art. 1
Finalità.
1. La Regione, in attuazione dell’articolo 117 della Costituzione, nel rispetto
del principio di sussidiarietà e con lo strumento del partenariato:
a) riconosce il ruolo strategico del turismo per lo sviluppo economico, per la
crescita culturale e sociale della persona e della collettività e per favorire
continue e positive relazioni tra popoli e culture diverse;
b) favorisce la crescita competitiva del sistema turistico regionale e locale
per il miglioramento della qualità dell’organizzazione, delle strutture e dei
servizi;
c) sostiene il ruolo delle imprese turistiche, con particolare attenzione alle
piccole e medie imprese, sostenendo prioritariamente le attività ed i servizi
rivolti ai turisti in arrivo nella Regione Lombardia;
d) promuove la ricerca, i sistemi informativi e di monitoraggio, la
documentazione e la conoscenza dell’economia e delle attività turistiche;
e) valorizza il ruolo delle autonomie locali e funzionali e delle diverse,
autonome ed originali espressioni culturali ed associative delle comunità
locali;
f) promuove l’immagine turistica regionale sui mercati mondiali, valorizzando le
risorse e le caratteristiche dei diversi ambiti territoriali;
g) incentiva il sistema delle autonomie locali e il sistema delle imprese ad
assumere iniziative di sviluppo turistico, in relazione alla diffusa presenza di
risorse e del crescente ruolo dell’economia turistica;
h) assicura il coordinamento delle politiche intersettoriali ed infrastrutturali
necessarie alla qualificazione dell’offerta turistica, nonché alla
valorizzazione del patrimonio culturale, artistico e paesaggistico e del
prodotto enogastronomico.
2. La Regione definisce il quadro istituzionale e del rapporto tra gli enti
pubblici, in relazione all’esercizio delle attività di promozione, sviluppo e
qualificazione delle risorse turistiche lombarde.
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Art. 2
Linee di intervento.
1. La Regione assume la valorizzazione turistica tra gli obiettivi della
programmazione, privilegia gli interventi in ambiti territoriali a vocazione e
potenzialità turistica e orienta strumenti e azioni di governo verso nuove
tipologie di offerta e di prodotto.
2. Il Consiglio regionale definisce i criteri per individuare gli ambiti a
vocazione e potenzialità turistica. La coerenza dei programmi di sviluppo
turistico a tali ambiti costituisce priorità nella selezione degli interventi a
valere sulla normativa di settore. La Giunta regionale, sentita la conferenza
regionale delle autonomie, di cui all’articolo 1, comma 16, della legge
regionale 5 gennaio 2000, n. 1 (Riordino del sistema delle autonomie in
Lombardia. Attuazione del D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni
e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in
attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59)), individua gli ambiti a
vocazione e potenzialità turistica, previo parere della competente commissione
consiliare.
3. La Regione, in coerenza con le intese stabilite con le altre Regioni e le
Province autonome, per assicurare l’unitarietà del comparto turistico e la
tutela delle imprese e delle professioni, individua:
a) le tipologie di imprese operanti nel settore delle attività ricettive e di
accoglienza non convenzionali e gli standard delle loro attività;
b) gli standard dei servizi di informazione ed accoglienza, nonché gli standard
della qualità dei servizi ai fini della classificazione delle strutture comunque
utilizzate a fini turistici;
c) gli standard per l’esercizio delle agenzie di viaggio e per le organizzazioni
e le associazioni che svolgono attività similari;
d) i requisiti e le modalità di esercizio delle professioni turistiche;
e) i criteri per la gestione dei beni demaniali e loro pertinenze.
4. La Regione sostiene, sentite le associazioni rappresentative delle imprese,
le organizzazioni imprenditoriali e sindacali del settore e le associazioni dei
consumatori, attività per la tutela dei diritti del turista, comprese forme non
giudiziali di soluzione delle controversie, a partire dalle commissioni
arbitrali e conciliative delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e
Agricoltura (C.C.I.A.A.) che hanno compiti istituzionali in materia.
5. La Regione partecipa con altre Regioni alla elaborazione ed al sostegno di
progetti interregionali di sviluppo turistico.
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Art. 3
Sistema turistico (2).
1. Si definisce sistema turistico l’insieme di programmi, progetti e servizi
orientati allo sviluppo turistico del territorio e all’offerta integrata di beni
culturali, ambientali e di attrazioni turistiche, compresi i prodotti tipici
della produzione e dell’enogastronomia locale.
2. Il sistema turistico è promosso e realizzato dalle autonomie locali e
funzionali, dalle imprese del settore turistico in forma singola o associata,
dalle associazioni imprenditoriali di categoria, nonché da altri soggetti che
abbiano come scopo, il perseguimento dello sviluppo sociale ed economico del
territorio. Il sistema turistico opera per conseguire le seguenti finalità:
a) sviluppo di nuove potenzialità turistiche;
b) qualità dei prodotti turistici e offerta di nuovi prodotti;
c) integrazione tra differenti tipologie di turismo, anche al fine della sua
destagionalizzazione;
d) realizzazione di interventi infrastrutturali e di riqualificazione urbana e
del territorio;
e) sostegno all’innovazione tecnologica;
f) crescita della professionalità degli operatori e sviluppo delle competenze
manageriali;
g) promozione e attività di marketing.
3. I modelli organizzativi, gli strumenti operativi, il conferimento delle
risorse necessarie e la durata del sistema turistico sono determinati in
funzione della tipologia degli interventi da realizzare. A questi fini
nell’ambito di un sistema turistico possono coesistere più soggetti attuatori,
che individuano un coordinatore del programma.
4. La partecipazione congiunta di soggetti pubblici e privati è condizione
necessaria per ottenere dalla Regione il riconoscimento del sistema turistico.
5. Il riconoscimento del sistema turistico, d’intesa con la Provincia
competente, avviene con l’approvazione da parte della Giunta regionale del
programma di sviluppo turistico, il quale deve essere coerente con gli indirizzi
della programmazione regionale e viene valutato considerando:
a) la rilevanza turistica ai sensi dell’articolo 2, comma 2 e la congruità
dell’area territoriale interessata;
b) l’integrazione tra soggetti pubblici e privati anche in forma consortile e
cooperativa;
c) la tipologia e la qualità del prodotto turistico.
6. La Regione assicura il coordinamento e le azioni necessarie per la
costituzione di sistemi che interessino più Provino più Regioni.
7. La Giunta regionale determina i criteri e le modalità per l’ammissione dei
programmi alle misure di sostegno.
7-bis. La Regione può concorrere al finanziamento degli interventi
infrastrutturali realizzati dalle province all’interno dei sistemi turistici
(3).
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(2) Si veda la Delib.G.R. 16 dicembre 2004, n. 7/19893 e la Delib.G.R. 16
dicembre 2004, n. 7/19895.
(3) Comma aggiunto dall’art. 2, comma 3, lett. a) della L.R. 20 dicembre 2004,
n. 36.

Art. 4
Politiche integrate per lo sviluppo turistico sostenibile del territorio.
1. La Regione, nel quadro degli obiettivi strategici del programma regionale di
sviluppo, orienta le politiche in materia infrastrutture e servizi
all’integrazione necessaria per realizzare un turismo sostenibile sotto il
profilo ambientale, economico e sociale, in raccordo con i soggetti di cui ai
commi 5 e 6.
2. Il documento di programmazione economico-finanziaria regionale determina le
linee operative e le priorità di intervento.
3. La Giunta regionale coordina la raccolta e l’elaborazione dei dati relativi
all’attività turistica, anche attraverso la definizione di standard comuni ed
attiva ricerche per la conoscenza dei mercati e delle loro tendenze.
4. La Regione sostiene le iniziative per la valorizzazione patrimonio
naturalistico e dei parchi, finalizzate allo sviluppo del turismo di elevata
sostenibilità e qualità ecologica.
5. L’assessore regionale competente in materia di turismo convoca periodicamente
e presiede la riunione dei rappresentanti regionali delle autonomie locali e
funzionali, delle associazioni di rappresentanza delle imprese, delle
associazioni turistiche e di tutela dei consumatori al fine di assicurare il
coordinamento relativamente a:
a) valorizzazione e promozione del territorio e dei prodotti turistici;
b) sviluppo dei sistemi turistici;
c) funzionalità dell’assetto organizzativo e gestionale del turismo lombardo;
d) modalità annuali di intervento.
6. È istituito il tavolo istituzionale per le politiche turistiche, composto
dall’assessore regionale competente, che lo presiede, dagli assessori al turismo
delle Province e dei Comuni capoluogo e da un presidente di Comunità montana per
ogni Provincia.
7. La Giunta regionale trasmette al Consiglio regionale, ogni anno, una
relazione sull’attuazione della presente legge sullo sviluppo delle attività
turistiche in Lombardia. In fase prima attuazione la relazione è biennale.
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Art. 5
Interventi della Regione per la promozione turistica.
1. La Giunta regionale ai fini della promozione turistica esercita le seguenti
attività:
a) attuazione degli interventi per la promozione dell’offerta e per la
diffusione dell’immagine e del prodotto turistico della Lombardia in Italia ed
all’estero;
b) definizione del programma delle proprie iniziative editoriali e
individuazione delle manifestazioni nazionali ed internazionali, delle fiere e
delle esposizioni cui la Regione partecipa con proprie attività promozionali;
c) realizzazione del portale regionale del turismo come punto comune di accesso
e coordinamento di servizi e attività svolte da soggetti diversi. Lo strumento
di comunicazione e connessione tra i sistemi informatici è inserito nella rete
regionale.
2. La Giunta regionale individua le modalità della partecipazione alle
iniziative regionali delle autonomie locali e funzionali, degli operatori
privati e delle associazioni rappresentative delle imprese, anche per quanto
riguarda lo svolgimento di funzioni di commercializzazione.
3. La Giunta regionale può sostenere attività innovative e di carattere
sperimentale, con risorse proprie e d’intesa con i livelli di governo locale.
3-bis. La Regione può realizzare interventi funzionali al raggiungimento delle
finalità di cui all’articolo 3, comma 2. A tale fine la Giunta regionale
determina i criteri e le modalità per la definizione dell’interesse regionale di
specifici progetti, da attuarsi anche attraverso apposite convenzioni (4).
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(4) Comma aggiunto dall’art. 2, comma 3, lett. b) della L.R. 20 dicembre 2004,
n. 36.

Art. 6
Competenze del Comune.
1. Il Comune promuove o partecipa ai sistemi turistici, all’attivazione della
struttura di informazione ed accoglienza turistica (IAT) e concorre alla
definizione dei programmi della Provincia.
2. Il Comune organizza e sostiene iniziative di promozione e valorizzazione
turistica locale e può avvalersi, per lo svolgimento delle proprie funzioni,
delle associazioni pro loco e di altri organismi associativi operanti sul
territorio, ovvero ricorrere a forme di gestione associata, incluse le Comunità
montane.
3. Il Comune esercita le seguenti funzioni:
a) la raccolta e la comunicazione delle segnalazioni dei turisti relativamente
alle attrezzature, ai prezzi delle strutture ricettive ed alle tariffe dei
servizi e delle professioni turistiche, in collaborazione con le strutture IAT;
b) la rilevazione e la comunicazione alla Regione ed alle Province delle
presenze turistiche nelle strutture extralberghiere del proprio territorio.
4. I Comuni di Campione d’Italia e di Livigno, in considerazione della specifica
situazione di extraterritorialità, della particolare posizione geografica e
della differente normativa vigente in materia tributaria ed extratributaria,
possono esercitare le funzioni attribuite alle Province con la presente legge e
quelle relative alle strutture IAT; a tal fine, la Giunta regionale disciplina,
con specifica deliberazione, sentita la commissione consiliare competente,
l’istituzione di un apposito organismo costituito da esperti in materia di
turismo, da designarsi senza vincoli di residenza o domicilio e ne determina le
funzioni e le modalità di funzionamento.
5. I Comuni e le Comunità montane partecipano alle forme locali di consultazione
sulle politiche ed iniziative turistiche istituite dalle Province.
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Art. 7
Competenze della Provincia.
1. La Provincia concorre alla definizione delle politiche regionali, attraverso
il tavolo istituzionale per le politiche turistiche; definisce proprie politiche
di valorizzazione turistica del territorio, istituendo forme e strumenti di
consultazione dei Comuni e delle Comunità montane; promuove, coordina e sostiene
i sistemi turistici, anche attraverso la propria partecipazione.
2. La Provincia svolge funzioni di promozione del patrimonio turistico,
paesaggistico, storico ed artistico, anche mediante il coordinamento e il
sostegno delle attività di altri soggetti istituzionali, delle strutture IAT,
delle imprese e loro associazioni e delle associazioni senza fini di lucro.
3. La Provincia raccoglie ed elabora i dati connessi all’attività turistica,
alberghiera ed extralberghiera, trasmettendoli agli uffici competenti secondo
modalità e specifiche tecniche stabilite dalla Giunta regionale ed assicurandone
la disponibilità ai Comuni.
4. Sono attribuite alle Province:
a) le funzioni gestionali ed amministrative relative ai contributi regionali
alle singole associazioni pro loco;
b) le funzioni relative alla tenuta di albi, elenchi e registri delle
professioni turistiche e di enti senza scopo di lucro con finalità turistica,
escluse le associazioni pro loco.
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Art. 8
Strutture di informazione e di accoglienza turistica – IAT.
1. Le strutture IAT svolgono le attività di informazione ed accoglienza
turistica assicurando i seguenti servizi che ne costituiscono i requisiti
essenziali:
a) informazioni e distribuzione di materiale promozionale sulle attrattive
turistiche dell’ambito locale, degli ambiti territoriali limitrofi, della
Provincia e dell’intera Regione;
b) informazioni sull’organizzazione dei servizi, sulla disponibilità ricettiva e
di ristorazione;
c) informazioni sull’offerta di servizi turistici, di itinerari di visita ed
escursione personalizzati;
d) collaborazione alla raccolta e trasmissione alla Provincia dei dati richiesti
dalla Regione.
2. Le strutture IAT, a durata continuativa o temporanea, sono istituite per
iniziativa dei Comuni, delle C.C.I.A.A., delle associazioni pro loco o delle
associazioni di rappresentanza delle imprese e di categoria e consorzi degli
operatori di settore. Gli enti promotori definiscono le forme e le modalità di
gestione delle strutture. La Regione determina, con regolamento, i criteri per
la costituzione delle strutture IAT e le modalità di svolgimento dei servizi, al
fine di garantirne l’omogeneità sul territorio regionale. La Provincia, in base
alla verifica dei requisiti e del rispetto dei criteri, concede il nulla osta
all’istituzione delle strutture IAT. La Provincia assicura l’istituzione di una
struttura IAT nel proprio capoluogo anche mediante l’intervento finanziario
straordinario della Regione, qualora gli enti promotori non abbiano provveduto
in merito.(5)
3. Le strutture IAT possono svolgere attività di prenotazione dei servizi
turistici locali.
4. I servizi prestati dalle strutture IAT sono a titolo gratuito sia per gli
utenti che per le imprese.
5. La Regione, le Province, le C.C.I.A.A., le associazioni ed i consorzi degli
operatori del settore definiscono specifiche modalità ed accordi finanziari e
gestionali per l’istituzione di strutture IAT presso le porte internazionali
aeroportuali e ferroviarie della Lombardia.
6. Le strutture IAT esistenti continuano a svolgere servizi e funzioni di
competenza fino all’entrata in vigore del regolamento di cui al comma 2.
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(5) Comma modificato dall’art. 3, comma 5, lett. a), della L.R. 3 novembre 2004,
n. 30.

Art. 9
Misure di incentivazione e sostegno alle imprese.
1. La Regione orienta le misure di sostegno economico al raggiungimento di
elevati standard qualitativi, alla realizzazione di sistemi di eccellenza e di
nuovi prodotti turistici.
2. Sono estesi alle imprese turistiche, ivi comprese le agenzie di viaggio, nel
rispetto della normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato, agevolazioni,
contributi, sovvenzioni, incentivi e benefici di qualsiasi genere previsti dalle
norme vigenti per le piccole e medie imprese industriali.
3. Le risorse regionali, erogate attraverso misure di sostegno alle imprese o di
cofinanziamento, nel rispetto della normativa comunitaria, non possono essere
superiori all’ammontare dell’intervento di risorse private.
4. La Regione sostiene le attività dei consorzi tra imprese, anche nell’ambito
dei programmi dei sistemi turistici, orientate:
a) allo sviluppo delle singole imprese, attraverso l’assistenza nella
definizione delle politiche commerciali e la gestione comune di servizi;
b) alle iniziative di promozione per la qualità dei territori, delle imprese e
dei prodotti turistici.
5. La Regione favorisce le iniziative di soggetti pubblici e privati finalizzate
all’acquisizione di specifiche capacità manageriali ed imprenditoriali nel
settore del turismo.
6. La Giunta regionale approva annualmente, in attuazione delle previsioni del
documento di programmazione economico-finanziaria regionale, i criteri per gli
interventi di incentivazione e di sostegno alle imprese.
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Art. 10
Ruolo delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura.
1. La Regione riconosce il ruolo delle C.C.I.A.A. nel settore del turismo,
nell’ambito delle funzioni di interesse generale per il sistema delle imprese,
con l’obiettivo del loro consolidamento e della crescita qualitativa e
quantitativa.
2. Le C.C.I.A.A. partecipano ai sistemi turistici ed alle strutture IAT.
3. La Giunta regionale e le C.C.I.A.A., singole o in forma associata, attraverso
intese e convenzioni, specificano le funzioni di cui al comma 1 e l’assunzione
dei relativi oneri, in riferimento alle attività di:
a) promozione e sostegno alla costituzione di nuove imprese;
b) formazione e aggiornamento degli imprenditori;
c) programmi per la qualità e lo sviluppo sostenibile dell’attività
imprenditoriale.
4. Le C.C.I.A.A. svolgono le funzioni relative alla tenuta di albi ed elenchi di
attività di impresa nel comparto turistico.
5. Le azioni stabilite con le intese e le convenzioni di cui al comma 3 sono
definite e sviluppate all’interno dei program-mi dei sistemi turistici.
6. La Regione stabilisce le forme di collaborazione con le C.C.I.A.A. in materia
di azioni per la tutela dei diritti del turista e in ordine alle finalità,
modalità e procedure della raccolta ed elaborazione dei dati sull’attività
turistica.
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Art. 11
Scioglimento delle aziende di promozione turistica.
1. Dalla data di entrata in vigore della presente legge decadono, ad eccezione
del collegio dei revisori dei conti, gli organi delle aziende di promozione
turistica (APT) provinciali della Lombardia, istituite con legge regionale 30
luglio 1986, n. 28 (Riordinamento dell’amministrazione periferica del turismo).
2. Dalla stessa data i presidenti di ciascuna APT assumono la funzione di
commissari straordinari, che, entro novanta giorni, redigono un verbale di
ricognizione del personale, della consistenza e destinazione d’uso del
patrimonio, di tutti i beni mobili ed immobili, delle risorse strumentali, del
rendiconto delle attività e passività e di ogni altra situazione rilevante, e lo
trasmettono alla Provincia competente. Dal momento del recepimento del verbale,
la Provincia subentra alla APT in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi,
garantendo la continuità del servizio al pubblico. In pari data i commissari
straordinari cessano dall’incarico e decade il collegio dei revisori dei conti.
In caso di sopravvenuta impossibilità o comunque di mancato rispetto dei
termini, la Giunta provinciale provvede alla nomina di un nuovo commissario
straordinario ovvero di nuovi revisori dei conti.
3. Ai commissari straordinari è corrisposta la stessa indennità prevista per la
funzione di presidente.
4. Il personale di ruolo delle APT è inquadrato nei ruoli organici della
rispettiva Provincia, nella corrispondente qualifica funzionale e profilo
professionale, senza soluzione di continuità del rapporto di lavoro, del
contratto applicato e del trattamento economico in godimento, della sede e
dell’orario di lavoro, nonché delle mansioni svolte.
5. La contrattazione decentrata tra le organizzazioni sindacali territoriali di
categoria e le Province determina, entro sessanta giorni dalla data del
trasferimento, le forme di tutela dei lavoratori interessati, in ordine al
mantenimento del trattamento economico accessorio in godimento, della sede di
lavoro, delle mansioni svolte e dell’orario di lavoro in essere all’atto del
trasferimento, nonché alla salvaguardia e allo sviluppo della professionalità
acquisita, con riferimento prioritario alle funzioni attribuite alle Province.
6. Eventuali contratti di lavoro a termine, stagionali, di collaborazione
coordinata e continuativa, di formazione e lavoro, interinali o temporanei
comunque giuridicamente configurati sono mantenuti fino alla scadenza.
7. La Regione assicura alle Province, in sede di prima attuazione della legge e
comunque fino all’entrata in vigore dei provvedimenti di attuazione
dell’articolo 119 della Costituzione in materia di autonomia di entrate e di
spese, risorse non inferiori ai costi complessivamente sostenuti dalle APT per
il personale e per la gestione degli uffici, sulla base delle risultanze
dell’ultimo esercizio precedente allo scioglimento.
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Art. 12
Abrogazioni, modifiche e disposizioni transitorie.
1. Dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono abrogate, in
particolare, le seguenti disposizioni:
a) la legge regionale 30 luglio 1986, n. 28 (Riordinamento dell’amministrazione
periferica del turismo);
b) la legge regionale 13 marzo 1987, n. 11 (Modifica all’art. 2 (Ambiti
territoriali turisticamente rilevanti) della L.R. 30 luglio 1986, n. 28
«Riordinamento dell’amministrazione periferica del turismo»);
c) il comma 3 dell’articolo 1 della legge regionale 8 settembre 1987, n. 32
(Variazione al bilancio per l’esercizio finanziario 1987 e al bilancio
pluriennale 1987/89 con modifiche di Leggi Regionali – II Provvedimento);
d) la legge regionale 12 gennaio 1987, n. 3 (Iscrizione previdenziale del
personale delle aziende di promozione turistica);
e) la lettera c) del comma 43 dell’articolo 2 della legge regionale 5 gennaio
2000, n. 1 (Riordino del sistema delle autonomie in Lombardia. Attuazione del
D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi
dello Stato alle regioni ed agli enti locali in attuazione del capo I della
legge 15 marzo 1997, n. 59);
f) la lettera k) del comma 47 dell’articolo 2 della legge regionale 5 gennaio
2000, n. 1 (Riordino del sistema delle autonomie in Lombardia. Attuazione del
D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi
dello Stato alle regioni ed agli enti locali in attuazione del capo I della
legge 15 marzo 1997, n. 59.)
2. Dall’1 gennaio 2005 sono abrogate le seguenti disposizioni:
a) la legge regionale 11 agosto 1973, n. 28 (Interventi diretti per la
promozione del turismo regionale);
b) l’articolo 23 della legge regionale 5 settembre 1978, n. 57 (Rifinanziamento
e modifiche di leggi regionali e variazioni al bilancio pluriennale 1978-1981 e
al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 1978 – 1° provvedimento);
c) il comma 27 dell’articolo 4 della legge regionale 27 gennaio 1998, n. 1
(legge di programmazione economico-finanziaria ai sensi dell’art. 9 ter della
L.R. 31 marzo 1978, n. 34 «Norme sulle procedure della programmazione, sul
bilancio e sulla contabilità della regione» e successive modificazioni e
integrazioni).
3. Dopo il comma 3 dell’articolo 7 della legge regionale 25 ottobre 2001, n. 16
(Nuova disciplina relativa all’albo regionale e all’attività delle associazioni
pro loco), è aggiunto il seguente: «3-bis. Le funzioni gestionali e
amministrative relative ai contributi di cui al comma 1 sono attribuite alle
Province, cui vengono conferite le risorse necessarie in base a riparto
effettuato con l’atto della Giunta regionale di cui al comma 3.».
4. Sono fatti salvi gli effetti delle obbligazioni e delle deliberazioni
attuative di durata annuale assunte ai sensi delle disposizioni di cui al comma
1.
5. Fino all’approvazione degli atti di cui all’articolo 2, comma 2, all’articolo
3, comma 7 e all’articolo 9, comma 6, rimangono in vigore gli indirizzi, le
misure e le azioni contenute nella deliberazione del Consiglio regionale 11
novembre 2003, n. VII/910 (Programma triennale degli interventi per l’incremento
del turismo verso la Lombardia (2003-2005)), pubblicata nel Bollettino ufficiale
della Regione, 1° Supple-mento Straordinario al n. 49 del 2 dicembre 2003 e
relativi atti attuativi della Giunta regionale.
5-bis. La Giunta regionale dà attuazione, con propri provvedimenti, alle
disposizioni di cui agli articoli 6, 7 e 10 (6).
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(6) Comma aggiunto dall’art. 2, comma 3, lett. c) della L.R. 20 dicembre 2004,
n. 36.

Art. 13
Norma finanziaria.
1. Alle spese previste all’articolo 11, comma 7 si provvede con le risorse
stanziate all’UPB 2 marzo 2010.2.2.15 «Internazionalizzazione e promozione del
«sistema impresa»» dello stato di previsione delle spese del bilancio per
l’esercizio finanziario 2004 e successivi.
2. Alla determinazione della spesa per gli anni successivi si provvederà con
legge di approvazione del bilancio del relativo esercizio ai sensi dell’articolo
22, comma 1 della legge regionale 31 marzo 1978, n. 34 (Norme sulle procedure
della programmazione, sul bilancio e sulla contabilità della Regione) e
successive modificazioni ed integrazioni.
3. All’autorizzazione delle altre spese previste dai precedenti articoli si
provvederà con successivo provvedimento di legge.
La presente legge regionale è pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.

È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge
della Regione lombarda.
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