L’ hotel Sole chiude per lavori restano a casa i 40 dipendenti

25/10/2010


L’ HOTEL Sole chiude per ristrutturazione e manda a casa tutto il personale. Ieri i 40 dipendenti che da gennaio resteranno senza stipendio si sono dati appuntamento davanti alla sede storica in corso Vittorio Emanuele per dire no al «licenziamento di massa». Un sit-in e uno sciopero di 12 ore per chiedere all’ azienda garanzie: «Pretendiamo che ci riassumano tutti». Con striscioni e una bara di frassino hanno celebrato il funerale dello storico albergo. La struttura, dal 2007 di proprietà del gruppo Angala hotel, all’ inizio dell’ anno aveva annunciato il licenziamento di 15 persone. Poi il passo indietro a la cassa integrazione a rotazione per 23 lavoratori. Un mese fa il colpo di scena. Da gennaio tutti a casa. L’ azienda ha inviato ai dipendenti una lettera per comunicare l’ avvio della procedura di mobilità. Il motivo? La Provincia di Palermo ha imposto la messa in sicurezza degli impianti della struttura, ormai improrogabile. Il personale non ci sta: «È un licenziamento di massa. La ristrutturazione è solo un pretesto. Temiamo che l’ intenzione vera sia vendere la struttura», dice Giuseppe Fortunato. Per Maria Teresa Faraci «è un’ ingiustizia. Molti di noi lavorano qui da oltre 20 anni. Da mesi percepiamo lo stipendio in ritardo e abbiamo difficoltà ad andare avanti». Senza frutto l’ incontro coi sindacati. «Abbiamo chiesto la cassa integrazione in deroga – dice Peppino Di Stefano della Filcams Cgil – ma ci basterebbe l’ impegno del gruppo a riassumere tutti i lavoratori dopo i 18 mesi di lavori». Un impegno che l’ amministratore delegato della società proprietaria della struttura, Giuseppe Alagna, non se la sente di prendere. «È un momento di grande difficoltà del settore turistico. Da mesi l’ hotel è in grande perdita e non escludiamo la possibilità che a fine lavori la gestione passi a terzi. Per i lavoratori ci saranno però tutti gli ammortizzatori sociali previsti dalla mobilità». Domani il personale si riunirà in assemblea per decidere le iniziative di protesta