Nota modifiche alla legge 146/90 introdotte dalla legge 83/2000 CGIL CISL UIL 24/05/2000

                                  Roma, 24 maggio 2000

                            Alle segreterie nazionali di categoria
                            CGIL CISL UIL
                              interessate alla disciplina del diritto di sciopero
    Loro Sedi

    Oggetto: Modifiche alla legge 146/90 introdotte dalla legge 83/2000

    Per attuare le disposizioni previste dalla legge 146/90, come innovate dalla legge 83/2000, sono necessari adeguamenti della disciplina contrattuale ed integrazioni degli accordi applicativi esistenti. Si è ritenuto necessario elaborare l’allegata nota di riflessione unitaria per evidenziare alcune tematiche piuttosto delicate, che le categorie dovranno affrontare o in sede di definizione dei contratti nazionali in corso di stipulazione o in sede di aggiornamento degli accordi esistenti.

    La Commissione di Garanzia ha deliberato in data 4/5 u.s. che "ai lavoratori dipendenti si applica transitoriamente, fino all’entrata in vigore di eventuali nuovi accordi valutati idonei o all’emanazione della provvisoria regolamentazione ai sensi dell’art. 13 lett. a), la regolamentazione derivante da accordi o da proposte della Commissione già vigenti in base alla legge 146/1990". Il periodo transitorio è stato definito in sei mesi dall’entrata in vigore della legge 83/2000 e cioè fino al 26 ottobre 2000.

    Si invitano le categorie nazionali interessate a procedere unitariamente ad una valutazione sugli accordi vigenti e sulle problematiche emergenti, alla luce del nuovo contesto legislativo in preparazione di una riunione unitaria, che ci riserviamo di convocare a breve. Ove emergessero scadenze più ravvicinate, vi chiediamo di darcene tempestiva informazione per una eventuale valutazione congiunta.

    Saluti

    p. la CGILp. la CISLp. la UIL
    (Walter Cerfeda) (P. Paolo Baretta) (Paolo Pirani)

    Nota di riflessione sulle questioni applicative
    della legge 83/2000 di modifica della legge 146/90

    1.Campo di applicazione immutato

      I servizi essenziali, per i quali si deve contemperare l’esercizio del diritto di sciopero con il godimento dei diritti della persona, costituzionalmente tutelati, sono rimasti gli stessi definiti dall’art. 1 della 146/90 ed individuati successivamente negli accordi applicativi.

    2.Soggetti a cui si applica: allargamento ai lavoratori autonomi, ai professionisti, ai piccoli imprenditori (come definiti dall’art. 2083 del Codice Civile)

      Oltre ai lavoratori dipendenti dalle aziende operanti nei servizi pubblici e dalle imprese, che erogano servizi strumentali, accessori o collaterali, che utilizzano lo sciopero, "la legge si applica all’astensione collettiva dalle prestazioni, ai fini di protesta o di rivendicazione di categoria, da parte di lavoratori autonomi, professionisti o piccoli imprenditori, che incida sulla funzionalità dei servizi pubblici" tutelati dalla legge 146/90. Si prevedono codici di autoregolamentazione, valutati dalla Commissione di Garanzia, entro 6 mesi.
      L’applicazione di questa norma di estensione richiede la individuazione dei servizi e delle relative categorie del lavoro autonomo, che gestiscono servizi pubblici, (ad es.: tassisti, avvocati, medici etc.), ma anche la identificazione dei servizi strumentali, accessori o collaterali, che incidono sulla funzionalità dei servizi pubblici erogati da imprese con lavoratori dipendenti.
      Il dibattito in corso (vedasi contestazione degli avvocati) fa emergere una riflessione sull’opportunità di lasciare alle categorie del lavoro autonomo la maturazione della scelta di stare dentro la legge 146/90 ed 83/2000, con il rischio di far trascorrere inutilmente i sei mesi previsti dalla legge oppure di sollecitare la Commissione di garanzia ad attivare un processo di audizioni, coinvolgendo anche le Confederazioni, per definire al termine una delibera sotto forma di linee guida, che vincoli i soggetti a procedere alla proposta dei codici di autoregolamentazione.
      Sul tema dei servizi strumentali, accessori o collaterali si rileva la necessità di una individuazione anche di attività, svolta da lavoratori dipendenti, che incidono sulla funzionalità o sulla fruibilità di servizi pubblici (ad esempio Vigili del Fuoco sul trasporto aereo, attività di pulizia nelle scuole o negli ospedali, etc.).

    3.Prevenzione del conflitto: introduzione delle procedure di raffreddamento e di conciliazione.

      Gli accordi applicativi della legge o gli stessi contratti collettivi devono prevedere "procedure di raffreddamento e di conciliazione, obbligatorie per entrambi le parti, da esperire prima della proclamazione dello sciopero."
      Questo è uno dei contenuti più qualificanti, che deve essere immediatamente rivendicato, in una trattativa tra le categorie e le rispettive controparti. Si precisa che sono obbligatorie le procedure, mentre non è vincolante la proposta di conciliazione.
      Per quanto riguarda la procedura di raffreddamento, si tratta sostanzialmente di ragionare sulle modalità (presentazione della piattaforma o della questione vertenziale), sui tempi massimi per la convocazione e sulla durata della trattativa (potrebbe essere individuata una durata massima derogabile per accordo preventivo fra le parti in relazione all’eventuale complessità della vertenza); inevitabilmente la procedura di raffreddamento deve definire i soggetti titolari (ovviamente diversi a seconda del livello) della trattativa e l’eventuale possibilità di ricorrere ad un livello superiore.
      Conclusa la procedura di raffreddamento, dovrà essere attivata quella di conciliazione, per la quale è necessario definire una durata non derogabile. Tema estremamente delicato riguarda la scelta dell’organismo, a cui affidare l’elaborazione di una proposta di conciliazione. Può essere ripresa la riflessione sulla commissione dei saggi per le vertenze di applicazione dei contratti nazionali, da prevedere nel contratto nazionale.
      Va tenuto presente che la procedura di raffreddamento non deve diventare il percorso surrettizio per ottenere una sede di trattativa per soggetti, che non ne abbiano titolarità.

      4.Prestazioni indispensabili (o minimi di servizio): allargate a intervallo minimo fra l’effettuazione di uno sciopero e la proclamazione del successivo, a procedure di raffreddamento e di conciliazione.

        Oltre a quanto già previsto dall’art. 2 comma 2 della 146/90, che ha rappresentato il riferimento per gli accordi fatti dal 1990 ad oggi e già valutati idonei dalla Commissione di Garanzia, che quindi esplicitano nel concreto dei singoli settori quali sono le prestazioni indispensabili, da garantire durante uno sciopero, negli accordi si dovranno indicare "intervalli minimi da osservare fra l’effettuazione di uno sciopero e la proclamazione del successivo, quando ciò sia necessario ad evitare che, per effetto di scioperi proclamati in successione da soggetti sindacali diversi e che incidono sullo stesso servizio finale o sullo stesso bacino di utenza, sia oggettivamente compromessa la continuità dei servizi pubblici" oltre che le procedure di cui al precedente punto 3.

          La definizione dell’intervallo minimo è lasciata alla trattativa di revisione degli accordi esistenti, quindi tali intervalli minimi potranno essere differenziati in relazione al valore sociale della continuità dello specifico servizio.
          L’incidenza sullo stesso servizio finale o sullo stesso bacino di utenza richiama la necessità di definire quali servizi diretti o strumentali provochino effetti convergenti; l’esempio tipico è il trasporto aereo. Indirettamente il concetto di bacino di utenza può richiamare anche la questione degli effetti ultrattivi; gli esempi tipici sono gli scioperi articolati nel trasporto aereo, negli impianti dell’ENAV, nel trasporto ferroviario.
          Il riferimento a soggetti sindacali diversi dovrà essere approfondito, anche per verificare se la norma non si applichi in caso di proclamazione in sequenza da parte degli stessi soggetti sindacali.
          La definizione legislativa di intervallo minimo è profondamente cambiata rispetto al d.d.l. del governo, che prevedeva l’intervallo minimo fra la proclamazione di uno sciopero e la proclamazione del successivo. Infatti si dovrà chiarire se si deve attendere l’effettuazione di uno sciopero per poterne proclamare un altro. Nel caso uno o più soggetti abbiano proclamato uno sciopero con un preavviso molto lungo, è possibile per altri soggetti proclamare uno sciopero prima dell’effettuazione di quello già proclamato? L’intervallo minimo deve comprendere anche i giorni di eventuali franchigie?
          E’ opportuno prima di aprire le trattative nei singoli settori definire unitariamente i servizi, per i quali è necessario coordinare le norme dei singoli accordi. Data la eterogeneità delle controparti e dei soggetti sindacali coinvolti sarebbe da escludere l’ipotesi di un accordo quadro, mentre non è da escludere una proposta della Commissione di Garanzia, secondo quanto previsto dal nuovo art. 13 punto b) (vedasi successivo punto 10).

          5.Prestazioni indispensabili (minimi di servizio): contenuti

            Nel nuovo art. 13 punto a) vengono ridefiniti i poteri della Commissione di Garanzia nella valutazione dell’idoneità degli accordi, nella elaborazione di una proposta e nella adozione di una "provvisoria regolamentazione".

          I criteri per la provvisoria regolamentazione sono:
          -le previsioni degli atti di autoregolamentazione vigenti in settori analoghi o similari
          -le previsioni degli accordi sottoscritti nello stesso settore dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale
          -"salvo casi particolari, le prestazioni indispensabili devono essere contenute in misura non eccedente mediamente il 50 per cento delle prestazioni normalmente erogate e riguardare quote strettamente necessarie di personale non superiore mediamente ad un terzo del personale normalmente utilizzato per la piena erogazione del servizio nel tempo interessato dallo sciopero, tenuto conto delle condizioni tecniche e della sicurezza".

              Nei casi, che prevedono le fasce orarie con servizio normale, questi servizi non rientrano nella percentuale del 50%.
              I medesimi criteri "costituiscono parametri di riferimento per la valutazione dell’idoneità" degli accordi.
            Come possono incidere queste nuove norme sui contenuti degli accordi esistenti e valutati idonei dalla Commissione di Garanzia:

          a)Settori nei quali non è prevista la erogazione in fasce orarie con servizio normale:

              a1)con servizio superiore al 50% e personale superiore dal 33% per garantire i diritti, costituzionalmente tutelati, per necessità motivata "di funzionamento e di sicurezza" (come nei casi dell’energia elettrica e del gas, dell’acqua, della sanità, dei Vigili del Fuoco) gli accordi per la parte prestazioni indispensabili non devono essere ridiscussi o rivalutati dalla commissione di garanzia.
              a2) con servizio non eccedente il 50%, con personale non eccedente il 33%, gli accordi rimangono per la parte prestazioni indispensabili validi

          b)Settori nei quali è prevista la erogazione in fasce orarie con servizio normale:

              b1) con servizio fuori delle fasce orarie pari a zero (ad esempio il trasporto pubblico locale). Gli accordi hanno individuato, come prestazione indispensabile per garantire i diritti, costituzionalmente tutelati, solo i servizi nelle fasce orarie e non quelli fuori fascia; gli accordi rimangono per la parte prestazioni indispensabili validi, in quanto la norma prevede solo un tetto massimo.
              b2)con servizio fuori dalle fasce orarie non pari a zero (ad esempio il trasporto ferroviario di passeggeri a media e lunga distanza o il trasporto aereo). Gli accordi hanno individuato, come prestazione indispensabile, anche una quota di servizi fuori dalle fasce orarie. Gli accordi vanno verificati per il rispetto dei due massimi: 50% dei servizi e 33% del personale (tenuto conto delle condizioni tecniche e della sicurezza)
              b3) In alcuni settori, che prevedono le fasce orarie con servizio normale, gli accordi hanno previsto, in certe circostanze, la legittimità di uno sciopero con nessun servizio garantito (ad esempio lo sciopero di 24 ore e di domenica nelle ferrovie) anche questo aspetto degli accordi non dovrebbe ricadere sotto la nuova normativa.

          6.Proclamazione dello sciopero: aggiunte le modalità di attuazione e le motivazioni

            Nel termine del preavviso e per iscritto, "i soggetti, che proclamano lo sciopero hanno l’obbligo di comunicare

          -la durata
          -le modalità di attuazione
          -le motivazioni"
          La comunicazione deve essere data
          -"alle amministrazioni o imprese che erogano il servizio
          -all’apposito ufficio costituito presso l’autorità competente ad adottare l’ordinanza di precettazione o di differimento, che ne cura l’immediata trasmissione alla Commissione di Garanzia"

            Dovrebbero rimanere valide le previsioni di molti accordi, che sostituiscono la comunicazione alle imprese con la comunicazione alle rappresentanze datoriali. Dovranno essere precisati gli "appositi uffici".

          7.Revoca dello sciopero: sanzionabilità

            "La revoca spontanea dello sciopero proclamato, dopo che è stata data informazione all’utenza" è sanzionabile, salvo che non sia intervenuto un accordo o sia stata richiesta l’ordinanza di precettazione o di differimento.
            Il termine è quello dei cinque giorni per l’informazione all’utenza previsto dalla legge.

          8.Sanzioni: ridefinite in termini monetari, estese a tutti i soggetti, comminate direttamente dalla commissione di garanzia
          E’ stata profondamente innovata tutta la normativa sulle sanzioni.
          8.1-Il potere di deliberare le sanzioni è della Commissione di Garanzia ed i soggetti sono obbligati ad eseguirle, pena specifiche sanzioni.

            8.2-Il procedimento di valutazione è stato precisamente definito, prevedendo l’intervento delle parti ed i tempi per concludere (60 giorni). Il procedimento può essere attivato dalle parti interessate, dalle associazioni degli utenti, dalle autorità nazionali o locali e dalla stessa Commissione.
            8.3- Contro le deliberazioni della Commissione di Garanzia è ammesso ricorso al giudice del lavoro.
            8.4- Tutte le sanzioni sono state monetizzate da un minimo di 5.000.000 ad un massimo di 50.000.000.
            8.5- Le sanzioni si possono applicare a qualsiasi tipo di organizzazione sindacale, ai dirigenti delle amministrazioni, ai legali rappresentanti delle imprese, alle associazioni rappresentative dei lavoratori autonomi, professionisti o piccoli imprenditori.
            8.6- Per quanto riguarda i lavoratori, la Commissione di Garanzia "prescrive al datore di lavoro di applicare le sanzioni disciplinari" che sono rimaste quelli previste già dal comma 1 dell’art. 4 della 146/90.
            Ovviamente le sanzioni riguardano solo la violazione delle norme della legge e degli obblighi definiti negli accordi (prestazioni indispensabili, intervallo minimo, procedure di raffreddamento e di conciliazione)
            Le associazioni degli utenti possono agire in giudizio nei casi:

          -di revoca spontanea (vedi punto 7)
          -di effettuazione di uno sciopero, nonostante la delibera di invito a differirlo
          -di inadeguate informazioni agli utenti, da parte delle imprese.

          9.Precettazione, differimento

            Si conferma la condizione per attivare la procedura già prevista dalla 146/90 e cioè "quando sussista un fondato pericolo di un pregiudizio grave ed imminente ai diritti della persona costituzionalmente tutelati".
            L’autorità competente "invita le parti a desistere dai comportamenti, che determinano la situazione di pericolo, esperisce un tentativo di conciliazione" ed in caso negativo adotta una ordinanza che può disporre

          -il differimento, "anche unificando astensioni collettive già proclamate"
          -la riduzione della durata dell’astensione collettiva
          -la prescrizione dell’osservanza "di misure idonee ad assicurare livelli di funzionamento del servizio pubblico compatibili con la salvaguardia dei diritti della persona costituzionalmente tutelati".

              "L’ordinanza è adottata non meno di quarantotto ore prima dell’inizio dell’astensione collettiva, salvo sia ancora in corso il tentativo di conciliazione o vi siano ragioni di urgenza".
            Le forme di pubblicità dell’ordinanza sono quelle già previste nella 146/90.

          10.Compiti, poteri, azioni della Commissione di Garanzia

            L’art. 13 della 146/90 è stato integralmente sostituito con un testo, che amplia e precisa l’attività della Commissione di Garanzia:

          a)valutazione degli accordi o dei codici di autoregolamentazione, potere di proposta, deliberazione della provvisoria regolamentazione
          b)giudizio su questioni interpretative degli accordi su richiesta congiunta o di propria iniziativa; sempre su richiesta congiunta può emanare un lodo. "Nel caso in cui il servizio sia svolto con una pluralità di amministrazioni ed imprese, incluse quelle che erogano servizi strumentali, accessori o collaterali" può convocare le parti e formulare "una proposta intesa a rendere omogenei i regolamenti, tenuto conto delle esigenze del servizio nella sua globalità".
          c)verifica se sono stati esperiti i tentativi di conciliazione e "nel caso di conflitti di particolare rilievo nazionale" invito a differire per il tempo necessario ad una ulteriore mediazione.
          d)segnalazione di violazioni alle disposizioni derivanti dalla legge e dagli accordi ed invito a riformulare la proclamazione , differendola.
          e)rilevazione delle concomitanze, che interessano il medesimo bacino di utenza ed invito ai "soggetti, la cui proclamazione sia stata comunicata successivamente in ordine di tempo a differire l’astensione collettiva ad altra data".
          f)segnalazione delle situazioni di fondato pericolo
          g)assunzione di informazioni sull’applicazione delle delibere sulle sanzioni; "in casi di conflitto di particolare rilievo nazionale", acquisizione dei "termini economici e normativi della controversia" ai fini dell’informazione e della revoca spontanea
          h)rilevazione di comportamenti delle imprese in violazione della legge e degli accordi ed invito a desistere
          i)valutazione dei comportamenti delle parti e delibera delle sanzioni
          j)pubblicità delle delibere
          k)riferire ai Presidenti delle Camere sugli aspetti di propria competenza dei conflitti, dei comportamenti dei soggetti
          l)trasmissione degli atti e delle pronunce ai Presidenti delle Camere ed "al Governo, che ne assicura la divulgazione tramite i mezzi di informazione".

              I poteri, i compiti, l’iniziativa della Commissione di Garanzia sono stati rafforzati ed ampliati per le questioni, che riguardano la tutela dei diritti ed il contemperamento con l’astensione collettiva, mentre non è stato introdotto alcun potere di intervento e di mediazione sul merito delle controversie, che sfociano nella proclamazione dello sciopero.

            11.Amnistia

              La legge approvata prevede all’art. 16 una specie di amnistia per le violazioni commesse anteriormente al 31 dicembre 1999 e le sanzioni, comunicate prima del 31/12/1999 e non ancora pagate, sono estinte.

            Roma, 24 maggio 2000

            Pro Memoria

            Le leggi 146/90 e 83/2000 si applicano ai seguenti servizi:

            ¨Sanità
            ¨Protezione civile
            ¨Igiene pubblica, raccolta e smaltimento rifiuti
            ¨Approvvigionamenti di energia, risorse energetiche e beni di prima necessità
            ¨Giustizia
            ¨Trasporti pubblici (autoferrotranviari, ferroviari, aerei)
            ¨Trasporti marittimi (limitatamente ai collegamenti con le isole)
            ¨Istruzione pubblica
            ¨Poste
            ¨Telecomunicazioni
            ¨Credito
            ¨Protezione ambientale
            ¨Vigilanza dei beni culturali
            ¨Assistenza e previdenza sociale
            ¨Informazione radiotelevisiva pubblica
            ¨Dogane (limitatamente al controllo su animali vivi e su merci deperibili)

            Categorie Interessate

            ¨Trasporti
            ¨Commercio
            ¨Credito
            ¨Funzione Pubblica
            ¨Sanità
            ¨Scuola e Università
            ¨Energia
            ¨Chimici
            ¨Metalmeccanici
            ¨Telecomunicazioni
            ¨Poste