Commento CGIL modifiche L. 146/90 e protocollo giubileo 11/04/2000

Roma, 11 aprile 2000

Dip. Settori Produttivi e Reti

-A tutte le strutture

Cari compagni,
vi trasmetto in allegato un commento sulle modifiche approvate dal Parlamento alla legge 146, sul diritto di sciopero.
Con l’occasione vi allego anche, il testo del protocollo siglato per il Giubileo ed il calendario delle tregue aggiuntive convenute con il Ministro dei Trasporti per il 2000.
In questo modo è possibile avere un quadro di riferimento esauriente sugli elementi di novità intervenuti sul terreno delle regole inerenti il conflitto.
Resta, com’è noto, tassello mancante, l’assenza di una legge sulla rappresentanza.
Cari saluti,

p. la Segreteria
(Walter Cerfeda)

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Prima nota sulla legge 146/90 integrata dalle modifiche
approvate dal Parlamento

1-CAMPO DI APPLICAZIONE: IMMUTATO
I servizi essenziali, per i quali si deve contemperare l’esercizio del diritto di sciopero con il godimento dei diritti della persona, costituzionalmente tutelati, sono rimasti gli stessi definiti dall’art. 1 della 146/90 ed individuati successivamente negli accordi applicativi.

2-SOGGETTI A CUI SI APPLICA: ALLARGAMENTO AI LAVORATORI AUTONOMI, AI PROFESSIONISTI, AI PICCOLI IMPRENDITORI (come definiti dall’art. 2083 del Codice Civile)
Oltre ai lavoratori dipendenti dalle aziende operanti nei servizi pubblici e dalle imprese, che erogano servizi strumentali, accessori o collaterali, che utilizzano lo sciopero, "la legge si applica all’astensione collettiva dalle prestazioni, ai fini di protesta o di rivendicazione di categoria, da parte di lavoratori autonomi, professionisti o piccoli imprenditori, che incida sulla funzionalità dei servizi pubblici" tutelati dalla legge 146/90. Si prevedono codici di autoregolamentazione, valutati dalla Commissione di Garanzia, entro 6 mesi.

3-PREVENZIONE DEL CONFLITTO: INTRODUZIONE DELLE PROCEDURE DI RAFFREDDAMENTO E DI CONCILIAZIONE
Gli accordi applicativi della legge o gli stessi contratti collettivi devono prevedere "procedure di raffreddamento e di conciliazione, obbligatorie per entrambi le parti, da esperire prima della proclamazione dello sciopero."
Questo è uno dei contenuti più qualificanti, che deve essere immediatamente rivendicato, in una trattativa tra le categorie e le rispettive controparti. Si precisa che sono obbligatorie le procedure e non la conciliazione.

4-PRESTAZIONI INDISPENSABILI (O MINIMI DI SERVIZIO): ALLARGATE A INTERVALLO MINIMO FRA L’EFFETTUAZIONE DI UNO SCIOPERO E LA PROCLAMAZIONE DEL SUCCESSIVO, A PROCEDURE DI RAFFREDDAMENTO E DI CONCILIAZIONE
Oltre a quanto già previsto dall’art. 2 comma 2 della 146/90, che ha rappresentato il riferimento per gli accordi fatti dal 1990 ad oggi e già valutati idonei dalla Commissione di Garanzia, che quindi esplicitano nel concreto dei singoli settori quali sono le prestazioni indispensabili, da garantire durante uno sciopero, negli accordi si dovranno indicare "intervalli minimi da osservare fra l’effettuazione di uno sciopero e la proclamazione del successivo, quando ciò sia necessario ad evitare che, per effetto di scioperi proclamati in successione da soggetti sindacali diversi e che incidono sullo stesso servizio finale o sullo stesso bacino di utenza, sia oggettivamente compromessa la continuità dei servizi pubblici" oltre che le procedure di cui al precedente punto 3.

La definizione dell’intervallo minimo è lasciata alla trattativa di revisione degli accordi esistenti, quindi tali intervalli minimi potranno essere differenziati in relazione al valore sociale della continuità dello specifico servizio.
L’incidenza sullo stesso servizio finale o sullo stesso bacino di utenza richiama la necessità di definire quali servizi diretti o strumentali provochino effetti convergenti; l’esempio tipico è il trasporto aereo. Indirettamente il concetto di bacino di utenza può richiamare anche la questione degli effetti ultrattivi; gli esempi tipici sono gli scioperi articolati nel trasporto aereo, negli impianti dell’ENAV, nel trasporto ferroviario.
Il riferimento a soggetti sindacali diversi dovrà essere approfondito, anche per verificare se la norma non si applichi in caso di proclamazione in sequenza da parte degli stessi soggetti sindacali.
E’ opportuno prima di aprire le trattative nei singoli settori definire unitariamente i servizi, per i quali è necessario coordinare le norme dei singoli accordi. Data la eterogeneità delle controparti e dei soggetti sindacali coinvolti sarebbe da escludere l’ipotesi di un accordo quadro, mentre non è da escludere una proposta della Commissione di Garanzia, secondo quanto previsto dal nuovo art. 13 punto b) (vedasi successivo punto 10).

5-PRESTAZIONI INDISPENSABILI (O MINIMI DI SEVIZIO): CONTENUTI
Nel nuovo art. 13 punto a) vengono ridefiniti i poteri della Commissione di Garanzia nella valutazione dell’idoneità degli accordi, nella elaborazione di una proposta e nella adozione di una "provvisoria regolamentazione".
I criteri per la provvisoria regolamentazione sono:
-le previsioni degli atti di autoregolamentazione vigenti in settori analoghi o similari
-le previsioni degli accordi sottoscritti nello stesso settore dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale
-"salvo casi particolari, le prestazioni indispensabili devono essere contenute in misura non eccedente mediamente il 50 per cento delle prestazioni normalmente erogate e riguardare quote strettamente necessarie di personale non superiore mediamente ad un terzo del personale normalmente utilizzato per la piena erogazione del servizio nel tempo interessato dallo sciopero, tenuto conto delle condizioni tecniche e della sicurezza".

      Nei casi, che prevedono le fasce orarie con servizio normale, questi servizi non rientrano nella percentuale del 50%.
      I medesimi criteri "costituiscono parametri di riferimento per la valutazione dell’idoneità" degli accordi.


Come possono incidere queste nuove norme sui contenuti degli accordi esistenti e valutati idonei dalla Commissione di Garanzia:
a)Settori nei quali non è prevista la erogazione in fasce orarie con servizio normale:
a1)con servizio superiore al 50% e personale superiore dal 33% per garantire i diritti, costituzionalmente tutelati, per necessità motivata "di funzionamento e di sicurezza" (come nei casi dell’energia elettrica e del gas, dell’acqua, della sanità, dei Vigili del Fuoco) GLI ACCORDI PER LA PARTE PRESTAZIONI INDISPENSABILI NON DEVONO ESSERE RIDISCUSSI O RIVALUTATI DALLA COMMISSIONE DI GARANZIA.
a2) con servizio non eccedente il 50%, con personale non eccedente il 33%, GLI ACCORDI RIMANGONO PER LA PARTE PRESTAZIONI INDISPENSABILI VALIDI.

b)Settori nei quali è prevista la erogazione in fasce orarie con servizio normale:
b1) con servizio fuori delle fasce orarie pari a zero (ad esempio il trasporto pubblico locale). Gli accordi hanno individuato, come prestazione indispensabile per garantire i diritti, costituzionalmente tutelati, solo i servizi nelle fasce orarie e non quelli fuori fascia; GLI ACCORDI RIMANGONO PER LA PARTE PRESTAZIONI INDISPENSABILI VALIDI, in quanto la norma prevede solo un tetto massimo.
b2)con servizio fuori dalle fasce orarie non pari a zero (ad esempio il trasporto ferroviario di passeggeri a media e lunga distanza o il trasporto aereo). Gli accordi hanno individuato, come prestazione indispensabile, anche una quota di servizi fuori dalle fasce orarie. GLI ACCORDI VANNO VERIFICATI PER IL RISPETTO DEI DUE MASSIMI: 50% DEI SERVIZI E 33% DEL PERSONALE (tenuto conto delle condizioni tecniche e della sicurezza)
b3) In alcuni settori, che prevedono le fasce orarie con servizio normale, gli accordi hanno previsto, in certe circostanze, la legittimità di uno sciopero con nessun servizio garantito (ad esempio lo sciopero di 24 ore e di domenica nelle ferrovie) ANCHE QUESTO ASPETTO DEGLI ACCORDI NON DOVREBBE RICADERE SOTTO LA NUOVA NORMATIVA.

6-PROCLAMAZIONE DELLO SCIOPERO: AGGIUNTE LE MODALITA’ DI ATTUAZIONE E LE MOTIVAZIONI
Nel termine del preavviso e per iscritto, "i soggetti, che proclamano lo sciopero hanno l’obbligo di comunicare
-la durata
-le modalità di attuazione
-le motivazioni"
La comunicazione deve essere data
-"alle amministrazioni o imprese che erogano il servizio
-all’apposito ufficio costituito presso l’autorità competente ad adottare l’ordinanza di precettazione o di differimento, che ne cura l’immediata trasmissione alla Commissione di Garanzia"
Dovrebbero rimanere valide le previsioni di molti accordi, che sostituiscono la comunicazione alle imprese con la comunicazione alle rappresentanze datoriali. Dovranno essere precisati gli "appositi uffici".

7-REVOCA DELLO SCIOPERO: SANZIONABILITA’
"La revoca spontanea dello sciopero proclamato, dopo che è stata data informazione all’utenza" è sanzionabile, salvo che non sia intervenuto un accordo o sia stata richiesta l’ordinanza di precettazione o di differimento.
Il termine è quello dei cinque giorni per l’informazione all’utenza previsto dalla legge.

8-SANZIONI: RIDEFINITE IN TERMINI MONETARI, ESTESE A TUTTI I SOGGETTI, COMMINATE DIRETTAMENTE DALLA COMMISSIONE DI GARANZIA
E’ stata profondamente innovata tutta la normativa sulle sanzioni.
8.1- Il potere di deliberare le sanzioni è della Commissione di Garanzia ed i soggetti sono obbligati ad eseguirle, pena specifiche sanzioni.
8.2- Il procedimento di valutazione è stato precisamente definito, prevedendo l’intervento delle parti ed i tempi per concludere (60 giorni). Il procedimento può essere attivato dalle parti interessate, dalle associazioni degli utenti, dalle autorità nazionali o locali e dalla stessa Commissione.
8.3- Contro le deliberazioni della Commissione di Garanzia è ammesso ricorso al giudice del lavoro.
8.4- Tutte le sanzioni sono state monetizzate da un minimo di 5.000.000 ad un massimo di 50.000.000.
8.5- Le sanzioni si possono applicare a qualsiasi tipo di organizzazione sindacale, ai dirigenti delle amministrazioni, ai legali rappresentanti delle imprese, alle associazioni rappresentative dei lavoratori autonomi, professionisti o piccoli imprenditori.
8.6- Per quanto riguarda i lavoratori, la Commissione di Garanzia "prescrive al datore di lavoro di applicare le sanzioni disciplinari" che sono rimaste quelli previste già dal comma 1 dell’art. 4 della 146/90.
OVVIAMENTE LE SANZIONI RIGUARDANO SOLO LA VIOLAZIONE DELLE NORME DELLA LEGGE E DEGLI OBBLIGHI DEFINITI NEGLI ACCORDI (PRESTAZIONI INDISPENSABILI, INTERVALLO MINIMO, PROCEDURE DI RAFFREDDAMENTO E DI CONCILIAZIONE)
Le associazioni degli utenti possono agire in giudizio nei casi:
-di revoca spontanea (vedi punto 7)
-di effettuazione di uno sciopero, nonostante la delibera di invito a differirlo
-di inadeguate informazioni agli utenti, da parte delle imprese.

9-PRECETTAZIONE, DIFFERIMENTO
Si conferma la condizione per attivare la procedura già prevista dalla 146/90 e cioè "quando sussista un fondato pericolo di un pregiudizio grave ed imminente ai diritti della persona costituzionalmente tutelati".
L’autorità competente "invita le parti a desistere dai comportamenti, che determinano la situazione di pericolo, esperisce un tentativo di conciliazione" ed in caso negativo adotta una ordinanza che può disporre
-il differimento, "anche unificando astensioni collettive già proclamate"
-la riduzione della durata dell’astensione collettiva
-la prescrizione dell’osservanza "di misure idonee ad assicurare livelli di funzionamento del servizio pubblico compatibili con la salvaguardia dei diritti della persona costituzionalmente tutelati".
"L’ordinanza è adottata non meno di quarantotto ore prima dell’inizio dell’astensione collettiva, salvo sia ancora in corso il tentativo di conciliazione o vi siano ragioni di urgenza".
Le forme di pubblicità dell’ordinanza sono quelle già previste nella 146/90.

10-COMPITI, POTERI, AZIONI DELLA COMMISSIONE DI GARANZIA
L’art. 13 della 146/90 è stato integralmente sostituito con un testo, che amplia e precisa l’attività della Commissione di Garanzia:
a)valutazione degli accordi o dei codici di autoregolamentazione, potere di proposta, deliberazione della provvisoria regolamentazione
b)giudizio su questioni interpretative degli accordi su richiesta congiunta o di propria iniziativa; sempre su richiesta congiunta può emanare un lodo. "Nel caso in cui il servizio sia svolto con una pluralità di amministrazioni ed imprese, incluse quelle che erogano servizi strumentali, accessori o collaterali" può convocare le parti e formulare "una proposta intesa a rendere omogenei i regolamenti, tenuto conto delle esigenze del servizio nella sua globalità".
c)verifica se sono stati esperiti i tentativi di conciliazione e "nel caso di conflitti di particolare rilievo nazionale" invito a differire per il tempo necessario ad una ulteriore mediazione.
d)segnalazione di violazioni alle disposizioni derivanti dalla legge e dagli accordi ed invito a riformulare la proclamazione , differendola.
e)rilevazione delle concomitanze, che interessano il medesimo bacino di utenza ed invito ai "soggetti, la cui proclamazione sia stata comunicata successivamente in ordine di tempo a differire l’astensione collettiva ad altra data".
f)segnalazione delle situazioni di fondato pericolo
g)assunzione di informazioni sull’applicazione delle delibere sulle sanzioni; "in casi di conflitto di particolare rilievo nazionale", acquisizione dei "termini economici e normativi della controversia" ai fini dell’informazione e della revoca spontanea
h)rilevazione di comportamenti delle imprese in violazione della legge e degli accordi ed invito a desistere
i)valutazione dei comportamenti delle parti e delibera delle sanzioni
j)pubblicità delle delibere
k)riferire ai Presidenti delle Camere sugli aspetti di propria competenza dei conflitti, dei comportamenti dei soggetti
l)trasmissione degli atti e delle pronunce ai Presidenti delle Camere ed "al Governo, che ne assicura la divulgazione tramite i mezzi di informazione".

I POTERI, I COMPITI, L’INIZIATIVA DELLA COMMISSIONE DI GARANZIA SONO STATI RAFFORZATI ED AMPLIATI PER LE QUESTIONI, CHE RIGUARDANO LA TUTELA DEI DIRITTI ED IL CONTEMPERAMENTO CON L’ASTENSIONE COLLETTIVA, MENTRE NON E’ STATO INTRODOTTO ALCUN POTERE DI INTERVENTO E DI MEDIAZIONE SUL MERITO DELLE CONTROVERSIE, CHE SFOCIANO NELLA PROCLAMAZIONE DELLO SCIOPERO.

11-AMNISTIA
La legge approvata prevede all’art. 16 una specie di amnistia per le violazioni commesse anteriormente al 31 dicembre 1999 e le sanzioni, comunicate prima del 31/12/1999 e non ancora pagate, sono estinte.

Roma, 10 aprile 2000

Nota sul Protocollo per il Giubileo

Il testo sancisce la costituzione di una task force, alla quale inviare la comunicazione della proclamazione dello sciopero.
Durante il periodo del preavviso previsto dalla normativa, la task force si attiverà per ricercare le possibili soluzioni.
Il testo sottoscritto sarà inviato alla Commissione di Garanzia perché questa possa valutarne l’efficacia generale.

TASK FORCE GIUBILEO
SEGRETERIA TECNICA

Testo della "Intesa generale" prevista dal Protocollo del 3.6.1999

1.Il Governo darà puntuale attuazione del Protocollo di intenti del 3 giugno 1999 mediante la task force già costituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri con la partecipazione dei Ministri interessati, delle rappresentanze istituzionali delle autonomie territoriali e delle autorità del Giubileo (da qui in avanti: "task force Giubileo"). L’operatività delle decisioni assunte dalla task force è assicurata dalla Segreteria tecnica costituita con DPCM del 9 luglio 1999. Nel periodo di svolgimento del Giubileo, la task force assicurerà:

a)il monitoraggio degli eventi, delle situazioni e delle vertenze da cui potrebbero scaturire conflitti suscettibili di compromettere l’ordinato e sereno svolgimento del Giubileo;

b)la prevenzione di insorgenze conflittuali presso imprese o settori dei servizi di pubblica utilità, in specie nei trasporti;

c)l’adozione, acquisite le informazioni delle parti interessate, di tutte le iniziative che, presso le sedi istituzionalmente competenti, risultino atte a favorire la soluzione delle vertenze;

d)ogni altro intervento utile al fine di attuare la presente Intesa, nel pieno rispetto dell’autonomia negoziale delle Parti Sociali.

2.In attuazione del Protocollo 3 giugno 1999, e nel periodo di svolgimento del Giubileo, le Organizzazioni firmatarie della presente Intesa generale assicureranno nei confronti della task force Giubileo una informazione costante e completa sull’andamento delle vertenze per i rinnovi contrattuali nei settori in precedenza indicati, nonché per le situazioni sindacali che, in tali ambiti, fossero comunque suscettibili di determinare effetti negativi sulla fruizione dei servizi connessi al Giubileo. La task force Giubileo provvederà ad avviare le necessarie iniziative anche attraverso specifiche occasioni di incontro tra le parti direttamente interessate.

Nel periodo del giubileo, e al fine di assicurare l’ordinato svolgimento, le Organizzazioni firmatarie non daranno vita a iniziative unilaterali né procederanno a forme di astensione dell’attività lavorativa, sia dipendente che autonoma, prima di avere esperito ed esaurito tutte le procedure di raffreddamento previste dai contratti collettivi di lavoro o da altri accordi sindacali.

3.Le Organizzazioni sindacali firmatarie della presente Intesa generale che intendono assumere le iniziative o procedere alle azioni di cui sopra, e indipendentemente dalle loro modalità di attuazione, si impegnano a darne immediata comunicazione scritta alla Segreteria tecnica della task force Giubileo, precisando la durata e i modi di svolgimento, nonché le motivazioni, prima della pubblicizzazione della decisione o, qualora ciò non fosse possibile, contestualmente alla medesima. Ricevuta la comunicazione, la task force Giubileo assume nei tempi previsti dalla normativa sul preavviso le iniziative più appropriate per la soluzione del conflitto presso le competenti sedi istituzionali.

4.In base all’Accordo del 23 dicembre 1998 sulle regole per l’esercizio dello sciopero e la salvaguardia degli utenti, entro il 15 marzo i titolari degli accordi applicativi della legge 146/1990 concorderanno con il Ministro dei Trasporti e della Navigazione i periodi di franchigia connessi al calendario giubilare, fermi restando quelli già previsti dagli accordi tra le parti di cui alla legge stessa. In difetto, il Governo, previa consultazione con le parti interessate, assumerà tutte le iniziative atte ad assicurare l’ordinato svolgimento delle iniziative giubilari onde dare piena attuazione al Protocollo di intenti del 3 giugno 1999.

Le Organizzazioni firmatarie che promuoveranno manifestazioni pubbliche a Roma e nei principali centri di interesse turistico e religioso individueranno tempi e forme tali da renderle compatibili con l’ordinato svolgimento delle celebrazioni del Giubileo.

Le Organizzazioni firmatarie sollecitano le autorità competenti ad adottare misure efficaci affinché ogni altra manifestazione o evento, da chiunque indetto o promosso, si mantenga entro gli stessi limiti di compatibilità.

5.Le Organizzazioni firmatarie della presente Intesa generale valuteranno la possibilità di definire, in accordo con le rispettive istanze titolari dei contratti collettivi, e in tempo utile, le modalità atte a favorire la sperimentazione di forme di azione collettiva alternative che, pur risultando onerose per i datori di lavoro e per i prestatori d’opera aderenti alla protesta, non incidano sulla funzionalità dei servizi né penalizzino gli utenti o clienti durante il Giubileo.

6.La task force Giubileo farà rilevare alle organizzazioni sindacali proclamanti le concomitanze tra interruzioni o riduzioni di servizi pubblici alternativi che interessino il medesimo bacino di utenza, per effetto di astensioni collettive o di altre forme di protesta proclamate da soggetti diversi, e segnalerà immediatamente il caso alla Commissione di Garanzia di cui alla legge 146/1990, per gli interventi di competenza.

7.La task force Giubileo informerà regolarmente la Commissione di Garanzia di cui alla legge 146/1990 in merito all’attività svolta.

8.Quanto definito nella presente Intesa generale, limitatamente al periodo del Giubileo, sarà sottoposto alla valutazione della Commissione di Garanzia a fini di efficacia generale.

9.Il Governo e le parti sociali sono concordi nel ritenere estremamente urgente una positiva conclusione dell’iter parlamentare relativo al disegno di legge di riforma della legge 146/1990. Il Governo è impegnato in tal senso.

Roma, 28 febbraio 2000

FRANCHIGIE CONNESSE AL CALENDARIO GIUBILARE

Nei giorni 8, 9 e 13 marzo sono stati definiti gli accordi per le franchigie aggiuntive nel settore dei trasporti, previsti dall’intesa generale sul Giubileo, sottoscritta il 28/2/2000.
Pur in presenza di sette accordi, si è costruita una soluzione univoca, individuando prima gli eventi giubilari più rilevanti e definendo dopo la corrispondente franchigia.
Per alcuni periodi (aprile e maggio, agosto e dicembre) la presenza delle franchigie già operanti per Pasqua, per le elezioni ed i referendum, per le ferie estive e per la tregua di Natale ha consentito di coprire un numero già significativo di eventi.

Le franchigie aggiuntive, che assommano a 25 giorni, sono le seguenti:

§dal 1 al 3 giugno (Giubileo dei migranti)
§dal 16 al 18 giugno (Apertura del Congresso Eucaristico Internazionale)
§dal 25 al 26 giugno (Chiusura del Congresso Eucaristico Internazionale)
§dal 14 al 18 settembre (Congresso Mariano e Giubileo della terza età)
§dal 13 al 16 ottobre (Giubileo delle famiglie)
§dal 11 al 13 novembre (Giubileo del mondo agricolo)
§dal 23 al 27 novembre (Congresso mondiale Apostolato dei laici)

Per il settore del Trasporto Pubblico Locale è stato aggiunto il 21 Agosto (fine del Giubileo dei giovani) in quanto non coperto da franchigia esistente.
Gli accordi sono sottoposti alla valutazione della Commissione di Garanzia.
In base alla convergenza dei periodi previsti dagli accordi applicativi della legge 146/90 e dei periodi aggiuntivi connessi al calendario giubilare, la tabella successiva sintetizza dall’1 aprile al 31 dicembre 2000 in modo efficace le franchigie operanti nei settori del trasporto aereo, ferroviario, pubblico locale e marittimo

    quadro generale franchigie.xlsquadro geneale franchigie1(allegato a cic Cerfeda).xls