Köhler (Fmi): sull’articolo 18 sosteniamo il Governo

04/07/2002


Giovedí 04 Luglio 2002



Köhler (Fmi): sull’articolo 18 sosteniamo il Governo

Mariolina Sesto
(NOSTRO SERVIZIO)

ROMA – Avanti con la riforma dell’articolo 18. A incoraggiare il Governo sulla strada della riforma del mercato del lavoro è stato ieri il direttore generale dell’Fmi, Horst Kohler. «Sulla riforma dell’articolo 18 il Fondo monetario internazionale sostiene le iniziative del Governo italiano»: Kohler non poteva essere più esplicito. «Anche in Italia – ha poi aggiunto – è importante giungere a una differenziazione della retribuzione in base alla produttività. Una maggiore flessibilità, inoltre, è in grado di creare più posti di lavoro». Oggi scende in campo il suo direttore generale, ma l’Fmi aveva già nei mesi scorsi sollecitato l’Italia a intraprendere con decisione il cammino delle riforme. Anche perché, proprio in un dossier dell’Fmi su 21 Paesi, l’Italia risultava diciannovesima per dinamicità del mercato del lavoro. E la ricetta indicata era proprio quella: flessibilità e differenziazione territoriale dei salari. L’Fmi non è stato però l’unico organismo internazionale a spendere parole in sostegno di una svolta nella politica italiana in sostegno dell’occupazione. L’Ocse, ad esempio, appena alcuni mesi fa ha assegnato all’Italia il primato della rigidità in tema di lavoro e ha invitato il nostro Paese ad adottare una maggiore flessibilità, soprattutto in uscita. Cinque le raccomandazioni formulate già a novembre del 2001 dalla Ue: ridurre gli squilibri regionali e il lavoro nero; aumentare la flessibilità del mercato del lavoro; attuare la riforma del sistema di collocamento; migliorare le politiche attive per il lavoro; adottare una strategia coerente con obiettivi nazionali nel campo della formazione continua. Anche alcuni premi Nobel, intervistati negli scorsi mesi dal Sole-24 Ore, hanno preso posizione in questo senso. Gary Becker, premio Nobel per l’economia nel ’92, chiamato in causa pochi giorni dopo l’omicidio di Marco Biagi esortava l’Esecutivo italiano: «Deve andare avanti con le sue proposte, con il suo iter parlamentare e approvare le modifiche come ha promesso. Solo così l’Italia potrà superare il problema del lavoro sommerso». Ancora più deciso il premio Nobel per l’economia di casa nostra, Franco Modigliani: «Ho sempre pensato che l’articolo 18 creasse un grave danno per il Paese e che abbia contribuito a tenere alta la disoccupazione». Analoga l’opinione di Robert Mundell, Nobel nel ’99: «Tra le priorità per l’Italia nell’era della moneta unica c’è sicuramente la deregulation del mercato del lavoro».