Kidiliz Group: a rischio 450 posti di lavoro in Italia

27/11/2020
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La vicenda di Kidiliz Group, azienda attiva nella vendita di abbigliamento per bambini, coinvolta in una procedura di concordato in Francia, sta per giungere ad un esito disastroso nel nostro Paese: dopo il 1 dicembre l’azienda potrebbe fallire lasciando almeno 450 persone senza occupazione.
Dopo aver annunciato l’apertura di un concordato in Francia, che coinvolge anche la società italiana, sono state raccolte delle offerte da parte di investitori disponibili all’ acquisizione dell’azienda. Per l’Italia, sono pervenute infine solo due offerte che, complessivamente, salvaguarderebbero circa 170 posti di lavoro a fronte di oltre 600 totali. Per gli altri, nelle trattative svolte in queste settimane, si preannuncia il licenziamento, eventualmente incentivato per chi deciderà di aderire volontariamente, in caso di accordo sindacale. La FILCAMS CGIL ha deciso di abbandonare la trattativa con le aziende e il commissario giudiziario francese perché ritiene inaccettabili le modalità con cui si sta determinando il futuro occupazionale di centinaia di persone. In poche settimane si è gestita una procedura applicando interamente le normative francesi, considerando quasi in fallimento un’ azienda che in Italia ha da tre anni i bilanci in attivo e senza alcuna sentenza di un giudice italiano che ne attestasse l’insolvenza. Fin dall’inizio abbiamo chiesto venisse aperta una procedura parallela in Italia, che facilitasse la ricerca di soluzioni e investitori specificamente per il ramo italiano della società e che fosse coinvolto il MISE per accompagnare il processo. Ci è stato dato invece il termine perentorio del 1 dicembre, restringendo il campo ai soli due offerenti selezionati in Francia, Zucchi e ID Valeur, chiedendo alle organizzazioni sindacali di validare una cessione di ramo d’azienda in deroga per un perimetro ristretto e ponendo le lavoratrici e i lavoratori di fronte al ricatto del prendere o lasciare , nel giro di pochi giorni.
Al netto della legittimità o meno di tale procedura a norma dei regolamenti europei, il dato sostanziale è che si lasceranno almeno 450 persone senza prospettive occupazionali, garantendo al massimo un modesto incentivo economico, in piena emergenza sanitaria e senza aver profuso ogni sforzo possibile per trovare altri investitori potenzialmente interessati a garantire una maggior base occupazionale.
La FILCAMS continuerà ad assistere le lavoratrici e i lavoratori in questi giorni di grande incertezza ma sollecitiamo un’immediata convocazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero del Lavoro per affrontare con urgenza la situazione e cercare strade e soluzioni condivise per accompagnare le lavoratrici e i lavoratori che rischiano entro pochi giorni di vedersi notificata una procedura di licenziamento collettivo.