Jolly Hotels punta nel 2002 a riportare i conti in attivo

06/06/2002




          Jolly Hotels punta nel 2002 a riportare i conti in attivo

          Rodolfo Bosio
          (DAL NOSTRO INVIATO)

          VICENZA – Sempre più vicino l’obiettivo del ritorno all’utile consolidato per il gruppo Jolly Hotels , che aveva chiuso il bilancio 2001 con una perdita netta pari a 1,1 milioni di euro a causa degli effetti della tragedia dell’11 settembre. La previsione della chiusura dell’esercizio in corso con un risultato positivo verrà confermata oggi, nell’incontro con gli analisti, anche alla luce dell’andamento dei primi cinque mesi. Il fatturato è in crescita (+6,5% in aprile a fronte dell’incremento dello 0,2% del primo trimestre), così che il totale del 2002 potrebbe risultare superiore di circa il 10% rispetto ai 225,1 milioni consuntivati l’anno scorso, grazie anche alle nuove aperture. Al 31 dicembre ammonteranno a 8.200 le camere della catena, che allora conterà 50 alberghi (oggi ne ha 21 di proprietà, 18 in gestione e otto in franchising; i prossimi tre saranno a Berlino, Bologna e Bergamo). «Per il 2003 nulla è ancora definito in termini di nuove aperture: abbiamo diverse negoziazioni, tre delle quali in fase più avanzata» si è limitato a rispondere Walter Paier, il direttore generale dell’impresa, la cui maggioranza azionaria appartiene alla famiglia Zanuso-Marzotto. D’altra parte, dopo l’accelerazione nell’ultimo triennio, è stato deciso un rallentamento del ritmo di espansione. «Ora miriamo a rafforzare la catena sviluppandoci in maniera equilibrata, aumentando la redditività e consolidando i risultati economici» ha aggiunto Paier, che ha fra gli obiettivi la riduzione dell’indebitamento netto, salito a 268,2 milioni di euro al 31 marzo scorso in seguito appunto all’impennata degli investimenti (69,5 milioni soltanto nel 2001) finalizzati all’espansione e all’ammodernamento degli alberghi. Gli investimenti 2002 saranno pari a 32 milioni e ancora meno dal 2003, che segnerà il ritorno alla normalità (15-20 milioni). D’altra parte, il rinnovo delle strutture è quasi completato. La strategia, comunque, resta d’attacco. Lo conferma non soltanto il nuovo accordo commerciale in programma, dopo quello firmato alla fine di aprile con Sixt, società tedesca che detiene il 30% del mercato nazionale dell’autonoleggio e si appresta a intensificare l’attività in Italia; ma, soprattutto, la volontà di arrivare a disporre di oltre 10mila camere entro il prossimo quinquennio, così da avere un fatturato annuo di oltre 300-320 milioni. «In Italia siamo primi e già grandicelli, ma siamo decisamente piccoli in Europa, per cui dobbiamo assolutamente continuare a crescere» ha detto il direttore generale della catena presieduta da Vittorio Zanuso (amministratore delegato è Ugo Zanuso). Secondo maggior azionista è il colosso spagnolo Nh Hoteles con il 20,7% del capitale, mentre è salita a poco più del 5% la quota di Schroder investment management.

          Giovedí 06 Giugno 2002