Jolly Hotel, finita la ristrutturazione si concentra sulla redditività

22/03/2005
    SUPPLEMENTO AFFARI & FINANZA
    di lunedi 21 marzo 2005

      FINANZA pagina 40

      catene alberghiere

      Jolly Hotel, finita la ristrutturazione si concentra sulla redditività

      Il 2005 è l’anno della svolta per Jolly Hotel. Anzi, l’inizio di una nuova era. Terminata la ristrutturazione, la catena alberghiera può concentrarsi sulla generazione di cassa e sul ritorno alla redditività. I prossimi esercizi resteranno ancora in perdita e l’utile arriverà solo nel 2007. Gli ultimi 4 anni non sono stati facili per il settore alberghiero, con il turismo in crisi dopo gli attentati dell’11 settembre. Anni ancora più difficile per Jolly Hotel, impegnata tra il 1998 e il 2003 in un processo di investimenti che ha comportato l’apertura di 13 nuovi hotel (oggi sono in tutto 44) e la ristrutturazione di altri 11, fatto questo che ha amplificato i costi fissi in un momento di per sé critico per il settore. Ora il periodo di espansione è terminato e il gruppo si prepara a una nuova fase di crescita della redditività, di cui il mercato non ha ancora tenuto conto nelle attuali quotazioni di Borsa. Quest’anno è atteso un incremento dei ricavi del 3% a 240 milioni, a fronte di un utile lordo che dovrebbe crescere del 78% a 7,7 milioni. Inoltre, il gruppo smetterà di distruggere cassa, mentre dal prossimo anno inizierà a generare cashflow per 7,5 milioni. Tenendo conto del forte miglioramento reddituale in atto, Ubm individua un fair value a 7,2 euro per azione, non molto distante dalle attuali quotazioni di 6,7 euro (+16% da inizio anno). Un valore però che potrebbe essere molto maggiore se il gruppo decidesse di vendere gli asset immobiliari: "il guadagno in conto capitale di tale potenziale cessione – spiegano gli analisti consentirebbe infatti di aggiungere altri 6,3 euro al nostro fair value". I rischi esistono: elevata leva operativa e dipendenza dal mercato italiano. Ma non solo. Qualche attenzione merita anche la componente azionaria alla luce della presenza nel capitale di NH Hotels con una quota del 21%, un partner che però finora si è comportato come un puro investitore finanziario. Ma per quanto ancora?

      (daniela braidi)