JOBS ACT: il Grande Bluff

02/03/2015

Contratti di lavoro, ammortizzatori sociali e lavoratori in appalto, cosa cambia.

Il Governo ha varato il Jobs Act affermando che sarebbe servito a incentivare nuove assunzioni: in realtà è servito solo a facilitare i licenziamenti e rendere più precari i lavoratori.
Conseguenze pesanti per le lavoratrici ed i lavoratori dei settori del terziario, turismo, servizi, appalti e studi professionali, le modifiche introdotte dalle nuove normative, peggioreranno le condizioni di chi lavora, con l’introduzione di forme contrattuali meno tutelanti, e un sistema di ammortizzatori sociali sempre più fragile.
I contratti di lavoro
Oltre al “Decreto Poletti” che sui contratti a tempi determinato ha esteso a 36 mesi la possibilità di attivazione senza causali e con diverse proroghe, e l’apprendistato, svuotato di tutele e reso poco concorrenziale per le aziende, l’operazione più iniqua è rappresentata dalla definizione del contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti perchè nei fatti non c’è alcuna tutela ma solo la cancellazione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Nessun reintegro per loro in caso di licenziamento illegittimo, economico, disciplinare e collettivo, ma solo una buonuscita che aumenta (crescente appunto) in base all’anzianità.
L’ articolo 18 non garantisce solamente i lavoratori contro il licenziamento illegittimo” afferma Maria Grazia Gabrielli, segretaria generale della Filcams Cgil, “è una norma di civiltà che protegge tutto il rapporto di lavoro nel suo complesso, garantendo la possibilità di esercizio di altri fondamentali diritti, quali la salute e la sicurezza, la libertà sindacale, la maternità, lo studio.”

Gli Appalti
Inoltre, per effetto dell’art 7 del Decreto emanato il 24 dicembre dal Governo, nel cambio di appalto i vecchi assunti rischiano di trovare lavoro presso l’azienda subentrante solo accettando un contratto “a tutele crescenti”.
L’art 7 rappresenta “un’ingiustizia nell’ingiustizia” per dei lavoratori con anzianità di servizio anche significative ma “colpevoli” di lavorare in regime di appalto o concessione che si potranno trovare nella condizione di essere licenziati loro malgrado e loro malgrado riassunti senza le tutele dell’articolo 18.

Stiamo parlando di decine di migliaia di addetti che operano nelle mense, nelle imprese di pulizia e servizi, nella vigilanza privata, nei ristoranti delle autostrade, delle stazioni e degli aeroporti.

“Negli appalti c’è bisogno di legalità’, di una chiara responsabilità’ del committente, del contrasto al massimo ribasso, del rispetto della clausola sociale nei subentri, di garanzie per i lavoratori” prosegue Gabrielli, “Per questo la Filcams sostiene ed è parte attiva nella raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare “gli appalti sono il nostro lavoro, i diritti non sono in appalto” promossa dalla CGIL.

Gli Ammortizzatori Sociali
Il Jobs Act oltre a rendere più facili i licenziamenti economici, con un insieme di iniziative (e mancate iniziative), priva i lavoratori del terziario delle già poche garanzie che hanno.
La cassa in deroga che ha permesso la sopravvivenza di intere imprese, ha visto progressivamente calare i finanziamenti, e restringere i criteri di accesso: interi settori come gli studi professionali si sono ritrovati tagliati fuori da un giorno all’altro.
I contratti di solidarietà di tipo B ad oggi non sono rifinanziati e questo, per diverse aziende in crisi significa procedere immediatamente ai licenziamenti.
Del fondo di solidarietà residuale, strumento che dovrebbe garantire sostegno al reddito alle imprese come le nostre che non accedono alla cassa integrazione, si sono perse le tracce.
Imminente appare poi una stretta anche sulla Cassa Integrazione Straordinaria che non sarà più concessa in caso di cessazione totale e parziale di attività.
La nuova indennità di disoccupazione (Naspi) appare complessivamente peggiorativa, soprattutto per i lavoratori discontinui e stagionali.
“La logica che presiede a tutte le azioni del Governo pare orientata a indebolire il lavoro e a svalutare il welfare in tutti i suoi aspetti” commenta con decisione la segretaria, “la Filcams ha denunciato in tutte le sedi l’iniquità e le conseguenze sull’occupazione di queste politiche sbagliate e continuerà a battersi per ottenere un sistema di ammortizzatori sociali realmente equo e accessibile a tutti.

La mobilitazione continua con assemblee in tutti i luoghi di lavoro per informare, discutere e promuovere iniziative per contrastare una idea di società basata sulle divisioni.
Contro la solitudine del lavoro noi rispondiamo con la solidarietà.

Volantini
Jobs Act, i contratti di lavoro
Jobs Act, gli appalti
Jobs Act, gli ammortizzatori sociali