#JobArt, parlano i lavoratori dei gioielli turistici

09/10/2014   (il Manifesto)


Il sindacato non è solo attivo nel campo della denuncia e della tutela dei lavoratori, ma può proporre un modello economico nuovo, raccogliere le idee su un possibile sviluppo dell’Italia (sperabilmente alternativo) e diffonderle. È quello che si propone di fare la Filcams, categoria della Cgil che segue i set­tori del terziario e del commercio, con la campagna
#JobArt.
La campagna, che ha come sottotitolo «Con la cultura si cresce» (forse a parafrasare la celebre sentenza «con la cultura non si mangia»), è partita la settimana scorsa da Lecce, città simbolo di un turismo che ha saputo fiorire negli ultimi anni grazie a un mix di bellezze storiche e naturalistiche (di cui la Puglia è ricchissima) e di tanti giovani imprenditori.
«Con questa campagna itinerante, vogliamo intercettare temi e aree di interesse specifici, per sviluppare idee e progetti, ascoltare la voce dei lavoratori e di chi vive nel quotidiano i settori del turismo e della cultura – spiega Cristian Sesena, segretario Filcams Cgil – Abbiamo l’ambizione di uscire dall’esclusivo ruolo di sindacato di denuncia e di tutela, per farci promotori di una complessiva proposta politica per il rilancio economico del paese».
#JobArt, che come si intuisce dal logo ha ovviamente un suo sviluppo anche sui social, ha indetto anche un concorso fotografico, indirizzato in particolare ai lavoratori e più in generale a tutti gli addetti del turismo. Il concorso si basa essenzialmente su un selfie.
Questo autoscatto potrà servire non solo a raccontare i luoghi e le situazioni positive del settore, ma anche le parti più negative: ad esempio lo sfruttamento e il lavoro nero, che nel turismo e ristorazione sappiamo essere diffusissimi.
«Lavori in uno dei luoghi del patrimonio culturale italiano? – chiede lo slogan che lancia il con­corso – Lavori in realtà limitrofe (alberghi, campeggi, bar ristoranti)? Raccontaci il tuo lavoro con un (auto)scatto per mettere in luce aspetti posi­tivi o problematiche».
I partecipanti dovranno inviare, tramite il sito www.filcams.cgil.it, i loro scatti evidenziando la «Grande Bellezza» o la «Grande Bruttezza» del loro lavorare nel turismo o nella cultura: «Per raccontare per immagini, orgoglio, denuncia, proposta, fascino del lavorare a ridosso o in realtà uniche per storia e paesaggio, che attraverso il loro sguardo si vuole far uscire dalla dimensione patinata della cartolina», dice la Filcams.
Le immagini del con­corso saranno esposte durante l’ultima tappa di questo tour che si svolgerà a Roma nei primi mesi del 2015 e sarà l’occasione per premiare il miglior scatto.
«Vogliamo offrire un mezzo di denuncia e contrasto al lavoro nero e irregolare, ma anche ampliare la discussione e portare sotto i riflettori la voce del lavoro – conclude il segretario Filcams Sesena – La nostra è una proposta articolata e complessiva di rilancio, da condividere con la politica, le asso­cia­zioni imprenditoriali, le associazioni dei consumatori».