JobArt, con la cultura si cresce, il viaggio continua

04/11/2015

“Il lavoro prima di tutto, ma un lavoro nuovo, fieramente non precario, finalmente stabile e professionalizzato che sia la conseguenza naturale di una nuova stagione di investimenti materiali e immateriali sulla cultura e sul turismo” lo afferma Cristian Sesena, segretario nazionale della Filcams Cgil, per spiegare gli obiettivi della campagna della Filcams  JobArt Con la Cultura si cresce, avviata più di un anno fa, e che il 4 novembre a Roma celebra la sua conclusione alla presenza di Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo e di Susanna Camusso, segretario generale della Cgil.

Il 3 ottobre 2014 prendeva il via un viaggio che, partito da Lecce, ha attraversato tutto lo stivale: Torino, San Miniato, Urbino, Siracusa, Crotone, sono state le sedi di altrettanti dibattiti e momenti di confronto che hanno visto coinvolti istituzioni, controparti, personaggi di spicco del panorama culturale, operatori di settore, tutti chiamati a esprimersi sull’importanza del binomio turismo e cultura per il rilancio economico del nostro paese.

La domanda che ci siamo posti e a cui abbiamo provato a rispondere, in questa tappa romana, con la Ricerca “Turismo, vent’anni senza”: si può ripartire dalla cultura, per rilanciare il turismo?

Stefano Landi, Presidente SL&A Turismo e Territorio, prova a spiegarlo ponendo in evidenza statistiche e numeri molto importanti e significativi.

“Secondo le ultime indagini ufficialmente disponibili, la motivazione culturale influenzerebbe quasi il 40% dei turisti internazionali: nel 2013 in 48 milioni hanno visitato il nostro Paese. Abbiamo quindi 18 milioni di stranieri attratti dalla cultura.

Tra i turisti italiani, invece, la motivazione culturale di vacanza in Italia “pesa” per il 24%, su un totale di 55 milioni di viaggiatori 2013, e quindi muove 13 milioni di turisti domestici. Considerando ancora le ultime indagini disponibili sui vacanzieri (italiani e stranieri in Italia) e in particolare i dati sulla permanenza media e la spesa, si arriva a stimare una spesa complessiva dei turisti culturali pari a 9,3 miliardi, di cui il 60% generata dai turisti stranieri: sono sempre loro, quindi, i più grandi consumatori di cultura in vacanza.”

Inoltre, “applicando i moltiplicatori settoriali diretti e indiretti della produzione dovuta alla domanda turistica si stima che il valore aggiunto generato dalla domanda turistica culturale ammonta a oltre 6,3 miliardi di euro, e l’occupazione sostenuta da questa domanda raggiunge e supera 186 mila unità di lavoro.”

E allora, nel concludere un viaggio e pronti per intraprenderne un altro, la Filcams vuole partire da questa consapevolezza: la cultura è importante per sostenere il nostro turismo, e dobbiamo ripartire da qui per rilanciarlo.

Ognuno è chiamato a dare il proprio contributo, come afferma Cristian Sesena: “La politica investendo nella conservazione, nella valorizzazione e nella promozione, nelle infrastrutture con accortezza e metodo, promuovendo le giuste coraggiose battaglie anche contro interessi, prassi e costumi consolidati, creando i presupposti per una Governance realmente partecipata che coinvolga tutti.”

Ma anche: “Le imprese che debbono avere il coraggio di cambiare ed essere pronte a rischiare investendo nella digitalizzazione, nella sostenibilità ambientale e in un lavoro di qualità. E le  organizzazioni sindacali che debbono mettere in campo strumenti e saperi, a partire dalla  bilateralità che può e deve essere sede di costruzione di nuovi servizi, dal sostegno al reddito, alla formazione, al welfare.”

Nella tappa romana di JobArt, il confronto del 4 novembre è stato aperto e schietto: “Il lavoro deve tornare centrale, ma dobbiamo parlare anche di dignità del lavoro” ha affermato Maria Grazia Gabrielli segretaria generale Filcams Cgil.

“Come si fa a pensare ad un turismo di qualità se è stato legalizzato il lavoro accessorio e irregolare?” ha affermato Susanna Camusso Segretario generale Cgil, che propone di abolire i voucher.

Il ministro Dario Franceschini, che partecipa al dibattito, si dichiara però “pronto a rivedere il sistema dei voucher.”

La Filcams Cgil vuole avanzare concrete proposte per l’avvio di un nuovo percorso di crescita e sviluppo del settore che confluiranno in una vera e propria “Carta” destinata nei prossimi mesi a promuovere una nuova stagione di riflessione e analisi  a tutti i livelli, in primo luogo, all’interno della  stessa CGIL.