Job on call vietato senza sicurezza

06/11/2003

ItaliaOggi (Lavoro e Previdenza)
Numero
263, pag. 36 del 6/11/2003
di Graziano Frigeri e Rino Pavanello

Il decreto n. 276/03 introduce nuove norme in materia di prevenzione e protezione in azienda.
Job on call vietato senza sicurezza

Lavoratori a chiamata utilizzabili previa valutazione dei rischi

Prevenzione e sicurezza garantite anche ai lavoratori in affitto (impiegati con contratto di somministrazione di manodopera); divieto di ricorrere al lavoro ´a chiamata’, se l’azienda non effettua preventiva valutazione dei rischi; nessuna tutela per i lavoratori occasionali che percepiscano un compenso complessivo inferiore ai 5 mila euro all’anno. Sono queste alcune delle novità in materia di sicurezza sul lavoro contenute nel dlgs n. 276/2003 di attuazione della delega sul lavoro.

La riforma Biagi prevede una serie di novità in materia di rischi e cautele in azienda, nonché in materia di obblighi formativi e informativi in capo al datore, legate all’introduzione di nuove figure contrattuali nel mondo del lavoro (come il lavoro intermittente o job on call) e alla ridefinizione di rapporti ´flessibili’ già esistenti (come le co.co.co.); legate, ancora, alla caduta definitiva del divieto d’interposizione di lavoro e alla correlata legittimazione della somministrazione di manodopera. Vediamo dunque in dettaglio di quali novità si tratta.

Il dlgs n. 276/03 ridisegna il quadro dei rapporti di lavoro, in particolare prevedendo o ridisciplinando:

a) la somministrazione di lavoro (ex lavoro interinale), l’appalto di servizi e il distacco;

b) il contratto a orario ridotto, modulato e flessibile;

c) l’apprendistato e il contratto di inserimento;

d) il lavoro a progetto e il lavoro occasionale.

Somministrazione di lavoro e sicurezza. Rispetto agli obblighi di tutela della salute e sicurezza, il ´lavoratore temporale’ è equiparato al ´lavoratore dipendente’, a prescindere dal contratto stipulato (somministrazione a tempo determinato o indeterminato). In proposito, esistono obblighi sia per il somministratore sia per l’utilizzatore:

- vi è a carico del somministratore un obbligo generale di informazione e di formazione dei lavoratori in ordine alle attività produttive in generale e all’uso delle attrezzature normalmente utilizzate e necessarie per lo svolgimento dell’attività lavorativa per la quale si è assunti; tali obblighi possono essere delegati all’utilizzatore mediante accordo fra le parti e comunicazione al lavoratore tramite scrittura sul contratto;

- vi l’obbligo a carico dell’ utilizzatore di adozione delle misure di tutela e protezione quando: a) le mansioni prevedono l’obbligo di sorveglianza sanitaria; b) le mansioni comportano rischi specifici.

Pertanto la sorveglianza sanitaria per i ´nuovi lavoratori interinali’, ove prevista dalla normativa, rimane a carico dell’utilizzatore che vi provvederà a mezzo del proprio medico competente.

Lavoro a orario ridotto, modulato e flessibile. Si distingue a sua volta in lavoro intermittente, ripartito e a tempo parziale. In queste tipologie di lavoro cambiano soltanto le modalità temporali con le quali il lavoratore (o i lavoratori, nel caso del lavoro ripartito) presta la propria opera a favore del datore di lavoro, che rimane titolare pertanto di tutti gli obblighi di sicurezza, essendo i prestatori d’opera in questione del tutto definibili come ´lavoratori’ ai sensi dell’art. 2 del dlgs n. 626/94. Obblighi di sicurezza sono comunque espressamente menzionati:

- dall’art. 34, comma 3 lett. a), che fa divieto di ricorrere al lavoro intermittente da parte delle imprese che non hanno effettuato la valutazione dei rischi ai sensi dell’art. 4 dlgs n. 626/94;

b) dagli artt. 35 e 42 che fanno obbligo di indicare nei contratti intermittente e ripartito le eventuali misure specifiche necessarie in relazione al tipo di attività;

c) dall’art. 39 che dispone che il lavoratore intermittente sia computato nell’organico dell’impresa ai fini dell’applicazione di normative di legge, in proporzione all’orario di lavoro svolto nell’arco di ciascun semestre.

Anche in queste forme di rapporto i prestatori d’opera sono da considerarsi ´lavoratori’ ai sensi dell’art. 2 dlgs n. 626/94, e spetta pertanto al datore di lavoro assicurare le misure di tutela previste dalla legge, ivi compresa la sorveglianza sanitaria.

Per quanto concerne il lavoro a tempo parziale, non mutano gli obblighi generali e specifici dei datori di lavoro.

Il lavoro a progetto. La materia della tutela della salute e sicurezza del lavoro per i lavoratori a progetto, che sostituiscono le vecchie co.co.co., è espressamente menzionata dall’art. 66, comma 4 del dlgs n. 276/03 che stabilisce che ai rapporti di lavoro a progetto ´si applicano le norme sulla sicurezza e igiene del lavoro di cui al decreto legislativo n. 626 del 1994, quando la prestazione lavorativa si svolga nei luoghi di lavoro del committente’. Anche nel caso del lavoro a progetto, le eventuali misure a tutela della salute e sicurezza del lavoro devono essere menzionate nel contratto.

Quando, pertanto, il lavoratore a progetto svolga la propria opera nei luoghi di lavoro del committente è da considerarsi lavoratore ai sensi dell’art. 2, dlgs n. 626/94.

Lavoro occasionale. ´Occasionale’ si intendono (art. 61, comma 2) i rapporti di lavoro ´di durata complessiva non superiore a 30 giorni nel corso dell’anno solare con lo stesso committente’. In questo caso non si applicano le disposizioni relative al lavoro a progetto, a meno che il compenso complessivamente percepito nel medesimo anno solare sia superiore a 5 mila euro. In tal caso, invece, si applicano le norme sopra citate ivi comprese quelle relative alla salute e sicurezza del lavoro.

Pertanto, è da ´lavoratore’ ai sensi del dlgs n. 626/94 anche:

- il lavoratore occasionale che percepisca un compenso complessivo superiore a 5 mila euro nel corso dell’anno solare da parte dello stesso committente;

- il lavoratore occasionale la cui prestazione di lavoro superi in durata i 30 giorni nel corso dell’anno solare, indipendentemente dal compenso.