IVANO CORRAINI RIELETTO SEGRETARIO GENERALE DELLA FILCAMS

16/02/2006

XII Congresso Filcams-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi
Palermo, 14-15-16 febbraio 2006

Ufficio Stampa
www.filcams.cgil.it

16 febbraio 2006

IVANO CORRAINI RIELETTO SEGRETARIO GENERALE DELLA FILCAMS
Mauro Guzzonato nelle conclusioni: «Immersi fino al collo in questo terribile 2006 che influirà per anni sul futuro del paese»

Con il discorso conclusivo di Mauro Guzzonato, segretario organizzativo confederale, e l’elezione dei nuovi organismi dirigenti la Filcams ha chiuso il suo XII congresso nazionale.

Il comitato direttivo, riunito al termine del congresso, ha rieletto con il 91% dei voti Ivano Corraini a segretario generale.

Il documento politico unitario è stato approvato con un voto contrario.

«Un dibattito vivace con la partecipazione di molte voci giovani, testimoni di una categoria forte e importante per la Cgil – ha detto Mauro Guzzonato nelle conclusioni –, che sta nelle trincee più esposte e da cui viene fuori un’identità che riesce a coniugare prassi negoziale e impegno sociale».

Un richiamo alla funzione intrinseca, tecnica e politica, del sindacato che Guzzonato ha immerso nel clima politico attuale, dicendosi ben convinto che la scelta della Cgil di tenere il suo congresso con questa tempistica è stata una scelta più che opportuna: «immersi fino al collo in questo terribile 2006 che influirà per anni sul futuro del paese». Insomma, la Cgil ha fatto bene a «parlare prima che gli avvenimenti si compiano», a dire la sua in corso d’opera coinvolgendo con la serie dei congressi territoriali e di categoria 1 milione 400mila iscritti, una prova di democrazia forse unica in Europa.

Negli ultimi anni, stare nel fuoco del confronto è costato molto alla Cgil, «e sarà difficile dimenticare una certa solitudine e certi insulti» per le posizioni tenute, «anche se oggi gli specialisti concordano con le tesi che da tempo sosteniamo». Come è stato per l’allarme sul declino dell’economia italiana. «Allora, nel 2003, sembrava fosse una sorta di nostro pregiudizio, oggi, purtroppo, è un giudizio condiviso da tutti». Così come aveva visto giusto, la Cgil, nel vedere che l’attacco al diritto del lavoro «sarebbe straripato poi in attacco ai diritti sociali fino a lambire lo Stato laico e la sua autonomia».

Questa lunga prova ha rinforzato la Cgil, ha sostenuto Guzzonato, facendola arrivare all’appuntamento congressuale unita, «spazzando via una democrazia delle componenti, imponendole un salto culturale» verso una democrazia libera e rispettosa dei pluralismi.

È un’idea di futuro, il tema che la Cgil ha messo al centro del suo congresso. «Un futuro che vivremo da protagonisti» con i suoi processi globali e l’aumento delle diseguaglianze, «un mondo che ci lascia inquieti», con i fallimenti di «una politica che si vorrebbe mondiale e invece è ben dentro alla dimensione nazionale».

Nel nostro paese questa politica marca «un insieme di populismo e neoliberismo che combina antichi nodi strutturali con le politiche che questo governo ha messo in campo in questi anni». È una crisi cupa, quella italiana, che ha accresciuto l’insicurezza delle persone, ha prodotto la crisi delle regole, dell’autonomia delle istituzioni fino alla crisi della stessa Costituzione.

«L’economia italiana, ferma dal 2001, è ormai una foresta pietrificata» e in fatto di etica, si chiede Guzzonato, «quanto la crisi è scesa nel profondo delle persone» in conseguenza di come si è legiferato in questi anni: condoni e leggi ad personam».

Rimontare è strada dura. Bisogna riprogettare l’Italia. Guzzonato sintetizza e basa «la riprogettazione» su quattro pilastri.

«Partecipazione legalità e rappresentanza», dice Guzzonato, che i grandi soggetti sociali partecipino alla formazione delle politiche.

«Riposizionamento del nostro sistema dei servizi e dell’apparato produttivo», dunque riposizionamento verso l’alto dell’intera capacità produttiva italiana, «un processo lungo e anche doloroso».

«Una politica redistributiva chiara» che rovesci quella praticata in questi anni, «per questo indichiamo un patto fiscale chiaro e che duri qualche anno.

«Evoluzione del welfare e modernizzazione dei servizi sociali», come sarebbe possibile, si chiede Guzzonato, riammodernare l’apparato produttivo e dei servizi senza un sistema di protezione sociale?

Infine, un’ultima specificazione da parte del segretario organizzativo confederale, «la politica dei due tempi – dice – non può più funzionare», socialmente e economicamente. Rilancio e giustizia sono i due termini della riprogettazione inseparabili.