Iva, evasione boom al Sud e al Nord-Est

12/06/2007
    martedì 12 giugno 2007

    Pagina 34 – Economia

      LE STATISTICHE

      Su cento euro prodotti nelle due aree si dichiarano 1,5 e 4 euro contro 6 e 7 di Nord-Ovest e Centro. Cala l´Ici nel 2007

        Iva, evasione boom al Sud e al Nord-Est
        e per l´Irpef autonomi sempre "poveri"

          Le persone fisiche versano in media 2.957 euro annui, le società di persone 4.486
          L´imposta sul valore aggiunto garantisce da sola un quarto dei tributi erariali

            LUISA GRION

              ROMA – L´evasione c´è e si vede. Fra le imprese che non denunciano l´intero reddito e fra quelle che si dimenticano di pagare l´Iva. Al di là delle classifiche riguardanti le entrate – dove puntualmente risulta che i lavoratori autonomi sono più poveri di quelli dipendenti – anche analizzando l´imposta sul valore aggiunto si scopre che in Italia non tutti i contribuenti, a parità di condizioni, pagano allo stesso modo. Guardando i dati Istat sui conti del 2004 (gli ultimi disponibili) risulta infatti che per ogni 100 euro prodotti, il versamento dell´Iva varia da regione in regione: nel Nord-Ovest e nel Centro se ne pagano 6 o 7; nel Nord-Est si scende a 4 e nel Sud e isole non si va oltre l´euro e mezzo.

              Differenze non da poco, visto che l´imposta sul valore aggiunto è la seconda nel sistema tributario sia per numero di contribuenti (circa 5,6 milioni) che per gettito assicurato (un quarto circa dei tributi erariali). Differenze che denunciano un´evasione fiscale che anche un´associazione imprenditoriale come la Confindustria decide ora di denunciare. Nel caso specifico dell´Iva, nonostante tra i contribuenti vi sia una netta prevalenza delle persone fisiche e delle società di persone (insieme rappresentano circa l´83 per cento dei contribuenti), sono comunque le società di capitale quelle che presentano volumi d´affari e di Iva maggiori. Se in media dalle persone fisiche risulta un´Iva di competenza di 2.957 euro annui, per le società di persone si sale a 4.486 euro e per quelle di capitali 56.268.

              Poca Iva pagata e pochi redditi: per quanto riguarda l´Irpef la mappa della povertà che i tecnici delle Entrate forniscono incrociando i dati delle dichiarazioni del 2005 segnalano come orefici e ristoratori vivano peggio di un maestro elementare. Un gioielliere toscano denuncia in media meno di 20 mila euro l´anno, un ristoratore laziale meno di 12 mila.

              Per evasori e non una buona notizia comunque c´è e riguarda i proprietari di abitazione: il carico dell´Ici sta diminuendo. Quest´anno – per la prima volta da quando l´imposta è stata istituita – il conto sarà più basso: si fermerà, in media, a 136,35 euro, circa 6 euro in meno del 2006 (-4,2 per cento). A fare i calcoli è stata la Uil che ha elaborato il costo dell´imposta comunale sugli immobili in 104 città di capoluogo di provincia, dal massimo di Bologna, dove si sfiorano i 470 euro al minimo di Reggio Calabria (17,5 euro). Alla diminuzione si arriva grazie al mix di detrazione e aliquote. Nel 2007, per una famiglia composta da due lavoratori dipendenti, con due figli a carico, prima casa di 80 mq ed un reddito annuo lordo totale di 36.000 euro, l´Ici diminuisce in 36 città mentre aumenta solo a Prato, Rimini e Foggia.