Italiani sempre più no-fisco

12/03/2007

    sabato 10 marzo 2007

    Pagina 25 – Economia

    IL FENOMENO DILAGA SOPRATTUTTO TRA I GIOVANI

    Italiani sempre più no-fisco

      Studio di Bankitalia denuncia: è cresciuta la propensione a evadere

        Tollerano meno
        le tasse gli autonomi
        Tra i dipendenti in
        prima fila gli operai

          FABIO POZZO
          TORINO
          Che gli italiani non vadano d’accordo col Fisco già si sapeva. E’ un rapporto, burrascoso, che si perde nel passato. E che – nonostante le politiche mirate, gli appelli e i richiami, l’inasprimento dei codici – putroppo non fa registrare inversioni di tendenza. Anzi, la rotta appare sempre più tracciata.

          La conferma si ha da uno studio della Banca d’Italia, che analizza le opinioni dei nostri connazionali sulla fiscalità e che testimonia come, tra il 1992 e 2004, dunque dodici anni, la propensione ad evadere nel Bel Paese sia cresciuta. E come, se non bastasse ancora, il problema delle risorse sottratte all’erario sia sempre meno considerato una questione politica ed economica di rilievo.

          Le cifre non lasciano margine a dubbi. A giudicare grave o gravissima l’evasione è il 76,3% degli intervistati, contro l’83,2% registrato da un’analoga indagine condotta dall’Amministrazione finanziaria all’inizio degli Anni Novanta. Sono aumentati, per contro, coloro che considerano la questione «un problema come gli altri» o addirittura «marginale»: dal 16,7% al 23,8%. Quanto ai controlli per sconfiggere il fenomeno, scende – dal 61,2% al 38,8% – la quota di chi ritiene necessario un incremento degli stessi, mentre aumenta – dal 6,2% all’8,8% – quella di coloro che ne chiedono una diminuzione. E ancora, sono sempre meno (dal 50,5% al 32,7%) gli italiani che vogliono un Fisco che metta il naso più dettagliatamente in casa, ufficio dei connazionali con un tenore di vita elevato.

          Lo studio di Bankitalia disegna anche un identikit dell’italiano poco amico del Fisco. E’ giovane, con meno di 40 anni, ha un basso livello d’istruzione – via via che cresce l’età e il cursus scolastico il grado di tolleranza diminuisce – e svolge un lavoro autonomo (sale da 8,8% all’11,5% la quota di chi chiede una tassazione forfettaria). E ancora, vive in province con alti livelli di disoccupazione (dove, dunque, il lavoro irregolare è molto più diffuso), scarsi servizi pubblici (perché pagare lo Stato?) ed elevata criminalità (il rispetto delle regole è più basso). Tra i dipendenti, la propensione ad evadere risulta maggiore per gli operai e minore, invece, per i dirigenti e i quadri direttivi.

          All’italiano piace, poi, il federalismo fiscale (48% a favore, 26% contro), ma soprattutto al Nord (51%, al Sud 49%), mentre ama sempre meno i condoni: il 32,1% ritiene che premino gli evasori e scoraggino gli onesti, contro il 18,2% del 1992.