Italiani pessimisti, ma tornano a risparmiare

18/12/2009

Il rapporto Bnl-Centro Einaudi Il 53% non riesce a mettere soldi da parte, ma nel pieno della crisi era il 69%

ROMA — Gli italiani reggono bene alla crisi, se possono risparmiano, cambiando i comportamenti di spesa, ma non sono troppo ottimisti per il futuro. Sono convinti infatti che nei prossimi 5 anni avranno un abbassamento del tenore di vita e una crescita debole. È quanto emerge dal rapporto 2009 sul risparmio e sui risparmiatori in Italia elaborato dalla Bnl e dal centro Einaudi presentato ieri dal presidente e dall’amministratore delegato della banca, Luigi Abete e Fabio Gallia. Anche con la recessione le famiglie hanno continuato a fare le formiche. La percentuale di italiani che non riesce a mettere soldi da parte è diminuita infatti dal 69%, picco massimo registrato nel 2008, al 53% del 2009. Un tasso ancora alto (nel 1984 non risparmiava solo il 6,2% delle famiglie), ma che sottolinea come l’Italia «abbia tenuto anche grazie alla forza del suo risparmio » dice il rapporto, frutto del sondaggio presso un campione di 800 famiglie. Sale pure la percentuale, il 57% degli intervistati contro il 44% del 2008, di chi è soddisfatto del proprio livello economico. L’ottimismo sparisce però se si prendono in considerazione le aspettative sull’andamento futuro, soprattutto se è un futuro da pensionati: solo il 6,5% pensa che il proprio reddito a 65 anni sarà «più che sufficiente». Dunque, meglio mettere da parte per i tempi più bui, anche se c’è poca educazione finanziaria.

Un campo questo in cui la Bnl, hanno detto Abete e Gallia, si sta muovendo con una serie di seminari nelle varie filiali su temi che vanno dall’uso del conto corrente alla scelta del mutuo. La Borsa resta in coda alle preferenze: l’85% degli intervistati non ha né comprato né venduto titoli azionari negli ultimi 5 anni.

Aumenta invece la quota di chi si indirizza verso gli investimenti sicuri, con l’acquisto della casa in testa. Anche se le compravendite sono diminuite e il 75% del totale ha già una casa di proprietà. Nei primi sei mesi del 2009 sono così calati del 13,1% anche i mutui erogati. E poi ci sono i debiti: circa il 21% degli italiani ha più di un finanziamento.