Italiani pessimisti la ripresa non ci sarà

31/03/2003

          LUNEDÌ, 31 MARZO 2003
           
          Pagina 26 – Economia
           
          LA RICERCA
           
          Confcommercio-Ispo: prezzi in aumento, calano i consumi
           
          Italiani pessimisti la ripresa non ci sarà
           
           
           
           

          ROMA – Un futuro sempre più a tinte fosche. Gli italiani guardano al conflitto in corso in Iraq, ma anche al dopoguerra, con crescente preoccupazione, sia per la propria situazione economica, sia per quella più generale del nostro paese. Secondo un sondaggio commissionato da Confcommercio all´Ispo di Renato Mannheimer, c´è chi si attende un aumento del carovita, chi prevede di investire meno o molto meno denaro per gli acquisti di una certa importanza, e c´è chi si dice convinto di un forte rallentamento della sospirata ripresa.
          Futuro nero, dunque, per il 35,7 per cento del campione, che pensa ad un peggioramento della situazione dopo la guerra in Iraq. E solo un italiano su dieci si dice poi "ottimista" prevedendo una lieve ripresa mentre il 34,7 per cento si attende il perdurare dell´attuale situazione di crisi. E, anche guardando nelle proprie tasche, le previsioni non sono certo tra le più rosee: quasi la metà degli abitanti del paese prevede tra un anno di rimanere nella stessa situazione attuale mentre il 16,3% si attende di dover fare i conti con un peggioramento della propria situazione familiare.
          C´è però un diverso approccio nell´attenzione al futuro del portafogli degli elettori di centrodestra e quelli vicini al centrosinistra: gli elettori della Casa delle Libertà si dicono infatti più ottimisti ("situazione migliore tra un anno" per il 23% contro il 12% tra i sostenitori dell´opposizione) mentre ad attendere una vera e propria débacle sono gli elettori di sinistra, per la maggior parte dei quali se si assisterà ad un cambiamento questo sarà sicuramente in negativo.
          Tutti gli italiani però, al di là degli schieramenti politici, temono un surriscaldamento dell´inflazione: il carovita, secondo la metà degli intervistati aumenterà, mentre un calo delle tensioni sui prezzi è atteso soltanto da 6 italiani su cento.
          Tanto basta per "chiudere" le tasche in attesa di tempi migliori: solo il 9 per cento del totale prevede, infatti, di fare degli acquisti in più nel prossimo futuro, soprattutto per ciò che riguarda i beni di "una certa importanza" mentre il 66,8% punta a stringere decisamente la cinghia. E tra questi ultimi, quasi il 50% afferma che addirittura, "non investirà per nulla".
          E mentre l´indice di fiducia sull´andamento dell´economia resta ai minimi degli ultimi anni, nella ricerca, condotta su un campione di circa 5mila intervistati, gli abitanti del nostro paese confermano la tendenza tutta italiana al rifugiarsi tra le mura domestiche, rassicurati (almeno) da sentimenti e famiglia. Proprio per questo l´84% del campione si dice solennemente molto o abbastanza soddisfatto della propria vita privata.