Italiani meno sicuri del posto

13/11/2003



      Giovedí 13 Novembre 2003

      Indagine: La sicurezza professionale


      Italiani meno sicuri del posto
      MILANO 1 Cresce in Italia il timore di restare senza lavoro. Ma parallelamente aumenta la fiducia di trovare una nuova occupazione. Lo rivela un’indagine di Right
      Management Consultants, società di consulenza americana attiva nel settore dell’organizzazione aziendale. Nel sondaggio, svolto su 17 Paesi di cui 12 europei, sono stati analizzati gli umori dei lavoratori a tempo pieno sulle prospettive di carriera e sul mercato del lavoro locale. L’indice di sicurezza professionale degli italiani è passato dai 52,18 punti (100 è il tetto di fiducia) registrati a marzo 2003 ai 48 di oggi. Scendendo di fatto al di sotto della media europea
      che si è attestata a 49,90. Se da un lato dunque cresce la paura di perdere il posto di lavoro, dall’altro si riduce il pessimismo sulle difficoltà, per chi perde l’occupazione, a trovare un impiego analogo al precedente, con la stessa retribuzione. «L’Italia sta attraversando una profonda trasformazione culturale e strutturale del mercato del lavoro — spiega Elena Murelli, amministratore delegato di Right Management
      Consultants in Italia — e comincia a farsi strada anche se a piccoli passi, l’idea di un maggiore dinamismo nei percorsi di carriera. Istituzioni e imprese dovranno facilitare questo passaggio».
      A livello globale i più pessimisti sono ad Hong Kong, mentre in Europa lo scettro va ai tedeschi: l’indice di sicurezza professionale in Germania scende infatti da
      44,18 punti di marzo ai 43,1 di novembre.
      Ma il salto negativo maggiore nel Vecchio Continente riguarda gli olandesi che precipitano da 59.63 punti a 44,2. Qualche preoccupazione sulle prospettive del mercato del lavoro si segnala anche in Belgio, Irlanda e Danimarca. Negli Stati Uniti e in Giappone cresce lievemente la percezione del rischio e i timori di perdere
      il posto, ma restano pressoché invariati i valori di riferimento. Tra i più fiduciosi nell’Unione invece gli spagnoli: 55,18 i punti registrati in marzo, 59,4 quelli di
      novembre. Una percezione condivisa dagli svedesi che si confermano i più ottimisti in Europa.

      LAURA DI PILLO