Italia promossa, tesoretto ai più deboli

07/05/2007
    sabato 5 maggio 20o7

    Pagina 2 – Politica e società

    Italia promossa, tesoretto ai più deboli

      L’agenzia Moody’s: positiva l’azione del governo. Divergenze tra Prodi e Rutelli sul taglio dell’Ici

        di Bianca Di Giovanni/ Roma

        CASA E SOLDI – La riduzione dell’Ici? «Non è da fare oggi». Romano Prodi rinvia sine die il taglio dell’imposta sugli immobili, provocando la rezione di Francesco Rutelli, che aveva sostenuto l’abolizione almeno sulla casa di residenza. «Il tema dell’Ici non l’ho sollevato io – dichiara – ma lo stesso presidente del consiglio, con il plauso generale nel momento del dibattito sulla fiducia in senato». Ultima querelle al vertice della coalizione, proprio nel giorno in cui il centro-sinistra incassa la promozione di Moody’s. L’agenzia di rating conferma il «voto» AA2 per il nostro Paese che «rispecchia sia il calo lento ma costante del rapporto tra debito pubblico e pil, sia l’importanza dell’appartenenza all’area euro». Insomma, il risanamento c’è e la ripresa dovrebbe confermarsi, con un Pil al 2% quest’anno. Disco verde anche per le riforme del centro-sinistra e per la Finanziaria.

        Non una parola dagli economisti di Moody’s sull’utilizzo del cosiddetto «tesoretto», tema che infiamma il clima politico. Ancora non è detta l’ultima parola sull’effettiva quantità da utilizzare. Tommaso Padoa-Schioppa resta fermo per ora a 2,5 miliardi, destinando il resto (7,5 miliardi) alla correzione del deficit per il 2008. Voci ricorrenti parlano di un eventuale aumento, addirittura di un raddoppio della cifra da poter spendere, cioè 5 miliardi, ma dalle Entrate non arrivano segnali in quel senso. Tanto più che il confronto con il gettito dell’anno scorso da giugno in poi comincerà ad essere molto impegnativo, visto che da quel mese le entrate hanno ripreso a crescere.

        Quanto all’utilizzo, Prodi conferma le intenzioni già espresse nella sua lettera al Corsera di qualche settimana fa: privilegiare le famiglie più povere. «Va risolta – afferma Prodi – la miseria di molte famiglie e ci sono due realtà da affrontare: le famiglie numerose e le persone anziane. E aiutare significa dare dei soldi». I due terzi della somma andrebbe dunque a chi è più in difficoltà, cioè agli aiuti agli incapienti e alle pensioni più basse, per i quali spingono sul governo sindacati e sinistra radicale. Sulla casa come primo passo si pensa piuttosto all’edilizia popolare. Per ora niente Ici, che da sola costerebbe l’intera somma del tesoretto messa a disposizione dall’Economia.

        Il dibattito tra il partito della spesa e quello del rigore è destinato a prolungarsi fino ai primi di luglio, quando si conoscerà l’effettiva quantità di risorse con l’assestamento di bilancio e la verifica dell’autotassazione. Intanto il menù di interventi si allunga. È assai probabile che il governo debba intervenire sul cuneo fiscale, allargando gli sconti anche a banche e assicurazioni (finore escluse), misura che costerà 600 milioni. Allo studio anche l’eliminazione del ticket sulla diagnostica, senza contare gli interventi per l’ambiente e le infrastrutture. Tutto questo, fuori dai tavoli di concertazione. Per le risorse si punta ancora sulla lotta all’evasione, mentre resta in secondo piano l’impegno sui risparmi di spesa. Anzi, i tecnici di Via Venti Settembre avvertono che molti risparmi attesi in Finanziaria alla fine non si vedranno. Il più a rischio è il patto di stabilità con gli enti locali. Per questo Padoa-Schioppa tiene strette le briglie e tenta di salvaguardare il tesoretto. Dall’alto dei risultati già raggiunti: ripresa avviata e risanamento raggiunto in una sola Finanziaria.