Italia, prezzi ancora più caldi

01/03/2004


SABATO 28 FEBBRAIO 2004

 
 
Pagina 25 – Economia
 
 

Italia, prezzi ancora più caldi
in Europa ai minimi da 4 anni
Berlusconi: colpa della moneta unica. Cgil: governo latitante
          L´Istat ritocca al rialzo (2,4%) le stime delle città campione a febbraio. Calo all´1,6% nella zona euro

          Gli incrementi mensili più forti hanno riguardato i trasporti e i servizi sanitari
          LUISA GRION


          ROMA – Corre di nuovo. Gli italiani – a dire il vero – non si erano mai accorti che si fosse fermata. Ma quella che da sempre è una loro percezione ora trova conferma anche nelle prime stime dell´Istat sul costo della vita a febbraio. Se le città campione lo avevano già avvistato al 2,3, ieri l´istituto di statistica lo ha segnalato al 2,4, in netta crescita sul dato ufficiale di gennaio (2,2%). La tendenza smentisce lo stop degli ultimi sei mesi, preoccupa consumatori e sindacati e fa sì che Berlusconi rispolveri la vecchia idea che sia tutta colpa dell´euro. Tutto questo mentre, nel resto dell´Europa, l´inflazione continua a scendere.
          A far risalire l´indice – in quella che l´Istituto ha definito una «fiammata passeggera – sarebbero stati soprattutto i trasporti, legati all´aumento del prezzo della benzina, le spese sanitarie e servizi per la casa. Ma, andamenti delle singole voci a parte, secondo il premier dietro a tutto questo c´è, in realtà, una sola, precisa responsabile: la moneta unica. «Fatemi guardare il dato – ha detto ieri Berlusconi – l´impatto dell´euro, sapete, ha provocato certe situazioni. Credo che il fatto sia ormai nella consapevolezza di tutti».
          Una lettura che non ha convinto né l´opposizione, né i consumatori, anche perché nelle stesse ore arrivava da Bruxelles la notizia che, negli altri paesi dell´area euro, il costo della vita continua a scendere. Guardando i dati di gennaio – ha annunciato Eurostat – l´indice medio dei prezzi nei 12 paesi partner è scesa dal 2 all´1,9 per cento. Per febbraio si stima un ulteriore calo all´1,6 per cento: sarebbe il livello minimo raggiunto degli ultimi quattro anni.
          Comunque si voglia leggere la questione, e pur tenendo conto che in Italia il mese scorso l´inflazione stava al 2,2 per cento, resta dunque il fatto che siamo stabilmente sopra alla media. Gli altri tendono a scendere, noi no. Ciò basta per far dire a Bersani, responsabile economico dei Ds, che «anche un bambino capisce che non può essere colpa dell´euro se i prezzi aumentano. Siamo solo noi nell´Europa dell´euro ad avere crescita zero e prezzi caldi. Vorrà dire che abbiamo qualche problema e che sarà impossibile risolverlo continuando a negarlo testardamente». Idem dalla Margherita: «Piuttosto che piagnucolare a giorni alterni contro la moneta unica – ha detto Pinza – il presidente del Consiglio farebbe bene ad erigerle un monumento: se la vecchia lira non fosse stata agganciata all´euro l´inflazione avrebbe corso in maniera incontrollabile».
          Convinti dell´innocenza in sé della moneta unica sono anche i sindacati e i consumatori. «Il governo ha latitato» – ha riassunto Epifani, leader della Cgil. Per Cittadinanzattiva ciò vuol dire che: «Realizzare i controlli di cui si parla in questi giorni, tra l´altro con un ritardo di oltre due anni, non basta». Polemico anche Elio Lannutti dell´Adusbef: «L´Istat ha una sorta di masochismo ed ha un atteggiamento di provocazione nei confronti degli italiani: si diverte a giocare con la loro pazienza – ha detto – non dovrebbe farlo: sta giocando con mille miliardi di vecchie lire di stipendi».