Italia, pochi investimenti nel turismo

24/06/2004


       
       
       
       
      ItaliaOggi Turismo
      Numero 150, pag. 15 del 24/6/2004
      Autore: di Fabio Donfrancesco
       
      Italia, pochi investimenti nel turismo
       
      Alla Bocconi.
       
      Spagna batte Italia 2 a zero. Non parliamo dell’ennesima batosta sul campo di calcio, bensì del volume degli investimenti fatti, nel settore del turismo, rispettivamente dai due paesi nell’ultimo decennio. La conferma è venuta ieri dall’intervento di Ignacio Vasallo, direttore di TourEspana, l’ente nazionale di promozione turistica iberico, al seminario sulla competitività nel turismo organizzato dall’università Bocconi. Il manager ha presentato una recente ricerca da cui si evince che, dagli anni 90 in poi, la Spagna ha da un lato raddoppiato gli investimenti pubblici e dall’altro tagliato l’Iva dal 16 al 7% per il comparto. ´Proprio quest’ultimo provvedimento è stato la chiave di volta che ha consentito alla Spagna di superare l’Italia e gli altri paesi europei nella classifica del movimento turistico’, ha ammesso il manager davanti a una schiera di giovani studenti, in chiusura del Master in economia del turismo (Met) promosso dall’università milanese. ´Abbiamo intrapreso un ambizioso programma di riconversione industriale che ha portato il turismo a coprire circa il 12% del pil. Gli investimenti degli enti locali, a cui spettano gran parte delle competenze, hanno raggiunto i 600 miliardi di euro nel 2003′. A onor del vero anche il paese iberico ha scontato un periodo di crisi o comunque di rallentamento degli arrivi e del giro d’affari. ´Ma, a differenza dell’Italia’, ha sottolineato Vasallo, ´non dipendiamo più di tanto dai turisti di lungo raggio e d’affari. Quindi, il mancato arrivo degli americani e giapponesi, nonché la diminuzione dei viaggi d’affari, non ci ha particolarmente colpito. Non ci culliamo certo sugli allori’, ha concluso Vasallo, ´perché il mercato ci richiede flessibilità, segmentazione e diversificazione dell’offerta’. Poco prima aveva preso la parola il suo omologo italiano Piergiorgio Togni, direttore generale dell’Enit, il quale ha ricordato che ´se tanto i nostri diretti concorrenti in Europa, quanto i paesi lontani investono cifre considerevoli nel turismo, il governo italiano invece centellina le risorse a disposizione dell’Enit’. (riproduzione riservata)